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Sbobinatura accurata delle lezioni della Prof.ssa Castellani anno accademico 2020/2021
Tipologia: Sbobinature
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Che cos’è questa cosa chiamata scienza? La scienza rappresenta una forma privilegiata di sapere e la filosofia della scienza si pone l’obbiettivo di descriverne e comprenderne le specificità. PERCHE’ E’ UNA FORMA PROVILIEGIATA DI SAPERE? IL PRESTIGIO DI CUI GODE LA SCIENZA è DOVUTO AL SUO INDISCUSSO SUCCESSO. Le ricadute tecnologiche della ricerca scientifica L’innegabile progresso nella conoscenza del mondo (progresso del sapere sia formale sia empirico) PERCHE’ LA SCIENZA HA SUCCESSO? E’ naturale cercarne le ragioni nelle sue caratteristiche: Conoscenza scientifica se:
Nozioni in gioco: Spiegazione Causalità Legge Naturale. Spiegazione: risposte diverse a seconda della posizione epistemologica ( a seconda che si sia naturalista, empirista, strumentalista, etc). Causalità: lega la spiegazione al trovare la causa di un dato fenomeno. Legge naturale. Quale scienza? Ci riferiamo alla scienza moderna, (1543 De rivolutionibus di Copernico) che nasce dalla rivoluzione scientifica (Copernico, Brahe, Keplero, Galileo, Cartesio, Newton). La scienza moderna si è presto suddivisa in varie discipline: LA FISICA, LA CHIMICA, LA BIOLOGIA. Ha senso porsi le stesse domande per tutti i tipi di scienza? filosofia della scienza o filosofie delle scienze speciali? Ha senso porsi entrambe le domande. Compartecipazione di una riflessione più generale sulla scienza, accanto a riflessioni più specifiche sulle scienze speciali. Stando sempre ben attenti al contesto all’interno del quale sono formulate le varie questioni. Temi della filosofa della scienza: diversi ambiti disciplinari La metodologia scientifica; L’epistemologia; La metafisica; (nel senso dell’ontologia e riflessione sui fondamenti, nel senso di ciò che c’è indipendentemente dal fatto se noi lo possiamo conoscere.) Particelle quark L’analisi socio-economica delle comunità scientifiche; La psicologia della ricerca; La storia della scienza, che fornisce i casi su cui fondare e vagliare l’analisi filosofica.
1. Inferenze: deduzione, indizione, abduzione. **2. Verità e validità
Caratteristiche delle Inferenze induttive: Da premesse vere conducono a conclusioni plausibili ( che hanno cioè un certo grado di probabilità di essere vere); Non sono necessarie (la conclusione non segue necessariamente dalle premesse; Sono ampliative. EX: induzione per enumerazione. Schema elementare: a1, a2, ……an, sono tutti A che sono anche B Quindi tutti gli A sono B Esempio: a1,a2, a3, ….an sono tutti corvi che sono neri; quindi tutti i corvi sono neri. ABDUZIONE: Caratteristiche delle inferenze abduttive: Ampliative e non necessarie, come le inf. Induttive, ma schema diverso: un’abduzione consiste nell’inferire, di fronte ad una certa evidenza, l’ipotesi che permette di renderne conto nel modo più plausibile o “migliore”. CHARLES PIERCE /1839-1914): INTRODUSSE L’ABDUZIONE COME TERZO TIPO D’INFERENZA ACCANTO ALLA DEDUZIONE E ALL’INDUZIONE. Qui non si parte da un certo numero di casi, ma da un caso solo, s’inferisce un’ipotesi che permette di spiegarlo nel modo più plausibile o migliore. (Pérs) Abduzione secondo Pierce: Il vero motore del processo di scoperta nella scienza, data la sua funzione; La su funzione ovvero condurre a formulare ipotesi nuove per spiegare fatti sorprendenti. Schema:
Esempio: il caso dell’orbita di Urano è un caso in che ci permette di spiegare bene come funzionano queste forme di ragionamento.
