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Introduzione all'informatica: Macchine Virtuali, Interpreti e Traduttori, Esercizi di Elementi di Informatica

Piccolo riassunto sulla definizione della macchina virtuale e quali sono le sue caratteristiche

Tipologia: Esercizi

2020/2021

Caricato il 23/10/2021

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maria-salvato-1 🇮🇹

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1) Cos’è una macchina virtuale? Perché è stato così importante introdurre questo
concetto?
In informatica il termine ‘macchina virtuale’ (VM) indica un software che, attraverso un processo di
virtualizzazione, crea un ambiente virtuale che emula tipicamente il comportamento di una macchina fisica
(PC,CLIENT o SERVER) grazie all'assegnazione di risorse hardware (porzioni di disco rigido, RAM e risorse di
processamento) ed in cui alcune applicazioni possono essere eseguite come se interagissero con tale
macchina; infatti se dovesse andare fuori uso il sistema operativo che gira sulla macchina virtuale, il sistema
di base non ne risentirebbe affatto. In sostituzione dei metodi di traduzione e interpretazione, spesso è più
semplice immaginare l'esistenza di un ipotetico computer o macchina virtuale il cui linguaggio
macchina sia Y e non X. Chiamiamo questa macchina virtuale VMY (e chiamiamo VMX la macchina
virtuale corrispondente al linguaggio X). In pratica si possono scrivere programmi per macchine
virtuali facendo finta che esistano veramente
2) Descrivere nel modo più semplice possibile la differenza tra INTERPRETE e
TRADUTTORE.
Un metodo per eseguire un programma scritto in Y consiste nel sostituire, in una fase iniziale, ogni
sua istruzione con un'equivalente sequenza di istruzioni in X. II programma che ne risulta è costituito
interamente da istruzioni di X e può essere eseguito dal computer al posto del programma Y originale.
Questa tecnica viene denominata traduzione. L'altra consiste invece nello scrivere un programma in
X che accetta come dati d'ingresso programmi in Y. Questa modalità, che non richiede la generazione
preventiva di un nuovo programma X, è chiamata interpretazione e il programma che la esegue viene
detto interprete. La traduzione e l'interpretazione sono simili. In entrambi i metodi il computer può
trattare istruzioni in Y eseguendo le equivalenti sequenze di istruzioni in X. La differenza è che, nel
caso della traduzione, il programma Y viene, all'inizio, convertito interamente in un programma X. Il
programma Y può essere gettato via, mentre il programma in X viene caricato nella memoria del computer
per essere eseguito.
1) Fornire una definizione generale di calcolatore digitale comprensiva delle tre
caratteristiche fondamentali.
I calcolatori possono eseguire direttamente solo poche istruzioni che devono essere convertite
tramite artifici matematici in istruzioni elementari. La somma di tutte le istruzioni elementari e non,
eseguite da un calcolatore digitale, formano un c.d. linguaggio macchina: la definizione di linguaggio è
legata alla necessità del programmatore (umano) di comunicare con il calcolatore. Le operazioni di base
eseguite da un calcolatore digitale sono solitamente le seguenti:
1.FARE SOMME;
2.VERIFICARE LA DIFFERENZA DI UN NUMERO DALLO
ZERO;
3.SPOSTARE DATI IN DIVERSE PORZIONI DI MEMORIA.

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1) Cos’è una macchina virtuale? Perché è stato così importante introdurre questo concetto? In informatica il termine ‘macchina virtuale’ (VM) indica un software che, attraverso un processo di virtualizzazione, crea un ambiente virtuale che emula tipicamente il comportamento di una macchina fisica (PC,CLIENT o SERVER) grazie all'assegnazione di risorse hardware (porzioni di disco rigido, RAM e risorse di processamento) ed in cui alcune applicazioni possono essere eseguite come se interagissero con tale macchina; infatti se dovesse andare fuori uso il sistema operativo che gira sulla macchina virtuale, il sistema di base non ne risentirebbe affatto. In sostituzione dei metodi di traduzione e interpretazione, spesso è più semplice immaginare l'esistenza di un ipotetico computer o macchina virtuale il cui linguaggio macchina sia Y e non X. Chiamiamo questa macchina virtuale VMY (e chiamiamo VMX la macchina virtuale corrispondente al linguaggio X). In pratica si possono scrivere programmi per macchine virtuali facendo finta che esistano veramente

  1. Descrivere nel modo più semplice possibile la differenza tra INTERPRETE e TRADUTTORE. Un metodo per eseguire un programma scritto in Y consiste nel sostituire, in una fase iniziale, ogni sua istruzione con un'equivalente sequenza di istruzioni in X. II programma che ne risulta è costituito interamente da istruzioni di X e può essere eseguito dal computer al posto del programma Y originale. Questa tecnica viene denominata traduzione. L'altra consiste invece nello scrivere un programma in X che accetta come dati d'ingresso programmi in Y. Questa modalità, che non richiede la generazione preventiva di un nuovo programma X, è chiamata interpretazione e il programma che la esegue viene detto interprete. La traduzione e l'interpretazione sono simili. In entrambi i metodi il computer può trattare istruzioni in Y eseguendo le equivalenti sequenze di istruzioni in X. La differenza è che, nel caso della traduzione, il programma Y viene, all'inizio, convertito interamente in un programma X. Il programma Y può essere gettato via, mentre il programma in X viene caricato nella memoria del computer per essere eseguito.
  2. Fornire una definizione generale di calcolatore digitale comprensiva delle tre caratteristiche fondamentali. I calcolatori possono eseguire direttamente solo poche istruzioni che devono essere convertite tramite artifici matematici in istruzioni elementari. La somma di tutte le istruzioni elementari e non, eseguite da un calcolatore digitale, formano un c.d. linguaggio macchina: la definizione di linguaggio è legata alla necessità del programmatore (umano) di comunicare con il calcolatore. Le operazioni di base eseguite da un calcolatore digitale sono solitamente le seguenti: 1.FARE SOMME; 2.VERIFICARE LA DIFFERENZA DI UN NUMERO DALLO ZERO; 3.SPOSTARE DATI IN DIVERSE PORZIONI DI MEMORIA.