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Letteratura greca ripasso, Appunti di Letteratura

Appunti letteratura greca

Tipologia: Appunti

2014/2015

Caricato il 15/10/2015

BurdeseSofia
BurdeseSofia 🇮🇹

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Epos
In primis c'era l'epos, ispirato agli ideali della Grecia che iniziava ad affermarsi come protagonista di una
nuova fase della civiltà mediterranea.
L'epos è trasmesso oralmente ed è composto improvvisando secondo scene tipiche e un linguaggio
formulare. Esse erano memorizzate da cantori di professione e aedi durante un periodo di apprendistato e poi
recitate di fronte al pubblico ( Es. Aiace e Fenice davanti ad Achille, Demodoco alla corte di Alcinoo, Femio,
aedo di Odisseo).
Acconto ad essi vi erano poi i rapsodi, che recitavano a memoria versi famosi.
Lo stesso Omero doveva essere un aedo.
Inizialmente erano rivolti a un pubblico aristoratico.
-Furono composti tra VIII e VII secolo a.C. Iliade, Odissea e altri poemi che costituivano i vari cicli delle
leggende: Troiana, Tebana, Eraclea e Argonauti. A grandi linee però le leggende eroiche furono tramandate
oralmente per oltre 4 secoli.
-Per tutta l'età classica le opere epiche vennero recitate oralmente, i libri erano ancora una rarità preziosa: nel
V secolo Omero era già testo scolastico nelle più importanti città greche. "Auralità" viene definita questa
forma di comunicazione letteraria che prevede per i poemi l'uso di testi scritti solo per la conservazione e non
per la fruizione.
Solo in età alessandrina si affermarono edizioni per la lettura privata. E' in questo periodo che si costituirono
le biblioteche.
Furono proprio i grammatici alessandrini a eliminare le erronee varianti testuali di Omero e a dividere i
poemi. Si inizia anche a dubitare sulla paternità Omerica di Iliade e Odissea.
Questione Omerica
La discussione scientifica dei problemi relativi alla genesi dei poemi nasce con l'età moderna.
Francia, Luigi XIV: polemica tra chi sostiene la superiorità degli antichi e chi dei moderni; l'abate
d'Aubignac scrisse nel 1664 la dissertazione sull'liade, trovava i poemi omerici ricchi di
contraddizioni e errori, forse frutto dell'assembleamento di più vicende da parte di un solo aedo. Vico
invece ritiene che Omero non sia stato un uomo ma soltando un'idea. Wolf ritenendo che nell'età di
Omero la scrittura non esistesse pensa che gli episodi fossero stati composti da aedi.
L'ottocento fu dominato dalla tendenza analitica, dal tentativo di individuare i vari autori dei poemi.
Il novecento vede un'inversione di tendenza: la scuola neounitaria cerca di indicare un disegno
oerente dove gli analisti avevano visto contraddizioni.
Un grosso apporto arrivò da parte di Parry ( 1900) e alla sua oral poetry. Egli associò
all'osservazione dei pomei l'ascolto di aedi viventi. Dopo i suoi studi nessuno mette più in dubbio
che lo stile formulare presupponga una tradizione e una tecnica compositiva orale. Oggi si discute
delle fasi del processo che ha fatto sì che daoriginari brevi poemetti o singoli episodi, recitati a
banchetto, di sia arrivati a poemi così grandi.
I poemi omerici e la storia
Schliemann, uomo d'affari tedesco organizzò nell'Ottocento scavi sulla collina di Hissarlik, nell'antico
Ellesponto. Portò alla luce resti e un tesoro, forse il tesoro di Priamo; a Micene scavò il Megaron e le tombe
dell'acropoli. Altri proseguirono le sue ricerche e portarono alla luce più città. Troia VII A , espugnata nel
1260 e incendiata, potrebbe forse essere la Troia di Omero, la cui distruzione era stata datata da Eratostene
nel 1280. Si ritiene oggi che una guerra di Troia fu realmente combattuta contro popolazioni dell'Anatolia o
Micenee.
I poemi omerici ci forniscono informazioni sull'età micenea e sul Medioevo ellenico, oltre a darci un'idea
complessiva degli ideali dell'uomo omerico e dell'uomo dell'epoca: timè eklèos.
I poemi omerici contengono una summa dei valori e dei comportamenti nella famiglia come nella comunità
civile.
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Epos

