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L'oggetto di studio della sociologia, ovvero la società, e la differenza tra senso comune e sapere scientifico. In particolare, si approfondisce la figura di Durkheim, il primo sociologo francese, e la sua concezione del sociale come forza coercitiva esterna all'individuo. Si analizzano i fatti sociali, ovvero le norme che agiscono sulla coscienza coercitivamente, e la loro importanza nella costituzione della società e del senso comune.
Tipologia: Appunti
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Oggetto di studio della sociologia è studiare scientificamente la società. Il senso comune è quello che noi riteniamo che tutti sappiano, qualcosa di comune e condiviso su cui si è solitamente d'accordo; è una forma di sapere che tutti hanno e che si rivolge in prima istanza alla dimensione d'esistenza che ci accomuna tutti, quella sociale (linguaggio, interazione, sentito dire, amicizie). Questa forma di sapere viene utilizzato per il nostro orizzonte quotidiano. Il sociologo studia la società già studiata dal senso comune riproponendola in una chiave più sofisticata, ma di base già conosciuta da tutti, osservando fenomeni banali ed evidenti (punto prospettico altro per poter vedere oltre il senso comune ovvio). Sociologo= parolaio. Osserva fenomeni che accadono nel quotidiano (svolti in società). La nostra condizione di vita quotidiana è vivere nella società, in un contesto sociale sul quale riflettiamo ed elaboriamo una riflessione per sopravvivere e la condividiamo. Non c'è separazione tra osservato e osservatore perchè il sociologo è inserito nella società e pre orientato da una forma di sapere sociale per eccellenza ovvero il senso comune. Obiettivo: dire qualcosa che il senso comune non sappia già. Differenza sociologia e antropologia: la sociologia studia la società spesso occidentale, mentre l'antropologia studia le società altre che hanno un senso comune diverso dal nostro. Ci sono 2 metodi per sfuggire al senso comune: a. Antropologia culturale: visitare nuovi luoghi, conoscere religioni e culture sconosciuti dalla maggior parte delle persone perchè riflette un senso comune totalmente differente. Ed è proprio questo il metodo di ricerca del sociologo: l'osservazione partecipante. Questa prospettiva altra sul sociale è garantita dalla distanza perchè normalmente non siamo inseriti in quel senso comune lì e quindi possiamo studiarlo scientificamente perchè è qualcosa di "altro". Questa strategia è suggerita dall'antropologia. La sensibilità per l'esotico ha caratterizzato molto lo studio quindi il viaggio e l'osservare partecipando altri luoghi e culture, c'è una sorta di predilezione per la nicchia (=studiare fenomeni e gruppi sociali che sono nascosti e marginali). Il sociologo continua a rieducare se stesso. Vuole occuparsi dell'ovvio ma da un punto prospettico differente= sociologia. b. La matematizzazione che consiste in un campione statisticamente rappresentativo realizzato intervistando le persone per raccogliere dati e costruire statistiche. La scientifica non sta nei concetti raccolti, ma sta nella matematica e nelle metodologie utilizzate per raccoglierli. Queste due strategie sono ateoriche (no serio lavoro teorico) di Garfinkel. Durkheim è il primo sociologo teoreticamente attrezzato che si vuole occupare non dei problemi sociali, ma dei problemi sociologici che non coincidono sempre con i problemi sociali non sempre il problema sociologico è problema sociale.
Biografia: Durkheim fu il primo sociologo francese nato a Epinall da una famiglia ebraica, padre rabbino. Da subito si interessò a questioni filosofiche piegate in senso politico e sociale. Terminò brillantemente gli studi e cominciò una carriera scientifica a Bourdeu. A fine '800 pubblicò tanti testi e si guadagnò un posto notevole nel dibattito intellettuale sociale alla Sorbona, la quale darà lui il suo primo corso di sociologia. A Parigi ebbe una vita intellettuale molto attiva: incontra storici, antropologi tra cui Marcel Moss antropologo famoso (parente), psicologici, sociologi. Frequenta inoltre la Année sociologique alla Sorbona. Importanza scientifica e politica perchè ha ruolo attivo nell'istituzionalizzazione accademica. Studio: Non si occupa di problemi sociali (devianze, giovani, lavoro) ma di problemi sociologici (problema del senso comune).
