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L'evoluzione del giornalismo in Italia: dalla censura preventiva all'era digitale - Prof. , Appunti di Storia del Giornalismo

Un percorso storico dell'evoluzione del giornalismo in italia, partendo dalla censura preventiva del xviii secolo fino all'era digitale. Si analizza l'influenza della politica, la nascita del giornalismo di guerra, l'impatto dell'industria e la diffusione della pubblicità. Una panoramica completa e dettagliata del ruolo del giornalismo nella società italiana.

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 21/09/2024

cristina-colosimo
cristina-colosimo 🇮🇹

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27/02/2023
Si comincia a parlare di giornalismo dal ‘700 e verrà usato poi nell’ ‘800 e nel ‘900
La comunicazione invece ha un’origine molto più antica es. le piramidi sono la
celebrazione del potere e della sovranità.
Da fine 800 inizio 900 si parla di società di massa generalizzata
Dall’invenzione della stampa a fine 700: le evoluzioni tecniche e la diffusione dei
giornali c’è ma non ha una valenza politica così forte come dalla Rivoluzione
francese in poi. Gutenberg è stato un orafo tedesco, inventore della stampa. Intorno
alla metà del 400 ha inventato i caratteri mobili. Gutenberg capisce che se si
realizzano dei caratteri simili alle lettere con una lega metallica e poi si dispongono
su delle matrici in modo da realizzare una sorta di pagina scritta al piombo, si può
imprimere (con un torchio azionato a mano) il foglio e si ottiene la pagina stampata.
Poi, dalla fine del 700 verrà sostituito con un torchio a vapore che permetterà di
stampare più copie (seppur con dei limiti tecnici che impedivano di produrre migliaia
e migliaia di copie) ad un prezzo più basso.
La prima opera realizzata da Gutenberg è stata la bibbia, realizzata in collaborazione
con un banchiere tedesco, era molto costosa e vennero prodotte una centinaia di
copie.
I libri che sono stati stampati prima del 1500 si chiamano incunaboli, sono pochi e
rari.
La tipografia si era diffusa già a metà del ‘400.
Con la rivoluzione protestante (10 tesi di Lutero) si diffondono i caratteri mobili.
Il fatto che la riforma punti a far leggere singolarmente la sacra scrittura, è un
incentivo in più per la diffusione della stampa (rapporto diretto uomo-Dio)
La riforma protestante, con la diffusione della stampa, ha portato a molte guerre,
brevi e lunghe ad es. per paura da parte dei pontefici
Si capì che c’era bisogno di una regolamentazione della parola stampata perché ha
una valenza politica. La prima è stata la Chiesa cattolica, poi nella seconda metà del
500 anche i principi tedeschi che avevano aderito alla riforma si rende conto della
necessità di una regolamentazione per evitare eversioni politiche: viene introdotta
quindi la censura (controllo da parte statale/ ecclesiastica) secondo il principio del
“cuius regio eius religio”. La censura quindi veniva spesso esercitata da religiosi, non
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Si comincia a parlare di giornalismo dal ‘700 e verrà usato poi nell’ ‘800 e nel ‘ La comunicazione invece ha un’origine molto più antica es. le piramidi sono la celebrazione del potere e della sovranità. Da fine 800 inizio 900 si parla di società di massa generalizzata Dall’invenzione della stampa a fine 700: le evoluzioni tecniche e la diffusione dei giornali c’è ma non ha una valenza politica così forte come dalla Rivoluzione francese in poi. Gutenberg è stato un orafo tedesco, inventore della stampa. Intorno alla metà del 400 ha inventato i caratteri mobili. Gutenberg capisce che se si realizzano dei caratteri simili alle lettere con una lega metallica e poi si dispongono su delle matrici in modo da realizzare una sorta di pagina scritta al piombo, si può imprimere (con un torchio azionato a mano) il foglio e si ottiene la pagina stampata. Poi, dalla fine del 700 verrà sostituito con un torchio a vapore che permetterà di stampare più copie (seppur con dei limiti tecnici che impedivano di produrre migliaia e migliaia di copie) ad un prezzo più basso. La prima opera realizzata da Gutenberg è stata la bibbia, realizzata in collaborazione con un banchiere tedesco, era molto costosa e vennero prodotte una centinaia di copie. I libri che sono stati stampati prima del 1500 si chiamano incunaboli, sono pochi e rari. La tipografia si era diffusa già a metà del ‘400. Con la rivoluzione protestante (10 tesi di Lutero) si diffondono i caratteri mobili. Il fatto che la riforma punti a far leggere singolarmente la sacra scrittura, è un incentivo in più per la diffusione della stampa (rapporto diretto uomo-Dio) La riforma protestante, con la diffusione della stampa, ha portato a molte guerre, brevi e lunghe ad es. per paura da parte dei pontefici Si capì che c’era bisogno di una regolamentazione della parola stampata perché ha una valenza politica. La prima è stata la Chiesa cattolica, poi nella seconda metà del 500 anche i principi tedeschi che avevano aderito alla riforma si rende conto della necessità di una regolamentazione per evitare eversioni politiche: viene introdotta quindi la censura (controllo da parte statale/ ecclesiastica) secondo il principio del “cuius regio eius religio”. La censura quindi veniva spesso esercitata da religiosi, non

