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LA MEMBRANA PLASMATICA, Sbobinature di Istologia

Si tratta di vere e proprie dispense da me create e con cui sono riuscita a superare l'esame a pieni voti. Le ho create unendo sbobinatura della lezione, libri appositi ed appunti supplementari. vi sono sia pdf inerenti alle generalità e caratteristiche basali di tutto ciò che concerne l'Informatica sia pdf equivalenti alla spiegazione dettagliata delle principali strutture e componenti di un qualsiasi calcolatore (nonché curiosità). Vi assicuro che basterà studiare solamente da questi 8 pdf per avere una preparazione completa e precisa di Informatica.

Tipologia: Sbobinature

2022/2023

In vendita dal 07/10/2024

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LA MEMBRANA PLASMATICA
Le cellule contengono una serie di strutture e fra di esse spicca il nucleo, ricco di acidi nucleici.
La porzione di cellula che circonda il nucleo è definito “Citoplasma”, mentre l’insieme di Nucleo e
Citoplasma è definito “PROTOPLASMA”.
Tutte le cellule sono delimitate da una membrana, che le separa dall’ambiente circostante.
Il citoplasma contiene alcune formazioni visibili al microscopio dette “Differenziazioni
citoplasmatiche”, immerse in un ambiente apparentemente privo di struttura (“CITOSOL” o
“IALOPLASMA”) e composto da organuli ed inclusi.
La membrana cellulare (anche detta “membrana plasmatica” o “plasmalemma”) è una sottile
pellicola che riveste tutta quanta la cellula, la separa dall’ambiente circostante e permette e regola
gli scambi tra cellula ed ambiente.
La membrana costituisce il limite esterno della cellula e svolge pertanto le FUNZIONI di =
1. ISOLAMENTO FISICO
Ruolo di gestire l’ambiente esterno e l’ambiente interno
2. REGOLAZIONE DEGLI SCAMBI (barriera selettiva e di transito)
3. SENSIBILITÀ (risposta ai segnali esterni)
Recependo i segnali, media la risposta singola o multipla all’interno
4. SUPPORTO STRUTTURALE
5. BARRIERA DI CONTENIMENTO
Le sue componenti sono:
1. PROTEINE (57-63%)
Sia semplici che coniugate (ovvero le Glicoproteine)
2. LIPIDI (42%)
Si trovano qui Fosfolipidi, Sfingomieline,, Colesterolo, Esteri, Trigliceridi e Glicolipidi.
3. GLICIDI (2-10%)
Oligosaccaridi legati a proteine (Glicoproteine) o ai lipidi (glicolipidi).
Esse formano il GLICOCALICE (che offre alla cellula protezione meccanica e chimica e tiene
a distanza corpi estranei ed altre cellule, impedendo interazioni indesiderate.
Vi sono qui:
- Glicosamminoglicani (GAG) del mantello cellulare o Glicocalice
- Proteoglicani del Glicocalice, saldamente ancorata alla membrana
Non tutte le membrane cellulari hanno però la medesima composizione, come nel caso di:
1. MEMBRANA DELLA MIELINA
Ha 18 proteine, 79 lipidi e 3 carboidrati ed ha funzione di isolamento isoelettrico e per
questo è così (dove c’è mielina NON c’è depolimerizzazione)
2. MEMBRANA DELL’ERITROCITA
Ha 49 proteine, 43 lipidi e 8 carboidrati.
Vi furono diversi modelli riguardanti la composizione generale della membrana cellula, ma la
definitiva consacrazione del modello attuale fu quella a MOSAICO FLUIDO =
In tale modello differenti proteine di membrana galleggiano o sono immerse in un doppio strato di
lipidi anfipatici, prevalentemente Fosfolipidi, in modo da presentare le code idrofobiche vicine tra
loro e le teste idrofile verso le opposte superfici della membrana.
Tale modello si è avuto con l’avvento della tecnica del “FREEZE-FRACTURE” =
Durante il procedimento, la membrana viene congelata e sottoposta alll’azione di ultrasuoni, allo
scopo di separare i due strati fosfolipidi i con conseguente esposizione delle proteine che restano
integre e adese ad uno dei due monostrati, lasciando l’impronta nell’altro.
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Scarica LA MEMBRANA PLASMATICA e più Sbobinature in PDF di Istologia solo su Docsity!