In primis c'era l'epos, ispirato agli ideali della Grecia che iniziava ad affermarsi come protagonista di una nuova fase della civiltà mediterranea. L'epos è trasmesso oralmente ed è composto improvvisando secondo scene tipiche e un linguaggio formulare. Esse erano memorizzate da cantori di professione e aedi durante un periodo di apprendistato e poi recitate di fronte al pubblico ( Es. Aiace e Fenice davanti ad Achille, Demodoco alla corte di Alcinoo, Femio, aedo di Odisseo). Acconto ad essi vi erano poi i rapsodi, che recitavano a memoria versi famosi. Lo stesso Omero doveva essere un aedo. Inizialmente erano rivolti a un pubblico aristoratico. -Furono composti tra VIII e VII secolo a.C. Iliade, Odissea e altri poemi che costituivano i vari cicli delle leggende: Troiana, Tebana, Eraclea e Argonauti. A grandi linee però le leggende eroiche furono tramandate oralmente per oltre 4 secoli. -Per tutta l'età classica le opere epiche vennero recitate oralmente, i libri erano ancora una rarità preziosa: nel V secolo Omero era già testo scolastico nelle più importanti città greche. "Auralità" viene definita questa forma di comunicazione letteraria che prevede per i poemi l'uso di testi scritti solo per la conservazione e non per la fruizione. Solo in età alessandrina si affermarono edizioni per la lettura privata. E' in questo periodo che si costituirono le biblioteche. Furono proprio i grammatici alessandrini a eliminare le erronee varianti testuali di Omero e a dividere i poemi. Si inizia anche a dubitare sulla paternità Omerica di Iliade e Odissea.

Questione Omerica

La discussione scientifica dei problemi relativi alla genesi dei poemi nasce con l'età moderna.

  • Francia, Luigi XIV: polemica tra chi sostiene la superiorità degli antichi e chi dei moderni; l'abate d'Aubignac scrisse nel 1664 la dissertazione sull'liade, trovava i poemi omerici ricchi di contraddizioni e errori, forse frutto dell'assembleamento di più vicende da parte di un solo aedo. Vico invece ritiene che Omero non sia stato un uomo ma soltando un'idea. Wolf ritenendo che nell'età di Omero la scrittura non esistesse pensa che gli episodi fossero stati composti da aedi.
  • L'ottocento fu dominato dalla tendenza analitica, dal tentativo di individuare i vari autori dei poemi.
  • Il novecento vede un'inversione di tendenza: la scuola neounitaria cerca di indicare un disegno oerente dove gli analisti avevano visto contraddizioni.
  • Un grosso apporto arrivò da parte di Parry ( 1900) e alla sua oral poetry. Egli associò all'osservazione dei pomei l'ascolto di aedi viventi. Dopo i suoi studi nessuno mette più in dubbio che lo stile formulare presupponga una tradizione e una tecnica compositiva orale. Oggi si discute delle fasi del processo che ha fatto sì che daoriginari brevi poemetti o singoli episodi, recitati a banchetto, di sia arrivati a poemi così grandi.

I poemi omerici e la storia

Schliemann, uomo d'affari tedesco organizzò nell'Ottocento scavi sulla collina di Hissarlik, nell'antico Ellesponto. Portò alla luce resti e un tesoro, forse il tesoro di Priamo; a Micene scavò il Megaron e le tombe dell'acropoli. Altri proseguirono le sue ricerche e portarono alla luce più città. Troia VII A , espugnata nel 1260 e incendiata, potrebbe forse essere la Troia di Omero, la cui distruzione era stata datata da Eratostene nel 1280. Si ritiene oggi che una guerra di Troia fu realmente combattuta contro popolazioni dell'Anatolia o Micenee. I poemi omerici ci forniscono informazioni sull'età micenea e sul Medioevo ellenico, oltre a darci un'idea complessiva degli ideali dell'uomo omerico e dell'uomo dell'epoca: timè eklèos. I poemi omerici contengono una summa dei valori e dei comportamenti nella famiglia come nella comunità civile.