c’erano i concetti di democrazia ecc. Questa è censura preventiva. I censori erano concentrati dove c’erano più tipografie. Mauro Bernardini, censore granducale dell’‘ I libri dell’800 portavano la dicitura “imprimatur” (il via libera, come momento finale del controllo della stampa). L’Inghilterra sarà il primo paese ad abolire la censura preventiva a inizio ‘ I giornali: gli antenati dei giornali erano già nati, poche pagine, no colonne, nel 600, area veneta (repubblica di S. Marco) ma non avevano una periodicità regolare perché erano legati al commercio e alle guerre (alla politica), nascono per informare i mercanti veneziani sulla situazione es di un determinato emporio in un’altra regione geografica, sono le gazzette. Viene da gaxeta (moneta veneziana che verrà poi usata per acquistare questi fogli). Ed erano soggette a censura ma essendo fogli ufficiali non ne avevano bisogno, a quell’epoca non c’era il giornalista ma il compilatore. In Gran Bretagna a fine 600 inizio 700 non si rinnova la censura, si introduce un elemento di libertà perché c’era stata la rivoluzione gloriosa (1689) per distinguerla da quella di inizio ‘600, si conclude con la cacciata di un re che voleva prevalere sulla camera dei comuni. Questa rivoluzione introdusse elementi di costituzionalismo: il governo deve avere il sostegno della camera dei comuni (eletta dal popolo). Questo elemento di libertà aveva portato i membri del parlamento a cacciare il re cattolico + discussione in seno alla camera elettiva riguardo all’introduzione di nuove tasse da parte del governo= interesse da parte di chi le paga (tasse su base censitaria, gravava sui beni immobili), la borghesia + rivoluzione industriale (inizio ‘700) quindi c’è un pubblico in aumento, che inizia a diffondersi, aumentano coloro che comprano il giornale, nel frattempo è stata introdotta l’impaginazione in colonna che aumenta la leggibilità e la separazione degli argomenti e a fine ‘700 tutti i giornali ce l’hanno. L’affermazione del quotidiano più vicino alla nostra idea di giornale nasce il gran Bretagna ed è il Times. Rivoluzione americana : no taxation without representation Rivoluzione francese : 14 luglio 1789, presa della bastiglia I giornali non hanno nessun ruolo in queste rivoluzioni nonostante esistessero già. La parola stampata ha peso nel pamphlet ovvero una sezione che parla delle grandi questioni del momento. Sono degli instant book che preparano la ribellione, avevano la funzione di incitare. Il giornale, infatti, aveva soltanto la funzione di informare.

terminavano al calare del sole (di notte non si combatteva) infatti il linguaggio giornalistico del tempo parlava di “vincere la giornata”. Le guerre si cominciavano in primavera e in estate (nella bella stagione). Il racconto della guerra era quello di qualcuno che guardava dall’alto, visione sintetica e funzionale al racconto (una guerra va descritta per fasi). Anche prima di Napoleone si parlava di guerra nei giornali ma in maniera discontinua. Con gli eserciti di massa diventa importante comunicare alla società come sta andando la battaglia anche per provocare devozione nei confronti del re per esempio. Il primo giornalista di guerra è Napoleone stesso. È stato lo stesso napoleone a dettare dei comunicati che servivano a costruire la sua immagine. I giornali del tempo ricevevano le notizie tramite i bollettini degli stati maggiori. Al termine della battaglia se non c’erano i giornalisti sul campo erano i bollettini l’unica fonte, sopra la quale i giornalisti ricamavano. Diventa importante costruire il consenso intorno alla guerra. Quando ci fu la sconfitta in russa di Napoleone non arrivavano bollettini. L’assenza di notizie, in quel caso, diventa essa stessa notizia es. si diffuse la notizia che napoleone era morto. La battaglia risolutiva es. Austerlitz è durata 1 giorno ed è chiamata battaglia climax (la battaglia apice del successo) che portava alla resa. Questa concezione di guerra rimane la stessa fino al 1859/60 (seconda guerra d’indipendenza in Italia). La posizione di Napoleone difronte alla stampa: era duplice e ambiguo. Era molto bravo a capire quanto fossero funzionali i giornali a costruire il consenso ma capisce anche che se lasciasse libertà ai giornali di dire quello che vogliono si formerebbe l’opposizione. Non si può ancora parlare di censura, la monarchia di napoleone era amministrativa, non era né assolutista né liberale, i giornali venivano controllati dopo la pubblicazione, si cerca di rendergli la vita difficile anche senza censurarli se non piacevano, non erano né come in GB (monarchia costituzionale- parlamentare). I giornali avevano bisogno di capitali per nascere. Non era facile far nascere i giornali nella Francia imperiale. Dopo Waterloo, c’è il periodo della restaurazione (1815-48) in Europa : la stampa era molto diversa perché cambia il regime politico. La GB continua ad essere una monarchia cost , stampa libera, il Times era il modello quindi la situa britannica era quella più avanzata. Ci sono dei paesi che tornano ad essere delle monarchie assolute es. Russia, Austria, Prussia e la stampa qui non si è mai evoluta a parte in quegli stati che sono entrati nell’orbita francese. E questi paesi tornano indietro, ci sono i giornali ma ufficiosi del governo, c’era una privativa (permesso accordato ad un dato signore per scrivere un determinato giornale) es. la gazzetta di Firenze era il giornale ufficioso del granducato di Toscana. Gli altri giornali scrivevano il manifesto

