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- LE MALATTIE INFETTIVE -, Appunti di Malattie Infettive

DEFINIZIONE DI MALATTIA E INFEZIONE LE MALATTIE INFETTIVE PIU' COMUNI: TUBERCOLOSI, HIV, EPATITE LE INFEZIONI NEL PIEDE DIABETICO

Tipologia: Appunti

2019/2020

In vendita dal 09/11/2020

ilaria-calciolari
ilaria-calciolari 🇮🇹

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MALATTIE INFETTIVE
Infezione causata da 5 tipi di microrganismi(patogeni classificati dal più piccolo al più grande):
VIRUS
BATTERI
PROTOZOI
FUNGHI
ELMITI/VERMI
Quando uno di questi entra nell'organismo causa infezione. Non è detto che io stia male; il
patogeno è passato, ho avuto infezione MA non sono stato male(non vi è stato di malattia).
Alcuni virus possono causare infezione in alcune persone e malattia in altre.
Virus della mononucleosi infettiva(citamegalovirus): è un virus che colpisce moltissime persone, ma
poche persone riscontrano la malattia.
INFEZIONE: ingresso di un patogeno nell'organismo che determina risposta chiaramente rilevabile e
specifica: risposta immunitaria
Esistono dei germi che vivono nel nostro organismo e noi conviviamo con loro ogni giorno. Sono
necessari alla nostra sopravvivenza e sono chiamati batteri commensali. (colonizzazione del
microbioma)
Patogeni opportunisti: germi che possono causare malattia quando il sistema immunitario è ridotto
e/o quando la persona è immunodepressa. Si chiama opportunista perchè in genere non causa
malattia, ma in caso di immunosopressione la malattia viene a manifestarsi.
Patogeni invasivi: sono germi che possono invadere il nostro organismo e causare malattia.
MALATTIA: infezione+manifestazioni cliniche generali o specifiche con alterazione della funzionalità
degli organni, sistemi o apparati
CATENA DI INFEZIONE(deve essere spezzata per evitare il contagio): schema che è stato fatto e
mantenuto nel tempo che ci dice:
la sorgente dei germi fonte di infezione. (nel caso ospedaliero questo è molto importante
perché in questo ambiente esiste una popolazione di germi diversa da quella fuori; parliamo
dei batteri Gram- (esempio pseudomonas o stafilococchi) e sono quasi sempre
multiresistenti ai trattamenti antibiotici). Quindi l'infezione può essere acquisita in ospedale.
veicolo di infezione ogni batterio ha la sua via di trasmissione, che può essere aerea(come
per il morbillo), feco-orale, diretta da contatto, vettore(zanzara, zecca)
porta di ingresso respiratoria, congiuntiva, faringea, bocca, cute
Periodo di incubazione:
tempo intercorso fra l'ingresso del patogeno e la/le prime manifestazioni di malattie
(fra il momento in cui il germe entra nell'organismo al momento di inizio malattia)
è diverso dal periodo di generazione, che invece è il momento dall'acquisizione dell'infezione al
periodo di trasmissione dell'infezione, che può avenire poco prima dell'inizio della malattia.
3 possibilità con l'incontro di un patogeno:
ho incontrato l'agente patogeno e non ho avuto infezione
ho preso l'infezione ma non ho manifestato malattia
mi sono infettato e mi sono ammalato
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MALATTIE INFETTIVE

Infezione causata da 5 tipi di microrganismi(patogeni classificati dal più piccolo al più grande):

VIRUS

BATTERI

PROTOZOI

FUNGHI

ELMITI/VERMI

Quando uno di questi entra nell'organismo causa infezione. Non è detto che io stia male; il

patogeno è passato, ho avuto infezione MA non sono stato male(non vi è stato di malattia).

Alcuni virus possono causare infezione in alcune persone e malattia in altre.

Virus della mononucleosi infettiva(citamegalovirus): è un virus che colpisce moltissime persone, ma

poche persone riscontrano la malattia.

INFEZIONE: ingresso di un patogeno nell'organismo che determina risposta chiaramente rilevabile e

specifica: risposta immunitaria

Esistono dei germi che vivono nel nostro organismo e noi conviviamo con loro ogni giorno. Sono

necessari alla nostra sopravvivenza e sono chiamati batteri commensali. (colonizzazione del

microbioma)

Patogeni opportunisti: germi che possono causare malattia quando il sistema immunitario è ridotto

e/o quando la persona è immunodepressa. Si chiama opportunista perchè in genere non causa

malattia, ma in caso di immunosopressione la malattia viene a manifestarsi.

Patogeni invasivi: sono germi che possono invadere il nostro organismo e causare malattia.

MALATTIA: infezione+manifestazioni cliniche generali o specifiche con alterazione della funzionalità

degli organni, sistemi o apparati

CATENA DI INFEZIONE(deve essere spezzata per evitare il contagio): schema che è stato fatto e

mantenuto nel tempo che ci dice:

  • la sorgente dei germi  fonte di infezione. (nel caso ospedaliero questo è molto importante

perché in questo ambiente esiste una popolazione di germi diversa da quella fuori; parliamo

dei batteri Gram- (esempio pseudomonas o stafilococchi) e sono quasi sempre

multiresistenti ai trattamenti antibiotici). Quindi l'infezione può essere acquisita in ospedale.

