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Gli argomenti trattati sono i seguenti: documentario "L'ebreo errante"; criminal polizie; reportage; odiare determinata categoria sociale; deumanizzazione; ghetti; denaro; ebraismo internazionale; differenziazione visiva; campagna di denigrazione; testimonianza.
Tipologia: Appunti
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Documentario che è “L' ebreo errante ” che in qualche modo fotografa l'utilizzo della propaganda e anche alcune delle tematiche che erano presenti all'interno della propaganda nazista e che in qualche modo ci danno anche una fotografia diretta di quello che era quel tempo. Questo documentario è stato trasmesso in quasi tutti i cinematografi della Reich e l'impatto sull'opinione pubblica di questo tipo di azione fu notevole. Il documentario è rappresentato come se noi guardassimo un reportage giornalistico che ci spiega quanto è cattiva una categoria sociale e quanto questa categoria sociale sia negativa per la nostra vita e per la nostra esistenza. Documentario → Il nostro reportage in Polonia ci ha permesso di capire chi fossero gli ebrei in realtà. Quasi 4 milioni di ebrei vivono qui ma non frequentavano come dovrebbe essere, le zone rurali. Gli ebrei stavano fuori dalle vie del Ghetto tra le vie cittadine. Dopo l'assediamento tedesco essi ritornarono nei bassifondi urbani, tra i loro affari. Noi tedeschi demmo un'occhiata al ghetto polacco di 25 anni fa, ora la nostra vista si è aguzzata grazie all'esperienza maturata in questi ultimi decenni. A differenza del 1914 non vediamo solo un apparenza grottesca e controversa di questi discutibili soggetti ma anche una predisposizione a rappresentare una piaga. Una piaga che minaccia la salute degli Ariani. Richard Wagner disse : “L'ebreo è il demone che rappresenta la corruzione dell'uomo e queste immagini lo dimostrano”. (spiegazione del filmato) Vengono scelte tutta una serie di immagini che in qualche modo seguono le indicazioni razziali che la scienza frenologica tedesca e italiana nazista e fascista (gli studi di quel periodo portavano avanti) cioè che dal viso delle persone si potesse far derivare anche il carattere delle persone. Nel libro, al di là di tutta la questione che ha a che fare con la biologia e la biologia sia come salvaguardia della razza ma soprattutto anche la biologia come meccanismo per la prevenzione ciminale, nel capitolo in cui si tratta della polizia e della Criminal Polizie (cioè la Polizia che agisce non in base al reato che viene commesso ma in base alla percezione biologica del criminale) è una polizia che agisce non soltanto in base al crimine che è stato commesso ma anche in un'ottica preventiva (se tu appartieni a una determinata categoria, hai determinati tratti somatici, nella tua storia di vita hai avuto comportamenti di un certo tipo allora la polizia biologica cioè coloro che si occupano di prevenzione del crimine in termini biologici e in ambiti biologici riescono non solo a tenerti in prigione più a lungo rispetto alla pena che la struttura giudiziaria ti ha dato ma in alcuni casi ti mettono in campo di concentramento ancora prima che tu commetta il crimine). I tribunali di sanità pubblica cercavano di andare ad individuare nelle persone il probabile o la probabile presenza di malattie genetiche trasmissibili ed ereditarie e in qualche modo le sterilizzavano prima per evitare che si spargessero nel popolo tedesco. Dal punto di vista dell'approccio criminale alla società c'era questo stesso tipo di meccanismo. Tutto il reportage, per il cittadino tedesco, era la rappresentazione della verità anche perché in quel periodo, l'impatto sull'emotività delle persone del Cinematografo (cioè della realtà in movimento e sonora per la prima volta rappresentato sullo schermo) era enorme, potentissimo, le persone realmente associavano ciò che vedevano alla verità. Questi reportage erano costruiti per corrispondere alle ansie e alle paure, alle voglie di capro espiatorio del popolo tedesco. La vita casalinga ebraica rivela fin da subito la più totale mancanza di civiltà. In altre parole le abitazioni ebraiche sono sporche e trascurate. Ma non fatevi ingannare, essi si sono tutt'altro che poveri. Dopo decenni di affari essi hanno accumulato così tanto denaro da acquisire abitazioni decenti e confortevoli ma essi continuano a vivere, generazione dopo generazione, nelle stesse sudice dimore. Inoltre continuano indisturbati ad impiegarle per le loro preghiere familiari. Quel muoversi dondolando fa parte dei rituali imposti dalle loro Sacre Scritture. La maggior parte della cosiddetta “civiltà ebraica” si ritrova per la strada. Raramente gli ebrei si occupano di
