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L'attivismo statunitense: John Dewey, Appunti di Pedagogia

L'attivismo statunitense John Dewey Il pensiero La scuola laboratorio annessa all'università di Chicago

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 02/12/2020

Yuasyh
Yuasyh 🇮🇹

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Attivismo statunitense: John Dewey
L’attivismo statunitense è un movimento per la riforma dell’istruzione e
dell’educazione alla cui base c’è una concezione attiva dell’individuo e della società,
l’elemento principale dell’attivismo statunitense è il puerocentrismo, ovvero un
atteggiamento che pone il bambino al centro dell’esperienza formativa, rendendolo
protagonista “attivo” del proprio percorso di apprendimento. Il rappresentante
principale di questa corrente è John Dewey, alla base del suo pensiero pedagogico è
rintracciabile una concezione pragmatica dell’esperienza, secondo la quale l’uomo
non è uno spettatore di ciò che accade, ma è protagonista attivo della propria vita.
Nel 1897 pubblica “Il mio credo pedagogico”, opera in cui sintetizza la sua
concezione in 5 punti fondamentali:
L’istruzione è frutto della partecipazione attiva dell’individuo al patrimonio
comune del genere umano
L’istruzione è un processo sociale inerente alla vita
Il fondamento dei programmi di insegnamento è la vita sociale del fanciullo
A ispirare il metodo educativo devono essere gli interessi del fanciullo e la sua
attività
L’istruzione è il fondamento del progresso sociale e politico
Dewey constata che l’esperienza umana è esperienza sociale, l’educazione sarà
quindi ricostruzione e riorganizzazione continua dell’esperienza personale e sociale,
strumento per mezzo del quale le comunità orientate al progresso devono
sollecitare nei giovani l’elaborazione di migliori forme di vita.
Il processo educativo richiede la partecipazione sia dell’individuo sia della società,
perché al fine di affrontare l’esperienza il fanciullo necessita degli strumenti forgiati
dalla cultura, per questo l’educazione mira a suscitare la capacità di comprendere e
di saper cambiare la società. Nella scuola andrà favorito un rapporto democratico e
partecipativo tra docente e alunno.
Dewey riconosce la necessità di una trasformazione della scuola in relazione al
mutamento sociale provocato dalla rivoluzione industriale, nella società
preindustriale il fanciullo era in grado di partecipare al lavoro di produzione e
trasformazione dei beni, la rivoluzione industriale lo ha allontanato da questi
processi, e spetta dunque alla scuola il compito di organizzare le esperienze adatte
con l’introduzione del lavoro nella scuola, che la renderà quindi attiva, e in grado di
porre l’alunno nella condizione di vivere e non solo di prepararsi a vivere.
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Attivismo statunitense: John Dewey L’attivismo statunitense è un movimento per la riforma dell’istruzione e dell’educazione alla cui base c’è una concezione attiva dell’individuo e della società, l’elemento principale dell’attivismo statunitense è il puerocentrismo, ovvero un atteggiamento che pone il bambino al centro dell’esperienza formativa, rendendolo protagonista “attivo” del proprio percorso di apprendimento. Il rappresentante principale di questa corrente è John Dewey, alla base del suo pensiero pedagogico è rintracciabile una concezione pragmatica dell’esperienza, secondo la quale l’uomo non è uno spettatore di ciò che accade, ma è protagonista attivo della propria vita. Nel 1897 pubblica “Il mio credo pedagogico”, opera in cui sintetizza la sua concezione in 5 punti fondamentali:

  • L’istruzione è frutto della partecipazione attiva dell’individuo al patrimonio comune del genere umano
  • L’istruzione è un processo sociale inerente alla vita
  • Il fondamento dei programmi di insegnamento è la vita sociale del fanciullo
  • A ispirare il metodo educativo devono essere gli interessi del fanciullo e la sua attività
  • L’istruzione è il fondamento del progresso sociale e politico Dewey constata che l’esperienza umana è esperienza sociale, l’educazione sarà quindi ricostruzione e riorganizzazione continua dell’esperienza personale e sociale, strumento per mezzo del quale le comunità orientate al progresso devono sollecitare nei giovani l’elaborazione di migliori forme di vita. Il processo educativo richiede la partecipazione sia dell’individuo sia della società, perché al fine di affrontare l’esperienza il fanciullo necessita degli strumenti forgiati dalla cultura, per questo l’educazione mira a suscitare la capacità di comprendere e di saper cambiare la società. Nella scuola andrà favorito un rapporto democratico e partecipativo tra docente e alunno. Dewey riconosce la necessità di una trasformazione della scuola in relazione al mutamento sociale provocato dalla rivoluzione industriale, nella società preindustriale il fanciullo era in grado di partecipare al lavoro di produzione e trasformazione dei beni, la rivoluzione industriale lo ha allontanato da questi processi, e spetta dunque alla scuola il compito di organizzare le esperienze adatte con l’introduzione del lavoro nella scuola, che la renderà quindi attiva, e in grado di porre l’alunno nella condizione di vivere e non solo di prepararsi a vivere.

In “Democrazia ed educazione” Dewey sostiene che la scuola sia un ambiente speciale, necessario ad indirizzare il fanciullo nel passaggio dalla famiglia al più vasto contesto sociale, la funzione della scuola è quindi quella di mediare tra società e fanciullo. Dewey è il fondatore di una scuola-laboratorio elementare annessa all’università di Chicago, caratterizzata da uno spirito democratico e dalla libera iniziativa da parte degli alunni, non più costretti a seguire programmi preordinati, ma in grado di apprendere dalla loro diretta esperienza. Quest’esperimento gli ha consentito di mettere in pratica le proprie teorie sulla scuola attiva, e scaturisce una nuova concezione della scuola, come luogo di esperienza e attività, di progettazione attiva e partecipazione democratica, di investimento nella funzione educativa del lavoro. Il curricolo di studi prevede un percorso formativo completo, dai 4 ai 18 anni, intervallati da anni-ponte, che hanno lo scopo di favorire i passaggi tra scuola dell’infanzia, scuola primaria e studi secondari. Il piano di studi prevede una divisione tra occupazioni attive, conoscenza dell’ambiente sociale e conoscenza dei simboli culturali, questi tre ambiti però non rimangono separati, ma collegati alle attività, il lavoro diventa punto di raccordo interdisciplinare. Il metodo proposto da Dewey per sviluppare le capacità cognitive, consiste nel muovere dai loro interessi autentici e nel creare le condizioni affinché possano raggiungere i propri obiettivi, Dewey ritiene efficace sottoporre i fanciulli a situazioni problematiche, per le quali essi debbano sviluppare delle ipotesi di soluzione, che verificheranno nell’attività pratica. Nell’opera “Esperienza ed educazione” Dewey ammette che non tutte le esperienze hanno una valenza positiva, e sottolinea l’importanza del ruolo dell’educatore nell’orientare il fanciullo verso le esperienze che possano rivelarsi realmente educative.