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Le teorie critiche del diritto Bernardini M.: riassunti dei capitoli sul femminismo
Tipologia: Dispense
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Pag.1 - CAPITOLO 7 – FEMMINISMO. Movimento per dare la possibilità anche alle donne di conquistare diritti che le erano preclusi. La teoria femminista, sin da inizio 900 ha denunciato il carattere maschile del diritto.
[Paragrafo 2 – prima ondata , Femminismo dell’eguaglianza, tra fine 700 e 800]
Rivendicazione di uguaglianza di diritti civili e politici per uomini e donne. Nel 1791 è stato denunciato il carattere sessuato del contratto sociale moderno.
FRANCIA: Alcune autrici inaugurano il femminismo, rivendicando il diritto delle donne a uscire dalla cerchia domestica. Nel clima della riv.francese, la partecipazione delle donne alla vita politica inizia a essere pensata come giusta. Dare alle donne i diritti fondamentali era infatti espressione dell’ideale illuministico. Tuttavia il pensiero delle donne ci metterà molto tempo per essere riconosciuto.
INGHILTERRA: Taylor e Mill pubblicano testi sul “Femminismo dell’eguaglianza”: riprendono le teorie giusnat. Illuministiche e sostengono che le donne sono titolari di diritti innati. Mill sostiene anche il diritto di voto per le donne.
USA: nel 1848 dichiarazione di seneca falls = prima dichiarazione di movimento politico femminista: anch’essa è nell’ambito del giusnat.
USA e UK tra metà 800 e inizio 900: protagonismo sociale delle donne. Le donne borghesi iniziano a inaugurare servizi ed avere un peso politico.
Movimento suffragista: tra 800 e 900 in Inghilterra. Diritto di voto ottenuto nel 1918 in maniera limitata e nel 1927 in maniera piena. Suffragette simbolo del femminismo dell’eguaglianza.
Si tratta comunque di un movimento bianco e borghese che trascura le altre donne. Engels aveva denunciato altri limiti del femminismo liberale: secondo lui l’oppressione capitalista era all’origine del dominio maschile.
Ai partiti socialisti si devono molte conquiste per le donne (diritti sindacali, congedo di maternità).
I movimenti femministi si sono appellati al diritto (quindi allo stato) anche per tutelare l’autodeterminazione della donna attraverso riforme sul diritto penale, di famiglia e sull’aborto.
Le donne devono perseguire le riforme giuridiche e farsi riconoscere diritti individuali. Tali riforme partono da partiti o movimenti a guida maschile.
[Paragrafo 3 – seconda ondata ]
Femminismo radicale statunitense e Femminismo della differenza italiano criticano le alleanze strette dai movimenti femministi con le istituzioni per ottenere riforme giuridiche.
Femminismo della differenza italiano = si sposta l’attenzione sul lavoro sociale necessario per combattere il sistema patriarcale. Esse professano realismo giuridico quando dicono che “non esistono leggi che valorizzano la sessualità femminile, se questo non è riconosciuto socialmente”. Libreria delle donne di Milano “ lo stato, quando legifera su
procedure che riguardano il corpo delle donne, sottrae loro la libertà. Le femministe della differenza non rifiutano il ricorso al diritto e il dialogo con le istituzioni, ma pensano che un lavoro di liberazione può avvenire solo con le relazioni concrete e non con le leggi.
Seconda ondata: si pone l’accento sulla specificità dell’identità femminile, per evitare rischi di omologazione.
[Paragrafo 4 – dalla seconda ondata al femminismo globale ]
A fine 900 molti paesi hanno adottato azioni positive in favore delle donne. Tali azioni positive: - fanno vedere le donne come un gruppo minoritario
MacKinnon e Fineman = femminismo giuridico critico nei cfr del sistema liberale e neoliberale. È un femminismo mainstream (tradizionale). Qui si colloca anche Martha Nussbaum , che cerca di innovare il paradigma di RAWLS: secondo lei per migliorare le condizioni della donna è necessaria una buona politica sui diritti umani. Queste giuriste quindi hanno fiducia nel diritto e nell’intervento dello stato.
(Paragrafo 5 – il postfemminismo ]
Brunella Casalini, postfemminismo = ciò che viene dopo il femminismo ed è più avanti del femminismo stesso: né implica quindi il suo superamento.
Le donne sono ormai emancipate dal dominio maschile.
Per talune è falso femminismo e vede nel sistema liberale uno in grado di dare alle donne un nuovo protagonismo femminile.
Esso è veicolato da mass media e strategie commerciali, promuove immagine della donna che concilia lavoro e famiglia. I diritti ormai fanno parte del capitale sociale delle donne (sono nel loro portfolio). Questo è previsto per le donne fortunate dell’occidente.
Tale postfemminismo è accostato al femminismo queer, che promuove una fluida identità di genere.
[CAPITOLO 8 – GIUSFEMMINISMO]
Fine 700: la riflessione giusfemminista si ispira a libertà e uguaglianza, tali principi vengono dalla rivoluzione americana 1776 e francese 1789.
La critica verso la riflessione giuridica nasce fuori da contesti ufficiali. Prima le donne non potevano frequentare luoghi deputati alla produzione del diritto. Le prime critiche giusfemministe si trovano in romanzi e testi teatrali.