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Filosofia della Scienza: Teorie della Verità, Metodologia Induttiva e Cambiamento Teorico , Sbobinature di Filosofia della Scienza

Sbobinatura accurata delle lezioni della Prof.ssa Castellani anno accademico 2020/2021

Tipologia: Sbobinature

2020/2021

Caricato il 26/05/2022

delbuonocinzia
delbuonocinzia 🇮🇹

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INTRODUZIONE
LE DOMANDE DELLA FILOSOFIA DELLA SCIENZA
Che cos’è questa cosa chiamata scienza?
La scienza rappresenta una forma privilegiata di sapere e la filosofia della scienza si
pone l’obbiettivo di descriverne e comprenderne le specificità.
PERCHE’ E’ UNA FORMA PROVILIEGIATA DI SAPERE?
IL PRESTIGIO DI CUI GODE LA SCIENZA è DOVUTO AL SUO INDISCUSSO SUCCESSO.
Le ricadute tecnologiche della ricerca scientifica
L’innegabile progresso nella conoscenza del mondo
(progresso del sapere sia formale sia empirico)
PERCHE’ LA SCIENZA HA SUCCESSO?
E’ naturale cercarne le ragioni nelle sue caratteristiche:
Conoscenza scientifica se:
1. Sistematica e precisa
2. Razionale
3. Oggettiva (validità intersoggettiva, non valida solo per me)
4. Fondata (sia dal punto di vista empirico, sia dal punto di vista formale)
Vera? La verità è una questione più delicata, non tutti chiedono che le teorie siano vere, cioè
che la descrizione data del mondo corrisponda a come il mondo è veramente ( posizione
realista). Non tutti sono realisti scientifici.
DOMANDE:
Che cosa si intende esattamente con “razionale”, “oggettivo”, “fondato”, “vero”?
Siamo davvero giustificati nel caratterizzare la conoscenza scientifica e il suo prestigio
nei termini di questi attributi?
La filosofia della scienza riflette su questi temi, occupandosi, innanzi
tutto, (1) della natura e (2) validità della scienza in quanto forma
privilegiata di conoscenza.
Questioni:
Come si procede nell’acquisire conoscenza scientifica? (euristica o metodologia della
scoperta scientifica
Come si appura e certifica la fondatezza del sapere raggiunto? (“metodologia della
giustificazione”)
Come si articola e sviluppa l’impresa scientifica, e quali sono le sue componenti
princiali (Le teorie scientifiche e i loro concetti, gli esperimenti, le comunità di
scienziati? (struttura, organizzazione e progresso della scienza).
A Che fine??
La questione dello scopo della scienza.
Opinione comune: le teorie scientifiche sono formulate allo scopo di fornire una
spiegazione dei fenomeni naturali e permettere di prevedere nuovi fenomeni.
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Scarica Filosofia della Scienza: Teorie della Verità, Metodologia Induttiva e Cambiamento Teorico e più Sbobinature in PDF di Filosofia della Scienza solo su Docsity!

INTRODUZIONE

LE DOMANDE DELLA FILOSOFIA DELLA SCIENZA

Che cos’è questa cosa chiamata scienza?  La scienza rappresenta una forma privilegiata di sapere e la filosofia della scienza si pone l’obbiettivo di descriverne e comprenderne le specificità. PERCHE’ E’ UNA FORMA PROVILIEGIATA DI SAPERE? IL PRESTIGIO DI CUI GODE LA SCIENZA è DOVUTO AL SUO INDISCUSSO SUCCESSO.  Le ricadute tecnologiche della ricerca scientifica  L’innegabile progresso nella conoscenza del mondo (progresso del sapere sia formale sia empirico) PERCHE’ LA SCIENZA HA SUCCESSO? E’ naturale cercarne le ragioni nelle sue caratteristiche: Conoscenza scientifica se:

  1. Sistematica e precisa
  2. Razionale
  3. Oggettiva (validità intersoggettiva, non valida solo per me)
  4. Fondata (sia dal punto di vista empirico, sia dal punto di vista formale) Vera? La verità è una questione più delicata, non tutti chiedono che le teorie siano vere, cioè che la descrizione data del mondo corrisponda a come il mondo è veramente ( posizione realista). Non tutti sono realisti scientifici. DOMANDE:  Che cosa si intende esattamente con “razionale”, “oggettivo”, “fondato”, “vero”?  Siamo davvero giustificati nel caratterizzare la conoscenza scientifica e il suo prestigio nei termini di questi attributi?  La filosofia della scienza riflette su questi temi, occupandosi, innanzi tutto, (1) della natura e (2) validità della scienza in quanto forma privilegiata di conoscenza. Questioni:  Come si procede nell’acquisire conoscenza scientifica? (euristica o metodologia della scoperta scientifica  Come si appura e certifica la fondatezza del sapere raggiunto? (“metodologia della giustificazione”)  Come si articola e sviluppa l’impresa scientifica, e quali sono le sue componenti princiali (Le teorie scientifiche e i loro concetti, gli esperimenti, le comunità di scienziati? (struttura, organizzazione e progresso della scienza).  A Che fine?? La questione dello scopo della scienza. Opinione comune: le teorie scientifiche sono formulate allo scopo di fornire una spiegazione dei fenomeni naturali e permettere di prevedere nuovi fenomeni.

Nozioni in gioco: Spiegazione Causalità Legge Naturale. Spiegazione: risposte diverse a seconda della posizione epistemologica ( a seconda che si sia naturalista, empirista, strumentalista, etc). Causalità: lega la spiegazione al trovare la causa di un dato fenomeno. Legge naturale. Quale scienza?  Ci riferiamo alla scienza moderna, (1543 De rivolutionibus di Copernico) che nasce dalla rivoluzione scientifica (Copernico, Brahe, Keplero, Galileo, Cartesio, Newton).  La scienza moderna si è presto suddivisa in varie discipline: LA FISICA, LA CHIMICA, LA BIOLOGIA. Ha senso porsi le stesse domande per tutti i tipi di scienza?  filosofia della scienza o filosofie delle scienze speciali? Ha senso porsi entrambe le domande. Compartecipazione di una riflessione più generale sulla scienza, accanto a riflessioni più specifiche sulle scienze speciali. Stando sempre ben attenti al contesto all’interno del quale sono formulate le varie questioni.  Temi della filosofa della scienza: diversi ambiti disciplinari  La metodologia scientifica;  L’epistemologia;  La metafisica; (nel senso dell’ontologia e riflessione sui fondamenti, nel senso di ciò che c’è indipendentemente dal fatto se noi lo possiamo conoscere.) Particelle quark  L’analisi socio-economica delle comunità scientifiche;  La psicologia della ricerca;  La storia della scienza, che fornisce i casi su cui fondare e vagliare l’analisi filosofica.

PREMESSA

1. Inferenze: deduzione, indizione, abduzione. **2. Verità e validità

  1. Quale scienza? La rivoluzione scientifica e la nascita della scienza** moderna. Inferenze: DEDUZIONE, INDUZIONE ABDUZIONE. La natura del ragionamento scientifico.  Quali forme di razionalità nella scoperta?  Quali nell’utilizzo delle teorie ai fini di prevedere nuovi fenomeni e di fornire spiegazioni

INDUZIONE :

Caratteristiche delle Inferenze induttive:  Da premesse vere conducono a conclusioni plausibili ( che hanno cioè un certo grado di probabilità di essere vere);  Non sono necessarie (la conclusione non segue necessariamente dalle premesse;  Sono ampliative. EX: induzione per enumerazione. Schema elementare: a1, a2, ……an, sono tutti A che sono anche B Quindi tutti gli A sono B Esempio: a1,a2, a3, ….an sono tutti corvi che sono neri; quindi tutti i corvi sono neri. ABDUZIONE: Caratteristiche delle inferenze abduttive: Ampliative e non necessarie, come le inf. Induttive, ma schema diverso: un’abduzione consiste nell’inferire, di fronte ad una certa evidenza, l’ipotesi che permette di renderne conto nel modo più plausibile o “migliore”. CHARLES PIERCE /1839-1914): INTRODUSSE L’ABDUZIONE COME TERZO TIPO D’INFERENZA ACCANTO ALLA DEDUZIONE E ALL’INDUZIONE. Qui non si parte da un certo numero di casi, ma da un caso solo, s’inferisce un’ipotesi che permette di spiegarlo nel modo più plausibile o migliore. (Pérs) Abduzione secondo Pierce:  Il vero motore del processo di scoperta nella scienza, data la sua funzione;  La su funzione ovvero condurre a formulare ipotesi nuove per spiegare fatti sorprendenti. Schema:

  1. Il fatto sorprendente C viene osservato.
  2. Se A fosse vero, C seguirebbe naturalmente
  3. Quindi c’è ragione di supporre che A sia vero. Abduzione: Inferenza alla migliore spiegazione. Se ci sono più ipotesi che rendono conto del fatto sorprendente da spigare: L’abduzione consiste nell’inferire l’ipotesi che fornisce la migliore spiegazione. In questo senso, si tende spesso a identificare l’abduzione con l’inferenza alla migliore spiegazione. (espressione introdotta da Harman nel 1965). Assumere che teorie scientifiche siano vere è la migliore spiegazione che si può dare del successo della scienza. (Forma di inferenza alla migliore spiegazione).

Esempio: il caso dell’orbita di Urano è un caso in che ci permette di spiegare bene come funzionano queste forme di ragionamento.

