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la demenza e ALZAHIMER, Tesine di Maturità di Igiene

in questo documento si parla della demenza in generale e nello specifico dell'alzahimer

Tipologia: Tesine di Maturità

2020/2021

Caricato il 04/11/2021

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angela-lanni-2 🇮🇹

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DEMENZA
Demenza è il termine medico usato per indicare un gruppo di malattie neurodegenerative
dell'encefalo, tipiche dell'età avanzata (ma non esclusive degli anziani), che comportano la
riduzione graduale, e quasi sempre irreversibile, delle facoltà intellettive di una persona.
Esistono numerosi tipi di demenza: le quattro più comuni sono il morbo di Alzheimer e la demenza
vascolare.
Le cause della demenza non sono ancora state chiarite del tutto. Al momento, l'unica certezza è
che, a provocarne l'insorgenza, sono la morte delle cellule nervose cerebrali e/o il loro cattivo
funzionamento a livello di comunicazione intercellulare.
I dementi possono manifestare una vasta gamma di sintomi e segni; questi variano a seconda della
zona di cervello colpito.
Purtroppo, molto forme di demenza sono incurabili. Infatti, non esiste ancora un trattamento in
grado di far regredire o, quanto meno, arrestare il processo di neurodegenerazione di cui sono
responsabili.
SINTOMI E SEGNI:
Amnesie; deficit di concentrazione, pianificazione e ragionamento; lentezza di pensiero; sbalzi di
umore; comportamenti anomali e cambiamenti di personalità; difficolta di linguaggio; problemi
visivi; confusione (o disorientamento) spazio-temporale; riduzione o perdita delle capacità di
giudizio; problemi di equilibrio e/o di movimento; attacchi di agitazione e allucinazioni.
DEMENZA DI ALZHEIMER
Il morbo di Alzheimer è una malattia neurodegenerative che comporta una graduale e irreversibile
perdita delle funzioni cognitive.
Anche noto come malattia di Alzheimer o semplicemente Alzheimer, il morbo di Alzheimer è una
forma di demenza che solitamente insorge in età avanzata, ma può colpire anche individui giovani,
tra i 30 e i 60 anni (Alzheimer a esordio precoce o Alzheimer giovanile).
L'Alzheimer è noto per causare deficit di memoria, problemi di linguaggio, cambiamenti di
personalità, mancanza d'iniziativa, confusione, disorientamento, perdita della capacità di
ragionamento e di giudizio ecc.
Il morbo di Alzheimer compromette l'aspettativa di vita del paziente: le complicanze della malattia
nelle sue fasi più avanzate, infatti, possono risultare fatali.
Il morbo di Alzheimer deve il proprio nome al neuropatologo e psichiatra tedesco Alois Alzheimer,
il quale detiene il merito di aver descritto per primo la patologia nel 1906.
Le osservazioni di Alzheimer furono il risultato di studi condotti su una donna anziana, morta a
seguito di un'allora sconosciuta malattia mentale, che presentava anomalia nel tessuto cerebrale.
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DEMENZA

Demenza è il termine medico usato per indicare un gruppo di malattie neurodegenerative dell'encefalo, tipiche dell'età avanzata (ma non esclusive degli anziani), che comportano la riduzione graduale, e quasi sempre irreversibile, delle facoltà intellettive di una persona. Esistono numerosi tipi di demenza: le quattro più comuni sono il morbo di Alzheimer e la demenza vascolare. Le cause della demenza non sono ancora state chiarite del tutto. Al momento, l'unica certezza è che, a provocarne l'insorgenza, sono la morte delle cellule nervose cerebrali e/o il loro cattivo funzionamento a livello di comunicazione intercellulare. I dementi possono manifestare una vasta gamma di sintomi e segni; questi variano a seconda della zona di cervello colpito. Purtroppo, molto forme di demenza sono incurabili. Infatti, non esiste ancora un trattamento in grado di far regredire o, quanto meno, arrestare il processo di neurodegenerazione di cui sono responsabili. SINTOMI E SEGNI: Amnesie; deficit di concentrazione, pianificazione e ragionamento; lentezza di pensiero; sbalzi di umore; comportamenti anomali e cambiamenti di personalità; difficolta di linguaggio; problemi visivi; confusione (o disorientamento) spazio-temporale; riduzione o perdita delle capacità di giudizio; problemi di equilibrio e/o di movimento; attacchi di agitazione e allucinazioni.

DEMENZA DI ALZHEIMER

Il morbo di Alzheimer è una malattia neurodegenerative che comporta una graduale e irreversibile perdita delle funzioni cognitive. Anche noto come malattia di Alzheimer o semplicemente Alzheimer, il morbo di Alzheimer è una forma di demenza che solitamente insorge in età avanzata, ma può colpire anche individui giovani, tra i 30 e i 60 anni (Alzheimer a esordio precoce o Alzheimer giovanile). L'Alzheimer è noto per causare deficit di memoria, problemi di linguaggio, cambiamenti di personalità, mancanza d'iniziativa, confusione, disorientamento, perdita della capacità di ragionamento e di giudizio ecc. Il morbo di Alzheimer compromette l'aspettativa di vita del paziente: le complicanze della malattia nelle sue fasi più avanzate, infatti, possono risultare fatali. Il morbo di Alzheimer deve il proprio nome al neuropatologo e psichiatra tedesco Alois Alzheimer, il quale detiene il merito di aver descritto per primo la patologia nel 1906. Le osservazioni di Alzheimer furono il risultato di studi condotti su una donna anziana, morta a seguito di un'allora sconosciuta malattia mentale, che presentava anomalia nel tessuto cerebrale.

Sebbene il dottor Alzheimer fece le proprie osservazioni nel 1906, il morbo di Alzheimer divenne noto con questo nome soltanto nel 1910. Il morbo di Alzheimer rappresenta il 60-70% di tutte le forme di demenza. Il morbo di Alzheimer è una malattia tipica dell'età avanzata: la maggior parte dei pazienti, infatti, ha più di 65 anni. È da segnalare che a partire dai 65 anni il rischio di Alzheimer aumenta progressivamente, confermando che l'invecchiamento gioca un ruolo cardine nell'insorgenza della patologia. Il morbo di Alzheimer riduce l'aspettativa di vita delle persone che ne soffrono. Le statistiche suggeriscono che, generalmente, dal momento della diagnosi, la malattia impiega tra i 3 e i 10 anni a causare la morte CAUSE Le precise cause del morbo di Alzheimer sono ancora poco chiare; a renderne difficile lo studio e la comprensione è, senza dubbio, la complessità del cervello umano. Al momento, gli esperti ritengono che all'origine della malattia ci sia una combinazione di vari fattori, tra cui la genetica, i fattori ambientali, la familiarità e lo stile di vita. Sulla base delle ricerche condotte fino a oggi, questo insieme di fattori sembrerebbe in grado di alterare il patrimonio di alcune proteine cerebrali, al punto da avere effetti tossici sul cervello stesso.