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1. LIBRI E LETTURA 0-3: PAROLE E IMMAGINI IN GIOCO
di Ilaria Filograsso
1 .1 Prime alfabetizzazioni: libri, lettori e mediatori
Peter Hunt analizza la complessità del mondo della letteratura per l’infanzia :
- STORICAMENTE un campo eccitante e trasversale di studio per la libertà che vantava rispetto ad altri approcci intellettuali e culturali e uno spazio propizio all’incontro e alla relazione tra competenze e metodologie di ricerca nell’ottica dell'integrazione e dell’arricchimento reciproco MA INVISIBILE —> tale limitazione però ha fatto sì che non è diventata proprietà di alcun ambito scientifico ( vantaggio )
- OGGI è una delle arti più vitali e sperimentali ma destinata allo sfruttamento commerciale Nella letteratura per l’infanzia la teoria si intreccia con la pratica , con la realtà rinnovando continuamente gli interrogativi su due questioni:
- perché leggere?
- per chi sono questi libri Le teorie dello sviluppo bio-psico-sociale del bambino vanno intrecciate con i fattori individuali del lettore, le caratteristiche del libro e la dimensione contestuale La letteratura per l’infanzia destinata ai pre-lettori si inserisce nella transizione dalla cultura orale a quella scritta. A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso gli psicologi hanno dimostrato quanto
l’uso dei libri sia fondamentale per:
- l’acquisizione del linguaggio,
- della literary literacy = capacità di interagire con competenza con la struttura narrativa e la destrezza nel riconoscere convenzioni linguistiche, giocare con la lingua e creare significati con le figure retoriche, drammatizzare un discorso.
- della visual literacy = la capacità di leggere e interpretare criticamente testi visivi. L'obiettivo finale dell’alfabetizzazione è raggiunto dal reading literacy ovvero la capacità di comprendere e utilizzare testi scritti, riflettere su di essi e sviluppare conoscenze e potenzialità individuali. KRESS ha introdotto il termine “design” = la capacità di esprimere i propri interessi attraverso la selezione tra le diverse rappresentative disponibili —> una competenza base da insegnare presto perché in grado di influenzare la partecipazione autonoma e consapevole degli individui al modellamento del mondo sociale
IL RUOLO DEGLI ADULTI
L’adulto
- per conseguire gli obiettivi dell’ emergent literacy , sviluppando la consapevolezza delle convenzioni e delle funzioni della parola scritta
- per assecondare il gioco e l’immaginazione
1. favorisce l’incontro precoce e costruttivo del bambino con un ampio repertorio
di libri —> I primi che i bambini incontrano sono gli albi illustrati ( i lettori interagiscono con
testo e con immagini per dare senso alla storia)
- rappresenta un modello d’interazione con immagini e lingua scritta :
aiuta il bambino a interrogarsi sul significato dei segni scritti
( sono importanti le modalità di interazione : il bambino deve interagire con libri che presentano contesti e oggetti familiari per arrivare ad interagire con simboli sempre più complessi) —>
L’adulto asseconda il bambino nel reframing contestuale ovvero nella possibilità di
muoversi ludicamente tra parole e significati che a volte contestano le regole della realtà ( bambino co-giocatore e co-creatore delle storie)
3. invita il bambino a inferire nuovi significati ai testi prescelti già dalle prime sessioni di
Storytelling Secondo Bruner il processo formativo è un processo di costruzione del significato che si attua interagendo con l’adulto e
l’adulto grazie alla sua maggiore conoscenza aiuta il bambino a compiere salti
cognitivi
Secondo Vygotsky l’adulto aiuta il bambino a superare il gap tra le sue possibilità
cognitive e ciò che può acquisire ( la cosiddetta “ zona di sviluppo prossimale ”)
Le tecniche di sostegno del bambino da parte dell’adulto contengono domande, commenti, ripetizioni ed esclamazione in risposta alle reazioni del bambino.
- Per i primi 9 mesi
L’ESPERIENZA DI ASCOLTO
- non viene distinta da una normale interazione
- SEMBRA un’altra via con la quale gli adulti lo iniziano al mondo esterno
- il bambino RISPONDE muovendosi al ritmo della voce del lettore , stabilendo il contatto visivo , seguendo i suoi gesti
- “Ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme” di Bruno Tognolini con illustrazioni di Pia Valentinis : sceglie le ventuno lettere dell’alfabeto per dedicare alle parole brevi filastrocche, la scoperta di sé e del mondo che mamme e bambini condividono ogni giorno, dando voce alle emozioni e sensazioni che collegano il loro contatto.
- Gianni Rodari ritiene che le filastrocche per i bambini servano a sperimentare la libertà del linguaggio e della creatività, partendo da sensazioni e percezioni che si legano ai ritmi del corpo, al battito del cuore e all’onda del respiro, riflettono la quotidiana costruzione della relazione tra adulto e bambino.
Importante è anche la consapevolezza fonologica cioè la capacità di individuare e manipolare i
segmenti sonori delle parole pronunciate ,
ma anche della fonetica , ovvero del mondo in cui le lettere sono collegate ai propri suoni.
Già dai 12 mesi i bambini sono sollecitati verso i libri onomatopeici che simulano i versi degli animali. esempi:
- Tarari Tararera di Emanuela Bussolati,
- Tiritere di Bruno Tognolini che introduce ad un linguaggio ricco e metaforico per raccontare l'esperienza quotidiana e la scoperta della realtà, attraverso parole che giocano con le rime, al fine di costruire un’atmosfera magica e un senso di libertà e pienezza del significato delle parole.
Anche le filastrocche consentono ai bambini di familiarizzare e trasgredire le regole fonologiche e
sintattiche del discorso, attraverso processi come la ripetizione l'inversione la sostituzione l'incastro.
Importanti sono anche i gesti come manipolare, indicare e dirigere, supportati dall’importanza delle
mani. esempio:
- l’ambo Animali a mano di Teresa Porcella e Jeorge Lujan: le mani sono indispensabili e danno vita ad un’esperienza multisensoriale , senza non si potrebbe mettere in scena il vero e proprio spettacolo teatrale per i piccoli. (il lettore per raccontare quella storia necessità di utilizzare le mani , ad esempio infilandole nella fessura centrale che si trova sulla facciata del libro)
- Il gioco delle vermidita il bambino deve osservare ciò che il lettore fa con le dita : sul libro infatti sono posti dei buchi dentro i quali il lettore deve mettere le proprie dita per raccontare la storia.
- 36 filastrocche per giocare con le mani le mani sono il tema comune delle rime che provengono da tradizioni popolari di tutto il mondo, da canticchiare e da mimare insieme ai bambini: attraverso le assonanze e le rime i bambini prendono coscienza di sé e di una parte del proprio corpo perché ogni filastrocca è associata a un gioco di movimento, come il mimare.
1.3 Leggere, con il corpo e con la mente
- Intorno ai 9 mesi il bambino inizia ad assumere nuove prospettive sul mondo e di
conseguenza inizia a condividere il focus con un'altra persona
Dunque potrebbe essere utile utilizzare :
- libri che rafforzino gli schemi di gioco e interazione esempio: -“cucù” di Alessandro Sanna mostra un gioco tra cuccioli animali e i loro genitori, i genitori si nascondono sotto un lenzuolo e i cuccioli dovranno trovarli, il gioco alla fine inverte i ruoli. Ogni pagina ha un buco che incornicia un dettaglio creando varietà nello schema ripetitivo. Il libro rispecchia l ’assunzione di turno e l ’attività di trovare e nascondere , per altro il tema del nascondere e svelare come il gioco del cucù aiuta il bambino nell’ansia da separazione e acquisizione della permanenza dell’oggetto.
- “apri la gabbia” di Borando e Clarici il gioco interattivo prevede di aprire le gabbie degli animali per liberarli e alla fine il serpente li mangerà tutti ringraziando il lettore per il pasto.
- libri che si basano sul gioco dell’indovinello esempio: -“lupo lupo ma ci sei?” di Quarenghi : le finestre che appaiono sugli occhi, sulla bocca e sulle orecchie mostrano animali innocui dando l’idea dell’apparenza.
- “libri con i buchi” che permettono ad una pagina di affacciarsi sulla seguente svelando particolari utili per la storia, aumentando la curiosità e mettendo in gioco il cucù. I libri con i buchi alimentano l’immaginazione e la capacità di astrazione , aumentano l’autostima con la scoperta della verità.
- i libri “scorri e gioca” che interagiscono con il bambino attraverso delle domande di cui risposta si avrà nella pagina successiva. ( Attraverso la lettura i bambini sviluppano attività ludiche:
- a 24 mesi possono giocare alla sostituzione immaginaria di un oggetto
- a 36 mesi sono in grado di coinvolgere nella finzione oggetti completamente immaginari, e di tenere in considerazione la relazione di altre persone con il mondo esterno e verso sé stesse. È indubbio che ciò si acquisisca insieme alla competenza narrativa)
- Libri che riportano la possibilità di un oggetto di essere un’altra cosa sono molti esempi:
- “Papero! Coniglio!” Libro di Rosenthal e Lichtenheld che riportano un'immagine illusoria che sembra un coniglio o una testa di un papero in base all’angolazione.
- “sembra questo sembra quello” di Agostinelli ( un libro filastrocca).
- “Questa notte ha nevicato” di Ninamasina vuole raccontare lo stupore dello sgaurdo infantile
- Già a partire dai due anni e mezzo il bambino può compiere personificazion i come in “piccolo giallo e piccolo blu” dove colori primari si incontrano e si trasformano alludendo a temi complessi da spiegare come l’amicizia.
- In “A che pensi” di Moreau : nelle pagine di sinistra le parole descrivono i pensiero, l’emozione, l’immaginazione di un personaggio ritratto sulla pagina di destra ( è possibile osservare l’immagine nella finestrella del volto dell’individuo)
- In “Un pesce è un pesce” di Lionni vi sono due amici un pesce e un girino, il girino quando diventa rana va a scoprire il mondo e lo racconta al pesce che ne diventa ossessionato e decide di uscire dallo stagno, la rana lo salverà. L’immagine e le parole accompagnano il bambino alla comprensione del cambiamento dello stato interiore del pesce perché all’inizio vanno di pari passo sempre più distanziandosi fino all’ossessione del pesciolino. Il bambino è quindi invitato ad una decodifica non banale della metafora, stimolato dai dettagli dell’immagine, lavorando sul raccordo e interazione tra diversi elementi narrativi che sono iconici e verbali.
1.3 Per un’ipotesi di classificazione
Non vi è un accordo unanime sulla possibile classificazione dei libri per bambini da 0 a 3 anni ma
è certo che ci si riferisce a una molteplicità di lavori divisi in libri sui primi concetti, libri di stoffa, libri
musicali, libri da colorare —> libro inteso come oggetto ludico
In un articolo del 2005 la studiosa Kummerling Meibauer ha definito una nuova tipologia testuale :
i Picture-book
- connotata da illustrazioni di singoli oggetti comuni, al supporto dell'acquisizione lessicale e concettuale del bambino di 12/18 mesi
- creati anche per andare incontro a un problema: non sempre quando un bambino apprende una parola nuova ne ha chiaro anche il significato ( ad esempio potrebbe etichettare tutti gli animali a quattro zampe come gatti)
- l’ incontro con essi coincide con l’acquisizione del primo vocabolario, intorno ai 18 mesi di 50 parole ( 44% nomi)
- I libri sui primi concetti rappresentano oggetti tratti dell'ambiente dei bambini, giocattoli, animali oppure categorie più astratte, come lettere, numeri, forme, verbi e aggettivi. esempi:
- la serie dedicata al coniglio Miffy di Dick Bruna
- i cartonati della collana “Baby fun” di Ape Junior
—> presentano specifiche caratteristiche visive, gli oggetti sono :
- ritratti singolarmente
- raccolti in riquadri
- rappresentati nella loro interezza,
- contornati da una linea nera, in modo che il loro profilo si distingua dallo sfondo
- caratterizzati da colori ricchi e brillanti, con una predominanza di colori primari.
- presentati come puliti e intatti, circondati da sfondi bianchi o monocolori, isolati in uno spazio vuoto privo di movimento.
- Le proporzioni sono sorprendenti perché gli oggetti sembrano tutti delle stesse dimensioni —-> favoriscono la “doppia rappresentazione” ( Judy Deloache) cioè il tener conto contemporaneamente dell'oggetto e della sua simbolizzazione : non abbiamo solo una replica della realtà ma abbiamo delle rappresentazioni codificate che attribuiscono alle immagini un proprio significato —> gli albi non più semplici libri ma una risorsa che deve essere condivisa tra adulti e bambini per creare dei testi, parlare delle immagini, aprire i discorsi e interpretare. Sono molto numerosi albi illustrati che rappresentano non solo nomi o azioni ma suoni onomatopeici o aggettivi
Ai piccoli lettori sono pertanto richieste alcune capacità di base :
- la distinzione tra figura e sfondo e riconoscimento di linee, linee punti e colori come parti inseparabili dell'oggetto raffigurato
- la conoscenza di schemi che rendono possibile la distinzione tra componenti essenziali e non di un oggetto.
La presentazione delle immagini al bambino piccolo è rilevante :
- ai fini dell'acquisizione della visual literacy
- per l'arricchimento lessicale nel quale il ruolo centrale è rivestito dall'apprendimento del significato delle parole. In un certo senso gli adulti, attraverso la proposta dei primi libri illustrati, tendono ad offrire dei prototipi degli oggetti appartenenti all’ambiente che circonda il bambino.
- per la costruzione di un vocabolario di base delle immagini che attinge alle cose più comuni viste quotidianamente.
IL CONCEPT BOOK
rappresenta ( al contrario dei picture book) oggetti della stessa classe o dominio concettuale, come giocattoli, animali, cibo, vestiti che il bambino può riconoscere facilmente. esempio:
- Non ho sonno di Luigi Paladin e Desideria Guicciardini, che rappresenta categorie dell’esperienza concreta come il parco, giardino, il bosco, al mare, all'asilo nido oppure categorie più astratte come colori, forme, lettere. Allo stesso modo i seguenti: - l’ABC di Munari
esempio: La collana “I Bohemini” include brevi storie con il medesimo piccolo protagonista, che riescono a coniugare dimensione descrittiva e forma narrativa, alludendo alle emozioni dei protagonisti. In “ Il bagnetto di Max ” il protagonista è rappresentato a sinistra con le parole e a destra con l'illustrazione. Inizialmente Max è nella tinozza e il suo cane lo guarda curioso ma poi, nella pagina successiva, si ritira per evitare gli schizzi. Dopo che il bambino è entrato in acqua, il ritmo del racconto cambia , l'illustrazione a tutta pagina è accompagnata dalla didascalia che descrive le reazioni di Max, con un linguaggio semplice e ripetitivo, risolto nell’enumerazione degli oggetti che riempiono la vaschetta che si interrompe con l'arrivo del cane che cade in acqua. La chiusura ristabilisce l'equilibrio coinvolgendo il lettore nella condivisione di un momento divertente in cui il cane e il bambino scoprono il piacere di fare il bagno insieme.
I WIMMELBOOKS
- sono libri dedicati alle esperienze comuni del bambino
- una tipologia di albi illustrati senza parole, efficaci per imparare a comprendere e interpretare storie
- cartonati e “silenziosi” che dispiegano scenari molto ampi e affollati di personaggi, azioni, paesaggi, dettagli.
- Poiché incoraggiano l'osservazione attenta e invitano il lettore a inventare storie sulle immagini, questi libri rappresentano una sfida significativa per le capacità del bambino, producendo un tipo di lettura “infinita”, tante sono le possibilità di gioco tra realtà fisica e realtà disegnata e le combinazioni di suggestioni, pensieri, a parole evocato dalle figure esempio: i cinque albi di Rotraut Susanne Berner : quattro dei quali rappresentano le stagioni e propongono il racconto per immagini della vita della città di Wimmlingen.
Per la comprensione di questi albi è necessaria l 'interazione con gli adulti :
- ha inizio con la divisione delle pagine in quadri per facilitare l'esplorazione
- vengono indicati oggetti e personaggi e nominandoli
- si spiegano le caratteristiche degli ambienti
- aggiungendo elementi acustici e dialoghi
- si discutono cause e conseguenze delle situazioni ritratte
- si generano idee che possono spingere il lettore a costruire storie indipendenti —-> Gli albi diventano così contenitori di domande, strumenti per navigare in modo competente e personale nella dimensione dell'altrove, nella molteplicità dei punti di vista e nel reale.