LA MEMBRANA PLASMATICA

Le cellule contengono una serie di strutture e fra di esse spicca il nucleo, ricco di acidi nucleici. La porzione di cellula che circonda il nucleo è definito “Citoplasma”, mentre l’insieme di Nucleo e Citoplasma è definito “PROTOPLASMA”. Tutte le cellule sono delimitate da una membrana , che le separa dall’ambiente circostante. Il citoplasma contiene alcune formazioni visibili al microscopio dette “Differenziazioni citoplasmatiche”, immerse in un ambiente apparentemente privo di struttura (“CITOSOL” o “IALOPLASMA”) e composto da organuli ed inclusi. La membrana cellulare (anche detta “membrana plasmatica” o “plasmalemma”) è una sottile pellicola che riveste tutta quanta la cellula, la separa dall’ambiente circostante e permette e regola gli scambi tra cellula ed ambiente. La membrana costituisce il limite esterno della cellula e svolge pertanto le FUNZIONI di =

  1. ISOLAMENTO FISICO Ruolo di gestire l’ambiente esterno e l’ambiente interno
  2. REGOLAZIONE DEGLI SCAMBI (barriera selettiva e di transito)
  3. SENSIBILITÀ (risposta ai segnali esterni) Recependo i segnali, media la risposta singola o multipla all’interno
  4. SUPPORTO STRUTTURALE
  5. BARRIERA DI CONTENIMENTO Le sue componenti sono: 1. PROTEINE (57-63%) Sia semplici che coniugate (ovvero le Glicoproteine) 2. LIPIDI (42%) Si trovano qui Fosfolipidi, Sfingomieline,, Colesterolo, Esteri, Trigliceridi e Glicolipidi. 3. GLICIDI (2-10%) Oligosaccaridi legati a proteine (Glicoproteine) o ai lipidi (glicolipidi). Esse formano il GLICOCALICE (che offre alla cellula protezione meccanica e chimica e tiene a distanza corpi estranei ed altre cellule, impedendo interazioni indesiderate. Vi sono qui:
  • Glicosamminoglicani (GAG) del mantello cellulare o Glicocalice
  • Proteoglicani del Glicocalice, saldamente ancorata alla membrana Non tutte le membrane cellulari hanno però la medesima composizione, come nel caso di: 1. MEMBRANA DELLA MIELINA Ha 18 proteine, 79 lipidi e 3 carboidrati ed ha funzione di isolamento isoelettrico e per questo è così (dove c’è mielina NON c’è depolimerizzazione) 2. MEMBRANA DELL’ERITROCITA Ha 49 proteine, 43 lipidi e 8 carboidrati. Vi furono diversi modelli riguardanti la composizione generale della membrana cellula, ma la definitiva consacrazione del modello attuale fu quella a MOSAICO FLUIDO = In tale modello differenti proteine di membrana galleggiano o sono immerse in un doppio strato di lipidi anfipatici, prevalentemente Fosfolipidi, in modo da presentare le code idrofobiche vicine tra loro e le teste idrofile verso le opposte superfici della membrana. Tale modello si è avuto con l’avvento della tecnica del “ FREEZE-FRACTURE ” = Durante il procedimento, la membrana viene congelata e sottoposta alll’azione di ultrasuoni, allo scopo di separare i due strati fosfolipidi i con conseguente esposizione delle proteine che restano integre e adese ad uno dei due monostrati, lasciando l’impronta nell’altro.