  • caso storico, rispetto al quale individuare le modalità diverse in cui le tre forme d’inferenza possono essere esplicate.
  • Quadro di riferimento: la fisica e astronomia del primo Ottocento.
  • Il problema : le irregolarità osservate nella forma delle orbite dei pianeti Urano e Mercurio. Questi pianeti presentavano delle irregolarità rispetto agli schemi della fisica Newtoniana. Caso dell’orbita di Urano: irregolarità spiegata attraverso l’ipotesi dell’esistenza di un altro pianeta: Nettuno. In base al calcolo della posizione di Nettuno ( Ind. Da Le Verrier e da Adams), si ebbe poi l’effettiva osservazione del pianeta nel 1846 presso l’osservatorio di Berlino). Come si è ragionato? C ‘erano tre premesse:
    1. Le leggi della meccanica newtoniana ( Le tre leggi della dinamica e la legge di gravitazione universale).
    2. Le conoscenze astronomiche dell’epoca. (7 pianeti)
    3. Le condizioni fisiche ausiliarie necessarie per applicare le leggi di Newton alla descrizione dei moti planetari. Sulla base di queste premesse, si deducevano le posizione dei pianeti. Modalità deduttiva: Caso Urano: sulla base delle leggi della meccanica di Newton (premessa 1), inseme alla “conoscenza di sfondo” (premessa 2) e alle opportune condizioni ausiliarie (premessa 3), era possibile dedurre le posizioni del pianeta considerato al variare del tempo ( e quindi la forma dell’orbita). Schema inferenziale: Da (1), (2) e (3) segue ( deduttivamente) il dato (osservabile) O1, dove O1 rappresenta la posizione del pianeta al tempo t. L?irregolarità dell’orbita imponeva una revisione delle premesse. Ulteriore inferenza (deduttiva): non veniva osservato il dato previsto dunque non potevano essere vere tutte le premesse considerate. Le irregolarità dell’orbita di Urano, imponevano quindi una revisione delle premesse. Soluzione: mettere in discussione la conoscenza di sfondo (la pfemessa 2) e ipotizzare l’esistenza di una altro pianeta. Nettuno. L’induzione la troviamo nel ragionamento che venne fatto per l’orbita di mercurio. Modalità induttiva: ( per enumerazione)

 Correttezza (validità e forza) di un ragionamento? Verità Aspetti di varia natura: logici, linguistici, formali, ontologici e pragmatici. Diverse teorie filosofiche della verità :  Teoria corrispondente della verità , teoria della verità come coerenza, teoria pragmatica della verità, teorie assiomatiche della verità, teorie pluraliste della verità, teoria revisionista della verità, teorie pluraliste della verità. Teoria revisionista della verità, teoria della verità come identità. Ci sono varie teorie filosofiche sulla verità, quelle sopra sono alcune. La più importante è la teoria corrispondentista della verità. Nella filosofia della scienza: Si usa soprattutto la teoria corrispondestista. Questione (realismo scientifico): la corrispondenza tra ciò che le teorie scientifiche affermano riguardo al mondo e come il mondo è davvero in realtà. Teoria della verità in gioco: la teoria corrispondestista della verità. Un enunciato è vero se e solo se sussiste lo stato di cose descritto. Esempio: l’enunciato “la neve è bianca” è vero se e se solo se la neve è bianca, mentre è falso se e solo se la neve non è bianca. Riferimento classico: la Metafisica di Aristotele: “ Dire di ciò che è che non è, o di ciò che non è che è, è falso; mentre dire di ciò che è che è, o di ciò che non è che non è, è vero”. Questioni:  Relazioni di corrispondenza?  “Stato di cose” (Riferimento nella realtà della relazione di corrispondenza?) Correttezza, validità e forza Ragionamento: un argomento costituito da enunciati legati tra loro da inferenze. Argomento: corretto e valido se le inferenze sono legittime. Cosa si intende per legittimità di un’inferenza? Nel caso delle deduzioni è semplice: la verità si conserva dalle premesse. Un’inferenza è legittima se non è possibile immaginarsi una situazione nella quale le premesse sono vere e la conclusione è falsa. Esempio:

  1. Tutti gli A sono B (Tutti gli uomini sono mortali)
  2. a è un A (Socrate è uomo)
  3. quindi a è un B (quindi Socrate è mortale) Ma l’inferenza non è più legittima se sostituiamo “a è un A con a è un B (Cioè l’inferenza non è più valida se diciamo Socrate è mortale, dunque Socrate è un uomo, perché potremmo dire che il gatto è mortale, ma non è un uomo.

Caso non deduttivo: correttezza di un argomento che riposa su inferenze non deduttive? La questione riguarda il grado di confidenza che si può avere nella conclusione di un ragionamento. Tanta più confidenza quanto più il ragionamento seguirà determinate regole di “buona condotta” In tal caso, si parla di forza, piuttosto che di validità, dell’argomento. “Buona condotta” nel caso dell’induzione per enumerazione:  procedere osservando il maggior numero di casi possibile e nel maggior numero di circostanze possibili.  Se non si osserverà nessun caso contrario, ci sentiremo autorizzati, con un buon grado di confidenza, a inferire che quello che si è osservato nei casi considerati valga in generale. Esempio dei corvi neri: se avremo osservato un numero elevato di corvi, in molte parti della terra, senza aver mai trovato alcun corvo che non sia nero, ci sentiremo ragionevolmente giustificati nell’inferire che tutti i corvi sono neri. Domande:  Siamo davvero giustificati nel trarre una conclusione di carattere generale da un certo numero (per forza limitato) di osservazioni?  Se lo siamo, è possibile esprimere in modo preciso, quantitativo, il grado di confidenza che possiamo avere nel risultato di un procedimento induttivo? Discussione filosofica sul metodo induttivo:  “il problema dell’induzione”  Approcci quantitativi (cioè basati sulla teoria matematica della probabilità) alle questioni della scoperta e giustificazione delle teorie scientifiche.

