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novelle Pirandello, Il fu Mattia Pascal
Tipologia: Appunti
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Il treno fischiato è una novella tratta dalla raccolta “novelle per un anno“. È possibile fare una differenza con la raccolta di novelle per eccellenza, il Decameron. Pirandello scrive tantissime novelle, ha una produzione molto copiosa (abbondante) soprattutto nei primi 15 anni della sua vita scrive tantissime novelle che in genere pubblica su riviste in maniera occasionale. Ad un certo punto decide di raccoglierle tutte in questo volume complessivo che è composto da 24 volumi di novelle che si intitola novelle per un anno. Lo stesso titolo sembra quasi alludere alla distribuzione casuale di queste novelle, in maniera disordinata senza che ci sia un filo conduttore e questa sistemazione come se riflettessi in qualche modo questa visione disorganica della realtà che a Pirandello. Ci ricordiamo invece che nel Decameron c’è la famosa cornice che legava insieme tutte le novelle (la peste, i 10 giovani che si riuniscono, il tema che si danno, ciascuno rispettando quel tema racconta la sua novella). La cornice ciò che da unità alla raccolta. Al contrario qui possiamo individuare dei filoni: ci sono le novelle ad esempio ambientato in Sicilia che hanno una componente quasi magica ed ancestrale, riprende le tradizioni popolari ed il contatto con madre terra; ci sono quelle ambientate a Roma, le cosiddette novelle romane dove i protagonisti sono i burocrati che vivono la trappola della famiglia e del lavoro; le novelle surreali, dove hai messo fortemente in evidenza quello che è l’elemento della follia, dell’inconscio, dei comportamenti irrazionali degli uomini che spesso sono difficili da comprendere. È un impianto corposo da cui emerge la visione della vita di Pirandello. IL FU MATTIA PASCAL I romanzi più famosi sono il fu Mattia Pascal ed uno nessuno 100.000. In realtà ha altri romanzi, tra i primi abbiamo “l’esclusa”. È una storia ambientata in Sicilia di una donna, intelligente, sensibile, colta, fedele che viene accusata ingiustamente di adulterio, viene cacciata di casa dal marito (la condanna generale della famiglia del paese), riuscirà a tornare a casa quando l’adulterio è stato effettivamente consumato e proprio con l’amante che le era stato attribuito. Questo paradosso pirandelliano: quando è innocente viene creduta colpevole da tutti. È una donna colta, intelligente che si scontra con questo quadro provinciale molto chiuso; mentre lei cerca l’emancipazione, vuole lavorare e proprio per questo viene condannata, considerato un adultera e cacciato tutti. Quando poi lei effettivamente trova l’amante e vivrà effettivamente una relazione extraconiugale il marito decide di perdonare quel tradimento che in realtà non aveva mai fatto e di riaccettarla in casa, dopo che lei effettivamente aveva tradito.è il mondo di Pirandello in cui è evidente che la realtà volte sia paradossale, ciò che è verità appare finzione e viceversa. Cioè alla base della sua visione della vita di molti suoi racconti. C’è la negazione di ogni consequenzialità deterministica: il rapporto di causa effetto salta completamente perché in quella che è una visione logico razionale se hai commesso un torto viene giudicato negativamente e condannato, invece nella visione pirandelliana questa logicità e razionalità viene completamente scombussolata: se sei innocente viene cacciato via se sei colpevole vieni riammesso nella società. Da questo primo romanzo viene fuori la visione pirandelliana del mondo. Il grande successo arriva con il fu Mattia Pascal che viene pubblicato nel 1904 prima su una rivista “la nuova antologia “e poi nello stesso anno viene pubblicato in volume. Non c’è più narratore in terza persona ma abbiamo un narratore omodiegetico, cioè interno alla vicenda. È un racconto retrospettivo cioè il personaggio ricorda la sua storia dopo che si è conclusa, una sorta di memoriale che Mattia Pascal scrive per ricordare questa vicenda straordinaria che gli è capitata. Al termine della vicenda affida al memoriale tutti i suoi ricordi. Ebbe subito un grande successo, però fu pubblicato vede tradotto nelle più importanti lingue europee. TRAMA È ambientato a Miragno, un paese immaginario della Liguria. Mattia Pascal ha ereditato dal padre una grossa fortuna, ma è ridotto in miseria dall’amministratore di questi beni, una persona avida e disonesta, un certo Giambattista Malagna che piano piano e approfittando dell’inesperienza, dell’inettitudine di Mattia Pascal che ancora giovane gli sottrai tutto. Mattia Pascal si vendica seducendo una nipote di Malagna, Romilda e mettendola incinta. Per lui è una sorta di vendetta ma alla fine si trova costretto a sposarla, ma il matrimonio per lui si rivela una vera