2. CRESCERE COME LETTORI IN ETà PRESCOLARE: DALLA
“MAMMALINGUA” AI PRIMI LIBRI
di Rossella Caso
2.1 “Mammalingua”
Bruno Tognolini nella sua raccolta di filastrocche “per neonati e per la voce delle mamme” intitolata “Mammalingua” narra l’avvio del processo di costruzione del lettore che:
- dovrebbe prendere avvio ancor prima della nascita (PRECOCEMENTE)
- dovrebbe muovere dalla prima vera voce che il bambino possa ascoltare (quella materna)
- si gioca su un terreno di condivisione di sentimenti, esperienze, voci e coccole
- la costruzione del lettore, ma anche dell’ identità del bambino in sé avviene anche grazie alla “Mammalingua” Le parole di latte ( parole di latte di Silvia Roncaglia) :
- sono indispensabili per il nutrimento della dimensione cognitiva ed emotiva del lettore
- raccontano il mondo al bambino
- gettano le base per l’acquisizione delle competenze di emergent literacy ( che anticipano l’apprendimento della lettura-scrittura) Il bambino si sta appropriando inconsapevolmente del mondo e della lingua —> questi discorsi fatti di alti\bassi, pause\accelerazioni, espressioni buffe e smorfie attivano le zone cerebrali collegate alle emozioni e consolidano il legame con la madre. Grazie ad una ricerca condotta da Saito in Giappone si è scoperto che l’esposizione precoce alla voce materna può avere effetti, oltre che sull’acquisizione delle competenze di emergent literacy , sulle capacità di regolazione emotivo-affettivo del neonato.
- INIZIALMENTE i discorsi o filastrocche raccontate al bambino saranno semplicemente un susseguirsi di suoni
- VERSO I 6 MESI potrà essere il libro , attraverso la voce dell’adulto e i colori delle immagini a narrargli le storie 3. INTORNO AI 9-12 MESI il lettore inizia ad utilizzare il libro come un oggetto che maneggia in modo autonomo e corretto I libri che gli piacciono di più sono quelli in rima, specialmente quando raccontano di oggetti e situazioni a lui note Man mano che cresce il bambino , cresce anche la complessità delle storie 4. INTORNO AI 2-3 ANNI ascolta le prime fiabe e le storie che gli spiegano le emozioni e rispondono alle sue domande. 5. AD UN CERTO PUNTO inizia a preferire una storia in particolare tanto da iniziare a chiedere che gli venga riletta più volte , da impararla a memoria e ripeterla nella sua stanza.
- per l’adulto che deve progettare, disporre e promuovere occasioni di incontro ragionato e non occasionale con il libro Per l’infanzia è bene scegliere i libri “difficili” :
- che sfidano il lettore senza che venga meno il divertimento e l’impegno nel decodificare e interpretare immagini e parole (cognitivo ) e nell’identificarsi con il protagonista della storia (emotivo)
- solo l’occhio dell’educatore può selezionarli
- rispetto agli altri sanno più dialogare direttamente col piccolo lettore perché narrano storie quotidiane, al di là di ogni didatticismo
La realizzazione di un laboratorio di lettura richiede la presenza di quattro elementi:
1. il NARRATORE o promotore della lettura, che deve avere tre competenze :
- Competenza teorico-scientifica : deve saper leggere ad alta voce, deve conoscere la letteratura per l’infanzia, deve essere aggiornato sulle novità e deve saper scegliere il libro più adatto al pubblico a cui si rivolge.
- Competenza metodologia-operativa: Il progetto di promozione della lettura si deve basare sui piccoli lettori, sul loro punto di partenza ,le loro abilità e necessità. Deve sapere come organizzare l’ambiente in cui avranno luogo gli incontri. 1.3. Competenza comunicativo-relazionali : il narratore, oltre che saper leggere bene, deve saper comunicare e ascoltare il piccolo lettore
- IL LIBRO
- IL SETTING
- IL PICCOLO LETTORE FASI DELLA PROGETTAZIONE DI UN LABORATORIO 1. Scelta del libro deve essere adatto all’età dei bambini, deve essere difficile da generare una discussione attorno alla storia narrata deve trattare di temi cari ai bambini (Il gusto del narratore deve andare incontro a quello del bambino) 2. Setting (tempo e spazio) Lo spazio deve essere chiuso per sottolineare il passaggio dal mondo reale a quello fantastico e nella stanza dovrebbero essere presenti cuscini e giocattoli in linea con la storia. L’illuminazione deve essere sufficiente per vedere il volto del narratore. è ottimale la disposizione circolare
L’APPRENDISTATO di un lettore CONSISTE in:
- conquistare le competenze strumentali della lettura
- vivere infinite vite e storie, immergersi e riflettere empaticamente nelle vicende dei personaggi —> il bambino lettore costruisce sé stesso oltre che il sé stesso lettore (attraverso i libri si diventa grandi)
2.4 I libri “belli” e "utIli": la valigia del promotore…
è una piccola biografia ad uso dei promotori, costruita attingendo ai cataloghi di alcune tra le più importanti case editrici per l’infanzia, finalizzata ad avvicinare i piccolissimi al mondo dei libri e delle storie. Colui che lavora con i libri ha bisogno di costruire un sogno, di costruire l’amore per i libri e creare “curiosità”. ( viene ripresa la citazione di Tognolini “gli albi devono essere belli e utili”)
3. La parola poetica per l’infanzia tra gioco ed esperienza artistica
di Chiara Lepri
3.1 “La poesia dei bambini non esiste”
- 1973 Andrea Zanzotto
spiega il rapporto tra infanzia e poesia : hanno un legame ambiguo: si pensa che l'idea di infanzia venga trasmessa attraverso la poesia e un legame metaforico: un termine simboleggia l'altro L’idea della poesia come un qualcosa di noioso viene dalla scuola e molte sono state le iniziative per far cadere questo pregiudizio es. La poesia salva la vita di Donatella Bisutti Berardinelli che crede, addirittura, che bisogna dimenticare ciò che abbiamo imparato a scuola per riappropriarsi del piacere del ritmo e della musicalità delle parole.
