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Origini sociali, politiche, culturali e teologiche della Riforma protestante e caratteristiche
Tipologia: Appunti
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La riforma protestante La rivolta di Lutero contro l’autorità del papa non fu semplicemente una reazione alla corruzione della Chiesa romana, ma nacque dalla volontà di riportare il cristianesimo allo spirito evangelico. Le premesse per lo scisma d'Occidente (1378-1417) si erano già avute dopo il pontificato di Bonifacio VIII e il periodo di cattività avignonese (1309- 1377). Una delle principali novità della svolta protestante è la convinzione che l’uomo sia
dottrina della giustificazione è un elemento centrale della teologia protestante. I
Il pensiero di Lutero, secondo il celebre storico Roland Bainton, fu dirompente sotto tutti i punti di vista. A partire dal 1516, Lutero iniziò a predicare e a incontrare Federico il Saggio, elettore di Sassonia, ostile alla raccolta delle indulgenze del giorno di Ognissanti. Nel 1517, Lutero si oppose al desiderio di Alberto di Brandeburgo Hohenzollern di diventare arcivescovo di Magonza (era già vescovo), denunciando la raccolta delle
cattedrale di Wittenberg. Tra le affermazioni contenute nelle tesi vi erano: "Il papa non può ridurre le pene imposte da Dio" e "I santi non possono essere intermediari". Per alcuni storici tedeschi, il 31 ottobre 1517 segna l'inizio dell’età moderna. Lutero inviò le sue tesi anche ad Alberto di Brandeburgo, ma questi le trasmise al papa. Iniziò così un attacco dei domenicani contro gli agostiniani. Federico di Sassonia intervenne in difesa di Lutero. Nell’ottobre del 1518 si svolsero le conferenze con il cardinale Caetano (la disputa di Augusta). Le discussioni durarono diversi giorni: inizialmente Lutero fu accondiscendente, ma i rapporti con la Chiesa si incrinarono. Alla disputa parteciparono anche intellettuali che sostenevano Lutero, ma Johan Eck rimase fedele al cattolicesimo. La disputa di Lipsia, durata 18 giorni, vide Eck accusare Lutero di essere eretico, paragonandolo a Jan Hus, condannato a morte nel 1415.
intellettuali sostennero Lutero: Melantone, amico di Erasmo, tradusse in greco la
sacramenti e il purgatorio, mantenendo validi solo l’eucaristia e il battesimo. Tuttavia, la dottrina della consustanziazione (secondo cui il corpo di Cristo nell’eucaristia coesiste con il pane) fu condannata dal Concilio di Trento del 1563. Roma reagì troppo tardi, e Leone X non sembrò comprendere la gravità della
pubblico. Nel 1519 Carlo V fu eletto imperatore, e nel 1521 incontrò Lutero alla Dieta di Worms, dove Lutero pronunciò la famosa frase: "Qui sto, non posso fare altrimenti". Lutero decise che i fedeli dovessero avere i mezzi per leggere direttamente il testo sacro. Così, iniziò a tradurre la Bibbia dal latino e dal greco, completandola nel 1534 con una versione in tedesco. Questa traduzione contribuì all'alfabetizzazione della popolazione tedesca, sia maschile che femminile. La rivolta dei contadini e il rapporto con il potere Nel 1524-1525 si verificarono violente rivolte contadine, che si ispiravano al Vangelo ma avevano come obiettivo principale il rovesciamento dei feudatari. Thomas Müntzer, discepolo di Lutero, promosse una nuova esperienza sociale e comunitaria radicale, ma venne ucciso durante la repressione dell’insurrezione di Frankenhausen nel 1525. Lutero scrisse contro "le orde empie e scellerate dei contadini". Frange estreme del movimento riformato iniziarono a prendere vita propria. In Svizzera, Ulrich Zwingli seguì l'esempio di Lutero a Zurigo. La borghesia locale si allineò al pensiero riformato, abolendo le immagini sacre e la musica cerimoniale. Zwingli rifiutò la consustanziazione, affermando che l’eucaristia fosse solo un ricordo dell'ultima cena. Ci fu uno scontro tra cantoni cattolici e protestanti, culminato nella battaglia di Kappel del 1531, durante la quale Zwingli perse la vita. Nel 1549, il suo successore Heinrich Bullinger stipulò un accordo con la Chiesa di Ginevra di Calvino. In Italia, si sviluppò il valdismo (Chiesa valdese). Giovanni Calvino e il calvinismo Giovanni Calvino (Jean Cauvin, 1509-1564) lasciò la Francia nel 1534 a causa delle
dove sostenne il predicatore Guillaume Farel. Nel 1538, il governo di Ginevra lo esiliò, ma nel 1541 la città divenne calvinista. I fondamenti dottrinali del calvinismo includevano la dottrina della doppia predestinazione: secondo questa, sin dalla nascita, l’uomo è predestinato alla salvezza o alla dannazione secondo la volontà di Dio, indipendentemente dalla fede personale. La fede non ha alcun potere, ma solo la speranza nella grazia divina. Il calvinismo
(compito) che Dio ha assegnato. L'attivismo delle comunità calviniste fu analizzato da Max Weber. Gli Anabattisti Gli Anabattisti costituivano una corrente radicale che si sviluppò in Germania, raccogliendo spunti luterani ed erasmiani, ma configurandosi come una setta avversata sia da Lutero e Zwingli che dai cattolici. Nel 1534, guidati da Giovanni da Leida, gli Anabattisti fondarono una comunità a Münster, in Renania, dove instaurarono una teocrazia basata sulla comunione dei beni e sulla poligamia. La loro comunità fu smantellata nel 1535, ma trovò rifugio in America settentrionale, dando origine ai Mennoniti. Lo scisma anglicano Nel 1521, Enrico VIII scrisse contro Lutero in un'opera, forse composta con Tommaso Moro. Nel 1527, chiese a Clemente VII il permesso di divorziare da Caterina d’Asburgo