Correttezza (validità e forza) di un ragionamento? Verità Aspetti di varia natura: logici, linguistici, formali, ontologici e pragmatici. Diverse teorie filosofiche della verità : Teoria corrispondente della verità , teoria della verità come coerenza, teoria pragmatica della verità, teorie assiomatiche della verità, teorie pluraliste della verità, teoria revisionista della verità, teorie pluraliste della verità. Teoria revisionista della verità, teoria della verità come identità. Ci sono varie teorie filosofiche sulla verità, quelle sopra sono alcune. La più importante è la teoria corrispondentista della verità. Nella filosofia della scienza: Si usa soprattutto la teoria corrispondestista. Questione (realismo scientifico): la corrispondenza tra ciò che le teorie scientifiche affermano riguardo al mondo e come il mondo è davvero in realtà. Teoria della verità in gioco: la teoria corrispondestista della verità. Un enunciato è vero se e solo se sussiste lo stato di cose descritto. Esempio: l’enunciato “la neve è bianca” è vero se e se solo se la neve è bianca, mentre è falso se e solo se la neve non è bianca. Riferimento classico: la Metafisica di Aristotele: “ Dire di ciò che è che non è, o di ciò che non è che è, è falso; mentre dire di ciò che è che è, o di ciò che non è che non è, è vero”. Questioni: Relazioni di corrispondenza? “Stato di cose” (Riferimento nella realtà della relazione di corrispondenza?) Correttezza, validità e forza Ragionamento: un argomento costituito da enunciati legati tra loro da inferenze. Argomento: corretto e valido se le inferenze sono legittime. Cosa si intende per legittimità di un’inferenza? Nel caso delle deduzioni è semplice: la verità si conserva dalle premesse. Un’inferenza è legittima se non è possibile immaginarsi una situazione nella quale le premesse sono vere e la conclusione è falsa. Esempio:
Caso non deduttivo: correttezza di un argomento che riposa su inferenze non deduttive? La questione riguarda il grado di confidenza che si può avere nella conclusione di un ragionamento. Tanta più confidenza quanto più il ragionamento seguirà determinate regole di “buona condotta” In tal caso, si parla di forza, piuttosto che di validità, dell’argomento. “Buona condotta” nel caso dell’induzione per enumerazione: procedere osservando il maggior numero di casi possibile e nel maggior numero di circostanze possibili. Se non si osserverà nessun caso contrario, ci sentiremo autorizzati, con un buon grado di confidenza, a inferire che quello che si è osservato nei casi considerati valga in generale. Esempio dei corvi neri: se avremo osservato un numero elevato di corvi, in molte parti della terra, senza aver mai trovato alcun corvo che non sia nero, ci sentiremo ragionevolmente giustificati nell’inferire che tutti i corvi sono neri. Domande: Siamo davvero giustificati nel trarre una conclusione di carattere generale da un certo numero (per forza limitato) di osservazioni? Se lo siamo, è possibile esprimere in modo preciso, quantitativo, il grado di confidenza che possiamo avere nel risultato di un procedimento induttivo? Discussione filosofica sul metodo induttivo: “il problema dell’induzione” Approcci quantitativi (cioè basati sulla teoria matematica della probabilità) alle questioni della scoperta e giustificazione delle teorie scientifiche.
Con le acquisizioni della nuova scienza l’ordine della natura da teleologico diventa puramente causale: non è più tanto la causa finale lo strumento che consente di cogliere il funzionamento della natura, quanto la “causa efficiente” (cioè la causa intesa come l’evento il cui accadere comporta l’accadere dell’effetto). La natura, grazie a questo insieme di relazioni causali, ha un proprio ordine -relazioni costanti che regolano il comportamento dei fenomeni, formulate come leggi, e possibilmente in linguaggio matematico. Elemento determinante: l’applicazione della matematica nello studio della natura. “La filosofia (naturale) è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intendere la lingua, a conoscere i caratteri, né quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri sono i triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto. Galileo, il Saggiatore (1623). Una domanda fondamentale è Perché e così efficiente la matematica per la descrizione della natura? Chi ci dice che e strutture matematiche che noi creiamo con la nostra mente corrispondano a come il mondo è fatto? Questa domanda sull’efficacia della matematica nel descrivere la natura è un tema ancora vivo. A questa nuova concezione della natura, corrisponde una nuova immagine della posizione dell’uomo nel mondo. Con la rivoluzione Copernicana, la terra ( e con essa l’umanità) perde la sua posizione privilegiata nell’universo poiché la terra non è pù ferma al centro, ma un pianeta tra gli altri, ruotante intorno al sole. Koiré (1957) dice: “l’uomo ha perso il suo posto nel mondo”, o ha perso il mondo stesso che formava il quadro del suo pensiero e l’oggetto della sua conoscenza ed ha dovuto trasformare e sostituire, non solo le sue concezioni fondamentali, ma le strutture stesse del suo pensiero”. Una nuova immagine del mondo inizialmente molto osteggiata poiché andava contro la lettura ufficiale delle Sacre Scritture. Ragionamento ed esperienza al posto del principio di autorità: “I discorsi nostri hanno a essere intorno al mondo sensibile, e non sopra un mondo di carta” Galileo, Dialogo sopra i massimi sistemi. Per Galielo non bisogna basarsi sul’autorità di chi è venuto prima, ma sull’esperienza e la ragione. Condanna di Gaileo (1633) da parte del Sant’Uffizio e conseguentemente pubblico atto di abiura di “ogni e qualunque altro errore, eresia e setta contraria alla Santa Chiesa”. 1) Nuova fisica/ cosmologia in contrapposizione alla fisica aristotelica e alla cosmologia tolemaica.
Scoperta di nuove cose rese visibili dall’invenzione di strumenti come il telescopiop ed il microscopio. Nuovi popoli ed usanze, nuovi oggetti naturali )piante, animali, minerali) nuovi fenomeni diventano conoscibili e oggetto di studio. Gli schemi concettuali del passato sembravano sempre più inadeguati. Questo senso di novità è molto sentito in questo periodo, infatti: NOTA: L’attributo “nuovo” ricorre nei titoli di molte opere dei protagonisti della rivoluzione scientifica ( dall’Astronomia Nova di Keplero, ai Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze di Galileo e ai Nuovi esperimenti di Boyle. Vi è una diffusa consapevolezza di questi personaggi che attraverso le loro opere, stava davvero nascendo qualcosa di nuovo. A 45v anni Galileo è a Padova e si è costruito il cannocchiale con le proprie mani, che dimostra la caratteristica dell’atteggiamento del periodo, non solo la fiducia per strumenti che erano nati in altri ambienti, (le lenti) degli artigiani, abbastanza disprezzati dalla scienza ufficiale, ma Galileo diventa artigiano egli stesso poiché si costruisce i propri strumenti. Puntando il cannocchiale verso il cielo, Galileo vede cose nuove rispetto al passato, per esempio vede che la superficie della luna non è liscia e perfetta come si riteneva dovesse essere quella dei corpi celesti, ma con irregolarità come quella terrestre e questo andava contro la distinzione aristotelica tra la perfezione dei corpi celesti e l’imperfezione di quelli terrestri. Vede i satelliti di Giove,” stelle medicee” le definisce. (Contro i filosofi in Libris). In questo periodo di afferma la filosofia Meccanica (‘600). Concezione della natura