trappola perché ha una moglie terribile e una suocera ancora peggio. Una condizione sociale bassa, una condizione economica misera, questa suocera e questo moglie insopportabili. quindi dopo una giovinezza ricca e spensierata si trova a vivere una vita assolutamente terribile. È un bibliotecario della biblioteca del paese, in una vecchia chiesa sconsacrata, è un lavoro assolutamente noioso e ripetitivo che non gli dà alcuna soddisfazione, c’è questa biblioteca invada solo dai topi e dalla polvere. Il personaggio è un piccolo borghese intrappolato dalla famiglia e dal lavoro. Quindi questo personaggio cerca di interrompere questa prigione e liberarsi. L’occasione gli viene data quando lui lascia il paese cercando di fuggire, ancora non ci si è accorti della sua assenza, ed ad un certo punto sul giornale legge che nel suo paese è stato ritrovato il corpo di un uomo che è stato riconosciuto come Mattia Pascal. Questa cosa prima lo sconcerta molto poi gli fa comprendere che quella può essere l’occasione migliore che la vita gli offre per ritrovare una nuova vita e liberarsi di tutto quello pressione e cercare una nuova libertà. È come se il destino ci concedesse una seconda possibilità. È morto e può nascere di nuovo. Quindi decide di approfittare della situazione, (lui nel frattempo è stato anche al teatro di Montecarlo dove ha vinto molti soldi) quindi si ritrova ricco è libero di fare ciò che vuole. Preso da una frenesia incontenibile decide in primis di cambiare nome, da Mattia Pascal prende il nome di Adriano Meis, è un nome che sente casualmente del suo viaggio in treno tra due persone anziane che stanno dialogando. Probabilmente anche il nome Mattia Pascal ha un significato, Mattia potrebbe alludere all’essere matto e Pascal alla risurrezione però è un’interpretazione. Comincia a cambiare radicalmente anche il suo aspetto fisico, si taglia la barba, si fa crescere i capelli, maschera l’occhio strabico con lenti scure, si costruisce una nuova personalità e una nuova storia, una famiglia e una serie di ricordi. E come se cambiasse totalmente se stesso, uccide Mattia Pascal in nome di Adriano Meis (sia nell’aspetto esteriore che nell’aspetto interiore). Inizia viaggiare per tutta l’Europa e si inebria di libertà fino a quando comincia sentire un senso di vuoto e precarietà. Questa totale libertà gli toglie punti fissi, sente la necessità di fermarsi e lo farà a Roma. Ha bisogni di un’identità. Decide di vivere lì: ha voglia di una casa, di affetti, di famiglie. Prende una stanza in affitto da un certo Anselmo Paleari che è un personaggio molto strano, soprattutto la sua visione della vita si avvicina molto quella di Pirandello. Inizierà a vivere lì e si innamorerà della figlia di Anselmo che si chiama Adriana. Piano piano in Adriano Meis comincia a subentrare quella voglia di identità e punti fermi che con Mattia Pascal aveva cercato di distruggere. Si innamora di Adriana, vorrebbe mettere famiglia con lei e creare un rapporto stabile però non può farlo perché legalmente Adriano Meis non esiste. Viene derubato ma non può denunciare, viene sfidato a duello ma non può cogliere la sfida. Succedono un po’ di cose che gli fanno capire che non esiste. Tutto ciò che a che fare con la società lui in realtà non può farlo, è fuori dalla vita comune e quotidiana, e fuori dal contesto sociale perché in realtà Adriano Meis non esiste da nessuna parte. Esiste un uomo, una persona, una personalità, ma è senza identità sociale quindi non è riconosciuto da nessuno, tutto ciò che gli è capitato lui non può viverlo pienamente quindi si rende conto della sua inconsistenza, e come se non esistesse. Questo gli provoca una tale disperazione che decide di tornare indietro. Non è possibile paragonarlo, perché mentre in verga si parlava di avanzamento economico e sociale, però rimanevano se stessi. Gesualdo vuole migliorare se stesso però aspira a crescere, non è un miglioramento interiore. Qui a più a che fare con la condizione esistenziale, mi sento prigioniero e soffocato da questa vita, cerco di fuggire. L’eroe del romanzo successivo andrà più avanti di Mattia Pascal. Mattia pascal è come se si fermasse a questa pars destruens, distrugge la forma ma non è capace di costruirsi un’alternativa vera (pars costruens) prova con Adriano Meis, ma non riesce ad andare oltre tant’è che ad un certo punto decide di uccidere Adriano Meis e far rivivere Mattia Pascal. È come se tornasse indietro. Mattia Pascal ci fa capire che quella vita a cui lui aspira in realtà non c’è perché Adriano Meis comunque non riesce a vivere in maniera serena, non riesce ad inserirsi nel contesto sociale. Non riesce a rinunciare al concetto di identità. Il protagonista del romanzo successivo riuscirà a fare questo passo successivo e a distruggere completamente la sua identità. Essi sono personaggi con il quale Pirandello vuole esprimere la sua visione della vita. Adriano Meis finge il suicidio, lascia il bastone, alcuni vestiti, il cappello sul Tevere a Roma facendo immaginare che si sia buttato di sotto. In realtà torno del suo paese di origine, si presenta pensando che tutti lo accolgono trionfalmente ma in realtà per tutti Mattia Pascal è morto, nessuno lo riconosce, la moglie si è risposata. Lui si ritira nella sua biblioteca e parla con Don Eligio, il parroco del paese, l’unico a cui racconta tutto.