lavori utili e quando lo fanno, come in queste immagini, è tutt'altro che volontario. Qui c'è tutta la retorica dei fannulloni, la retorica dell'economia che non produce e che quindi vive semplicemente scambiando o vendendo ciò che è stato prodotto dagli altri, la retorica dell'ebreo che sta lontano dal lavoro e che quindi è portatore di una narrazione egoistica (cioè gli ebrei pensano solo per se, sono individualisti e non pensano in un'ottica totalitaria al bene del paese in cui sono inseriti). È tutto costruito in maniera estremamente interessante ed estremamente logica dal punto di vista di chi vuole creare una narrazione che porti le persone ad odiare una determinata categoria sociale. Sono i medesimi meccanismi che ritroviamo anche oggi in tutta una serie di azioni che vengono messi in campo da determinata politica quando si tratta di attirare l'attenzione o l'odio delle persone verso una determinata categoria sociale : la sporcizia, il vivere alle spalle delle dei cittadini, il vivere senza il lavorare e in qualche modo lamentandosene e via dicendo. I militari tedeschi hanno dato loro un impiego utile, rimuovere le macerie per le vie della città. Ciò dimostra che gli Ebrei non sono portati per il lavoro e non è assolutamente dovuto alla loro debolezza, gli ebrei si mantengono non con il lavoro ma con il baratto. Non è vero che gli ebrei sono forzati a scambiare, essi sono semplicemente impediti a svolgere qualsiasi altra attività lavorativa; anzi essi impiegano il baratto con entusiasmo perché si adatta alle loro naturali caratteristiche e inclinazioni. Il punto centrale di questo tipo di comunicazione è la deumanizzazione. Attraverso un racconto tu dimostri agli altri che un essere umano come te in realtà non è un essere umano come te ma è, nel caso specifico, degli ebrei un anti razza, parassita che lavora contro di te e che in qualche modo è la causa di tutti i tuoi mali e di tutte le tue preoccupazioni. La dimensione della deumanizzazione unità alla legittimazione dall'alto di questa demonizzazione. Questi reportage era ufficiali del partito nazionalsocialista che era al Governo e quindi del Reich che era l'autorità che aveva una voce soltanto e che raccontava al proprio cittadino come e chi fossero i responsabili della crisi economica, della sconfitta della prima guerra mondiale e di tutti i problemi che attraversavano la Germania. La fotografia è fatta sul ghetto di Varsavia che viene ripreso in un determinato, viene ripreso dopo l'invasione nazista, in condizioni ovviamente già molto difficili e queste condizioni difficili sono utilissime per creare quella che si chiama una “ previsione che si autoavvera ” (cioè se io prendo una certa di categorie e dico che queste persone sono sporche e ladre e per dimostrarlo le prendo, le tolgo da casa loro e le metto all'interno di un contesto in cui devono vivere ristretti, in cui hanno poco cibo, in cui c'è poco lavoro; quindi non riusciranno a lavarsi, avranno meno di quello che gli serve per sopravvivere e quindi cominceranno in qualche modo a lottare tra loro e a rubarsi quel poco che è disponibile). I Ghetti erano l'anticamera dei campi di concentramento e in molti casi erano realtà devastanti, in cui veramente si passava coi carretti e si raccoglievano i cadaveri dei morti di fame, di malattia per le strade perché si vedeva in condizioni durissime. Gli ebrei che vivevano nei Ghetti non avevano contatti con l'esterno se non con le autorità naziste, non ricevevano notizie se non di contrabbando e molto spesso distorte, erano completamente sequestrate dal resto del mondo; un'intera tipologia di umanità in tutta Europa era sequestrata e non aveva più alcuna visibilità. Vedere questi bambini mercanteggiare potrebbe far sembrare un segno di grande povertà ma osservandoli attentamente si deduce che essi stanno semplicemente imitando gli adulti. Questi non hanno gli stessi ideali di lealtà tipici dei nostri giovani. L'egoismo è solo una parte delle loro caratteristiche. La moralità ebrea in contrasto con i concetti reali dell'etica proclama l'avidità come parte di una legge di vita. La loro religione rende l'inganno e l'usura un dovere. Nel quinto libro della Torah ebraica, per esempio, vi è scritto : “Presta ad usura le straniere ma non al tuo fratello, giacchè il Signore Dio tuo ti benedica in tutto ciò su cui metterai mano, nel paese del quale tu entri per possederlo”. Per l'ebreo quindi il fare affari è qualcosa di Divino, ciò è totalmente incomprensibile per i non ebrei.