  1. Quale scienza? La rivoluzione scientifica e la nascita della scienza moderna. La scienza moderna: La scienza che si sviluppa a partire dalla “rivoluzione scientifica” (A. Koyré), 1939 Date simboliche:  1543 anno della pubblicazione del de Revolutionibus Orbium Caelestium di Copernico;  1687, anno della pubblicazione dei Philosophiae Naturalis Principia Mathematica di Newton. Perché si fa partire dalla pubblicazione di Copernico? Cosa succede? Succede quello che è stato definito da Thomas Kunn , come una rivoluzione di idee, una trasformazione della concezione che l’uomo aveva dell’universo ed il suo rapporto con esso. Copernico compie una rivoluzione perché sovverte le posizioni tradizionalmente assegnate alla terra ed al sole nell’universo, attribuendo alla terra un moto di rotazione attorno al sole al contrario delle teorie precedenti. Secondo Copernico questo rivolgimento si aggiusta bene ai dati osservazione. Perché è rivoluzionaria la posizione di Copernico che non è il primo ad

Con le acquisizioni della nuova scienza l’ordine della natura da teleologico diventa puramente causale: non è più tanto la causa finale lo strumento che consente di cogliere il funzionamento della natura, quanto la “causa efficiente” (cioè la causa intesa come l’evento il cui accadere comporta l’accadere dell’effetto). La natura, grazie a questo insieme di relazioni causali, ha un proprio ordine -relazioni costanti che regolano il comportamento dei fenomeni, formulate come leggi, e possibilmente in linguaggio matematico. Elemento determinante: l’applicazione della matematica nello studio della natura. “La filosofia (naturale) è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intendere la lingua, a conoscere i caratteri, né quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri sono i triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto. Galileo, il Saggiatore (1623). Una domanda fondamentale è Perché e così efficiente la matematica per la descrizione della natura? Chi ci dice che e strutture matematiche che noi creiamo con la nostra mente corrispondano a come il mondo è fatto? Questa domanda sull’efficacia della matematica nel descrivere la natura è un tema ancora vivo. A questa nuova concezione della natura, corrisponde una nuova immagine della posizione dell’uomo nel mondo. Con la rivoluzione Copernicana, la terra ( e con essa l’umanità) perde la sua posizione privilegiata nell’universo poiché la terra non è pù ferma al centro, ma un pianeta tra gli altri, ruotante intorno al sole. Koiré (1957) dice: “l’uomo ha perso il suo posto nel mondo”, o ha perso il mondo stesso che formava il quadro del suo pensiero e l’oggetto della sua conoscenza ed ha dovuto trasformare e sostituire, non solo le sue concezioni fondamentali, ma le strutture stesse del suo pensiero”. Una nuova immagine del mondo inizialmente molto osteggiata poiché andava contro la lettura ufficiale delle Sacre Scritture. Ragionamento ed esperienza al posto del principio di autorità: “I discorsi nostri hanno a essere intorno al mondo sensibile, e non sopra un mondo di carta” Galileo, Dialogo sopra i massimi sistemi. Per Galielo non bisogna basarsi sul’autorità di chi è venuto prima, ma sull’esperienza e la ragione. Condanna di Gaileo (1633) da parte del Sant’Uffizio e conseguentemente pubblico atto di abiura di “ogni e qualunque altro errore, eresia e setta contraria alla Santa Chiesa”. 1) Nuova fisica/ cosmologia in contrapposizione alla fisica aristotelica e alla cosmologia tolemaica.

