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Lezioni di fantastica, Sintesi del corso di Letteratura

Il testo riassume i contenuti del libro "Lezioni di Fantastica"

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 26/01/2022

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gaia-guida-2 🇮🇹

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Lezioni di fantastica cerca di raccontare, da un punto di vista storico, la biografia di Rodari ricca e
complessa, a partire dai libri letti e scritti, dagli interventi sulla stampa, dalle lettere ad amici e gli appunti
sui viaggi e le note sulla scuola. Gianni rodari è stato il più grande scrittore di favole e filastrocche del 900
italiano, inoltre ha scritto su quotidiani, diretto periodici, è stato un attivo collaboratore di associazioni di
genitori ed insegnanti. Sempre attento ai tempi che ha vissuto:dagli anni della guerra fredda a quelli
dell’arrivo dei cartoni animati giapponesi che lui ha difeso come per i fumetti:”ogni tanto si sente parlare di
proibire questo o quel fumetto mentre sarebbe più utile proibire agli insegnanti di far odiare i
libri,trasformandoli in strumenti di tortura anziché di scoperta. Uno strumento fondamentale,il più grande
strumento di liberazione che gli esseri umani hanno mai inventato è l’immaginazione che si fonda su un
impiego rivoluzionario della parola e di tutti i suoi usi. Inoltre Rodari ha immaginato una nuova figura di
insegnante e di genitore, più consapevole e vicino ai bambini. Negli anni della grande e complessa
trasformazione ha guardato alle novità non rimanendo ancorato al passato ma con giudizio critico,
accogliendole e non condannandole. Rodari prima di scrivere per i bambini,sogna di scrivere per tutti,ed è
in questo momento che incontra una meravigliosa disciplina: la Fantastica:cardine tra la fantasia e la
ragione. Nel libro “la Grammatica della fantasia”, intende rivendicare all’immaginazione lo spazio che deve
avere nella vita di ciascuno. Uno strumento efficace per chi crede che l’immaginazione necessita di un
posto nell’educazione, per chi ha fiducia nella creatività infantile, per chi sa quale valore di liberazione
possa avere la parola.
Rodari diventa uno scrittore per l’infanzia per caso violando alcune convenzioni base del suo tempo e
affermando che adulto e bambino hanno una parte di mondo in comune, perciò possono parlare la stessa
lingua ed intendersi. In Italia ci sono venti anni di fascismo e sta per arrivare una nuova guerra, il mondo è
opaco e incerto, in questo periodo la parola e l’immaginazione sono gli unici strumenti appunto per
immaginare tempi nuovi e migliori e Rodari decide di coltivarle.
Nell’inverno 1937-38 in seguito alla raccomandazione di una maestra, venne assunto ad insegnare l’italiano
sul lago Maggiore ai bambini ebrei tedeschi che credevano di essere sfuggiti alle leggi razziali. La mattina
lavorava ed il pomeriggio leggeva e faceva lunghe passeggiate, ed è stata in questa occasione che lesse i
Frammenti di Novalis: “Se avessimo una Fantastica, come una logica sarebbe scoperta l’arte di
inventare”Nel 1938 inizia a frequentare gli ambienti anti fascisti, che lo porteranno a guerra finita a scrivere
sulla stampa comunista e fino alla fine della sua vita sarà legato al Pci, e questo è un altro aspetto molto
importante nella scrittura di Rodari, nasce il mondo Dell’Utopia (ideale etico-politico) che si basa sull’idea
che i bambini sono in grado di costruirsi valori ed usarli.
Rodari rappresenta senza dubbio, nel secondo dopoguerra una delle persone di maggior livello culturale.
Muore il 14 Aprile 1980, per uno strano caso del destino, il giorno prima della morte di Jean-Paul Sartre,
intellettuale novecentesco per antonomasia. Solo che mentre per Sartre ci sono stata pagine e pagine a lui
dedicate, per Rodari niente nonostante sia stato uno scrittore per tutti e comeha scritto Zanzotto, Rodari ha
avuto il dono di permanere nell’infanzia, di restare davvero all’altezza dell’età bambina.