L'essere nomani per loro è una questione di scelta e l'hanno mantenuta nel corso della storia. Quella che il reportage sta per descrivere è una parte che ha a che fare con la descrizione topografica e geopolitica dell'immigrazione degli ebrei. L'immigrazione verrà associata all'immigrazione dei topi e quindi ad un immigrazione di tipo distruttivo. È estremamente interessante come determinata retorica funzionasse negli anni trenta indicando in un processo migratorio l'origine del male della Germania e dei popoli che vennero colpiti o che erano stati colpiti dalla storia dalle immigrazione ebraica e le varie retoriche. L'ebreo era, nel periodo degli anni trenta e tutto il periodo precedente, l'unica alterità presente in Europa ed era quindi anche l'unica forma visibile e radicata di immigrato. 4000 anni fa i loro antenati ebrei erano già usciti della terra dei due fiumi ed essi hanno viaggiato lungo il Mediterraneo facendo affari con la vendita del grano. Quando i contadini local e i cittadini egiziani insorsero e si ribellarono alla loro usura essi viaggiarono ancora fino alla Terra promessa; essi si stabilirono li saccheggiando senza pietà i suoi legittimi abitanti, ovviamente di cultura superiore. Lì nel corso dei secoli assimilarono i classici pigmenti orientali e con il contributo della fisionomia negroide a quell'ebreo definitivo. Per la razziologia nazista l'ebreo non è un bianco, oltre a essere un anti razza ha anche però, visto che ha soggiornato per grande periodo in zone dell'Africa, è un misto stranissimo che ha anche al proprio interno caratteristiche “negroidi”. C'è anche un'associazione di questo tipo che è presente all'interno dei processi di denigrazione dell'ebreo. Non c'erano presenti popolazioni nere in Europa negli anni 30, per cui l'associare l'ebreo a una sorta di bianco mascherato che in realtà è un negro che si nasconde è una cosa piuttosto interessante oltre che abberrante. Essi non solo differiscono da noi come fisionomia ma anche soprattutto nell'anima. Se non fossero rimasti nella loro abitazione in oriente, non ci avrebbero mai recato disturbo ma l'impero cosmopolita di Alessandro il Grande ha contribuito all'evoluzione del Commercio della migrazione Ebraica che in poco tempo si diffuse in tutta l'area del Mediterraneo. Mentre alcuni di loro si stabilirono nei centri commerciali mediterranei altri invece emigrarono altrove, raggiungendo Spagna, Francia, Germania meridionale e Inghilterra. Da nessuna di queste nazioni si fecero apprezzare e i cittadini francesi e spagnoli insorsero contro di loro durante il tredicesimo e il quattordicesimo secolo, così si spostarono verso la Germania; da li seguirono il percorso della cultura ariana quando i tedeschi colonizzarono l'est Europa fino ad arrivare a formare una specie di presenza demografica di questo tipo. Da lì a poco gli ebrei si sparsero per tutto il continente per poi invadere il mondo intero. È descritto come una sorta di epidemia che si sparge lentamente e poi esplode andando ad infettare tutti quanti. Parallelo a quello adottato dall'ebreo è il sistema migratorio di un animale a lui molto simile : il ratto. I ratti sono i parassiti dell'umanità fin dagli albori, essi migrarono dall'Asia in gigantesche onde, attraversarono la Russia e raggiunsero l'europa. Entro la metà del XVIII secolo si sparsero in tutta l'Europa, entro la fine del XIX secolo con l'aumento delle spedizioni marittime invasero anche l'America insieme a d'Africa e d'Oriente. Qui la sovrapposizione tra un essere umano e un ratto che è un animale storicamente considerato pericolosissimo, portatore di malattie, distruttivo, aggressivo è compiuta : il processo di deumanizzazione non solo è portato avanti perché non si tratta soltanto di deumanizzare l'altro ma si tratta di associarlo a uno degli animali considerati più schifosi dalla cultura europea ma non soltanto. In qualunque luogo si arrivino portano disgrazia al paese, saccheggiando i beni alimentari e distendendo
