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Appunti di letteratura italiana sull'età postunitaria.
Tipologia: Appunti
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IL NUOVO ASSETTO POLITICO Con l'unificazione l'Italia diventò una monarchia costituzionale regolata dallo Statuto Albertino del 1848: a tutto lo Stavo venne estesa la legislazione sabauda, che era in vigore in Piemonte. per quanto riguarda l'amministrazione, l'apparato fiscale, la scuola, l'esercito. Il governo del paese era l'espressione di una ristretta minoranza: venne chiamato suffragio censitario perché aveva il diritto di voto solo il 2% della popolazione. prevalentemente proprietari terrieri. LA POLITICA ECONOMICA DELLA DESTRA STORICA Economicamente l'Italia dopo l'unificazione era un paese ancora fortemente arretrato rispetto agli altri paesi europei. Dal 1861 al 1876 la classe politica al potere era la Destra storica che era ostile a uno sviluppo industriale perché riteneva l'Italia non adatta, in quanto povera di materie prime e perché temeva che il sorgere dell'industria potesse innescare tensioni eversive con la nascita del proletariato di fabbrica: l'Italia doveva restare un paese agricolo-commerciale. La situazione generale restò fortemente arretrata, con metodi di coltura arcaici, specie nel Centro-Sud. Un settore dell'economia molto attivo fu quello della creazione di infrastrutture: ferrovie, strade, ponti, opere pubbliche. LA SINISTRA: INDUSTRIALIZZAZIONE E CRISI AGRARIA Nel 1876 sali al potere la Sinistra liberale, che coagulò gli interessi di vari gruppi sociali, tra quali iniziarono ad avere peso gli imprenditori industriali, che premevano per l'istituzione di un protezionismo doganale. promuovendo un inasprimento delle tariffe doganali. Un impulso all'industrializzazione avviene dopo la scelta politica di unirsi con la Prussia e Austria nella Triplice Alleanza, che porta dunque alla necessità di potenziare l'industria siderurgica, in modo da fornire l'acciaio necessario per navi da guerra o cannoni. Accanto a ciò si aggiunse anche la crisi agraria a partire dal 1880, determinata dall'arrivo sui mercati europei di enormi quantità di grano americano a prezzi bassi. Questa concorrenza mise in crisi i sistemi agricoli arretrati e portò alla scomparsa della piccola proprietà contadina. Questa
crisi accelerò la modernizzazione dell'agricoltura e la concentrazione capitalistica nelle campagne, ma spinse a investire molti capitali nell'industria, in quanto più redditizia dell'investimento agricolo. L'effetto di tutto ciò fu l'impoverimento del Mezzogiorno, danneggiato dal protezionismo nell'esportazione di prodotti pregiati, perché costretto a comprare i prodotti a prezzi maggiori dal Nord, instaurando con esso un rapporto coloniale fondato sullo scambio ineguale. Si iniziò dunque a parlare di questione meridionale, ovvero quella differenza nello sviluppo dell'economia e della società civile tra Nord e Sud della penisola.