  • veicolo di infezione  ogni batterio ha la sua via di trasmissione, che può essere aerea(come

per il morbillo), feco-orale, diretta da contatto, vettore(zanzara, zecca)

  • porta di ingresso  respiratoria, congiuntiva, faringea, bocca, cute

Periodo di incubazione:

tempo intercorso fra l'ingresso del patogeno e la/le prime manifestazioni di malattie

(fra il momento in cui il germe entra nell'organismo al momento di inizio malattia)

è diverso dal periodo di generazione, che invece è il momento dall'acquisizione dell'infezione al

periodo di trasmissione dell'infezione, che può avenire poco prima dell'inizio della malattia.

3 possibilità con l'incontro di un patogeno:

  • ho incontrato l'agente patogeno e non ho avuto infezione
  • ho preso l'infezione ma non ho manifestato malattia
  • mi sono infettato e mi sono ammalato

Malattie diverse hanno rapporti diversi. Ad esempio la varicella(trasmessa per via aerea) ha

grossissima penetrazione di malattia; in pochissimi casi una persona incontra il virus della varicella e

non si ammala. L' infezione da mononucleosi, invece, viene riscontrata da moltissime persone, ma

poche di queste si ammalano.

I meccanismi di difesa del nostro orgnismo sono rappresentati da una barriera fisica e chimica che ci

protegge dalle infezione. Questa barriera è la nostra cute. La cute serve principalmente per due

ragioni:

  1. trattenere liquidi(acqua principalmente)

  2. difenderci dagli agenti esterni

sono le due cose che differenziano noi dall'ambiente esterno.

Altri meccanismi di difesa sono sfinteri, epiglottide, flusso secretorio che aiuta a mantenere deterse

le mucose e l'acidità gastrica.

quando si abbassano le difese?

Ospite immunocompromesso paziente che ha un difetto dei linfociti b o t, che ha subito un

trapianto d'organo, che è sottoposto e chemio o che ha HIV. A seconda della difesa che mi manca,

ho più o meno facilità a contrarre determinate infezioni.

Ad esempio, sulla cute vivono dei germi(saprofiti) che sono innocui per il nostro organismo in

condizioni fisiologiche normali. Se la cute viene lesa, questi germi, in particolar modo streptococchi

e staffilococchi, penetrano all'interno.

Se la cute viene lesa si possono insorgere anche a gravi infezioni se il soggetto ha dei deficit

immunologici.

Caratteristiche dell'infezione virale dell'ospite

i germi possono essere riuniti in 3 classi di replicazione

  1. Il virus entra, inizia a replicare, si manifesta, difesa immunitaria, fine infezione(grazie alla

difesa del nostro organismo o alla morte dell'ospite).

Fasi: infezione acuta - eliminazione virus.

Sono esempi l' influenza, dengue, febbre gialla, raffeddore.

  1. Virus che hanno una fase di latenza dopo l'infezione acuta, con attivazioni periodiche.

Fasi: infezione acuta – infezione latente – riattivazioni periodiche

Herpes simplex(HSV), citamegalovirus(CMV) la riattivazione è grave, herpes 6(HHV-6),

herpes 8( HHV-8 la riattivazione è sarcoma di Kaposi), adenovirus, varicella zooster

virus(VZV).. questi virus quando riemergono scorrono lungo i gangli SENSITIVI e si

manifestano

  1. infezione acuta-persistenza-cronicizzazione. Epatite b, epatite c(queste due si manifestano in

forma cronica la maggior parte delle volte, ma possono avere un decorso di tipo 2 o 1

rispettivamente), HIV(una volta infettati il virus continua a replicare SEMPRE).

FARE DIAGNOSI

Posso fare una diagnostica di tipo diretto o di tipo indiretto.

Ad esempio un paziente ha un'infezione. Faccio la ricerca di un determinato germe e lo trovo

direttamente. Oppure si può pensare di guardare se è passato quel germe, ovvero se il paziente ha

una risposta immunitaria specifica verso quel germe di cui ho sospetto. Nel caso di trovare

direttamente il germe si parla di DIAGNOSI DIRETTA, ovvero sono sicuro di aver trovato quel

determinato germe. Lo si trova attraverso la ricerca di: proteina (ad esempio proteina dell'herpes),

immunitarie dovuta all'invecchiamento o all'insorgenza di immunodeficienza.

Chi è a rischio di prendere la TB sono i conviventi o persone che stanno nello stesso posto per un

peridoo prolungato. L'infezione si sviluppa nel 40-90% degli esposti, il soggetto si infetta e quindi

bisogna verificare l'infezione attraverso la tubercolina. È un germe che replica molto lentamente,

fino a due anni. Quindi la prima infezione avviene dopo questo periodo. L'infezione può andare

incontro a riattivazione causando malattia si manifesta nello 0.1-0.5% dei soggetti infettati per

anno.

Sintomi TB sono spesso sfuggenti, quali tosse cronica persistente, con lieve febbre che dura da più di

15 giorni, dimagrimento.

Diagnosi: biopsia su tessuto, colorazione del tessuto che è utile per distinguere i batteri normali da

quelli della tb.

Terapia: molto lunga, nel migliore dei casi sono 6 mesi, con 4 tipi di antibiotici (2 per i primi 2 mesi, 2

per gli altri 4). Se il germe è resistente si usano farmaci di seconda linea e può arrivare a i 9 mesi fino

ai 12.

è una malattia che va "temuta"; un paziente con intradermica positiva non è detto che abbia

infezione ne tantomeno malattia.

POLMONITE

Causa di infezione sia in comunità che in ospedale.

È un infiammazione del parenchima del polmone causato da un agente infettivo. Questo germe è

molto difficile da stabilire, quindi la classificazione migliore è identificare il territorio di contagio

dell'agente.

SINTOMI: non sono tipici solo della polmonite, tosse, espettorato,...

l'unica maniera per accertare la polmonite è un RX toracico.

Terapia: breve, 7-8 giorni, con farmaci

HIV

L'infezione avviene tramite contatto diretto o trasfusione. È un virus con ciclo di replicazione

particolare. È un retro virus e ha patrimonio genetico a RNA. È un virus che retrotrascrive a DNA e

questo viene inserito nella cellula. Con questo meccanismo fintatnto che la cellula vive, il virus vive.

Chiunque si infetti o abbia una cellula HIV(come per qualsiasi retrovirus), questo virus vive.

Il virus infetta i linfociti cd4, li distrugge, distrugge la risposta immunitaria. Il sistema immiunitario

cade lentamente, quindi il soggetto non sta male subito. Ogni giorno muoiono 10

10

linfociti CD4 e

ogni giorno vengono creati 10

11

vironi nuovi. Quindi i linfociti CD4 muoiono, il sistema immunitario

incorre il virus ma il virus corrode lentamente le difese.

Cosa accade? Un primo periodo di infezione acuta, si hanno di sintomi di una banale infezione

virale(stanchezza, mialgie, nausea, vomito, influenza, mal di gola..). È sintomatologia atipica.

Successivamente ho un periodo di relativo benessere(periodo di latenza), poi ad un certo punto i

linfociti CD4 scendono al di sotto di un certo livello, e a questo punto inizio ad avere delle malattie

opportunistiche, che sono di due tipi: infezioni o tumori. Dopo il periodo di latenza si può parlare di

AIDS(il paziente ha immunodeficienza e malattia opportunistica).

Infezioni opportunistiche:

da parassiti: toxoplasmosi(causa encefalopatia simile ad ictus), cryptosporidium(diarrea

inarrestabile)

da batteri: Tubercolosi, micobatteri aticipi

da funghi: pneumocystis jiroveci pneumonia (PCP)

da virus: varicella zooster, herpes simplex, citalomegavirus, adenovirus

Queste malattie opportunistiche si manifestano nel malato di HIV con il passare del tempo; alcune

infezione sorgono solo quando le difese immunitarie sono estremamente basse, come ad esempio il

citalomegavirus. Questo tipo di virus, ad esempio, viene combattutto con una forte risposta

immunitaria in una persona sana. Una malato di AIDS rischia di contrarre questa malattia quando le

difese sono bassissime.

Il virus non corrisponde a malattia. Posso avere il virus e non essere malato. L' AIDS si manifesta

quando sono immunocompromesso e sorgono delle malattie opportunistiche. Tali malattie quindi

sono le infezioni e tumori.

I tumori opportunistici sono il sarcoma di kaposi, causato da un virus, il linfoma e ilcarcinoma della

cervice uterina. Sono tutte forme di neoplasie causate da virus. Queste sono forme tumorali che

possono contrarre anche le persone non affette da HIV; la differenza sta che nelle persone con HIV

queste neoplasie si manifestano 50 volte di più rispetto a chi non è affetto.

Cosa fare quando vengo a contatto con sangue, sperma o liquido seminale di una persona affetta da

HIV?

Esiste una profilassi post esposizione. Ci si reca nel reparto di malattie infettive e dopo analisi del

sangue per verificare la sierologicità positiva, vengono dati 3 farmaci da assumere per un mese.

Bisogna recarsi nel reparto entro le 48 ore, ma prima ci si reca, meglio è.

EPATITI

Il virus delle epatiti si differenziano per la sorgente del virus e la modalità di trasmissione. Sono tutti

virus dove il serbatorio è l'uomo. Sono stati scoperti recentemente alcuni ceppi dell'epatite E che

  • Prodromo e sintomi uguali all'epatite A
  • Può andare incontro a lenta guarigione; esistono dei farmaci
  • La cronicità porta dopo 25 anni a cirrosi (fibrosi del fegato e sovvertimento della funzione del

fegato); la cronicità può portare anche ad un epatocarcinoma.

  • Diagnosi con sierologia con ricarca di anticorpi(IgG e IgM), ma la situazione è un po' più

complicata del solito: il virus a 4 antigeni, che sono S(superficie), C(core, nucleo)

E(polimerasi), X(che codifica per altre proteine). Nella fase acuta compaiono le IgM soltanto

per l'antigene C; quindi se voglio vedere se un paziente ha un' infezione acuta faccio

sierologia e ho le IgM per il core. I pazienti quando guariscono hanno la comparsa degli

antigeni S, quindi inm fase di guarigione si presentano gli antigeni S(chiamato HbsAg).

Questo antigene viene richiesto per esempio prima degli interventi chirurgici. Perchè?

  • Perchè se l'HBsAg è positiva vuol dire che i paziente sottoposto ad operazione presenta

cronicità per l'epatite B. Vuol dire che ha nel fegato e nel sangue circolante il virus, quindi

può andare incontro a cirrosi e/o carcinoma epatico. Chi ha l'antigene S del virus può avere

anche l'antigene E e quando questo è presente vuol dire che il virus replica moltissimo.

  • L'infezione può essere asintomatica, può passare o restare cronica. Nell'infezione acuta si

possono avere dei casi dove questa porta a morte, oppure casi in cui il paziente guarisce.

Cronicizza nell' 1-5% dei casi e può essere lieve oppure grave nel tempo, portando a cirrosi

epatica con ascite e scompenso epatico, con conseguente piastrine basse, coagulazione che

tende ad aumentare, il fegato che è fibrotico non fa più passare il sangue e si accumula e i

vasi si dilatano, formando varici esofagee o a livello emorroidiario; può esserci anche

involuzione cognitiva cerebrale. Chi ha l' epatite cronica può avere manifestazioni

autoimmuni(ad es. Crioglobulinemia oppure poliartriti), dovuti alla presenza di anticorpi e

virus presenti nel corpo che formano dei complessi antigene-anticorpo.

  • Il paziente HbsAg positivo è altamente infettante. Cosa è infettante?

Alto rischio infettante: Sangue, siero, essudato di ferite

Rischio moderato: saliva, liquido vaginale e seminale

Basso/nullo: urine, feci, sudore, lacrime, latte materno

Il contagio è più frequente negli ambienti familiari e quasi nullo negli ospedali. Questo

perchè oramai tutti gli operatori sanitari e tutti i nascituri vengono vaccinati, quindi il rischio

di trasmissione negli ospedali, a lungo andare, sarà pari a zero. L'unico fattore di rischio

rimangono gli immigrati, che non vengono vaccinati alla nascita. Negli ambienti familiare,

invece, il rischio esiste quando si vive con un malato cronico di epatite; si pasti pensare che

l'infezione può essere trasmessa da una stoviglia non pulita bene o anche quando ci si

pettina i capelli(i denti del pettine possono lesionare leggermente il cuoio capelluto).

  • Trattamenti: è possibile un trattamento acuto effettuato nei giovani con l'interferone alfa. Il

successo non è alto (20%) ma il vantaggio è enorme: riesce a rarizzare l'infezione. Ovvero se

io riesco a sradicare il virus, il paziente guarisce completamente e non ho più cronicictà.

Farmaci(lamivudina) che bloccano la replicazione ma il virus resta nel fegato, quindi se

sospendo il trattamento il virus riprende a replicare. Chi ha l'infezione pregressa eliminata,

probabilmente ha ancora il virus nel fegato.

  • Nel siero il dna del virus può trovarsi da 1 a 100 milioni per ml. Più è alta la concentrazione

più è facile andare incontro a epatocarcinoma.

  • Prevenzione: vaccino; esistono anche anticorpi ad alto titolo.

EPATITE C (HCV)

  • Appartiene ad un'altra famiglia. Non è un pararetro

virus. Il virus cronicizza nel 70% dei casi.

  • Non esiste vaccinazione;
  • Se si prende il virus dell'aepatite C si ha infezione acuta

dopo 6/7 settimane

  • L'ittero nell'adulto è 3/4 casi su 10
  • Apparentemente asintomatica, ma fortemente alta è la

probabilità di cronicizzare.

  • Forma cronica  Il virus replica nell'epatocita e il mio sistema immunitario ucciderà le

cellule epatiche contenenti il virus. Quindi vi è una continua distruzione di cellule epatiche

contenenti il virus e una continua rigenerezione di epatociti che vengono continuamente

infettati dal virus. La forma cronica, quindi, da' come evoluzione la cirrosi epatica e

successivamente dell'epatocarcinoma. Nelle forme croniche abbiamo in contemporanea sia

il virus sia gli anticorpi.

  • Diagnosi: Si cercano gli anticorpi anti HCV. Se risulta positivo non è detto che il paziente sia

infetto o meno. Siccome nelle forme croniche ho sia gli anticorpi che i virus, e nelle forme

guarite invece ho solo gli anticorpi, se cerco gli anticorpi non riesco a capire se è una forma

cronica o guarita. Si deve cercare il genoma nel sangue. Si cerca quindi l'rna del virus nel

sangue e se non è presente vuol dire che il soggetto non è infetto, mentre se risulta positivo

vuol dire che è infetto. Non esiste il test per l'antigene ne quello per le IgM.