piaghe, malattie come il colera, la dissenteria, la lebbra o la febbre tifoide. Questa è un associazione tra gli ebrei e le malattie. Sono furbi, vili e crudeli; spesso si muovono in grandi orde; essi rappresentano in tutto l'astuzia e la distruzione → le esatte caratteristiche degli ebrei. Questi parassiti sono responsabili della gran parte dei crimini internazionali; se nel 1932 gli ebrei rappresentavano solo l'1 % , ora e rappresentano il 34% del Commercio di stupefacenti, il 47% delle rapine e del gioco d'azzardo contraffatto, 82% delle organizzazioni criminali internazionali e il 98% del Commercio sessuale. Ovviamente sono tutti dati sballati, tutti i dati falsi ma associati a questo tipo di immagine hanno un impatto devastante sullo spettatore. Essendo negli anni 30/ inizio anni 40, l'assenza di pluralismo, dell'informazione, non c'era internet, non c'era nulla, i giornali erano controllati dal regime e il Cinematografo era appunto la prima volta che riesce a impattare, a far vedere immagini che si muovono e che parlano e che hanno un suono. Le espressioni più comuni del gergo dei malavitosi e dei criminali derivano dal parlato ebraico e yiddish.ù Queste fisionomie smentiscono immediatamente la teoria secondo i quali le qualità delle persone sono giustificate dal volto. Gli ebrei alterano il loro aspetto per raggiungere i luoghi ricchi. Un altro elemento interessante è l'idea (è una vera e propria ossessione del nazismo) della riconoscibilità dell'ebreo. Con l'arrivo della Rivoluzione Industriale, la differenziazione visiva di vestiti, di religione, di luoghi della città in cui si viveva, tra cittadini tedeschi protestanti e cristiani e tra cittadini Ebrei e di origine ebraica praticamente scompare perché con l'arrivo della borghesia, con l'aumentare della ricchezza, praticamente queste differenze vanno via. Gli ebrei si arricchiscono, altri che non si arricchiscono magari cambiano la propria religione, c'è una sorta di rimescolamento delle diversità e praticamente non è più possibile individuare una differenza ben precisa perché l'ebreo non è più quello che si veste in modo tradizionale, che vive solo in determinati quartieri, che mangia determinate cose, che porta la barba in un certo modo ma è il tuo vicino di casa che è esattamente identico a te nei gusti, nei modi, nei modi di vestirsi, nel modo di mangiare, magari anche nei modi pregare o di non pregare. Qui emerge una cosa interessante nella costruzione di questo reportage e cioè andare ad instillare nel cittadino l'idea che l'ebreo si sia nascosto e che si sia mimetizzato utilizzando gli Ariani come modello per poterci meglio colpire. Questo è il messaggio che viene mandato. I capelli, la barba, la calotta e la veste rendono l'ebreo orientale riconoscibile da chiunque ma senza di essi sarebbero irriconoscibili. Solo con una vista accurata si possono individuare le sue vere origini razziali, un tratto essenziale dell'ebreo è che cerca sempre di nascondere la sua vera identità, anche quando è vestito da non ebreo. Se prima questo gruppo di ebrei polacchi indossava la veste, ora indossa abiti europei così da potersi infiltrare meglio nella civiltà occidentale. Ovviamente questi ebrei del ghetto non riescono a muoversi molto bene con i loro abiti europei. Ancor più abili a mimetizzarsi sono gli ebrei di Berlino, i loro nonni e bisnonni vissero nel ghetto ma ora non lo danno a vedere. Della seconda alla terza generazione la loro mimetizzazione ha raggiunto l'impeccabilità. Esternamente cercano di atteggiarsi come i cittadini normali, i soggetti sprovveduti potrebbero essere facilmente ingannati da questo mimetismo e considererebbero gli ebrei come persone normali e qui sta il pericolo maggiore. A prescindere dalle apparenze essi rimarranno sempre estranei alla società civilizzata. Non sono pochi gli aristocratici ebrei infiltrati nella nobiltà Ariana ma pur facendo parte dell'alta società europea rimarranno sempre dei soggetti alieni a quest'ultima.
