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L'atmosfera: composizione, struttura e dinamica, Appunti di Scienze della Terra

Riassunto completo sull'atmosfera terrestre

Tipologia: Appunti

2018/2019

In vendita dal 12/08/2019

Beatrice.Sisti
Beatrice.Sisti 🇮🇹

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L’ATMOSFERA: COMPOSIZIONE, STRUTTURA E
DINAMICA
La composizione dell’atmosfera
L’involucro gassoso che avvolge il pianeta è una miscela di gas di composizione
variabile, in cui sono presenti anche particelle liquide e solide. Si distingue
tra:
BASSA ATMOSFERA (omosfera): composizione chimica costante (moti convettivi
che rimescolano continuamente i gas). Il vapore acqueo ha concentrazione
molto variabile: è presente in quantità maggiore a bassa quota (la
temperatura diminuisce con l’altezza e a basse temperature il vapore
condensa), in prossimità degli oceani e nella fascia equatoriale (dove è più
intensa l’evaporazione). La presenza del vapore acqueo è fondamentale per
l’equilibrio termico e idrico del pianeta. È abbondante anche il pulviscolo
atmosferico (complesso di polveri fini provenienti dall’erosione del suolo,
dalle eruzioni vulcaniche, dalla disintegrazione delle meteoriti, dai
processi di combustione e dall’evaporazione dell’acqua marina), di cui fanno
parte anche particelle di origine biologica.
ALTA ATMOSFERA (eterosfera): non è chimicamente omogenea. I gas sono
stratificati in base alla loro densità:
-90-200 km: azoto e ossigeno molecolari;
-200-1100 km: gas leggeri (idrogeno e elio) e ossigeno atomico;
-1100-3500 km: elio;
-Sopra 3500 km: idrogeno atomico.
La struttura a strati dell’atmosfera
L’atmosfera è costituita da strati sovrapposti di densità crescente (sfere),
delimitati da zone di transizione (pause), situate a quote variabili.
1.TROPOSFERA (0-12 km): strato più basso e denso. Ospita la quasi totalità del
vapore acqueo ed è sede delle perturbazioni meteorologiche. La temperatura
diminuisce all’aumentare della quota (0,6°C ogni 100 m). L’aria secca è
composta da azoto (78%), ossigeno (20%), gas nobili (0,94%), diossido di
carbonio (0,033%).
2.TROPOPAUSA (12-20 km): sottile strato di transizione in cui la temperatura
tocca il valore minimo.
3.STRATOSFERA (20-50 km): la temperatura non varia rispetto a quella della
tropopausa (-70°C) fino alla quota di 20 km, per poi aumentare con un
gradiente variabile tra 1°C e 3°C ogni 1000 m. Questo aumento è provocato dal
processo di formazione dell’ozono (O3), che assorbe le radiazioni solari
ultraviolette (biologicamente dannose). Tali radiazioni riescono a scindere
le molecole biatomiche di ossigeno: una parte degli atomi ricostituisce
molecole di ossigeno, una parte forma molecole triatomiche di ozono
(!). L’ozono si forma e si dissocia in continuazione, impedendo alla
maggior parte della radiazione ultravioletta di raggiungere la superficie
terrestre. Sono presenti gli stessi gas della troposfera più l’ozono (tranne
vapore acqueo e diossido di carbonio che diminuiscono con la quota). Tra
stratosfera e stratopausa si trova l’OZONOSFERA (30-60 km): strato in cui è
maggiormente concentrato l’ozono. Inversione termica: aria calda e leggera si
trova al di sopra dell’aria fredda e densa, impedisce che si formino moti
convettivi (la stratosfera è costituita da strati di differente densità e
temperatura).
4.STRATOPAUSA (50-60 km): la temperatura può raggiungere valori intorno agli
0°C (massimo termico della stratosfera).
5.MESOSFERA (60-90 km): crescente rarefazione dei gas, progressivo aumento
della percentuale di gas leggeri rispetto ad azoto e ossigeno, mancano ozono
e vapore acqueo. La temperatura riprende a diminuire con l’altezza.
6.MESOPAUSA (90-160 km)
7.TERMOSFERA (160-500 km): la densità dei gas continua a decrescere,
predominano elio e idrogeno. La temperatura è di circa 2000°C a 300 km
O2+O=O3
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L’ATMOSFERA: COMPOSIZIONE, STRUTTURA E