Rispecchiano inoltre concezioni etiche e religiose del periodo in cui furono composti. Il rapporto tra azioni umane e governo dell'universo degli dei è un punto fondamentale: il mondo omerico è governato dagli dei, ma nell'Iliade non è armonizzato, ci sono continue tensioni e scontri, anche tra gli dei stessi, mentre nell'Odissea Zeus sembra assumere il ruolo più definito di un monarca e di garante della giustizia. Il politeismo della religione greca rappresenta sotto forma divina la pluralità di impulsi ed esperienze che influiscono sulla vita degli uomoni. L'eros, il matrimonio, gli affetti, le lotte, sono viste come manifestazione del divino. Il tutto, è governato dalla moira, il destino. Nei poemi non esiste la prospettiva di una felicità ultraterrena e la sopravvivenza nell'Ade è descritta come una vita da fantasma. L'unica possibilità di sopravvivenza è diventare eroi, persistere nella memoria dei vivi. La lingua di Omero è composita, mista di forme dialettali che si possono ricondurre al miceneo, all'eolico ecc: una lingua artificiale, costituita attraverso l'elaborazione da parte degli aedi. Il metro è l'esametro, dis ei piedi. I primi cinque dattilici o spondei, il sesto spondeo o trocheo. Il metro è scandito da tagli o cesure.Gli esametri di adattano alle formule. C'è uan certa formularità, ravvisabile nell'uso di scene tipiche come il consiglio dei capi, l'assemblea, i preparativi per la battaglia, l'ambasciaria, il sacrificio, il banchetto ecc. Ricorrenti sono anche similitudini e metafore.

Iliade

Poema dell'ira, celebra gli ideali di un'aristocrazia guerriera che ha per attività la guerra e la razzia, perchè in essa si celebrano le gesta degli eroi, dimostrazione del loro valore. Il vaore dell'eroe si afferma anche nell'assemblea, nei giochi e nella caccia. La civiltà descritta da Omero è altamenta agonale, competitiva, alla ricerca della supremazia e del primato. L'eroe omerico è discendende di nobili padri e ciò che teme maggiormente è deludere la famiglia e la società. Distinguersi e primeggiare significa raggiungere gloria e onore: il comportamento dell'eroe trova sanzione morale nell'opinione che gli altri hanno di lui. Li dei appartengono alla stessa stirpe degli uomini, ma tra i due mondi vi è una separazione: i primi sono beati e immortali, gli altrid estinati a decadere, invecchiare e morire. Non vi è differenza sul piano della moralità, entrambi provano i medesimi sentimenti ma su tutti domina la moria. Il poema è ricco da interventi umani e divini.

Odissea

L'Odissea presenta diversità sia di struttura sia di contenuti; la narrazione nasce dall'incontro di due motivi: le avventure del marinaio audace e spregiudicato, che supera ostacoli grazie a forza e intelligenza, e il motivo del ritorno in patria, del recupero degli affetti. L'Odissea rispecchia un universo storico sociale posteriore a quello rappresentato nell'Iliade. Il poeta rievoca le vicende dell'età micenea inserendole nelle istituzioni sociali del suo tempo. Nel concilio degli dei con cui inizia l'Odissea, Zeus osserva che i mortali si lamentano dei mali che li affliggono, e ne attribuiscono la responsabilià agli dei, mentre essi ne sono stati causa. Ò'intera Odissea è un paradigma della concezione della responsabilià umana e dell'attenzione degli dei per le vicende degli uomini: odisseo, l'eroe pio e obbediete alla fine supera tutte le difficoltà in cui lo aveva trascinato l'imprudenza dei suoi compagni, recupera il suo regno, la sua donna e i suoi beni, mentre i pretedenti arroganti e superbi finiscono massacrati. Inizia a farsi strada inoltre l'idea di una connessione tra gli atti di arroganza perpetrati dagli uomini e la unizione divina che ad essi consegue, tra ubris e nemesis; ad ogni colpa dell'uomo, nata dall'arroganza che lo porta a superare i limiti imposti dalla sua natura mortale, segue una punizione divina.- Gli dei sono garanti della legge morale e protettori degli uomini. Omero ignora la psicologia del morente o del personaggio: l'interiorità viene manifestata attraverso le parole.

Il ciclo epico

-Tebano: Edipodia (storia di Edipo), Tebaide( si racconta come i figli di Edipo, Eteocle e Polinice, si contesero la successione), Epigoni(i figli dei sette re di Tebe).

motivazioni che giustificano l'etica del lavoro. La sezione da consigli sulla coltivazione dei campi e sulla navigazione, attività redditizie al tempo del poeta. E' certo che Esiodo ha una forte personalità poetica, vuole esporre agli uomini la verità, in opposizione alle menzogne degli altri poeti. Per Esiodo il mito non è altro che insegnamento morale, destinato a inculcare nei destinatari comportamenti giusti, utili per guadagnarsi da vivere con l'umile lavoro quotidiano. La storia delle stirpi divine serve ad accertare che attraverso lunghe età si è affermato un ordine divino positivo, garante della moralità, in cielo come in terra. Ai contadini della Beozia Esiodo si presenta come uno di loro e insegna come si deve praticare l'agricoltura, come ci si deve comportare i famiglia, con i vicini e con gli dei. Lo stile è quello omerico.

La lirica

La lirica è la poesia, non è nè epica nè drammatica, nè tragedia nè commedia. Nasce agli inizi del 7, 6 secolo a.C. Il luogo d'incontro non è più solo la festa della corte sovrana in cui si esibivano gli aedi, ma una cerchia più limitata, quella del Simposio, in cui i membri delle famiglie aristocratiche si riunivano per conversare e bere insieme. Qui affrontavano temi di attualità ed esistenziali. L'ambiente della festa in onore di un dio costituì la cornice della lirica corale, legata a celebrazioni rituali o ad avvenimenti che coinvolgevano tutta una comunità civile, come una vittoria nei giochi sportivi, un matrimonio o un funerale. Il pubblico può essere un clan ristretto oppure l'intera comunità panellenica. Il componimento poetico era sempre accompagnato dalla lira, ovvero da uno strumento musicale simile alla cetra/lira. La lirica greca è una produzione ampia, ma a noi sono pervenuti solo pochi frammenti. Esistevano più generi: la lirica monodica era destinata ad essere cantata da un solista, come quella corale era eseguita da un coro, l'elegia e il giambo invece erano accompagnati dall'aulòs, una specie di oboe e si distinguevano per il metro. Un elemento che distingue la maggior parte dei componimenti lirici è una forte presenza della prima persona, che mancava quasi del tutto nei poemi della leggenda eroica. In età alessandrina si venne definendo un canone dei migliori autori della lirica propriamente intesa, che comprendeva esponenti della poesia melica, nelle sue forme di monodica ( Saffo, Alceo) e corale (Alcmane, Simonide, Pindaro, Bacchilide). Tra i giambografi comprendevano Archiloco, Semonide, Ipponatte, Tirteo, Mimnermo, Senofane).

Giambo

Era destinato come altri all'intrattenimento nel simposio. La funzione di esortazione morale e politica spettava all'elegia, mentre quella di aggressione sul piano politico o personale era propria del giambo, che ereditava dalla tradizione demetriaca la descrizione di ambienti e personaggi volgari, il richiamo tematico al mangiare, al bere, alle attività sessuali ecc.

Archiloco

Visse nel VII secolo e diede inizio a un'età nuova nella cultura greca. Archiloco si presrnta come Io, seguace di Enialio, partecipe del dono delle Muse; considera l'attività poetica come un elemento primario della sua personalità e infrange le convenzioni epiche che ignoravano la necessità economica e che consideravano la salvezza personale come qualcosa di personale e secondario alla gloria. L'individualità fa prepotentemente irruzione nella cultura greca. Con Archiloco viene alla luce la tradizione poetica in onore di Demetra, con le sue caratteristiche di aggressività personale e si sensualità espressiva. La violenza di Archiloco risponde a diverse motivazioni: continua una tradizione aggressiva e sensuale, esclusa dall'epos e dai riti di Demetra, esprime la tensione delle lotte politiche tra le eterie aristocratiche della Grecia arcaica. Fu giambografo.

Semonide

Fu contemporaneo di Archiloco, nei frammenti che ci sono pervenuti comunica al pais la sua pessimistica concezione di un'esistenza dominata dalla morte, dal male e da dolori di ogni tipo. Ricordiamo il tema della misoginia, della gastronomia, della pinetica e dell'erotica.

Ipponatte

Nacque nella seconda metà del VI secolo, ebbe un pubblico raffinato ed elitario e fu l'inventore dei coliambi ( trimetri giambici). Fu maestro della poesia scoptica e aggressiva; i bersagli dei suoi giambi sono numerosi personaggi, egli li aggredisce raccontando avventure in ambienti loschi e squallidi, frequetati da ladri, risse e violenze di ogni genere. Fu uno dei modelli di Callimaco.

L'elegia

E' composta dal distico elegiaco, ovvero da un esametro e un pentametro. L'elegia ha una funzione parenetica, cioè di esortazione, rivolta a un gruppo spesso identificabile con gli appartenenti a un'eteria nell'ambito di un simposio. Talvolta è destinata a un pubblico più ampio, come i cittadini di Sparta. Il contenuto può essere vario: da temi politici e patriottici, ad amorosi, a etico politici.

Tirteo

Fu attivo intorno alla seconda metà del VII sevolo. Tra l'epoca degli eroi del mito e Tirteo si inseriscono la nascita della polis e lo sviluppo della fanteria oplitica: come gli eroi dei poemi omerici Tirteo proclama come supremo ideale l'aretè, ma questa non si realizza nell'affermazione individualistica dell'eroe, ma nella capacità di ognuno di stringersi agli altri in un organismo compatto e solidale. E' significativo il noi: il poeta parla a nome di tutt i membri della polis. Tirteo, spartano, è il cantore degli ideali di quell'aristocrazia che possedeva il potere, dominando su Spartiati, Iloti e Perieci. In questo collettivo, la necessità si sopravvivenza imponeva l'ideale della sottomissione dell'individuo alla comunità. Gli antichi raccolsero le poesie di Tirteo in cinque libri:consistevano di elegie e canti di marcia, accompagnati dall'aulòs durante la marcia. A noi sono giunti pochi frammenti, in parte lacunosi: alcuni sono stati trasmessi da Licurgo, in cui si esalta la bellezza della morte per la patria, e si invitano i giovani ad affrontrare il nemico e a non abbandonare gli anziani. La morte gloriosa per la patria era il coronamento dell'ideale oplitico, e l'uso della lingua e dei moduli omerici è un esempio di adattamento di una forma discorsiva a un mondo diverso. Gli eroi di Omero combattono per la propria gloria e per esssere degni dei padri, mentre qui non c'è nulla di quell'individualismo assoluto. L'eroe di Tirteo è un guerriero che combatte in prima fila nel muro di ferro formato dagli scudi.

Mimnermo

Fu il primo che fece dell'eros l'oggetto principale della sua poesia, esaltandolo come la vera ragione di esistenza per l'uomo. All'ideale eroico egli contrappone la scelta di una vita vissuta per la gioia, quella che ai giovani dona l'amore. Mimnermo sa che questa gioia è effimera, e per questo egli vi si attacca e la esalta. In antitesi, rappresenta con dolorosa consapevolezza il sopravvenire della vecchiaia. La consapevolezza della brevità e fugacità della gioia fanno di Mimnermo una delle figure più enigmatiche del pessimismo greco. Molti hanno avvertito nella fragilità dell'animo di M. Il segno di una civiltà raffinata e decadente. La lingua è quella dell'epos, ma il suo discorso poetico di distanzia da Tirteo e Archiloco.

Solone