e si sottoponevano alla censura (a Fi il padre scolopi Padre Bernardini). La situazione mediana era quella francese (post 1815), viene restaurata la monarchia, non c’è una libertà assoluta né il contrario es. Italia, Austria ecc. Una volta superati determinati controlli si poteva parlare abbastanza liberamente anche di politica!! (a differenza delle altre monarchie assolute) In Francia viene introdotta la censura repressiva. Il giornale veniva sequestrato, repressa la redazione ecc. La stampa dell’epoca era fatta di periodici, non di quotidiani, parlava di letteratura, scienza, arte. Il primo ad uscire fu Il Conciliatore di Silvio Pellico (Federico Confalonieri) uscì nel 1819, a Milano, parlava di letteratura, di arte, non erano temi politici, in realtà i redattori facevano parte della Carboneria (voleva l’indi dall’Austria che occupava Lombardia e Veneto e l’imperatore stava a Vienna). Altri territori come il Granducato di Toscana erano inseriti nel sistema austriaco es. perché Ferdinando III era il fratello dell’imperatore d’Austria. In questi giornali la carboneria cercava di sfruttare la letteratura es classicismo (aveva le sue regole nella classicità di Atene) vs romanticismo (si afferma in Germania, innovativo) per parlare di politica. Viene ritirata la privativa (viene da privilegio, concesso dal sovrano) di questo giornale. L’Antologia esce a Fi nel 1821. Viene fondata da un mercante degli anni napoleonici, Vieusseux (liberale ma moderato) , arriva quando viene chiuso il conciliatore a Mi e ha l’obiettivo di fondare un gabinetto di lettura in Italia, che già alcune città eu hanno es. Londra. Dove venivano messi a disposizione alcuni giornali francesi e di altri paesi. Serviva un abbonamento per leggerli, pagato al gabinetto. Il Granduca non vede un problema nel concedere questa concessione perché i giornali sarebbero rimasti nel gabinetto. Vieusseux scegli Fi perché era una città di passaggio, c’erano diverse famiglie aristocratiche straniere a Fi. Quando venne aperto andava molto bene quindi decide di scrivere anche una rivista in italiano che propone la traduzione dei pezzi più importanti che escono su questi giornali, l’Antologia che durò solo 3 mesi. Ebbe un successo notevole e in pochi mesi decide di scrivere un’altra rivista originale, con argomenti che non sono solo la traduzione di qualcos’altro, riprendendo il modello del Times: dà dei mandati ai suoi collaboratori, delle commissioni, alle personalità più adatte e li paga anche se poi decideva di non pubblicare l’articolo perché voleva essere l’ultimo decisore in base ai suoi criteri. Questo è un principio rivoluzionario perché fino a quel momento i giornali erano finanziati dai Signori (mecenati). Fino al 1832 questo giornale viene pubblicato mensilmente. Es. nel 1926 sull’ Antologia si parla di un libro che era stato pubblicato e che parlava della Guerra della Francia in Spagna, dove si celebravano i soldati italiani che combattevano nell’esercito francese quindi sottintende che gli

di impulsi elettrici tramite fili. I pali del telegrafo vengono piantati lungo le linee ferroviarie per comodità, è facilmente riparabile. Prima tra Fi e PI e oi PI LI. Negli anni ’30 nascono le agenzie di informazione. Il banchiere Havas voleva avere un flusso continuo di informazioni dalle principali città europee, ma era costoso avere tutte queste informazioni. Havas allora pensa di creare uno scambio di informazioni, promette un flusso continuo di informazioni da Parigi in cambio di flussi continui di informazioni da altre città. Così nascono le agenzie di informazione. In Italia con Cavour venne costruita l’agenzia Stefani, in Piemonte. Le agenzie sono strutture e sono più comode rispetto ai singoli accordi tra i giornali. [Oggi esistono tante agenzie di stampa, tra le quali l’ANSA (agenzia nazionale stampa associata)]. Differenze tra la stampa italiana ed anglo- francese: 1) la censura (lo abbiamo già detto) 2) questi cambiamenti nella comunicazione e nella trasmissione delle notizie arrivano prima in Francia (prima agenzia di stampa nel 33) e Inghilterra che in Italia (la prima 20 anni dopo). Questo ritardo ha natura politica e a causa del recepimento delle novità. L’Italia di Vieusseux non era ferma, c’era Mazzini, i patrioti, a Firenze arriva Le Monnier, un tipografo francese che apre una tipografia in città, che ebbe l’idea di creare una collezione di classici della letteratura italiana (la biblioteca nazionale). La grande novità è che le Monnier ebbe l’idea di fare dei libri economici, semplici, dimensioni contenute, accessibili a più persone. Gaspero Barbera fece i primi libri in formato tascabile (la collezione diamante). = il libro perde l’aurea sacrale che aveva. Il giornale arriva in Italia nel 47-48. La stampa aveva un rapporto simbiotico con la politica. Nel 1846 viene eletto Pio IX che vuole riformare lo stato pontificio, vuole fare delle riforme limitate. Nel 1847 decide di permettere la stampa di giornali politici a Roma. I giornali possono nascere, bisogna fare una richiesta al governo centrale, che da qui in avanti la accorderà più facilmente e si poteva parlare di politica. In quel periodo era tutto politico. I giornali che Pio IX permette potevano uscire ma con la censura repressiva. Il primo fu “Il contemporaneo”. Fu importante perché alcuni sovrani della penisola, si sentono pressati da alcuni gruppi di opinione pubblica e nel giro di poche settimane, nella primavera del 1947: editti sulla stampa (a Roma Firenze e Torino) consentirono la nascita del giornalismo politico. Questi giornali furono la culla dei primi gruppi politici, non c’era ancora la costituzione. Es. Bettino Ricasoli +… danno vita al giornale “La patria” (liberal-moderato). Questi giornali pongono il tema del controllo diretto e indiretto dell’Austria in Italia. Nel 48 in Francia: la seconda repubblica. Carlo Alberto decide di concedere la costituzione per far capire che il monarca rinuncia ad una parte dei suoi poteri per stipulare un patto con il popolo. Viene varato lo Statuto albertino: per quanto riguarda la stampa