Capitolo primo: DOVE SI PARLA DI UN FORNO, DI GATTI E DI ANTIFASCISMO
Le storie della letteratura per l’infanzia, hanno sempre dimenticato di tener conto di un dato fondamentale
e cioè dell’infanzia storica”. Cioè dell’Italia caratterizzata da pochi libri, figli di analfabeti, bambini che non
avevano mai letto nulla, presi da problemi come la denutrizione, la fame, il lavoro minorile… e quindi i libri
per bambini erano rivoltisolo ai bambini dell’alta borghesia, ad esempio nell’anno in cui viene scritto
Pinocchio da Collodi, i bambini delle classi povere non andavano a scuola ma a zappare la terra o a badare
le pecore.
In quegli anni però vi era una riccatradizione orale. E a quest’infanzia appartiene anche Gianni Rodari,
crescere in una casa senza libri per poi diventare uno scrittore non è un’esperienza così rara nel Novecento.
Biografia: Rodari nasce ad Omegna in piemonte, dal secondo matrimonio del padreGiuseppe che era un
fornaio e la madre Maddalena Aricocchi che come affermava Rodari era una serva istruita, che sapeva il
francese. Rodari aveva un fratello di nome Cesare ed un fratellastro di nome Mario, nato dal primo
matrimonio del padre. Rodari ha avuto un’infanzia molto umile,racconta che di fronte casa c’era un
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Lezioni di fantastica cerca di raccontare, da un punto di vista storico, la biografia di Rodari ricca e complessa, a partire dai libri letti e scritti, dagli interventi sulla stampa, dalle lettere ad amici e gli appunti sui viaggi e le note sulla scuola. Gianni rodari è stato il più grande scrittore di favole e filastrocche del 900 italiano, inoltre ha scritto su quotidiani, diretto periodici, è stato un attivo collaboratore di associazioni di genitori ed insegnanti. Sempre attento ai tempi che ha vissuto:dagli anni della guerra fredda a quelli dell’arrivo dei cartoni animati giapponesi che lui ha difeso come per i fumetti:”ogni tanto si sente parlare di proibire questo o quel fumetto mentre sarebbe più utile proibire agli insegnanti di far odiare i libri,trasformandoli in strumenti di tortura anziché di scoperta. Uno strumento fondamentale,il più grande strumento di liberazione che gli esseri umani hanno mai inventato è l’immaginazione che si fonda su un impiego rivoluzionario della parola e di tutti i suoi usi. Inoltre Rodari ha immaginato una nuova figura di insegnante e di genitore, più consapevole e vicino ai bambini. Negli anni della grande e complessa trasformazione ha guardato alle novità non rimanendo ancorato al passato ma con giudizio critico, accogliendole e non condannandole. Rodari prima di scrivere per i bambini,sogna di scrivere per tutti,ed è in questo momento che incontra una meravigliosa disciplina: la Fantastica:cardine tra la fantasia e la ragione. Nel libro “la Grammatica della fantasia”, intende rivendicare all’immaginazione lo spazio che deve avere nella vita di ciascuno. Uno strumento efficace per chi crede che l’immaginazione necessita di un posto nell’educazione, per chi ha fiducia nella creatività infantile, per chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola. Rodari diventa uno scrittore per l’infanzia per caso violando alcune convenzioni base del suo tempo e affermando che adulto e bambino hanno una parte di mondo in comune, perciò possono parlare la stessa lingua ed intendersi. In Italia ci sono venti anni di fascismo e sta per arrivare una nuova guerra, il mondo è opaco e incerto, in questo periodo la parola e l’immaginazione sono gli unici strumenti appunto per immaginare tempi nuovi e migliori e Rodari decide di coltivarle. Nell’inverno 1937-38 in seguito alla raccomandazione di una maestra, venne assunto ad insegnare l’italiano sul lago Maggiore ai bambini ebrei tedeschi che credevano di essere sfuggiti alle leggi razziali. La mattina lavorava ed il pomeriggio leggeva e faceva lunghe passeggiate, ed è stata in questa occasione che lesse i Frammenti di Novalis : “Se avessimo una Fantastica, come una logica sarebbe scoperta l’arte di inventare”Nel 1938 inizia a frequentare gli ambienti anti fascisti, che lo porteranno a guerra finita a scrivere sulla stampa comunista e fino alla fine della sua vita sarà legato al Pci, e questo è un altro aspetto molto importante nella scrittura di Rodari, nasce il mondo Dell’Utopia (ideale etico-politico) che si basa sull’idea che i bambini sono in grado di costruirsi valori ed usarli. Rodari rappresenta senza dubbio, nel secondo dopoguerra una delle persone di maggior livello culturale. Muore il 14 Aprile 1980, per uno strano caso del destino, il giorno prima della morte di Jean-Paul Sartre, intellettuale novecentesco per antonomasia. Solo che mentre per Sartre ci sono stata pagine e pagine a lui dedicate, per Rodari niente nonostante sia stato uno scrittore per tutti e comeha scritto Zanzotto, Rodari ha avuto il dono di permanere nell’infanzia, di restare davvero all’altezza dell’età bambina. Capitolo primo: DOVE SI PARLA DI UN FORNO, DI GATTI E DI ANTIFASCISMO Le storie della letteratura per l’infanzia, hanno sempre dimenticato di tener conto di un dato fondamentale e cioè dell’infanzia storica”. Cioè dell’Italia caratterizzata da pochi libri, figli di analfabeti, bambini che non avevano mai letto nulla, presi da problemi come la denutrizione, la fame, il lavoro minorile… e quindi i libri per bambini erano rivoltisolo ai bambini dell’alta borghesia, ad esempio nell’anno in cui viene scritto Pinocchio da Collodi, i bambini delle classi povere non andavano a scuola ma a zappare la terra o a badare le pecore. In quegli anni però vi era una riccatradizione orale. E a quest’infanzia appartiene anche Gianni Rodari, crescere in una casa senza libri per poi diventare uno scrittore non è un’esperienza così rara nel Novecento. Biografia: Rodari nasce ad Omegna in piemonte, dal secondo matrimonio del padreGiuseppe che era un fornaio e la madre Maddalena Aricocchi che come affermava Rodari era una serva istruita, che sapeva il francese. Rodari aveva un fratello di nome Cesare ed un fratellastro di nome Mario, nato dal primo matrimonio del padre. Rodari ha avuto un’infanzia molto umile,racconta che di fronte casa c’era un

lampione usava per leggere “il Corriere dei piccoli”, erano gli anni Venti e c’era il fascismo e nei suoi racconti infatti vi sono sempre situazioni che richiamano il periodo fascista: ad esempio racconta del suo cortile in cui vivevano degli operai e una signora che suonava il pianoforte. E ogni tanto, l'autore, Andava a suonare: un giorno un operaio gli chiese di suonare Vien qui ninetta, una canzone allegra e vivace ma proibita. A cantarla si poteva finire in prigione in quanto era il ritornello di Bandiera rossa.(comunista) La famiglia di Rodari non fu antifascista: in un articolo del 1953 lo scrittore ricorda la mancanza di interesse di suo padre per la politica, il quale non era né un socialista né fascista, e fece una grande scenata quando, da bambino, Gianni tornò a casa dicendo che bisognava iscriversi all’opera Balilla, cioè la rigida educazione fascista sia morale che fisica dei ragazzi. Fu la maestra a convincere il papà e Rodari divenne un balilla come tutti gli altri ragazzi della sua età. Il padre muorì per una broncopolmonite quando Rodari aveva solo 9 anni: in una storia, Gianni, racconta della notte in cui il padre si ammalò, in quanto uscì per salvare un gattino durante una tempesta. Nelle sue storie farà spesso riferimento ai gatti, ai fornai e ai forni. Dopo la morte del padre la famiglia si trasferì a Gavirate, un comune lombardo, e le loro vite ripresero accanto ad una ferrovia: i treni popoleranno tante storie dell'autore, tanto che il suo secondo libro sarà Il treno delle filastrocche. Negli anni Trenta si iscriverà all’Azione Cattolica che è l’unica alternativa alle associazioni fasciste. Inizia a frequentare l'istituto magistrale a Varese e in questi anni