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Le istituzioni italiane: Parlamento, Governo, Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale, Magistratura, Autonomie Locali
Tipologia: Sintesi del corso
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L'Italia è una Repubblica parlamentare; l'unico organo costituzionale eletto direttamente dal corpo elettorale è il PARLAMENTO, formato dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica: i costituenti hanno adottato il bicameralismo.
La Camera dei deputati è formata da 630 deputati e ha sede a palazzo Montecitorio. Il Senato della Repubblica è formato da 315 senatori eletti dal popolo e dai senatori a vita, ha sede a Palazzo Madama.
Non tutti i parlamentari sono eletti dal corpo elettorale: SENATORI A VITA. Diventano senatori a vita gli ex presidenti della Repubblica una volta concluso il loro mandato. Il presidente della Repubblica può nominare senatori a vita 5 cittadini che abbiano illustrato la patria per altissimi meriti nel campo sociale scientifico artistico e letterario (l’economista Mario Monti, la neurobiologa Elena Cattaneo, il fisico nucleare Carlo Rubbia e l'architetto Renzo Piano).
In Italia esiste il bicameralismo perfetto perché le 2 camere hanno identici poteri. In alcuni casi stabiliti dalla costituzione, le camere si riuniscono e formano il PARLAMENTO IN SEDUTA COMUNE :
LA LEGISLATURA. L'articolo 60 della Costituzione afferma che Camera e Senato sono eletti per 5 anni: il periodo di tempo in cui il Parlamento resta in carica si chiama legislatura. A fine legislatura, il Presidente della Repubblica deve sciogliere il Parlamento indire le elezioni per formare le nuove Camere.
LO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DELLE CAMERE. Quando in Parlamento diventa impossibile formare una maggioranza in grado di sostenere un Governo, si rende necessario lo scioglimento anticipato delle camere: Senza aspettare la fine della legislatura, il Capo dello Stato scioglie il Parlamento e indice nuove elezioni.
PROROGA. Può capitare, che la legislatura duri più di 5 anni. Il Parlamento può continuare esercitare le sue funzioni oltre il limite di 5 anni nel caso della “proroga” che si prevede soltanto in caso di guerra (ART. 60 COST). PROROGATIO. Secondo l’articolo 61 della Costituzione: finché non sono riunite le nuove camere sono prorogati (limitati) i poteri delle precedenti.
DEPUTATI E SENATORI Per diventare parlamentare, una persona deve essere:
LE GUARENTIGIE. La Costituzione prevede che i parlamentari, per poter svolgere liberamente il loro mandato, godano di determinate guarentigie (garanzie):
L’ASSENZA DEL VINCOLO DI MANDATO. In Parlamento rappresenta tutto il popolo italiano: parlamentare rappresenta tutti i cittadini e non solo chi lo ha votato. in conseguenza di ciò, l'articolo 67 della costituzione stabilisce che ogni parlamentare “esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. l'assenza del vincolo di mandato comporta 2 conseguenze:
L’INDENNITÀ. I parlamentari hanno diritto a un’indennità.
L’ORGANIZZAZIONE DELLE CAMERE. A seconda dell’oggetto della votazione, In Parlamento si vota a:
REGOLAMENTI PARLAMENTARI. L'articolo 64 della costituzione stabilisce che ogni camera adotta il proprio regolamento: i regolamenti parlamentari disciplinano la vita delle camere -> la presentazione dell’ordine del giorno, le modalità di votazione, la durata degli interventi, il comportamento da tenere in aula… I regolamenti parlamentari stabiliscono anche la procedura di elezione dei presidenti di Camera e Senato:
VOTO SEGRETO E VOTO PALESE. In Parlamento si può votare a scrutinio segreto (inserendo un foglietto nell’urna) o a scrutinio palese (per appello nominale o col voto elettronico riportato automaticamente sul tabellone). Il voto segreto può essere mantenuto in questi casi:
LE COMMISSIONI PERMANENTI. L'articolo 72 della costituzione stabilisce che ogni camera si articoli in commissioni permanenti. Le commissioni sono formate in media da una ventina di parlamentari Ehi divise a seconda della materia (economia e finanze, salute, difesa, istruzione). Le commissioni svolgono un ruolo fondamentale nel procedimento di approvazione delle leggi. LE COMMISSIONI DI INCHIESTA. Possono essere istituite commissioni parlamentari d'inchiesta per indagare su fatti di grande rilevanza politica che hanno colpito il Paese. Le commissioni di inchiesta possono svolgere indagini, ascoltare testimoni ma devono riferire alle camere senza emettere alcuna sentenza.
L'OSTRUZIONISMO PARLAMENTARE. L'ostruzionismo parlamentare si ha quando le minoranze cercano di impedire o almeno di ritardare l'approvazione di una legge.
