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Tipologia: Appunti
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-LE E 11- Il Codice di Manu - Mānava-Dharmaśāstra o Manu-Smṛti è un testo importante per capire la società indiana, dove la legge non è uguale per tutti ma diversa per ogni casta. LIBRO 1: introduzione cosmogonica in stile purāṇico. LIBRO 2: doveri di un brahmacārin (primo āśrama). LIBRO 3: doveri di un gṛhasta (secondo āśrama). LIBRO 4: norme di vita per un brahmano (purezza, impurità, tabù). LIBRO 5 :cibi puri e impuri, doveri delle donne (purezza, impurità, tabù). LIBRO 6: doveri di vānaprastha e saṃnyāsin (terzo e quarto āśrama). LIBRO 7: doveri del sovrano (rājadharma) e norme politiche. LIBRO 8-9: diritto civile e penale, reati e pene. LIBRO 10: giustificazione delle caste e mescolanza delle caste. LIBRO 11-12: penitenze ed espiazione, ripercussione dei delitti sul saṃsāra. La tendenza alla salvaguardia dei brahmani , attraversa tutta l’opera, che rispecchia la situazione dei brahmani: i sovrani preferiscono Buddhismo e Jainismo piuttosto che il Brahmanesimo, e il potere economico si sposta dalla classe nobile a quella delle classi produttive, per questo nasce una proto-borghesia. Il concetto di purezza è uno dei fondamenti del sistema castale, molte delle norme sono state elaborate per distinguere chi è puro da chi non lo è (esempi: devono urinare in certi posti, devono essere vegetariani e unica carne che possono mangiare è quella del sacrificio, non possono stare vicino ad una donna durante il mestruo). Un shudra è invitato a mangiare carne, ma ciò rende visibile la non purezza. Un brahmano non può essere condannato a morte e non si possono espropriare i beni. L’uccisione di un brahmano, rubare al brahmano e l’allievo che ha rapporti sessuali con la moglie del guru, sono tabù e colpe gravissime. I brahmani si guadagnano da vivere celebrando riti o insegnando, se si trovano in difficoltà, possono dedicarsi al commercio e fare l’elemosina pur di evitare la morte, possono assumere le attività e i comportamenti anche dei non brahman. La testimonianza e la verità durante un processo sono fondamentali , individui troppo impuri o troppo sacri non possono testimoniare. Il codice di Manu è per la maggior parte laico , anche se si dice che le sue origini derivino dagli dei, e nell’ultima parte vengono spiegate le ripercussioni di un delitto sul samsara. Le donne sono un bersaglio degli estensori del codice di Manu , esse sono prive di senso religioso e la loro sacralità è legata all’influenza dell’uomo che gli sta di fianco. Una vedova è considerata un’anomalia sociale, perché se il marito muore la donna perde la sua sacralità. Se la vedova non è adulta può ancora sposarsi, altrimenti deve rimanere in solitudine, dedicandosi alla preghiera. Per le donne, il matrimonio corrisponde al rito di iniziazione degli uomini. Nessun rito, che contempla mantra, dovrebbe essere celebrato per una donna. L’unico studentato che possiedono è il prendersi cura della casa, però le donne appartenenti alle 3 classi sociali più alte potevano studiare i Veda. Secondo il Codice di Manu, la donna è portatrice di impurità, perciò dovrebbe essere sempre sottomessa all’uomo. Bisogna avere almeno un figlio maschio in famiglia, perché l'unico che può celebrare i riti mediante i quali si riesce a nutrire i defunti, che entrano in una sorta di limbo. Se non vengono celebrati questi riti, i defunti diventano anime vaganti che mangiano brandelli di morti. La poligamia è prevista, ma non è diffusa e non riguarda i brahmani, riguarda soprattutto la classe della nobiltà. Si suggerisce il ricorso all’adozione, in caso dell’infertilità della donna. Il manuale propone otto tipi di matrimonio, dove 4 sono gli unici veramente adatti per una persona retta e danno figli sapienti e sani, e 4 sono regolamentati, 1
ma danno figli sempre più falsi e malvagi (cause impurità: sposi si scelgano tra di loro e scambio di doni per far sposare la figlia). 8 (+1) tipi di matrimonio: