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Analisi di casi di lesioni: tatuaggi, traumi e ferite, Appunti di Medicina Legale

Casi di lesioni, tra cui quelle derivanti da tatuaggi, traumi e ferite. Vengono esaminate le caratteristiche di diverse tipologie di lesioni, come quelle da punta, taglio e fendente, e il loro significato medico-legale. Il documento illustra anche la differenza tra lesioni immediatamente incapacitanti e quelle non mortali, e fornisce esempi di errori comuni in questo campo.

Tipologia: Appunti

2011/2012

Caricato il 04/07/2012

gio.zoe
gio.zoe 🇮🇹

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Da ricordare il caso di una ragazza che va a fare un tatuaggio tribale, sapendo che il padre era contrario: egli lo viene a
sapere e denuncia la tatuatrice, sostenendo che ella avesse fatto il tatuaggio senza il consenso degli aventi diritto, cioè i
genitori, ma questo fatto diventa un reato se dal tatuaggio deriva uno stato di malattia perché in questo caso si può
parlare di lesione dolosa lievissima perseguibile a querela, mentre se non causa niente non c’è storia. Il prof. che è stato
interpellato come perito ha dovuto concludere che per un tatuaggio un brevissimo stato di malattia c’è ricordando che la
malattia è lo stato anormale dell’organismo in via di evoluzione con o senza caratteristiche anatomiche appariscenti ma
accompagnato da disturbi funzionali locali o generali dipendenti sia dall’azione di agente lesivo sia dalla reazione di
difesa e di riparazione da parte dell’organismo. Facendo un tatuaggio c’è una lesione intendo per essa l’ago, nel senso
di un oggetto estraneo che interviene all’interno di un corpo, ma non lo stato di malattia, che è un fenomeno evolutivo.
Il dubbio è venuto nello di stabilire se se il tatuaggio causa un deficit funzionale. Se io taglio un dito a una persona,
questo causa un deficit funzionale, mentre nel tatuaggio questo non c’è, non è così appariscente, ma il fatto di dover
tenere coperto e protetto il tatuaggio fa capire che c’è un deficit funzionale nel senso di riduzione della capaci
protettiva della pelle ed in fatti è probabile che dalla lesione da tatuaggio si prenda l’Aids. E c’è anche un’evolutivi
perché il tatuaggio appena fatto diventa rosso … c’è un accorrere di cellule infiammatorie ma poi, nel giro di circa 10
giorni, l’infiammazione si riduce e quindi la malattia guarisce --- la Corte di Cassazione ha accettato la perizia del prof.
Torre e da allora si esige sempre il consenso dei genitori quando una persona si fa tatuare e non è ancora maggiorenne.
Se una persona cade anche da 10.000 metri di altezza resta tutto intero perché precipitando + di 200 km/h non arriva ma
diversa è la situazione della persona che precipita solidale con l’aereo in cui si trova dato che l’aereo, essendo
aerodinamico, può raggiungere al suolo a velocità elevatissime --- il prof. Torre è stato incaricato a suo tempo del caso
della morte di Enrico Mattei e facendo poco tempo fa la riesumazione dei suoi resti ci si chiedeva se era stata messa una
bomba a bordo. Nella bara il prof. ha trovato ciò che era stato messo dentro, dato che i fenomeni trasformativi tipici del
caso avevano agito pochissimo e questo capita spesso nelle bare di zinco dove il cadavere puzza, ma non va mai a
male, perché c’è una trasformazione particolare, che si chiama corificazione per cui il cadavere resta come cuoio molle,
un pò untuoso ma non si trasforma, perché nella cassa di zinco si forma un microclima che ostacola la putrefazione e
l’attività degli enzimi che attaccano il cadavere. Fra i resti di Mattei c’era quello che c’era originariamente perché nella
precipitazione ad alta velocità all’interno di un aereo l’aspetto dei cadaveri presenta: la pelle di nuca, collo, torso, glutei
e parte posteriore del corpo nonché le orecchie e la parte + resistente della cute (schiena e nuca) resiste mentre al
momento dell’impatto l’emissione di energia è tale che visceri ed altro si spaccano in pezzi così piccoli che si spargono
nell’ambiente a centinaia di metri di distanza dal luogo dell’impatto. Da precisare che la precipitazione di un aereo
avviene a circa 800 km/h. Il prof. aveva concluso nel caso Mattei che egli era stato solidale con l’aereo, cioè era dentro
quando è morto e quindi non ci fosse una bomba, altrimenti l’aereo sarebbe esploso e Mattei non avrebbe potuto avere
l’aspetto che aveva invece nella bara.
Quando si ha a che fare con un morto putrefatto o carbonizzato, per cui l’esame esterno del cadavere dice poco, si taglia
la testa e la si fa bollire e così facendo si ottiene uno scheletro che, pur non avendo + le parti molli, che a volte però, per
putrefazione o combustione invece che servire, ostacolano nello studio delle lesioni, che invece si possono vedere sul
cranio così conciato --- un tipo particolare di lesioni sono quelle a mappamondo che si chiamano così perché in un certo
punto c’è un polo, poi ci sono delle fratture come dei meridiani e poi altre parallele. Si dice che questo tipo di lesione fa
pensare ad un urto contro una superficie piana e quindi sono + suggestive per una caduta al suolo piuttosto che per un
trauma da corpo contundente e questo è vero se si immagina una caduta su un pavimento piatto e un corpo contundente
a superficie limitata come un martello ma in certi casi non è così … si pensi al caso visto a lezione n cui c’è una
lesione a mappamondo ma la persona, vittima di un omicidio, è stato ucciso dalla moglie che gli ha dato il ferro da stiro
di piatto sulla testa ed un ferro da stiro piatto non è diverso da un pavimento piano per la possibilità di determinare
lesioni al cranio, per cui mappamondo non vuol dire caduta ma vuol dire urto contro una superficie piana. Da notare che
le lesioni da corpo contundente a superficie limitata sul cranio riproducono bene l’oggetto che le ha causate e
presentano un buco sulla superficie esterna netto, mentre su quella interna sempre una slabbratura, un cratere.
Le lesioni da arma bianca, si dice così perché la lama luccica, si distinguono in armi da punta, taglio, punta e taglio e
fendente. La punta è un oggetto appuntito, conico e, se è tipica, con la superficie molto liscia --- si pensi al punteruolo,
al chiodo o alla punta di uno spiedo, cui si affiancano le punte atipiche, che possono essere + o – grossolane.
Usando una punta tipica c’è un foro di ingresso ed un tramite e cioè un tratto di attraversamento che dal foro di ingresso
sulla pelle va pian piano in profondità che può avere fondo cieco od uscire e allora c’è anche il foro di uscita … nelle
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Da ricordare il caso di una ragazza che va a fare un tatuaggio tribale, sapendo che il padre era contrario: egli lo viene a sapere e denuncia la tatuatrice, sostenendo che ella avesse fatto il tatuaggio senza il consenso degli aventi diritto, cioè i genitori, ma questo fatto diventa un reato se dal tatuaggio deriva uno stato di malattia perché in questo caso si può parlare di lesione dolosa lievissima perseguibile a querela, mentre se non causa niente non c’è storia. Il prof. che è stato interpellato come perito ha dovuto concludere che per un tatuaggio un brevissimo stato di malattia c’è ricordando che la malattia è lo stato anormale dell’organismo in via di evoluzione con o senza caratteristiche anatomiche appariscenti ma accompagnato da disturbi funzionali locali o generali dipendenti sia dall’azione di agente lesivo sia dalla reazione di difesa e di riparazione da parte dell’organismo. Facendo un tatuaggio c’è una lesione intendo per essa l’ago, nel senso di un oggetto estraneo che interviene all’interno di un corpo, ma non lo stato di malattia, che è un fenomeno evolutivo. Il dubbio è venuto nello di stabilire se se il tatuaggio causa un deficit funzionale. Se io taglio un dito a una persona, questo causa un deficit funzionale, mentre nel tatuaggio questo non c’è, non è così appariscente, ma il fatto di dover tenere coperto e protetto il tatuaggio fa capire che c’è un deficit funzionale nel senso di riduzione della capacità protettiva della pelle ed in fatti è probabile che dalla lesione da tatuaggio si prenda l’Aids. E c’è anche un’evolutività perché il tatuaggio appena fatto diventa rosso … c’è un accorrere di cellule infiammatorie ma poi, nel giro di circa 10 giorni, l’infiammazione si riduce e quindi la malattia guarisce --- la Corte di Cassazione ha accettato la perizia del prof. Torre e da allora si esige sempre il consenso dei genitori quando una persona si fa tatuare e non è ancora maggiorenne.

Se una persona cade anche da 10.000 metri di altezza resta tutto intero perché precipitando + di 200 km/h non arriva ma diversa è la situazione della persona che precipita solidale con l’aereo in cui si trova dato che l’aereo, essendo aerodinamico, può raggiungere al suolo a velocità elevatissime --- il prof. Torre è stato incaricato a suo tempo del caso della morte di Enrico Mattei e facendo poco tempo fa la riesumazione dei suoi resti ci si chiedeva se era stata messa una bomba a bordo. Nella bara il prof. ha trovato ciò che era stato messo dentro, dato che i fenomeni trasformativi tipici del caso avevano agito pochissimo e questo capita spesso nelle bare di zinco dove il cadavere puzza, ma non va mai a male, perché c’è una trasformazione particolare, che si chiama corificazione per cui il cadavere resta come cuoio molle, un pò untuoso ma non si trasforma, perché nella cassa di zinco si forma un microclima che ostacola la putrefazione e l’attività degli enzimi che attaccano il cadavere. Fra i resti di Mattei c’era quello che c’era originariamente perché nella precipitazione ad alta velocità all’interno di un aereo l’aspetto dei cadaveri presenta: la pelle di nuca, collo, torso, glutei e parte posteriore del corpo nonché le orecchie e la parte + resistente della cute (schiena e nuca) resiste mentre al momento dell’impatto l’emissione di energia è tale che visceri ed altro si spaccano in pezzi così piccoli che si spargono nell’ambiente a centinaia di metri di distanza dal luogo dell’impatto. Da precisare che la precipitazione di un aereo avviene a circa 800 km/h. Il prof. aveva concluso nel caso Mattei che egli era stato solidale con l’aereo, cioè era dentro quando è morto e quindi non ci fosse una bomba, altrimenti l’aereo sarebbe esploso e Mattei non avrebbe potuto avere l’aspetto che aveva invece nella bara.

Quando si ha a che fare con un morto putrefatto o carbonizzato, per cui l’esame esterno del cadavere dice poco, si taglia la testa e la si fa bollire e così facendo si ottiene uno scheletro che, pur non avendo + le parti molli, che a volte però, per putrefazione o combustione invece che servire, ostacolano nello studio delle lesioni, che invece si possono vedere sul cranio così conciato --- un tipo particolare di lesioni sono quelle a mappamondo che si chiamano così perché in un certo punto c’è un polo, poi ci sono delle fratture come dei meridiani e poi altre parallele. Si dice che questo tipo di lesione fa pensare ad un urto contro una superficie piana e quindi sono + suggestive per una caduta al suolo piuttosto che per un trauma da corpo contundente e questo è vero se si immagina una caduta su un pavimento piatto e un corpo contundente a superficie limitata come un martello ma in certi casi non è così … si pensi al caso visto a lezione n cui c’è una lesione a mappamondo ma la persona, vittima di un omicidio, è stato ucciso dalla moglie che gli ha dato il ferro da stiro di piatto sulla testa ed un ferro da stiro piatto non è diverso da un pavimento piano per la possibilità di determinare lesioni al cranio, per cui mappamondo non vuol dire caduta ma vuol dire urto contro una superficie piana. Da notare che le lesioni da corpo contundente a superficie limitata sul cranio riproducono bene l’oggetto che le ha causate e presentano un buco sulla superficie esterna netto, mentre su quella interna sempre una slabbratura, un cratere.

Le lesioni da arma bianca, si dice così perché la lama luccica, si distinguono in armi da punta, taglio, punta e taglio e fendente. La punta è un oggetto appuntito, conico e, se è tipica, con la superficie molto liscia --- si pensi al punteruolo, al chiodo o alla punta di uno spiedo, cui si affiancano le punte atipiche, che possono essere + o – grossolane.

Usando una punta tipica c’è un foro di ingresso ed un tramite e cioè un tratto di attraversamento che dal foro di ingresso sulla pelle va pian piano in profondità che può avere fondo cieco od uscire e allora c’è anche il foro di uscita … nelle

armi da fuoco capita spesso, mentre per le punte è invece difficile che esse siano così lunghe da passare da parte a parte. Le ferite da punta non sono frequenti come quelle da taglio e se si usa una punta tipica hanno la caratteristica che la punta quando penetra non da perdita di sostanza, inoltre penetrando la punta divarica i tessuti e lascia una specie di fenditura nella pelle --- l’arma da fuoco ha un’energia tale da fare un buco, per cui se io prendo la pelle e la distendo ci vedo il buco, mentre se io prendo una ferita da punta posso accostare i due margini della ferita, che comunque un pò si ritraggono per elasticità --- nelle ferite da punta atipica ci può essere perdita di sostanza.

Un’altra caratteristica importante delle ferite da punta tipica è che queste sanguinano poco, perché la punta mano mano che penetra tende a scostare i vasi invece che lacerarli, ad eccezione del coltello che penetra tagliando ed allora fa sanguinare molto --- tutti sanno che l’iniezione intracardiaca non determina il sanguinamento od almeno pochissimo. In relazione alla ferita da punta si può fare una distinzione fra l’ipotesi omicidiaria e quella suicidiaria dato che l’omicidio di solito si realizza con + colpi a braccia e schiena, dato che è difficile uccidere una persona con un solo colpo, poi quasi sempre ci sono anche le ferite da difesa … io protendo le mani a scopo di difesa e allora ho escoriazioni e ferite da punta sulle mani, mentre in caso di suicidio il suicida cerca sempre di colpire un punto vitale o uno che egli ritiene tale, la regione del cuore, ma ci sono anche in questo caso + colpi … quelli di prova, io non so quanto è resistente la mia pelle, qualche colpo superficiale, qualcuno + profondo, uno o 2 mortali --- l’errore + grosso che si può fare è pensare che una ferita al cuore sia immediatamente mortale dato che di ferite immediatamente mortali sono solo quelle che colpiscono il tronco cerebrale con lesioni dei centri cardiocircolatori dato che una ferita al cuore normalmente lascia molti secondi o minuti di sopravvivenza e di capacità di compiere atti volontari finalizzati --- la lesione immediatamente incapacitante è la lesione che immediatamente impedisce di compiere atti volontari finalizzati. Ciò a meno che il colpo sia inferto con una punta così grossa da determinare uno scoppio del cuore.

Un’altra cosa importante da ricordare per le ferite da punta e che vale anche per quelle del coltello è stabilire se, senza avere l’arma davanti, si può determinarne la lunghezza. Sì e no. Se io pianto un cacciavite nel torace di un soggetto facendo l’autopsia vedo che c’è il buco sulla pelle e un’intaccatura sulla colonna vertebrale ad es. misurando questa distanza posso dire che la punta era lunga almeno 12 cm, perché il torace non è compressibile. Se io invece questa colpo lo do sulla pancia, che si comprime, per cui io posso avere una punta lunga solo 5 cm ma se comprimo l’addome vado a incidere la vertebra che c’è dietro, poi facendo l’autopsia l’addome si è riallontanato fisiologicamente e si può fare l’errore di dire che la punta era di 12 cm, mentre era invece ad es. solo di 4. Esistono poi grosse punte atipiche: rami, manici di scopa … quando una grossa punta atipica penetra nella parte grossa del corpo si parla di impalamento … nella storia questo è stato un particolare tipo di supplizio o pena di morte che si praticava facendo penetrare una grossa punta nel perineo, che di solito fuoriusciva a livello della gola. Queste lesioni sono molto gravi. Il prof. Torre si è occupato di un impalamento omicidiario che c’è stato nel manicomio criminale di Tollegno negli anni ’80, dove era stato trovato un cadavere con il sedere nudo e insanguinato, di cui si sapeva solo che era dedito a pratiche omosessuali passive mercenarie con altri detenuti. Nei pressi del cadavere si trova un manico di scopa insanguinato fino a metà e nel perineo della vittima si trova un buco del perimetro del manico e penetrazione del manico. Un altro detenuto, sospettato, dice che era una pratica che lui e la vittima facevano spesso, ma che in quella occasione gli è scappata la mano, però questo non è stato possibile perché il manico di scopa dentro il cadavere era arrivato fino ai polmoni.

Le ferite da punta ha importanza medico legale ad es. per capire se in occasione di un’attività medica è vero che sono state fatte delle iniezioni perché si vedono i forellini della punta e per capire se un soggetto è morto per overdose da sostanze stupefacenti.

La ferita da taglio è quella che deriva da una lama tagliente e non da una punta per compressione e strisciamento: tale meccanismo fa sì che la lesione abbia margini estremamente netti, a differenza di quelle lacero contuse che sono finemente irregolari, che si divaricano perché la cute intorno è elastica, non c’è perdita di sostanza ma questa può essere simulata e quando io taglio la lama si approfonda ripidamente in profondità, mentre l’estrazione è dolce, per cui ho alle due estremità i tagli che si vanno approfondendo, da un lato e dall’altro, che dove la lama è entrata (dove è iniziata l’azione tagliente) sono ripidi mentre dove esce è + graduale --- si chiamano codette … si dice che la codetta di ingresso è breve e ripida, quella di uscita è + lunga e queste consentono di fare una sicura diagnosi di ferita da taglio perché se non ci fosse strisciamento queste codette non ci sarebbero --- nelle lesioni da fendente, si immagini un’accetta, non ci sono le codette dato che c’è un’azione di sola compressione da parte di un oggetto dotato di grossa massa. Le codette consentono anche di capire la direzione del taglio ma esiste il fenomeno di inversione delle codette, per cui la codetta di entrata è + lunga di quella di uscita (capita soprattutto sulle superfici convesse). Esistono lame tipiche o proprie ma anche lame atipiche che causano lesioni che si discostano dalla linearità, pulizia e nettezza dei margini per assomigliare a quelle lacero contuse. Una cosa importante da dire è che con un tagliente non posso andare tanto in profondità ed