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Lezione 11 di Indologia, Appunti di Storia dell'India

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Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 14/07/2023

Mushu22
Mushu22 🇮🇹

24 documenti

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-LEE 11-
Il Codice di Manu - Mānava-Dharmaśāstra o Manu-Smti è un testo importante per capire la
società indiana, dove la legge non è uguale per tutti ma diversa per ogni casta.
LIBRO 1: introduzione cosmogonica in stile purāico.
LIBRO 2: doveri di un brahmacārin (primo āśrama).
LIBRO 3: doveri di un ghasta (secondo āśrama).
LIBRO 4: norme di vita per un brahmano (purezza, impurità, tabù).
LIBRO 5 :cibi puri e impuri, doveri delle donne (purezza, impurità, tabù).
LIBRO 6: doveri di vānaprastha e sanyāsin (terzo e quarto āśrama).
LIBRO 7: doveri del sovrano (rājadharma) e norme politiche.
LIBRO 8-9: diritto civile e penale, reati e pene.
LIBRO 10: giustificazione delle caste e mescolanza delle caste.
LIBRO 11-12: penitenze ed espiazione, ripercussione dei delitti sul sasāra.
La tendenza alla salvaguardia dei brahmani, attraversa tutta l’opera, che rispecchia la
situazione dei brahmani: i sovrani preferiscono Buddhismo e Jainismo piuttosto che il
Brahmanesimo, e il potere economico si sposta dalla classe nobile a quella delle classi
produttive, per questo nasce una proto-borghesia. Il concetto di purezza è uno dei
fondamenti del sistema castale, molte delle norme sono state elaborate per distinguere chi è
puro da chi non lo è (esempi: devono urinare in certi posti, devono essere vegetariani e unica
carne che possono mangiare è quella del sacrificio, non possono stare vicino ad una donna
durante il mestruo). Un shudra è invitato a mangiare carne, ma ciò rende visibile la non
purezza. Un brahmano non può essere condannato a morte e non si possono espropriare i
beni. L’uccisione di un brahmano, rubare al brahmano e l’allievo che ha rapporti sessuali con
la moglie del guru, sono tabù e colpe gravissime. I brahmani si guadagnano da vivere
celebrando riti o insegnando, se si trovano in difficoltà, possono dedicarsi al commercio e
fare l’elemosina pur di evitare la morte, possono assumere le attività e i comportamenti
anche dei non brahman. La testimonianza e la verità durante un processo sono
fondamentali, individui troppo impuri o troppo sacri non possono testimoniare. Il codice
di Manu è per la maggior parte laico, anche se si dice che le sue origini derivino dagli
dei, e nell’ultima parte vengono spiegate le ripercussioni di un delitto sul samsara. Le
donne sono un bersaglio degli estensori del codice di Manu, esse sono prive di
senso religioso e la loro sacralità è legata all’influenza dell’uomo che gli sta di fianco. Una
vedova è considerata un’anomalia sociale, perché se il marito muore la donna perde la sua
sacralità. Se la vedova non è adulta può ancora sposarsi, altrimenti deve rimanere in
solitudine, dedicandosi alla preghiera. Per le donne, il matrimonio corrisponde al rito di
iniziazione degli uomini. Nessun rito, che contempla mantra, dovrebbe essere celebrato per
una donna. L’unico studentato che possiedono è il prendersi cura della casa, però le donne
appartenenti alle 3 classi sociali più alte potevano studiare i Veda. Secondo il Codice di
Manu, la donna è portatrice di impurità, perciò dovrebbe essere sempre sottomessa
all’uomo. Bisogna avere almeno un figlio maschio in famiglia, perché l'unico che può
celebrare i riti mediante i quali si riesce a nutrire i defunti, che entrano in una sorta di limbo.
Se non vengono celebrati questi riti, i defunti diventano anime vaganti che mangiano
brandelli di morti. La poligamia è prevista, ma non è diffusa e non riguarda i brahmani,
riguarda soprattutto la classe della nobiltà. Si suggerisce il ricorso all’adozione, in caso
dell’infertilità della donna. Il manuale propone otto tipi di matrimonio, dove 4 sono gli unici
veramente adatti per una persona retta e danno figli sapienti e sani, e 4 sono regolamentati,
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-LEE 11- Il Codice di Manu - Mānava-Dharmaśāstra o Manu-Smṛti è un testo importante per capire la società indiana, dove la legge non è uguale per tutti ma diversa per ogni casta. LIBRO 1: introduzione cosmogonica in stile purāṇico. LIBRO 2: doveri di un brahmacārin (primo āśrama). LIBRO 3: doveri di un gṛhasta (secondo āśrama). LIBRO 4: norme di vita per un brahmano (purezza, impurità, tabù). LIBRO 5 :cibi puri e impuri, doveri delle donne (purezza, impurità, tabù). LIBRO 6: doveri di vānaprastha e saṃnyāsin (terzo e quarto āśrama). LIBRO 7: doveri del sovrano (rājadharma) e norme politiche. LIBRO 8-9: diritto civile e penale, reati e pene. LIBRO 10: giustificazione delle caste e mescolanza delle caste. LIBRO 11-12: penitenze ed espiazione, ripercussione dei delitti sul saṃsāra. La tendenza alla salvaguardia dei brahmani , attraversa tutta l’opera, che rispecchia la situazione dei brahmani: i sovrani preferiscono Buddhismo e Jainismo piuttosto che il Brahmanesimo, e il potere economico si sposta dalla classe nobile a quella delle classi produttive, per questo nasce una proto-borghesia. Il concetto di purezza è uno dei fondamenti del sistema castale, molte delle norme sono state elaborate per distinguere chi è puro da chi non lo è (esempi: devono urinare in certi posti, devono essere vegetariani e unica carne che possono mangiare è quella del sacrificio, non possono stare vicino ad una donna durante il mestruo). Un shudra è invitato a mangiare carne, ma ciò rende visibile la non purezza. Un brahmano non può essere condannato a morte e non si possono espropriare i beni. L’uccisione di un brahmano, rubare al brahmano e l’allievo che ha rapporti sessuali con la moglie del guru, sono tabù e colpe gravissime. I brahmani si guadagnano da vivere celebrando riti o insegnando, se si trovano in difficoltà, possono dedicarsi al commercio e fare l’elemosina pur di evitare la morte, possono assumere le attività e i comportamenti anche dei non brahman. La testimonianza e la verità durante un processo sono fondamentali , individui troppo impuri o troppo sacri non possono testimoniare. Il codice di Manu è per la maggior parte laico , anche se si dice che le sue origini derivino dagli dei, e nell’ultima parte vengono spiegate le ripercussioni di un delitto sul samsara. Le donne sono un bersaglio degli estensori del codice di Manu , esse sono prive di senso religioso e la loro sacralità è legata all’influenza dell’uomo che gli sta di fianco. Una vedova è considerata un’anomalia sociale, perché se il marito muore la donna perde la sua sacralità. Se la vedova non è adulta può ancora sposarsi, altrimenti deve rimanere in solitudine, dedicandosi alla preghiera. Per le donne, il matrimonio corrisponde al rito di iniziazione degli uomini. Nessun rito, che contempla mantra, dovrebbe essere celebrato per una donna. L’unico studentato che possiedono è il prendersi cura della casa, però le donne appartenenti alle 3 classi sociali più alte potevano studiare i Veda. Secondo il Codice di Manu, la donna è portatrice di impurità, perciò dovrebbe essere sempre sottomessa all’uomo. Bisogna avere almeno un figlio maschio in famiglia, perché l'unico che può celebrare i riti mediante i quali si riesce a nutrire i defunti, che entrano in una sorta di limbo. Se non vengono celebrati questi riti, i defunti diventano anime vaganti che mangiano brandelli di morti. La poligamia è prevista, ma non è diffusa e non riguarda i brahmani, riguarda soprattutto la classe della nobiltà. Si suggerisce il ricorso all’adozione, in caso dell’infertilità della donna. Il manuale propone otto tipi di matrimonio, dove 4 sono gli unici veramente adatti per una persona retta e danno figli sapienti e sani, e 4 sono regolamentati, 1