  • Alto rischio per gli operatori sanitari. Trasfusioni, punture accidentali, emotrasfusioni, uso di

droghe iniettate, contatti sessuali, può essere trasmesso dalla mamma al neonato(nel 4% dei

casi).

  • Una volta che il virus replica il nostro organismo è impotente, e le nostre difese ci attaccano.

Se io elimino il virus ho comunque il rischio di riscontrarlo.

  • Trattamento: (vecchio, fino al 2012-2014); successo variabile, alcuni genotipi facili da curare,

altri difficili. si faceva l'interferone(1 iniezione settimanale) e ribarivina(4 pastiglie al giiorno);

cura lunga da 6 mesi ad un anno. Cura pesante.

Dal 2014-2015 combinazione di farmaci nuovi che inibiscono la polimerasi e proteasi del

virus, vien bloccato e muore. Successo del 98%. Dura 12 settimane.

  • Prevenzione: screening del sangue, organi e tessuti dei donatori, precauzioni contro sangue

e fluidi corporei.

EPATITE D (HDV)

  • E' un problema solo chi ha HbsAg positivo, quindi se

non ho infezione dell'epatite B cronica non posso avere

infezione dell'epatite D.

  • L'epatite D si prende soltanto se ci si coinfetta(B e poi

D) oppure se ci si superinfetta(il portatore di epatite B

cronico si ammala poi anche di epatite D)

  • Trasmissione: percutanea, tossicodipendenza, mucose,

sangue, contatti sessuali.

  • Chi ha l'epatite D, ha l'RNA del delta e il DNA dell'epatite B.
  • Solo interferone radica l'epatite B e quindi di conseguenza anche l'epatite B

L'infezione ospedaliera viene contratta dopo che il paziente entra in ospedale(dopo 48 h) e può

contrarre l'infezione fino a 14 giorni dopo la dimissione.

PRINCIPALI MICRORGANISMI ISOLATI

  • da infezioni dell'apparato urinario: Escherichia coli
  • da infezioni delle basse vie respiratorie; Pseudomonas aeruginosa
  • da ferite chirurgiche infette: Staphilococcus aureus

N.B: Germe particolare

in questo momento c'è un grave problema all'interno degli ospedali. È stato generato una sorta di

germe chiamato Klebsiella pneumoniae, che produce un enzima che inattiva i carbapenei. I

carabapenei erano la classe di antibiotici prinicipale di sicurezza per trattare i Gram-; oggi si ha

un'epidemia di Klebsiella pneumonia. Questo germe è resistente a tutti gli antibiotici, fatta

eccezione(a volte) per pochi tipi, che sono gli aminoglicosidi e la colistina. Ultimamente c'è stata una

ricerca ed è stato ideato un inibitore per questa Klebsiella, che riesce a bloccarlo.

Un paziente che sta male può avere:

SIRS (sindrome da infiammazione sistemica) febbre, leucocitosi, infiammazione, frequenza cardiaca

alterata.

SEPSI

non avviene per caso; si ha la sepsi soltanto se si ha prima un'infezione localizzata (polmoni 50% dei

casi, genitourinario, addominale..). Successivamente si ha una risposta sistemica, quindi febbre,

seguita da tachicardia e tachipnea. Gradatamente si verificano una serie di meccanismi che portano

ad una permeabilità del circolo periferico, con una trasudata capillare, il volume plasmatico scende,

si ha una iperperfusione degli organi e iniziano a non funzionare degli organi importanti, quali

cervello, cuore, reni(insufficenza renale, perdita di conoscenza..). Se la pressione non sale avrò come

conseguenza lo shock settico. Quindi, dall'infezione localizzata si può arrivare a sespsi

SEPSI SEVERA

forte incidenza di sepsi severa negli USA. Sepsi severa indica presenza di Sirs, Sepsi, insufficienza

d'organo di uno o più organi. In caso di sepsi severa la mortalità è del 50%.

SHOCK

ipotensione secondaria a sepsi che non risponde alla riespansione di liquidi e che si associa a

disfunzione d'organo (sepsi severa). La possibilità di correggere l'ipotensione farmacologicamente

(sostanze inotrope o vasopressione) non esclude la diagnosi di shock settico.

Necessità di somministrare amine vasomimetiche(dopamina, dobutamina, adrenalina) per

sostenere la pressione del circolo in un paziente con sepsi ed ipotensione resistente malgrado tb

con liquidi endovena.

Lo shock settico ha una mortalita del 70-80%.

TIPOLOGIE DI INFEZIONI SULLA BASE DEL SITO ANATOMICO E DEI GERMI RESISTENTI

STRUTTURA ANATOMICA INFEZIONE AGENTE INFETTIVO CAUSALE

Epidermide Morbillo Virus del morbillo

Epidermide Varicella Varicella Zooster Virus

Strato corneo epidermico Tigna miceti(Microsporum,

Tricophyton..)

