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LA PROGETTAZIONE: MACRO E MICRO, Prove d'esame di Sociologia

Già nel 2005 Brandani e Tomisich mettevano in luce la progettazione come il tempo del pensare e il moto dell’agire educativo. Questa definizione valorizza una dimensione significativa quella del “progettare, portare avanti”. Questo portare avanti significa prendersi un tempo per pensare quello che sarà il mio agire in un contesto,che cosa andrò a realizzare,effettuando un lavoro previsionale .

Tipologia: Prove d'esame

2020/2021

Caricato il 11/10/2021

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alessandro-confortin 🇮🇹

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LA PROGETTAZIONE: MACRO E MICRO
- DEFINIZIONE DI PROGETTAZIONE
- MACRO E MICRO
- LA COMPETENZA PROGETTUALE : LE DIMENSIONI
DEFINIZIONE DI PROGETTAZIONE
Già nel 2005 Brandani e Tomisich mettevano in luce la progettazione come il tempo del pensare e
il moto dell’agire educativo. Questa definizione valorizza una dimensione significativa quella del
progettare, portare avanti”.
Questo portare avanti significa prendersi un tempo per pensare quello che sarà il mio agire in un
contesto,che cosa andrò a realizzare,effettuando un lavoro previsionale .
Durante la fase progettuale l’educatore attiva tutta una serie di selezioni tra quelle che sono:
- le possibilità dell’agire educativo facendo i conti con le proprie potenzialità,pensando a quelle
risorse che posso mettere in campo per favorire la progettazione stessa
- connessione dei vincoli e desideri = la progettazione non è mai sempre teorica ma è anche un
calare quella teoria in contesti che sono determinati da alcuni vincoli
- Presente+ futuro +passato = il tempo di questo pensare è un passaggio molto importante tra
quello che sarà il presente cioè quello che andrò a realizzare e le altre 2 dimensioni importanti della
progettazione: il passato,quello che c’è stato un prima dell’educatore in relazione con il suo target di
riferimento,con il proprio gruppo di bimbi,adolescenti ecc… e il futuro,essendo un progetto che
getta in avanti ,l’educatore accentuerà anche quello sguardo futuro sull’itinerario educativo che
andrò a realizzare
- dimensione relazionale come strumento di intervento = progettare non è solo il tempo di
pensare del prima ma è anche il motore/spinta dell’agire educativo. Quando noi parliamo di
progettazione diventa educativa nel momento in cui si esplicano anche quelle che sono le
intenzionalità che l’educatore ha e che si realizza nella sua dimensione relazionale
- dal BISOGNO al PROBLEMA = nella definizione di progettazione mettiamo particolarmente in
luce questo aspetto. Il bisogno educativo dei soggetti con cui andremo a lavorare dobbiamo
certamente coglierlo e farne un’analisi ma bisogna trasformarli in un problema perché al suo interno
prevale una possibile attivazione da parte dei soggetti. Spesso i bisogni del soggetto sono bisogni
che il soggetto non ha esplicitamente espresso,ad esempio se pensiamo ai bimbi molto piccoli non
sanno di avere dei bisogni e dei bisogni educativi. Tali bisogni devono essere posti al soggetto come
un problema che consente al soggetto stesso di poterci lavorare e che si attiva nella attività
progettuale.
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LA PROGETTAZIONE: MACRO E MICRO

- DEFINIZIONE DI PROGETTAZIONE

- MACRO E MICRO

- LA COMPETENZA PROGETTUALE : LE DIMENSIONI

DEFINIZIONE DI PROGETTAZIONE

Già nel 2005 Brandani e Tomisich mettevano in luce la progettazione come il tempo del pensare e il moto dell’agire educativo. Questa definizione valorizza una dimensione significativa quella del “ progettare, portare avanti”. Questo portare avanti significa prendersi un tempo per pensare quello che sarà il mio agire in un contesto,che cosa andrò a realizzare,effettuando un lavoro previsionale. Durante la fase progettuale l’educatore attiva tutta una serie di selezioni tra quelle che sono:

  • le possibilità dell’agire educativo facendo i conti con le proprie potenzialità ,pensando a quelle risorse che posso mettere in campo per favorire la progettazione stessa - connessione dei vincoli e desideri = la progettazione non è mai sempre teorica ma è anche un calare quella teoria in contesti che sono determinati da alcuni vincoli - Presente+ futuro +passato = il tempo di questo pensare è un passaggio molto importante tra quello che sarà il presente cioè quello che andrò a realizzare e le altre 2 dimensioni importanti della progettazione: il passato,quello che c’è stato un prima dell’educatore in relazione con il suo target di riferimento,con il proprio gruppo di bimbi,adolescenti ecc… e il futuro,essendo un progetto che getta in avanti ,l’educatore accentuerà anche quello sguardo futuro sull’itinerario educativo che andrò a realizzare
  • dimensione relazionale come strumento di intervento = progettare non è solo il tempo di pensare del prima ma è anche il motore/spinta dell’agire educativo. Quando noi parliamo di progettazione diventa educativa nel momento in cui si esplicano anche quelle che sono le intenzionalità che l’educatore ha e che si realizza nella sua dimensione relazionale
  • dal BISOGNO al PROBLEMA = nella definizione di progettazione mettiamo particolarmente in luce questo aspetto. Il bisogno educativo dei soggetti con cui andremo a lavorare dobbiamo certamente coglierlo e farne un’analisi ma bisogna trasformarli in un problema perché al suo interno prevale una possibile attivazione da parte dei soggetti. Spesso i bisogni del soggetto sono bisogni che il soggetto non ha esplicitamente espresso,ad esempio se pensiamo ai bimbi molto piccoli non sanno di avere dei bisogni e dei bisogni educativi. Tali bisogni devono essere posti al soggetto come un problema che consente al soggetto stesso di poterci lavorare e che si attiva nella attività progettuale.

Questa progettazione educativa può assumere una dimensiona macro-progettuale e micro- progettuale. L’educatore che esce dal una laurea triennale deve saper leggere :

  • LA MACRO-PROGETTAZIONE → progettazione generale e complessiva di tutto quello che è il progetto educativo che attiva l’organizzazione di un servizio. Ad esempio , nella fascia 0-3 anni la macro-progettazione è il servizio del nido in cui l’educatore deve inserirsi. E’ una progettazione che viene data o richiesta dall’educatore nel momento in cui inizia a lavorare all’interno di un organizzazione e,generalmente è una progettazione realizzata dal pedagogista,figura professionale che,in possesso di una laurea magistrale, si occupa dal punto di vista macro di analizzare il contesto di riferimento, la legislazione che governa in quel servizio a livello macro,analizzare una teoria di modelli pedagogici che governano su quel particolare target di riferimento. Effettua un analisi dei bisogni e delle risorse economiche che la struttura ha a disposizione.
  • LA MICRO- PROGETTAZIONE → Nel momento in cui si inserisce nel servizio,l’educatore inizia a realizzare la propria attività micro-progettuale con il gruppo target di riferimento a partire dalla lettura di questa macro-progettualità che farà da cornice al suo progetto. All’interno della propria attività micro-progettuale si espliciteranno le azioni educative specifiche che su quel gruppo andrà a sviluppare. L’educatore si trova a sviluppare la propria micro- progettualità a 2 dimensioni: 1. Una prima progettualità è sicuramente pensata sul gruppo, sia su quello in cui i inseriscono bimbi della fascia 0-3 o adolescenti in un gruppo dii comunità ecc.. L’educatore costruirà un itinerario educativo micro provando ad identificare tempi,metodologie ,contenuti che di volta in volta verranno proposti al gruppo di lavoro 2. Una seconda progettualità sarà sviluppata sull’ individualizzazione nel momento in cui dovrà sui singoli target attiverà delle progettazioni specifiche che si discostano da quella micro-progettazione pensata sul gruppo perché tali soggetti possono manifestare dei bisogni educativi speciali differenziandosi dal gruppo per delle particolari forme di disabilità DIMENSIONI DEL PROGETTARE Per sviluppare questa micro-progettualità dobbiamo capire all’interno del lavoro progettuale sul gruppo quali sono le competenze che l’educatore deve avere per progettare nel contesto socio- educativo e le dimensioni che vengono implicate sia a livello macro che micro nel progettare. Nel momento in cui l’educatore progetta inevitabilmente attiva 1) PEDAGOGICA –> l’educatore prova a concettualizzare bisogno e problema all’interno di una comunità educativa e leggere lo scenario in cui il proprio progetto macro si andrà a calare e farne un’analisi in termini di risorse,costi,benefici,efficienza. Inoltre è importante dare un valore etico a quello che sarà il progetto che l’educatore proporrà 2)DIDATTICA →la progettazione deve anche assumere una valenza didattica. E’ importante effettuare un’analisi su quelle che sono le teorie didattiche di riferimento che si vogliono attivare