dice che “la stampa è libera, una legge ne reprimerà gli abusi”. Tutto questo è nuovo per l’Italia (gli editti erano ottriati, deriva da ottraiet). Si ribellano al potere austriaco Milano e Venezia (18-22 marzo= le 5 giornate di Milano) che spingono Carlo Alberto a dichiarare guerra all’Austria. Mantova, Verona, Peschiera, Legnago (il quadrilatero, sistema difensivo). La legge sulla stampa, annunciata dallo statuto albertino, entra in vigore nel maggio del 1948. Dal Piemonte si estenderà in tutta l’Italia fino al 1923 (Mussolini). È importante questa legge perché rimarrà in vigore anche dopo l’unità d’Italia. Le regole dettate da questa legge erano un mix di buon senso e controllo. 1) I giornali devono uscire nei capoluoghi di provincia: controllo iniziale che lo Stato non rinunciava a svolgere perché nei capoluoghi di provincia c’erano le prefetture. 2) Le cauzioni: per fondare un giornale ci volevano i mezzi economici e quella somma serviva ad assicurarsi che gruppi scapestrati (i repubblicani) evitassero di fondare giornali. 3) Ogni giornale deve avere un gerente responsabile: non è un direttore, era responsabile penalmente per gli articoli che avrebbero potuto costituire un reato penale. Questi reati erano l’offesa del sovrano (di lesa maestà), della religione ecc. Si indicava come gerente, ad esempio, il capo dei tipografi, mai chi aveva scritto l’articolo perché non si volevano mettere in galera gli uomini importanti, bastava un capro espiatorio. Il 90 percento degli articoli non era firmato. (quindi automaticamente era colpa del gerente, che veniva pagato per questo) 07/03/ Il Risorgimento : era il giornale fondato ed animato da Cavour (principale artefice dell’unificazione italiana) = emerge il legame dei giornali con la politica + gli articoli non erano firmati. La prassi di non scrivere la firma venne mantenuta a lungo perché ci si sentiva più liberi di scrivere; infatti, la figura del gerente verrà tolta dal fascismo per intimorire + Gli editoriali… + Il titolo non c’è nell’editoriale ed è sostituito dal luogo e dalla data in cui è stato scritto (il giorno prima) + si danno delle notizie ma soprattutto nella prima pagina, ciò che viene fuori è il giudizio politico + linguaggio difficile, elitario, perché il pubblico era molto ristretto, fatto dalla nobiltà. Le fasce popolari erano escluse perché non sapevano leggere o comunque se sapevano leggere (gli artigiani) non erano in grado di capire quel tipo di linguaggio. La sconfitta a Novara dell’esercito piemontese influenzò il giornalismo…legge del sabaudo, il regno di Sardegna è l’unico che mantenne la bandiera e salvò la stampa. La toscana post 49 vide il tramonto di tutte le libertà di stampa, gli austriaci pongono fine allo statuto albertino, impongono un ritorno allo status quo ante. Quando ci sarà la II guerra d’indipendenza (59-60) estensione degli ordinamenti sabaudi ai territori

