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Lezione Maffei 12.11.21, opere giovanili a partire da "Le tentazioni di Sant’Antonio".
Tipologia: Appunti
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Sin da subito la vita di Michelangelo si connota come quella di un’artista che imita l’antichità ma in particolare di riuscire a mimetizzarle raggiungendo un livello eccezionale. Circa le opere giovanili di Michelangelo si sa veramente poco poiché sono opere su cui non si lavoro molto se non negli ultimi dieci anni, nonostante Condivi e Vasari ci diano delle informazioni. Nella sua prima fase è un percorso molto tortuoso in cui Michelangelo imita Donatello, anche grazie al suo maestro Bertoldo che ebbe rapporto con quest’ultimo. Per opere giovanili si intende la prima parte della volta prima della svolta epocale della Pietà vaticana a fine 400, opera in cui è visibile la straordinaria capacità scultorea di Michelangelo. Le opere giovanili erano manchevoli di una adeguata documentazione e soprattutto i pregiudizi storico-critici legati allo stile giovane del Michelangelo, ignorando appunto la sua parte di giovane artista (vedi articolo Calligoti). La primissima opera citata nelle biografie è una tempera su tavola che gli studiosi con vari dubbi e opposizioni la identificarono con Le tentazioni di Sant’Antonio, composizione non michelangiolesca ma derivante da stampe di un'artista olandese Martin Schonguer. I mostri che avvolgono Sant’Antonio rappresentano le tentazioni che lo avvolgono per sviarlo dalla sua contemplazione di Dio. Michelangelo aggiunge il colore Secondo Condivi e dunque anche secondo Vasari, questa diviene la tavola che descrive il primo autentico riconoscimento a Firenze delle sue capacità, aveva appena 14 anni siamo infatti nell’89, dopodiché nelle vite Condivi cita il ritratto di un uomo vecchio Michelangelo si distingue per aver fatto un ritratto di una persona così simile al vero da far sorprendere la persona stessa. Nelle fonti emerge molto l’elemento di Michelangelo che imita l’antico e si vedono i tentativi di elevarsi anche con il copiare un’artista fiammingo come Schonguer. Succede poi una cosa molto importante nella vita di Michelangelo ovvero la morte di Lorenzo il magnifico nel 1492 (vicenda del Fauno che apre la casa a Michelangelo …). Dopo questa morte molto significativa Michelangelo fa due opere l’Ercole di marmo poi nel 1493 il Crocifisso di Santo Spirito. Michelangelo va a bologna dove entrando a contatto con i Domenicani di bologna, dove scolpisce un’opera, anzi termina un’opera ultimata molti secoli prima da Nicolo dell’Arca che però morì, scolpendo tre piccole sculture il San Rocco, il San Petronio ed un angelo reggi candela molto importate. Inizia il periodo romano che darà grandi risultati si apre infatti con il Bacco e continuerà con il Cupido. LE TENTAZIONI DI SANT’ANTONIO Condivi ci racconta il modus operandi di Michelangelo nelle Tentazioni di Sant’Antonio.
ciò si vede dal panneggio dell’angelo di tipo tardo-gotico. Un filosofo Pinder introduce il concetto della non contemporaneità del contemporaneo: quando si fa storia dell’arte e diciamo 1494 - 5 diamo un anno, ma gli artisti che vivono quell’anno non sono contemporanei di gusto perché uno è alla fine del suo percorso ed ha in gusto diverso, mentre un altro artista è all’inizio della sua carriera ed ha un gusto innovativo. Dunque, Michelangelo nel periodo bolognese opera questa integrazione e sperimenta questo suo gusto per la fisicità.
Fisicità delicata, è un corpo giovanile. Fu difficile anche a causa dei pregiudizi riconoscere alcune opere di Michelangelo, difatti quest’opera inizialmente fu esclusa. Secondo Callioto Michelangelo sperimenta cose che non si direbbero. Nella linea delle gambe vi è un ginocchio molto piegato tipico di Michelangelo. “Come se nel vocabolario delle forme del copro di Michelangelo questa forma gli fosse cara” - Callioto- Cupido in piedi 1497 è l’opera più famosa dell’ultimo periodo. A meta 500 le opere erano ancor a Roma nella collezione Galli. Quest’opera n particolare ha un percorso molto tortuoso, infatti, sene perdono improvvisamente le tracce e nel 1902 venne ritrovata senza braccia in un’asta dove venne fatto il nome di Buonarroti lasciando molto in dubbio finche Cavin Weis, esperta americana di Michelangelo scrisse un articolo in cui identificava una statua che si trovava in una fontana di un albergo a New York con il Cupido Galli scatenando un putiferio. Ci fu poi un restauro ed una pulizia poiché l statua fu esposta all’aria aperta per molto tempo “quando la si guarda da vicino pero nonostante abbia subito gli agenti atmosferica si vede la mano michelangiolesca”. La conferma di ciò venne da un disegno scoperto nel 2003 attribuito a Marco Antonio Raimondi raffigurante il Cupido. Si vedono queste mani andate perdute, il disegno è quindi molto importante poiché ci fa vedere l’opera nella sua interezza. Nel disegno le mani sono di lato anche se Ulisse Aldovrandi ci dice che questo “Apollo” era intero, nudo con la faretra ai lati ed un vaso ai piedi; la struttura doveva essere quindi di un cupido che spostava le mani verso sinistra. CUPIDO, non è in piedi ed è un’opera che, come stile, appartiene a vent’anni dopo. Raccontare l’estetica di Michelangelo nell’opera. Callioti propone un confronto tra crocifisso di Santo Spirito e del Cristo: tentativo di lavorare sui corpi in modo molto particolare. Pure essendo opere diverse anche perché una è sacra e una profana hanno cose della fisicità in comune.