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All'interno del documento potete trovare gli appunti relativi al quarto capitolo del libro "Biologia - Cellula e Tessuti" di Colombo, Olmo e tutte le diapositive che osno state spiegate e proiettate durante le lezioni dal professore. Sono presenti anche molte immagini per comprendere a fondo il contenuto. Gli argomenti trattati sono: Funzione della membrana, Struttura della membrana, Fosfolipidi, Proteine di membrana, Cortex cellulare, Carboidrati, Caratteristiche della membrana, Trasporto.
Tipologia: Dispense
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Ogni cellula eucariotica è un universo autodefinito da una struttura chiusa periferica, la membrana, che media ogni la relazione con il mondo esterno. La membrana è una struttura dinamica: vescico- lazioni dirette verso l’esterno (esocitosi) o verso l’interno (endocitosi) ne modificano frequentemen- te la composizione. La membrana è costituita da lipidi, proteine e glucidi organizzati con un piano strutturale.
❖ Delimita i contorni della cellula e dei suoi organelli; ❖ Costituisce i siti di specifiche proteine (enzimi e recettori); ❖ Ingresso e uscita di molecole di trasporto; ❖ Contiene i recettori necessari per rilevare i segnali esterni; ❖ Fornisce i meccanismi per il contatto, la comunicazione e l’adesione cellula-cellula.
➔ La struttura delle membrane interne ricalca quella della membrana plasmatica, con diffe- renze nella composizione proteica. ➔ Il sistema membrana è un modello a mosaico fluido : questa struttura doppia permette il passaggio in questa struttura di lipidi, proteine transmembrana e fosfolipidi polari. Questa sequenza di aminoacidi idrofobi è fatta in modo per cui non ci sono, in un determinato trat- to, degli elementi carichi (sono presenti però degli aminoacidi polari a struttura ad alfa elica che diventano apolari), ciò permette a un tratto della proteina intrinseca di attraversare il doppio strato fosfolipidico, cioè dove sono presenti gli acidi grassi. La parte strutturale della membrana si deve alle caratteristiche fisico-chimiche dei lipidi che ne co- stituiscono l’ asse centrale.
I lipidi più abbondanti sono i fosfolipidi o fosfogliceridi. Sono costituiti da due lunghe catene acriliche legate a due dei gruppi idrossilici del glicerolo che ha il terzo gruppo idrossilico legato a un fosfato. La fosfatidilcolina è il fosfolipide più abbondante nella mem- brana plasmatica. Le catene acriliche del fosfolipide sono apolari, dunque escluse da ogni intera- zione con l’acqua, mentre il fosfato e le molecole a esso legate sono polari e, quindi, idrofiliche. Per questa ragione la molecola si dice anfipatica (dal greco “ambo le parti”). Struttura: piccola testa polare (colina, etanolammina, serina, inositolo) + lipidi.
➔ Fosfatidilcolina ➔ Fosfatidiletanolammina ➔ Fosfatidilserina ➔ Fosfatidilinositolo. SFINGOLIPIDI (DERIVATI SFINGOSINA) La seconda importante classe di lipidi di mem- brana è rappresentata dagli sfingolipidi. Questi derivano dalla sfingosina, un amminoalcol con una lunga catena acrilica, al cui gruppo ammini- co è legata un’altra catena idrocarburica.
