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Alla luna Titolo dell'Opera Canti Prima edizione dell'opera La prima edizione è l'edizione Piatti uscita nel 1831, ma l'edizione definitiva e completa è quella del 1835 Genere Poesia lirica
O leggiadra luna, io mi ricordo, che, proprio un anno fa, io venivo su questo colle ad ammirarti pieno di sofferenza: e tu allora sovrastavi quel bosco come fai anche adesso illuminandolo tutto. Ma, a causa del pianto, che mi nasceva sulle ciglia, nei miei occhi, il tuo aspetto mi appariva offuscato e tremolante, poiché la mia vita era dolorosa e lo è anche ora e non cambia situazione, o mia cara luna. Eppure mi fa bene ricordare il tempo passato e riconsiderare il tempo del mio dolore. Oh come appare gradito, nell’età della
giovinezza, quando la speranza ha ancora un lungo percorso e la memoria breve, ricordarsi degli avvenimenti passati, anche se sono tristi e la sofferenza dura ancora nel presente.
Leopardi stesso designò con il termine Idilli alcuni componimenti scritti tra il 1819 e il 1821 ( L’infinito , Alla luna , La sera del dì di festa , Il sogno , La vita solitaria ) caratterizzati dal linguaggio colloquiale e da tematiche intime e autobiografiche. Nel 1828, Leopardi li definì “espressione di sentimenti, affezioni, avventure storiche del suo animo”. In Alla luna si affronta il tema del ricordo ( La ricordanza era il titolo originale), che trasforma la realtà, migliorandola. Infatti, il ricordo, anche se triste e doloroso, ha un potere consolatorio e la “rimembranza” rende “poeticissimo” ogni oggetto, in quanto “è essenziale e principale nel sentimento poetico”, come leggiamo nella nota dello Zibaldone del 14 dicembre 1828. La lontananza nel tempo, come quella spaziale, rende le immagini indeterminate, quindi particolarmente poetiche. La poesia, come tutti i primi idilli è costruita sull’opposizione tra il presente e il passato: in questo caso, tra i sentimenti dell’anno precedente, quando il poeta ammirava la luna pieno di angoscia e quelli del momento presente: il dolore è sempre lo stesso, nulla è cambiato nella vita di Leopardi , ma il ricordo addolcisce la tristezza, perché appartiene al tempo della giovinezza, quando ha ancora tanto spazio la speranza, data dalle illusioni, contrapposta alla memoria, che ha ancora un percorso breve dietro di sé. Gli ultimi due versi sono stati aggiunti, con ogni probabilità, in un momento successivo, per prendere le distanze dalle illusioni giovanili: infatti, compaiono solo nell’edizione dei Canti del 1845. Con la luna, sua interlocutrice prediletta, il poeta instaura un dialogo affettuoso, chiamandola “graziosa” (v.
Alla luna appartiene ai primi componimenti dei Canti , gli Idilli (o Piccoli Idilli). A questa altezza, la produzione poetica di Leopardi non è ancora caratterizzata dalla canzone libera leopardiana, ma le poesie (fatta eccezione per quelle a tema politico) sono composte in prevalenza da endecasillabi sciolti. Lo stesso accade per questo testo, composto da 16 endecasillabi sciolti. Il lessico della poesia è ricco di arcaismi (es. “pendevi” v. 4, “noverar l’etate” v. 11), ma è anche teso a trasmettere il senso di vago e indefinito tanto caro al poeta. Per quanto riguarda le figure retoriche , il componimento è strutturato come una lunga apostrofe alla luna, scandita dall’ anafora con variatio ai vv. 1 e 10: “o mia graziosa luna” e “o mia diletta luna”. Il suo ritmo languido è guidato dagli enjambements (es. vv. 8-9, 10-11, 11-12...) e dalle allitterazioni , in particolare quella della lettera l. Le lettere r e s , particolarmente frequenti, veicolano invece il senso di angoscia e dolore radicato nell’esperienza di vita dell’io lirico, per quanto il ricordo possa addolcire i tormenti. Altre figure retoriche da sottolineare, sono: ● metonimia : “ciglio” (v. 7) ● metafora : “luci” (v. 7) ● iperbato : “ma nebuloso e tremulo dal pianto / [...] il tuo volto apparia” (vv. 6-8) ● parallelismo : “lungo la speme e breve ha la memoria” (vv. 13-14)