IN PARTICOLARE

  • cade la concezione cosmologica d’ispirazione aristotelica
  • cadono tradizionali distinzioni sostanziali: Mondo terrestre/ mondo celeste Moti naturali/ moti violenti. Distinzioni queste che impedivano il progredire della descrizione del mondo naturale. Cadono:
  1. la distinzione tra
  • mondo terrestre (sublunare) luogo dell’alterazione e del mutamento, e i corpi sono formati dalla combinazione di 4 elementi, Terra, Aria, Acqua e Fuoco.
  • Mondo celeste inalterabile e perenne, dove gli unici moti ammessi sono quelli circlari uniformi e i corpi celesti sono formati dall’etere o quint’essenza. Quando Galileo punta il cannocchiale verso il cielo, vede delle cose che contrastano con questa ideea di perfezione (macchie solari, le fasi di Venere)
  1. La distinzione tra
  • Moti naturali, i moti (rettilinei) dei corpi (terrestri) verso i loro “luoghi naturali” (i moti verso il basso per i più pesanti, i moti “verso l’alto per i leggeri, i moti circolari nel mondo celeste.
  • I moti violenti (cioè dovuti all’azione di una forza esterna, cessata la quale, cessa il moto. E più in generale, tra “naturale” e “artificiale”. A tutto ciò si accompagna una Nuova immagine dell’uomo di scienza: dal “dotto”, chiuso nella sua torre d’avorio detentore di un sapere indiscutibile basato sull’autorità degli antichi e per pochi eletti al “ filosofo naturale” , portatore di un sapere da sottoporre al giudizio dell’esperienza e da comunicare il più possibile, utilizzando quindi un linguaggio comprensibile. Carattere composito di questa figura molto più versatile: insegnanti di matematica, astronomia e medicina; medici, agrimensori, navigatori, ingegneri, costruttori di strumenti, farmacisti, ottici, chirurghi, viaggiatori. Dal punto di vista metodologico, - Rivolgersi al “mondo sensibile” e non al “mondo di carta” (Galileo, Dialogo 1632) Ma non attraverso una semplice generalizzazione da osservazioni particolari di esperienza immediata (come si faceva nella fisica della tradizione aristotelica) Occorreva una guida nel raccogliere e interpretare le osservazioni, e compiere poi - Un’operazione di astrazione dai dettagli accidentali dei fenomeni osservati per poter arrivare a coglierne gli elementi costitutivi. Solo in questo modo si fa progredire la scienza. Esempi da Galileo: l’uso del piano inclinato per ricavare la legge di caduta dei gravi, la relatività galileiana (il caso della nave). Perché è importante la capacità di astrarre dai dettagli? Tra la fine del ‘500 e inizio ‘600, la fisica dominante era fondata su ipotesi ricavate da osservazioni empiriche tratte dall’esperienza quotidiana.

 Scoperta di nuove cose rese visibili dall’invenzione di strumenti come il telescopiop ed il microscopio.  Nuovi popoli ed usanze, nuovi oggetti naturali )piante, animali, minerali) nuovi fenomeni diventano conoscibili e oggetto di studio.  Gli schemi concettuali del passato sembravano sempre più inadeguati. Questo senso di novità è molto sentito in questo periodo, infatti: NOTA: L’attributo “nuovo” ricorre nei titoli di molte opere dei protagonisti della rivoluzione scientifica ( dall’Astronomia Nova di Keplero, ai Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze di Galileo e ai Nuovi esperimenti di Boyle. Vi è una diffusa consapevolezza di questi personaggi che attraverso le loro opere, stava davvero nascendo qualcosa di nuovo. A 45v anni Galileo è a Padova e si è costruito il cannocchiale con le proprie mani, che dimostra la caratteristica dell’atteggiamento del periodo, non solo la fiducia per strumenti che erano nati in altri ambienti, (le lenti) degli artigiani, abbastanza disprezzati dalla scienza ufficiale, ma Galileo diventa artigiano egli stesso poiché si costruisce i propri strumenti. Puntando il cannocchiale verso il cielo, Galileo vede cose nuove rispetto al passato, per esempio vede che la superficie della luna non è liscia e perfetta come si riteneva dovesse essere quella dei corpi celesti, ma con irregolarità come quella terrestre e questo andava contro la distinzione aristotelica tra la perfezione dei corpi celesti e l’imperfezione di quelli terrestri. Vede i satelliti di Giove,” stelle medicee” le definisce. (Contro i filosofi in Libris). In questo periodo di afferma la filosofia Meccanica (‘600). Concezione della natura come meccanismo, i cui movimenti erano dello stesso tipo di quelli regolari di un complesso orologio meccanico (con Dio come orologiaio). Se la natura era una macchina, non aveva più senso attribuirle fini, intenzioni o addirittura qualche tipo di sensibilità come in alcune forme di animismo naturalistico. Conoscere le il funzionamento della natura significava conoscere la cause meccaniche, non finali, di questi moti regolari. La metafisica appropriata a questa concezione del mondo naturale era quella del corpuscolarismo: tutto risultava dalla composizione e movimento dei corpuscoli materiali costituenti ogni cosa. Le caratteristiche da studiare, per conoscere la natura erano dunque: forma, grandezza, disposizione e moto delle componenti materiali: le cosiddette qualità primarie, contrapposte alle qualità secondarie (come i colori, sapori, odori e suoni), viste come meri effetti, sui soggetti, delle particolarità delle qualità primarie degli oggetti. (Ne parla nel Saggiatore,1632). “Per o che vo io pensando che questi sapori odori, colori etc, per la parte del suggetto nel qual par che riseggano, non dieno altro che puti nomi, ma tengano solamente lor residenza nel corpo sensitivo, sì che rimosso l’animale siano levate e annichilate tutte queste qualità. (…) e stimo che, tolti via le orecchie, le lingue , i nasi, restino bene le figure i numeri e i moti, ma non già i sapori, gli odori e i suoni. Di qui l’entrare della matematica in modo naturale nella descrizione dei fenomeni. Nota: nell’assumere questa distinzione, due implicazioni naturali.  “l’esperienza sensoriale soggettiva”, la base del senso comune, può trarre in inganno, cioè l’esperienza immediata che deve essere sempre mediata e guidata dalla ragione.

 Utilità/applicabilità della matematica alla conoscenza della natura. Se l’esperienza sensoriale soggettiva può trarre in inganno (e se si rimette in discussione le “autorità” precedentemente accettate) ne deriva l’esigenza di istruire i sensi in qualche modo per arrivare a una conoscenza autentica della natura,  Istruire a leggere correttamente il “ libro della natura” ( “La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l’universo). Egli è scritto in lingua matematica” Il saggiatore Istanza metodologica come risvolto religioso: nell’individuare il metodi per una corretta lettura del Libro della Natura (visto come scritto da Dio), i filosofi naturali avevano un ruolo analogo a quello dei teologi nella guida alla corretta lettura delle Sacre Scritture. Inoltre, l’acquisizione di un metodo efficace per la corretta conoscenza della natura poteva avere benefici d’ordine morale e sociale. Questi aspetti sono rilevanti e vengono tutti assunti da Francesco Bacone. In un periodo in cui veniva messo in discussione tutto un sistema tradizionale di credenze, garantire una maniera per raggiungere giuste conoscenze poteva assumere un significato rilevante anche in relazione all’ordine sociale:  Offrendo una base, la corretta lettura dell’opera di Dio – per una giusta condotta;  Favorendo la possibilità di un efficace dominio (anche tecnologico) del mondo naturale a beneficio del vivere comune e del progresso dell’umanità. Francis Bacon (1561 -1626) la figura che nel primo Seicento, promuove e influenza nel modo più efficace queste varie istanze verso un rinnovamento metodologico nella conoscenza della natura. Chi era? Non è un filosofo naturale anche se ne conosce le opere e le scoperte.  Atipico rispetto ai filosofi naturali protagonisti della rivoluzione scientifica (per ex: non sposa la cosmologia copernicana e non dà contributi scientifici di rilievo),  Buona parte della vita spesa nelle funzioni di uomo politico (guardasigilli e poi Lord cancelliere del re Giacomi Stuart.  MA: il suo contributo per un rinnovamento del sapere è stato di fondamentale rilevanza. Testo di riferimento, per il contributo metodologico: il Nuovo Organo, uscito nel 1620. (L’attributo “nuovo” ricorre anche nel titolo della sua opera postuma, La Nuova Atlantide. Il Nuovo Organo ,Bacone presenta questa opera come una nuova logica da sostituire aa quella dell’Organon aristotelico, non adatta allo sviluppo delle scienze della natura.

  • parte di un progetto complessivo di rinnovamento del sapere, la Grande Intauratione (Instauratio Magna), di cui rappresenta la seconda delle sei parti componenti. Progetto grandioso –“tenendo per certo che l’intelletto umano non sa far uso con moderazione e destrezza delle reali risorse che sono in potere nell’uomo e che da qui deriva la

L’induzione di Bacone Il procedimento, al quale dà il nome (e il significato) di interpretazione della natura (radicalmente diverso e molto più articolato dell’induzione precedente): i principi generali vengono raggiunti solo gradatamente, in modo necessario “mediante legittime elusioni ed eliminazioni”, e questo a partire da esperimenti, non direttamente dai sensi. (Cioè eliminazione delle congetture false). Gli esperimenti permettono infatti di rimediare ai difetti della percezione diretta, che è oggettivamente limitata e notoriamente ingannevole – “duplice è la colpa del senso: o ci abbandona o ci inganna”. Nell’indagare la natura e nella ricerca della verità ci sono diverse cause di errore:

  • non solo gli inganni\manchevolezze dei sensi
  • anche l’intelletto deve essere emendato:: la mente umana, per Bacone è occupata da illusioni o “idoli”. IDOLI DELLA MENTE: acquisiti o innati. I. Idoli acquisiti –penetrati nell’intelletto in due modi doiversi: a) dalle relazioni del genere umano – Idoli del foro (“a causa del commercio e del consorzio fra gli uomini”), b) “dai vari sistemi filosofici ed errate leggi delle dimostrazioni – Idoli del teatro (geneari da filosofie che “hanno prodotto mondi fittizi da palcoscenico”) c) idoli del teatro sono generati da tre tipologie di “falsa filosofia”: - Sofistica – Aristotele – che “ ha corrotto la filosofia naturale con la dialettica e costruito il mondo, per così dire, dalle categorie” ex: la filosofia dei sofistici o razionalisti, che “prendono dall’esperienza casi vari e comuni non sufficientemente provati né esaminati e ponderati” e si affidano per tutto il resto, “alla meditazione ed al turbinio dell’intelligenza”.
  • Empirica , gli empirici costruiscono sistemi filosofici solo in base a pochi esperimenti, molto elaborati ma limitati e oscuri (ex: gli alchimisti).
  • Superstiziosa - la filosofia che deriva “dalla superstizione e dalla mescolanza con la teologia” : una filosofia “fantastica, tumida e quasi poetica, che inganna l’intelletto con le blandizie “(ex: Pitagora e Platone). II. Idoli Innati
  • in quanto fondati - sulla natura umana in generale (gli idoli della tribù): l”intelletto umano è simile a uno specchio che riflette irregolarmente i raggi delle cose, che mescola la propria natura e quella delle cose e le deforma e travisa”; oppure
  • sulla superficialità dei singoli individui ( gli idoli della spelonca) : ognuno ha “una specie di caverna che infrange e deforma la luce della natura”, a causa della peculiarità e unicità della natura di ogni uomo, della sua particolare educazione, ecc… tutte queste cause di errore che abbiamo nella mente possono essere neutralizzate Applicando l’induzione vera:
  • gli idoli acquisiti possono essere eliminati (anche se con difficoltà)
  • mentre degli idoli innati non ci si può liberare ma se ne può assumere consapevolezza e quindi neutralizzarli. C’è dunque tutta una parte destruens che precede il metodo induttivo. Primo libro del Novum Organum. La prima parte dell’impresa metodologica è la parte “distruttiva”: il fine è liberare l’intellletto umano dagli errori ( inganni dei sensi, errati procedimenti dimostrativi, idoli e false nozioni) che ostacolano l’indagine della natura e la ricerca della verità). Secondo libro del Novum Organum La seconda parte dell’impresa metodologica è la parte costruttiva: “L’arte d’interpretare la natura (l’induzione vera). Questa si esercita secondo due modalità:
  • il trarre e far sorgere gli assiomi dall’esperienza” (scoperta)
  • “il dedurre o derivare dagli assiomi nuovi esperimenti (previsione e controllo). NOTA: Le due modalità dell’induzione vera sono strettamente interconnesse in quanto gli esperimenti dedotti dagli assiomi servono, a loro volta, come base induttiva per nuovi assiomi. Bacone ne illustra i minimi dettagli e le varie articolazioni, con grande accuratezza e ricchezza di esempi, tratti in gran parte dalle ricerche degli scienziati naturali del suo tempo. Si pongono così le basi del moderno metodo induttivo:
  • la raccolta ragionata dei dati (la costruzione della base induttiva)
  • il confronto tra le basi induttive
  • il procedimento di generalizzazione per gradi
  • l’eliminazione delle ipotesi che non corrispondono ai requisiti richiesti
  • il ruolo degli esperimenti negativi
  • i criteri di scelta tra ipotesi empiricamente equivalenti
  • la nozione di istanza cruciale. Prima modalità (“ il trarre e far sorgere gli assiomi dall’esperienza”) Come aiutiamo il senso, la mente e la memoria Tre passaggi: 1) la preparazione di “ una storia naturale e sperimentale ”, sufficiente e buona” (somministrazione al senso), che fornisca il fondamento di tutto, metodo basato sull’esperienza (“non si deve immaginare o escogitare, ma scoprire quello che la natura fa e produce.
  • Il procedimento è per successivi gradi di certezza e “soprattutto agli inizi, le cose presenti dipendono in gran parte da quelle che devono venire”. Nell’esempio : la “Prima Vendemmia o Interpretazione iniziale della forma del caldo”, è che il calore sia una specie di moto con determinate caratteristiche (“il caldo è un moto espansivo, trattenuto, che opera mediante le parti minori del corpo”). Due punti di particolare rilievo anche per lo viluppo successivo della metodologia scientifica.
  1. Le istanze cruciali (instantiae crucis): da ricordare sia per la funzione che attribuisce loro Bacone, sia per il significato che ha acquisito la nozione di “esperimento cruciale” nella storia del pensiero filosofico e scientifico.
  • il termine è preso in prestito dalle croci che si mettevano ai bivi delle strade a indicare la biforcazione: le istanze cruciali servono in una situazione di bivio, per indirizzare la scelta verso una sola delle strade alternative (terminologia odierna: una situazione di sottodeterminazione).
  1. Nell’indagine e interpretazzione della natura, “l’intero lavoro termina nell’opera”, cioè nella pratica. Alle istanze informative fa dunque seguire le istanze pratiche: quelle istanze “che o indicano o misurano o facilitano la pratica”, e sono così “di uso fondamentale nella parte operativa” Per esempio: le “istanze matematiche o istanze di misura”. Valore operativo della scienza, cioè il ruolo riconosciuto alla tecnica (le arti meccaniche), come capacità di intervento (e quindi dominio) sulla natura e , allo stesso tempo, come fonte di conoscenza e di progresso collettivi. Conoscere la natura significa anche sapere ricostruire come ne funzionano i meccanismi, in questo senso, il sapere tecnico, alla base di invenzioni e strumenti (la stampa, l’orologio, la bussola,) è parte integrante del processo di interpretazione della natura. Non a caso, il primo libro del Novum Organum inizia così: ( L’uomo ministro e interprete della natura, opera e intende solo per quanto, con la pratica e la teoria, avrà appreso dell’ordine della natura: di più non sa né può. III. Né la nuda mano, né ‘intelletto abbandonato a sé stesso hanno potenza. I risutalti si raggiungono con strumenti e con aiuti e di questi ha bisogno non meno l’intelletto che la meno. Come gli strumenti amplificano e reggono il moto della mano, così gli strumenti della mente guidano o trattengono. IV. La scienza e la potenza umana coincidono perché l’ignoranza della causa fa mancare l’effetto: La natura infatti non si vince se non obbedenso ad essa, e ciò che nella teoria ha valore di causa, nell’operazione ha valore di regola. Teoria e pratica sono aspetti che non possono fare a meno l’una dell’altro. Lez. 4 La Nuova Atlantide (1627) opera postuma. In Bacone vi è una forte spinta sociale, per lui grazie alla scienza, l’uomo può accrescere il proprio dominio sulla realtà e quindi