ma danno figli sempre più falsi e malvagi (cause impurità: sposi si scelgano tra di loro e scambio di doni per far sposare la figlia). 8 (+1) tipi di matrimonio:

  1. Brahmā = il padre concede la figlia ad uomo dotto nei Veda, che egli stesso ha invitato.
  2. Deva = il padre concede la figlia al celebrante durante una cerimonia.
  3. Ṛṣi = il padre concede la figlia in cambio di una vacca e un toro.
  4. Prajāpati = il padre sposa la figlia con i dovuti onori senza alcuna contropartita.
  5. Asura = il pretendente riceve la mano di una fanciulla consenziente, facendo doni a lei e alla famiglia.
  6. Gandharva = unione risultante dal reciproco attaccamento nato dalla passione.
  7. Rākṣasa = si strappa dalla casa paterna una fanciulla, uccidendo chi si oppone.
  8. Piśāca = ci si introduce nel letto di una ragazza addormentata, ubriaca o priva di sensi.
  9. Svayaṃvara = se il padre non trova un marito per la figlia al giusto tempo, ella aspetta tre anni e poi può scegliere marito. Kauṭilīya Arthaśāstra è il manuale sull’Artha, un testo storico molto importante, cui autore è il ministro di Chandragupta. Suddiviso in 15 libri, è il trattato di politica indiana per eccellenza, estremamente razionale e cinico (paragonato al manuale di Machiavelli). Secondo questa opera, lo Stato ideale è la monarchia assoluta con la presenza di ministri, non esiste uno Stato senza il re. Il suo compito è assicurare il benessere dello Stato e accrescerlo, in politica interna si deve assicurare l' osservanza del dharma (derivante dal Codice di Manu), e in politica estera deve accrescere la potenza dello Stato. I ministri dovrebbero essere non più di 4, altrimenti due o uno potrebbero accordarsi per spodestare il sovrano. Con lo Schema dei mandala (cerchio), ogni sovrano pone il proprio Stato al centro e disegna cerchi concentrici che contengono gli Stati confinanti, cioè nemici, ma visto che anch’esso è nella stessa situazione fa sì che diventi l’alleato naturale. Il manuale consiglia anche l’uccisione del nemico durante una funzione religiosa, e si conclude con la creazione di pozioni e incantesimi per raggiungere l’obiettivo che si è posti. LIBRO 1: sommario, 3 varga, figura del sovrano, organizzazione statale. LIBRO 2: amministrazione dello Stato. LIBRO 3-4: diritto civile e penale (purificazione delle spine). LIBRO 5. misure segrete contro ministri sediziosi, daṇḍanīti. LIBRO 6-7: le parti costitutive dello Stato, politica estera (teoria e pratica). LIBRO 8: difetti dello Stato. LIBRO 9: preparativi, anche subdoli, in vista della guerra. LIBRO 10: esecuzione della campagna militare. LIBRO 11: controllo e castigo segreto degli alti funzionari dello Stato. LIBRO 12: accorgimenti segreti per vincere Stati più forti. LIBRO 13: conquista di città fortificate. LIBRO 14: pozioni ed incantesimi per distruggere il nemico o acquisire poteri magici. LIBRO 15: sommario e conclusione. 2