Esempio 1→ , se vado a lavorare in un servizio per lo 0-3 che prevede come macro-progettazione una teoria del reggio children sicuramente l’educatore deve avere in mente qual’è la teoria educativa di riferimento. Per comprendere la teoria l’educatore dovrà documentarsi,recuperando ad esempio i 100 linguaggi del bambino di Malaguzzi per comprendere al meglio come impostare la mia attività micro-progettuale e il mio agire educativo Esempio 2 → è altrettanto evidente se vado a lavorare in un servizio pensato per lo 0-3 dove lo scenario pedagogico di riferimento è Montessori. Se entro in un servizio che prevede come macro- progettazione il modello pedagogico di M. Montessori, dovrò valorizzare all’interno della mia micro -progettazione il modello educativo montessoriano centrato sull’autonomia del bambino. UN LAVORO EDUCATIVO → dal punto di vista educativo la macroprogettazione nell’analisi del contesto effettua un lavoro d’analisi sulla realtà sociale e culturale del territorio in cui il percorso è inserito. La macro-progettuazione offre un quadro dii riferimento,di quelle che sono le specificità dei contesti terrioriali. UN LAVORO SOCIALE → La macro-progettualità può fornire all’educatore una mappatura più chiara della realtà sociale per consentirgli di impostare in modo efficace il proprio lavoro micro- progettuale. Nella propria micro-progettazione l’educatore non si metterà a duplicare delle attività che può attivare già sul territorio e magari anche in modalità gratuita nei confronti del suo target di riferimento. A livello sociale la macro-progettazione effettua anche un lavoro d’analisi dal punto di vista normativo,progettando in relazione all’analisi tutte quelle leggi che regolano la comunità di riferimento. Ad esempio l’ASL/COMUNE effettuano annualmente rigidi controlli nelle strutture educative convenzionate e non,istituendo dei vincoli all’interno delle strutture stesse UN LAVORO CULTURALE → tenere in considerazione la realtà culturale del territorio dove il progetto va a stabilirsi. L ’analisi del contesto è connessa all’analisi del quotidiano,fatti di cronaca,della cultura dell’oggi. A livello macro occorre sempre aggiornare quelle che sono le situazioni,tematiche attuali discusse per orientare le proposte del servizio. Ad esempio il coordinatore di quel servizio che periodicamente si occupa della propria macro- progettazione dovrà analizzare dal punto di vista del quotidiano la situazione del Covid-19. Analizzerà i vincoli,la realtà sociale nella quale il servizio è inserito,le misure restrittive adottate ecc… 2° PIANO : LA MACRO-PROGETTUALITA’ NELL’ UTILIZZARE I MODELLI DELLA PROGETTAZIONE EDUCATIVA E ORIENTAMENTI PROGETTUALI EFFETTUA... UN LAVORO PEDAGOGICO→ dal punto di vista pedagogico la macro-progettazione fornisce una mappa concettuale dei principali teorie pedagogiche legati al servizio e al target su cui l’educatore lavorerà. Saper leggere la macro-progettazione significa chiedere quali sono gli orientamenti pedagogici che governano questi servizi. Solitamente sono espressi in quello che viene definito curriculo pedagogico oppure in forma più informativa attraverso un sito internet che consente di mostrare la presentazione del servizio oppure nella documentazione che quel servizio ha sviluppato per presentarsi.

UN LAVORO DIDATTICO → la macro -progettazione può fornire una mappa che aiuta ad individuare i modelli progettuali UN LAVORO EDUCATIVO → progettare significa capire la sostenibilità che a livello educativo il servizio propone UN LAVORO SOCIALE → mettere a disposizione una serie di conoscenze,abilità trasversali per il progettista ma che generalmente può essere una grande risorsa per l’educatore UN LAVORO CULTURALE CULTURALE → nella macro-progettazione si inserisce anche la continuità della formazione continua. Ogni struttura propone solitamente corsi formativi agli educatori per aggiornarsi e ampliare le proprie conoscenze professionali e le proprie pratiche educative La macro-progettazione termina producendo una progettualità più organizzativa,indicando delle routine che l’organizzazione ha,fornendo quello che viene definito tecnicamente il concept progettuale ,ossia la progettazione del servizio,le finalità del servizio e il framework concettuale pedagogico di riferimento. L’educatore deve richiedere questi elementi per poter attivare la micro progettazione in modo che sia perfettamente situata dentro la macro progettazione. Se qualcosa non sta funzionando nel come rendere concreto quella finalità ci sarà chiaramente un lavoro di negoziazione tra educatore-servizio.