trasformarla a vantaggio dell’umanità. Quindi per Bacone è molto importante il valore operativo della scienza, la commistione tra intelletto e pratica per il progresso dell’umanità. Bacone ipotizza un mondo utopico dove domina la scienza e la tecnica ed è descritto in questa opera, dove viene descritta una società ideale in un’isola immaginaria al largo del Perù che chiama Bensalem in cui c’è una perfetta convivenza morale e civile fra gli uomini, il potere è detenuto dagli scienziati riuniti in una istituzione chiamata Casa di Salomone che Bacone descrive nei minimi dettagli e costituisce il prototipo delle Accademie scientifiche d’Europa. Queste accademie diventano il simbolo di un sapere pubblico e intersoggetivo della nuova scienza naturale. Quali sono gli scopi della casa di Salomone? “ fine della nostra istituzione è la conoscenza della causa delle cose allo scopo di allargare i confini del potere umano verso la realizzazione di ogni possibile obbiettivo. I mezzi e gli strumenti sono i seguenti: abbiamo ampie caverne le più profonde delle quali si addentrano nella terra fino a 600 cubito dette Regioni Inferiori e ce ne serviamo per esperienze di coagulazione, indurimento, refrigerazione e conservazione dei corpi, le usiamo a imitazione delle miniere, per la produzione di nuovi metalli mediante la combinazione di materiali ivi giacenti da moltissimi anni. Abbiamo inoltre officine meccaniche dove produciamo macchine e strumenti per ogni genere di movimenti. Imitiamo il volo degli uccelli, ci libriamo nell’aria per quanto possibile, macchine sottomarine…” Bacone si lancia in progetti. “Sulla dignità e l’accrescimento delle scienze” è delineata l’esigenza di una enciclopedia universale delle scienze che segue le facoltà della mente nel modo in cui è strutturata, quindi la storia che corrisponde alla facoltà della memoria, la poesia che corrisponde alla facoltà dell’immaginazione e la filosofia distinta in teologia, scienza della natura e la scienza dell’uomo, che corrisponde alla ragione. A questo progetto di Bacone si ispirarono gli illuministi per la realizzazione della loro enciclopedia. (Diderot e D’Alambert). Bacone usa un’immagine molto efficace per rappresentare la sua metodologia induttiva. In cui teoria e pratica concorrono nell’elaborare gradatamente nuovi assiomi e nuovi esperimenti a partire da un’esperienza “ragionata”: l’operato della “vera filosofia naturale” è paragonato al volo delle api, in contrapposizione al lavoro delle formiche (gli empirici), da una parte, e quello dei ragni (i dogmatici o razionalisti), dall’altra. “Coloro che trattarono la scienza furono empirici o dogmatici. Gli empirici, come le formiche, accumulano e consumano. I razionalisti come i ragni, ricavano da sé medesimi la loro tela. La via di mezzo è quella delle api, che ricavano la materia prima dai fiori dei giardini o dei campi, e la trasformano e digeriscono in virtù della loro propria capacità. Non dissimile è il lavoro della filosofia che non si deve servire soltanto o principalmente delle forze della mente; La materia prima che essa ricava dalla storia naturale e dagli esperimenti meccanici, non deve essere conservata intatta nella memoria ma trasformata e lavorata dall’intelletto. Così la nostra speranza è riposta nell’unione sempre più stratta e più santa delle due facoltà, quella sperimentale e quella razionale, unione che non si è finora realizzata”. Il filosofo che la realizza in modo eccellente, Newton. I Principia di Newton (1642-1727) come modello metodologico 1687 Principi matematici della filosofia naturale.