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La Riforma protestante, Schemi e mappe concettuali di Storia

Riforma protestante, Martin Lutero, Anglicanesimo.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2025/2026

Caricato il 06/11/2025

GGiulia1997
GGiulia1997 🇮🇹

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La corruzione della chiesa è stata lungamente contrastata al suo interno. Il desiderio di
riportare la Chiesa alla sua vera missione venne però contrastato dai tanti ecclesiastici che
ricercavano solo onori e ricchezze. Da qui lo scandalo delle indulgenze e la protesta di Lutero.
Avviene una lacerazione interna alla Chiesa che progressivamente portò alla storica divisione
tra cattolici e protestanti e conseguentemente alla fine dell’unità religiosa dell’Europa.
IL POTERE E LA RICCHEZZA DEGLI ECCLESIASTICI
All’inizio del 500 nell’Europa occidentale il papa e i vescovi esercitano una forte autorità
politica, giuridica ed economica.
È diffusa però una grande sfiducia nei confronti del clero per via della sua condotta
immorale e per la scarsa attenzione nei confronti dei problemi dei fedeli.
Nel corso del XV secolo, in tutta Europa, si era diffusa una certa insofferenza verso la
Chiesa. La crescente corruzione del clero, il nepotismo, lo Scisma d’Occidente e soprattutto
gli interessi politici, economici e militari del papato, che ormai si era sempre più
identificato con lo Stato pontificio, avevano contribuito ad appannare il prestigio spirituale
e morale della Chiesa.
Non pochi sacerdoti e cardinali, o addirittura papi, trasgredivano apertamente il celibato
ecclesiastico e moltissimi vescovi e abati si dedicavano con maggiore interesse alla
gestione del loro patrimonio e a vivere nel lusso piuttosto che alla cura spirituale dei fedeli.
Molti ecclesiastici non risiedevano nemmeno nella loro diocesi o nella loro abbazia, ma
vivevano presso le corti dei sovrani o a Roma e si occupavano di politica o di questioni
temporali, senza preoccuparsi di quanto accadeva nelle loro sedi.
La Chiesa inoltre possedeva in tutti i Paesi d’Europa immense proprietà fondiarie, le cui
rendite dovevano servire per l’assistenza ai poveri e per il mantenimento delle scuole e dei
ricoveri per i malati. Spesso però le somme ricavate erano impiegate dal clero non per
opere di carità, bensì a proprio esclusivo vantaggio.
Anche a causa di questo decadimento dei costumi del clero, all’inizio del Cinquecento
nacque un movimento di critica radicale e protesta nei confronti della Chiesa di Roma. Tale
movimento, che in seguito prenderà il nome di Riforma Protestante e unirà in sé motivi e
aspirazioni di carattere religioso e altri di tipo economico e politico, mirava originariamente
a riformare la Chiesa e a ridimensionare l’ambito d’azione del papato.
LA VENDITA DELLE INDULGENZE P. 39
Agli occhi di molti fedeli la curia pontificia si era ormai trasformata in un apparato dedito
solo a ottenere denaro sfruttando ogni mezzo.
I proventi maggiori per la Santa Sede derivavano dal dispensare indulgenze dietro il
pagamento da parte dei fedeli di cospicue somme: il papa, in quanto rappresentante e
vicario di Cristo sulla Terra, concedendo il suo perdono ai peccatori, aveva infatti la
possibilità di annullare in tutto o in parte le pene previste nell’aldilà per le anime
condannate al Purgatorio.
La dottrina cattolica sosteneva che il papa disponesse di un potere, chiamato TESORO DEI
MERITI, che permetteva lui, attraverso la concessione del perdono ai peccatori, di attenuare
la pena che ogni credente avrebbe dovuto scontare. Il pagamento in denaro era condizione
necessaria per accedere ai vantaggi spirituali promessi.
Nella teologia cattolica l’indulgenza è la remissione della pena da scontare in Purgatorio
per i peccati per i quali il fedele ha già ottenuto il perdono e l’assoluzione mediante il
sacramento della confessione.
Azioni particolarmente importanti, come la partecipazione a una crociata, garantivano la
remissione totale della pena. Opere minori meritavano invece uno sconto sul periodo da
trascorrere in Purgatorio, quantificabile in anni o giorni. A partire dal Trecento si era diffuso
