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Teorie dell'Apprendimento in Psychologia: L'Apprendimento in Laboratorio, Dispense di Psicologia Generale

Una panoramica delle teorie dell'apprendimento in psicologia, con un focus particolare sull'apprendimento in laboratorio. L'autore discute del ruolo dell'apprendimento nella scuola e della necessità di analizzare situazioni complesse per comprendere i principi fondamentali di apprendimento. Successivamente, viene esplorato l'apprendimento in laboratorio, dove è possibile modificare intenzionalmente variabili, mantenere altre costanti e misurare precisamente le modificazioni di comportamento. Anche della possibilità di sottoporre problemi a singoli soggetti o gruppi, di fornire indizi e di misurare e registrare il tempo impiegato per arrivare alla soluzione. Infine, vengono presentati esperimenti sull'apprendimento condotti in laboratorio, come quelli sulla condizionamento classico.

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 27/11/2019

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silvia-toscano-1 🇮🇹

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L’APPRENDIMENTO. UNA RASSEGNA DELLE TEORIE DELL’APPRENDIMENTO IN
PSICOLOGIA.
CAPITOLO 1. In che modo gli psicologi studiano
l’apprendimento.
Gli psicologi utilizzano il termine apprendimento in un’accezione più ampia rispetto all’uso
che se ne fa comunemente. Nell’accezione del termine propria della psicologia, le cose
che si apprendono non devono necessariamente essere ‘’giuste’’o adattive, coscienti o
intenzionali e non richiedono necessariamente il compimento di qualche atto esplicito.
L’APPRENDIMENTO A SCUOLA.
Nel contesto scolastico, l’apprendimento svolge un ruolo di primo piano. Numerose sono le
cose che l’alunno impara dall’insegnante, molte le quali non previste dal programma; altre
cose ancora le impara dai libri, dai compagni di scuola, ma anche dallo stesso ambiente
fisico della scuola che frequenta. Parte di quello che apprende è misurabile sotto forma di
conoscenze e capacità specifiche, un’altra parte invece è costituita dai cambiamenti che
investono gli atteggiamenti, le emozioni, il comportamento sociale.
Il compito dello psicologo è quello di analizzare situazioni così complesse scomponendole
nei loro elementi costitutivi e di cercare di comprendere i principi di fondo, motivazionali e
di apprendimento, che possono spiegarle.
L’APPRENDIMENTO IN LABORATORIO.
Nell’apprendimento in laboratorio possiamo disporre di situazioni che offrono la possibilità
di modificare intenzionalmente determinate variabili, di mantenerne costanti altre e di
misurare con precisione le modificazioni di comportamento che ne derivano.
Situazioni complesse di apprendimento(Legare due corde e memorizzazione meccanica).
Per alcuni problemi di apprendimento vi sono soluzioni semplici che il soggetto può
ricavare attingendo alle proprie esperienze precedenti, ma al tempo stesso i problemi sono
difficili perché per risolverli è necessario utilizzare questo bagaglio di esperienze passate
in modi nuovi. In ogni caso la soluzione comporta in genere un periodo di ricerche
inconcludenti; è solo dopo questo periodo che si affaccia un lampo di intuizione. La
presenza di un eventuale indicazione ha l’effetto di condurre a una rapida soluzione del
problema.
I percorsi mentali che conducono alla soluzione del problema non solo si presentano alla
mente all’improvviso, ma si imprimono anche molto bene nella memoria in confronto a
numerosi altri contenuti didattici che vengono appresi. Nel
caso del laboratorio si ha la possibilità di sottoporre il problema a soggetti singoli oppure a
gruppi di soggetti, fornendo loro degli indizi in determinanti momenti, ed è anche possibile
misurare e registrare il tempo impiegato da ciascun soggetto ad arrivare alla soluzione. La
situazione del laboratorio offre la possibilità di indagare due diversi insiemi di fattori che
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L’APPRENDIMENTO. UNA RASSEGNA DELLE TEORIE DELL’APPRENDIMENTO IN

PSICOLOGIA.

CAPITOLO 1. In che modo gli psicologi studiano

l’apprendimento.

