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Le monarchie Feudali, Slide di Storia

Presentazione ppt sulle monarchie feudali

Tipologia: Slide

2019/2020

Caricato il 22/06/2026

martina-y3n
martina-y3n 🇮🇹

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LE MONARCHIE
FEUDALI
I regni di Inghilterra, Francia e Italia
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LE MONARCHIE

FEUDALI

I regni di Inghilterra, Francia e Italia

Crollo

impero

carolingio

  • comporta

Indebolimen

to potere

centrale

  • Porta al

consolidar

si di

Sistema

vassallatico-

beneficiario

  • Si evolve

in

Sistema

feudale

  • Su cui si

basano

Monarchie

feudali e

Sacro

Romano

Impero

Germanico

QUANDO?

Dall'800 circa al XIII/XV sec.

In alcuni Stati europei, la monarchia feudale resiste anche oltre (è il caso

dell'Impero germanico, in cui la frammentazione prevale fino al 1800; anche

in Italia prevale la frammentazione, sebbene qui vada fatto un discorso a

parte (vedi "Signorie" o "Stati regionali").

ORGANIZZAZIONE

 L’organizzazione delle monarchie feudali si basa sul SISTEMA FEUDALE

 Il sovrano (che può avere titoli differenti: re, principe, conte, duca, marchese, vescovo, abate...)

esercita il potere (politico, giudiziario, amministrativo, militare POTERE DI BANNO ) come monarca.

Tuttavia, affida a uomini fedeli (feudatari) la gestione del territorio, concesso come "beneficio" (la

proprietà rimane del sovrano). Il beneficio può essere ritirato in caso di infedeltà. Compito del

feudatario è difendere il territorio ed amministrare il potere in nome del sovrano.

 In questo modo, il territorio (unico) viene diviso in tanti feudi, che con il passare del tempo ottengono

sempre più autonomie dal potere centrale, separandosene (spesso i feudatari affidano parti più piccole

a uomini fedeli: vassalli, valvassori, valvassini,).

 Il potere dei signori locali cresce a discapito del potere centrale. L'esercito è composto spesso da

mercenari. Oltre alla struttura feudale, non vi è una organizzazione burocratica ben definita. Il re

spesso consulta i feudatari, ma poi ne diventa dipendente, bisognoso... Generalmente non ci sono organi

consultivi o elettivi.

IL REGNO

D’INGHILTERRA

STORIA

Nel IX secolo sorse un regno unitario , sotto la guida di Egberto , il re del Wessex.

1013: Invasioni dei Danesi, (i Normanni) , che raggiunsero l’Isola non solo dalla

Danimarca ma anche dalla Norvegia, con re Sven I. Nel corso di tre secoli, le invasioni e

le scorrerie di questi temibili guerrieri devastarono il Paese, nel quale si stanziarono

anche dei gruppi di Danesi , che costituirono sul suolo inglese un proprio regno.

Il re Alfredo il Grande ed i suoi figli riuscirono a contrastare per un breve periodo

queste incursioni, che ripresero poi con maggior frequenza nel IX secolo, concludendosi

con la sottomissione di tutta l’isola al re di Danimarca Knud.

1035: lo Stato si spezzettò nuovamente. In Inghilterra si formò una nuova dinastia

locale con il re Edoardo il Confessore , appoggiato solo da una parte della nobiltà,

mentre l’altra parte era schierata con i Danesi.

Alla sua morte, i nobili elessero re d’Inghilterra Harald , detronizzato da Guglielmo il

Conquistatore , duca di Normandia, che nel 1066 lo sconfisse nella battaglia di Hastings.

Questa vittoria consentì a Guglielmo di conquistare in poco tempo tutta l’Inghilterra.

I L C O N T R O L L O D E L R E

I territori del re erano sparsi ovunque

Gli SCERIFFIriscuotevano le tasse per la corona e controllavano il territorio

Tra baroni e re vi era un rapporto di fedeltà militare

Anche i feudatari minori (valvassori) giuravano fedeltà al re e non al feudatario

maggiore

I vassalli pagavano il RELIEF, un’imposta onerosa per l’indennità, ed altre imposte

personali al re

A differenza del passato, tutti i contadini (villains) erano considerati servi della gleba

e non erano liberi, non vi erano gerarchie

Venne redatto il DOMESDAY BOOK, libro del giorno del giudizio,

censimento per riscuotere le tasse

Le sommosse erano represse crudelmente

IL REGNO DI

FRANCIA

L A D E B O L E Z Z A D E L L A

M O N A R C H I A

I primi sovrani capetingi rimasero sottomessi ai principi feudali: su di loro

riuscì a imporsi, alla fine dell'XI secolo, Guglielmo il Conquistatore, duca di

Normandia e vassallo del re Filippo I, con il quale poi si instaurò un conflitto.

La difficoltà di controllare materialmente un regno assai vasto e la tradizione di

frazionamento politico che ha radici nell'epoca post-carolingia si concretano

nell'esistenza di forti e autonomi principati territoriali (ducato di Normandia,

contea d'Angiò, contea di Blois, ducato di Guascogna), talvolta più estesi degli

stessi dominii diretti del re. Dalla parte della monarchia vi sono però

l'importanza economica dei suoi possedimenti (le ricche terre cerealicole

dell'Ile-de-France), l'intesa con la Chiesa, tessuta da LUIGI VI Il Grosso e

soprattutto la diffusa credenza nel carattere sacro e addirittura taumaturgico

della figura del re.

I RE TAUMATURGHI

Vengono così definiti i re Capetingi, che

erano ritenuti detenere miracoloso potere

guaritore che i sovrani di Francia e

d’Inghilterra esercitarono senza interruzione

per lunghi secoli. Il monarca francese godeva

infatti della capacità soprannaturale di

curare con il tocco della mano consacrata

una particolare malattia, un tempo assai

diffusa, l’adenite tubercolare, detta

volgarmente ‘scrofolosi’. Questo morbo,

chiamato ‘mal reale’, Mal le Roi, the King’s

evil, era raramente mortale, ma provocava

delle tumefazioni purulente e maleodoranti

nel collo e nelle articolazioni, rendendo assai

precaria l’esistenza di chi ne era affetto. La

vita sociale del malato era pure gravemente

compromessa, poiché era confinato ai

margini della società.

Le cerimonie, considerate dai medici antichi

vere e proprie vie di guarigione, vennero poi