l’uso di ottenere l’indulgenza tramite un’offerta in denaro a sostegno delle iniziative che
stavano a cuore alla Chiesa stessa.
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La corruzione della chiesa è stata lungamente contrastata al suo interno. Il desiderio di riportare la Chiesa alla sua vera missione venne però contrastato dai tanti ecclesiastici che ricercavano solo onori e ricchezze. Da qui lo scandalo delle indulgenze e la protesta di Lutero. Avviene una lacerazione interna alla Chiesa che progressivamente portò alla storica divisione tra cattolici e protestanti e conseguentemente alla fine dell’unità religiosa dell’Europa. IL POTERE E LA RICCHEZZA DEGLI ECCLESIASTICI  All’inizio del 500 nell’Europa occidentale il papa e i vescovi esercitano una forte autorità politica, giuridica ed economica.  È diffusa però una grande sfiducia nei confronti del clero per via della sua condotta immorale e per la scarsa attenzione nei confronti dei problemi dei fedeli.  Nel corso del XV secolo, in tutta Europa, si era diffusa una certa insofferenza verso la Chiesa. La crescente corruzione del clero, il nepotismo, lo Scisma d’Occidente e soprattutto gli interessi politici, economici e militari del papato, che ormai si era sempre più identificato con lo Stato pontificio, avevano contribuito ad appannare il prestigio spirituale e morale della Chiesa.  Non pochi sacerdoti e cardinali, o addirittura papi, trasgredivano apertamente il celibato ecclesiastico e moltissimi vescovi e abati si dedicavano con maggiore interesse alla gestione del loro patrimonio e a vivere nel lusso piuttosto che alla cura spirituale dei fedeli.  Molti ecclesiastici non risiedevano nemmeno nella loro diocesi o nella loro abbazia, ma vivevano presso le corti dei sovrani o a Roma e si occupavano di politica o di questioni temporali, senza preoccuparsi di quanto accadeva nelle loro sedi.  La Chiesa inoltre possedeva in tutti i Paesi d’Europa immense proprietà fondiarie, le cui rendite dovevano servire per l’assistenza ai poveri e per il mantenimento delle scuole e dei ricoveri per i malati. Spesso però le somme ricavate erano impiegate dal clero non per opere di carità, bensì a proprio esclusivo vantaggio.  Anche a causa di questo decadimento dei costumi del clero, all’inizio del Cinquecento nacque un movimento di critica radicale e protesta nei confronti della Chiesa di Roma. Tale movimento, che in seguito prenderà il nome di Riforma Protestante e unirà in sé motivi e aspirazioni di carattere religioso e altri di tipo economico e politico, mirava originariamente a riformare la Chiesa e a ridimensionare l’ambito d’azione del papato. LA VENDITA DELLE INDULGENZE P. 39  Agli occhi di molti fedeli la curia pontificia si era ormai trasformata in un apparato dedito solo a ottenere denaro sfruttando ogni mezzo.  I proventi maggiori per la Santa Sede derivavano dal dispensare indulgenze dietro il pagamento da parte dei fedeli di cospicue somme: il papa, in quanto rappresentante e vicario di Cristo sulla Terra, concedendo il suo perdono ai peccatori, aveva infatti la possibilità di annullare in tutto o in parte le pene previste nell’aldilà per le anime condannate al Purgatorio.  La dottrina cattolica sosteneva che il papa disponesse di un potere, chiamato TESORO DEI MERITI, che permetteva lui, attraverso la concessione del perdono ai peccatori, di attenuare la pena che ogni credente avrebbe dovuto scontare. Il pagamento in denaro era condizione necessaria per accedere ai vantaggi spirituali promessi.  Nella teologia cattolica l’indulgenza è la remissione della pena da scontare in Purgatorio per i peccati per i quali il fedele ha già ottenuto il perdono e l’assoluzione mediante il sacramento della confessione.  Azioni particolarmente importanti, come la partecipazione a una crociata, garantivano la remissione totale della pena. Opere minori meritavano invece uno sconto sul periodo da trascorrere in Purgatorio, quantificabile in anni o giorni. A partire dal Trecento si era diffuso l’uso di ottenere l’indulgenza tramite un’offerta in denaro a sostegno delle iniziative che stavano a cuore alla Chiesa stessa.