incontrerà delle persone che diventeranno suoi amici. Nel ricordo dell’amico Marvelli ad esempioemerge il ritratto di una generazione che abbraccia la letteratura come una risposta possibile al male di vivere del suo tempo. La generazione dei 20 anni, quella di Rodari era quella che a 5 anni aveva fatto parte dei balilla, a 10 era fascista e a 16 avrebbe dovuto essere fascistissima:ma è stata invece quella generazione che negli anni della guerra in Etiopia aveva già iniziato a dubitare e che a 17 anni decise per l'opposizione che non poteva essere che comunista, poiché solo il partito comunista distribuiva libri, manifesti, giornali ai ragazzi e ai loro padri. Nel 1950l'autore venne chiamato dal Partito Comunista a scrivere un'autobiografia per tracciare il suo percorso politico e i suoi trascorsi durante il fascismo. Grazie all’incontro tra marxismo e surrealismo, egli arriverà alla politica. CAPITOLO 2- Il maestro : Gianni Rodari ha fatto il maestro soltanto pochi anni, controvoglia e solo per povertà e necessità di lavorare. A scuola raccontava molte favole, che duravano giorni e che facevano ridere, nate dall’incontro casuale delle parole che i bambini scrivevano sui due lati della lavagna, ignari l'uno della parola dell'altro. Questo prendeva nome di duello di parole o binomio fantastico, una delle tecniche più note della creatività rodariana che è frutto di un fortunato incontro con la rivista di fronda “Prospettive” dove nell’editoriale è riportato il pensiero di Novalis: Se avessimo una Fantastica come una Logica, sarebbe scoperta l’arte di inventare. Rodari aveva scoperto metodi sperimentati in quel periodo come i "diari" della scuola di San Gersoléche si fondava sull'osservazione della vita e sulla sincerità. C'era una regola: bisognava raccontare un solo fatto per volta, ma raccontarlo proprio per come lo sentivano dire, alcuni bambini riempivano i loro racconti di dialoghi in dialetto. Nel 1939, scoppia la seconda guerrache convolgerà l’italia l’anno dopo nel 40 e nel 1941 l’anno della campagna di Russia, l’Italia fascista affianca la germania nazista nell’invasione dell’unione sovietica. Gianni viene richiamato alle armi nel 1943 e inviato nei reparti di sanità presso un ospedale militare in provincia di Milano, questo per pochi mesi in quanto poi abbandonerà l'uniforme si darà alla clandestinità, alla Resistenza. Finita la guerra tiene un comizio a fianco di compaesani antifascisti e, in questa occasione, verrà notato dai dirigenti Lombardi del partito comunista e viene chiamato a lavorare per la propaganda, per il settimanale l'Ordine nuovo. Questo settimanale veniva vendutoad un pubblico di lettori deboli con l’obiettivo di dare quell’indirizzo politico. Rodari inventa articoli brevi,rubriche come Sul fronte delle fabbriche che racconta la dismissione dell’industria bellica e la conseguente,drammatica, disoccupazione per gli operai. La rubrica La domenica del contadino su concimi, prezzi, in dialetto.

Rodari al punto che scrisse un libro " Il bimbo di Modena " Secondo Rodari non sono le lacrime che educano, non il dolore ma la commozione che la realtà a volte suscita. Davanti all’operaio che sciopera o al mendicante che tende la mano.. come reagisce un bambino di fronte a problemi che richiedono una riflessione più lunga e faticosa? Rodari ricorda, in un drammatico sciopero a Reggio emilia, di aver parlato con un gruppo di ragazzi dagli 8 ai 12/13anni e di essere rimasto estremamente colpito dalla loro passione. Inizialmente si chiese se fosse giusto gettarli in mezzo ad una lotta più grande di loro ma poi a distanza di anni incontrò uno di quei ragazzi fatto già adulto che gli manifestò quanto l’emozione di quell’esperienza fosse stata determinante , la sua educazione dei sentimenti si era fatta in quei giorni per sempre. Dato il successo dei primi interventi per l’infanzia il PCI lo trasferì a Roma a dirigere il “Pioniere ” un settimanale per bambini e