In ordine temporale, alcune riflessioni sul tema per comprendere i motivi per i quali la
poesia per l’infanzia è ancora marginale e poco frequentata:
1. Zanzotto (1972\1973)
suggeriva di diffidare da coloro che volevano rivolgere al bambino una poesia che gli fosse adatta Egli guardava con interesse a Gianni Rodari che rivolgeva all’infanzia i suoi giocattoli poetici, vivificando il dialogo con il bambino su temi attuali.
Prevale il modello del fanciullo pascoliano , legato ai temi dell’affetto e della natura sostituito poi dal bambino di regime che Marinetti volle libero dalla retorica e dalle frasi fatte ma incline a realizzare gli ingranaggi dell’artiglieria (Manifesto della letteratura giovanile). ● Periodo postbellico Prevale ancora la poesia descrittiva e morale-conformistica , con la riproposizione di autori dei primi 30 anni del Novecento ma i temi stagionali e domestici vengono sostituiti dall’interesse verso la filastrocca popolare e l’aspetto ludico vicino al linguaggio infantile. ● Anni ’ nasce una nuova poesia per l’infanzia con Rodari che ne modifica forma e contenuti: sulle orme del nonsense, pone l’accento sulla forma ludica senza trascurare l’estetica —> nasce una poesia alta, leggera e intensa che introduce il piacere dello sperimentalismo linguistico ( scardina infatti i significati conformi) e l’impegno in direzione sociale ( accoglie i valori della pace, solidarietà e uguaglianza allenando il pensiero divergente). —> si fissa un nuovo canone originale e efficace sui piani estetico, formativo ed etico- sociale , connotato dal trinomio fantasia-gioco-impegno e destinato a lasciare il segno grazie al contributo di altri precursori come Munari, Luzzati che si rivolgono ai bambini attraverso un lavoro di recupero del materiale popolare e di riflessione attorno la creatività. es. Toti Scialoja è stato segnalato da Calvino come primo esempio italiano di nonsense: si distinse per la forza espressiva di una parola scomposta nei suoi semi sillabici (particelle brulicanti) capaci di dar vita a nuove aggregazioni sonore e di incrociare l’infanzia su un linguaggio originario —> così prende avvio un processo che interpreta sempre di più il sentire della comunità dei bambini. A sancire il nuovo canone sono le antologie per ragazzi, per un uso extra-scolastico. es. L’albero delle parole di Donatella Bisutti, che contiene una selezione di testi di grandi poeti uniti a partire dall’ottica infantile e ordinati per suggestione e non per temi. Lo scopo dell’antologia è quello di puntare sull’oggetto poesia e fornire al bambino un libro che possa usare senza un intermediario.