In genere vi è capacità di movimento delle componenti sia lipidiche che proteiche tanto da definire la membrana fluido per tale ragione. La fluidità del bilateralismi fosfolipidico conferisce alle membrane carattere di dinamicità e flessibilità, consentendo alle proteine di comportarsi come se galleggiassero in un mare di lipidi. Tra le due membrane è inoltre presente il COLESTEROLO = “Tampone di fluidità con ruolo plastico all’interno del plasmalemma”. Esso infatti ne modifica la fluidità a seconda della tipologia di transizione di fase (= di temperatura) Ciò grazie alla sua disposizione in modo parallelo alle code idrofobiche dei fosfolipidi. I tipi di MOVIMENTI possibili delle componenti di membrana sono:

  1. DIFFUSIONE LATERALE
  2. FLIP-FLOP (da un monostrato all’altro, anche se raro)
  3. FLESSIONE
  4. ROTAZIONE SUL PROPRIO ASSE Vi è inoltre la presenza di uno SCHELETRO DI MEMBRANA = Esso è formato dall’unione di proteine filamentose distese nel citoplasma a ridosso della membrana plasmatica, a cui si uniscono mediante proteine intermedie legandosi alle proteine intrinseche. Tale scheletro conferisce stabilità meccanica, concorre a ridurre la mobilità e permette la deformazione reversibile del plasmalemma stesso.

ASIMMETRIA DI MEMBRANA

Inoltre la membrana cellulare ha la caratteristica di essere asimmetrica grazie a =

1. ZATTERE LIPIDICHE La membrana non è del tutto uguale per tutta la sua lunghezza, ma in certe regioni si accumulano particolari lipidi e proteine, presentando spessore maggiore (“Raft lipidici”). Sono dunque aree ispessite e circoscritte della membrana plasmatica, dove si concentrano: - COLESTEROLO - SFINGOLIPIDI - DETERMINATE PROTEINE DI MEMBRANA **2. COMPOSIZIONE DIFFERENTE DEI DUE MONOSTRATI TRA INTERNO ED ESTERNO

  1. MOVIMENTO, RUOLO E COMPONENTE LIPIDICA** Sono indispensabili per il movimento dell’integrità strutturale delle biomembrane, di cui regolano la struttura fondamentale e l’organizzazione molecolare essenzialmente sotto forma di fosfolipidi polinsaturi essenziali (E.P.L), che essendo molecole antipatiche, formano spontaneamente doppi strati (o “bilayer lipidico”). Ciò consente al tramezzino lipidico di costruirsi da sè ed disigillassi se lacerato. Lo strato lipidico più esterno è ricco di: Fosfatidilcolina / Fosfatidilmielina. Lo strato più interno di: Fosfatidiletanolammina / Fosfatidilinositolo / Fosfatidilserina. I lipidi di membrana, ad eccezione dei lipidi di delimitazione che hanno aspetto stabile, costituiscono un FLUIDO bidimensionale. Tale fluidità è controllata da:
    • TEMPERATURA Se la temperatura sale, il doppio strato diviene meno gelificato e più fluido.
    • INSATURITA’ DEGLI ACIDI GRASSI Quanto più elevato è il numero dei doppi legami tanto più il bilayer diviene fluido.
    • COLESTEROLO Esso ha ruolo plastico e tampone di fluidità, agendo in caso di transizioni di fase.

In genere esistono 2 tipi di trasporto possibili:

1. TRASPORTO PASSIVO NON necessita di energia ed agisce secondo gradiente di concentrazione. - DIFFUSIONE SEMPLICE Semplice movimento da zone ad alta concentrazione a zone a bassa concentrazione. La membrana non partecipa attivamente al processo. È il metodo per soluti NON carichi e non polari, solubili nei lipidi di membrana. Quindi possono passare lipidi e molecole in esse solubili. Nella diffusione semplice all’aumentare della concentrazione della sostanza da trasportare aumenta anche la velocità del suo passaggio. - DIFFUSIONE FACILITATA Necessita di alcune proteine “Carriers” per trasportare sostanze idrofile. Avviene da alta a bassa concentrazione e quindi PRIVO di dispendio energetico. È il metodo per molecole liposolubili, piccole molecole polari, glucosio e ioni inorganici. All’aumentare della concentrazione della sostanza da trasportare, l’incremento del flusso diminuisce fino a che il meccanismo va in saturazione. Ulteriori incrementi di concentrazione non provocano un corrispondente aumento della velocità di diffusione. Ovviamente le grandi molecole NON passeranno e sarà la membrana ad organizzarsi. - OSMOSI Diffusione di acqua attraverso una membrana semi-permeabile. Avviene in risposta ad una variazione di concentrazione di soluti in acqua. L’acqua attraversa la membrana fino a quando i gradienti di concentrazione di acqua e soluti non si livellano. 2. TRASPORTO ATTIVO È un trasporto di un soluto attraverso la membrana da parte di “Carriers Proteins”, altamente selettive e trasportatrici di soluti con strutture chimiche specifiche. Il soluto si combina con la proteina e ne provoca il cambiamento conformazionale; tale cambiamento dà luogo al trasporto del soluto da una parte all’altra della membrana e quindi il suo rilascio. Tale processo però avviene CONTRO gradiente di concentrazione (da bassa verso alta). La cellula qui richiede energia (ATP). In genere trasportano molte sostanze naturali, ma anche farmaci correlati a questi. ES : LEVODOPA (aminoacido usato nel trattamento del Parkinson) Questo trasporto è importante nel mantenere la concentrazione ionica nelle cellula. La POMPA SODIO-POTASSIO (ATPasi Na+/K+) sono essenziali per la contrazione muscolare, la trasmissione degli impulsi nervosi e l’assorbimento dei nutrienti. Queste pompe hanno il compito di pompare contro gradiente di concentrazione 3 ioni Sodio fuori e 2 Potassio dentro. 3. TRASPORTO ACCOPPIATO Riguarda il trasporto di 2 sostanze contemporaneamente e può essere: - SIMPORTO  2 sostanze che vengono rilasciate nella stessa direzione - ANTIPORTO  2 sostanze rilasciate verso direzioni opposte Vi sono delle ipotesi riguardo il meccanismo a “PORTA GIREVOLE” delle proteine Carriers di membrana (trasporto attivo), secondo cui esse accolgono la molecola da trasportare e, girandosi dal versante opposto, la rilasciando andare.

INGLOBAMENTO DI GROSSE MOLECOLE

1. ENDOCITOSI

Meccanismo attraverso cui grandi molecole, frammenti di tessuto, batteri e altre particelle possono passare attraverso la membrana. La sostanza entra in contatto con la membrana e viene invaginata. La membrana si chiude attorno alla sostanza formando un “sacchetto” che si separa e passa nella zona intracellulare, dove si disperde e rilascia il contenuto. In questo meccanismo rientrano:

  • PINOCITOSI
  • FAGOCITOSI
  • ENDOCITOSI MEDIATO DA RECETTORE
  1. ESOCITOSI È essenzialmente il meccanismo inverso all’endocitosi. È il metodo con il quale sostanze di scarto, muco e prodotti cellulari (ormoni e neurotrasmettitori) passano nello spazio extracellulare. I prodotti della cellula vengono racchiusi nelle vescicole del Golgi, che poi si fonderanno con la membrana cellulare e secerneranno il materiale fuori dalla cellula. Può servire per ristabilire la membrana una volta impoverita da numerose fagocitosi.

TRASPORTO DI INFORMAZIONI DA ESTRATTO A INTRACELLULARE

Le possibili informazioni da trasportare possono essere e si comportano =

  1. Le molecole effettrici LIPOSOLUBILI (come gli ormoni steroidei), attraversano liberamente la membrana plasmatica per legarsi a recettori intracellulari eventualmente presenti.
  2. Le molecole effettrici PROTEICHE si legano a specifici recettori sulla superficie delle cellule, si solito proteine transmembrana; questo legame provoca una modificazione conformazionale del recettore, che permette di trasferire questa informazione.
  3. I NEUROTRASMETTITORI vengono rilasciati dalla cellula nervosa in stretta vicinanza ad un’altra cellula eccitabile; i neurotrasmettitori si lega a specifici recettori, che aprono i canali ionici che modificano il potenziale di riposo della cellula bersaglio