VENDITA INDULGENZE DA PARTE DI PAPA LEONE 10

 La situazione si aggravò con PAPA LEONE 10° il quale, appena salito al soglio pontificio, diede il via a una grande vendita delle indulgenze per finanziare la costruzione della cupola della basilica di San Pietro. La corsa alle indulgenze divenne un vero e proprio business per la chiesa di Roma.  Intorno al Cinquecento la pratica di era così degradata che molti credevano ormai che l’indulgenza cancellasse non solo la pena, ma persino la colpa del peccatore, e che attraverso l’esborso di una somma di denaro si potesse salvare oltre all’anima del donatore, anche quella dei suoi parenti defunti.  Ad aggravare la posizione della Chiesa contribuì anche la predicazione condotta in favore delle indulgenze dal domenicano tedesco Johann Tetzel (1465-1519). Pur di convincere i fedeli a versare il loro denaro, egli non solo fece affermazioni scorrette sul piano dottrinale, ma si servì anche degli argomenti più grossolani, inventando veri e propri slogan propagandistici, come: «L’anima sale in cielo benedetta, quando cade il soldin nella cassetta» (ovvero: appena la moneta pagata per l’indulgenza raggiunge il fondo della cassetta di legno per le offerte, l’anima del defunto per cui è stata versata l’indulgenza esce dal Purgatorio).  Grazie a questi e a molti atri tributi le rendite pontificie presero a poco a poco a aumentare, divenendo addirittura il triplo rispetto a quelle del re di Francia, uno dei più ricchi e potenti sovrani d’Europa.  La distorsione della dottrina teologica, provocata dalla vendita delle indulgenze, offrì a Lutero il pretesto per ribellarsi contro la Santa Sede. Solo il concilio di Trento correggerà tale pratica. GIROLAMO SAVONAROLA P. 40-  A Firenze aveva avuto successo la predicazione del frate domenicano Girolamo Savonarola (1452-1498), che riuscì a guadagnarsi il sostegno dei fiorentini con le sue infuocate invettive contro la dilagante corruzione dell’epoca e l’auspicio a una riforma della Chiesa.  Savonarola era nato a Ferrara nel 1452.  Nel 1484 la predica di Savonarola contro la corruzione dei costumi provocò la reazione della ricca borghesia fiorentina. Egli aveva infatti rimproverato ai fiorentini il loro attaccamento al lusso e alla ricchezza, esortandoli a mutare vita e a dare prova di pentimento.  Aveva poi severamente denunciato gli scandali della corte pontificia, l’immoralità di papa Alessandro VI e la corruzione morale della famiglia Medici.  Per un certo periodo Savonarola fu anche a capo del governo della città di Firenze.  La repubblica di Savonarola adottò alcuni provvedimenti in favore dei ceti popolari, tra i quali una imposta progressiva sul reddito che andava a colpire i redditi maggiori e la creazione del «monte di pietà», una istituzione che concedeva ai più bisognosi prestiti senza interessi in cambio di un pegno (un oggetto) lasciato in garanzia.  In breve tempo il governo repubblicano prese una direzione considerata da molti eccessivamente democratica. Per questo motivo, oltre che per il suo atteggiamento intransigente nei confronti della corruzione dei costumi, Savonarola si attirò nemici da ogni parte, e non solo all’interno di Firenze.  Nel 1497, papa Alessandro VI, uno tra i principali bersagli delle prediche di Savonarola, scomunicò il frate e le famiglie più ricche della città, preoccupate dal radicalismo delle riforme savonaroliane, misero fine a questa esperienza di governo.  Savonarola ignorò il provvedimento e non smise di predicare. Ormai detestato da tutti i politici della città, che lo consideravano un pericoloso trascinatore di folle, Savonarola venne arrestato illegalmente, torturato e condannato come eretico.