Il sistema elettorale trasforma i voti degli elettori in seggi parlamentari. IL SISTEMA MAGGIORITARIO UNINOMINALE prevede un numero di collegi elettorali uguale al numero dei seggi e in ogni collegio, vince chi ottiene la maggioranza relativa (il numero più alto di voti raggiunto). Il sistema maggioritario uninominale riduce il numero dei partiti e ha il vantaggio di facilitare la creazione di governi più stabili. Però, il sistema maggioritario ha anche effetti negativi: Il corpo elettorale non è perfettamente rappresentato perché:
Il governo è composto dal presidente del Consiglio dei ministri e dai ministri, che insieme formano il Consiglio dei ministri. La sede del governo è a Roma nel Palazzo Chigi.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI dirige la politica generale del governo e ne è responsabile, segue e attua il programma politico su cui il governo ha ottenuto la fiducia. Mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo, promuove e coordina l'attività dei ministri (Giuseppe Conte). Inoltre le dimissioni del Presidente del Consiglio provocano le dimissioni dell'intero Governo.
IL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ha il compito di affiancare in caso di necessità il presidente del consiglio. I MINISTRI. I ministeri o dicasteri sono i grandi apparati burocratici in cui si divide la Pubblica Amministrazione. Ogni ministro ha un duplice ruolo: ruolo politico-costituzionale in quanto fa parte del governo, ruolo amministrativo perché è a capo di un ministero. I ministri a capo di un ministero sono chiamati MINISTRI CON PORTAFOGLIO. Dal 2009 il numero dei ministeri con portafoglio è 13:
I MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO fanno parte del governo ma non sono a capo di alcun dicastero e non hanno la disponibilità finanziaria di un dicastero. Il numero di ministri senza portafoglio è 6:
I MINISTRI AD INTERIM sono responsabili di più dicasteri: ricoprono provvisoriamente oltre al loro un altro ministero vacante.
I VICE-MINISTRI partecipano alle riunioni del Consiglio dei ministri ma senza diritto di voto. Devono essere al massimo
I SOTTOSEGRETARI Svolgono un ruolo fondamentale e collaborano con i ministri nella gestione del dicastero. Non c'è un numero fisso di sottosegretari ma varia in relazione alle esigenze politiche.
IL GOVERNO TECNICO. Il presidente del consiglio e i ministri non devono essere necessariamente parlamentari. Da alcuni anni si parla di ministri tecnici , che non sono stati eletti dal corpo elettorale.
LA RESPONSABILITÀ PENALE DEI MEMBRI DEL GOVERNO L'articolo 96 della costituzione prevede che il presidente del consiglio e i ministri vengano sottoposti a giudizio penale per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni. fino al 1989 i ministri accusati erano sottratti alla giustizia ordinaria: il procedimento passava attraverso le seguenti fasi:
IL TRIBUNALE DEI MINISTRI. La nuova procedura stabilità nel 1989 è basata sull’istituzione del Tribunale dei ministri (composto da magistrati ordinari). Il Tribunale dei ministri dopo opportune indagini deve accertarsi sulla colpevolezza o sull’innocenza di un ministro. Se si ritiene opportuno proseguire il procedimento penale, il Tribunale deve chiedere le autorizzazioni a procedere alla camera o al Senato. La camera e il Senato possono:
Si forma un nuovo Governo o all’inizio della legislatura o dopo una crisi di Governo. Il Presidente della Repubblica deve nominare un governo che sia in grado di ottenere la fiducia della maggioranza parlamentare e prima della nomina del Presidente del Consiglio deve conferire l’incarico di formare un nuovo governo. Prima di affidare l’incarico, il Presidente della Repubblica consulta i leader dei partiti presenti in Parlamento. L’INCARICO. Il Presidente della Repubblica conferisce l'incarico di formare il nuovo governo. Il Presidente del Consiglio incaricato accetta l'incarico con riserva , perché non è in grado di sapere se riuscirà a formare il nuovo governo e procede a nuove consultazioni dove vengono decisi sia il programma del futuro governo sia la lista dei ministri. Al termine delle consultazioni il Presidente del Consiglio incaricato:
LA REPUBBLICA PARLAMENTARE. L'assemblea costituente scelse una Repubblica parlamentare perché i costituenti temevano che una Repubblica presidenziale potesse degenerare in un regime autoritario.
L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Può essere eletto Presidente della Repubblica chi ha compiuto i 50 anni e gode dei diritti civili e politici. Fino ad ora nessuna donna ha ricoperto la carica di capo dello Stato, nonostante la Costituzione lo preveda.
I GRANDI ELETTORI. Il presidente della Repubblica è eletto a scrutinio segreto dai grandi elettori che sono costituiti dal Parlamento in seduta comune (630 deputati, 315 senatori, senatori a vita) e da 3 delegati per ogni regione (ad eccezione della Valle d'Aosta con 1 delegato).