ragazzi ed inventò una serie di personaggi come Cipollino, pomodoro,Pero pero ecc..” A guardarla oggi, la nascita del pioniere appare come un piccolo miracolo, ai tempi il fumetto veniva considerato negativamente come tipica espressione dell’americanismo, Rodari invece non era assolutamente d’accordo, condannare i fumetti perché non insegnano a leggere è come condannare il cinema ad esemp che può diminuire il numero dei lettori. Prima del Pionere ci sono i Pionieri, ovvero L’API (l’associazione pionieri d’Italia) e per loro Rodari scrisse il Manuale , fa riferimento al modello educativo comunista: la scuola attiva e l’autoeducazione attraverso l’azione, l’educare divertendo. Inoltre anche li si parla di fantastica:la fantasia che si appoggia al reale. Il pionere deve scoprire i luoghi in cui vive, andarli a visitare perché ci sono milanesi che non sono mai saliti sul duomo o napoletani che non sono andati sul vesuvio. Inoltre il pioniere deve creare una biblioteca per tutti: che deve anche basarsi sulle esperienze dei ragazzi,dev’essere una biblioteca viva, per leggere insieme, ad alta voce. L’Api è stata oggetto di critiche durissime da parte “dell’azione cattolica” e “dell’Osservatore romano” (il quotidiano della santa sede) dicendo che incita i bambini a bestemmiare e a ballare nude. Grazie a Rodari si sono avvicinati all’Api scrittori e pedagogisti, il primo numero della rivista “Pionieri”è uscito nel 1950 pieno di immagini e fumetti. Neanche il Pci è del tutto a suo agio con alcuni contenuti del pioniere, soprattutto con i fumetti, ma Marisa Musu, nella direzione del pc dice che i fumetti pur essendo strumenti della borghesia potrebbero essere usati per veicolare contenuti più utili. Successivamente uscì il Libro delle filastrocche , erano un totale di 46 filastrocche realizzate tra i diversi viaggi che compiva, le persone che conosceva e il lavoro che svolgeva, nelle fiabe ci saranno anche ricordi di infanzia, sentimenti personali, tra cui simpatie e antipatie. Nel 1951 uscirà il libro Le avventure di Cipollino tratta di una rivolta contro l’oppressione. L’eroe della storia era Cipollino, che guidava la ribellione e conduceva i poveri verso la vittoria.. Nel libro delle filastrocche c’erano tutti gli argomenti, dalla povertà, alle lotte e proteste, alla miseria. C’erano i bambini e il loro diritto di giocare e di vivere una vita libera, alcune delle filastrocche erano esplicitamente politiche, come il bambino di Modena. Il libro delle filastrocche e Il treno delle filastrocche sono uno dei primi strumenti che avvicinano i bambini alla cultura di sinistra:la pace,l’uguaglianza,l’opposizione alla prepotenza dei ricconi. CAPITOLO 5: Il lavoro culturale: Rodari è capace di parlare sia ai grandi che ai piccoli e i supi libri vengono letti da tutti, e fanno sorridere anche i grandi. Egli tiene per anni separati i due ambiti di scrittura, quello giornalistico, che si rivolge ai lettori dell’Unità, e quello dello scrittore che scrive per i bambini. Nei primi anni ’50 Rodari,in relazione alla trasformazione sociale e politica in atto si ispira ad una cultura progressiva in grado di cogliere nuova arte, nuova filosofia e scienza. Il bambino è un essere rivolto al futuro, una profezia. Rodari si interessa sul folklore contadino, raccogliendo le cantilene sia in italiano che in dialetto, i quali sono ricchi di sentimenti popolari,aneddoti nascosti, personaggi e memorie collettive. Tutto ciò piace ai bambini perché rappresenta la lingua usata per comunicare e giocare. Rodari, oltre a dirigere il Pioniere, collabora con Pattugli ail periodico dei giovani comunisti. A Roma Rodari partecipa alla creazione del nuovo periodico Avanguardia. Quando si trova al bar con i colleghi partecipa solo agli argomenti di politica, quando si parla di amore e progetti personali non interviene: vive con la mamma fino al 1968, si è sposato nel 1953 con Maria teresa ferretti una militante comunista.

