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Le variabili statistiche, Slide di Statistica

Le variabili, corso di statistica

Tipologia: Slide

2018/2019

Caricato il 22/10/2019

lorenzo-forlano
lorenzo-forlano 🇮🇹

5

(2)

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bg1
15/04/2019
1
1
Variabili casuali
Una variabile casuale X e’ una funzione definita sullo spazio
campionario Wche associa ad ogni evento E W un unico
numero reale.
Esempi: somma dei punteggi nel lancio di due dadi, numero di
pezzi difettosi in un lotto, variazione giornaliera nel rendimento
di un titolo, numero di prodotti di un certo tipo venduti
giornalmente in un particolare punto vendita
9
E
1
E
2
E
8
7
E
4
E
6
E
5
E
3
E
1
x
6
x
4
x
5
x
2
x
3
x
X
W
2
Una variabile casuale può essere classificata come
discreta
o
continua
.
Una variabile casuale discreta può assumere un insieme
discreto (finito o numerabile) di numeri reali.
Una variabile casuale continua può assumere tutti i valori
compresi in un intervallo reale.
Wdiscreto
V.C. discreta
Wcontinuo
V.C. discreta o continua
3
Variabili casuali discrete
Una variabile casuale discreta Xè caratterizzata dalla sua funzione
di probabilità che associa ad ognuno dei valori x
i
la corrispondente
probabilità P(X=x
i
).
La funzione di probabilità deve verificare le due proprietà:
Una variabile aleatoria discreta può anche caratterizzarsi attraverso
la sua funzione di ripartizione che fa corrispondere ai valori xle
probabilità cumulate P(Xx):
La funzione di ripartizione verifica le seguenti proprietà:
F(x) è non decrescente
F(x) è continua a destra
iXP i
,0
1
ii
XP
xw
wXPxXPxF
1lim0lim
 xFexF xx
4
Esempio
Corrispondenza tra eventi e valori della variabile casuale
X={somma dei punteggi}, nella prova “lancio di due dadi”
X
2
3
4
5
6
7
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11
12
P(x)
F(x)
1
36
136
236
336
436
536
636
536
436
336
236
1
36
1
36
3
36
6
36
10
36
15
36
21
36
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36
30
36
33
36
35
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa

Anteprima parziale del testo

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1

Variabili casuali

  • Una variabile casuale X e’ una funzione definita sullo spazio

campionario W che associa ad ogni evento E  W un unico

numero reale.

  • Esempi: somma dei punteggi nel lancio di due dadi, numero di

pezzi difettosi in un lotto, variazione giornaliera nel rendimento

di un titolo, numero di prodotti di un certo tipo venduti

giornalmente in un particolare punto vendita

9

E

1

E

2

E

8

E

7

E

4

E

6

E

5

E

3

E

1

x

6

x

4

x

5

x

2

x

3

x

X

W

2

  • Una variabile casuale può essere classificata come discreta o

continua.

  • Una variabile casuale discreta può assumere un insieme

discreto (finito o numerabile) di numeri reali.

  • Una variabile casuale continua può assumere tutti i valori

compresi in un intervallo reale.

W discreto

V.C. discreta

W continuo

V.C. discreta o continua

3

Variabili casuali discrete

  • Una variabile casuale discreta X è caratterizzata dalla sua funzione

di probabilità che associa ad ognuno dei valori x

i

la corrispondente

probabilità P(X=x

i

).

  • La funzione di probabilità deve verificare le due proprietà:

  • Una variabile aleatoria discreta può anche caratterizzarsi attraverso

la sua funzione di ripartizione che fa corrispondere ai valori x le

probabilità cumulate P(Xx):

  • La funzione di ripartizione verifica le seguenti proprietà:

 F(x) è non decrescente

 F(x) è continua a destra

P  X i

i

 0 , 

   1

i

i

PX

     

   

wx

Fx PX x PX w

lim    0 lim    1

 

F x e F x

x x

4

Esempio

  • Corrispondenza tra eventi e valori della variabile casuale

X={somma dei punteggi}, nella prova “lancio di due dadi”

X

2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

P(x)

F(x) 1

36

1

36

2

36

3

36

4

36

5

36

6

36

5

36

4

36

3

36

2

36

1

36

1

36

3

36

6

36

10

36

15

36

21

36

26

36

30

36

33

36

35

5

0

0,

0,

0,

0,

1

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 x

F(x)

  • Rappresentazione grafica della funzione di ripartizione per

l’esempio del lancio di due dadi

6

Variabili casuali continue

  • Una variabile casuale continua X è caratterizzata dalla sua funzione

di densità, f(x) tale che l’area sottesa alla funzione, in un intervallo, è

pari alla probabilità che X assuma un valore in quell’intervallo:

  • La funzione di densità deve verificare le proprietà:

 La probabilità che la v.c. assuma un particolare valore è 0.