internazionale. Gli ebrei sfruttarono la situazione come se fossero dei cittadini preoccupati del destino dei tedeschi. Si precipitarono all'assemblea nazionale di waymar dove il destino della Germania stava per essere deciso. Il rappresentante ebreo Landsberg alla sua sinistra Schneldemann. L'ebreo Hirsch primo ministro prussiano, L'ebreo Theodore Wolt editore del quotidiano di Berlino, George Bernard rappresentante della casa editrice coolstar, Hugo Preuss ideatore della Costituzione in Germania, Walter rathenau ministro tedesco , l'ebreo Hilferding ministro finanziario tedesco, Bernhard Isidor Weiss assistente politico di Berlino, mentre gli altri ebrei rappresentano la linea radicale contro l'ordine e la legge. Nelle vesti da filantropi ipocriti hanno promesso la massa castellinaria incitandola a ribellarsi all'ordine civile, contribuendo all'anarchia, all'autoindulgenza e a tutti gli ideali contrari all'ordine civile. Promossero la meschinità, i piaceri materiali, la blasfemia e la rivolta. Incitarono i giovani alla guerriglia e al terrorismo. Non a caso queste dottrine distruttive per la nazione scaturirono da menti ebree. Karl Marx, figlio di Margoehei rabbino e avvocato di Trier, il fondatore del partito socialdemocratico tedesco l'ebreo Ferdinand lasalle wolton, Rosa Luxemburg pseudonimo di Emma goldman nota agitatrice comunista, l'ebreo Nisson responsabile della morte di alcuni ostaggi a Monaco, l'ebreo frankfurter assassino dell'attivista nazionalsocialista Wilheim gustloff, Grynspan l'assassino del diplomatico tedesco Konrad. Sebbene fossero una minoranza, sapevano bene come terrorizzare una grande nazione come la nostra. Per ogni 1000 tedeschi ci sono 10 ebrei o per meglio dire per ogni 1000 tedeschi che combattono per la libertà vi sono dieci ebrei voraci di affari che hanno un obiettivo comune. Qui si ricalca perfettamente la tematica del piccolo traditore interno e cioè la ricerca del capro espiatorio da parte di una massa chiusa. Gli ebrei affollano le città, due terzi degli ebrei in Germania vivono nelle grandi città ma non lavorano nelle fabbriche, il lavoro in fabbrica lo lasciano ai tedeschi. Per ogni 1000 lavoratori a Berlino ci sono due ebrei, all'inizio del 1933 per ogni 100 procuratori di Stato a Berlino 15 erano ebrei, per ogni 100 giudici 23 erano ebrei, per ogni 100 avvocati 49 erano ebrei, per ogni 100 dottori 52 erano ebrei, per ogni 100 mercanti 60 erano ebrei. Il reddito medio di un tedesco è di 810 Marchi, il reddito medio di un ebreo è di 10000 Marchi. La dimensione economica è fondamentale anche in questo tipo di retorica. È la stessa che troviamo ancora oggi quando si cerca di discriminare una categoria sociale ben precisa. Mentre milioni di tedeschi cadevano nella disoccupazione, nella povertà gli immigrati ebrei aquisivano immense ricchezze in pochi anni, non con il lavoro onesto ma con l'usura, la truffa e l'inganno. Lo scandalo di Sklareks prosciugò il tesoro berlinese di 12 milioni di Marchi. Frodò la Prussia di 14 milioni. L'ebreo Barmat si appropriò di 35 milioni. Mendelssohn si approfittò dell'inflazione per fregare lo stato, il ricattatore katzenellenbogen fece lo stesso. L'ebreo è anche più pericoloso quando si immischia nella cultura Popolare, religione e arte. Il concetto di bellezza dell'uomo nordico è incomprensibile per l'ebreo e mai riuscirà a comprenderlo. Qui c'è tutta la contraddizione tra l'ideale dell'uomo nordico e la rappresentazione dell'arte classica che in realtà è un arte greca, è una romana, è un'arte tipicamente del sud ed è un arte mediterranea. Ovviamente i nazisti arriveranno a giustificare questa cosa dicendo che in realtà i greci non era nient'altro che degli Ariani calati dal nord e che quindi hanno costruito questa grande civiltà greca. Essi non provano alcuna sensibilità verso la purezza e l'armonia del concetto di arte tedesco, ciò che chiamano arte non è altro che una gratificazione del loro animo maligno, il tanfo della malattia prevale nelle loro opere. Sono solo alcune delle opere più innaturali, grottesche, perverse e disturbate. Queste orride e malate mostrano al pubblico tedesco la vera espressione dell'arte ebraica.
Al di là della retorica gran parte dei gerarchi nazisti fecero sparire a un certo punto opere di Picasso, opere di artisti ebrei che sapevano valere moltissimo, soprattutto nei momenti in cui si resero conto che la guerra sarebbe stata persa e quindi alcune vennero distrutte altre invece vennero nascoste per poter poi essere rivendute successivamente. È assurdo credere che certe opere possono trovarsi facilmente delle nostre gallerie d'arte. I critici d'arte ebrei considerando questi quadri come la vera arte moderna. La vita culturale tedesca è stata infettata da queste opere artistiche, letterarie, architettoniche e musicali. Per più di un decennio di ebrei hanno esercitato, con questi abomini, il loro profano potere, degradando e contaminando l'arte e la cultura tedesca. L'ebreo Ker artista della Repubblica di Weimar, l'ebreo Tucholsky pornografo scellerato considerava il tradimento e i concetti eroici una stupidaggine, l'ebreo kirschfeld colui che promosse l'omosessualità e la perversione. Con la scusa dell'opinione scientifica provarono a deviare la sanità delle persone verso la degenerazione. L'ebreo Albert Einstein con le sue oscure Teorie pseudoscientifiche promosse l'odio verso i tedeschi , l'ebreo kestenberg gestore del campo musicale nel ministro culturale prussiano. L'eldorado ebraico è oramai il teatro, gli ebrei lo dominano indisturbati degradando le nostre tradizioni classiche, sostituendole dagli istinti primordiali. Ne fanno capo l'ebreo alber e l'ebreo Nelson. L'ebreo Rotter che detiene il monopolio su 7 cinema a Berlino, uscì allo scoperto con un debito di milioni di Marchi, il direttore teatrale ebreo Robert Klein, l'ebreo Max Reinhardt. La gran parte degli spettacoli sono finanziati, diretti e presentati da ebrei come i comici ehrlich e Morgan. La cinematografia non presenta alcuna differenza, il regista Richard Oswald è ebreo come lo è il comico gerro, gli ebrei considerano il concetto di disonorevole e di rivoltante terra fertile per le loro commedie. L'ebrea Rosa Valenti, l'ebreo Boar gode dei suoi ruoli di chiara perversione. L'ebreo Kurt Nakuhn esama le fantomatiche virtù di un ufficiale folle e depravato. L'ebreo è istintivamente interessato all'anormale e al perverso, egli fa il possibile per disgregare il buon senso e il giudizio della gente. L'ebreo Peter lorre nel ruolo di un infanticida ma nell'opera considera la vittima colpevole e se stesso innocente. Il concetto del giudizio viene generato da una rappresentazione amorevole del criminale così da poter sminuire il crimine. Ovviamente qui siamo al paradosso che viene usata una recitazione dentro un film di Fritz Lang in cui si prende per vera invece in realtà era una messa in scena di una sceneggiatura. Il numero degli ebrei presenti nello spettacolo ha oramai raggiunto il culmine. Nei notiziari e nei cinegiornali gli ebrei si presentano al pubblico come artisti tedeschi. L'ebreo richard Tauber che perse la vita a New York venne pianto e ricordato come un artista tedesco. L'ebreo Ernst lubitsch fu considerato come produttore cinematografico tedesco, l'ebreo Ludwing Cohn fu onorato come scrittore tedesco, l'ebreo Charlie Chaplin venne acclamato