6- DALLA PARTE DELLE FATE : Il fantastico viene considerato, nel secondo dopoguerra, un genere riprovevole: quando l’editore Einaudi pubblica Menzogna e sortilegio di Morante, ha ricevuto molte disapprovazioni a causa della magia e del gusto decadente per i sentimenti umani. Nel 1949 Einaudi riporta le fate in Italia grazie alla traduzione del saggio di Propp, Le radici storiche dei racconti delle fate secondo il quale fiabe affondano le loro radici nella preistoria anzi sono l’unico racconto vivo che conserviamo di tempi così remoti. Propp rimette in gioco il fantastico anche in una prospettiva adulta, e ciò sarà un momento di crescita per Rodari, in quanto un buon marxista deve occuparsi dell’assurdo, del fantastico e della fiaba: i generi popolari comunisti trattano delle fate grazie a Rodari. Nel 1951 mette in scena un’opera teatrale Stanotte non dorme il cortile, la storia di cento bambini che rappresentano tutti i bambini del mondo di fronte alle guerre: attraverso uno spettacolo di marionette una bambina entra nel bosco delle fate, ma li arrivano i mostri a distruggere l’incanto, così come la guerra distrugge il cortile. Sulle macerie i bambini che già lavorano raccontano i loro sogni, le loro paure. Nei primi anni 50, la questione del rapporto tra la fiaba e il realismo è al centro della poetica rodariana e questo confronto oltre che poetico è anche politico. Il rovesciamento, l’assurdo, il fantastico sono rivolti al futuro, servono per scrutare ogni possibilità e sono utili strumenti per immaginare un mondo nuovo. Il 4 agosto del 1952 Gianni Rodari prende carta e penna e scrive a Italo Calvino,per mettere insieme i suoi ragionamenti in un saggio su Pinocchio , in questo momento ancora redattore della casa editrice Einaudi, Quando esce nel 1881 piace molto ai bambini, a quei pochi che leggevano si intende, ma che comunque ne decretarono il successo, visibile dalle vendite del “giornale dei bambini” in cui il romanzo appariva a puntate. Rodari scriveva che il caso curioso che è capitato a Collodi è stato quello di scrivere uno dei libri più belli per bambini di ogni tempo in un’epoca in cui la maggior parte della popolazione non sapeva né leggere né scrivere, neppure parlare o capire la lingua nazionale…in quanto nel 1906,25 anni dopo l’apparizione della prima puntata di pinocchio ancora quasi il 50 % dei bambini, 47 bambini su 100 non andavano alla scuola elementare. Di pinocchio a Rodari piacevano moltissime cose, primo tra tutte che mette insieme il meraviglioso fiabesco e il realismo del quotidiano. Il bambino si comportava in modo contrario alla morale del tempo, degli adulti, mettendosi sempre in situazioni inopportune .E’ anche un romanzo di formazione: i bambini hanno ritrovato il loro bisogno di libertà e il loro senso di colpa, la loro necessità di sfuggire all’adulto ma anche la paura di perdersi, di essere abbandonati. E gli adulti rileggendolo rivivono la loro infanzia. In Pinocchio c’è tutto anche la denuncia della violenza insita in ogni idea di educazione che impone la rinuncia al desiderio originario di libertà assoluta per garantire la sopravvivenza in questo mondo. Capitolo settimo: QUELLA VITA (O SUL MITO DELL’URSS) Gianni Rodari è ancora oggi lo scrittore italiano più noto nei paesi dell'ex blocco sovietico, ogni russo, ogni ucraino adulto, conosce Cipollino, questo perché Rodari essendo un intellettuale progressista, attento alla pedagogia,all'educazione, rispondeva alle esigenze del popolo sovietico dopo la 2Guerra Mondiale.L’ingiustizia della spartizione del mondo in 2 blocchi, la violenza dell’anticomunismo, la repressione sanguinosa del movimento operaio, sono indispensabili per capire la letteratura pubblicata dalle case editrici comuniste. Rodari nel 51 compie il primo viaggio nella terra dei Soviet e vede nelpopolo una grande attenzione all’infanzia, all'educazione alla lettura, al rinnovamento della scuola e del ruolo degli intellettuali che concorrono nel creare un mondo nuovo e migliore. Rodarì quando andò a Mosca visitò la biblioteca Lenin, rimase colpito dalle sale dedicate ai ragazzi: sale decorati con disegni, grandi album dove i ragazzi scrivono i giudizi sui libri che leggono. Anche nelle scuole vi erano grandissime sale lettura mentre in italia non aveva neppure una sala di lettura. Nel 1951 nell'Urss andò anche Italo CalvinoCalvino, il quale si chiese quale sia la differenza tra la società italiana e quella dell’Urss e si rese conto che la differenza stava nell'eguaglianza, non c'è una via dei poveri, non c’è una via dei ricchi. Quando Rodarì andò all’Urss stringerà una vera amicizia con Marsak, che era un autore di libri per l’infanzia che tradurrà i suoi libri in russo.

