












Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Testo con esercizi che tratta la programmazione lineare secondo il metodo Kuhn Tucker
Tipologia: Esercizi
1 / 20
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!













Il classico problema della Ottimizzazione vincolata con vincoli di uguaglianza,
si puo cosı formulare:
min f (x), x ∈ Ω ⊂ R
n Ω = {x ∈ R
n ; ϕ(x) = 0} (2.1)
dove f : Rn^ −→ R e ϕ = (ϕ 1 (x),... , ϕm(x))T^ `e una funzione da Rn^ in Rm,
m < n.
Come e noto, sotto ipotesi di differenziabilita della f e dei vincoli ϕi, il
problema si risolve tramite la regola dei moltiplicatori di Lagrange (1761) che
trasforma il problema vincolato in uno non vincolato (libero).
Precisamente, se la matrice jacobiana
J(x) =
∂(ϕ 1 ,... , ϕm)
∂(x 1 ,... , xn)
(ϕ 1 )x 1... (ϕ 1 )xn .. .
(ϕm)x 1... (ϕm)xn
ha rango m (in x = x), ossia se i gradienti degli m vincoli sono linearmente
indipendenti (in tal caso esiste il piano tangente e il punto x si dice regolare),
tramite il teorema (di Dini) sulle funzioni implicite si ottiene 1 che (condizione
necessaria):
in un punto di estremo (minimo o massimo) x il gradiente ∇f (x) `e or-
togonale al sottospazio tangente in x ad Ω (Ω e una varieta) e dunque esiste
(^1) Cfr. [20, sezione 18.5, Vol. 1].
un vettore (dei moltiplicatori) λ = (λ 1 ,... , λm)T^ ∈ Rm^ tale che
∇f (x) = −(λ)
T ∇ϕ(x) = 0, λ = (λ 1 ,... , λm)
T ̸ = 0 (2.2)
(cio`e ) ∇f (x) +
∑^ m
i=
λi ∇ϕi(x) = 0, λ = (λ 1 ,... , λm)T^ ̸= 0.
Ossia, ∇f (x) `e una combinazione lineare dei gradienti ϕ(x) in x.
Nel caso di un solo vincolo, si veda in Figura 2.1 l’interpretazione geometrica
dell’Esempio 1 (n = 2, m = 1): parallelismo dei due gradienti ∇f e ∇ϕ.
Equivalentemente, introdotta la funzione lagrangiana
L(x, λ) = f (x) +
∑^ m
i=
λi ϕi(x), (2.3)
si ha che la coppia (x, λ) soddisfa il sistema (in generale non lineare) di n+m
equazioni nelle n incognite xi e nelle m incognite λi
∇xL(x, λ) = ∇f (x) +
∑^ m
i=
λi ∇ϕi(x) = 0, (2.4)
∇λL(x, λ) = ϕ(x) = 0 (2.5)
Si noti che l’equazione (2.4) corrisponde alla (2.2) e la (2.5) coincide con la
condizione vincolare ϕ(x) = 0.
Queste condizioni (del primo ordine) sono in generale solo necessarie. Si veda
il controesempio f = x(y − 1) − y^3 sotto il vincolo (m = 1) Ω = {(x, y) ∈
R^2 : x = 0}. Nell’origine (0, 0) la regola dei moltiplicatori `e soddisfatta (con
λ = 1), ma essa non e un minimo per la f, come si puo facilmente verificare
(la f /(x=0) = −y^3 ha un flesso nell’origine).
Condizioni (necessarie) sufficienti del secondo ordine per l’esistenza di un
minimo si possono ottenere se^2 le funzioni sono di classe C^2 , sotto ipotesi
di (semidefinitezza) definitezza positiva della matrice hessiana ∇^2 Lxx della
lagrangiana sul sottospazio tangente M = {h : ∇ϕ(x) h = 0}. Si veda il
successivo Esempio 2.
In forma estesa, il sistema (2.4) di n + m equazioni si scrive ⎧ ⎪⎪ ⎪⎪ ⎪⎨
fx 1 (x) + λ 1 (ϕ 1 (x))x 1 + · · · + λm(ϕm(x))x 1 = 0 .. .
fxn (x) + λ 1 (ϕ 1 (x))xn + · · · + λm(ϕm(x))xn = 0
ϕ 1 (x) = 0,... , ϕm(x) = 0
(^2) Cfr. [27, sezione 10.5].
con f (x, y) = −
2 e
2, rispettivamente. Si pu`o facilmente constatare
(calcolare l’hessiana della lagrangiana L) che le due soluzioni corrispondono
a un punto di minimo e di massimo (assoluti).