3.3. Gli anni Ottanta e Novanta
● Anni ’ Lo stemma di Gianni Rodari apre la strada negli autori degli anni '80 a una poesia rinnovata in cui prevalgono il gioco, il fantastico, la musicalità e il piacere scaturito dal testo. Roberto Piumini si distingue non solo per la sua prolifica produzione letteraria, (poesia, filastrocca, poema e romanzo) ma anche per la raffinatezza e la qualità dei contributi. La sua ricerca estetica, formale e dinamica emozionale dei testi va contro la poesia di Rodari che, invece, fa una scelta “didattica” e “animativa”, e si concentra sull’importanza del gioco e dello stimolo. Un'altra differenza tra i due è il significato che danno all'affermazione “dare la parola” ai bambini: per Rodari significa permettergli di esprimersi, per Piumini significa dare la parola come nutrimento espressivo fondamentale.
Pietro Formentini che cerca di sperimentare la libertà espressiva attraverso una poesia priva di finalità educative ma diretta a proporre forme di comunicazione costruite insieme e non subite passivamente. La Poesiafumetto è la sua opera d’esordio : una raccolta di poesia visiva, sperimentale e provocatoria, capace di sollecitare sensazioni percettive e sensoriali. Con Parola Mongolfiera , il lavoro poetico di Formentini si fa sempre più interattivo: dagli incontri con i bambini nelle scuole scaturisce una parola che è materia plastica, elemento primario dell’espressione per esercitare la propria ragione e affettività. —> Il contributo di autori come Piumini e Rodari si afferma anche grazie alla fondazione, da parte di Gabriella Armando, delle Nuove Edizioni Romane (NER): attraverso esse saranno tracciate nuove strade della poesia per l’infanzia. Ricordiamo:
- La raccolta Rabbia Birabbia (G. Pontremoli) ricca di testi intimi e nonsense
- La torta storta di Gina Bellot: una raccolta di libere invenzioni poetiche che ricordano i limerick di Lear , rivisitati seguendo il filo di un’emozione, di una malinconia.
- Principerse e filastrane di Silvia Roncaglia, che intreccia narrativa e poesia giocando con i semi sonori delle parole, l'allitterazione, rima.
- Accanto ai versi d’autore abbiamo anche un recupero della tradizione popolare: la collana Storie e Rime attraversa tutti i generi letterari e unisce idealmente autori di tutte le epoche e di tutti i Paesi —> l’elenco ci mostra negli anni novanta - l’attenzione dell’editoria verso la poesia nonostante le difficoltà del mercato e la penuria di poeti che contribuiscono a un’idea di letteratura per l’infanzia rinnovata sul piano linguistico e tematico - capacità di intrecciare sapientemente la molteplicità Nel 1999 Piumini, Formentini e Andrea Molesini scrivono Tarme d'estate, una poesia da un canone particolare, caratterizzato da gioco, dialogo, riso e sorriso, rottura del codificato, del fantastico ma anche dei vissuto personali e del mondo interiore: il poeta insegue il piacere del poetare e coinvolge attivamente il bambino nel laboratorio del fare poesia. In questo passaggio è necessario citare Guido Quarzo che pone la creatività al servizio dei piccoli e la sua raccolta “ Pocosenso ”: un viaggio in limerick attraverso città fantastiche. Il nonsense è un componimento poetico che si diffonde attraverso le vie dell’oralità e insieme alla filastrocca e alla fiaba è materia ricorrente tra i poeti per l'infanzia: essi ne propongono una forma che insegue il ritmo e la rima,riscritture brevi o ballate che attualizzano i temi antichi con ironia e vivacità. esempi: La capra Caterina di Rodari, Le fiabe per occhi e per bocca di Piumini, Chiaroscuro di Quarzo.
Si viene a formare un nuovo modo per esprimere il linguaggio poetico tenendo conto di come è cambiata la sensibilità dei ragazzi di oggi. Le prospettive future per questo genere sono buone, anche se restano pochi gli editori che promuovono questo tipo di poesia. Ancora molto forte è il pregiudizio e un mancato approccio alla poesia da parte della scuola. C’è bisogno di promuovere la poesia di qualità tra insegnanti, famiglie e negli altri contesti educativi.