rudimenti della scrittura e lettura e nei paesi in cui si imposero le tesi di Lutero si alzò moltissimo il livello di alfabetizzazione della popolazione.  Tra l’uomo e Dio non sono necessari intermediari e di conseguenza non deve esistere una gerarchia ecclesiastica: tutti possono essere sacerdoti (sacerdozio universale).  I fedeli sceglieranno come guide spirituali persone particolarmente autorevoli, i «pastori», che come tutti potranno sposarsi e avere una famiglia. La Chiesa diventa una comunità di persone con una stessa fede. Il papa non ha potere sull’imperatore e sulle autorità civili. LA CONDANNA DI LUTERO  La circolazione delle idee di Lutero fu immediata e il monaco guadagnò, in pochi mesi, un grande seguito anche tra i ceti popolari.  La rapida diffusione delle 95 tesi, tradotte in tedesco dal latino, spinse le autorità ecclesiastiche a prendere provvedimenti: nell’agosto del 1518, Lutero ricevette l’ingiunzione di recarsi a Roma per difendersi dall’accusa di eresia. Ma, protetto da Federico III il Saggio, principe elettore di Sassonia e suo sostenitore, Lutero rimase in Germania.  La circolazione delle idee luterane fu agevolata dall’invenzione della stampa: i processi di stampa furono impiegati per realizzare opuscoli destinati a diffondere rapidamente contenuti a carattere divulgativo o propagandistico.  La Chiesa notificò a Lutero la bolla EXSURGE DOMINE (=Sorgi, o signore): il papa condannava al rogo gli scritti di Lutero e gli chiedeva di ritrattare le sue tesi, imponendo 60 giorni per abiurare (=rinunciare alla propria confessione religiosa, a rivedere e ritrattare le proprie idee) e non incorrere alla scomunica.  Lutero non cedette alla minaccia e il 10 dicembre 1520 nella piazza di Wittemberg egli ratificò la sua rottura con la Chiesa bruciando la bolla papale, insieme al simbolo stesso della chiesa cattolica romana cioè il CODICE DI DIRITTO CANONICO cioè l’insieme delle norme giuridiche che regolano la vita interna della Chiesa.  La scomunica pontificia arrivò nel gennaio 1521, ma l’arresto di Lutero spettava all’imperatore.  Carlo V, imperatore del Sacro romano impero, decise di affrontare la questione a Worms, nella dieta che si sarebbe aperta a fine gennaio di quello stesso anno. Carlo V era ben deciso a schierarsi dalla parte della Chiesa per tre motivi: o Il sovrano era profondamente cattolico; o Il sovrano era desideroso di avere il papa come alleato nella lotta che intendeva intraprendere contro la Francia di Francesco I; o Carlo V temeva che una divisione di tipo religioso potesse mettere a rischio l’integrità del suo impero e fomentare le spinte autonomistiche dei principi tedeschi.  Lutero però, che si presentò nel mese di aprile, rifiutò anche lì di sconfessare le proprie idee: l’imperatore decise quindi di metterlo al bando, condannando la sua dottrina come eretica e vietando nei territori imperiali ogni discussione o pubblicazione contraria alla religione e alla Chiesa di Roma (editto di Worms, 8 maggio 1521).  Seguirono mesi convulsi: illustri teologi cattolici attaccarono Lutero, che si difese con fermezza e passione, salvandosi grazie alla protezione di uno dei più illustri nobili tedeschi, Federico di Sassonia, che finse di rapirlo e lo tenne nascosto nel castello di Wartburg, a Eisenach, per dieci mesi. Qui Lutero tradusse dal greco la Bibbia, per permettere a un numero sempre maggiore di credenti di accostarsi al testo sacro.  Lutero riuscì a creare un vasto movimento anticattolico che determinò il distacco dalla Chiesa di Roma di quasi tutta la Germania settentrionale.