Gli psicologi utilizzano il termine apprendimento in un’accezione più ampia rispetto all’uso che se ne fa comunemente. Nell’accezione del termine propria della psicologia, le cose che si apprendono non devono necessariamente essere ‘’giuste’’o adattive, coscienti o intenzionali e non richiedono necessariamente il compimento di qualche atto esplicito.

L’APPRENDIMENTO A SCUOLA.

Nel contesto scolastico, l’apprendimento svolge un ruolo di primo piano. Numerose sono le cose che l’alunno impara dall’insegnante, molte le quali non previste dal programma; altre cose ancora le impara dai libri, dai compagni di scuola, ma anche dallo stesso ambiente fisico della scuola che frequenta. Parte di quello che apprende è misurabile sotto forma di conoscenze e capacità specifiche, un’altra parte invece è costituita dai cambiamenti che investono gli atteggiamenti, le emozioni, il comportamento sociale.

Il compito dello psicologo è quello di analizzare situazioni così complesse scomponendole nei loro elementi costitutivi e di cercare di comprendere i principi di fondo, motivazionali e di apprendimento, che possono spiegarle.

L’APPRENDIMENTO IN LABORATORIO.

Nell’apprendimento in laboratorio possiamo disporre di situazioni che offrono la possibilità di modificare intenzionalmente determinate variabili, di mantenerne costanti altre e di misurare con precisione le modificazioni di comportamento che ne derivano.

Situazioni complesse di apprendimento(Legare due corde e memorizzazione meccanica).

Per alcuni problemi di apprendimento vi sono soluzioni semplici che il soggetto può ricavare attingendo alle proprie esperienze precedenti, ma al tempo stesso i problemi sono difficili perché per risolverli è necessario utilizzare questo bagaglio di esperienze passate in modi nuovi. In ogni caso la soluzione comporta in genere un periodo di ricerche inconcludenti; è solo dopo questo periodo che si affaccia un lampo di intuizione. La presenza di un eventuale indicazione ha l’effetto di condurre a una rapida soluzione del problema. I percorsi mentali che conducono alla soluzione del problema non solo si presentano alla mente all’improvviso, ma si imprimono anche molto bene nella memoria in confronto a numerosi altri contenuti didattici che vengono appresi. Nel caso del laboratorio si ha la possibilità di sottoporre il problema a soggetti singoli oppure a gruppi di soggetti, fornendo loro degli indizi in determinanti momenti, ed è anche possibile misurare e registrare il tempo impiegato da ciascun soggetto ad arrivare alla soluzione. La situazione del laboratorio offre la possibilità di indagare due diversi insiemi di fattori che

contribuiscono a determinare i processi dell’apprendimento: i fattori legati alla situazione e quelli aventi a che fare con il singolo soggetto.

