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Letteratura Comparata 8 Capitolo Imagologia
Tipologia: Sintesi del corso
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L’imagologia e studi culturali. 1) Letteratura del viaggio e studio imagologico
images di una cultura possono essere da un lati idealizzanti e dall’altro alimentare opinioni negative e distorte dell’altro, designate come mirages che determinano spesso la valutazione di una cultura come inferiore. E può essere altrettanto interessante analizzare lo sviluppo di una determinate images. Dopo l'intervento critico di Wellek che la giudicò una ricerca inutile, più vicina alle indagini sulla pubblica opinione che a quelle letterari, si svilupparono le principali correnti imagologiche europee, in particolare due: -Quella sviluppatasi tra gli anni ‘60 intorno a Dyserinc , nota come scuola di aquisgrana, che sposta l’attenzione da questioni più propriamente sociologiche verso tematiche connesse con gli studi sulle traduzioni letterarie. Infatti la traduzione è un attività sulla quale le tradizioni culturali incidono fortemente e fortemente guidata dai pregiudizi. Dyserink si impegna a sostenere l’importanza dello studio intrinseco della letteratura, sottolineando come molte volte le images littéraire assumano una posizione centrale per la struttura del testo, e individua nello studio del ruolo delle images e dei mirages un indirizzo dove l’imagologia potrebbe mettere in atto la sua azione demistificante delle idee sull’altro. Auto ed etero-immagini hanno uno statuto rappresentativo (legato alla loro costruzione discorsiva (Hugo Dyserinck): l’obiettivo dell’imagologia non è di studiare il presunto carattere di una collettività nazionale o culturale, ma analizzare come questo sia stato costruito attraverso delle immagini letterarie e culturali, attraverso delle strutture imagotipiche che spesso coinvolgono la visione di più culture. -Altra corrente imagologica è Quella sviluppatasi negli anni ‘70 intorno a Pageaux. Egli esprime l’interesse per la letteratura di viaggio e per lo studio imagologico delle ricezioni, la saggistica delle letteratura straniere va per lui studiata nel suo carattere di “rappresentazione”, mettendo il risalto i meccanismi di condizionamento della cultura di appartenenza. Nei suoi studi il mito rappresenta una delle forme che images e autoimages possono assumere all’interno del testo letterario, si tratta in entrambi i casi di linguaggi simbolici tramite i quali lo scrittore, la società, la cultura si esprimono a proposito di sé e degli altri. Paragona inoltre il mito all’ideologia perchè entrambe hanno la funzione di “unificare il gruppo” e quello di giocare un ruolo di “compensazione”: in esso si possono proiettare i valori che una collettività sente di possedere o di cui si vede privata, Per Pageaux inoltre l’immaginario letterario e culturale dell’altro può essere descritto (in forma schematica) attraverso tre attitudini mentali: fobia (disprezzo dell’altro considerato come inferiore oppure come portatore di valori negativi/degradanti), mania (ammirazione dell’altro, considerato come superiore oppure come portatore di valori positivi/indispensabili), filia (considerazione dell’altro come pari, sul piano valoriale). Lo studio imagologico messo a punto da Pageaux si prefigura dunque come analisi culturale, la quale partendo dal testo letterario, individua come proprio oggetto l’ imagerie sull’altro, designata anche come reverie: un analisi che coinvolge di soliti più testi che possono essere assunti come rappresentativi di un determinato periodo storico.bSi passa attraverso diverse fasi, per Pageaux per rendere espliciti i materiali e le forme attraverso cui viene costruita un images:
- Analisi semiotica e lessicale (si agisce sul piano micro-testuale: parole chiave, aggettivazione, ricorrenze lessicali). - Analisi semantica e strutturale (esame delle scelte linguistiche, collegate su un piano macrotestuale; ricorrenza di schemi mentali: assimilazione vs. differenziazione )