Si noti in Figura 2.1, nei due punti, la tangenza fra vincolo ϕ e curve di
(livello) f = c (c = costante), per c = ±
2 , e quindi il parallelismo dei loro
gradienti. Cio`e:
∇f = −λ∇ϕ, ∇f + λ∇ϕ = ∇ (f + λ∇ϕ) = 0, L(x, y, λ) = f + λϕ.
∇f =
, ∇ϕ =
2 x
2 y
= −λ
, λ =
∇f =
, ∇ϕ =
2 x
2 y
= −λ
, λ = −
Esempio 2 (in R^3 ):
min f = xy + yz + xz sotto il vincolo x + y + z = 3.
Lagrangiana: L(x, y, z; λ) = (xy + xz + yz) + λ(x + y + z − 3)
Le condizioni necessarie di estremo vincolato (2.4) sono
y +z +λ = 0 x +z +λ = 0
x +y +λ = 0 x +y +z −3 = 0
La soluzione `e x = y = z = 1, λ = − 2. Considerando la matrice hessiana
della lagrangiana L, con derivate seconde calcolate rispetto a x, y e z, si trova
che `e indefinita (gli autovalori sono {− 1 , − 1 , 2 }). Considerando il sottospazio
(piano tangente)
{h : ∇ϕ(x) h = (1 1 1)(h 1 h 2 h 3 )
T = h 1 + h 2 + h 3 = 0}, (h 1 , h 2 , h 3 )
T ̸ = 0,
da cui (h 2 + h 3 ) = −h 1 , (h 1 + h 3 ) = −h 2 , (h 1 + h 2 ) = −h 3 , si ottiene
h
T ∇
2 L h = h 1 (h 2 + h 3 ) + h 2 (h 1 + h 3 ) + h 3 (h 1 + h 2 ) = −(h
2 1 +^ h
2 2 +^ h
2 3 ).
Si pu`o allora concludere che, almeno sul sottospazio tangente visto, l’hessiana
∇^2 L e definita negativa e quindi la soluzione trovatae un massimo locale.
Esempio 3 (Programmazione quadratica):
Trovare i punti di massimo e di minimo della funzione quadratica
f (x) =
x
T Ax − b
T x + c,
sotto il vincolo lineare
Ω = {x ∈ R
n ; Cx − d = 0},
dove C `e una matrice m × n di rango m e d ∈ Rm, m < n.
Lagrangiana:
L(x, λ) =
x
T Ax − b
T x + c
n , λ ∈ R
m .
Le condizioni di Lagrange danno il sistema lineare (aumentato)
Lx = Ax − b + CT^ λ = 0, Lλ = Cx − d = 0,
che in forma matriciale compatta si scrive
{ Ax + CT^ λ = b
Cx = d
x
λ
b
d
con matrice (simmetrica ma) indefinita.
Il problema vincolato (vincolo: Cx − d = 0) `e stato trasformato in uno non
vincolato ma a costo di un aumento (di m equazioni) del sistema ∇f (x) = 0.
Si dimostra^3 che il sistema `e unicamente risolubile se la matrice jacobiana dei
vincoli C ha rango massimo m e la matrice A `e definita positiva sullo spazio
tangente dei vincoli, cio`e: xT^ A x > 0 per ogni x ̸= 0 tale che Cx = 0.
Per risolvere in modo numericamente efficientemente il sistema (2.6) di La-
grange, si usano sia metodi diretti, con fattorizzazione triangolare di Gauss
e sostituzioni in avanti e indietro (Cholesky non `e applicabile), sia metodi
iterativi, opportunamente precondizionati^4.
Il precedente esempio 2 `e un esempio di programmazione quadratica dove
A = ∇^2 L(x), C la matrice (1 1 1), b = c = 0, d = 3.
(^3) Cfr. [34, Lemma 16.1]. (^4) Cfr. [34, cap. 16] e [4].
perch`e un vettore qualunque p ∈ Rn^ non formi un angolo acuto con alcun
vettore x del cono convesso C, bisogna che p appartenga al cono convesso C’
duale di C.
Nota. Il Lemma di Farkas `e un’estensione alle disuguaglianze del classico
risultato (di alternativa) sui sistemi lineari. Sotto forma di alternativa, il
Lemma di Farkas si enuncia cos`ı:
o ∃ u ∈ R
m ; p = A
T u, u ≥ 0
o ∃ x ∈ Rn; Ax ≤ 0 , pT^ x > 0.