come meccanismo, i cui movimenti erano dello stesso tipo di quelli regolari di un complesso orologio meccanico (con Dio come orologiaio). Se la natura era una macchina, non aveva più senso attribuirle fini, intenzioni o addirittura qualche tipo di sensibilità come in alcune forme di animismo naturalistico. Conoscere le il funzionamento della natura significava conoscere la cause meccaniche, non finali, di questi moti regolari. La metafisica appropriata a questa concezione del mondo naturale era quella del corpuscolarismo: tutto risultava dalla composizione e movimento dei corpuscoli materiali costituenti ogni cosa. Le caratteristiche da studiare, per conoscere la natura erano dunque: forma, grandezza, disposizione e moto delle componenti materiali: le cosiddette qualità primarie, contrapposte alle qualità secondarie (come i colori, sapori, odori e suoni), viste come meri effetti, sui soggetti, delle particolarità delle qualità primarie degli oggetti. (Ne parla nel Saggiatore,1632). “Per o che vo io pensando che questi sapori odori, colori etc, per la parte del suggetto nel qual par che riseggano, non dieno altro che puti nomi, ma tengano solamente lor residenza nel corpo sensitivo, sì che rimosso l’animale siano levate e annichilate tutte queste qualità. (…) e stimo che, tolti via le orecchie, le lingue , i nasi, restino bene le figure i numeri e i moti, ma non già i sapori, gli odori e i suoni. Di qui l’entrare della matematica in modo naturale nella descrizione dei fenomeni. Nota: nell’assumere questa distinzione, due implicazioni naturali. “l’esperienza sensoriale soggettiva”, la base del senso comune, può trarre in inganno, cioè l’esperienza immediata che deve essere sempre mediata e guidata dalla ragione.
Utilità/applicabilità della matematica alla conoscenza della natura. Se l’esperienza sensoriale soggettiva può trarre in inganno (e se si rimette in discussione le “autorità” precedentemente accettate) ne deriva l’esigenza di istruire i sensi in qualche modo per arrivare a una conoscenza autentica della natura, Istruire a leggere correttamente il “ libro della natura” ( “La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l’universo). Egli è scritto in lingua matematica” Il saggiatore Istanza metodologica come risvolto religioso: nell’individuare il metodi per una corretta lettura del Libro della Natura (visto come scritto da Dio), i filosofi naturali avevano un ruolo analogo a quello dei teologi nella guida alla corretta lettura delle Sacre Scritture. Inoltre, l’acquisizione di un metodo efficace per la corretta conoscenza della natura poteva avere benefici d’ordine morale e sociale. Questi aspetti sono rilevanti e vengono tutti assunti da Francesco Bacone. In un periodo in cui veniva messo in discussione tutto un sistema tradizionale di credenze, garantire una maniera per raggiungere giuste conoscenze poteva assumere un significato rilevante anche in relazione all’ordine sociale: Offrendo una base, la corretta lettura dell’opera di Dio – per una giusta condotta; Favorendo la possibilità di un efficace dominio (anche tecnologico) del mondo naturale a beneficio del vivere comune e del progresso dell’umanità. Francis Bacon (1561 -1626) la figura che nel primo Seicento, promuove e influenza nel modo più efficace queste varie istanze verso un rinnovamento metodologico nella conoscenza della natura. Chi era? Non è un filosofo naturale anche se ne conosce le opere e le scoperte. Atipico rispetto ai filosofi naturali protagonisti della rivoluzione scientifica (per ex: non sposa la cosmologia copernicana e non dà contributi scientifici di rilievo), Buona parte della vita spesa nelle funzioni di uomo politico (guardasigilli e poi Lord cancelliere del re Giacomi Stuart. MA: il suo contributo per un rinnovamento del sapere è stato di fondamentale rilevanza. Testo di riferimento, per il contributo metodologico: il Nuovo Organo, uscito nel 1620. (L’attributo “nuovo” ricorre anche nel titolo della sua opera postuma, La Nuova Atlantide. Il Nuovo Organo ,Bacone presenta questa opera come una nuova logica da sostituire aa quella dell’Organon aristotelico, non adatta allo sviluppo delle scienze della natura.
