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Gadda, Moravia e Pasolini: Tra Ermetismo e Neorealismo, Sintesi del corso di Letteratura Italiana

La vita e l'opera di Cesare Pavese, Alberto Moravia e Curzio Malaparte, tre scrittori italiani di rilievo del Novecento. Il testo tratta della loro esperienza personale e artistica, dei loro scritti più importanti e del contesto storico e culturale in cui hanno operato. Vengono discusse le tematiche dell'ermetismo e del neorealismo, due correnti letterarie che caratterizzarono la letteratura italiana del periodo. una ricca panoramica della letteratura italiana del Novecento e fornisce una valida base per lo studio di questi autori.

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 22/05/2020

Alessia.Unipa
Alessia.Unipa 🇮🇹

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LETTERATURA ITALIANA
PROF. GUGLIELMINI
Carlo Emilio Gadda. Milano 14.nov.1893- Roma 21. mag. 1973.
Carlo Emilio Gadda è colui che apre il nostro percorso letterario, viene chiamato l’ingegnere di
Malavoglia o Ingegnere Furioso, questo perché dopo la morte del padre, asseconda il volere della
madre di inscriversi ad Ingegneria. Conseguirà la laurea nel 1920 e morta la madre nel 1926,
riprende il desiderio di diventare scrittore, di fatti nel 1940 si trasferisce a Firenze ed è in stretta
relazione con Eugenio Montale, Bonsanti e Landolfi. Nel 1950 si trasferisce a Roma e vive in
solitudine. Lui anche se di Milano scriverà in Romano.
Dopo la morte della madre pubblica un testo con il titolo ‛la fottuta villa di campagna’ questo ci fa
capire come Gadda non sia mai stato libero di poter fare ciò che meglio desiderava.
Dopo questo testo ne susseguono altri, egli era molto appassionata dalla lettura e scrittura
Manzoniana. Egli viene definito Ingegnere Furioso perché parla del Caos dell’esistenza in cui
sembra impossibile trovare un equilibrio. Gadda vive la guerra, quando è a Roma rimasto ormai
solo, viene accudito da una governante molto cara perché come lui, sa cosa vuol dire soffrire.
Gadda vive un profondo disagio esistenziali per le varie influenze a cui la società e gli individui
sono sottoposti. Lui scrive in un saggio ‛Ero, Eros, Priamo’. Priamo è un personaggio erotico in cui
dialoga e deride la figura di Mussolini, inizia con un lessico comico/satirico, lui parlando di sé in
terza persona sintetizza: la sindrome dell’efficienza, lui descrive un disagio in stallo, di contrario
alla contemplazione e si preoccupa della descrizione comunicativa.
In conclusione, Gadda vede la vita come una grande Matassa (esistenza della vita) l’obiettivo è che
rimane il dolore e lo scarso tentativo di evitarlo.
Alberto Moravia. Roma 28. nov1907- Roma 26.set.1990.
Scrittore intellettuale e viaggiatore a tempo pieno, proveniente da una ricca famiglia borghese,
all’età di 9 anni viene affetto dalla Tubercolosi ossea, che gli ha impedito di concludere gli studi in
modo regolare e immobilizzato dai 9 anni fino ai 17 anni.
Le sue preferenze letterarie sono rivolte a Dostoevskij e Joyce. Egli viaggiava molto per
allontanarsi dal periodo dell’ascesa e dalla fine del fascismo. Il suo esordio avviene con l’opera
‛Indifferenti’ dove parla della vita borghese romana e di tutti i vuoti spirituali e l’erotismo crudele,
l’accettazione passiva e l’indifferenza della propria rovina.
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LETTERATURA ITALIANA

PROF. GUGLIELMINI

Carlo Emilio Gadda. Milano 14.nov.1893- Roma 21. mag. 1973. Carlo Emilio Gadda è colui che apre il nostro percorso letterario, viene chiamato l’ingegnere di Malavoglia o Ingegnere Furioso, questo perché dopo la morte del padre, asseconda il volere della madre di inscriversi ad Ingegneria. Conseguirà la laurea nel 1920 e morta la madre nel 1926, riprende il desiderio di diventare scrittore, di fatti nel 1940 si trasferisce a Firenze ed è in stretta relazione con Eugenio Montale, Bonsanti e Landolfi. Nel 1950 si trasferisce a Roma e vive in solitudine. Lui anche se di Milano scriverà in Romano. Dopo la morte della madre pubblica un testo con il titolo ‛la fottuta villa di campagna’ questo ci fa capire come Gadda non sia mai stato libero di poter fare ciò che meglio desiderava. Dopo questo testo ne susseguono altri, egli era molto appassionata dalla lettura e scrittura Manzoniana. Egli viene definito Ingegnere Furioso perché parla del Caos dell’esistenza in cui sembra impossibile trovare un equilibrio. Gadda vive la guerra, quando è a Roma rimasto ormai solo, viene accudito da una governante molto cara perché come lui, sa cosa vuol dire soffrire. Gadda vive un profondo disagio esistenziali per le varie influenze a cui la società e gli individui sono sottoposti. Lui scrive in un saggio ‛Ero, Eros, Priamo’. Priamo è un personaggio erotico in cui dialoga e deride la figura di Mussolini, inizia con un lessico comico/satirico, lui parlando di sé in terza persona sintetizza: la sindrome dell’efficienza, lui descrive un disagio in stallo, di contrario alla contemplazione e si preoccupa della descrizione comunicativa. In conclusione, Gadda vede la vita come una grande Matassa (esistenza della vita) l’obiettivo è che rimane il dolore e lo scarso tentativo di evitarlo. Alberto Moravia. Roma 28. nov1907- Roma 26.set.1990. Scrittore intellettuale e viaggiatore a tempo pieno, proveniente da una ricca famiglia borghese, all’età di 9 anni viene affetto dalla Tubercolosi ossea, che gli ha impedito di concludere gli studi in modo regolare e immobilizzato dai 9 anni fino ai 17 anni. Le sue preferenze letterarie sono rivolte a Dostoevskij e Joyce. Egli viaggiava molto per allontanarsi dal periodo dell’ascesa e dalla fine del fascismo. Il suo esordio avviene con l’opera ‛Indifferenti’ dove parla della vita borghese romana e di tutti i vuoti spirituali e l’erotismo crudele, l’accettazione passiva e l’indifferenza della propria rovina.

Il linguaggio usato nei testi rimane semplice senza troppi ornamenti. Il secondo testo importante è Agostino, è un racconto su un giovane borghese e sulla traumatica scoperta del sesso e dell’abbandono del nido familiare per entrare nel mondo degli adulti. Successivamente Moravia affronta il Neorealismo e racconta di ceti sociali più umili, come la ciociara ecc. successivamente al ritorno della vita borghese subentra la Noia, testo che sottolinea l’incapacità di essere autentici a causa del nuovo mondo industrializzato e dal mondo che è governato solo dal denaro. Ermetismo. ( poesia Pura) Con il termine ermetismo si intende non un vero e proprio movimento letterario del Novecento, ma un atteggiamento assunto da un gruppo di poeti. Il termine, adottato da Francesco Flora nel 1936, rimanda ad una concezione mistica della parola poetica perché fa riferimento alla figura leggendaria e mistica di Ermete Trismegisto ( Ermes il tre volte grandissimo ) risalente al periodo ellenistico, al quale erano stati attribuiti testi filosofico- misterici e spirituali del II-III secolo d.C., che si ispirava all'antica sapienza egizia, celata nell'enigmatico linguaggio dei geroglifici. Tuttavia un possibile legame si può trovare anche verso Ermete, dio delle scienze occulte, proprio per sottolineare la difficoltà di comprensione di questo genere di poesia. Nel 1938 Carlo Bo pubblicò un saggio su Il Frontespizio , Letteratura come vita , contenente i fondamenti teorico-metodologici della poesia ermetica. Quello dell'ermetismo è uno stile difficile e chiuso nella ricerca della forma analogica, insieme all'approfondimento di una nascosta esperienza interiore, contraddistinse questo gruppo che, rifiutando in modo diretto ogni impegno politico e sociale, cercava di staccarsi dalla cultura fascista. Tra questi giovani intellettuali, alcuni assunsero posizioni antifasciste come Romano Bilenchi,Elio Vittorini,Alfonso Gatto e Vasco Pratolini. La censura dell'ermetismo è una presa di posizione contro la manipolabilità e la facilità comunicativa della nascente società di massa, che si esplica nella propaganda dei regimi dittatoriali (come il fascismo) sorti dopo la prima guerra mondiale. La poesia, allora, si rinchiude e si assume il compito di ridare un senso alla parola, di risemantizzarla, di usarla solo quando necessaria. I poeti ermetici perseguono l'ideale di una “poesia pura”, libera da ogni finalità pratica, essenziale, senza scopo educativo. Il tema centrale della poesia ermetica è il senso della solitudine disperata dell'uomo moderno che ha perduto fede negli antichi valori, nei miti della civiltà romantica e positivistica e non ha più certezze a cui ancorarsi saldamente. L'uomo vive in un mondo

Primo Levi è sicuramente un grande scrittore d’impegno civile, con una ferita insanabile. Nata da una famiglia benestante, si diploma al liceo classico e si laurea in Chimica, inizia a lavorare in una farmacia di Milano. Entra in contatto con alcuni esponenti antifascisti militanti, ed si unisce alla spedizione in Valle d’Aosta, il 13 Dicembre 1943 viene arrestato e nel febbraio viene internato as Aschwitz, rientra in patria nel 1945. Nel 1947 a seguito della tragica esperienza che ha vissuto scrive un libro nel quale racconta dei campi di concentramento, inizialmente contro l’ostilità e timore dell’editore. Nel 63 pubblicherà la storia del viaggio di ritorno con il titolo ‛La tregua’. Sé questo è un uomo è un libro che racconta della deportazione ad Aschwitz, è caratterizzato da una profonda angoscia da parte dell’autore che lo ha vissuto in prima persona e dubita dell’esitenza di Dio, perché se Dio esistesse non sarebbe esistito Aschwitz. Pier Paolo Pasolini. Bologna 5 marz. 1922- Ostia tra 1 e 2 nov. 1975. Figlio di un ufficiale e di una maestra, studia lettere a Bologna e si laurea, con una tesi su Pascoli. Nel 1943 si sottrae al militare forzato e si rifugia a Friuli località d’origine della madre, lì darà vita a un accademia Friuliana, un centro di studi filologici su quella tradione regionale che caratterizzera le opere future. Nel 1947 si scrive al partito comunista e svolte attività di segretario. Dopo le prime esperienze da insegnante in Friuli, nel 49 viene denunciato pubblicamente di omosessualità con un processo e viene sospeso sia dall’insegnamento che dal partito. Si trasferisce in a Roma con la madre nel 1950. Nel 42 scrive il suo libretto in dialetto friuliano ‛poesia e casarsa’. La carriera poetica è molto breve, il suo ritmo complesso del poemetto narrativo sono d’ispirazione etica e politica. I pometti raggiungono l’apice del successo con ‛Le ceneri di Gramsci’, è un poemetto composto da 11 poemetti in terzine, composto tra il 1951-56 è diviso in 6 parti. Il titolo è preso da una poesia immaginata davanti alla tomba di Gramsci, Pasoli inizia a conversare con le sogli di Gramsci, da questo incontro nascono le prime riflessioni su un umile Italia rurale e preindustriale ancora non corrotta dai miti del consumismo. Il tema centrale della composizione è dato dal drammatico contrasto che si dibatte nel poeta, da un lato è vicino a Gramsci e alla sua ideologia Marxista del potere per il riscatto degli oppressi e delle classi emarginate, dall’altro però riscopre emotivamente vicino alla figura del popolo. Il ‛tu’ del poeta è rivolto a Gramsci. Pasolini scrivere anche Scritti corsari, è una raccolta di articoli e recensioni pubblicati nei più importanti quotidiani scritti tra il 73-75. I temi principali sono: la società Italiana, i suoli mali e le sue angosce, l’aborto il divorzio il rapporto tra sessualità e omosessualità. Gli articoli sono duri e sgradevoli.

Perchè Corsari? Corsaro vuol dire navigatore al servizio della Regina, mandati ad esplorare nuovi posti, metafora che associata a Pasoli, vuol dire che lui rappresenta l’uomo che ha navigato in acqua inesplorate, argomenti che non era stati affrontati. In Scritti Corsari Pasolini diventa sociologo profetico, contesta il conformismo della società anche se la società stessa si adegua (controsenso sociale). Pasolini è l’Antinovecentismo, tenace volontà di opporsi all’idea di ‛purezza’ e di ordine lirico dal punto di vista linguistico, tale antinovecentismo si può dividere in tre fasi: L’usignolo della chiesa cattolica, usa un linguaggio che corrode il poeta dalla purezza, il secondo è Le ceneri di Gramsmi e La religione del mio tempo, nella terza Poesia in forma di rosa del mio tempo e Trasumanar e organizzar, dove usa un linguaggio gergale. Sperimentalismo e Neoavanguardia Tra gli anni 50 e 60 in un periodo di profondi mutamenti sociali la letteratura batte su due strade diverse, lo sperimentalismo che è una sintesi tra l’ermetismo e neorealismo e poi abbiamo le neoavanguardie che opta per una rottura nei confronti della tradizione anche recente. Il termine Sperimentalismo compare sulla rivista Officina da Pasolini, rifiuta l’evasività ermetica ma ne recupera la lezione espressiva, dall’altro abbandona lo schema di contenuti del neorealismo ma ne recupera la passione ideologica. Negli primi anni 60 si afferma le neoavanguardie che prosegue per circa un decennio essa appare nella rivista Il Verri, tale corrente rifiuta il passato e rifiuta ogni responsabilità sociale e politica. Postmoderno. Tra gli anni 80 e 90 si diffonde il Postmoderno per definire le imprevedibili forme culturale che si inseriscono con le società industriali avanzate. La modernità non è vista piu come progresso ma come Caos che manipola. Tendono a cadere le barriere tra cultura alta e bassa, Umberto Eco sarà uno dei maggiori esponenti. Italo Calvino. Santiago de las Vegas 15 ott.1923- Sant. Maria della scala a siena 18-19 sett.1985. È un militante politico e consulente editoriale, è cresciuto con i genitori in Liguria, a San Remo fino ai 20 anni partecipa alla guerra di liberazione, combattendo con i partigiani. Nel 1947 consegue la laurea in lettere e collabora con Einaudi nel 1949. Calvino esordisce nel 1945 con il ‛sentiero dei nidi di ragno’ il suo primo romanzo fiabesco, è la storia di Pin un ragazzo genovese che si unisce a un gruppo di partigiani, sembra un favola tant’è che la lotta civile sembra pura fantasia e carica di avventura. Rappresenta uno dei racconti che

Cesare Pavese , Santo stefano belbo. 9 sett. 1908- Torino 27 ago. Malgrado l'agiatezza economica, l'infanzia di Pavese non fu felice: una sorella e due fratelli, nati prima di lui, erano morti prematuramente. La madre, di salute cagionevole, dovette affidarlo, appena nato, a una balia del vicino paese di Montecucco e poi, quando lo riprese con sé a Torino, a un'altra balia, Vittoria Scaglione. Il padre morì di un cancro al cervello il 2 gennaio del 1914 ; Cesare aveva cinque anni. La madre, di carattere autoritario, dovette allevare da sola i due figli: la sua educazione rigorosa contribuì ad accentuare il carattere già introverso e instabile di Cesare. La poetica di cesare pavese è caratterizza tra la fanciulezza e l’età adulta caratterizzato dal lavoro, considerato come sofferenza, e l’unico modo per essere spensierati è l’immaginazione e il ricordo dei momenti felici dell’infanzia. Tale contrapposizione si ritrova ne contrasto tra campagna e città. Un altro concetto importante è la voglia di restare sempre bambini. Tra i testi che abbiamo studiato ricordiamo LA BELLA ESTATE, è una raccolta di tre romanzi, in tempi diversi pubblicato da Einaudi nel 1949 essa comprende tre opere: la bella estate, diavole sulle colline e tra donne sole. Tutti i racconti riportano le stesse tematiche: il passaggio dall'adolescenza alla maturità tramite l'esplorazione, la scoperta e quindi la delusione e la sconfitta. Nell'opera è affrontato anche il classico rapporto tra la campagna e la città; qui, a differenza di altre opere, l'azione è sbilanciata su un'ambientazione urbana. TRA DONNE SOLE: rispecchia la noia della borghesia, ambientato a Torino, la protagonista si chiama Clelia, una torinese che molto Prima si er trasferita a Roma, ora le viene incaricato di apre un atelier a Torino. Lei ritorna a Torino per due scopi, il primo e per riscattarsi dalla brutta infanzia che aveva vissuto, e dall’altra per verificare se il suo successo era consolidato. Il suo ritorno le serve per capire quali emozioni prova. La trama è che le protagoniste sono donne sole. La solitudine collegabile alla società, in questo libro pavese disprezza l’arte come rosetta che si suicida in una stanza affittata da un pittore. Clelia rappresenta quello che Pavese non è mai stato, cinico, forte, autonomo. Si trova spesso il concetto del Fato, altro tema è la verità dietro lo specchio, tutti i personaggi si abbelliscono davanti lo specchio, Clelia e rosetta sono speculari a pavese, gli altri personaggi si nascondo. Clelia sa difendersi al contrario di Rosetta, Clelia avverte la sua fragilità ma non interviene. Gli uomini Pavesiani sono definiti ombre (Morelli, l’architetto), sagome senza vita sono tutti assuefatti.

L’unico che suscita qualcosa tra gli uomini è Beccuccio sopratutto in Clelia, è il capo maestro , è rude è operaio, fa ricordare a Clelia il mondo da cui proveniva. Calvino definisce il romanzo noioso, in realtà la noia è stata fortemente voluta da Pavese. Il racconto presenta uno stile confuso il tempo è lungo e capitano molti avvenimenti. Clelia è l’unica insieme a rosetta a rifiutare la società, in questa inadeguatezza vi è una superiorità perché non si abbassano alla società corrente.