In analogia con il problema (2.1) associamo al problema (2.7) la funzione
lagrangiana
L(x, λ) = f (x) +
∑^ m
i=
λi ϕi(x), x ∈ Rn, λ ∈ Rm + (2.8)
(dove λ `e il vettore dei moltiplicatori).
In ipotesi di differenziabilit`a della f e delle ϕi, come conseguenza del lemma
di separabilit`a di Farkas [13, pag. 514], in un punto di minimo vincolato x,
oltre ai vincoli ϕi(x) ≤ 0 , i = 1,... , m, sussiste la relazione
∇f (x) = −λ
T ∇ϕ(x) = −
∑^ m
i=
λi ∇ϕi(x), (2.9)
dove: λ = (λ 1 ,... , λm)T^ ≥ 0 ,
insieme con la condizione di complementariet`a: λ
T ϕ(x) = 0, cio`e
λ
T ∇λL(x, λ) = λ
T ϕ(x) =
∑^ m
i=
(λi) ϕi(x) = 0 (2.10)
dove λi = 0 per i ̸∈ I(x), essendo I(x) = {i : 1 ≤ i ≤ m; ϕi(x) = 0}.
Premettiamo le definizioni seguenti:
missibile x se ϕi(x) = 0 ed inattivo nel punto x se ϕi(x) < 0.
Per convenzione, un vincolo di uguaglianza ϕi(x) = 0 `e attivo in ogni x.
(^5) Feasible, in inglese.
Se distinguiamo i vincoli ϕi fra vincoli (attivi) di uguaglianza hi(x), hi(x) = 0
per 1 ≤ i ≤ p, e di disuguaglianza gj (x), j ∈ J, dove J `e l’insieme degli indici
j per cui gj (x) = 0, allora si ha che:
Per la definizione di vincoli attivi, la relazione (2.9) vale per tutti gli i, 1 ≤
i ≤ m, considerando vincoli attivi e non attivi, ma (pu`o essere) λi ̸= 0 solo
se il corrispondente vincolo `e attivo.
Per vincoli qualificati, in un punto di minimo valgono dunque le condizioni
∇xL(x, λ) = 0 (2.11)
∇λL(x, λ) = ϕ(x) ≤ 0 (2.12)
λ ≥ 0 (2.13)
λ
T ϕ(x) = 0 (2.14)
Le (2.11)—(2.14) esprimono le condizioni KKT (necessarie, del primo ordine)
di Kuhn-Tucker (1951, dette anche di Karush-Kuhn-Tucker).
Si osservi che la (2.9) coincide con la (2.11):
∇xL(x, λ) = ∇f (x) + λT^ ∇ϕ(x) = ∇f (x) +
∑^ m
i=
λi ∇ϕi(x) = 0,
e la condizione di complementariet`a (2.10) coincide con la (2.14).
Inoltre, tenuto conto del segno dei parametri λ e dei vincoli ϕ (condizioni
(2.12) e (2.13) ), essa equivale alle m condizioni
λi ϕi(x) = 0, 1 ≤ i ≤ m.
Esse implicano che o λi = 0 o ϕi(x) = 0.
Cioe: le condizioni (di complementarieta) (2.10) equivalgono al fatto che,
come si e detto, λi puo essere positivo solo se il corrispondente vincolo `e
attivo. Banalmente, essendo λ ≥ 0 e ϕ ≤ 0 , allora λ pu`o essere diverso da
zero solo se il corrispondente vincolo `e uguale a zero.
− 3
0 1
Figura 2.3: Esempio 1.
I punti di estremo si possono anche caratterizzare come punti di sella della
lagrangiana e ricorrendo alla teoria della dualit`a^7 (dei due problemi, primale
che opera nello spazio (n − m)-dimensionale e duale che opera nello spazio
m-dimensionale dei moltiplicatori di Lagrange); ma su questo non insistiamo.
Esempio 1 (in R^2 ) (Tema: 08/04/2005)
min f (x, y) = x
2 +y, Ω = {(x, y) ∈ R
2 ; x
2 +y
2 − 9 ≤ 0; x+y − 1 ≤ 0 }.
Nota 1.
Per questo e per gli altri esempi, si consiglia di fare le figure.
Si trovi anche il massimo, ricordando che max (f ) = − min (−f ). Si noti
che il minimo e il massimo esistono (in Ω compatto) in forza del teorema di
Weierstrass sulle funzioni continue.
Si controllino inoltre le direzioni dei gradienti della funzione obiettivo f e dei
vincoli ϕ nei punti ottimali, verificando che siano soddisfatte la condizione
di discesa (1.6) e la relazione (2.9)^8 : −∇f (x) =
∑m i=1 λi^ ∇ϕi(x). (Fine Nota 1).
Lagrangiana:
L(x, y, λ 1 , λ 2 ) = f (x) + λ 1 ϕ 1 + λ 2 ϕ 2 = x
2
2
2 − 9) + λ 2 (x + y − 1)
(^7) Si veda anche in programmazione lineare, sezione 2.5. (^8) Geometricamente: il vettore x `e punto KKT se e solo se −∇f (x) appartiene al cono
convesso generato dai gradienti dei vincoli attivi (bindings).
Le condizioni necessarie del primo ordine di K.-Kuhn-Tucker sono:
Lx = 2x +2λ 1 x +λ 2 = 0
Ly = 1 +2λ 1 y +λ 2 = 0 ϕ 1 = x^2 + y^2 − 9 ≤ 0 ϕ 2 = x + y − 1 ≤ 0
λ 1 ≥ 0 , λ 2 ≥ 0 λ 1 ϕ 1 = λ 1 (x^2 + y^2 − 9) = 0
λ 2 ϕ 2 = λ 2 (x + y − 1) = 0
Nota 2.
Cercheremo la soluzione per le varie combinazioni^9 di vincoli attivi, control-
lando quindi il segno dei moltiplicatori di Lagrange λi ottenuti. In tal modo,
nel sistema aumentato compaiono solo delle uguaglianze, ed esso pu`o essere
risolto con un qualunque metodo numericamente efficiente.
Nei seguenti semplici esempi, troveremo soluzioni analitiche; inoltre, essendo
al piu m = 2 i vincoli,e facile controllare tutte le combinazioni.
Per m grande sono stati proposti vari algoritmi^10 , tra cui l’importante active
set, particolarmente adatto a problemi quadratici con hessiana definita po-
sitiva. Ad illustrazione del metodo, si veda il successivo esempio 5, a pag.
caso:
ϕ 1 (x) = 0 (attivo; λ 1 pu`o essere ̸= 0) ; ϕ 2 (x) < 0 (inattivo) =⇒ λ 2 = 0.
Si ottiene il sistema non lineare
2 x +2λ 1 x = 0
1 +2λ 1 y = 0 x^2 + y^2 − 9 = 0
Dalla prima equazione si ha 2(1 + λ 1 )x = 0, e quindi 1 + λ 1 = 0 e x = 0.
La prima condizione fornisce λ 1 = − 1 < 0 (caso di non ottimalit`a).
Viceversa, dalla seconda condizione si ottiene facilmente la soluzione (otti-
male)
(x, y, λ 1 , λ 2 ) = (0, − 3 ,
, 0), f (x, y) = − 3.
Dunque, il punto (x, y) = (0, −3) `e ottimale.
(^9) Per un problema con m vincoli, ve ne sono 2m. (^10) Tra essi, il recente metodo interior point che si vedr`a alla sezione 2.6.
1
2
0
Figura 2.4: Esempio 2.
Risolvendo
min −f = −(x^2 +y), Ω = {(x, y) ∈ R^2 ; x^2 +y^2 − 9 ≤ 0; x+y − 1 ≤ 0 },
si trova: max f = f (−
Esempio 2 (in R^2 )
min f = 2x
2
2 − 10 x − 10 y
sotto i vincoli (m = 2) x^2 + y^2 ≤ 5 , 3 x + y ≤ 6 , ossia
Ω = {(x, y) ∈ R^2 : x^2 + y^2 ≤ 5; 3x + y ≤ 6 }.
Lagrangiana:
L(x, y, λ 1 , λ 2 ) = 2x^2 + 2xy + y^2 − 10 x − 10 y + λ 1 (x^2 + y^2 − 5) + λ 2 (3x + y − 6)
Le condizioni necessarie del primo ordine di K.Kuhn-Tucker sono:
4 x +2y − 10 +2λ 1 x + 3λ 2 = 0
2 x +2y − 10 +2λ 1 y + λ 2 = 0 x^2 + y^2 − 5 ≤ 0 3 x + y − 6 ≤ 0
λ 1 ≥ 0 , λ 2 ≥ 0 λ 1 (x^2 + y^2 − 5) = 0
λ 2 (3x + y − 6) = 0
grad ( φ_2)
grad ( φ_1)
2
− 2
grad(f)
− grad(f)
2
1
1
Figura 2.5: Esempio 3.