Cinque eliche attraversano il doppio strato lipidico e formano un poro acquoso. Le catene laterali degli aminoacidi idrofobi entrano in contatto con le code idrocarburiche idrofobe dei lipidi; le catene laterali degli amminoacidi idrofili formano un poro pieno d’acqua. Porine: proteine che formano ampi pori pieni d’H 2 O nelle membrane batteriche e mitocondriali. Cortex cellulare Tutte le membrane sono sostenute da un’intelaiatura proteica alla quale sono collegate da proteine transmembrana. La forma delle cellule e le proprietà meccaniche delle membrane sono date da proteine fibrose aderenti alla faccia citosolica, il cortex cellulare. Il cortex dei globuli rossi è costituito principalmente da molecole di spectrina, che formano un reti- colo al disotto della membrana alla quale sono collegate per mezzo di proteine di ancoraggio. Il cortex dei globuli rossi La spectrina e poche molecole di actina formano un reticolato connesso alla membrana plasmatica attraverso due tipi di proteine di collegamento. CARATTERISTICHE STRUTTURALI DELLA MEMBRANA PLASMATICA DELL’ERITROCITA Proteine integrali di membrana: glicoforina (l’estremità C si trova sulla superficie interna e l’estremi- tà N sulla superficie esterna) e proteina della banda 3 (proteina a scambio anionico, le estremità C e N si trovano sullo stesso lato della membrana). Mediante la anchirina il reticolo di spectrina e actina è ancorato alla Banda 3, mediante la proteina della banda 4, uno è ancorato alla glicoporina. Le proteine possono compiere spostamenti all’interno del doppio strato lipidico La mobilità laterale delle proteine della membrana plasmatica può essere limitata in diversi modi: ➔ Le proteine possono essere collegate a strutture fisse intracellulari (cortex cellulare); ➔ Le proteine possono essere collegate a strutture fisse extracellulari (matrice extracellulare); ➔ Le proteine possono essere collegate a proteine della superficie di altre cellule; ➔ Le proteine possono essere confinate in particolari punti della membrana grazie a barriere di diffusione.
Carboidrati La superficie della cellula è ricoperta da carboidrati
Molte proteine di membrana sono glicoproteine. Il glicocalice è il rivestimento esterno della mem- brana ed è formato da esse. Contribuiscono all’asimmetria della membrana anche le proteine lega- te covalentemente a lipidi per le quali è la tipologia del lipide che determina la localizzazione nella faccia citoplasmatico o in quella esoplasmatica. Anche le proteine periferiche hanno una distribu- zione asimmetrica.
1. Diffusione semplice Movimento netto spontaneo di un soluto da una regione in cui la sua concentrazione è più alta a una regione in cui la concentrazione è più bas- sa. Il movimento avviene secondo gradiente di concentrazione. La diffusione è sempre un movimento verso l’equilibrio ed è pertanto un processo spontaneo. Esistono 2 tipi di proteine di trasporto della membrana: 1. Porta girevole Il trasportatore ( carrier ) lega il soluto, cambia conformazione e rilascia il soluto all’interno della cellula. Lega ioni o molecole che si adattano a un suo particolare sito di legame. 2. Porta aperta Queste proteine formano una sorta di tunnel pro- teico transmembrana. Il canale può essere aper- to o chiuso. Nella sua conformazione aperta il soluto può passare. Tali proteine trasportano i soluti sfruttando i loro gradienti chimici ed elettri- ci, secondo gradiente elettrochimico, un proces- so energeticamente favorevole. I soluti attraversano la membrana per trasporto attivo o passivo. ➔ NON E’ RICHIESTA ENERGIA. ➔ SOLO I TRASPORTATORI POSSONO ATTUARE IL TRASPORTO ATTIVO. 2. Diffusione facilitata o trasporto passivo Nella diffusione facilitata il movimento avviene secondo gradiente di concentrazione (o secondo gradiente elettrochimico, nel caso di ioni) senza che vi sia necessità dell’apporto di energia. La proteina facilita la diffusione. Gradiente elettrochimico Specie chimiche dotate di carica elettrica. Potenziale di membrana : differenza di potenziale elettrico ai due lati della membrana, esercita una forza su tutte le molecole dotate di carica elettrica. Il lato citoplasmatico è generalmente nega- tivo, quindi i soluti con carica positiva sono attratti dentro la cellula, mentre i soluti con carica nega- tiva sono respinti verso l’esterno. Il soluto dotato di carica elettrica si sposterà secondo il proprio gradiente di concentrazione. Lo spostamento di un soluto attraverso una membrana deriva quindi dalla composizione di due forze: gradiente elettrochimico.
A differenza delle pompe metaboliche non vi è idrolisi di ATP; si parla di trasporto attivo seconda- rio. In questo caso il trasporto di una molecola (A) contro gradiente è permesso dal gradiente di un'altra molecola (B) precedentemente creato da un trasporto attivo primario. Infatti è necessario che si verifichi prima il trasporto endoergonico (che cioè richiede energia) di B, affinché si accu- muli da un lato della membrana. Successivamente si verifica il trasporto esoergonico di B nella direzione del gradiente. Tale trasporto esoergonico è solitamente accoppiato al trasporto contro gradiente di A. Tale accoppiamento è definito cotrasporto ed è realizzato da proteine intrinseche della membrana cellulare capaci di riconoscere le molecole A e B. Solitamente B è uno ione, so- dio o protone, che viene chiamato ione trainante (driver). L’ antiporto consente il passaggio con- temporaneo, ma in direzioni opposte di due ioni differenti. Il simporto consente il passaggio con- temporaneo, ma nella stessa direzione di due ioni differenti.
3. PORINE (MALTOPORINA) ➔ Struttura a barile β con un canale ac- quoso centrale. Un esempio di selettività dei canali è dato dalla maltoporina dei bat- teri, che agevola la diffusione delle malto- destrine. ➔ Struttura organizzata a^ omotrimero : Tre anse di ogni monomero entrano nella parte interna conferendo al canale una struttura a clessidra (diametro ~5 Å). Il monomero possiede una serie di amminoacidi idrofobici (Tyr, Trp, Phe) disposti ad elica sinistror- sa come l’amido: « piano scivoloso ».
Proteine transmembrana che permettono il passaggio dell’acqua attraverso le membrane plasma- tiche. Finora si conoscono 11 AQP nei mammiferi. L’acqua attraversa il canale AQP sempre secondo gradiente osmotico. Velocità di trasporto attraverso AQP1 : 10^9 /s → suggerisce che le molecole di acqua attraversa- no il canale in fila in un flusso continuo. Non permettono il passaggio dello ione idronio (H 3 O+). Alcune AQP permettono il passaggio di glicerolo (es. AQP7 nell’adipocita, per la sintesi dei trigliceridi).
5. I CANALI IONICI SELETTIVI I canali ionici (Na+, K+, Cl-, Ca+) sono selettivi e possono essere aperti o chiusi. Permettono il passaggio di ioni selettivi attraverso la membrana; regolano la concentrazione degli ioni e il potenziale di membrana. Si distinguono dai trasportatori per 3 motivi:
Canale ionico del K+ Omotetramero con un canale a forma di cono, con la base posta nella parte esterna. Il centro del canale è del diametro giusto per il K+ (1,33 Å). Filtro di selettività : la selettività dei canali dipende sia dalla dimensione del poro che dalla disposizione degli ossigeni che sostituiscono l’acqua di idratazio- ne. Gli ioni in soluzione sono avvolti da un guscio di molecole di H 2 O dal quale si devono liberare per passare nei punti più stretti del canale. Qui stabili- scono dei legami transitori con gli atomi degli ami- noacidi che formano la parete del canale (selettività). Il poro è rivestito di atomi di ossigeno carbonilico che costituiscono un filtro di selettività, infatti hanno una carica parziale negativa, offrendo siti di legame tran- sitori agli ioni K+. La cavità centrale costituisce il poro. In soluzione gli ioni K+^ sono idratati, sono cioè cir- condati da molecole d’acqua. Per passare attraverso il filtro è necessaria la deidratazione. I canali ionici sono commutabili : la loro funzione non dipende solo dalla specificità e velocità di trasporto, ma anche dalla possibilità di essere aperti o chiusi « a comando » → fenomeno di ga- ting. Diverso in base a vari stimoli: ❖ Canali meccano-sensibili; ❖ Canali controllati dal ligando; ❖ Canali controllati dal segnale; ❖ Canali controllati dal voltaggio. Canale ionico del K+ voltaggio dipendente La struttura è comparabile con gli altri canali del potassio; possiedono una elica TM (S4) che si sposta aprendo/chiudendo il canale in funzione del potenziale di membrana. Due cancelli: cancello interno e filtro di selettività. Prima che la distribuzione degli ioni raggiunga l’equilibrio, i canali si chiudono. Perché? Il canale esiste in 3 stati: Chiuso (C), Aperto (O), Inattivo (I). Lo stato Inattivo è quello che impedisce il passaggio di ioni quando la membrana è depolarizzata a lungo. I canali di tipo O (fast) hanno un peptide di inattivazione ripiegato a palla. Nei canali di tipo C (slow) il filtro di selettività agisce da secondo cancello e chiude il canale. I canali tornano allo stato chiuso quando la membrana si ripolarizza.
