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L’Italia repubblicana
Dalla nascita al 1992
Una proposta di periodizzazione
1945-1948: La nascita della Repubblica e la Costituente 1948-1953: Il centrismo degasperiano 1953-1960: Crisi del centrismo e miracolo economico 1960-1968: Il centro-sinistra 1968-1973: Fine della Golden Age 1973-1979: Compromesso storico e Solidarietà nazionale 1979-1987: Gli anni Ottanta 1987-1992: Crisi del sistema politico
La nascita della Repubblica e la Costituente/
- Febbraio 1947: a Parigi firma del Trattato di pace; l’Italia perde l’Istria e altri territori, esodo di 250.000 profughi giuliano-dalmati
- Lo scoppio della guerra fredda si ripercuote sul quadro politico italiano: gennaio 1947, scissione socialdemocratica di Saragat; maggio 1947: espulsione dei socialisti e dei comunisti dal governo; giugno 1947: annuncio del Piano Marshall, esteso dagli americani ai paesi sconfitti come l’Italia
- Nonostante le divisioni della guerra fredda, le forze politiche proseguono la collaborazione alla Costituente, fino alla conclusione dei lavori (dicembre 1947). La nuova Costituzione è una sintesi dei valori delle principali culture politiche antifasciste (cattolica, socialcomunista, liberale), che realizza un compromesso equilibrato fra interessi sociali e diritti dell’individuo
- Estate 1947: ratifica del Trattato di pace da parte della Costituente
- 1° gennaio 1948: entra in vigore la nuova Costituzione repubblicana, che sostituisce dopo cento anni lo Statuto Albertino. La parola torna agli elettori per formare il Parlamento della Prima legislatura repubblicana
Il centrismo degasperiano
- (^) Elezioni del 18 aprile 1948: netta affermazione della Dc, percepita dagli elettori come garante della permanenza dell’Italia nel blocco occidentale guidato dagli Usa; sconfitta di socialisti e comunisti, uniti nel Fronte Popolare. La Dc beneficia del sostegno americano e della Chiesa
- (^) De Gasperi dà vita a una coalizione centrista (Dc insieme ad alleati minori: repubblicani, socialdemocratici, liberali), mentre sinistre (Psi, Pci) e destre (monarchici e neofascisti del Msi) sono all’opposizione
- (^) Luglio 1948: attentato a Palmiro Togliatti da parte di un giovane estremista di destra; gravi scontri nel Paese, ma prevale la generale volontà di evitare una lacerazione civile dopo le tragedie della guerra
- (^) Inizia la ricostruzione. “Linea Einaudi” in campo economico e finanziario. Intorno al 1950 il paese è già tornato ai livelli produttivi d’anteguerra
- (^) Politica estera: adesione al Patto Atlantico (1949) e partecipazione ai primi passi dell’integrazione europea (Unione europea dei pagamenti; Ceca)
- (^) Duro scontro sociale e politico: ondate di licenziamenti nel quadro della ristrutturazione aziendale; mobilitazione delle sinistre sul piano sindacale e contro la guerra in Corea
Crisi del centrismo e miracolo economico
- (^) Elezioni del 1953: la coalizione centrista non riesce a ottenere il premio di maggioranza. Inizia una fase di governi centristi deboli
- (^) Esce di scena De Gasperi, che muore nel 1954. Resta la centralità della Dc, ora guidata da Fanfani, favorevole all’intervento statale in economia: in tale ambito va ricordata la nascita dell’Eni, creatura di Enrico Mattei; nel 1956 viene creato il Ministero delle Partecipazioni statali
- (^) La Dc acquisisce ulteriore potere con il controllo della macchina amministrativa e di enti e aziende pubbliche: si completa il passaggio dai vecchi notabili ai nuovi “mediatori” democristiani sul territorio
- (^) Prosegue la crescita economica, favorita dall’inserimento del paese nella Golden Age occidentale e nella integrazione europea (Ceca, istituzione della Cee con i Trattati di Roma)
- (^) Grazie al disgelo internazionale e interno, trovano applicazione una serie di provvedimenti previsti a suo tempo dalla Costituzione (1956, si insedia la Corte Costituzionale; 1958, inizia i suoi lavori il Consiglio superiore della magistratura)
Crisi del centrismo e miracolo economico/
- (^) Tra la fine degli anni Cinquanta e il principio dei Sessanta, lo sviluppo economico italiano diventa vertiginoso, inferiore in Europa solo a quello tedesco occidentale. Si parla non a caso di boom o miracolo
- (^) Tra il 1951 e il 1963 il prodotto pro capite cresce a una media annuale del 5,8%. Nel 1961 l’industria giunge a triplicare la sua produzione annua rispetto all’anteguerra. L’economia italiana da agricola-industriale diviene pienamente industriale
- (^) Fattori alla base del miracolo: crescita generale dell’economia occidentale; basso livello dei salari (abbondanza di manodopera); prelievo fiscale contenuto; crescita della produttività; capacità artigianali
- (^) Effetti sociali e culturali del “miracolo”: grandi migrazioni interne; urbanizzazione; crisi del mondo contadino; avanzata della società dei consumi (motorizzazione di massa, elettrodomestici, tempo libero, nuova cultura popolare e televisiva); progressi nel campo dell’istruzione
- (^) Costi della modernizzazione: speculazione edilizia; sfruttamento intensivo della forza lavoro; vecchi e nuovi squilibri; incentivo ai consumi privati a discapito dei servizi pubblici
Il centro-sinistra/
- (^) Prime riforme del centro-sinistra: nazionalizzazione dell’industria elettrica; scuola media unica; tassazione dei titoli azionari (viene subito modificata in senso restrittivo, a riprova delle difficoltà nel processo riformatore)
- (^) Diverse riforme restano invece inattuate: regionalismo, riforma urbanistica e programmazione economica. Le forze moderate continuano a esercitare una forte influenza
- (^) Le elezioni del 1963 non premiano il centro-sinistra: democristiani e socialisti perdono voti, avanza il Pci
- (^) Nasce il centro-sinistra organico col governo Moro, su basi più moderate
- (^) Dietro le quinte vengono esercitate pressioni in senso conservatore: nel 1964 viene approntato il Piano Solo per il mantenimento dell’ordine pubblico con mezzi straordinari da parte dei Carabinieri; il “tintinnar di sciabole” (definizione di Pietro Nenni) serve a intimidire le componenti più riformatrici del centro-sinistra
- (^) La partecipazione al governo provoca una spaccatura nel Psi: nel 1964 avviene la scissione a sinistra del Psiup
- (^) La formula del centro-sinistra viene mantenuta sino ai primi anni Settanta, ma i governi che si succedono hanno gravi difficoltà nel gestire i problemi di una società sempre più articolata e complessa
Fine della Golden Age
- (^) Nel 1968 anche in Italia esplode la contestazione studentesca, rivelatrice delle contraddizioni generate dalla modernizzazione accelerata
- (^) In Italia il movimento degli studenti assume una connotazione marxista e rivoluzionaria più che in altri paesi occidentali. Gli studenti cercano un collegamento con la classe operaia, individuata come interlocutore privilegiato. Con l’ autunno caldo (1969) il centro della protesta si trasferisce nelle fabbriche
- (^) Il sindacato assume un particolare rilievo nella vita pubblica, in ragione anche delle difficoltà di un sistema politico bloccato (la maggioranza è in difficoltà, la principale forza d’opposizione – il partito comunista – non può aspirare al governo a causa dei vincoli della guerra fredda)
- (^) La spinta che viene dalla società conduce in ogni caso alla adozione di alcune importanti riforme (1970): Statuto dei lavoratori, istituzione delle Regioni, legge sul divorzio
- (^) Il paese entra in una stagione di violenze, attentati e trame oscure: strage di piazza Fontana (1969, inizio della “strategia della tensione”), rivolta di Reggio Calabria, tentativi e voci di colpo di Stato
Compromesso storico e Solidarietà nazionale
- (^) Alle stragi del terrorismo nero si affiancano le violenze e gli omicidi mirati del terrorismo rosso: tra il 1972 e il 1975 si verificano una serie di sequestri di magistrati e dirigenti di fabbrica; nel 1976, le Brigate Rosse iniziano a uccidere: la prima vittima è il procuratore generale di Genova
- (^) Prosegue la crisi economica, caratterizzata da un alto tasso di inflazione, alimentato dall’impennata della spesa pubblica e dagli accordi sindacali sulla “scala mobile”. Nonostante tali difficoltà, l’Italia viene ammessa nel direttorio del G-
- (^) Alle elezioni del 1976 la Dc resta il primo partito, ma poco dietro si colloca il Pci, che raggiunge il suo massimo storico (34,4%). Inizia la stagione della solidarietà nazionale: un governo monocolore Dc guidato da Giulio Andreotti può reggersi grazie all’astensione dei comunisti in Parlamento
- (^) La politica di responsabilità nazionale dei comunisti li rende dei traditori agli occhi della sinistra più radicale, che produce una nuova fiammata col movimento del ’77. Una realtà di violenza politica quotidiana tormenta il paese. Si spara alle manifestazioni e tra gruppi estremisti di destra e di sinistra. Nel 1979 si arriva a 800 attentati terroristici
Compromesso storico e Solidarietà nazionale/
- (^) Il 16 marzo 1978 avviene l’azione più clamorosa del terrorismo rosso: viene rapito Aldo Moro, presidente della Dc e padre della politica di solidarietà nazionale. Lo statista verrà condannato da un sedicente tribunale rivoluzionario e ucciso dopo 55 giorni
- (^) Il rapimento coincide con l’entrata dei comunisti nella maggioranza di governo. Si segue una politica di austerità per contenere l’inflazione e stabilizzare il quadro economico. Prosegue l’azione riformatrice, col varo del Sistema sanitario nazionale
- (^) L’allargamento della maggioranza non produce tuttavia gli effetti in cui il Pci aveva sperato: non cessano gli scandali e i casi di cattiva gestione della cosa pubblica; i comunisti si logorano nel tentativo di agire come partito al tempo stesso di lotta e di governo
- (^) Nel Psi, con la nuova segreteria di Bettino Craxi, si punta a una ripresa della collaborazione con la Dc, in aperta polemica col Pci
- (^) Nel gennaio del 1979 il Pci esce dalla maggioranza. Alle successive elezioni subisce un calo significativo di consensi. Si chiude la stagione della Solidarietà nazionale, per fattori interni e internazionali (la “seconda guerra fredda” ribadisce i vincoli dello scontro Est-Ovest)
Gli anni Ottanta/
- (^) Le criticità strutturali del modello italiano di governo vengono compensate dalla ripresa economica che si registra a partire dal 1984. Processi di modernizzazione del tessuto produttivo favoriscono un nuovo ciclo di sviluppo, sebbene permangano alti tassi di disoccupazione
- (^) L’economia italiana dimostra una rinnovata vitalità: le difficoltà dei grandi gruppi vengono compensate dalla crescita della piccola e media impresa; nel ruolo di spinta, il tradizionale triangolo industriale viene sostituito dai distretti specializzati e dal definitivo decollo del Nord-Est; grande dinamismo si registra anche nel settore dei servizi e del terziario avanzato
- (^) Ombre dello sviluppo: volume esorbitante della “economia sommersa”, caratterizzata da lavoro nero ed evasione fiscale; livelli elevati di corruzione; crescita della criminalità organizzata, che gestisce i propri fiorenti traffici in una vera e propria economia parallela
- (^) Il paese esce dall’emergenza terroristica: si chiude la strategia della tensione; le Brigate Rosse vengono smantellate
- (^) La revisione del Concordato (1984) ne modifica le clausole più anacronistiche e riflette i cambiamenti della società
Crisi del sistema politico
- (^) I contrasti fra Dc e Psi conducono nel 1987 a nuove elezioni: appaiono nuove forze come i Verdi e le Leghe regionali, dalle quali nascerà la Lega Nord. I partiti tradizionali conoscono una crisi crescente dei consensi, mentre avanza l’idea che sia necessaria una riforma del sistema politico
- (^) Il pentapartito affronta il nodo delle riforme, ma senza approdare a risultati concreti. Fallisce anche il tentativo di riforma interna della Dc concepito da Ciriaco De Mita
- (^) Rallenta anche l’economia: a partire dal 1990 si registra una crisi che coinvolge molte imprese, anche importanti; la competitività italiana appare gravemente penalizzata da fattori come l’inefficienza della pubblica amministrazione, l’inadeguatezza delle infrastrutture, gli arretramenti nel campo degli investimenti e della ricerca, l’elevato deficit del bilancio statale. Svaniscono gli ottimismi degli anni Ottanta e si inizia a parlare del ritardo italiano nel nuovo contesto della globalizzazione
- (^) Di insufficiente preparazione italiana si parla anche a proposito della applicazione dell’Atto unico europeo (1986), che entro il 1992 prevede il rafforzamento della cooperazione politica e la rimozione definitiva delle barriere alla circolazione di merci e capitali nello spazio comunitario