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Lessicologia e lessicografia, Sintesi del corso di Glottologia

Le definizioni di lessico, dizionario e vocabolario, e le discipline che li studiano: lessicologia e lessicografia. Vengono inoltre approfonditi i concetti di lessicalizzazione, parole contenuto e parole funzione, e le categorie grammaticali come numero, genere, tempo, aspetto e diatesi. una panoramica generale sulla struttura del lessico e sul comportamento sintattico e morfologico delle parole.

Tipologia: Sintesi del corso

2016/2017

In vendita dal 20/01/2022

auroranaglieri
auroranaglieri 🇮🇹

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AURORA NAGLIERI I CIM UNIPV COMUNICAZIONE VERBALE
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CAP. 1 LESSICO E DIZIONARIO
Lessico (oggetto astratto, lessico mentale) discipilina: lessicologia (tradizionale e
computazionale)
Insieme delle parole di una lingua e info associate a queste parole
Dizionario (oggetto concreto) disciplina: lessicografia (tradizionale e computazionale per
dictiomary writing systems, interrogazioni di corpora e banche dati online)
Descrizione, o tentativo di descrizione, del lessico
Vocabolario (lessico + dizionario)
Insieme di vocaboli e opera che raccoglie e descrive questo insieme
-LESSICOLOGIA = studia il lessico di una lingua allo scopo di individuare le proprietà intrinseche delle parole
e di illustrare il modo in cui queste sono in relazione tra loro e possono combinarsi
La lessicologia si avvale della semantica (descrivere il significato delle parole) e della sintassi (descrivere
come le parole possono o non possono combinarsi)
Teoria del lessico: ipotesi riguardo a come il lessico è strutturato e di un modello lessicologico (insieme di
strumenti formali in grado di rappresentare questa struttura)
-LESSICOGRAFIA = compilazione delle fonti lessicografiche. Presentare le informazioni in modo tale che
possano essere facilmente individuate e utilizzate dall’utente.
LESSICO E SEMANTICA
In che modo un contenuto (cioè il significato) può essere associato alle parole
LESSICALIZZAZIONE (o codifica lessicale) = diretta associazione di un
concetto con una forma lessicale, che ha come risultato l’esistenza di
una parola.
La lessicalizzazione ha più interpretazioni:
1. Dinamica: qualsiasi procedimento in base al quale a un determinato concetto è associato a una forma
lessicale (es: concetto ‘sorella del marito’ = parola ‘cognata’).
2. Dinamica ma più ristretta: procedimento specifico in base al quale una sequenza di elementi lessicali che
spesso si presentano adiacenti, acquistano valore di parola (es: per lo più = perlopiù).
Usato anche UNIVERBAZIONE per indicare questo fenomeno.
3. Statica: ogni singola parola di una lingua costituisce una lessicalizzazione
TIPI DI LESSICALIZZAZIONI:
Sintetiche combinazione di concetti espressi da una sola parola (compressione contenuto-forma, in un
singolo elemento lessicale) (es: correre: moto+strumento+maniera)
Analitiche concetto globalmente unitario espresso da più parole (distribuzione contenuto-forma, su più
elementi lessicali) (es: dare un pugno, prendere il volo, fare un goal. Non esistono pugnare, volarsi, gollare)
Descrittive il designato (ciò a cui il nome si riferisce) è associato alla parola attraverso una descrizione
(es: lavoratore = colui che lavora)
Etichettanti il designato è associato alla parola attraverso l’attribuzione di un’etichetta (es: medico è
nome etichettante)
forma lessicale
significato
PAROLA
Concetto
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CAP. 1 LESSICO E DIZIONARIO

Lessico (oggetto astratto , lessico mentale)  discipilina: lessicologia (tradizionale e computazionale) Insieme delle parole di una lingua e info associate a queste parole  Dizionario (oggetto concreto )  disciplina: lessicografia (tradizionale e computazionale per dictiomary writing systems, interrogazioni di corpora e banche dati online) Descrizione, o tentativo di descrizione, del lessico  Vocabolario (lessico + dizionario) Insieme di vocaboli e opera che raccoglie e descrive questo insieme

  • LESSICOLOGIA = studia il lessico di una lingua allo scopo di individuare le proprietà intrinseche delle parole e di illustrare il modo in cui queste sono in relazione tra loro e possono combinarsi La lessicologia si avvale della semantica (descrivere il significato delle parole) e della sintassi (descrivere come le parole possono o non possono combinarsi) Teoria del lessico: ipotesi riguardo a come il lessico è strutturato e di un modello lessicologico (insieme di strumenti formali in grado di rappresentare questa struttura)
  • LESSICOGRAFIA = compilazione delle fonti lessicografiche. Presentare le informazioni in modo tale che possano essere facilmente individuate e utilizzate dall’utente.