  • Una v.a. continua può anche caratterizzarsi attraverso la funzione di

ripartizione:

  • La funzione di ripartizione verifica le proprietà già viste in

precedenza; inoltre per v.a. continue, essa è assolutamente continua.

   

  

b

a

Pa X b fx dx

f  x  0

   1



 

f xdx

     



  

x

Fx PX x fw dw

7

Esempio

  • Si consideri la v.a. X che può assumere tutti i valori

dell’intervallo reale [a ; b] in modo che tutti i sottointervalli di

uguale ampiezza abbiano la stessa probabilità.

  • La funzione di densità è
  • La funzione di ripartizione è

 

 

altrimenti

sex a b

b a

fx

0

;

1

   

sex b

sex a b

b a

x a

sex a

F x

1

;

0

Funzione di densità di probabilità Funzione di ripartizione

8

Valore atteso di una v.a.

  • Il valore atteso di una v.c. X, è definito come

 se la v.c. è discreta

 se la v.c. è continua

  • Il valore atteso di una funzione Y = g(x), della v.a. X, può

essere calcolato come:

 se la v.c. è discreta

 se la v.c. è continua

   



 

EX  xfxdx

   

i

i i

EX xPx

     



 

EY  gxfxdx

     

i

i i

EY gx Px

13

Teorema di Chebyshev

  • Sia X una variabile casuale e k un valore reale positivo, allora

vale la seguente disuguaglianza:

Indipendentemente dalla distribuzione della v.c., la probabilità

che X assuma valori distanti dalla media più di k deviazioni

standard è al più 1/k

2

    

2

k

P XEX kSD X 

14

Modelli di v.a. discrete: v.a. uniforme

  • Una v.a. uniforme discreta X assume valori interi compresi in

un certo intervallo [a,a+s-1], ciascuno con la stessa probabilità.

Viene indicata come X  UD(a,s).

  • La funzione di probabilità di una uniforme discreta è:
  • Media e varianza di una uniforme discreta sono rispettivamente:
  • Esempio: X  UD(1,8)

 

 

  

altrimenti

sex aa s

s

Px

0

; 1

1

   

12

1

2

1

2

 

s

e V X

s

EX a

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

1 2 3 4 5 6 7 8

P(x)

x

 

 

  2 , 29

5 , 25

4 , 5

SD X

V X

E X

15

Modelli di v.a. discrete: v.a. di Bernoulli

  • Una v.a. Bernoulliana, indicata come X  Bernoulli( p) assume

solo due valori, 1 o 0, rispettivamente con probabilità p e 1- p.

  • La funzione di probabilità di una v.a. di Bernoulli è:
  • Media e varianza di una Bernoulliana sono rispettivamente:
  • Tutte le prove che producono solo due possibili risultati

generano v.c. di Bernoulli: il lancio di una moneta, il

superamento o meno di un certo livello di inflazione, l’aumento o

meno della quotazione di un titolo, l’acquisto o meno di un certo

prodotto, la difettosità o l’integrità di un certo pezzo…

   1  0 , 1

1

   

P X x per x

x x

p p

E  X  p e V X  p 1  p

16

Modelli di v.a. discrete: v.a. Binomiale

  • La v.a. Binomiale è una distribuzione discreta che si utilizza

quando si è in presenza di n prove indipendenti (es. n

estrazioni con ripetizione o n estrazioni da una popolazione

infinita), ciascuna prova ha solo due esiti possibili, indicati

come successo e insuccesso (es. difettoso/non difettoso,

aumento/decremento, acquisto/mancato acquisto), e la

probabilità p (es. tasso di difettosità) di osservare un successo

in una singola prova rimane costante per tutte le prove.

  • Una v.a. Binomiale si indica come X  Binomiale( p;n) e la sua

funzione di probabilità è:

௡ି௫

17

  • Una v.a. Binomiale può essere ottenuta considerando la somma

di v.c. di Bernoulli, indipendenti e identicamente distribuite:

௜ୀଵ

dove X

i

 Bernoulli( p), indipendentemente per ogni i.

  • Media e varianza di una Binomiale sono rispettivamente:
  • Una v.a. Binomiale è caratterizzata dalle seguenti proprietà:

 Il valore atteso e la varianza crescono al crescere di n;

 Per p=0,5 la distribuzione è simmetrica rispetto al valor

medio (n/2);

 Per n→ la distribuzione tende ad essere simmetrica

rispetto al valor medio.

E  X  n p e V X n p 1  p

18

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

Binomiale(20;0,5)

Binomiale(7;0,5)

Esempi di Binomiale

19

Esempio

  • Un’industria che produce tappi di sughero sa che il tasso di

difettosità dei macchinari a disposizione è del 5%.

Per controllare giornalmente che tale tasso rimanga invariato, il

responsabile del controllo di qualità ogni giorno estrae 20 tappi

a caso tra quelli prodotti e osserva quanti di essi risultano

difettosi.

È più probabile che si trovi ad osservare 1 solo tappo difettoso

o nessun tappo difettoso? E qual è invece la probabilità di

osservarne 2?

20

  • Indichiamo con:

p la probabilità di produrre un tappo difettoso;

n il numero di tappi estratti;

X il numero di tappi difettosi tra quelli estratti.

  • Le informazioni a disposizione sono:

p = 0,05; n = 20;

  • Vogliamo calcolare

P(X = 0), P(X = 1) e infine P(X = 2).

 

 

 

 

0 20 0

0 0

! 20!

( 0) 1 0,05 1 0,05 0,

0! 0! 0! 20 0!

n n

P X p p

n

 

     

 

 

 

 

 

1 20 1

1 1

! 20!

( 1) 1 0,05 1 0,05 0,

1! 1! 1! 20 1!

n n

P X p p

n

 

     

 

 

 

 

 

2 20 2 2 2

n

n

P X p p

n

 

25

  • Una v.a. Uniforme continua X, indicata come X  U(a;b), può

assumere valori sull’ intervallo reale limitato [a;b], in modo che

tutti i sottointervalli di uguale ampiezza abbiano la stessa

probabilità.

  • La funzione di densità è
  • Media e varianza di una uniforme sono rispettivamente:
  • Esempio: X  U(0;1),

 

 

altrimenti

sex a b

b a

fx

0

;

1

Modelli di v.a. continue: v.a. uniforme

   

 

2 12

2

a b

e V X

a b

E X

0,

0,

0,

1,

1,

-0,50 -0,25 0,00 0,25 0,50 0,75 1,00 1,25 1,

f x

0,

26

  • Una v.a. Normale (o Gaussiana) X, indicata come X  N( m; s

2

può assumere valori su tutto l’asse reale.

  • La funzione di densità è
  • Media e varianza di una normale sono rispettivamente:
  • La Normale gode delle seguenti proprietà:

 Ogni trasformazione lineare di una v.a. Normale è ancora una v.a.

Normale

 La somma di v.c. Normali indipendenti è ancora una v.c. Normale con

media e varianza pari, rispettivamente, alla somma delle medie e delle

varianze delle v.c. Normali.

 

 

0

2

1

exp

2

1

2

2

2

  

 

  m s

s

m

s p

x

f x

Modelli di v.a. continue: v.a. Normale

   

2

EX  m e VX  s

27

0,

0,

0,

0,

0,

0,

-4,5 -3,0 -1,5 0,0 1,5 3,0 4,

N(0;1)

s



s



s



s



Esempi di v.a. Normali

0,

0,

0,

0,

-1,5 0,0 1,5 3,0 4,5 6,0 7,

m=0 m=1 m=2 m=3 m=4 m=

28

  • Se la v.a. X ha una distribuzione normale con parametri m e s

2

allora Z = (X- m)/ s è ancora una v.a. Normale con media 0 e

varianza 1. La v.a. Z è nota come Normale standardizzata e si

indica come Z  N(; 1 ).

  • La funzione di densità della Normale standard è

  

 

2

2

1

exp

2

1

fz z

p

0,

0,

0,

-1,96 0,00 1,

0,

29

  • La funzione di ripartizione di una v.a. Normale standard viene in

genere indicata come (•), ossia

  • I valori della funzione di ripartizione di una Normale standard

sono tabulati e questo semplifica i calcoli delle aree sottese

dalla funzione di densità.

  • Esempio: Calcolo dell’area sottesa nell’intervallo [-2,2]

F  z  P(Zz) z

  2    2   2   1  2   2  2   1  2  0 , 977  1  0 , 954

30

31

ESEMPIO

Un’industria che produce componenti sta valutando la

possibilità di fornire una grossa ditta.

I macchinari sono settati per produrre componenti con un

diametro di 10mm, tuttavia non tutti i pezzi prodotti

hanno esattamente la stessa dimensione.

È noto invece che il diametro dei pezzi prodotti segue una

distribuzione normale con media 10mm e deviazione

standard 0,5mm.

La ditta che dovrebbe acquistare questi pezzi può utilizzare

esclusivamente componenti con un diametro compreso

tra 9 e 11 mm.

Si vuole stabilire se almeno il 90% della produzione di

componenti incontri le necessità della ditta.

32

5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15

0

Densità della variabile "diametro"

-5 -4 -3 -2 -1 0 1 2 3 4 5

0

Densità standardizzata

Indichiamo con X la variabile “diametro”:

 

X

P X P

m m m

s s s

 2 2  0 , 9545

 P Z P Z

37

Applicazioni del teorema

38

  • Una v.a. Chi-quadrato X, indicata come X  c

(g), può

assumere valori nell’intervallo [0;].

  • La funzione di densità è
  • Media e varianza di una Chi-quadrato sono rispettivamente:
  • Una v.a. c

(g) si può ottenere come somma dei quadrati di g

v.a. Normali standardizzate indipendenti, ossia

Modelli di v.a. continue: Chi-quadrato

E  X g e V X  2 g

  0

1

2

 

fx x per x

g x

g

g

2 2

2

e

2

1

 

2 2

2

2

1

2

g

c g  Z Z …Z

39

Esempi di v.a. Chi-quadrato

0,

0,

0,

0,

0,0 7,5 15,0 22,5 30,

  4

2

c

  8

2

c

 12 

2

c

 20 

2

c

All’aumentare di g la distribuzione tende ad una N(g;2g)

40

  • Una v.a. t di Student T, indicata come T  Student(g), può

assumere valori nell’intervallo [- ;].

  • Una v.a. T  Student(g) si può ottenere come rapporto tra una

v.a. Normale standardizzata e la radice quadrata di una v.a.

Chi-quadrato divisa per i suoi gradi di libertà, ossia

dove Z  N(0,1) e Y  c

(g).

Modelli di v.a. continue: t di Student

Y g

Z

T 

41

  • Una variabile aleatoria doppia (X,Y) è una funzione definita

sullo spazio campionario W, che associa a ogni risultato 

i

una

coppia di numeri reali (x,y).

  • Una v.a. doppia è completamente definita dalla sua funzione di

probabilità congiunta o dalla sua funzione di densità

congiunta, a seconda che sia discreta o continua.

  • In caso di indipendenza si deve avere:

 Caso discreto

 Caso continuo

Cenni sulle v.a. doppie

P  x,y P x P y

f  x,y f x f y

42

  • Il valore atteso di una combinazione lineare di p v.a.

è dato da

mentre la varianza è

dove

è la covarianza tra X

i

e X

j

Media e varianza di combinazioni

lineari di v.a.

p p

X  aX aX aX

1 1 2 2

p p

E X  aEX aEX aEX

1 1 2 2

  

 

p

i

p

j i

i j i j

p

i

i i

V X aVX aaCovX X

1 1 1

2 ,

i j XX i i j j

Cov X X E X EX X EX

i j

   

,

, s

Dove e come studiare

  • Libro di testo: S. Borra, A. Di Ciaccio (2014), Cap. 9 (escluso

paragrafo 9.8.5)

  • Svolgere ‘Esercitazione 5’.
  • Svolgere i restanti esercizi nel file ‘Esercizi di probabilità.xls’.

43