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La preghiera in base alla teologia spirituale, con un focus particolare sui Salmi ebraici e la loro cristianizzazione. Il testo illustra come la preghiera è un'espressione dell'esercizio delle virtù teologali e un mezzo per crescere nella nostra unione con Dio. Vengono presentate le due categorie di preghiera: lode e supplica, e si discute della loro importanza nella spiritualità. Il testo conclude con insegnamenti patristici sulla preghiera.
Tipologia: Sintesi del corso
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La teologia spirituale dedica particolare attenzione alla preghiera perché essa è un’espressione dell’esercizio delle virtù teologali e si rivela un mezzo indispensabile per crescere nella nostra unione vitale con Dio Uno e Trino, ed è una delle armi essenziali per vincere nel combattimento spirituale.
b) I Salmi di supplica: Israele non esauriva la sua preghiera nella lode di Dio, ma si rivolgeva a Dio anche per implorare il suo soccorso con delle suppliche, che sono essenzialmente delle invocazioni per ottenere l'aiuto di Dio in qualsiasi disgrazia o calamità. Le suppliche possono essere sia collettive che individuali: quelle collettive vengono innalzate in occasione di calamità nazionali, quali pericolo immediato d'invasione, servitù e sofferenza degli esiliati, ecc.; le suppliche individuali, invece, riflettono la pietà intima delle persone concrete che soffrono, sono state composte da un dato individuo per un bisogno particolare. Sono testimonianze di una fede personale che si rivolge a Dio nella sofferenza, e in questo risiede il loro valore spirituale. Un modello di supplica individuale è il Salmo 51 (Miserere), in cui il supplicante è un penitente che chiede a Dio di essere perdonato. Il Salmo Miserere è un trionfo della religione del cuore. I Salmi e la preghiera cristiana : l'uso cristiano dei Salmi si muove in due direzioni: da una parte se ne è compiuta una «cristologiazazione»; dall'altra, i contemplativi hanno usato i Salmi come scuola di preghiera. La «cristologizzazione» dei Salmi: I primi cristiani hanno visto nei Salmi la preghiera di Cristo nonché l'espressione della preghiera rivolta a Cristo; Gesù in persona aveva spiegato che «bisognava che si compissero tutte le cose scritte su di lui nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi», questa enumerazione assegna ai Salmi un posto particolare fra i libri biblici, e la chiave della loro interpretazione è il mistero pasquale. Un merito di Sant'Agostino è l’averci consegnato, le Enarrationes in psalmos, il metodo più completo d'interpretazione cristologica dei Salmi e, nello stesso tempo, l’averci fatto prendere coscienza che la preghiera della Chiesa non è che una cosa sola con quella di Cristo. Ad ogni Salmo è premesso un titolo sul suo significato e la sua importanza per la vita umana del credente. I Salmi, scuola di preghiera: È stata forse la preghiera monastica, con la sua esperienza di meditazione, ad aver mostrato che il Salterio era per eccellenza l'iniziazione all'intimità con Dio, voce della Chiesa e voce dell'anima fedele, voce di Cristo e voce di discepolo. Il Salterio, esprimendo i sentimenti di Cristo, ci fornisce l'immagine ideale della nostra vita spirituale, il modo di correggere i nostri moti e resistere alle tentazioni.Il Salterio, per sant'Atanasio era come uno «specchio», dove chi canta un Salmo «può specchiarvisi ed osservare i movimenti della sua anima. Anche per sant'Agostino i Salmi sono uno specchio dell'uomo. I Salmi restano, per tutti i tempi, l'espressione della preghiera dei poveri in spirito nonché dei peccatori: “benché questi poemi siano nati in Oriente molti secoli fa, essi esprimono bene i dolori e le speranze, la miseria e la fiducia degli uomini di ogni epoca e di ogni paese, e cantano specialmente la fede in Dio, la rivelazione e la redenzione”. Il Salterio è una scuola di contemplazione di Dio e delle sue perfezioni. B. LA PREGHIERA DI GESÙ Gesù Cristo è il Figlio unito intimamente al Padre, la cui intera esistenza terrena è donata senza riserve al Padre. La storia dell'umanità non conosce alcun altro personaggio che In tale pienezza si trattenesse con Dio in preghiera come Gesù di Nazareth. La preghiera era la vita dell'anima di Gesù. La preghiera di Gesù è il modello di ogni preghiera, come insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica: “quando Gesù prega, già ci insegna a pregare. Il cammino della nostra preghiera è la sua
l'autore ha definito ciascuno di essi con un nome suggestivo e li ha raggruppati in tre tempi: la preparazione, lo sviluppo e la conclusione. Il secondo tempo, che costituisce il «corpo» della meditazione, comporta i gradi dello spirito, del giudizio e della volontà. Il metodo di Wessel Gansfort è stata la base a tutti i metodi posteriori. Tra essi occorre menzionare il metodo sulpiziano, che trae la sua origine dalle dottrine teologiche e ascetiche della cosiddetta Scuola francese di Spiritualità, del XVII secolo. Lo schema di questo metodo è:
espressione del suo incontro con questo Dio che si rivolge a lui, che gli ha manifestato il suo amore proprio entrando nella storia. Il nucleo più profondo della preghiera cristiana sta nell'essere una relazione viva e personale con il Dio vivo e vero; questa relazione-comunione consiste nell’amore di Dio, l’amore è la sorgente della preghiera: “la preghiera (…), rutto attinge all'Amore con cui siamo stati amati in Cristo e che ci concede di rispondervi amando come Lui ci ha Amati”. La preghiera si rivela, dunque, una necessità primaria della vita spirituale: "Chi prega, certamente si salva; chi non prega, certamente si danna” (SANT'ALFONSO DE LIGUORI). B. CARATTERISTICHE DELLA PREGHIERA CRISTIANA Alla luce della Rivelazione si scopre che la preghiera cristiana consiste in un dialogo con Dio Uno e Trino, di conseguenza, nella sua struttura si possono distinguere due caratteristiche: (a) È un dialogo con Dio (b) (b) Ha una struttura trinitaria: è pneumatologica, cristologica e filiale. La preghiera, dialogo con Dio. La preghiera cristiana parte dall'iniziativa divina, dalla chiamata che Dio ci rivolge per stabilire un dialogo con lui, perciò, la preghiera si configura come una risposta umana all'iniziativa divina. In questa linea è stato affermato: «La preghiera è dialogo e non semplice meditazione speculativa, né semplice invocazione di Dio proprio perché essa non è solo il parlare dell’uomo, ma anche e principalmente la risposta dell'uomo alla Parola di Dio. La preghiera cristiana si configura, propriamente parlando, come un dialogo personale, intimo e profondo tra l'uomo e Dio. Per una preghiera autenticamente cristiana è essenziale l'incontro di due libertà, quella infinita di Dio con quella finita dell'uomo. Giovanni Paolo II, alla domanda: Che cos'è la preghiera?, risponde: “comunemente si ritiene che sia un colloquio; in un colloquio ci sono sempre un "io" e un “tu”, ma in questo caso un Tu con la T maiuscola: nella preghiera il vero protagonista è Dio. Noi cominciamo a pregare con l'impressione che sia una nostra iniziativa. Invece è sempre un'iniziativa di Dio in noi (...). Questa iniziativa ci restituisce alla nostra vera umanità, ci restituisce alla nostra particolare dignità”. Struttura trinitaria della preghiera : La preghiera è ascolto della Rivelazione di Dio, che si è manifestato in Cristo e ci ha inviato lo Spirito Santo, ed è anche risposta personale dell'essere umano che, mosso dallo Spirito Santo invoca in Cristo il Padre. La preghiera fondamentale del cristiano, il Padre nostro, ha un carattere essenzialmente trinitario. In essa, lo Spirito Santo ci spinge ad invocare Dio come Padre e così ci introduce al mistero trinitario: “pregando il Padre "nostro" ci rivolgiamo personalmente al Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Non dividiamo la divinità, poiché il Padre ne è "la sorgente e l'origine", ma confessiamo in tal modo che il Figlio è eternamente generato da lui e che da lui procede lo Spirito Santo (….). La Santissima Trinità è consustanziale e indivisi- bile. Quando preghiamo il Padre, Lo adoriamo e Lo glorifichiamo con il Figlio e lo Spirito Santo". (a) Dimensione pneumatologica della preghiera: la preghiera cristiana è un dono dello Spirito Santo, dono che «può essere concesso solo "in Cristo attraverso lo Spirito Santo" e non attraverso le proprie forze, astraendo dalla sua Rivelazione».
La meditazione cristiana : la meditazione cristiana è l'esercizio pratico, l'apprendimento, lo sforzo per assimilare e interiorizzare innanzitutto la Parola di Dio; essa vive della Parola di Dio, che è il vero nutrimento dell'uomo, perciò è stata chiamata dai Padri «ruminatio, masticatio. La meditazione è una preghiera riflessiva o discorsiva, che cerca di superare la diversità e la dispersione delle diverse attività spirituali per concentrarsi in alcune di esse semplici e profonde. Questa preghiera è particolarmente vincolata alla verità; il suo oggetto, quindi, è ciò che proviene dalla Parola di Dio e la figura di Gesù, di conseguenza, l'oggetto proprio della meditazione deve provenire essenzialmente dalla Sacra Scrittura, e soprattutto dalla persona e la vita di Cristo. Il libro di meditazione per eccellenza è la Sacra Scrittura stessa. L'approfondimento delle verità divine tramite la meditazione non è un compito soltanto dell'intelletto, ma nella meditazione è tutta la persona, con tutte le sue potenze, i suoi sentimenti, il suo cuore, che cerca di stabilire con Cristo un rapporto di amicizia, fino a giungere all'unione con Lui. La meditazione non è una forma di studio, bensì una delle espressioni principali della vita di preghiera e di conseguenza cerca, non tanto di aprirsi alla conoscenza dei fatti e la loro mutua connessione, ma di assimilare ed interiorizzare le verità divine chepossono essere comunicate dalla Rivelazione e, quindi, assunte da noi alla luce della fede. Lo scopo della meditazione è quello di farci passare dalla fede, in quanto accettazione della Rivelazione come principio e fondamento della nostra esistenza, alla «vita di fede», ossia, di far sì che il contenuto della fede diventi anche il contenuto della nostra vita quotidiana.