

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Riassunto del libro "Fisica: idee e concetti" più appunti della professoressa. Argomenti: -scale termometriche (Fahreinheit, Celsius e Kelvin) -dilatazione termica -calorie e joule -capacità termica e calore specifico -legge fondamentale -propagazione del calore (conduzione, convezione e irraggiamento)
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 3
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


Il calore è l’energia trasferita tra due oggetti a causa della loro differenza di temperatura, una grandezza fisica che determina se due corpi sono in equilibrio termico oppure no. Questi due oggetti che si scambiano energia, e quindi calore, sono in contatto termico. Quando per esempio poniamo un oggetto caldo vicino a quello freddo, viene scambiato del calore: quello caldo si raffredda e quello freddo si riscalda. Quando i due oggetti raggiungono la stessa temperatura, questo flusso di calore si interrompe: è stato raggiunto l’equilibrio termico. Per misurare la temperatura si usano i termometri, i quali sfruttano gli effetti fisici determinati dalla temperatura stessa: è necessario fissare due temperature di riferimento e un intervallo unitario di temperatura per creare una scala termometrica. Le scale termometriche più diffuse sono la scala Celsius e la scala Kelvin. Mentre non esiste alcun limite superiore al valore che può assumere la temperatura, quest’ultima non può essere inferiore al valore detto “zero assoluto” (al di sotto della quale non è possibile raffreddare un oggetto) che nella scala Kelvin corrisponde allo zero e a - 273 nella scala Celsius. Questa scala venne chiamata così in onore dell’astronomo Anders Celsius (1701-1744). In questa scala si assegna il valore 0° alla temperatura del ghiaccio fondente e 100° alla temperatura dell’acqua in ebollizione: l’intervallo tra queste due temperature è quindi suddiviso in 100 gradi Celsius. Così chiamata in onore del fisico William Levin (1824-1907), si basa sull’esistenza dello zero assoluto: lo zero di questa scala corrisponde infatti allo zero assoluto. In questa scala non esistono quindi temperature negative. Le suddivisioni della scala Kelvin sono le stesse. La scala Kelvin è quella più utilizzata nella fisica. Per convertire: T(K)= T (°C) + 273, 15 T (°C) = T (K)- 273, 15 Fahrenheit è l'unità di una scala di misura della temperatura così chiamata in onore del fisico tedesco Daniel Gabriel Fahrenheit, che la propose nel 1724. In questa scala, il punto in cui l'acqua diventa ghiaccio è di 32 gradi Fahrenheit (°F), mentre il punto in cui l'acqua bolle è a 212 °F, suddividendo così questo intervallo in 180 gradi. L'unità di questa scala, il grado Fahrenheit, è 5⁄9 di un kelvin e Celsius. Una temperatura di − 40 °F è uguale a −40 °C (unica situazione in cui i valori delle due scale coincidono). Per convertire: T (°C)/100= T(°F)-32/ La maggior parte delle sostanze si dilata quando viene riscaldata: questo fenomeno viene detto dilatazione termica., il quale è alla base del funzionamento dei termometri a liquido (alcol o mercurio). La dilatazione può essere lineare o cubica. Se consideriamo un copro lungo e sottile (per esempio i binari ferroviari) possiamo immaginare che esso si possa espandere in un’unica direzione: parliamo quindi di dilatazione lineare. Il fenomeno della dilatazione lineare è quindi un caso particolare di dilatazione termica in cui la misura di due dimensioni su tre varia in modo trascurabile rispetto alla dimensione maggiore. La formula è: ΔL= αL0ΔT, in cui ΔL e la variazione della lunghezza (m), L0 è la lunghezza iniziale (m), ΔT è la variazione della temperatura (K) e α è il coefficiente della dilatazione lineare, che dipende dal tipo di materiale. Anche l’area e il volume dell’oggetto variano con la temperatura. La dilatazione termica dei volumi (volumica o cubica) segue una legge
simile a quella della dilatazione lineare: ΔV= βV0ΔT, in cui ΔV è la variazione di volume (metri cubici),V0 è il volume iniziale, ΔT è la variazione della temperatura e β è il coefficiente di dilatazione volumica. Se la sostanza che si dilata è un solido, il coefficiente di dilatazione lineare e quello volumico sono legati dalla relazione: β=3α. L’acqua ha un comportamento particolare: la forma solida del ghiaccio è meno densa della sua forma liquida (gli iceberg infatti galleggiano). Da un grafico vediamo che la densità diminuisce al crescere della temperatura e quindi del volume. In realtà nell’acqua la densità aumenta quando l’acqua viene riscaldata da 0°C a 4°C (densità massima a 4°C), per poi nuovamente diminuire. Il calore che fluisce da un copro all’altro è una forma di energia: se teniamo conto dell’energia associata alla variazione della temperatura, possiamo verificare che nel processo l’energia si è conservata. L’equivalenza tra lavoro e energia venne trovata per la pima volta da James Prescott Joule (1818- 1889 ): durante i suoi esperimenti, studiò l’aumento della temperatura in uno strumento dove l’energia potenziale gravitazionale era convertita in aumento dell’energia dell’acqua. Prima dei suoi studi, il calore veniva misurato con un’unità detta caloria (cal) individuata da Joseph Black, il primo a studiare il calore dal punto di vista quantitativo, che non fa parte del SI. Una caloria è definita come la quantità di calore necessario peer alzare la temperatura di un grammo d’acqua distillata alla pressione di 1 atm da 14,5 °C a 15,5 °C. Joule dimostrò che 1 cal equivale a 4,186 J di lavoro meccanico ( kcal= 10 ^3 cal=4186 J). La relazione tra la quantità di calore fornita a un corpo e la sua temperatura coinvolge due grandezze: la capacità termica e il calore specifico. La capacità termica di un oggetto è la quantità di calore necessaria per ottenere una variazione di temperatura di 1K (C=Q (J)/ ΔT(K)). Nel SI la capacità termica si misura in J/K. Se si conosce la capacità termica C di un oggetto, possiamo calcolarci il calore (Q) necessario per produrre un incremento di temperatura (ΔT) con la formula inversa. Se ΔT è positivo, lo sarà anche Q (si fornisce calore al sistema); se ΔT è negativo lo sarà anche Q (il sistema cede calore). Il calore specifico è la capacità termica di una sostanza per unità di massa (c=C(J/K)/m(kg)), Nel SI, si misura in J/(kg+K) e dipende solo dal tipo di sostanza e non dalla sua massa. Per misurarlo si usa il calorimetro, un contenitore isolato riempito con acqua Combinando le relazioni di Q e c otteniamo: Q= CΔT=mcΔT e possiamo scrivere la cosiddetta legge fondamentale della termologia: Q= mcΔT. Ciò significa che maggiore è il calore specifico, maggiore è la quantità di calore che dobbiamo fornire all’unità di massa di una certa sostanza per produrre un dato aumento di temperatura. Per misurare il calore specifico si usa il calorimetro, un contenitore isolato riempito con acqua: per determinare la temperatura finale si usa la legge fondamentale. Il calore può essere scambiato in vari modi, La conduzione riguarda i solidi ed è un flusso di calore che avviene direttamente attraverso un materiale senza che si abbia spostamento di materia. Essa dipende dal tipo di materiale: alcuni materiali conducono bene il calore, mentre altri, detti appunti isolanti termici, no. La quantità di calore che fluisce aumenta proporzionalmente all’area, al ΔT e alla costante tempo, e diminuisce con la lunghezza L. Otteniamo quindi la legge della conduzione termica secondo cui Q= kA(ΔT/L)t, in cui k è una costante detta conduttività o conducibilità termica (nel SI si misura in W/(m*K), dove 1W=1J/1s). Questa costante varia in base al materiale. La convezione è la modalità di propagazione tipica dei fluidi: quando un fluido viene riscaldato, in esso si determinano dei flussi convettivi, cioè movimenti fisici di materia che