LESSICO E SEMANTICA

In che modo un contenuto (cioè il significato ) può essere associato alle parole LESSICALIZZAZIONE (o codifica lessicale) = diretta associazione di un concetto con una forma lessicale, che ha come risultato l’esistenza di una parola.

La lessicalizzazione ha più interpretazioni:

  1. Dinamica : qualsiasi procedimento in base al quale a un determinato concetto è associato a una forma lessicale (es: concetto ‘sorella del marito’ = parola ‘cognata’).
  2. Dinamica ma più ristretta : procedimento specifico in base al quale una sequenza di elementi lessicali che spesso si presentano adiacenti, acquistano valore di parola (es: per lo più = perlopiù). Usato anche UNIVERBAZIONE per indicare questo fenomeno.
  3. Statica : ogni singola parola di una lingua costituisce una lessicalizzazione

TIPI DI LESSICALIZZAZIONI :

Sintetiche  combinazione di concetti espressi da una sola parola (compressione contenuto-forma, in un singolo elemento lessicale) (es: correre: moto+strumento+maniera) Analitiche  concetto globalmente unitario espresso da più parole (distribuzione contenuto-forma, su più elementi lessicali) (es: dare un pugno, prendere il volo, fare un goal. Non esistono pugnare, volarsi, gollare)

Descrittive  il designato (ciò a cui il nome si riferisce) è associato alla parola attraverso una descrizione (es: lavoratore = colui che lavora) Etichettanti  il designato è associato alla parola attraverso l’attribuzione di un’etichetta (es: medico è nome etichettante)

forma lessicale

significato

PAROLA

Concetto

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Le parole non sono gli unici elementi ad avere significato: esso è distribuito su tutti gli elementi che compongono una lingua.

Distinzione interna al lessico: parole contenuto (significato lessicale) e parole funzione (significato grammaticale)

PAROLE CONTENUTO PAROLE FUNZIONE Prima classe Seconda classe Forniscono il contenuto Svolgono funzioni Significato lessicale (o materiale) Significato grammaticale (o formale) Autonome dal punto di vista semantico Acquisiscono significato in relazione alle parole contenuto a cui si riferiscono Insieme aperto (entrano ed escono costantemente nuovi elementi)

Insieme chiuso (elenco finito di parole)

Es: la mattina prendo il caffè al bar Es: la mattina prendo il caffè al bar

Elementi che esprimono significati grammaticali : strutture sintattiche (forma passiva) e morfemi non lessicali (-a)

Passivo  struttura sintattica che ha il significato (grammaticale) di presentare un evento dal punto di vista dell’elemento che in questo evento svolge il ruolo passivo (es: il treno è stato soppresso) Morfemi non lessicali  Essi non forniscono il significato lessicale di una parola, ma lo specificano, lo caratterizzano in base alle dimensioni del genere e del numero, (es: -a, ragazza, genere femminile e numero singolare)

N.B. Esistono significati (chiamati CATEGORIE ) considerati tipicamente grammaticali che però possono essere espressi anche attraverso mezzi lessicali

NUMERO = per distinguere tra ‘uno’ e ‘più di uno’ Distinzione espressa spesso con morfemi grammaticali (sul nome). Dal punto di vista semantico si esprime in altre forme: nomi numerabili (libro), nomi massa (sabbia), nomi collettivi (famiglia/gente) o nei quantificatori (pizzico di sale)

GENERE = distinzioni applicata a parole per persone o esseri animati, ma anche oggetti concreti o astratti (coraggio/paura) Genere grammaticale e genere naturale: il primo può coincidere con il secondo, o riunire elementi in base a criteri diversi rispetto a quelli del genere naturale.

TEMPO = distinzione cronologica passato-presente-futuro attraverso i tempi verbali, diversi da lingua a lingua

ASPETTO = modo in cui un evento è presentato linguisticamente in relazione alle fasi temporali che lo costituiscono, cioè nel momento iniziale, ingressivo o progressivo, ecc.