Nel luglio 1859 nasce la Nazione a Firenze: la II guerra d’indipendenza si è appena conclusa, l’Austria cede la Lombardia al regno di Sardegna, annette il Veneto (?). Vuole riportare la dinastia dei Lorena sul trono…27 aprile del 59 (da repressione a vittoria).. L’armistizio di Villafranca prevedeva che i Lorena dovessero tornare in Italia pacificamente, in Toscana governava Beppino Ricasoli e dice che bisognava fare un giornale in cui si attestava il rifiuto da parte dei fiorentini rispetto al ritorno della dinastia dei Lorena. I toscani si tenne un plebiscito nel 60 dove si chiedeva se volessero un regno indipendente o stare sotto i Lorena e i toscani scelsero i Lorena. Il regno d’Italia venne proclamato il 17 marzo 1861 con capitale a Torino (guarda su Moodle 2 pdf). Carlo Lorenzini (Collodi): era uno dei giornalisti più celebrati, quando morirà non era ancora famoso per Pinocchio (pubblicato negli anni ’80). Iniziò a scrivere nel 1847, a seguito degli editti sulla stampa. Partecipò alla I guerra d’indipendenza. Prime caricature. Quando la libertà di stampa venne soppressa in Toscana, Lorenzini non abbandona il giornalismo ma inizierà a trattare della cronaca drammatica, degli spettacoli. Era impiegato in prefettura, non viveva del mestiere di giornalista. Anche dopo l’unità d’Italia, i lettori erano pochi (le copie dei giornali erano circa 3 / 4 mila). La stampa rifletteva la società. La stampa italiana post unitaria aveva una base di lettori esigua perché c’era un alto tasso di analfabetismo (dal 49 al 60 la base sociale non è così cambiata, da 7 stati ne è nato 1 e stop) = distanza tra paese legale (le istituzioni politiche) e reale (le grandi masse della popolazione, l’Italia agricola), anche il diritto di voto era legato ad una élite molto piccola. I giornali degli anni 60- 70 (Breccia di Porta Pia) erano uguali a quelli degli anni 40. La cronaca cittadina e la cronaca nera non erano così presenti come oggi, venivano trattati molto di più i tempi politici, interessavano di più. I giornali erano portavoce dei gruppi politici, le elezioni avvenivano sulla base di collegi uninominali. I giornali continuavano ad essere regionali, nonostante l’Italia fosse stata unificata. I giornali si differenziavano ad es. per l’appoggio o la contrarietà ad una determinata politica fiscale. L’Italia negli anni 60-70 era agricolo, dagli anni 80 nasce il triangolo industriale di Torino, Genova Milano. Lo sviluppo dell’industria in alcune aree del Paese, soprattutto dagli anni 80 in poi, ha una ripercussione diretta sul ruolo nuovo dei giornali. Es. industria tessile (Lombardia), lavorazione e trasformazione della barbabietola da zucchero. Il corriere viene fondato a Milano da torelli Violier nel 1876, divenne uno dei giornali più importanti del Paese perché ci investì la famiglia Crespi di industriali tessili. Crespi ritenne un affare questo giornale perché voleva un giornale dalla propria parte, in grado di difendere gli industriali: in quel periodo c’era la lotta tra protezionisti (vogliono difendersi dalla concorrenza es. dei produttori di tessuti

britannici) e liberisti (favorevoli al commercio). Il giornale inizia ad appartenere non soltanto dell’editore puro. 20/03/ Anni 70 80 del 800 compresenza di elementi vecchi e nuovi. Giornale Il Secolo (nato nel ‘76), sarà il più importante fino agli inizi del 900 poi si affermerà il corriere della sera. Caratteristiche del secolo: è il primo caso di giornale italiano che si dota di un direttore amministrativo. È colui che si incarca della parte manageriale (gestionale) del quotidiano. I quotidiani degli anni 60 70 non avevano bisogno del manager perché i giornalisti avevano ancora un ruolo a cavallo tra professione e missione. Il manager si occupa della parte economico-gestionale, tengono i conti. Ancora oggi se c’è bisogno di assumere giornalisti nuovi se ne occupa il direttore amministrativo che ha un rapporto privilegiato con la proprietà del giornale. Un’altra questione per è la presenza incisiva, in termini di bilancio. Nuovo ruolo della pubblicità, già esisteva nel 47-48, estemporanea, spesso gratuita, si pubblicizzavano spesso gli alberghi perché vendevano i giornali in cambio di pubblicità, non esistendo ancora l’edicola. A partire dagli anni 80: fare i giornali costa sempre di più, spese maggiori, la pubblicità viene vista come fonte di entrata ad hoc. Negli anni ‘80 – ‘90 si delinea la società di massa, si comincia a stimolare i consumi. Negli anni ‘90 c’era tanto spazio per i prodotti farmaceutici (nasce la chimica, visione scientifica della produzione di medicinali, prodotti in serie). Nascono le società concessionarie della pubblicità : in Italia il primo a crearne una fu Attilio Manzoni. Gli venne in mente all’inizio di creare la categoria dei necrologi sul giornale. Pensò che fosse proficuo far sì che lo spazio pubblicitario non sia gestito in proprio direttamente dal giornale ma delegato ad una società che se ne occupa. Il vantaggio dei giornali: la sicurezza di avere una somma costante per un tot di anni. Es. la Manzoni paga al giornale per un tot di anni una certa somma + il giornale non deve pagare un impiegato amministrativo per occuparsene. I giornali passano dall’essere un impresa quasi artigianale ad essere un’azienda. Progetti di sviluppo es. per comprare le rotative, che costavano molto. Caratteri di continuità: il ruolo del duello nel mondo giornalistico. A lungo diffuso nella società italiana ed europea di fine 800 e la categoria che duella di più in Italia è proprio quella dei giornalisti. I duelli più frequenti erano quelli al primo sangue: bastava che uno dei due fosse leggermente ferito che il duello finiva (residuo della mentalità cavalleresca, prova di coraggio) con la soddisfazione di entrambe le parti. Si ricorreva al duello perché non esisteva una legislazione sulla diffamazione a

leggere Scarfoglio con il suo stile pungente. Fine 800-900 diventò un anti-Corriere della sera perché diceva il contrario, era fautore della politica coloniale. -1896 nacque il giornale politico l’Avanti! Il quotidiano del neonato PSI. Il primo partito di massa della società italiana. Veniva comprato dai militanti anche come forma di sostegno al partito. La tiratura media era di 40 mila copie giornaliere. Data terminale 1898: si verificano dei moti in Italia che sono determinati soprattutto dalla fame. Erano convinti che dietro ci fossero i socialisti e i cattolici militanti. Dopo la Breccia di porta pia Pio IX non aveva riconosciuto il regno d’Italia. Si verificarono in Puglia, Milano, Toscana, rivolte della fame perché il pane, le farine avevano subito un aumento. Questo fu un momento in cui molti giornali furono chiusi o sospesi perché venivano ritenuti istigatori delle rivolte. Il mondo liberale si divise, una parte confluì con i socialisti, altri con i democratici, non si può colpire la libertà di stampa che è tra le basi dello stato democratico. Si ribadisce la libertà di stampa e la funzione politica del giornale. Questo giornalismo di massa che l’Italia conobbe negli ultimi decenni dell’800 era nato prima negli USA. Non in GB. Processo che inizia già negli anni 40 dell’800 e trovò manifestazione nella guerra civile americana (1861-65). Perché negli USA ci sono delle condizioni favorevoli: 1)rapido processo di crescita demografica ed economica (ondate migratorie molto forti, la prima è quella irlandese. Mezza Irlanda se ne va a causa della carestia per una malattia delle patate. Poi metà anni 60 dagli stati ancora non unificati della GE e poi dal Mezzogiorno) 2)Sostanziale assenza di barriere sociali nella società americana. Non c’è ancora una divisione aristocratica che nell’Europa ottocentesca c’è. Quindi c’era una mobilità sociale molto forte che non è legata all’istruzione ma grandi uomini che venivano dal nulla, non istruiti ma che magari leggevano il giornale tutti i giorni.

  1. Corsa all’ovest (Far West), si lega alla questione del giornale per la lettura delle mappe.
  2. Aspetto legislativo , presente nel primo emendamento della costituzione usa: il congresso e il potere politico non possono legiferare vs la libertà di stampa. Diverso da ciò che dice lo Statuto Albertino (generica affermazione di principio ma in realtà poi si può limitare). In questo caso invece è una garanzia costituzionale fortissima che manca anche in GB. 21/03/

Nel 1833 nasce a NY un giornale “The sun” che delinea il nuovo modo di fare giornalismo e mostra la visione ottimistica della vita, modello per la stampa successiva poiché abbassa il prezzo di vendita + abbassò il prezzo ad 1 penny + ricorso agli strilloni (ragazzi che gridavano per le strade con le nuove copie del sun). Il carattere che diede buon successo al giornale fu la cronaca locale. È stato anche il primo caso in cui la pubblicità ha assunto un ruolo rilevante, vendita, distribuzione più alta. Negli anni 60 arriva dalla GB, dal Times, la rotativa (insieme di grandi cilindri sovrapposti, che vanno molto veloci, matrici inserite sopra, sistema più veloce di impaginazione. Alimentate prima dal vapore poi dall’energia elettrica) riuscirà a portare il Times ed altri giornali ad una tiratura media di 250-300 mila copie. Arriverà in Italia a fine 800. Il sun è da ricordare anche per il concetto sociologico di notiziabilità. Non tutte le notizie sono di per sé notiziabili, questo processo di selezione delle notizie, di enfatizzazione degli aspetti che possono interessare di più il pubblico, non a caso si sviluppano in un contesto in cui è già diffuso il telegrafo, il treno, la navigazione a vapore. Ci sono molte più notizie che affluiscono, c’è quasi una sovrabbondanza di notizie quindi si capisce che vanno selezionate quelle che interessano di più il pubblico locale (penny press?). Questo ultimo quarto di seguito vede al centro i fatti di cronaca locale, scoperte scientifiche, non solo politica. Joseph Pulitzer : emigrato ungherese. Aveva combattuto nelle file nordiste durante la guerra civile americana e dopo aveva cominciato a scrivere sul giornale in tedesco inizialmente perché in questo periodo c’era questa grande seconda ondata migratoria. La svolta che fece di Pulitzer il giornalista e poi il direttore più importante è stato che ha rilanciato i giornali che erano in crisi con l’enfatizzazione della notizia= giornalismo scandalistico. Nel 1886, acquista il “NY world” e lo rilancia occupandosi di una serie di scandali nel mondo degli immigrati. (giornalismo di denuncia, ha una funzione civile. Il suo motto era quello di divulgare le notizie). E’ con lui che si prefigura quella figura che il giornalismo americano dice di avere: di controllo sugli amministratori locali, cane da guardia della democrazia. A Pulitzer si deve anche la valorizzazione di una giornalista donna anche se c’erano già stati dei casi ma nel 1887, da un ruolo importante a Elisabeth Jeine Cochran ( Nellie Bly o Pink). Iniziò con lei il giornalismo investigativo sotto copertura : si finse una malata psichica e si fece rinchiudere in un manicomio e vide come le donne venivano maltrattate, si specializzò in questo tipo di inchieste e dovette smettere perché ormai la riconoscevano, mancava l’anonimato e tra il 1889-90, viaggiando in solitaria, realizzò un reportage intorno al mondo per dimostrare come fosse

accusare gli spagnoli. Questa campagna del Journal ebbe successo, l’opinione pubblica si indignò, gli USA inviarono un ultimatum alla Spagna, questa rifiutò e scoppiò una guerra tra i due che durò pochissimo, sconfitta spagnola e indipendenza di Cuba. (fumetto di Yellow Kid con cuba libre) = capacità di Hearst di determinare scelte di politica estera degli USA. Alle ripercussioni dei moti del 1898 sono legate anche le vicende di Luigi Albertini : direttore del Corriere della Sera , lo ha trasformato da un giornale locale, ad un giornale con una dimensione nazionale, quotidiano più rappresentativo dell’Italia anche all’estero. Albertini era un redattore, il direttore era Domenico Oliva, fautore di un approccio molto duro, simile a quello governativo, aveva scritto degli editoriali di sostegno al governo. Nel 1899: rivolte soppresse ma dibattito su respingere o meno le richieste di libertà di stampa, Oliva si assenta e chiede ad Albertini di scrivere e firmare l’Articolo di fondo, a sostegno della repressione delle libertà. Invece Albertini lo scrisse ma andando nella direzione opposta. Oliva si arrabbiò ma Albertini venne promosso dai Crespi del Corriere della Sera che decisero di tenerlo invece di Oliva. Perché i Crespi volevano puntare ad un conservatorismo illuminato. I Crespi lasciano libero Albertini perché aveva una concezione di giornalismo che a loro piaceva: era stato al Times e voleva fare in Italia una cosa simile, giornale conservatore ma liberale (adeguarsi ai tempi ma conservando i valori di fondo). Propone di far acquistare una grande rotativa che consentisse una tiratura media di 200-50-300 copie al giorno. I Crespi credono nelle sue intuizioni. Albertini rinnova la redazione, chiamando a lavorare per il giornale alcuni giornalisti che si erano fatti valere nei giornali del nord. Il Corriere conobbe una stagione di grande successo, vinse una gara con “il Secolo” e riesce per primo a diventare un quotidiano nazionale. Nel periodo che precede la IGM il giornale diventa la più importante testata italiana. Albertini ha una linea opposta alla linea tipica che era quella di Giolitti (liberalismo progressista). Il Corriere della Sera era anti giolittiano ma per il modo in cui venivano scritti gli articoli ci si vede un giornalismo più obiettivo di sempre. Albertini rispettava la proprietà ma chiede di essere lasciato stare finchè i proprietari continuano a guadagnarci. 22/03/ Con Albertini si afferma la figura dell’ inviato speciale , che già esisteva in FR e GB, grazie alla velocizzazione delle comunicazioni. Necessità di conoscere le nuove realtà coloniali, il Giappone che si era sottratto al colonialismo, ma comunque necessità di conoscere queste nuove realtà. La ferrovia si diffonde anche in aree extra eu. Gli inviati speciali sanno trasmettere l’atmosfera di questi luoghi. La figura dell’inviato speciale verrà poi sostituita dagli anni 50 con

gli inviati dei TG. Il corriere albertiniano si dotò di inviati speciali es Luigi Barzini, molto abile e aveva un modo nuovo di raccontare i conflitti, come la guerra russo- giapponese del 1904-5. Già nel 1900 era un inviato speciale quando aveva seguito la repressione europea della Rivolta dei Boxeur in Cina. Barzini era al seguito delle truppe italiane e raccontò per il Corriere della sera questa rivolta. Nel 1904 si trovava in GE, seguiva le manovre militari dell’esercito tedesco e in quell’occasione incontrò degli ufficiali giapponesi che erano lì in veste di osservatori e Barzini capì che stavano precipitando i rapporti tra Russia e Giappone e che sarebbe iniziata una guerra tra queste due potenze. Il direttore chiese quindi ad Albertini di poter tornare in Oriente. In particolare, in Manciuria (contesa tra le due potenze). Il Giappone aveva già iniziato a penetrare nel continente, occupando la Corea e l’impero zarista aveva iniziato quella colonizzazione che lo aveva portato ad occupare il territorio siberiano, iniziando la costruzione della ferrovia trans siberiana (collegava S. Pietroburgo- …). La Russia aveva ottenuto il permesso di occupare Port Artur perché la Cina non riusciva a controllare quei territori. La Manciuria è un territorio ricco di materie prime, utili al Giappone per sviluppare la sua industria. Barzini osservò la guerra dal pdv giapponese. Si pensò che per la Russia sarebbe stato facile vincere la guerra. Novità: questo conflitto si svolse ad una distanza enorme rispetto ai territori europei. Ancora la ferrovia trans siberiana non era in piena funzione. Barzini, seguendo l’inizio della guerra, che stava andando bene per il Giappone, sottolineò che l’aspetto principale della guerra è la capacità di rifornire un esercito che opera a grandissima distanza. Per la guerra del 900 è essenziale l’apparato industriale, cioè la capacità di uno stato di avere risorse militari, economiche e che gli consentano di sostenere un conflitto lungo= guerra industriale. Le guerre del presente e del futuro avrebbero avuto l’industria come risorsa essenziale, al pari delle forze armate. E’ necessario anche un sistema logistico (di trasporti, comunicazioni) per trasportare nel teatro bellico ciò che si produce altrove. Il tentativo della flotta russa di portare le risorse a Port Artur fallisce poiché, dopo un assedio molto lungo, era caduta nelle mani dei giapponesi; quindi, per la flotta non rimaneva che tornare al porto russo più vicino che era Vladivostok ma fu distrutta e l’impero russo perse. Per settimane, gli articoli che parlavano di questa guerra erano di Barzini che venivano ceduti dal Corriere, con diritto di esclusiva; quindi, il suo nome fu un successo planetario. Nell’età giolittiana non c’era solo il Corriere. C’era un giornale torinese, che esisteva dal 67, la Gazzetta piemontese, carattere locale. Luigi Frassati, nuovo direttore, lo rilanciò cambiandogli nome= La Stampa. Tratti comuni e diversi dal Corriere.

