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Introduzione al Sistema Tributario Italiano: Imposte, Tasse e Contributi, Dispense di Economia Politica

Appunti di quinta superiore riguardante argomenti quali: entrate pubbliche (tributi, imposte, tasse, contributi); sistema tributario italiano e IVA

Tipologia: Dispense

2022/2023

In vendita dal 19/01/2024

zuliiiiiiiiia
zuliiiiiiiiia 🇮🇹

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ENTRATE PUBBLICHE
Sono l’insieme dei mezzi monetari che entrano al soggetto pubblico per finanziare la spesa pubblica. Le FONTI sono:
A) PREZZI: costituito da entrate dell’attività economica di imprese pubbliche o impiego di beni statati (es: canoni di
locazione, ricavo di vendita). Questi non hanno l’ottica del profitto ma di garantire servizi ai cittadini;
B) TRIBUTI: ovvero le imposizioni tributarie coattive (obbligatorie), sono ENTRATE FINALI in quanto non vengono più
redistribuiti. Sono di 3 tipi:
1) IMPOSTE: sono la maggioranza delle entrate statali, sono tributi generali e non vi è un collegamento tra la fonte
d’imposta e come lo Stato impiega il denaro (es: IVA. IRPEF);
2) TASSE: si pagano quando è richiesto un servizio pubblico che è a scelta, ma obbligatorio da pagare, qui vi è il
collegamento tra la somma versata e l’esecuzione del servizio (es: tassa scolastica);
3) CONTRIBUTI: sono obbligatori, si pagano quando un soggetto si avvantaggia di un servizio statale anche senza
richiesta a cui non si può rinunciare (es: oneri di urbanizzazione).
C) PRESTITI: costituiscono debito pubblico tramite titoli di Stato (BTP, BOT, CCT); sono ENTRATE VOLONTARIE, in
quanto è a discrezione del privato investirli, quindi non sono entrate finali ma lo Stato li redistribuisce con gli
interessi. Essi costituiscono il debito pubblico.
COME SI CLASSIFICANO:
A) in base alla provenienza e alla fonte economica:
- ORIGINARIE: provengono direttamente da beni del settore pubblico (PREZZI);
- DERIVATE: si formano nel settore privato e vengono poi trasferite in quello pubblico (PRESTITI, TRIBUTI);
B) in base alla loro obbligatorietà:
- COATTIVE: i tributi e sanzioni pecuniarie devono essere pagare per forza in quanto imposto dallo Stato che esercita
il proprio potere;
- NON COATTIVE: i prestiti e prezzi sono a discrezione del privato;
C) in base alla ripetibilità nel tempo:
- ORDINARIE: cioè quelle che si ripetono in ogni esercizio. Si classificano come tali anche quelle entrate che vengono
pagate utilizzando il reddito cioè la parte della ricchezza che si rinnova
- STRAORDINARIE: cioè quelle che presentano un carattere eccezionale o occasionale e giustificate da eventi
particolari. Si classificano come tali anche quelle entrate pagate impiegando il proprio patrimonio o risparmio
accumulato nel tempo.
D) in base al carattere definitivo dell’acquisizione:
- FINALI: quando la somma è definitivamente acquisita dal soggetto pubblico (TRIBUTI, PREZZI)
- NON FINALI: quando la somma dev’essere restituita (PRESTITI)
E) in base agli aspetti economico- contabili:
- CORRENTI: cioè quelle che sono destinate a finanziare le spese correnti e hanno un carattere di periodicità
(TRIBUTI, PRESTITI)
- IN C/CAPITALE: cioè quelle che hanno carattere straordinario e derivato dall'alienazione di beni patrimoniali o da
trasferimenti in conto capitale (ALIENAZIONI PATRIMONIALI).
B) I TRIBUTI
Sono istituiti da una legge nazionale o regionale o da un atto con forza di legge cioè decreto legislativo o decreto
legge. La norma racchiude il PRINCIPIO DI LEGALITÁ TRIBUTARIA il cui fondamento sta nel fatto che solo la legge, in
quanto proveniente dal Parlamento, è espressione della volontà popolare e offre maggiori garanzie di perseguire
interessi generali.
NO TAXTATION WITHOUT REPRESENTATION: significa che non sono ammissibili tributi se non vi è il consenso dei
rappresentanti eletti dal popolo.
VARI TIPI DI TRIBUTI
1) IMPOSTE
Ovvero il prelievo coattivo di ricchezza messo in atto dall'ente pubblico nei confronti di tutti i cittadini per finanziare i
beni e i servizi pubblici generali indivisibili, quelli cioè che portano vantaggio alla collettività nel suo insieme.
CARATTERISTICHE:
- OBBLIGATORIETÁ NEL PRELIEVO FISCALE: soggetti privati obbligati a pagare le imposte perché appartenenti alla
comunità politicamente organizzata e sottoposti alla sovranità dello Stato;
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ENTRATE PUBBLICHE

Sono l’insieme dei mezzi monetari che entrano al soggetto pubblico per finanziare la spesa pubblica. Le FONTI sono: A) PREZZI : costituito da entrate dell’attività economica di imprese pubbliche o impiego di beni statati (es: canoni di locazione, ricavo di vendita). Questi non hanno l’ottica del profitto ma di garantire servizi ai cittadini; B) TRIBUTI : ovvero le imposizioni tributarie coattive (obbligatorie), sono ENTRATE FINALI in quanto non vengono più redistribuiti. Sono di 3 tipi:

  1. IMPOSTE : sono la maggioranza delle entrate statali, sono tributi generali e non vi è un collegamento tra la fonte d’imposta e come lo Stato impiega il denaro (es: IVA. IRPEF);
  2. TASSE : si pagano quando è richiesto un servizio pubblico che è a scelta, ma obbligatorio da pagare, qui vi è il collegamento tra la somma versata e l’esecuzione del servizio (es: tassa scolastica);
  3. CONTRIBUTI : sono obbligatori, si pagano quando un soggetto si avvantaggia di un servizio statale anche senza richiesta a cui non si può rinunciare (es: oneri di urbanizzazione). C) PRESTITI : costituiscono debito pubblico tramite titoli di Stato (BTP, BOT, CCT); sono ENTRATE VOLONTARIE , in quanto è a discrezione del privato investirli, quindi non sono entrate finali ma lo Stato li redistribuisce con gli interessi. Essi costituiscono il debito pubblico. COME SI CLASSIFICANO : A) in base alla provenienza e alla fonte economica:

- ORIGINARIE: provengono direttamente da beni del settore pubblico (PREZZI); - DERIVATE: si formano nel settore privato e vengono poi trasferite in quello pubblico (PRESTITI, TRIBUTI); B) in base alla loro obbligatorietà : - COATTIVE: i tributi e sanzioni pecuniarie devono essere pagare per forza in quanto imposto dallo Stato che esercita il proprio potere; - NON COATTIVE: i prestiti e prezzi sono a discrezione del privato; C) in base alla ripetibilità nel tempo : - ORDINARIE: cioè quelle che si ripetono in ogni esercizio. Si classificano come tali anche quelle entrate che vengono pagate utilizzando il reddito cioè la parte della ricchezza che si rinnova - STRAORDINARIE: cioè quelle che presentano un carattere eccezionale o occasionale e giustificate da eventi particolari. Si classificano come tali anche quelle entrate pagate impiegando il proprio patrimonio o risparmio accumulato nel tempo. **D) in base al carattere definitivo dell’acquisizione:

  • FINALI:** quando la somma è definitivamente acquisita dal soggetto pubblico (TRIBUTI, PREZZI) - NON FINALI : quando la somma dev’essere restituita (PRESTITI) E) in base agli aspetti economico- contabili : - CORRENTI : cioè quelle che sono destinate a finanziare le spese correnti e hanno un carattere di periodicità (TRIBUTI, PRESTITI) - IN C/CAPITALE : cioè quelle che hanno carattere straordinario e derivato dall'alienazione di beni patrimoniali o da trasferimenti in conto capitale (ALIENAZIONI PATRIMONIALI). B) I TRIBUTI Sono istituiti da una legge nazionale o regionale o da un atto con forza di legge cioè decreto legislativo o decreto legge. La norma racchiude il PRINCIPIO DI LEGALITÁ TRIBUTARIA il cui fondamento sta nel fatto che solo la legge, in quanto proveniente dal Parlamento, è espressione della volontà popolare e offre maggiori garanzie di perseguire interessi generali. NO TAXTATION WITHOUT REPRESENTATION : significa che non sono ammissibili tributi se non vi è il consenso dei rappresentanti eletti dal popolo. **VARI TIPI DI TRIBUTI
  1. IMPOSTE** Ovvero il prelievo coattivo di ricchezza messo in atto dall'ente pubblico nei confronti di tutti i cittadini per finanziare i beni e i servizi pubblici generali indivisibili, quelli cioè che portano vantaggio alla collettività nel suo insieme. **CARATTERISTICHE:
  • OBBLIGATORIETÁ NEL PRELIEVO FISCALE** : soggetti privati obbligati a pagare le imposte perché appartenenti alla comunità politicamente organizzata e sottoposti alla sovranità dello Stato;

- DESTINAZIONE AL GENERICO FINANZIAMENTO DEI SERVIZI PUBBLICI INDIVISIBILI: cioè quei servizi dei quali non è possibile non dall'avvalersi. COME VENGONO USATE : si realizzano obiettivi di politica economica come:

  • Redistribuzione del reddito
  • Promozione dello sviluppo economico
  • Pieno impiego dei fattori produttivi
    • Eliminazione degli squilibri nel sistema
    • Controllo stabilità e valore della moneta 2) TASSE Sono prelevamenti attuati da parte del soggetto pubblico impositore a fronte di richiesta e dell’uso da parte del cittadino contribuente di un determinato servizio pubblico divisibile CARATTERI: è IL CORRISPETTIVO OBBLIGATORIO DA PAGARE una volta richiesto un servizio pubblico divisibile. La misura dell’entità della tassa è determinata da:
  • IL BENEFICIO CHE ME TRAE IL SINGOLO
  • IL GRADO DI UTILITÀ PUBBLICA RICONOSCIUTO AL SERVIZIO GRADO DI COATTIVITÀ DELLA TASSA : la tassa è PRIVA di carattere coattivo. Chi non richiede il servizio NON è obbligato a pagarla. 3) CONTRIBUTI I contributi sono prelevamenti coattivi di denaro a carico di determinati soggetti che, anche se non ne fanno richiesta, beneficiano in modo particolare di un bene un servizio pubblico. CARATTERI: è un servizio eseguito dal soggetto pubblico nell’interesse della collettività. Tale servizio porta un vantaggio nei confronti di soggetti privati determinati, per questo motivo, essi sono obbligati a un contributo indipendentemente dal fatto che abbiano o meno richiesto il servizio DIFFERENZA TRA CONTRIBUTO E TASSA
  • Il contributo mira a far pesare una parte del servizio sul soggetto che ne trae più vantaggio;
  • Deve essere pagato obbligatoriamente anche qualora il soggetto privato non abbia richiesto il servizio;
  • Presenta un livello di coattività superiore CONTRIBUTI SOCIALI È una forma di prelievo obbligatorio a carico dei lavoratori e dei datori di lavoro effettuato da INPS e INAIL per finanziare l’attività assicurativa e previdenziale dei lavoratori ( parafiscalità ) MISURAZIONE DELLE ENTRATE Occorre confrontare il valore delle entrate con altri valori di riferimento; ad esempio quello della ricchezza prodotta (PIL) in base alla diversa composizione delle entrate che vengono considerate si distinguono 3 indicatori.
  1. PRESSIONE TRIBUTARIA : entrate tributarie (escluso contributi sociali)/ PIL
  2. PRESSIONE FISCALE : entrate tributarie (compresi contributi sociali)/ PIL
  3. PRESSIONE FINANZIARIA : complesso delle entrate pubbliche (tributarie ed extratributarie)/ PIL CRITERI PER VALUTAZIONE E COMPARAZIONE DELLA PRESSIONE FISCALE TRA STATI DIFFERENZE CULTURALI Nei vari paesi c’è una diversa partecipazione del soggetto pubblico nell’offerta di servizi alla collettività, dove ve ne son di più, il carico fiscale sarà maggiore. ECONOMIA SOMMERSA La pressione fiscale va calcolata sui dati reali del Pil, quindi questa economia peggiora la pressione sui soggetti onesti. INDICE DI EFFICIENZA NEL SETTORE PUBBLICO La pressione va in relazione all’efficienza e efficacia nei servizi pubblici, la capacità di far fruttare il denaro, varia da Stato a Stato. LE ENTRATE FUNZIONALI ALLA POLITICA ECONOMICA Le diverse forme di entrate di tributi sono funzionali alla politica economica. Il soggetto pubblico infatti, è in grado di distribuire il carico della spesa in maniera differenziata tra le diverse classi sociali, e le entrate pubbliche diventano un altro strumento importante di politica economica. **CRITERI DI SCELTA FRA LE ENTRATE
  • SERVIZIO DIVISIBILE UTILE SOLO PER IL BENEFICIARIO:** la tassa sarà elevata e il prezzo privato o quasi privato - SERVIZIO DIVISIBILE UTILE PER IL BENEFICIARIO MA ANCJE PER LA COLLETTIVITÀ: il costo potrà essere finanziato in parte dai soggetti che beneficeranno del servizio, attraverso tasse, prezzi pubblici o politici o imposte;

In casi espressi dalla legge, può succedere che il contribuente non coincida col soggetto passivo ma ci siano i SOSTITUTI D’IMPOSTA : coloro che si sostituiscono al contribuente nel versare l’imposta (es: contributi dal datore di lavoro). B) OGGETTO : elemento naturale al quale si riferisce il presupposto e rispetto al quale si applica e misura l’imposta; C) BASE IMPONIBILE : oggetto dell’imposta espresso in termini quantitativi, su cui si calcola l’imposta; D) ALIQUOTA : la percentuale da applicare alla base imponibile per conoscere l’importo dell’imposta. FONTE D’IMPOSTA: è la ricchezza che raccoglie il contribuente per far fronte alla spesa del tributo. CLASSIFICA IMPOSTE: A) in base al modo in cui viene colpita la capacità contributiva :

  • DIRETTE : hanno come presupposto la manifestazione immediata e diretta della ricchezza, che può colpire il REDDITO PERSONALE (IRPEF) o il PATRIMONIO (IMU).
  • INDIRETTE : incide sulla manifestazione volontaria del consumatore.
  1. SUI CONSUMI : colpiscono il reddito del contribuente qualora esso acquisti un bene (es: IVA);
  2. SUI TRASFERIMENTI : colpiscono il patrimonio qualora questo venga trasferito o usato per fare affari (es: Imposta di registro). IMPOSTE DIRETTE IMPOSTE INDIRETTE PREGI
  • Garanzia di maggiore equità fiscale;
  • Strumento di politica economica che incide su domanda mondiale.
  • Ha effetti immediati su politica economica;
  • Facile da riscuotere ed accertare. DIFETTI
  • Rigida
  • Difficile da riscuotere ed accertare, con diffusione di fenomeni di evasione.
  • Diffonde inflazione;
  • Poca equità fiscale con effetto regressivo. B) in base al modo di considerare la capacità contributiva :
  • REALI : si basano sulla “res”, incidono sulla ricchezza del contribuente senza considerare le condizioni economiche soggettive;
  • PERSONALI : incidono sulla ricchezza del contribuente ma considerando le condizioni economiche, sociali e personali; IMPOSTA DIRETTA REALE : colpisce il reddito in base alla risorsa da cui proviene in modo separato tra uno e l’altro in base alla proprietà; IMPOSTA DIRETTA PERSONALE : non incide sul singolo soggetto ma su tutti indistintamente, considerando le situazioni soggettive C) in base al rapporto che può esserci tra aliquota e base imponibile :
  • PROPORZIONALI : quando l’aliquota è costante, quindi non varia al variare del reddito. Qui l’ammontare del tributo varia in modo proporzionale con la ricchezza imponibile.
  • PROGRESSIVE : quando l’aliquota aumenta all’aumentare del reddito. Qui l’ammontare del tributo cresce in maniera più che proporzionale rispetto all’aumentare della ricchezza imponibile; questa imposta soddisfa i principi di equità impositiva. È uno strumento di politica economica mirato a redistribuire la ricchezza ma comporta anche un impedimento alla formazione della ricchezza da parte di un soggetto. FISCAL DRAG: effetto dell’imposta progressiva, fenomeno per cui se un lavoratore ha un reddito elevato, pagherà più tasse rischiando così di scattare nello scaglione successivo con aliquote maggiori ma stessa ricchezza.
  • REGRESSIVE : quando l’aliquota diminuisce all’aumentare del reddito; qui l’imposta cresce in modo meno che proporzionale rispetto al reddito. TIPI DI PROGRESSIVITA’ D’IMPOSTA
  1. CONTINUA : qui l’aliquota cresce in modo minimo ma continuativo, ad ogni aumento del reddito. Questo sistema non è più in vigore dagli anni ’70;
  2. PER DETRAZIONE : detta FLAT TAX , ovvero un’imposta con aliquota fissa (piatta) che viene applicata indipendentemente dal reddito. In questo modo si ottiene un blando effetto progressivo in cui c’è una fascia d’esenzione, oltre quella, si paga la tassa (sistema non più in vigore);
  3. PER CLASSI : qui si divide la somma in classi di reddito e dà a ciascuna classe una diversa aliquota che verrà applicata sull’intero reddito del contribuente;

DIFETTO: il salto istantaneo da una classe all’altra, porta un sovraccarico fiscale al contribuente seppur per un minimo aumento del reddito; questo perché una volta individuata l’aliquota, essa verrà applicata su tutto il reddito.

  1. PER SCAGLIONI : qui il reddito imponibile viene diviso per settori e ad ognuno è assegnata un’aliquota crescente. In questo caso però l’aliquota si applica solo alla parte del reddito che ricade nello scaglione; quindi il contribuente, all’aumentare del suo reddito, si vedrà colpito solo la parte del reddito dello scaglione successivo. Questo è il metodo usato dal nostro Paese. PRINCIPI GIURIDICI D’IMPOSTA Sono i criteri generali a cui deve attenersi il legislatore quando regolamenta le imposte; questi principi sono compresi nella Carta Costituzionale e quelli previsti per l’imposta si trovano all’ art. 53 che sancisce:
  2. PRINCIPIO DI GENERALITA’ : L’art 53 c.1 cita che tutti sono tenuti a contribuire alle spese pubbliche (principio universalità), mentre il correttivo del c.1 introduce il principio di equità in quanto cita che non tutti sono in grado di pagare lo stesso ammontare ma va in base alla capacità produttiva. Tuttavia questo principio ammette delle DEROGHE: ESENZIONI o AGEVOLAZIONI che compaio in certi casi e determinate da ragioni di giustizia sociale stabiliti dalla legge; presupposti citati dall’art. 3.
  3. PRINCIPIO DI UNIFORMITA’ : Nell’art. 53 viene considerato il criterio della capacità contributiva , per cui la somma da versare va determinata in base a:
  • FATTORI OGGETTIVI : considerati sotto ASPETTO QUANTITATIVO: ovvero a quanto ammonta il reddito del contribuente (con progressività), e ASPETTO QUALITATIVO: ovvero in che modo entra il denaro al contribuente (con sgravi e agevolazioni);
  • FATTORI SOGGETTIVI : dipendono da condizioni personali (con detrazioni e deduzioni).
    1. PRINCIPIO DI PROGRESSIVITA’ : Per garantire l’uniformità nell’art 53, il sistema tributario deve procedere tramite criteri di progressività che incidono sull’insieme dei tributi. EFFETTI MICROECONOMICI IMPOSTA EVASIONE FISCALE È il comportamento di colui che viola la legge non pagando l’imposta del tutto o in parte. L’evasione può essere:
  • COLPOSA : quando è involontaria, il contribuente commette errori non voluti sulla dichiarazione dei redditi, che sono dovuti anche dal continuo cambiamento delle leggi in materia che se non fa tramite un professionista, sbaglia.
  • DOLOSA : quando è intenzionale, il contribuente usa strategie per evadere il fisco dichiarando di meno di ciò che in realtà guadagna; SANZIONI : possono essere:
  • AMMINISTRATIVE : per i comportamenti meno gravi, consiste nel pagamento di una somma di denaro (ammende);
  • PENALI : per violazioni gravi, dovute alla somma di denaro evasa, sia il comportamento assunto per evadere. CAUSE DELL’EVASIONE
  • DI TIPO CULTURALE : in quanto c’è poco senso civico da parte dei contribuenti che non pensano alla funzione sociale dell’imposta, anteponendo il proprio rendiconto finanziario;