Epidermide Impetigine Streptococco Pyogenes(..)

Derma Erisipela S. Pyogenes

Follicolo pilifero Follicolite, carbonchio S. aureus

Ghiandole sebacee Acne Propionibacterium acnes

Grasso sottocutaneo Cellulite Streptococchi β-emolitici

Fascia Fascite necrotizzante S. pyogenes; flora batterica

anaerobia mista

Muscolo Miosite Ceppi tossigeni di S. aureus

Gangrena Clostridium perfringens

VALUTAZIONE INIZIALE E CLASSIFICAZIONE

CLASSE 1 CLASSE 4

CLASSE 3

CLASSE 2

TRATTAMENTO

DOMICILIARE

CON TERAPIA ORALE

OSSERVAZIONE

OPAT

OSPEDALIZZAZIONE

DIMISSIONE

CONSIDERARE TERAPIA ORALE

INTERRUZIONE DELLA TERAPIA

continuità della mucosa; la porta d'ingresso può essere una neoplasia, un diverticolo, emorroidi,

fissurazioni anali o lacerazioni uretrali.

Altri fattori predisponenti comprendono le malattie vascolari periferiche, il diabete mellito,

interventi chirurgici o traumi penetranti l'addome.

SEGNI E SINTOMI

La diagnosi precoce può essere difficile quando il dolore e l'iperpiressia di natura non determinata

sono gli unici segni di presentazione.

Successivamente si verifica tumefazione che è seguita da edema teso e dolorabilità.

Con la progressione dell'infezione, si verifica un indurimento di colore rosso scuro dell'epidermide,

associato alla presenza di bolle contenenti un fluido bluastro o porpora e successivamente la cute

diviene friabile ed acquista in colore bluastro, marrone o nero.

FINALITA' DELLA CHIRURGIA PRECOCE

L'evidenza di bolle, ecchimosi, fluttuazioni, crepitii e la diffusione sistemica dell'infezione richiede

l'immediata esplorazione chirurgica ed il debridement. L'incisione iniziale dvee essere estesa fino a

quando lo strumento o il dito non riesce più a separare cute e sottocute dalla fascia profonda.

A questo punto si verifica un'estesa trombosi dei vasi ematici a livello delle papille dermiche.

L'estensione dell'infezione a livello della fascia profonda determina una colorazione brunastra-grigia;

la rapida diffusione avviene lungo i piani fasciali, attraverso i canali venosi e i vasi linfatici. I muscoli

sono in un primo momento risparmiati. Negli stadi tardivi i pz presentano fenomeni tossici e

frequentemente manifestano ipotensione fino allo shock ed insufficienza multiorgano. In questa

fase è richiesto un supporto emodinamico aggressivo.

INFEZIONE DEL PIEDE DIABETICO

forma particolare di infezione dei tessuti molli che interessa paziente diabetici. Ci sono svariate

classificazioni.

Caratteristiche delle infezioni del piede:

  • alterazione del metabolismo del glucosio
  • arterosclerosi --> innteressa grandi e piccoli vasi; quindi possono esserci ostruzioni totali del

flusso oppure manifestazioni di ostruzioni dei piccoli vasi. I nervi sensitivi patiscono perché

l'ostruzione dei vasi arteriosi dei nervi sensitivi quindi provoca desensibilazzione.

CLASSIFICAZIONE DI WAGNER

  • GRADO 0 : non c'è solizione di continuo sulla cute. Possono esssere presenti condizioni

predisponenti(dita a martello, alluce valgo..) a rischio per l'instaurarsi di una lesione cutanea.

  • GRADO 1 : ulcerazione superficiale della cute e del sottocutaneo. Non viene fatta nessuna

ulteriore distinzione riguardo alla larghezza dlel'ulcera.

  • GRADO 2 : ulcerazione profonda con coinvolgimento ed esposizione delle sottostanti

strutture aponeurotiche, tendinee, capsulari ed ossee.

  • GRADO 3 : Ulcerazione profonda con osteomielite, infezione profonda con formazione di

aree ascessuali, coinvolgimento dei tendi e delle capsule articolari

  • GRADO 4 : Gangrena umida o secca limitata all'avampiede
  • GRADO 5 : Gangrena umida o secca estesa a quasi tutto il piede

INFEZIONI DA PIEDE DIABETICO :

CLASSIFICAZIONE DELLE INFEZIONI

La tipizzazione colturale e la stadizione clinica dello stato infettivo di un'ulcera sono fondamentali

nella scelta di un'antibiorticoterapia appropriata a delle tecniche chirurgiche da intraprendere. Si

possono individuare tre livelli principali di gravità strettamente correlati alla profondità della lesione:

  • forme leggere
  • forme moderate
  • forme gravi

Forme leggere

Ulcere spesso superficiali (Grado 1 Wagner )

presente se pur raro essudato purulento, no infezione tessuti profondi e strutture tendinee. No

tossicità sistemiche

Il trattamento si limita alla bonifica del fondo e cruetazione con cucchiaio di Volkmann, detersione

con fisiologica e medicazione occludente.