Situazioni di apprendimento più semplici

Molti psicologi conducono esperimenti allo scopo di analizzare varie esperienze di apprendimento; a questo fine scompongono le esperienze di apprendimento in oggetto nei loro elementi costitutivi più semplici e poi studiano queste componenti separatamente. Questi esperimenti studiano le modificazioni di una singola risposta: frequenza, ampiezza o velocità. Il loro obiettivo è di studiare le componenti fondamentali delle forme quotidiane di apprendimento allo scopo di giungere a una conoscenza più approfondita della natura dell’apprendimento, nella speranza di poter utilizzare queste conoscenze per avanzare previsioni sui processi dell’apprendimento in situazioni più complesse. Spesso gli animali si sono rivelati soggetti di ricerca più soddisfacenti degli esseri umani. Questo perché gli animali non possiedono qualità complesse quali la capacità linguistica e le tradizioni culturali; il loro patrimonio di esperienze passate è più semplice, meno variabile di quello degli esseri umani; sul loro corredo genetico si può intervenire ampiamente e lo stesso si può fare con il modo di allevarli. Tutti questi fattori consentono di studiare con maggiore facilità i vari aspetti dei processi dell’apprendimento dell’animale isolandoli uno per uno mentre nel contempo si provvede a mantenere costanti gli altri. Non fa una grande differenza quali specie scegliamo di studiare; le leggi fondamentali dell’apprendimento sono le stesse nei ratti, nei cani, nei piccioni. Nessuno dubita che esistono differenze tra i modi in cui l’apprendimento ha luogo in specie diverse, ma spesso si da per scontata l’esistenza di alcuni principi di fondo comuni a numerose specie, principi dai quali si possono dedurre le particolarità delle forme di apprendimento che distinguono le diverse specie. Una risposta animale di tipo semplice è l’atto del beccare che si osserva nel piccione, studiato attraverso una specifica procedura: si rinchiude un piccione in una gabbia(nota come ‘Gabbia di Skinner’) su una parete della quale si trova un pulsante luminoso. Questo pulsante viene chiamato tasto perché nel momento in cui viene premuto determina la chiusura di un circuito elettrico, che a sua volta ha l’effetto di azionare uno strumento che registra la risposta emessa dal piccione. Qualora un piccione affamato becchi di quando in quando il tasto luminoso, se ogni volta che lo becca viene premiato con dei chicchi di mangime, il piccione comincia a beccarlo a ritmo elevato. La bassa frequenza con cui il piccione becca il tasto prima di ricevere il cibo viene chiamata frequenza base o normale****. Qualora si cominci a somministrare il cibo ogni qualvolta il piccione becca il tasto, la frequenza delle beccate aumenta. Questo cambiamento sta a indicare che il cibo ha l’effetto di rinforzare l’atto della beccata. Ognuna delle modalità di conduzione dell’esperimento che si decide di adottare costituisce un programma di rinforzo. Se alle beccate del piccione non segue più la somministrazione del cibo, la frequenza delle beccate diminuisce. Il calo della frequenza delle beccate dovuto alla soppressione del rinforzo indica che il comportamento in questione sta andando incontro al fenomeno chiamato estinzione. Se dopo che ha avuto luogo l’estinzione si lascia passare un intervallo di tempo in cui il piccione non ha modo di raggiungere il tasto, e se poi glielo si rende di nuovo disponibile è probabile che la frequenza delle beccate divenga più elevata. Questo aumento di frequenza con cui viene emesso un determinato comportamento è chiamato recupero spontaneo. Se il tasto che il piccione ha beccato ricevendo per tale

1)Il primo ha a che fare con la misurazione : la situazione di laboratorio permette di misurare i comportamenti del soggetto in modo più accurato di quanto sia possibile fare al di fuori. La superiore precisione di queste operazioni di misurazione si rivela preziosa per tre motivi. Primo, fornisce un quadro più completo e permette di registrare particolari che altrimenti verrebbero trascurati. Secondo, salvaguarda il ricercatore dal rischio di cadere nell’errore di notare e ricordare soltanto quello che si aspetta di vedere accadere. Terzo, un’accurata misurazione salvaguarda anche il ricercatore da tutti i possibili errori non sistematici che facilmente influenzano l’osservazione e la memoria quando si conducono ricerche che fanno parte del lavoro di ogni giorno. Il lavoro di misurazione condotto in laboratorio è più completo, più preciso e più obiettivo di quello svolto in situazioni analoghe di altro tipo.

  1. Il secondo vantaggio che si ricava dagli studi condotti in laboratorio costituisce nella possibilità di fare ricerche in un ambiente controllato. Si tratta dell’opportunità di studiare una cosa alla volta: tenere sotto controllo una variabile significa avere la possibilità di mantenerla costante per evitare che interferisca con un’altra variabile che stiamo osservando.

Il fatto che gli studi sull’apprendimento condotti in laboratorio prestino grandi vantaggi quanto a possibilità di misurazione, controllo e verifica non deve farci credere che ne scaturiscano facili ricette per la risoluzione dei problemi pratici; dato che il loro oggetto di studio è costituito da singole variabili estrapolate dal loro contesto, è raro che gli esperimenti di laboratorio possano fornire risposte immediate in merito al problema della modalità con cui le variabili studiate interagiscono in senso a tale contesto. Gli studi sperimentali condotti in ambiente di laboratorio, oltre a fornire conoscenze rilevanti sui processi d’apprendimento, offrono anche numerosi indicazioni su come affrontare i problemi che si incontrano non solo a scuola ma anche in diverse altre situazioni