IL QUORUM. Per diventare Presidente della Repubblica è necessario ottenere un numero di voti (QUORUM) molto alto:
Il Presidente della repubblica è garante della Costituzione. Inoltre, prima di assumere le sue funzioni, il PDR presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione. Il presidente della Repubblica dura in carica 7 anni (settennato) ed è rieleggibile: solo Giorgio Napolitano è stato rieletto nel 2013. Alla fine del suo mandato, il presidente diventa senatore a vita.
IMPEDIMENTO TEMPORANEO. Se il capo dello Stato è temporaneamente impedito nello svolgimento delle sue funzioni, il Presidente del Senato gli subentra in qualità di supplente.
IMPEDIMENTO PERMANENTE. In caso di impedimento permanente, o di morte, o di dimissioni, Il presidente della Camera deve indire entro 15 giorni l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica.
I POTERI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Tra i numerosi poteri del PDR, si ricorda:
IL GIUDIZIO PENALE SUL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Tutti gli atti del presidente della Repubblica assumono la forma di decreti: decreti del presidente della Repubblica. I decreti sono firmati dal presidente della Repubblica, ma alla sua firma si deve aggiungere la controfirma ministeriale , (infatti l'articolo 89 della Costituzione stabilisce che nessun atto del presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri). La controfirma ministeriale trasferisce la responsabilità degli atti del Presidente della Repubblica ai membri del Governo: l'articolo 90 della Costituzione stabilisce che il Presidente non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni a parte in casi di alto tradimento e attentato alla costituzione. Nonostante questo, la Costituzione non prevede l’immunità per gli eventuali reati compiuti dal Presidente come cittadino, che deve essere giudicato dalla Magistratura.
LA MESSA IN STATO D’ACCUSA. Il presidente della Repubblica può essere messo in stato d'accusa dal Parlamento in seduta comune per:
L’IMPEACHMENT è la messa in stato d'accusa di persona che detiene un'alta carica pubblica, ritenuta colpevole di azioni illecite nell'esercizio delle proprie funzioni. L’impeachment porta solo all'allontanamento dalla carica e non necessariamente alla responsabilità penale del presidente della Repubblica (l’impeachment non esiste nell’ordinamento giuridico italiano, ma è presente nel diritto anglosassone).
L’INAMOVIBILTÀ. I magistrati sono inamovibili, per tutelare la loro indipendenza. LA NOMINA PER CONCORSO. La Costituzione stabilisce che i magistrati sono nominati per concorso, per evitare favoritismi e per assicurare che possiedano un’adeguata preparazione. Dopo aver vinto il concorso, il neo-magistrato deve svolgere un tirocinio di 18 mesi. I giudici devono applicare le leggi, anche se non le considerano giuste. È una conseguenza del principio della certezza del diritto: il cittadino deve rispettare le norme e incorre ad una sanzione solo se le viola.
IL PROCESSO: ACCUSA E DIFESA IL DIRITTO DI AZIONE. L'articolo 24 della Costituzione afferma che tutti i cittadini possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e degli interessi legittimi. Durante un processo è necessario che entrambe le parti forniscano i mezzi leciti per provare le proprie ragioni (testimonianze e documenti).
IL DIRITTO ALLA DIFESA. l'articolo 24 della costituzione afferma che ogni cittadino possiede il diritto alla difesa, che è un diritto inviolabile. Infatti la Costituzione prevede la possibilità per tutti i cittadini di farsi da presentare in giudizio da un avvocato:
LA GIURISDIZIONE ORDINARIA (e AMMINISTRATIVA) A seconda della natura della controversia, si possono individuare 2 tipi di giurisdizione:
1. LA GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA (relativa agli atti della Pubblica Amministrazione) 2. LA GIURISDIZIONE ORDINARIA si divide in: Giurisdizione civile. La giurisdizione civile giudica sulle controversie fra privati, in caso di presunta violazione di un diritto soggettivo. Numerose materie possono dar vita a un processo civile (famiglia, contratti, proprietà privata…). Il processo civile inizia quando un soggetto (attore) chiama a giudizio un altro soggetto (convenuto) accusandolo di aver leso ho minacciato un suo diritto soggettivo. Organi e gradi della giurisdizione civile: Primo grado.
IL PUBBLICO MINISTERO esercita l’azione penale per conto dello Stato: Deve avviare il processo penale contro gli indiziati di reato e sostenere l'accusa contro di essi. Non godono di piena indipendenza perché i PM sono organizzati all’interno di uffici giudiziari.
GIUSTO PROCESSO. Nel 1989 è entrato in vigore il nuovo Codice di procedura penale che ha modificato le regole del processo penale: da allora l'accusa e la difesa hanno gli stessi diritti. Una riforma costituzionale del 1999 ha introdotto il principio del giusto processo:
LA POLIZIA GIUDIZIARIA. La magistratura dispone della polizia giudiziaria. È il giudice a ordinare alla polizia di effettuare un determinato arresto
LA RESPONSABILITÀ DEI GIUDICI Quando un giudice sbaglia nel compiere le sue funzioni, può incorrere a responsabilità penali, disciplinari e civili: La RESPONSABILITÀ PENALE si ha quando un giudice commette un reato. La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE si ha quando un giudice commette infrazioni meno gravi. La responsabilità disciplinare è valutata dal Consiglio Superiore di Magistratura. La RESPONSABILITÀ CIVILE si ha in caso di colpa grave o comportamento scorretto. Infatti il cittadino danneggiato deve essere risarcito con una somma di denaro dallo Stato, che si rivale poi sul giudice colpevole.
IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA (CSM) Il Consiglio Superiore della Magistratura è l’organo che deve garantire l'indipendenza dei magistrati da ogni altro potere. Il CSM è presieduto dal Capo dello Stato, che ha anche il potere di sciogliere anticipatamente. Fanno parte del CSM: 2 membri di diritto (il Primo Presidente e il Procuratore Generale della Corte di Cassazione) e 24 membri elettivi (16 sono eletti da tutti i magistrati ordinari e 8 sono eletti dal Parlamento in seduta comune). Il CSM si occupa della carriera dei giudici:
L’articolo 5 della Costituzione stabilisce che l’Italia è una e indivisibile e riconosce e promuove le autonomie locali, divise in regioni, province, comuni e città metropolitane. Tali enti, per soddisfare al meglio le esigenze della popolazione, data la diversità territoriale dell’Italia, ha autonomia (lo stato concede agli enti di decidere da soli in alcune materie di interesse collettivo), in diversi ambiti: politica: essi decidono ed attuano il proprio programma politico nell’ambito locale, attraverso i suoi organi rappresentativi eletti dai cittadini alle elezioni amministrative; normativa: vengono approvate delle norme, valide solo in quel territorio. Infatti, le regioni attuano leggi regionali, ce sono norme di pari gradi delle leggi ordinarie e dei decreti, e i regolamenti regionali. Comuni e città metropolitane adottano dei regolamenti. Amministrativa: viene amministrato il territorio attraverso degli atti amministrativi compiuti dal personale dell’ente; Statutaria: ogni ente adotta un proprio statuto, che ne disciplina l’organizzazione e il funzionamento interno; fiscale: questa autonomia è però limitata e riguarda le entrate e le spese. Una parte di tali risorse, viene utilizzata per dar vita al fondo perequativo di Roma.
In base all’articolo 5 della costituzione, la Repubblica attua il più ampio decentramento amministrativo. Con il decentramento si ha la creazione di uffici locali che dipendono comunque dall’amministrazione centrale, ma sono in grado di rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini, come ASST, Motorizzazione, INPS, Questura, Provveditorato.
Il consiglio comunale è l’organo di controllo politico-amministrativo del comune e a seconda della grandezza del comune, si va da un numero minimo di 12 ad un massimo di 60 consiglieri. Il consiglio approva il bilancio e i regolamenti comunali e controlla l’attività del sindaco e della giunta attraverso commissioni di indagine. Se essa vota una mozione di sfiducia, il consiglio provoca la caduta del Sindaco e l’autoscioglimento della giunta. Il sindaco, gli assessori e i consiglieri restano in carica per 5 anni. Una figura importante nel comune è il segretario, che viene scelto dal sindaco e coordina il funzionamento dell’amministrazione e controlla sulla legittimità degli atti comunali. Se il comune ha più di 10000 abitanti, il territorio viene diviso in circoscrizioni.
DALLA PROVINCIA ALLA CITTA’ METROPOLITANA Una legge del 2014 ha trasformato le province in enti secondari, con organi eletti non più dai cittadini, ma da altri organi. Dal 1° gennaio 2015, gli organi della provincia sono: il presidente, il consiglio e l’assemblea dei sindaci, tutti organi che vengono eletti dai sindaci e dai consiglieri dei comuni di quella regione. Con questa legge, le province sono state sostituite dalle città metropolitane e attualmente sono 10: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. Gli organi della città metropolitana sono il Sindaco Metropolitano, che è di diritto il sindaco del comune del capoluogo; il consiglio, ce è l’organo di indirizzo e controllo e la conferenza metropolitana, che ha poteri propositivi e consultivi.
ROMA CAPITALE Roma capitale è un ente autonomo, che ha sostituito il comune di Roma, dotato di particolare autonomia in materia di: valorizzazione del territorio; sviluppo sociale ed economico; sviluppo urbano edilizia pubblica e privata; protezione civile. l’ordinamento di Roma Capitale è diretto a garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma e chiamata a svolgere in quanto sede degli organi costituzionali e delle rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri.