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Una panoramica completa dell'islam, dalla nascita della religione con maometto alla sua diffusione nel mondo. Esplora i cinque pilastri dell'islam, il corano e la sunna, il ruolo del califfato e l'espansione dell'impero musulmano. Anche l'organizzazione sociale e politica dell'islam, il suo impatto culturale e le sue relazioni con altre religioni.
Tipologia: Sintesi del corso
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Maometto Maometto nacque alla Mecca probabilmente verso il 570 e svolse l’attività di mercante, e dal 595 il raggio d’azione del suo lavoro di mercante si allargò a tutta l’Arabia e ai paesi confinanti. Viaggiando per lavorare, incontrò il mondo degli hanif che spinse Maometto a dedicarsi unicamente alla preghiera. Nel 610 Maometto ricevette da Dio, Allah, le rivelazioni che furono Maometto (570 circa-632). alla base della sua successiva predicazione.
Detti e azioni del profeta: la sunna Per i sunniti la sunna è a tutti gli effetti la seconda fonte sacra per l’islam, mentre gli sciiti e altre sette minoritarie dell’islam la recepiscono solo in parte e con numerose limitazioni. La sunna è costituita da voluminose raccolte, chiamate hadith (cioè i discorsi e le azioni attribuiti al profeta e ai suoi compagni, prima tramandati oralmente e poi messi per iscritto). La fede e la comunità dei credenti Per i musulmani ogni momento o azione diventa una testimonianza di fede in Allah. La religione islamica diede coesione a quelle che prima erano comunità e tribù disgregate e spesso in conflitto. Così il legame tribale fu sostituito da un vincolo di fede. La comunità dei credenti unisce i fedeli a prescindere dalla differenze sociali, etniche e culturali. Il primo concetto chiave della religione islamica è quello di ‘casa dell’islam’. Il secondo è lo ‘jihad’ che si può tradurre con sforzo per affermare il messaggio di Allah, uno sforzo di natura sia spirituale che politica. Nome di Allah in lingua araba
La grande espansione islamica
Le ragioni della rapida affermazione del califfato Una spinta ideale venne dal jihad. Dopo la morte di Maometto, il forte legame tra dimensione religiosa e dimensione politica che si venne a creare all’interno della comunità islamica fece si che il jihad fosse inteso come vera e propria guerra per la salvaguardia e l’espansione della comunità islamica. Più importante fu la consuetudine alle arme dei beduini stessi, quindi il fatto che fin dall’inizio l’esercito arabo fu composto da uomini esperti in guerra.
I califfi Omayyadi governarono i loro domini creando un’entità statale strutturata e centralizzata. Il califfo era al vertice dello stato centralizzato. Al califfo facevano capo gli alti funzionari dei vari settori dell’amministrazione, tra i quali emerse il visir, una sorta di primo ministro. L'impero venne suddiviso in varie province, gli Emirati, governati da un emiro (rappresentante del califfo).
Con la dinastia degli Omayyadi prese avvio una nuova stagione di conquiste. Sul finire del VII secolo gli arabi estesero il loro controllo a tutta l'Africa settentrionale, fino alla costa atlantica del Marocco. La marcia apparentemente inarrestabile degli eserciti musulmani venne bloccata dai franchi guidati da Carlo Martello. Nella Francia centro occidentale gli arabi vennero poi definitivamente respinti, Intanto l'espansione dell'impero omayyade proseguiva verso Oriente, arrivando all’Afghanistan fino al lago d’Aral.
Il ruolo della persia e la fondazione di Baghdad Gli abbasidi lasciarono Damasco per trasferirsi in una città di nuova fondazione: Baghdad. Altre città sorsero dal nulla in età abbaside, così nacquero Shiraz e Bassora in Persia, il Cairo In Egitto, mentre parallelamente città del passato illustre decaddero. La sacralizzazione del califfo dietro la spinta della fazione sciita, i califfi vennero presentati anche come imam, guide spirituali e rappresentanti di Allah nel mondo terreno. Per questa ragione la figura del califfo incominciò a ispirarsi a quella degli anti sovrani orientali , assumendo caratteristiche di sacralità che la resero sempre più distante dai sudditi. La fine della grandi conquiste e le trasformazioni dell’esercito In età abbaside l'esercito arabo si compose principalmente di mercenari e di molti convertiti delle province : persiani, berberi, turchi. L'esercito del califfo ridusse i suoi effettivi, anche perché l'età abbaside segnò la fine delle grandi conquiste.
Lo splendore culturale dell’età abbaside L’età abbaside fu un periodo aureo per l'intero mondo musulmano dal punto di vista culturale, artistico ed economico, infatti gli storici e sono solidi chiamarla Rinascimento arabo. Fulcro di questo fermento culturale e intellettuale fu Baghdad, dove nell’832 i califfi fondarono la ‘Casa della Sapienza’. Qui furono tradotti in arabo migliaia di opere soprattutto classici greci, Infatti, il più importante testo arabo di astronomia, l’Almagesto, altro non è che la traduzione dell'opera del geografo greco Tolomeo. Straordinari progressi furono raggiunti anche in matematica, medicina e filosofia. La fine dell’unità politica dell’impero Che le difficoltà per un unico sovrano di governare i territori tanto vasti, lontani e diversi tra loro fecero emergere tendenze separatiste sempre più forti e diversi emiri presero ad agire in maniera autonoma dal potere califfale. I primi segnali di disgregazione coincisero con la salita al potere degli abbasidi: uno degli Omayyadi scampato ai suoi avversari trovò rifugio nei territori arabi della penisola iberica e qui fondò il califfato di Cordova, autonomo da Baghdad. Più tardi si resero indipendenti da Baghdad anche l'Egitto e la Siria. La vitalità degli scambi e dei commerci Nonostante la fine dell'unità politica, dal punto di vista commerciale il mondo musulmano rimase per secoli un ponte tra l’Oriente e l’Occidente , garantendo continui scambi via terra e via mare fra regioni molto distanti.