 Ciò aveva un risvolto politico: separandosi da Roma, si prospettava per i principi tedeschi la possibilità di incamerare i beni ecclesiastici, di non pagare + tributi alla Chiesa e di allentare i vincoli di dipendenza dall’imperatore che invece continuava a rimanere legato al cattolicesimo.

I PROTESTANTI – P. 44

 La Riforma, che nei primi anni aveva avuto una diffusione soltanto regionale

(nell’area di Wittemberg), dal 1523 conquistò molte terre di lingua tedesca, poi altri

spazi sempre in area centro-europea: Sassonia, Turingia, Tirolo, parte dell’Austria,

Ungheria, Moravia, Prussia, Svizzera tedesca, Olanda.

 Il luteranesimo in poco tempo si diffonde in tutto il Nord Europa, e in particolare in

quei Paesi in cui è meno forte l’influenza papale e in cui i signori locali hanno

interesse a svincolarsi dall’autorità di Roma.

 La Riforma andò assumendo una connotazione politica e sociale:

o Per i più poveri, «riforma» voleva dire anche lotta ai privilegi e alle ricchezze

della Chiesa;

o Per i principi, comportava avere mano libera sulle immense proprietà fondiarie

e immobiliari del clero;

o Per tutti, significava indipendenza da Roma e un colpo mortale allo strapotere

del papato.

 La diffusione della Riforma fu possibile anche grazie all’invenzione della stampa che

moltiplicava impatto, diffusione e velocità delle notizie. Dalla fine del 1517 al 1525,

furono stampate circa 300 000 copie degli scritti di Lutero.

 L’imperatore, Carlo V, era uomo devoto, legatissimo alla Chiesa di Roma. Nel 1529

Carlo V convocò a Spira una grande assemblea di nobili e religiosi: voleva imporre la

regola secondo cui nelle regioni a maggioranza luterana i cattolici avrebbero potuto

godere della più completa libertà di culto, mentre nelle regioni a maggioranza

cattolica i luterani non avrebbero potuto professare la propria fede.

 La proposta fu respinta con un documento di protesta da parte dei luterani nacque in

quel momento il termine «protestanti» per indicare la Chiesa luterana, in riferimento

alla prima parola contenuta nella loro petizione ovvero il verbo latino protestamur

(solitamente tradotto con «protestiamo» ma che letteralmente significa

«dichiariamo solennemente»).

 I seguaci di Lutero cominciarono a essere chiamati dai loro avversari PROTESTANTI,

un termine adottato dopo che durante la dieta di Spira (1529) alcuni principi e città

tedesche protestarono contro la presa di posizione ostile al luteranesimo assunta

dall’imperatore.

LA PACE DI AUGUSTA P. 45

o Il sovrano soppresse tutti i conventi; o trasformò i vescovi in funzionari di nomina regia; o rese obbligatorio l’uso della lingua inglese nelle pratiche di culto.  Non ci furono grandi cambiamenti nella dottrina e questo spiega perché nel caso del distacco dell’Inghilterra da Roma più che di «riforma» si è soliti parlare di «Scisma anglicano», limitato allo spazio inglese e motivato da ragioni fondamentalmente politiche ed economiche. Le norme stabilite da Enrico 8° mutarono notevolmente la situazione economica del regno. Con i beni incamerati dall’abolizione degli ordini monastici si formò un enorme patrimonio demaniale (=l’insieme dei beni appartenenti allo stato destinati all’uso dei cittadini) in mano al sovrano che a sua volta lo distribuì fra i nobili e la borghesia. Questo trasferimento di patrimonio mise in moto importanti processi economici. LA FINE DELL’UNITà RELIGIOSA P. 53  Con la diffusione delle Chiese protestanti l’unità dell’Occidente nella fede cattolica tramontò definitivamente.In non + di 50 anni le dottrine protestanti si diffusero in gran parte d’Europa.

  1. Il LUTERANESIMO si impose in quasi tutta la Germania, nei paesi scandinavi e in quelli baltici;
  2. Un’altra forma di cristianesimo protestante era il CALVINISMO, che si affermò in Svizzera, Paesi Bassi e Francia;
  3. ANGLICANESIMO divenne in Inghilterra la religione dominante.