SOCIALE : consiste in una forza di coercizione (qualcosa che ci costringe) che imprime sulla coscienza individuale, valenza coercitiva del sociale. Elemento astratto prodotto dagli individui ma che non coincide con esso e che ha conseguenze concrete. Il sociale è tutto ciò che è esterno all'individuo e che agisce coercitivamente su di esso. Durkheim ritiene che sia utile non pensare al sociale come una cosa che sia in prima battuta prodotto dagli individui, la realtà sociale è separata e altra rispetto al mondo sociologico degli individui, è una realtà esterna, fuori dall'individuo non prodotta da quest'ultimo il quale si scontra con questa realtà. Quando il soggetto decide di ribellarsi a questa pressione scattano delle sanzioni, il sociale reagisce sanzionando il soggetto. Il galateo è un fatto sociale, sono regole banali senza senso pratico che esercitano una pressione, la quale serve affinché li impariamo anche se con fatica. Se non li seguiamo il risultato è la sanzione che può presentarsi sottoforma, ad esempio, di esclusione ed isolamento. es. mi ribello al linguaggio--> non mi capiscono (sanzione). Avere lo stesso pensiero comune è facile non richiede sforzo in quanto non comporta a sanzioni. Se il sociale è ciò che costringe e che norma--> Sociale= normativo. La società è necessaria per l'individuo perchè gli offre le idee. La società è coercitiva ma abilitante. Il sociale è normativo e per Durkheim il giuridico (leggi) è un caso o esemplificazione del normativo ma non lo esaurisce. Es. il normativo si estende anche alle norme linguistiche, norme abbigliamento, norme comportamento, norme gestione sguardi... Il normativo è diffuso e articolato e noi rispettiamo le imposizioni che da esso ci provengono. La società è costituita da una serie dei cosiddetti fatti sociali : insieme di norme che hanno 2 caratteristiche centrali:
L'obiettivo polemico dell'opera è confutare e criticare le teorie allora dominanti relative alla genesi del normativo/ sociale. Herbert Spencer era l'argomento della sua critica. Spencer era un individualista/ contrattualista che sosteneva che la società era frutto di un contratto. Per l'individualismo esiste lo stato di natura (uomo vive privo di leggi, politica e società, condizione caratterizzata da un forte rischio per la propria vita) e lo stato civile. Lo stratagemma contrattualista di Hobbes per uscire dallo stato di natura è il contratto : affidare il potere di tutti gli uomini liberi nelle mani di un sovrano--> auto espropriazione del loro potere. Si crea così la figura del sovrano che ha il compito di difendere la vita dei sudditi (certitudo vitae). Unione sudditi nel sovrano--> leviatano Hobbes. Alla base della genesi del normativo per Durkheim non c'è una logica contrattualista, infatti egli critica il contratto. C'è un elemento del contratto che non è contrattuale? La lingua non lo è (non è possibile stipulare un contratto senza capirsi) e poi esistono delle leggi precedenti morali al contratto che lo rendono possibile e sono espressioni di un sentimento morale, sentire comune non contrattuale di cui le leggi sono espressione (comune orientamento morale che ci unisce di cui il contratto è espressione). La posizione individualistica scambia l' effetto per la causa , il contratto è un prodotto-effetto della società non l'origine. Per Durkheim non esiste lo stato di natura perchè non esiste l'individuo senza la società, sono entrambi necessari l'uno per l'altro. Quindi qual è l'origine?
(parti diverse che i lavorano in modo differente ma che si integrano nella stessa società), le parti non si assomigliano ma stanno insieme (modello teorico evoluzionistico).