Terapia antibiotica NON NECESSARIA(a meno di esami colturali positivi, in questo caso ciclo di

terapia antibiotica mirata per almeno 2 settimane).

Foreme moderate

Ulcera profonda (grado 2 e 3 di Wegner)

In caso di infezione acuta di recente attivazione i tessuti superficiali e profondi sono coinvolti dalla

reazione infiammatoria (iperemia ed iperemia locale della cute, edema rispetto ai tessuti circostanti

ed essudato di tipo semipurulento). Queste forme acute, che sono le più pericolose oper la possibile

rapida diffusione ai tessuti circostanti e più profondi debbono essere tempestivamente trattate con

ampi drenaggi chirurgici e con l'asportazione di tutte quelle strutture tendinee ed ossee coinvolte

nel processo settico.

Forme gradi

Rappresentano un peggioramento di un'infezione più localizzata, non adeguatamente e

tempestivamente trattata. Si tratta di infezioni ppolimicrobiche che si estendono rapidamente ai

tessuti più profondi con tendenza alla diffusione, per via sottofasciale, lungo i compartimenti

muscolari della gamba. Sono caratterizzate da segni e sintomi tipici dell'infezione

sistemica(iperiressia, astenia, anoressia, ipotensione arteriosa fino allo shock settico).

Manifestazioni a carico del SNC, quali torpore e sonnolenza alternati a stati di agitazione sono

espressione dell'intossicazione settica aggravata dall'iperglicemia (in genere su livelli non inferiori a

300-400 mg/dl)

La terapia iperbarica, trattato chirungicamente e dall'infettivologo potrebbe risultare utile.

FORME PARTICCOLARI DI INFEZIONI

L'ascesso: raccolta in cavità neoformata di un'infezione da piogeni. Nelle forme acute è conseguenza

dell'accumularsi dell'infezione in un'area profonda ed è caratterizzato dai segni tipici dell'infezione

da piogeni (eritema, dolore ed ipertermia al termo tatto).

Nelle forme cronicizzate la cavità è delimitata da una parete con al'interno uno strato (membrana

piogenica) di fibrina, leucoiti e microorganismi ed all'esterno un tessuto di granulazione sostituto,

negli strati più periferici, da tessuto fibroso più compatto, di tipo cicatriziale.

Se la raccolta purulenta non si è drenata spontaneamente all'esterno attraverso l'ulcera, l'arco

longitudinale mediale della concavità plantare tende a scomparire per l'edema e la raccolta di pus

negli spazi sottostanti, la cute è tesa ed assume una tonaità violacea.

Il dolore è mitigato dalla neuropatia diabetica, ma è esacerbato dalla palpazione ( che consente di

apprezzare alla palpazione bimanuale liquido libero sotto tensioine negli spazi sottostanti).

Nelle forme non trattate tempestivamente l'edemasi estende anche al dorso del piede e compaiono

PRINCIPALI FARMACI ANTIBIOTICI UTILIZZATI IN TRATTAMENTO AMBULATORIALE PER INFEZIONI

LIEVI-MODERATE DEL PIEDE DIABETICO

Terapia

Si cerca di somministrare dei gram +( eccetto nei casi in cui l'infezione è da gram -)

Infezioni di ferita chirurgica

Nel taglio della cute : sterilizzo la cute, creo un campo sterile, lavo le mani -> carica batterica

azzerata.

Classificazione di ferita chirurgica su 4 livelli

  1. puliti -> posso controllare perfettamente che non entrino geri

  2. puliti\contaminati -> con minimo rischio di contaminazione ( torace, polmoni, bronchi,

stomaco dato l'antibiotico

  1. contaminati -> interassanti un organo come intestino che sono carichi di batteri

  2. sporchi -> svolti su organi già infetti ( es peritonite )

OSTEOMIELITI

E' un processo infiammatorio supporatico del midollo osseo , al quale partecipano attivamente

anche l'endostio e il periostio, mentre le trabecole e i sistemi osteonici ne sono interessati in modo

passivo con fenomeni di necrosi e di osteolisi.

Per avere infezione nel tessuto osseo normale devo avere alcune cause : traumi, soluzione di

continuo evidente, inoculi cospicui, comprimissione del circolo, tessuti devitalizzati.

Waldvogel (?)

  • Ematogena
  • Secondaria a focolaio continuo di infezione (con o senza insufficienza vascolare)
  • acuta: stato suppurativo con edema, congestione vasale e trombosi dei piccoli vasi; la

vascolarizzazione è comprosmessa se vengono interessati i tessuti molli vicini; se l'apporto

ematico midollare e periostale sono ridotti si formano vaste zone di tessuto morto o

sequestrato.

  • Cronica: nido di tessuto osseo necrotico o tessuto cicatriziale circondati da tessuto molle

ischemico

osteomielite acuta: la sola ematogena con sintomatologia che non dura da più di 10 giorni

CLASSIFICAZIONE DELLE OSTEOMIELITE

  • Durata: acuta/cronica
  • Patogenesi: ematogena/trauma/chirugica/da focolaio contiguo
  • Sede
  • Estensione
  • Paziente: nneonato/bambino/adulto/immunocompromesso

CIERNY-MADER

VARIANTI ANATOMICHE :

STADIO 1

Osteomielite midollare -> fase precoce di osteomielite ematogena

STADIO 2

Osteomielite superficiale -> infezione per contiguità

STADIO 3

Osteomielite localizzata -> sequestro asportabile senza instabilità

STADIO

Osteomielite diffusa -> richiede resezione segmentaria

OSTEOMIELITE NON EMATOGENA

FRATTURE ESPOSTE

Estensione e gravità dell'infezione dipende da diversi fattori:

  • virulenza dei microrganismi
  • danno dei tessuti mollti perischeletrici
  • compromissione del circolo
  • stabilità del focolaio di frattura
  • stato immunitario del paziente
  • corpi estranei(mezzi di osteosintesi)
  • incidenza in aumento
  • esordio clinico subacuto -> terapia
  • manifestazioni scheletriche ritardate
  • eziologia variabile

PER CONTINUITA'

  • età > 50 anni
  • diabete(microangipatia+neuropatia+alterazioni immunitarie), aterosclerosi
  • ossa del piede(piede diabetico)

EZIOLOGIA DELL'OSTEOMIELITE EMATOGENA

  • Staph.aureus è l'agente eziologico più comune in tutte le età (>90% dei ccasi in bambini

sopra i 5 anni)

  • Strept. gr. B, enterobacteriaceae, Candida spp* nei neonati (*CVC)
  • H.influenzae nei bambini <2-3 anni
  • Gram negativi come E.coli, klebsiella spp., salmonella spp, proteus spp. Hanno un'incidenza

crescente negli adulti

  • pseudomonas aeruginosa e candida aspergillus hanno incidenza negli immunodepressi, CVC

e tossicodipenndenti

CARATTERISTICHE CLINICHE DELL'OSTEOMIELITE EMATOGENA ACUTA NEL BAMBINO

OSTEOMIELITE EMATOGENA VERTEBRALE

  • forma più comune in età adulta (nziani e tossicodipendenti)
  • localizzazione lombrare e dorsale
  • diagnosi spesso ritardata

• TC, RM

  • biospia
  • il dolore è la presentazione tipica
  • la maggior parte dei pazienti presenta una sintomatologia che varia da 2 settimane a 2 anni

prima della diagnosi

  • complicanze neurologiche

OSTEOMIELITE TUBERCOLARE

Nell'ambito dei casi di tubercolosi extrapolmonare l'interessamento osteoarticolare è in aumento.

La TBC osteoarticolare è più frequente nelle popolazioni immigrate. La colonna vertrebrale

rappresenta il distretto maggiormente colpito (40-60%). il quadro patologico comprende

generalmente il oinvolgimento delle porzioni contigue di due vertebre adiacnti con compromissione

del corrispondente disco. L'infezione tende a diffondere nei tessuti paraspinali (ascesso freddo)

OSTEOMIELITE NON EMATOGENA (INFEZIONI POST-CHIRURGICHE)

  • complicanza in ortopedia, cardiochirurgia e neurochirurgia
  • rischio maggiore in caso di impianto di materiali estranei
  • importanza di misure di profilassi generiche e specifiche

-> Staph. Aureus e stafilococchi coag. Neg. 60-80% dei casi. Ceppi meticillino-resistenti in aumento.

OSTEOMIELITE NEL TOSSICODIPENDENTE PER VIA VENOSA

Si verifica spesso per via ematogena sia da inoculo diretto che secondaria ad embolizzazione nel

corso di una endocardite. In altri casi l'osteomielite deriva da un focus contiguo (tromboflebiti,

celluliti). I tossicodipendenti sono particolarmente inclini a sviluppare un'osteomielite vertrebrale

(spesso cervicale). Eziologia vertebrale: Stafilococchi, Gram negativi, Candide, M. Tubercolosis.

FATTORI DI RISCHIO PER LE INFEZIONI DI PROTESI ARTICOLARI

→ Fattori di rischio specifici

  • artrite reumatoide > artosi
  • revisione artroprotesi > primo intervento
  • gomito > ginocchio > anca > spalla

→ Fattori di rischio generali

  • debilitazione generale
  • ridotta funzione sistema immunitario
  • terapia cortisonica
  • ridotto stato nutrizionale
  • obesità
  • infezioni cutanee concomitanti
  • età avanzata
  • diabete

Caso particolare delle infezione sono le protesi soprattutto quelle di anca.

Come possono infettarsi le protesti?

Causata o dall'intervento chirurgico

-> manifestazione precoce (entro un mese)

-> ritardata (2-12 mesi) -> In questi cosi si manifesta perchè i germi circolano e possono depositarsi

sui tessuti anche a distanza dall'intervento; questi possono infettare la protesi

-> tardiva(>12 mesi)