DIATESI = prospettiva dalla quale è presentato un evento: diatesi attiva se il partecipante che attiva l’evento è il soggetto, diatesi passiva se il soggetto esprime il partecipante che subisce l’evento (in italiano esistono verbi considerati ‘medi’, cioè intermedi tra attivo e passivo (“commuoversi, pentirsi, arrabbiarsi”)

CATEGORIE

Numero Genere Tempo Aspetto Diatesi

Nome

Verbo

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COMPOSTI GIUSTAPPOSTI = costituiti da più elementi lessicali accostati in sequenza lungo la catena sintagmatica per esprimere un concetto saliente per una comunità (es: viaggio lampo, bar ristorante) SINTAGMI FISSI = sequenze di parole che presentano una coesione interna superiore a quella delle combinazioni libere

Cinque tipi di parole:

  1. ISOLANTI = formate da un unico morfema lessicale libero (morfologiche semplici), con un solo significato e invariabile nella forma (es: nella lingua cinese mandarino)
  2. POLISINTETICHE = formate dall’unione di più morfemi lessicali e grammaticali (morfol. complesse)
  3. AGGLUTINANTI = parole formate da un morfema lessicale e da uno o più morfemi flessivi e derivazionali in un ordine rigido, stesso significato in qualsiasi contesto (es: nella lingua turca)
  4. FUSIVE = un unico morfema forma spesso più significati e lo stesso significato può essere espresso da più morfemi (es: nella lingua italiana)
  5. INTROFLESSIVE = sottotipo del fusivo, ma parole costruite attraverso l’innesto di un morfema formato da vocali in una radice lessicale composta da consonanti (es: nelle lingue semitiche)

CAP. 2 L’INFORMAZIONE LESSICALE

Insieme di informazioni contenute in una parola, considerate le sue proprietà :

  • Info principale: il SIGNIFICATO = valore informativo della parola -significato lessicale (parole contenuto) -significato grammaticale (parole funzione) -significato denotativo: proprietà di una parola di poter indicare o riferirsi all’intera classe (non solo ad un singolo oggetto) degli elementi che condividono le caratteristiche di quell’oggetto. Proprietà tipica dei nomi comuni e costituisce la parte oggettiva del significato di una parola. -significato connotativo: riguarda quegli aspetti del significato che hanno carattere di attributo. Sono le proprietà che si aggiungono al significato di base (denotativo) Esso specifica: il significato emotivo (attitudine del parlante rispetto al referente della parola, es: mamma/madre), stilistico (riconoscimento del parlante rispetto alla situazione comunicativa e il rapporto con il destinatario del messaggio, es: bici/biciletta) e pragmatico (intenzione comunicativa del parlante, es: scusa in ‘ma io scusa non ne potevo più’ o di guarda in ‘guarda, la storia è complessa’), qui il significato dipende dal contesto d’uso. -significato collocazionale: significato che una parola assume solo in combinazione (collocazione) con un’altra parola specifica o set di parole. Sono significati figurati (es: battente con pioggia, caloroso con saluto, lanciare con messaggio, ecc.)

Altre proprietà delle parole:

  • foniche: suono, sillabe, accenti, ecc.
  • grafiche: insieme di caratteri attraverso i quali il suono della parola è reso nella tradizione scritta
  • morfologiche: riguardano la struttura morfologica (ce l’hanno le parole composte da più morfemi e in base alla struttura si raggruppano in famiglie o classi morfologiche) e il comportamento morfologico (nelle lingue dotate di flessione le parole, una specifica classe flessiva condiziona il loro comportamento
  • classe lessicale: parola che appartiene alla classe verbo, nome, aggettivo, avverbio, ecc., proprietà che si evidenzia nel comportamento sintattico che in quello morfologico Tutte le parole hanno una classe lessicale e alcune parole ne hanno più di una.

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Comportamento sintattico : In base alla classe di appartenenza, una parola ammette intorno a sé alcuni contesti e ne esclude altri (contesto nominale, verbale, aggettivale, ecc.) Comportamento morfologico : In base alla classe di appartenenza, una parola si presta a certi tipi di modificazione morfologica e non ad altri (es: il verbo è flesso per il tempo, non il nome)

Nei casi di multipla classe lessicale , essa si può considerare un’informazione contenuta nella parola? Diverse interpretazioni:

1.Diverse entrate lessicale per ogni diverso uso 2.Una classe lessicale di riferimento e le altre derivate o secondarie 3.Nessuna classe lessicale di riferimento. Acquista classe solo nel contesto sintattico

Ma alcune parole hanno proprietà in più: PAROLE PREDICATI , che dicono qualcosa (predicano) a proposito dei referenti, chiamati argomenti. (questa funzione è svolta nella maggior parte dei casi dai verbi) Le parole predicato hanno in più una STRUTTURA ARGOMENTALE di un verbo = essa prevede un numero di argomenti che varia da 1 a 3: verbi zeroargomentali (controversa), monoargomentali, biargomentali, e triargomentali Oltre alla struttura argomentale, in più possiedono l’ AKTIONSART: riguarda il modo in cui il verbo presenta l’azione o l’evento che descrive, in relazione alle fasi temporali che lo costituiscono (struttura eventiva, evento scomponibile in sottoeventi)

Sintesi  proprietà di una parola: significato, struttura fonologica, struttura morfologica e classe lessicale Le proprietà con funzione di predicato hanno: struttura argomentale e aktionsart.

INFORMAZIONE LESSICALE E CONOSCENZA ENCICLOPEDICA

INFO. LESSICALE = quantità di info associata alla parola che si ritiene debba entrare nella sua definizione (si esclude la conoscenza enciclopedica). Insieme di conoscenze socialmente condivise e riconosciute come associate ad un determinato elemento lessicale CONOSC. ENCICLOPEDICA = ampio insieme di conoscenze che un parlante associa al concetto espresso da una parola e che gli derivano dalla sua esperienza del mondo (conoscenza del mondo)

Distinzione:

  1. posizione minimalista = nulla di ciò che sappiamo attraverso la nostra esperienza fa parte dell’info lessicale, se non i tratti indispensabili per una descrizione del significato
  2. posizione massimalista = contrario della minimalista, cioè che l’info lessicale incorpora tutto
  3. terza posizione = le info contenute nelle parole sono tante quante necessarie per rendere conto del loro comportamento combinatorio, cioè di come possono o non possono combinarsi con le altre parole, e delle interpretazioni alle quali danno luogo in contesto, cioè nel loro uso (criterio dell’analisi dell’interpretazioni delle parole in contesto)
  4. quarta posizione = distinzione tra info lessicale e conosc. enciclopedica inutile e va eliminata

CAP. 3 IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE

SEMANTICA LESSICALE = studio di cosa significhino le parole, compito molto complesso

Motivi:

  1. La maggior parte delle parole ha un significato diverso in base al contesto ( polisemia )

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CAP. 5 STRUTTURE PARADIGMATICHE NEL LESSICO

Significato del termine paradigmatico

Saussure : egli utilizzava ‘ termine associativo’ definendo i rapporti che possono esistere tra due o più elementi di uno stesso sistema linguistico (parole, morfemi, suoni, ecc.)  Hjelmslev : introdurrà successivamente il termine paradigmatico nel significato oggi corrente

-Tornando a Saussure: una relazione associativa è un rapporto che si stabilisce tra due o più elementi della lingua sulla base di un’ associazione , che è un’operazione mentale: accostamento di parole che condividono qualcosa. Le associazioni possono essere basate sulla forma delle parole (sul significante) o sul contenuto (sul significato)

Forma  dà luogo a insiemi di parole che condividono tutte un aspetto formale (es: libro, libricino, libretto, libraio, libreria, ecc.) (o anche solo somiglianze foniche es: osso, grosso, mosso) Contenuto  dà vita a un insieme di parole che però non sono accumunate da un aspetto formale, ma da uno o più aspetti del loro contenuto (significato) (es: libro, volume, diario, album, romanzo, capitolo, pagina, carta, indice, scrittore, ecc.) Nella realtà queste due relazioni si possono intrecciare

-Esiste poi la relazione sintagmatica , che consiste nella relazione che intercorre tra due o più elementi linguistici (parole), quando sono combinati per formare unità linguistiche più complesse (sintagmi, frasi, testi) (es: aggettivo ‘grosso’ legato a ‘libro’)

A questo punto possiamo precisare la RELAZIONE PARADIGMATICA : rapporto esistente tra le parole che possono essere sostituite una all’altra in una stessa posizione semantica (es: ‘ho letto il ___ di cui mi hai parlato’, va bene libro, volume, romanzo, ma non tavolo o albero). La serie di parole che possono essere sostituite ad un’altra è un paradigma. Paradigma lessicale : insieme delle parole che possono stare in uno stesso contesto sintagmatico