  • ECCESSIVA PRESSIONE FISCALE
  • DIFFICILE INTERPRETAZIONE DELLE NORMATIVE FISCALI ;
  • MANCANZA DI AZIONE DI CONTRASTO EFFICACE : non ci sono i giusti sistemi sanzionatori;
  • CATTIVO ESEMPIO DALLE AUTORITÀ : sono i primi negligenti che danno il cattivo esempio alla società;
  • IMPIEGO SBAGLIATO DELLE RISORSE PUBBLICHE : infondendo sconforto da parte dei contribuenti nei confronti della società; EFFETTI EVASIONE SU: A) EQUITÀ FISCALE : i soggetti più poveri ma onesti pagano le imposte anche per offrire servizi agli evasori; B) PRESSIONE FISCALE : la pressione sui soggetti onesti si accentua; C) FINANZA PUBBLICA : per poter mantenere i servizi pubblici lo Stato è costretto a chiedere prestiti facendo aumentare il debito pubblico; D) CONCORRENZA TRA IMPRESE : le imprese evasive, abbattendo i costi, sono più competitive delle imprese corrette. STRUMENTI PER COMBATTERLA REDDITOMETRO : tramite l’intercettazione degli evasori. Si confronta il reddito dichiarato col reddito che dovrebbe avere in base al tenore di vita; il software ricava le spese effettuate nel periodo d’imposta. Se il reddito dichiarato è MINORE del 20% da quello presunto, pagherà la differenza

L’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO

Il valore aggiunto rappresenta l'aumento del valore di un bene o servizio finito, ossia la differenza tra il valore del bene immesso sul mercato il costo dei fattori intermedi che sono stati necessari per la sua produzione; in Italia l’IVA è di tipo consumo , ovvero l'imposta pagata sui beni di investimento, usati nella produzione di altri beni, è sempre detratta. La MODALITÀ DI TASSAZIONE al valore aggiunto è effettuata con il metodo IMPOSTA DA IMPOSTA , in ogni fase l’imposta da versare è calcolata come differenza tra l'imposta sull'intero valore delle vendite e l'imposta sull'intero valore degli acquisti. Il funzionamento dell'IVA si basa SULL'ISTITUTO DELLA RIVALSA : ovvero lo strumento che consente di trasferire in modo palese l'ammontare in un tributo da un soggetto all'altro attraverso l'addebito o la ritenuta. I soggetti passivi dell'imposta sono quelli che partecipano al ciclo produttivo distributivo (produttori grossisti e dettagliati). Invece il soggetto sul cui grava interamente l'imposta è il consumatore finale , che non può traslare l'imposta su nessuno. Affinché un'operazione possa assoggettarsi a imposta occorre che coesistano tre presupposti:

  • PRESUPPOSTO SOGGETTIVO : che si ha quando il soggetto passivo riveste la qualifica di imprenditore;
  • PRESUPPOSTO OGGETTIVO : che si concreta nel fatto che l'operazione imponibile possa qualificarsi come cessioni di beni o prestazioni e servizi effettuata a soggetti di imposta nell'esercizio della propria attività;
  • PRESUPPOSTO TERRITORIALE : che sia quando la cessione del bene alla prestazione del servizio effettuata nel territorio dello stato da soggetti di imposta.