4. L’infanzia tra letteratura e musica.
Prospettive interdisciplinari contemporanee
di Leonardo Acone
4.1 Introduzione
Nel 1987 fu pubblicata la seconda edizione del testo Music and Literature – A comparison of the arts (1948) di Calvin Brown → la 1 edizione rappresenta una spinta in direzione di un terreno di studi inesplorato. Spesso il senso di un aggiornamento si coglie nella possibilità di esaminare la ricollocazione storica di un testo in un contesto differente e lontano dal precedente. Brow infatti ripropone il suo testo come nuova testimonianza di una riflessione che nel 1987 può suscitare una risposta diversa in termini di apertura scientifica e consapevolezza epistemologica piuttosto che nel 48 perché è cresciuto in modo esponenziale l'interesse verso le relazione tra musica e letteratura e tra le arti in generale. —> questo confronto tra le due prefazioni ci permette di cogliere l’avanzamento , la vittoria. Il testo si basa sulla letteratura comparata che l’autore definisce come ogni tipo di studio sulla letteratura che riguardi almeno due mezzi d’espressione. Le ultime due sezioni dell’opera, dedicate all'influenza della musica sulla letteratura e viceversa, hanno aperto prospettive prima inesplorate → entrambe che giocano un ruolo chiave nell’infanzia (legame triadico: letteratura-musica-infanzia) Il libro rappresenta un punto di partenza per l’analisi dei rapporti tra la letteratura e la musica su/per l’infanzia. Si parte dalla figura cardine di Schumann che durante l’Ottocento romantico è stato in grado di far dialogare musica e narrazione, proiettando tale dialogo in direzione dell’età incantata della vita, regredendo prima allo status del fanciullo mediante una narrazione dell’infanzia stessa, affidata alle note pianistiche del kinderszenen, poi trasponendo personaggi, situazioni, stati d’animo fino a vere e proprie narrazioni per l’infanzia in “Album fur die Jungen”. Senza la sua opera oggi forse non potremmo parlare di musica come narrazione per bambini e ragazzi.
4.2 Teorie e ricerche contemporanee: l’infanzia tra narrazione acustica e
semantica musicale
Cosa potrebbe aver esplorato\prodotto questa intersezione artistica? Sono due le prospettive che hanno aggiunto l’infanzia al rapporto tra letteratura e musica. Entrambe tendono a evidenziare quanto la percezione di determinate vibrazione determini una variazione dello status emotivo riscontrabile sia prima che dopo la nascita: già a 2-4 mesi rispondono ad accordi consonanti e dissonanti ( quindi è possibile che i rudimenti della musica siano un dono di natura, in quanto le capacità non sembrano dipendere dall’esposizione pre o post natale alla musica)
- importante sottolineare la ricezione incontaminata dei bambini è quella condizionata degli adulti
- a 6 mesi è già matura la capacità di discriminare tra una nuova e vecchia melodia
- a 7\8 mesi è presente anche la discriminazione del ritmo
- Prospettiva di natura percettiva, sensoriale e neurologica Si tratta di linee di studio riferibili alla percezione sonora, alla prima forma di narrazione e di esperienza di vero e proprio ascolto. Si parte dal presupposto che il bambino già nel grembo materno risponda in modo emotivamente coerente agli stimoli del grembo stesso. Soldera parla di una certa continuità tra la percezione del suono in grembo, alla nascita e nei primi mesi di vita. La percezione di determinate vibrazioni inizia non appena si formano gli organi per la funzione uditiva e questa percezione è collegata a una risposta emotiva. Una nuova cultura del dialogo tra musica e parole diventa il focus di percorsi di studio finora poco frequentati, tra i quali bisogna segnalare il ruolo svolto da Oliver Wolf Sacks e da alcuni suoi testi in merito alla narrazione musicale (intesa come comunicazione profonda) che il cervello umano , anche in situazioni di debolezza, percepisce e di cui si nutre. Volendo poi affrontare il rapporto tra narrazione e musica all’insegna di una duplice prospettiva (neurologico percettiva e estetico pedagogica) bisogna citare “Musicophilia – Tales of Music and the Brain” che Sacks pubblica come sintesi e stimolo rispetto ai tanti vettori esplorati nel rapporto tra mente, cervello e sollecitazioni musicali anche nel difficile campo d’azione delle malattie mentali dove il rapporto tra sé e il mondo viene ostacolato. Un altro autore è Changeux , il quale esplora i rapporti tra musica, cervello e risposte emotive. Egli costituisce un ponte fra la fredda analisi neurologica e la semantica musicale. L'autore parte delle risposte emotive che la musica suscita negli ascoltatori e analizza la possibilità di considerare le potenziali sollecitazioni, descrizioni e racconto che offre la musica. Infine, ricordiamo anche Boulez per il quale la musica, in particolare quella strumentale priva di testo, non trasmette messaggi precisi ma stati d’animo stabili o passeggeri