DINAMICA

La composizione dell’atmosfera

L’ involucro gassoso che avvolge il pianeta è una miscela di gas di composizione variabile, in cui sono presenti anche particelle liquide e solide. Si distingue tra:

  • BASSA ATMOSFERA ( omosfera ): composizione chimica costante (moti convettivi che rimescolano continuamente i gas). Il vapore acqueo ha concentrazione molto variabile: è presente in quantità maggiore a bassa quota (la temperatura diminuisce con l’altezza e a basse temperature il vapore condensa), in prossimità degli oceani e nella fascia equatoriale (dove è più intensa l’evaporazione). La presenza del vapore acqueo è fondamentale per l’equilibrio termico e idrico del pianeta. È abbondante anche il pulviscolo atmosferico (complesso di polveri fini provenienti dall’erosione del suolo, dalle eruzioni vulcaniche, dalla disintegrazione delle meteoriti, dai processi di combustione e dall’evaporazione dell’acqua marina), di cui fanno parte anche particelle di origine biologica.
  • ALTA ATMOSFERA ( eterosfera ): non è chimicamente omogenea. I gas sono stratificati in base alla loro densità:
    • 90-200 km : azoto e ossigeno molecolari;
    • 200-1100 km : gas leggeri (idrogeno e elio) e ossigeno atomico;
    • 1100-3500 km : elio;
    • Sopra 3500 km : idrogeno atomico.

La struttura a strati dell’atmosfera

L’atmosfera è costituita da strati sovrapposti di densità crescente ( sfere ), delimitati da zone di transizione ( pause ), situate a quote variabili. 1.TROPOSFERA (0-12 km): strato più basso e denso. Ospita la quasi totalità del vapore acqueo ed è sede delle perturbazioni meteorologiche. La temperatura diminuisce all’aumentare della quota (0,6°C ogni 100 m). L’aria secca è composta da azoto (78%), ossigeno (20%), gas nobili (0,94%), diossido di carbonio (0,033%). 2.TROPOPAUSA (12-20 km): sottile strato di transizione in cui la temperatura tocca il valore minimo. 3.STRATOSFERA (20-50 km): la temperatura non varia rispetto a quella della tropopausa (-70°C) fino alla quota di 20 km, per poi aumentare con un gradiente variabile tra 1°C e 3°C ogni 1000 m. Questo aumento è provocato dal processo di formazione dell’ ozono (O 3 ), che assorbe le radiazioni solari ultraviolette (biologicamente dannose). Tali radiazioni riescono a scindere le molecole biatomiche di ossigeno: una parte degli atomi ricostituisce molecole di ossigeno, una parte forma molecole triatomiche di ozono (! ). L’ozono si forma e si dissocia in continuazione , impedendo alla maggior parte della radiazione ultravioletta di raggiungere la superficie terrestre. Sono presenti gli stessi gas della troposfera più l’ozono (tranne vapore acqueo e diossido di carbonio che diminuiscono con la quota). Tra stratosfera e stratopausa si trova l’OZONOSFERA (30-60 km): strato in cui è maggiormente concentrato l’ozono. Inversione termica : aria calda e leggera si trova al di sopra dell’aria fredda e densa, impedisce che si formino moti convettivi (la stratosfera è costituita da strati di differente densità e temperatura). 4.STRATOPAUSA (50-60 km): la temperatura può raggiungere valori intorno agli 0°C (massimo termico della stratosfera). 5.MESOSFERA (60-90 km): crescente rarefazione dei gas , progressivo aumento della percentuale di gas leggeri rispetto ad azoto e ossigeno, mancano ozono e vapore acqueo. La temperatura riprende a diminuire con l’altezza. 6.MESOPAUSA (90-160 km) 7.TERMOSFERA (160-500 km): la densità dei gas continua a decrescere , predominano elio e idrogeno. La temperatura è di circa 2000°C a 300 km

O 2 + O = O 3

( temperatura cinetica = grandezza che dipende dall’energia cinetica delle particelle di gas. Il calore è una forma di energia che si trasferisce con gli urti efficaci tra le particelle, ma in questo strato la densità è talmente bassa che si verificano pochi urti tra le particelle e quindi non c’è nessun trasferimento di calore). 8.IONOSFERA (parte superiore della mesosfera + termosfera): le radiazioni solari provocano la ionizzazione dei gas atmosferici. Essa influenza la propagazione delle onde radio : si distinguono quattro strati ionizzati (D, E, F1 e F2), che riflettono le onde radio (lunghe, medie, corte, cortissime). La ionosfera consente le radiocomunicazioni, collegando località tra le quali la trasmissione in linea retta è impossibile a causa della curvatura della Terra. Le aurore polari sono l’effetto della luminescenza dell’azoto (blu, violetto) e dell’ossigeno (rosso, giallo, verde), eccitati dalle collisioni con le particelle del vento solare che, attratte dai poli magnetici, penetrano nell’atmosfera. 9.TERMOPAUSA (500 km) 10.ESOSFERA (oltre 500 km): parte più esterna dell’atmosfera; la temperatura aumenta con la quota e la densità raggiunge valori minimi. Avviene l’ interazione tra atmosfera e spazio interplanetario : la particelle del vento solare possono essere catturate dal campo magnetico e gravitazionale terrestre, le particelle dell’atmosfera che acquisiscono maggiore e energia (e velocità superiore alla velocità di fuga ) riescono a sottrarsi all’attrazione gravitazionale terrestre. Le particelle del vento solare si concentrano in due zone ad anello ( fasce di Van Allen ): la prima è composta da protoni , la seconda da elettroni. Quando si verificano tempeste solari le fasce di Van Allen diventano instabili e le particelle del vento solare penetrano nell’atmosfera (aurore polari). 11.MAGNETOSFERA: si estendono le linee di forza del campo magnetico terrestre.

Il “buco” nell’ozonosfera

È stata rilevata una drastica riduzione dello strato d’ozono al di sopra dell’Antartide : responsabile di questa situazione è l’utilizzo di un gruppo di composti chimici di sintesi, chiamati CFC (clorofluorocarburi), utilizzati come propellenti nelle bombolette spray, come refrigeranti negli impianti frigoriferi e nei condizionatori. Per effetto della radiazione ultravioletta, liberano atomi di cloro, che convertono l’ozono in ossigeno molecolare. L’azione distruttiva nei confronti dell’ozono si ripete a ciclo continuo, perché al termine del processo si riforma cloro atomico. L’ozono si forma anche a livello del suolo, dove risulta tossico e può causare danni alla salute.

L’inquinamento atmosferico

L’aria non è mai perfettamente pura a causa dell’ inquinamento naturale , tuttavia l’uso dei combustibili fossili e l’impiego di sostanze tossiche in agricoltura producono un’ingente quantità di inquinanti artificiali che rendono l’aria malsana. Gli inquinanti atmosferici si diffondono con facilità nell’aria: sono trasportati dai venti anche a distanze notevoli e dalle correnti atmosferiche sino a quote elevate. L’inquinamento atmosferico è un fenomeno globale e non limitato alle sole zone industriali. INQUINANTI PRIMARI (emessi da fonti identificate):

  • Diossido di zolfo : si forma dalla combustione dei combustibili fossili.
  • Ossidi di azoto : presenti nei prodotti di scarico dei motori a scoppio.
  • Monossido di carbonio : si combina con l’emoglobina del sangue inibendone la funzione di trasporto dell’ossigeno.
  • Idrocarburi incombusti, piombo, amianto. INQUINANTI SECONDARI (derivanti dai primari per mezzo di reazioni):
  • Acido solforico : si forma in seguito all’ossidazione del diossido di zolfo in triossido di zolfo e alla reazione di quest’ultimo con il vapore acqueo

atmosferico:! 2 SO 2 + O 2 → 2 SO 3 , !SO 3 + H 2 O → H 2 SO 4.

Il BILANCIO ENERGETICO GLOBALE è nullo e quindi la Terra nel complesso non si riscalda né si raffredda. Questo però non vale se si considerano brevi periodi di tempo o zone limitate: in questo caso può essere negativo o positivo. VANTAGGI DELL'ATMOSFERA :

  • Evita forti escursioni termiche;
  • Filtra i raggi ultravioletti;
  • Contiene l’ossigeno;
  • Protegge dai meteoriti.

La temperatura dell’aria

  • Inclinazione dei raggi solari: dalla fascia intertropicale verso i poli la temperatura decresce. L’angolo che i raggi solari formano con la superficie terrestre diminuisce al crescere della latitudine. L’ alternanza delle stagioni ha lo stesso effetto: in inverno i raggi colpiscono il suolo con inclinazione maggiore quindi lo riscaldano meno, inoltre è minore il tempo di insolazione.
  • Altitudine: la temperatura diminuisce all’aumentare della quota. La fonte primaria di calore è la superficie terrestre e negli strati più bassi l'aria è più densa e quindi più capace di assorbire le radiazioni termiche. Il gradiente termico o adiabatico per l' aria secca è di 1°C ogni 100 m , per l' aria satura è di 0,6°C ogni 100 m (è minore perché nel passaggio di stato si libera il calore latente di evaporazione ).
  • Presenza di bacini marini: una grande massa d'acqua ha un’ elevata capacità termica , che le permette di svolgere un' azione mitigatrice sul clima. L'acqua ha infatti un calore specifico cinque volte superiore a quello delle rocce, ed è quindi in grado di assorbire o di cedere una quantità di calore 5 volte maggiore, a parità di variazione di temperatura. Le correnti marine trasportano calore influenzando il clima delle regioni costiere.
  • Esposizione topografica: alle medie latitudini la quantità di luce che una località di montagna riceve nel corso della giornata dipende dalla sua esposizione.
  • Copertura vegetale: la vegetazione assorbe energia solare per la fotosintesi e incrementa l’umidità atmosferica. La temperatura subisce meno variazioni giornaliere e stagionali (la vegetazione ha una funzione termoregolatrice ).
  • Pulviscolo e copertura nuvolosa: le nubi e il pulviscolo assorbono sia la radiazione termica in arrivo sulla Terra sia quella in uscita.
  • Urbanizzazione: l’asfalto delle strade e gli edifici assorbono più calore, per cui l’aria nelle zone urbanizzate viene maggiormente riscaldata. La temperatura di un dato luogo subisce variazioni sia nel breve periodo ( ciclo diurno ) sia durante l’anno ( ciclo annuale ). Temperatura media giornaliera : media aritmetica tra la massima e la minima, da cui si può ricavare la temperatura media mensile e la media annuale. La carta delle isoterme fornisce una visione immediata della distribuzione della temperatura sulla superficie terrestre. ISOTERME: linee che congiungono tutti i punti della superficie terrestre con uguale temperatura. L’ escursione termica è la differenza tra la temperatura massima e quella minima giornaliera, mensile o annuale. Con i dati dell’escursione termica annuale si costituiscono le carte delle isodiafore (linee che uniscono località con la stessa variazione di un certo fenomeno).

La pressione atmosferica

PRESSIONE: peso esercitato sull’unità di superficie terrestre dalla colonna d’aria interposta tra questa superficie e il limite superiore dell’atmosfera. Si esprime in atmosfere (1 atm è pari a 760 mm/Hg), in pascal (Pa), in millibar (1 mb è pari a 100 Pa). Per misurarla si utilizza il barometro. Il valore della pressione normale è di 1 atm. La pressione dipende da tre fattori:

  • Altitudine: al crescere dell’altitudine la pressione diminuisce.
  • Temperatura: un aumento di temperatura provoca una diminuzione della densità dell’aria e della pressione.
  • Umidità atmosferica: la pressione diminuisce all’aumentare dell’umidità. Il peso dell’aria umida è minore di quello dell’aria secca. La distribuzione della pressione atmosferica si studia con la carta delle isobare (linee chiuse e concentriche che uniscono i punti con uguale pressione). Possiamo distinguere tra aree anticicloniche (valori aumentano dalla periferia verso il centro) e aree cicloniche (valori decrescenti verso il centro); la loro distinzione esprime un concetto relativo. Lo studio delle isobare consente di definire il gradiente barico orizzontal e, cioè il rapporto tra la differenza di pressione rilevata tra due punti e la distanza che li separa, misurata perpendicolarmente alle isobare. Più le isobare sono vicine, maggiore è il gradiente barico.

I venti

I venti sono masse d'aria in movimento che si spostano, parallelamente alla superficie terrestre, da zone ad alta pressione verso zone a bassa pressione. Questo accade perché in una zona anticiclonica l'aria è più densa e perciò tende a scendere dalle quote superiori e a dirigersi verso le adiacenti zone cicloniche, dove l'aria è meno densa e tende a salire in quota determinando una depressione, che viene colmata dall'aria in arrivo dalle aree anticicloniche. I venti si muovono in direzione del gradiente barico. Si formano:

  • Venti planetari che si muovono su larga scala e secondo direzioni fisse;
  • Venti regionali periodici (monsoni): modificano la loro direzione a seconda della stagione;
  • Venti locali periodici (brezze): invertono la loro direzione durante la giornata;
  • Venti locali variabili. La VELOCITÀ si misura con gli anemometri ed è determinata dal gradiente barico. La DIREZIONE del vento dipende dal gradiente barico , attrito col suolo e forza di Coriolis (devia le masse d’aria in movimento verso destra nell’emisfero boreale e verso sinistra nell’emisfero australe). Nell’ emisfero boreale i venti escono dalle aree anticicloniche ruotando in senso orario lungo traiettorie a spirale, per convergere poi verso le zone cicloniche ruotando in senso antiorario. L’effetto di Coriolis:
  • È massimo a elevate latitudini e zero all’equatore;
  • Si intensifica con il crescere della velocità del vento ;
  • È più evidente per i venti che percorrono grandi distanze. L’attrito con il suolo diminuisce al crescere della quota fino ad annullarsi intorno a 1000 m. Esso si oppone alla deviazione provocata dalla forza di Coriolis , che tende a far muovere i venti parallelamente alle isobare:
  • I venti di bassa quota spirano obliquamente rispetto alle isobare poiché deviano dalla direzione determinata dal gradiente meno di quanto dovrebbe accadere in base all’effetto Coriolis;
  • I venti di alta quota subiscono a pieno l’effetto di deviazione e spirano parallelamente alle isobare ( venti geostrofici ). La circolazione atmosferica generale riguarda i venti planetari , la cui origine e comportamento sono differenti a seconda che spirino a contatto con il suolo oppure si muovano ad alta quota:
  • Circolazione nella bassa troposfera (fino 3000-5000 m): condizionata dal moto di rotazione terrestre e da fattori topografici (rilievi, terre emerse, superfici marine).
  • Circolazione nell’alta troposfera : questi fattori sono trascurabili. ‣ MODELLO TERMICO (teoria classica) A livello del suolo esistono fasce di bassa e alta pressione alternate:
  • Equatore : zona permanente di basse pressioni equatoriali ;
  • 25°-30° di latitudine Nord e Sud : due fasce di alte pressioni subtropicali ;
  • 50°-60° di latitudine Nord e Sud : due fasce di basse pressioni subpolari ;
  • Latitudini molto elevate : zone di alte pressioni polari. Dalle fasce di alte pressioni subtropicali spirano due sistemi di venti:
  • Brezze costiere : a livello locale, durante il dì soffiano dal mare alla terra (poi l'aria salendo verso l'alto si raffredda e torna nel mare - controbrezza - formando una cella convettiva). Durante la notte sulla terra si crea un'alta pressione e sul mare una bassa, quindi si verifica il fenomeno opposto.
  • Brezze di montagna : durante il dì si crea una bassa pressione in cima e il vento sale; di notte invece si crea un'alta pressione a monte e una bassa pressione a valle e il vento va verso la valle. EFFETTO FÖHN: una montagna fa deviare il vento verso l’alto, che risalendo subisce un raffreddamento (1°C/100 m). Il vapore acqueo si condensa in nubi ( stau ), liberando calore latente: l’aria si raffredda con un gradiente termico di 0.6°C/100 m. Le nubi producono precipitazioni sul versante sopravento; si riduce l’umidità dell’aria (diventa secca). L'aria ridiscende e subisce un riscaldamento per compressione adiabatica (1°C/100 m): quando arriva al suolo la temperatura finale sarà maggiore di quella iniziale.