 Insieme dei RAPPORTI PARADIGMATICI = dimensione paradigmatica ( VERTICALE ) Rapporti IN ABSENTIA Relazione paradigmatica se risponde alla funzione ‘EITHER-OR’ (o abbiamo un elemento o ne abbiamo un altro)  Insieme dei RAPPORTI SINTAGMATICI = dimensione sintagmatica ( ORIZZONTALE ) Rapporti IN PRAESENTIA Relazione sintagmatica se risponde alla funzione ‘BOTH-AND’ (parole con relazione sintagmatica che compaiono una dopo l’altra in sequenza)

TIPI DI ASSOCIAZIONI SEMANTICHE TRA PAROLE

  1. Relazioni VERTICALI ( gerarchiche o inclusione )  uno dei termini su un livello più elevato dell’altro (veicolo-macchina, macchina-volante)
  2. Relazioni ORIZZONTALI ( equivalenza e opposizione )  termini sullo stesso livello (barriera- ostacolo, lungo-corto)

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RELAZIONI SEMANTICHE CHIAVE :

-VERTICALI (inclusione)  iperonimia/iponimia, meronimia/olonimia -ORIZZONTALI (equivalenza)  sinonimia, similitudine o quasi sinonimia (opposizione) antinomia, complementarità, termini controversi -ALTRE POSSIBILI RELAZIONI  di causa, di implicazione temporale, di ruolo, di modo

IPERONIMIA/IPONIMIA (verticale) Questa relazione lega due parole: iperonimo (significato base) e iponimo (con significato più specifico, cioè iperonimo più tratti aggiuntivi, tipo di qualcosa) Il referente dell’iponimo è un sottotipo del referente dell’iperonimo. Questa relazione presenta delle tassonomie , cioè classificazioni su principi gerarchici, dove ci sono termini sovraordinati e sottordinati.

E’ una relazione verticale, asimmetrica, ha più livelli, transitiva. Però è una relazione orizzontale nel momento in cui un iperonimo può avere più iponimi ( CO-IPONIMI ), che si trovano tutti allo stesso livello di specificità del significato

Test per individuare relazione iperonimia/iponimia: test basato sul criterio di inclusione (‘x è y, ma y non è x’ )  per nomi e verbi , a volte anche aggettivi

MERONIMIA/OLONIMIA (verticale) Questa relazione lega due termini: il meronimo (indica la parte, parte di qualcosa) e l’ olonimo (indica il tutto), riguardano soprattutto oggetti fisici. Esistono diversi tipi di relazione: tra un intero e le sue parti (mano-dito), tra un oggetto e la sua sostanza (muro-cemento), tra un insieme e i suoi membri (parlamento-deputato), tra un intero e una sua porzione (pane-fetta), tra un intero e i suoi elementi (sabbia-granello), tra un luogo e un altro in esso contenuto (deserto-oasi)

Un meronimo può avere più olinimi (fetta di pane, carne, salame, ecc.) Possono esserci anche più co-meronimi di un olonimo (manica, bottone, colletto per camicia)

Test per la meronimia : ‘ x è una parte di y’ (pedale-bicicletta) Test per l’ olonimia : ‘ x ha come parte y’ (bicicletta-pedale)

SINONIMIA e QUASI SINONIMIA (orizzontale) -Sinonimia = relazione esistente tra due parole che in un dato contesto (e quindi significato) possono essere sostituite una all’altra senza che questo abbia delle conseguenze sull’interpretazione, cioè sul valore di verità della frase

Sinonimi assoluti  parole che sono sempre intercambiabili Sinonimi contestuali  parole intercambiabili almeno in un contesto

Test di sostituzione per individuare la sinonimia (‘è x quindi è y; è y quindi è x’ )

  • Quasi sinonimia (analoghi o affini) = coppie di termini che rispondono in modo incerto al test della sinonimia

Dimensioni semantiche di divergenza dei quasi sinonimi: grado (pieno-colmo), modo (sorridere-ridacchiare, connotazione (gatto-micio), registro (sciocchezza-cazzata), campo (ricetta-prescrizione), area geografica (tabaccaio/tabacchino)

SINONIMI