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SCIENZE: L’ELETTRICITA’ La parola elettricità ha un’origine antica: deriva dal greco elektron, che significa ambra. Questo termine indica la proprietà che manifestano alcuni materiali ad elettrizzarsi se sono strofinati con un panno...
Tipologia: Appunti
Caricato il 14/08/2017
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La parola elettricità ha un’origine antica: deriva dal greco elektron, che significa ambra. Questo termine indica la proprietà che manifestano alcuni materiali ad elettrizzarsi se sono strofinati con un panno. Tutte le sostanze nell’universo sono formate da molecole diverse tra loro, ne esiste una per ogni sostanza. Le molecole a loro volta sono formate da atomi. I diversi tipi di atomi esistenti in natura sono 92. Tutti gli atomi hanno la stessa struttura. Vi è un nucleo centrale che comprende un certo numero di protoni e neutroni. Attorno al nucleo si muovono velocemente piccole particelle cariche di energia: gli elettroni. Queste particelle sono 2000 volte più piccole dei protoni e possono trovarsi solo in determinati spazi più o meno lontani dal nucleo. Ai protoni è attribuita una carica positiva, mentre agli elettroni una carica elettrica negativa.Un atomo è neutro quando il numero di protoni è uguale al numero degli elettroni. Se per qualche sollecitazione esterna un atomo perde uno o più elettroni, si dice che abbia carica elettrica positiva. Se, al contrario un atomo acquista uno o più elettroni si dice che abbia carica elettrica negativa. I vari materiali mostrano una diversa capacità nel permettere o nell’ostacolare il passaggio della corrente elettrica. Quelli ricchi di elettroni liberi mostrano un’elevata conducibilità elettrica e per questo si dicono conduttori. E’ il caso dei metalli e dell’acqua e del corpo umano. Quelli poveri di elettroni liberi ostacolano il flusso della corrente elettrica e perciò si dicono isolanti elettrici dove la carica elettrica rimane dove si manifesta. E’ il caso del legno, della plastica, della porcellana, del vetro e della gomma.
Se strofiniamo una bacchetta di vetro con un panno di lana, alcuni elettroni passano dalla bacchetta al panno. La bacchetta perde elettroni e si carica positivamente mentre il panno acquista elettroni e si carica negativamente. Al contrario Se strofiniamo una bacchetta di ambra ad un panno di lana, alcuni elettroni passano passano dal panno alla bacchetta di ambra. In questo caso la bacchetta di ambra acquista elettroni e si carica negativamente mentre il panno perde elettroni e si carica positivamente.
Se ricopriamo una pallina di carta di alluminio e le avviciniamo una bacchetta di vetro elettrizzata positivamente le cariche elettriche della pallina si separano : quelle negative attratte da quelle positive della bacchetta si dispongono nelle vicinanze della bacchetta e quelle positive si dispongono dalla parte opposta. Questa elettrizzazione detta per induzione, è temporanea infatti se allontani la bacchetta le cariche elettriche si ridistribuiscono all’interno della pallina.
ELETTRIZZAZIONE PER CONTATTO: Se invece facciamo toccare la pallina con la bacchetta di vetro elettrizzata positivamente, la pallina cede elettroni, che, passando nella bacchetta, neutralizzano alcuni dei suoi protoni e in questo modo anche la bacchetta si elettrizza positivamente. Entrambi i corpi elettrizzati positivamente si respingono.
In un circuito, il flusso di elettroni, può essere prodotto da un generatore che crea una differenza di potenziale, cioè un accumulo di cariche elettriche negative ad un’estremità del circuito, e un uguale accumulo di cariche elettriche positive all’altra estremità. La differenza di potenziale fa fluire gli elettroni dai punti a potenziale più alto (con carica negativa maggiore) a punti a potenziale più basso (con carica negativa minore). La differenza di potenziale è chiamata anche tensione e si misura in volt (simbolo V). La quantità di cariche elettriche, che passano in un punto qualsiasi del circuito in un’unità di
tempo (in un secondo), indica l’intensità elettrica, la quale si misura in ampère (simbolo A). Quando la corrente elettrica percorre un conduttore, incontra un’opposizione più o meno accentuata, chiamata resistenza. La resistenza che incontra la corrente elettrica dipende da più fattori:
Il fisico George Simon Ohm studiò le proprietà dei conduttori al passaggio della corrente e formulò due leggi:
In un circuito elettrico le tre grandezze che misurano la corrente (tensione, intensità e resistenza sono strettamente legate fra loro. Infatti, se la tensione è costante, l’intensità è inversamente proporzionale alla resistenza secondo la formula:
V = I x R (tensione = intensità x resistenza) da cui si ricava che:
I = V : R e R = V : I.