processo era presente al conte ferrarese Grosoli, uomo di fiducia di Pio X che riuscì a convincerlo di permettere una concentrazione delle testate cattoliche in modo da resistere alla innovazione tecnologica costosa. Nacque la SER (società editrice romana). Es. SER a Milano pubblica l’Italia, a Bologna l’avvenire d’Italia ecc. si intravede uno sbocco politico del movimento cattolico. Ognuno di questo giornale aveva il proprio editore ma si scambiavano i giornalisti. Spesso gli articoli di fondo erano uguali. C’era un coordinamento, una linea, che consentivano di risparmiare e una linea editoriale più omogenea. Fu il terreno di coltura per la nascita del Partito popolare italiano, il primo partito cattolico italiano (1919). Con tiratura inferiore e periodicità diversa, a FI, nascono le riviste, mensili. La prima fu Il regno fondata da Enrico Corradini nel 1901, poi La Voce di Pezzolini poi Lacerba di Papini= riviste di intellettuali (scrittori, poeti). Importanti perché formarono un’opinione pubblica di giovani, antigiolittiana, che rifiuta il quieto vivere di Giolitti. Sono molto di destra e la culla del movimento nazionalista. Sarà favorevole all’entrata dell’IT nella IGM e all’imperialismo italiano per fare una “grande Italia”. IGM : analizziamo la componente visiva dei manifesti (protagonisti del racconto e mobilitazione della opinione pubblica intorno alla guerra). La guerra durerà a lungo vs tutte le previsioni. Il ruolo decisivo dell’opinione pubblica nel sostenere lo sforzo pubblico e raggiungere la vittoria. Dai primi mesi del conflitto è stato coniato il concetto di “fronte interno” = lo stato d’animo dell’opinione pubblica. All’inizio questo aspetto passò in secondo piano perché il consenso dell’opinione pubblica era ampio e molto forte. Il problema si pose quando la guerra diventò lunga. Si sviluppò allora un sistema complesso e centralizzato per indirizzare gli sforzi propagandistici. Propaganda= viene dal latino e da un apposito ufficio romano, creato dai papi, che si chiamava “de propaganda fide” (sostenere determinate ragioni attraverso un’opera coordinata). La prima struttura comunicativa importante si ebbe in GB per un motivo pratico: tutti gli stati europei coinvolti nella guerra avevano già introdotto il sistema della leva militare obbligatoria. La Gb non aveva la leva obbligatorio perché l’esercito era sempre stato professionista, più piccolo, costava meno, aveva una grande marina. L’ampiezza e le dimensioni che la guerra in EU acquisì fin dalle prime settimane richiese la coscrizione obbligatoria. Fatto legato alla società inglese e al mondo anglosassone: pacifismo (neanche gli USA avevano la leva militare obbligatoria). Poi però ci fu il bisogno oggettivo di avere un costante afflusso di volontari. Ecco perché la maggior parte dei manifesti sono inglesi. Il primo, destinato a stimolare l’arruolamento nell’esercito inglese puntò sul fattore emotivo di ciò che era accaduto in Belgio (nonostante fosse neutrale, la GE lo aveva invaso per calare su Parigi da Nord. Concetto tedesco: vincere velocemente ad occidente per dedicarsi

poi all’oriente). Si erano verificati degli episodi di atrocità che furono atrocizzati dai paesi dell’Intesa, per stimolare una reazione dell’opinione pubblica. Si rappresenta così un paesaggio, un villaggio dato alle fiamme, una madre che fugge con un bambino e in primo piano un soldato inglese: “Ricorda il Belgio, arruolati oggi”. I manifesti funzionano bene perché: sono stati inventati da poco (sviluppo della grafica e della riproduzione in serie). Erano di grandi dimensioni. Venivano affissi sui muri e avevano una funzione di grande impatto. Il manifesto deittico : che punta il dito verso il passante che sarà destinato ad una grande fortuna. Ministro britannico della guerra (rappresenta una persona vera, non una personificazione)