Durkheim cerca una base empirica su cui appoggiare le sue idee. Durkheim studia l' evoluzione del diritto per spiegare il mutamento sociale, secondo lui i codici sono concreti e tangibili. Il diritto è un indicatore delle forme di solidarietà concreto, esistente e ispezionabile. Il giuridico è espressione/ indicatore della coscienza collettiva quindi se studio il giuridico studio anche l'evoluzione della coscienza collettiva. Le società segmentarie hanno una stessa forma di diritto, il diritto penale. Più si va verso il meccanico, più le società si basano sul diritto penale in quanto è più forte la coscienza collettiva. Il DIRITTO PENALE ha un'unica funzione secondo Durkheim: punire il trasgressore che ha trasgredito i dettami della coscienza collettiva. E' una reazione della società alla violazione della coscienza collettiva. Più un valore è centrale più la pena sarà grave. (^) E quindi quali sono le pene più gravi? Quelle legate alla trasgressione dei dettami religiosi (es. eresia). Durkheim trova che ci sia anche una funzione latente (nascosta) e una funzione manifeste (evidente). Quella manifeste è quella di punire, mentre quella latente è rafforzare la coscienza collettiva (quando si fa giustizia in modo corretto si crea solidarietà tra chi segue i dettami della società). Da meccanico--> a organico: Il diritto penale si trasforma perchè al centro non ci sono più dettami religiosi, il sacro non è più rappresentato al centro; ora al centro c'è l'omicidio come pena più grave ma anche furto, proprietà, infanticidio o comunque ciò che ci fa più rabbrividire o provare emozioni negative molto forti. Al centro l'uomo e non più la religione o il collettivo--> individualismo. Quando si guarda l'individuo si punta a tutelare diritti come la libertà quindi essere svincolati da, essere libero da. Questo simbolo trasmette un senso di autonomia e libertà da. Per simbolo Durkheim si intende qualcosa che va al di là del cognitivo, tocca la coscienza, un sentimento di appartenenza ed include la sfera emotiva. Simbolo--> esprime una dimensione collettiva di appartenenza (es. bandiera). L'individuo può essere considerato un simbolo che rappresenta l'indipendenza di ognuno. Il simbolo dell'individualismo è però freddo perchè non ha un culto o un simbolo vero e proprio che scatena un sommovimento emotivo. Man mano che dallo stadio meccanico ci indirizziamo verso lo stadio organico il diritto penale si restringe attorno all'individuo e alla sua proprietà e si creano più forme del diritto, diverse dal penale, che raggruppa con il nome di DIRITTO RESTITUTIVO (scopo: restituire integrità a una situazione che era stata alterata a causa del comportamento di uno o più soggetti) es. monetizzare il danno che hai fatto es. non pagare una tassa, parcheggiare in divieto di sosta. Il codice penale si va ad assottigliare e comincia ad espandersi invece la sfera restitutiva; se la società si espande si necessita di un insieme di norme per poter permettere un regolare svolgimento delle interazioni tra individui (no punizione, restituzione). (^) Il diritto restitutivo è il prodotto della coscienza collettiva? No, è il prodotto di un'elaborazione di un contratto, puro prodotto razionale per coordinare le interazioni complesse nella società. Il diritto restitutivo non ha norme conosciute da tutti, deve essere appreso. Quando si trasgredisce il diritto penale ci colpisce nella coscienza e nella vita emotiva mentre il diritto restitutivo non interagisce con la coscienza e deve quindi essere espresso. La centralità del valore non è l'unico criterio per il diritto penale ma deve essere anche molto preciso, definibile.
