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La paleotelevisione, appunti corso, Appunti di Sociologia Della Comunicazione

Appunti del corso sulla paleotelevisione

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 08/02/2021

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gilda.99.gs 🇮🇹

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LA PALEOTELEVISIONE
La Rai come tutte le altre televisioni pubbliche assume la triade reithiana come guida per la sua
programmazione. Informare, Educare: mette il teatro in prima serata, ad esempio, i concerti di
musica classica e i programmi culturali come l’Approdo sempre in prima serata. Su questo
secondo punto mette in piedi un programma che rappresenta quello che hanno fatto i conventi
dei monaci nel Medioevo. Si chiama Non è mai troppo tardi” ed insegna agli italiani a leggere
e scrivere, vi partecipano quasi due milioni di persone. Elimina la “differenza” di
alfabetizzazione con il resto d’Europa, lo conduce un maestro che si chiama Alberto Manzi. Ha
fatto la guerra nei sommergibili. Nel 1946 accetta di fare il maestro all’Istituto di rieducazione e
pena «Aristide Gabanelli» dopo che 4 colleghi prima di lui hanno rifiutato l’incarico. Nel 1948
pubblica con Bompiani «Storia di un castoro» (tradotto in 28 Paesi). Dopo la Laurea in
psicologia va ad insegnare nelle scuole elementari e inizia ad andare in Sud America per
l’Università di Ginevra e avvia un’attività di scolarizzazione che durerà fino al 1977. Viene
accusato di essere un «guevarista» e di essere legato alla «teologia della liberazione» (grande
movimento intellettuale cattolico). Il giorno del provino straccia il copione e conduce la lezione
a modo suo. A questo punto però il punto un po' più complesso da realizzare è l’ultimo, ovvero
Divertire”, cosa bisogna quindi fare per divertire? La RAI inizia a produrre il varietà, e inventa
un programma totalmente nuovo nell’offerta culturale italiana, che in realtà poi sarà anche usato
negli altri paesi, ma che in Italia sarà l’elemento cardine della programmazione
dell’intrattenimento, si chiama Il romanzo sceneggiato, il quale prende come punto di
riferimento i grandi romanzi di appendice dell’800 che abbiamo visto nei giornali. Il romanzo è
il padre nobile della fiction e il testo viene rispettato il più possibile. Gli interpreti vengono
reclutati dal teatro e ne importano gli stili recitativi. Lo «studio» è il suo luogo produttivo e
viene teorizzato come «lo specifico televisivo». Tolstoj, Dickens, Hugo, Stevenson, Balzac e
Gotta, Capuana e Verga sono il suo serbatoio e nel 1967 si affronta il romanzo italiano per
eccellenza: «I Promessi Sposi». (Torino e Napoli si specializzano nello sceneggiato)
In questa prima televisione (Paleotelevisione) c’è anche un po' di America, con precauzione, in
quanto inseriscono un programma condotto da Mike Buongiorno, e il programma si chiama
Lascia o raddoppia”, è un quiz. È un programma che copiano da un programma americano
della CBS, che si chiama “Una domanda da 64 mila dollari”. È un format, non è un programma
originale, anche se poi sarà declinato in un programma originale, allora i format non avevano la
produzione legale che hanno oggi, ma potevano essere copiati. Questo programma ebbe un
successo straordinario. Lascia o raddoppia si vedeva nei luoghi pubblici, perché c’erano pochi
televisori, e uno dei luoghi pubblici era il bar. All’interno di questa trasmissione, al centro della
scena era presente un orologio, quell’orologio dice che il tempo è denaro, e i ritmi del tempo
sono i ritmi del mercato borghese. Il premio di consolazione del programma è un’automobile, in
Italia in quegli anni, infatti, si sta passando da forme di mobilità antiche, alla motorizzazione del
paese, siamo nel boom delle automobili. Non c’è una griglia di risposte, mentre oggi si può
giocare col quiz proposto, in lascia o raddoppia questa griglia non c’è, l’altra cosa importante
del meccanismo di questo gioco è che ci si può fermare quando si vuole. Non è questione di
intuito, ma di pura memoria e competenza. Il premio finale è in gettoni d’oro. Non c’è conflitto
tra i concorrenti. Questo programma non è un semplice programma di intrattenimento, ma sta
raccontando il miracolo economico italiano di quegli anni, sta raccontando il paese che cambia e
il fatto che è possibile fare una scalata sociale sulle basi delle proprie competenze (modello
americano del self made man). Siamo nella seconda metà degli anni 50’, ed è il periodo che
fonda l’identità di questo paese com’è oggi, sono gli anni in cui si costruiscono le strade, il
processo di scolarizzazione, gli anni degli elettrodomestici, gli anni dei viaggi e delle vacanze. È
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LA PALEOTELEVISIONE

La Rai come tutte le altre televisioni pubbliche assume la triade reithiana come guida per la sua programmazione. Informare, Educare: mette il teatro in prima serata, ad esempio, i concerti di musica classica e i programmi culturali come l’Approdo sempre in prima serata. Su questo secondo punto mette in piedi un programma che rappresenta quello che hanno fatto i conventi dei monaci nel Medioevo. Si chiama “ Non è mai troppo tardi ” ed insegna agli italiani a leggere e scrivere, vi partecipano quasi due milioni di persone. Elimina la “differenza” di alfabetizzazione con il resto d’Europa, lo conduce un maestro che si chiama Alberto Manzi. Ha fatto la guerra nei sommergibili. Nel 1946 accetta di fare il maestro all’Istituto di rieducazione e pena «Aristide Gabanelli» dopo che 4 colleghi prima di lui hanno rifiutato l’incarico. Nel 1948 pubblica con Bompiani «Storia di un castoro» (tradotto in 28 Paesi). Dopo la Laurea in psicologia va ad insegnare nelle scuole elementari e inizia ad andare in Sud America per l’Università di Ginevra e avvia un’attività di scolarizzazione che durerà fino al 1977. Viene accusato di essere un «guevarista» e di essere legato alla «teologia della liberazione» (grande movimento intellettuale cattolico). Il giorno del provino straccia il copione e conduce la lezione a modo suo. A questo punto però il punto un po' più complesso da realizzare è l’ultimo, ovvero “ Divertire ”, cosa bisogna quindi fare per divertire? La RAI inizia a produrre il varietà, e inventa un programma totalmente nuovo nell’offerta culturale italiana, che in realtà poi sarà anche usato negli altri paesi, ma che in Italia sarà l’elemento cardine della programmazione dell’intrattenimento, si chiama Il romanzo sceneggiato , il quale prende come punto di riferimento i grandi romanzi di appendice dell’800 che abbiamo visto nei giornali. Il romanzo è il padre nobile della fiction e il testo viene rispettato il più possibile. Gli interpreti vengono reclutati dal teatro e ne importano gli stili recitativi. Lo «studio» è il suo luogo produttivo e viene teorizzato come «lo specifico televisivo». Tolstoj, Dickens, Hugo, Stevenson, Balzac e Gotta, Capuana e Verga sono il suo serbatoio e nel 1967 si affronta il romanzo italiano per eccellenza: « I Promessi Sposi ». (Torino e Napoli si specializzano nello sceneggiato) In questa prima televisione (Paleotelevisione) c’è anche un po' di America, con precauzione, in quanto inseriscono un programma condotto da Mike Buongiorno , e il programma si chiama “ Lascia o raddoppia ”, è un quiz. È un programma che copiano da un programma americano della CBS, che si chiama “ Una domanda da 64 mila dollari ”. È un format, non è un programma originale, anche se poi sarà declinato in un programma originale, allora i format non avevano la produzione legale che hanno oggi, ma potevano essere copiati. Questo programma ebbe un successo straordinario. Lascia o raddoppia si vedeva nei luoghi pubblici, perché c’erano pochi televisori, e uno dei luoghi pubblici era il bar. All’interno di questa trasmissione, al centro della scena era presente un orologio, quell’orologio dice che il tempo è denaro, e i ritmi del tempo sono i ritmi del mercato borghese. Il premio di consolazione del programma è un’automobile, in Italia in quegli anni, infatti, si sta passando da forme di mobilità antiche, alla motorizzazione del paese, siamo nel boom delle automobili. Non c’è una griglia di risposte, mentre oggi si può giocare col quiz proposto, in lascia o raddoppia questa griglia non c’è, l’altra cosa importante del meccanismo di questo gioco è che ci si può fermare quando si vuole. Non è questione di intuito, ma di pura memoria e competenza. Il premio finale è in gettoni d’oro. Non c’è conflitto tra i concorrenti. Questo programma non è un semplice programma di intrattenimento, ma sta raccontando il miracolo economico italiano di quegli anni, sta raccontando il paese che cambia e il fatto che è possibile fare una scalata sociale sulle basi delle proprie competenze (modello americano del self made man). Siamo nella seconda metà degli anni 50’, ed è il periodo che fonda l’identità di questo paese com’è oggi, sono gli anni in cui si costruiscono le strade, il processo di scolarizzazione, gli anni degli elettrodomestici, gli anni dei viaggi e delle vacanze. È

il programma di maggior successo di questa prima fase della televisione che prende il nome di Paleotelevisione.