La potenza è una grandezza che misura il lavoro che una macchina (o utilizzatore) compie in un’unità di tempo. Se la macchina funziona a elettricità la potenza sarà data dal prodotto della tensione per l’intensità di corrente. In formula:
P = V x I (potenza = tensione x intensità)
La potenza si misura in watt (simbolo W). 1 000 W sono 1 KW (Kilowatt). 1 000 000 W sono 1 MW (Megawatt). Se si tiene acceso per un’ora un utilizzatore che consuma 1 KW noi consumiamo un KWh cioè un Kilowattora.
Un circuito elettrico è formato da più parti:
Generatori in serie : se si collegano in serie più generatori la tensione del circuito, è quella della somma dei singoli generatori, mentre la durata del
Corrente alternata : Gli alternatori sono i generatori che operano nelle centrali elettriche. Questi producono un campo elettrico che si inverte continuamente ed ad alta velocità. Le cariche elettriche fluiscono prima in un verso e subito dopo in un altro. Tutto si ripete in cicli successivi. La frequenza è la grandezza che indica il numero di cicli completi che avvengono nell’unita di tempo. L’unita di misura della frequenza è lo hertz (abbreviato in Hz). Il valore della corrente alternata in Italia è 50 hertz (Hz)
L’elettrocuzione detta anche scossa elettrica e dovuta ad una differenza di potenziale tra due punti diversi del corpo umano. La corrente elettrica in contatto con una parte del corpo, tende a scaricarsi a terra attraversando il corpo che, essendo fatto soprattutto d’acqua non oppone molta resistenza. Contatto diretto con entrambi i cavi, carichi di tensione: questo tipo di contatto si verifica raramente, perché occorre toccare contemporaneamente entrambi i cavi della corrente con due parti del corpo. Contatto diretto con un solo cavo o un oggetto in tensione: il contatto diretto è pericoloso anche se si tocca un solo cavo in tensione o se si tocca una superficie metallica in cui è presente l’elettricità. Essendoci una differenza di potenziale tra il punto di contatto col cavo in tensione e qualunque altra estremità del corpo l’elettricità si scarica al suolo attraversandolo. Se si indossano scarpe fatte con materiale isolante si impedisce alla corrente elettrica di scaricarsi al suolo attraverso i piedi, così prende altre vie per noi meno pericolose. Contatto indiretto dovuto a guasti o a errori: un contatto indiretto si ha quando si tocca involontariamente un filo elettrico in tensione in un punto privo di guaina isolante. La folgorazione è improvvisa, e spesso colpisce persone che non hanno preso alcuna precauzione.
Gli effetti dell’elettrocuzione sono differenti ma sempre pericolosi La corrente elettrica produce sul corpo umano numerosi effetti.
Gli elettrodomestici sicuri hanno il marchio IMQ. L’Istituto italiano del Marchio di Qualità controlla e accerta la rispondenza alle norme vigenti di sicurezza dei materiali usati nella costruzione delle macchine. Lo scopo principale dell’IMQ è tutelare l’utente, evitando che acquisti prodotti ed elettrodomestici difettosi, costruiti con componenti facili all’usura, privi dei necessari requisiti di sicurezza.
Messa a terra : è un dispositivo che protegge dalla scossa elettrica, quando all’interno dell’utilizzatore cede un isolamento. Gli elettrodomestici sono tutti collegati alla messa a terra con un apposito cavo: quello dalla guaina giallo-verde.Tutti questi cavi si riuniscono e vengono collegati ad un grosso palo metallico conficcato nel suolo e sotterrato, attraverso il quale l’eventuale elettricità in eccesso si scarica a terra.
Salvavita o interruttore differenziale : integra, ma non sostituisce la messa a terra: esso interrompe il passaggio di corrente grazie ad un dispositivo sensibile a ogni differenza di intensità tra la corrente che percorre un filo elettrico e quella che percorre l’altro filo. Se si verifica un guasto o un contatto, la corrente su un filo assume un valore diverso dal valore normale. Il nome tecnico del salvavita è interruttore differenziale ed è obbligatorio in tutte le case.