Cominciamo supponendo che il primo vincolo sia attivo (ϕ 1 = 0, da cui
possibilmente λ 1 ̸= 0) ed il secondo inattivo (ϕ 2 < 0 , da cui λ 2 = 0). Si
ottiene il sistema
4 x +2y −10 +2λ 1 x = 0
2 x +2y −10 +2λ 1 y = 0 x^2 + y^2 = 5,
che ha per soluzione x = 1, y = 2, λ 1 = 1 (> 0), da cui 3x + y = 5 e
percio il secondo vincoloe soddisfatto. La soluzione trovata soddisfa dunque
le condizioni del primo ordine (si veda la Figura 2.4).
Come si pu`o verificare, le altre combinazioni (primo vincolo inattivo e
secondo attivo, primo e secondo vincolo inattivi, primo e secondo vincoli at-
tivi) non forniscono altri punti ottimali.
Esempio 3 (in R^2 ) (Tema: 29/03/2006)
min f = x + y sotto i vincoli x^2 + y^2 − 2 ≤ 0 , −y ≤ 0 (y ≥ 0).
Lagrangiana:
L(x, y, λ 1 , λ 2 ) = x + y + λ 1 (x^2 + y^2 − 2) + λ 2 (−y)
punti ottimali.
Esempio 3’
max f = x + y sotto i vincoli x
2
2 − 2 ≤ 0 , −y ≤ 0 (y ≥ 0).
Si trova: max(f ) = f (1, 1) = 2, in corrispondenza della soluzione di non
ottimalit`a per la ricerca del minimo della f :
(x, y, λ 1 , λ 2 ) = (1, 1 , −
Esempio 4 (in R^2 ) (Si veda l’“analogo” esempio 1 in sezione 2.1)
min f = x + y sotto il vincolo x^2 + y^2 − 1 ≤ 0.
Lagrangiana:
L(x, y, λ 1 ) = x + y + λ 1 (x
2
2 − 1)
Si trova la soluzione ottimale:
(x, y, λ 1 ) = (
), f (x, y) = −
Inoltre, l’hessiana della lagrangiana in (x, y, λ 1 )T^ `e
2 L =
2 λ 1 0
0 2 λ 1
Questa matrice `e definita positiva, e quindi (condizione sufficiente) il punto
trovato `e proprio un minimo locale, anzi globale, trattandosi di un problema
di programmazione convessa.
Esempio 4’
max f = x + y sotto il vincolo x^2 + y^2 − 1 ≤ 0.
Si trova: max(f ) = f (
Esempio 5 (Active Set)
Esso corrisponde a un punto di ottimalita per la funzione obiettivo −f. Difatto sie ottenuto
il massimo della f.
Per risolvere un problema generale di programmazione convessa, senza entra-
re nella teoria, accenniamo al metodo detto active set, limitandoci a qualche
considerazione di carattere generale^12. L’esempio illustrer`a l’algoritmo.
L’idea del metodo `e di definire ad ogni passo un insieme di vincoli, detto
working set, da considerare come attivo. A ogni passo si risolve un sottopro-
blema di programmazione quadratica con solo vincoli di uguaglianza, elimi-
nando tutti gli altri vincoli. Il working set pu`o cambiare scartando qualche
vincolo ed aggiungendone un altro, facendo in modo che la funzione obiettivo
decresca. Questo si ottiene vedendo il segno dei moltiplicatori di Lagrange,
che, come e noto, per l’ottimalita devono essere non negativi. Se, viceversa,
uno dei moltiplicatori `e negativo, la funzione obiettivo decresce se si scarta il
vincolo corrispondente. Se ve ne sono piu di uno,e pi`u conveniente scartare
quello corrispondente al moltiplicatore pi`u negativo.
Essendovi un numero finito di working sets, il processo ha termine dopo un
numero finito di passi.
Esempio. Consideriamo il problema (quadratico)
min f (x, y) = 2x
2
2 − 12 x − 10 y (2.16)
xT^ Hx − bT^ x =
(x, y)
x y
x y
sotto i vincoli (m = 3) x + y ≤ 4 , −x ≤ 0 , −y ≤ 0.