dalla intensa e briosa folla. Ci fu molta gente ad acclamare il nuovo arrivato ebreo, il nemico numero uno. Come poteva accadere ciò? Il concetto di uguaglianza umana ha infettato il principio della nazione. Secoli di educazione religiosa aveva insegnato ai cristiani europei di rinnegare l'ebreo come compagno della religione cristiana. Poeti e pittori tedeschi con bonarietà, accostarono le figure bibliche con la storia ebraica. Abramo, Isacco e Giacobbe sono considerati pilastri della moralità e del umana nobiltà. Ma noi sappiamo come sono in realtà gli ebrei, dobbiamo correggere questa visione storica. Questi sono i veri ebrei, questa è la celebrazione del purim filmata degli ebrei di Varsavia. L'apparente innoqua celebrazione familiare sta commemorando la morte di 75000 persiani antisemiti per mano degli antenati ebrei. La Bibbia riporta : “il giorno dopo gli ebrei riposeranno e faranno di quel giorno un momento di gioia, allegria e regali. Chiameranno questi due giorni purim e dovrà essere celebrato di generazione in generazione per sempre”. L'educazione tedesca obiettiva e tollerante considera queste celebrazioni come semplice sinistra usanza folkloristica ma questa è la razza di Israele, le loro intenzioni sono tutt'altro che innoque.
Il Fuher decretò che tutti gli animali a sangue caldo devono essere anestetizzati prima della macellazione e a proposito della macellazione ebraica : il partito nazionalsocialista decise che era giunto il momento di fare piazza pulita di tutti gli ebrei. Il pensiero e il sangue ebraico non inquineranno mai più la Germania. Sotto il comando di Adolf Hitler la Germania ha innalzato le sue bandiere contro l'ebreo eterno. L'eterna purezza della razza tedesca verrà guidata per sempre dal Movimento nazionalsocialista. Il popolo tedesco si unirà nello spirito e marcerà verso il futuro. È importante vedere questo documentario e questo reportage perché da uno specchio di realtà su quello che era la dimensione culturale di quegli anni e soprattutto vi permette di avere una visione di alcune cose che sono descritte nel libro. Nel testo c'è tutta la questione incentrata e molto importante della rivoluzione culturale cioè l'idea del cambiare completamente una germania che per i nazisti era stata inquinata da questa presenza che viene descritta bene in questo modo. Questa rivoluzione era data anche dal fatto, come avete visto nel reportage, che secondo l'ottica paranoica nazista gli ebrei erano ovunque, dentro il diritto, nei Tribunali, tra gli avvocati, tra i medici, nei media, nella Finanza, all'interno dei teatri e resta poi da capire come mai se erano così potenti sono stati in qualche modo sterminati ed è stato possibile per un paese come la Germania organizzare un genocidio senza che ci fosse un contrasto forte. Questa è la classica forma di paranoia di chi costruisce l'immagine del capo espiatorio : si sceglie come capro espiatorio sempre una minoranza ma nella narrazione del capro espiatorio (chi va a uccidere il capo espiatorio) lo descrive sempre come potentissimo, come portatore del male, come in grado di causare i peggiori mali immaginabili però guarda caso si tratta sempre di una minoranza e guarda caso ucciderlo è sempre molto semplice nonostante sia così potente come viene descritto. Questo documentario è una testimonianza molto importante da vedere perché vi dà la fotografia anche di come si costruisce una narrazione stereotipata del capro espiatorio; come si fa propaganda e soprattutto in che modo vengono usate determinate narrazioni e vengono usate i mezzi di comunicazione di massa che per la prima volta appaiono sul palcoscenico della storia europea e della storia mondiale.