Meccanismo della pompa del Ca2+^ nel reticolo sarcoplasmatico ❖ La Ca2+^ ATPasi è una famiglia di trasportatori di cationi che vengono reversibilmente fosforilati. ❖ Contiene un residuo di Asp altamente conservato che viene fosforilato. Nel citosol la concentrazione di Ca2+^ è più bassa. Quanto minore è la concentrazione di Ca2+^ libe- ro nel citosol, tanto più la cellula è sensibile a un suo aumento. La concentrazione intracellulare di Ca2+^ è di circa 10-4^ mM, grazie all’azione di pompe del Ca2+^ che si trovano sia nella membrana plasmatica che nella membrana del reticolo endoplasmatico ed espellono lo ione dal citosol. Un piccolo aumento della concentrazione di ioni Ca2+^ liberi nel citosol innesca varie risposte cellulari. Nelle cellule muscolari, oltre alla Ca2+^ ATPasi della membrana plasmatica, è presente una seconda Ca2+^ ATPasi che trasporta Ca2+^ dal citosol nel lume del reticolo sarcoplasmatico dove si accumula Ca2+^. In seguito alla stimolazione, il calcio esce dal reticolo sarcoplasmatico e inonda il citosol; ciò permette alla cellula di contrarsi. Dopo la contrazione, il Ca2+^ è riportato nel reticolo sarcoplasma- tico dalla pompa per il Ca2+^ e ciò induce il rilassamento. I trasportatori ABC Famiglia di trasportatori ATP-dipendenti che trasportano molte molecole (amminoacidi, peptidi, lipi- di, farmaci ecc..) all’esterno della cellula contro gradiente di concentrazione. ➔ 4 unità funzionali : 2 domini transmembrana (TMD) e 2 domini di legame al nucleotide (NBD)
Riassumendo: I canali di membrana sono attraversati dagli ioni passivamente, a seconda dei loro gradienti. La presenza di pompe ioniche provoca distribuzione asimmetrica di ioni. Le pompe ioniche determinano e mantengono gradienti di concentrazione ai due lati della mem- brana proteina. L’asimmetria nella distribuzione di ioni carichi elettricamente è all’origine di una differenza di po- tenziale fra i due lati della membrana che si trova normalmente in tutte le cellule. Gradiente elettrochimico = funzione del gradiente di concentrazione e del potenziale di membrana. ❖ Si origina perché gli ioni non sono ugualmente distribuiti ai due lati della membrana. Concentrazione K+ = più alta all’interno. Concentrazione Na+ = più alta all’esterno. ❖ La pompa Na+/K+^ trasporta 2 ioni positivi all’interno per ogni tre ioni positivi all’esterno. I canali per K+^ sono aperti ( canali a perdita ) , K+^ esce per differenza di concentrazione lasciando all’interno un eccesso di carica negativa dovuta alle molecole organiche. Inoltre i canali per Na+ sono normalmente chiusi. Il potenziale d’azione Vari stimoli che controllano l’apertura dei Conformazioni canale del Na+ canali ionici