Comincia a interessarsi su un aspetto: ruolo che le emozioni hanno nel sociale. Durkheim si concentra sullo studio di quale è la fonte dell'emozione e della moralità. Esistono fonti morali che non fanno parte del religioso, quindi indaga su quale è l'origine del pensiero morale e del sentimento morale. Se si vogliono
determinare i valori morali che una società o cultura difende, la cosa migliore è andare a guardare le sanzioni. Distinzione tra sanzioni morali e sanzioni naturali: le sanzioni naturali date da un effetto meccanico che è collegato dall'atto che ho compiuto (es. stare male per un'allergia), mentre le sanzioni morali hanno un vincolo/ carattere artificiale e sintetico con l'atto che compio (sintesi chimica) e quindi c'è una relatività delle sanzioni perchè le pene sono decise dalla coscienza collettiva, la devianza è socialmente costruita. La sanzione morale è un costrutto sociale. Nonostante i valori morali siano relativi e variabili a seconda della società è la moralità che ci impone l'agire. Il morale ci respinge ma ci attrae--> esso contempla sia uno sforzo ed esercita una repulsione emotiva ma anche una gratificazione (devo fare i compiti ma voglio guardare la tv, se guardo la tv mi sento in colpa mentre se faccio i compiti dopo sono contenta anche se questa azione richiede sforzo). Il sacro è qualcosa che ci allontana ma che al contempo vogliamo vicino (distanza e vicinanza). (^) Ma da dove arriva la morale, la sua funzione? La morale non mira mai alla pura conservazione di chi la pone in essere (non mira mai al beneficio), ma ha sempre come obiettivo l'altro da me --> mettersi al servizio per. Esistono comportamenti che portano beneficio a chi li compie (es. lavoro) ma il lavoro può essere visto come uno strumento per carriera e soldi oppure esiste anche l'idea del lavoro come vocazione quindi avvertire di avere un preciso talento in quel campo e impegnarsi a metterlo in atto perché l'esercizio di questo talento può apportare benefici alla società perchè ci mette in connessione con gli altri (instaurazione di uno scambio) ed è in questa situazione che lavoro --> atto morale. La moralità, quindi, ha sempre come obiettivo l'altro da me e ha sempre a che fare con una messa al servizio. (^) Ma cos'è "l'altro da me"? Tendenza naturale a privilegiare la famiglia, aiutare. L'atto morale ha un'importanza maggiore se rivolto a sconosciuti (es. volontariato) ma c'è un livello d'azione morale ancora più alto: quando fai un'azione morale per qualcuno con cui non hai contatti umani--> la società, eroi civili (colui che si sacrifica a favore della società), azione anonima per la società nel suo complesso.
(^) Che cos'è la religione e di che cosa è fatta? Religione è un fatto sociale universale--> non si da sociale senza che si sia dato il religioso, non esiste società che non abbia prodotto un'esperienza religiosa. I valori della coscienza collettiva sono caratterizzati dal sacro. Durkheim si imbatte in un testo di due antropologi Gillen e Spencer che parla di due tribù native intitolato "The native tribes of central Australia" e rimane colpito dalla descrizione delle pratiche religiose arunta. Studiare le religioni più semplici--> società claniche dei nativi australiani. Analisi su dati raccolti in virtù del soggiorno che i due avevano fatto in Australia. Ma prima dell'analisi del dato empirico Durkheim si chiede cos'è la religione con l'obiettivo di definirla in senso generale e che possa adattarsi a tutte le esperienze religiose. PARS DESTRUENS --> prende in esame le precedenti definizioni di religione. La prima che trova è quella proposta dall'antropologo tedesco Muller --> religione aveva a che fare con il soprannaturale. L'idea che esista un mondo altro invisibile migliore e perfetto però è un'idea moderna e secondo Karl Jasper si sviluppa all'interno della storia la "rottura assiale" ossia si inizia a pensare che esista una soprannaturalità ma che non è comune a tutte le religioni (no nella religione totemica); quindi questa definizione è parziale. L'altra definizione nota era quella di Tylor --> religione ha elementi che collegano uomo a Dio, ma non soddisfa Durkheim perchè non tutte le religioni hanno un Dio (Buddha è uomo). (^) Cosa c'è all'interno della religione? Esiste innanzitutto una credenza religiosa fatta da rappresentazioni mentali, fatta di oggetti che hanno valore simbolico, pratico (croce, luoghi, calice, immagini) e questa dimensione concreta del religioso ha una funzione: serve a officiare pratiche rituali. Religione = insieme di credenze + oggetti + pratiche relativi al sacro. L'unica cosa comune a tutte le religioni sono queste 3 caratteristiche e il saper distinguere il sacro e il profano.