L’induzione di Bacone Il procedimento, al quale dà il nome (e il significato) di interpretazione della natura (radicalmente diverso e molto più articolato dell’induzione precedente): i principi generali vengono raggiunti solo gradatamente, in modo necessario “mediante legittime elusioni ed eliminazioni”, e questo a partire da esperimenti, non direttamente dai sensi. (Cioè eliminazione delle congetture false). Gli esperimenti permettono infatti di rimediare ai difetti della percezione diretta, che è oggettivamente limitata e notoriamente ingannevole – “duplice è la colpa del senso: o ci abbandona o ci inganna”. Nell’indagare la natura e nella ricerca della verità ci sono diverse cause di errore:
trasformarla a vantaggio dell’umanità. Quindi per Bacone è molto importante il valore operativo della scienza, la commistione tra intelletto e pratica per il progresso dell’umanità. Bacone ipotizza un mondo utopico dove domina la scienza e la tecnica ed è descritto in questa opera, dove viene descritta una società ideale in un’isola immaginaria al largo del Perù che chiama Bensalem in cui c’è una perfetta convivenza morale e civile fra gli uomini, il potere è detenuto dagli scienziati riuniti in una istituzione chiamata Casa di Salomone che Bacone descrive nei minimi dettagli e costituisce il prototipo delle Accademie scientifiche d’Europa. Queste accademie diventano il simbolo di un sapere pubblico e intersoggetivo della nuova scienza naturale. Quali sono gli scopi della casa di Salomone? “ fine della nostra istituzione è la conoscenza della causa delle cose allo scopo di allargare i confini del potere umano verso la realizzazione di ogni possibile obbiettivo. I mezzi e gli strumenti sono i seguenti: abbiamo ampie caverne le più profonde delle quali si addentrano nella terra fino a 600 cubito dette Regioni Inferiori e ce ne serviamo per esperienze di coagulazione, indurimento, refrigerazione e conservazione dei corpi, le usiamo a imitazione delle miniere, per la produzione di nuovi metalli mediante la combinazione di materiali ivi giacenti da moltissimi anni. Abbiamo inoltre officine meccaniche dove produciamo macchine e strumenti per ogni genere di movimenti. Imitiamo il volo degli uccelli, ci libriamo nell’aria per quanto possibile, macchine sottomarine…” Bacone si lancia in progetti. “Sulla dignità e l’accrescimento delle scienze” è delineata l’esigenza di una enciclopedia universale delle scienze che segue le facoltà della mente nel modo in cui è strutturata, quindi la storia che corrisponde alla facoltà della memoria, la poesia che corrisponde alla facoltà dell’immaginazione e la filosofia distinta in teologia, scienza della natura e la scienza dell’uomo, che corrisponde alla ragione. A questo progetto di Bacone si ispirarono gli illuministi per la realizzazione della loro enciclopedia. (Diderot e D’Alambert). Bacone usa un’immagine molto efficace per rappresentare la sua metodologia induttiva. In cui teoria e pratica concorrono nell’elaborare gradatamente nuovi assiomi e nuovi esperimenti a partire da un’esperienza “ragionata”: l’operato della “vera filosofia naturale” è paragonato al volo delle api, in contrapposizione al lavoro delle formiche (gli empirici), da una parte, e quello dei ragni (i dogmatici o razionalisti), dall’altra. “Coloro che trattarono la scienza furono empirici o dogmatici. Gli empirici, come le formiche, accumulano e consumano. I razionalisti come i ragni, ricavano da sé medesimi la loro tela. La via di mezzo è quella delle api, che ricavano la materia prima dai fiori dei giardini o dei campi, e la trasformano e digeriscono in virtù della loro propria capacità. Non dissimile è il lavoro della filosofia che non si deve servire soltanto o principalmente delle forze della mente; La materia prima che essa ricava dalla storia naturale e dagli esperimenti meccanici, non deve essere conservata intatta nella memoria ma trasformata e lavorata dall’intelletto. Così la nostra speranza è riposta nell’unione sempre più stratta e più santa delle due facoltà, quella sperimentale e quella razionale, unione che non si è finora realizzata”. Il filosofo che la realizza in modo eccellente, Newton. I Principia di Newton (1642-1727) come modello metodologico 1687 Principi matematici della filosofia naturale.