Prendendo come punto iniziale x 0 = (0, 0)T^ , come working set definiamo
ovviamente quello formato dal secondo e terzo vincolo (vincoli attivi in x 0 ):
−x = 0, −y = 0, Si veda la Figura 2.6. Ovviamente si ha la direzione di
ricerca p 0 = (0, 0)T^. Inoltre, λ 1 e λ 2 ̸= 0, λ 3 = 0, da cui la Lagrangiana:
L(x, y, λ 1 , λ 2 ) = f (x) + λ 1 (−x) + λ 2 (−y)
Le condizioni KKT forniscono il sistema aumentato (n+m=2+2):
Lx = 4x + y − 12 − λ 1 = 0 Ly = x + 2y − 10 − λ 2 = 0
−λ 1 x = 0 −λ 2 y = 0 λ 1 ̸= 0, λ 2 ̸= 0
Si ottiene facilmente: x = y = 0 e i due moltiplicatori λ 1 = − 12 , λ 2 = − 10 ,
entrambi negativi. Essendo λ 1 pi`u negativo di λ 2 , il primo vincolo −x ≤ 0
(^12) Si veda [34, cap. 16].
Siamo ora in grado di trovare il punto di minimo cercato x 3 , minimizzando
la f lungo la direzione p 2 = (− 1 , 1)T^ del vincolo, tramite una line search:
x 3 = x 2 + αp 2 =
− α,
ottenendo
f (x 3 ) = φ(α) = 2(
−α)^2 +(
−α)(
+α)+(
+α)^2 −12(
−α)−10(
+α).
La condizione di minimo φ′(α) = 0 fornisce α = 7/6 che `e positivo (e < 1).
Percio, il punto di minimo cercatoe
x 3 =
T ,
con f (x 3 ) = − 28. 5.
Osservazione.
Si pu`o verificare che, essendo l’hessiana H definita positiva, la f = cost
rappresenta una famiglia di ellissi confocali, di centro C = (2, 4) e di assi
le due rette y − 4 = (− 1 ±
2)(x − 2), corrispondenti ai due coefficienti
angolari m, di angoli π/8 e 5/ 8 π, rispettivamente^13. La f cresce procedendo
dal centro verso l’origine.
Si ha: f (1. 5 , 2 .5) = − 28. 5 , f (3, 0) = − 18 , f (0, 0) = 0, ecc...
E’ geometricamente evidente che il minimo vincolato `e raggiunto in x 3 , dove
si ha la tangenza fra la f e il vincolo x + y = 4.
Si ha infatti il seguente problema di minimo con 1 vincolo di uguaglianza
min f = 2x
2
2 − 12 x − 10 y, sotto il vincolo x + y = 4.
Lagrangiana: L(x, y; λ) = f + λ(x + y + z − 4)
Le condizioni di Lagrange (KKT) di estremo vincolato (2.4) sono
Lx = 4x + y − 12 +λ = 0
Ly = x + 2y − 10 +λ = 0 x + y = 4
Si trova la soluzione: x = 3/ 2 , y = 5/ 2 , λ = 7/ 6.
(^13) Infatti: ∇f = 0, da cui C = (2, 4). Inoltre: h 12 m (^2) +(h 11 −h 22 )m−h 12 = m (^2) +2m−1 =
0 , da cui m = − 1 ±
√
1
x 2
x 3
x 0 x
y
x
Figura 2.6: Programmazione quadratica: active set (in R^2 ).
Vediamo ora come si pu`o risolvere numericamente un generale problema di
ottimizzazione vincolata con vincoli di uguaglianza e/o di disuguaglianza
(2.7)
min f (x), x ∈ Ω ⊂ Rn^ Ω = {x ∈ Rn; ϕ(x) ≤ 0 }.
Tralasciamo per il momento il caso della Programmazione Lineare (funzione
obiettivo lineare e vincoli lineari), sezione 2.5, per il quale esistono consolidati
metodi di risoluzione: metodo del simplesso di Dantzig (1947), o il pi`u recente
(e pi`u efficiente per problemi, anche non lineari, di grandi dimensioni) metodo
interior point, introdotto per primo da Karmarkar (1984), sezione 2.6.
In sezione 2.4 vedremo il metodo di Penalizzazione che risolve il problema
senza ricorrere ai metodi visti dei moltiplicatori di Lagrange (2.2) o alle
“analoghe” condizioni (2.9) KKT. Come si vedr`a, per un problema con n
variabili e m vincoli, i metodi di penalizzazione operano direttamente nello
spazio n-dimensionale delle variabili.
Invece, i pi`u moderni metodi di ottimizzazione vincolata (per esempio il
metodo del punto interno, sezione 2.6), risolvono direttamente le predette