Fine carriera di Durkheim--> pessimismo perchè vede la modernità come uno stadio in cui si va a perdere la dimensione rituale spingendosi più nell'ambito profano. Intellettuali--> sorta di avanguardia, indicatore di "ciò che sarà"--> individualismo religione del domani, frutto della differenziazione sociale e della modernizzazione. Necessità di istituzioni che diano possibilità di riuscita sociale. Individualismo--> "destino ineluttabile", non celebra però appartenenza, soggetto è al contempo Dio e fedele ma non abilita ne a rituali ne a credenze collettive specifiche (religione laica), spinge all'autonomia, l'indipendenza. Il rituale è definito estatico perchè la coscienza si fonda con le altre e si creano connessioni mentre l'individualismo invece non celebra connessioni e non è un valore o simbolo collettivamente condiviso (rituale ha scopo simbolico e le persone si devono riunire attorno ad un centro endogeno). Il tempo del profano è il "tempo grigio" in cui si realizza una condizione ANOMICA (privo di regole) che perde progressivamente di senso, quindi vuol dire che perde la capacità di interrogare la coscienza dei soggetti. PARSONS (sociologo americano): esistono sanzioni positive e negative. quelle negative sono rappresentate dalla minaccia e rimprovero mentre quelle positive sono simboleggiate dall'incentivizzazione. Esiste però anche un obiettivo che le sanzioni devono raggiungere: possibilità di agire in maniera sanzionatoria sull'ambiente del soggetto o possibilità di agire sulla coscienza dell'attore invece che sull'ambiente. STADIO ANOMICO: le regole non parlano più alla coscienza dell'attore, vediamo infatti come le norme ora vengano viste come imposizioni, vincoli, limitazioni perchè la collettività si è persa a causa della perdita del dispositivo sociale religioso. es. mia figlia deve pulire la stanza. (^) Sanzione pos. esterna -->incentivo: ti do 10€ se lo fai (cambio ambiente esterno). (^) Sanzione neg. esterna --> se non pulisci la stanza le prendi (simbolo minaccia esterna: potere= obbligare qualcuno a fare qualcosa anche senza il suo consenso ma dobbiamo avere delle risorse che intervengono sull'ambiente esterno). (^) Sanzione neg. interna (agisce sulla coscienza)--> impegno al valore: rimprovero, senso di colpa. (^) Sanzione pos. interna --> influenza (gentilezza fai comprendere all'altro). Le sanzioni interne non hanno effetto se non ci si sente parte dello stesso gruppo. Oggi solo potere e denaro à regole non parlano più alla coscienza collettiva ma viste come limiti.
Causa--> società. Non è un fattore psicologico ma sociale. (^) Suicidio altruistico : valori collettivistici più importanti di quelli individualistici (società segmentarie). (^) Suicidio egoistico : si verifica in particolari assetti della coscienza che sono fortemente spinti dall'individualismo, soggetto non integrato: desiderio di affermazione vs reali possibilità di affermazione (protestanti, calvinisti). (^) Suicidio anomico : avviene in seguito a repentini cambiamenti sociali o culturali (crisi/boom economici) in cui il cambiamento manda in frantumi il tessuto regolativo, soggetto privato degli strumenti normativi essenziali per dare un senso alla propria esistenza. Detto "suicidio del disorientato".
prodotto sociale ha il ruolo di dare forma e direzione le energie presenti nella dimensione pulsionale; e quindi quando le regole non hanno più senso si ha il suicidio anomico, colui disorientato, non trova un senso.