Paese Sera promuoveva ogni anno il concorso Caro anno nuovo, in cui i bambini venivano invitati a inviare una lettera con i propri desideri. Definendo il suo lavoro di giornalista Rodari dirà Il giornalista è colui che scrive a nome degli altri cittadini, che esprime le loro aspirazioni,i loro malumori a volta..che difenda i loro diritti. CAPITOLO 11 Lo Struzzo n. Gli struzzi è una collana di Enaudi,una serie di libri tascabili, con un prezzo contenuto per arrivare ad un pubblico vasto. E li Rodari pubblicherà Le favole al telefono, il Libro degli errori e Filastrocche in cielo e in terra pubblicato nel 1960_._ Rodari crea le filastrocche per divertire e insegnare qualcosa. Per Rodari scrivere per Einaudi è un grande onore, e grazie al libro delle Filastrocche 1950, riscuote molto successo e gira l’Italia per presentarlo. Per la creazione del libro ha impiegato 13 anni, e in ogni filastrocca pone una novità. Ci sono molte filastrocche spaziali e astronautiche, altre piene di cose moderne come televisori e frigoriferi, altre parlano di mestieri e persone che lavorano, altre insegnano che la guerra è brutta e che la pace va fatta prima. Ogni filastrocca è però ricca di speranza.Grazie al libro filastrocche rodari viene chiamato a collaborare con il Corriere dei piccoli e successivamente anche con Via migliore , periodico delle casse di risparmio distribuito gratuitamente nelle scuole elementari e medie. Rodari mette a punto negli anni 50 una pratica linguistica democratica : e scriverà Tutti gli usi della parola a tutti. L’infanzia storica sta cambiando, le scuole elementari stanno iniziando ad essere frequentate da tutti i bambini di Italia, e cresce per tutti la possibilità di leggere, inoltre si arricchiscono dei fumetti, della televisione.Rodari decide di avere un pubblico più vasto di quello del Pioniere e quindi apre il discorso a tutti i bambini. Si tratta di creare un nuovo bambino lettore: spesso i bambini odiano i libri, ma bisogna iniziare a farli amare,abituando il bambino alla lettura, dare alternative e far scegliere le letture. Nel 1962 Gianni Rodari pubblica su Paese Sera “Il manuale per inventare storie dedicato a maestri,nonni e genitori di scarsa fantasia”, con l’obiettivodi nutrire la fantasia di vita reale. Pinocchio è una semplificazione di questo discorso soprattutto se messo a confronto con il libro cuore. Pinocchio è pura fantasia Rodari dice che Pinocchio è più vivo e più vero dei personaggi di amicis. De amicis aveva un’ispirazione realistica, documentaria infatti per scrivere cuore si è documentato nella scuole torinesi,ma nonostante questo in Pinocchio troviamo più realtà. Rodari tiene una conferenza a Ferrara dove tratterà temi molto ricchi e attuali come ad esempio la necessità di partire dai bambini e non dalla propria ideologia el’unico modo per conoscerli è quello di osservarli, ascoltarli.Bisogna stare dalla loro parte e prendere le loro difese. Rodari rifiuta di insegnare ai bambini l’assoluta obbedienza imposta in manieta autoritaria, anzi ha fatto una favola su un gambero che, disobbediendo ai suoi genitori vuole imparare a camminare in avanti anziché indietro. Questo non per seminare tra i piccoli lettori uno spirito di rivolta nei confronti della famiglia ma perché credeva fosse più importante contribuire alla liberazione del bambino ,carica di energia vitale che purtroppo spesso viene soffocata dalla famiglia, dalla scuola, dalla società. Secondo Rodari dobbiam proporci il compito di salvare nel cittadino di domani, quelle energie vitali, quell’intensità di passioni e di forza morale che il bambino mette nei suoi giochi. Questo comporta un cambiamento radicale,un rinnovamento del mondo e per questo fine tutti gli strumenti possono essere utili, anche la favola. CAPITOLO 12: LA VIA SBAGLIATA DEL SOCIALISMO-Gli errori Rodari parla raramente della sua vita privata, se non pochi riferimenti nella forma ironica della poesia insieme alle lettere. Si racconte che le costruzioni per la nuova casa a 45km da Roma, andavano molto a rilento anche perché Rodari interrompeva il lavoro degli operai interrogandoli sui loro modi di dire e appuntandoli su un quadernetto. La casa sarà finita grazie al successo del libro degli errori partendo dagli e agli errori fa riferimento anche in altre opere come nelle Filastrocche in cielo e in terra , Favole al telefono… nasce l’idea di raccogliere tutto e scrivere filastrocche e raccontini sugli errori di ortografia,grammatica e sintassima questo non per dar vita ad uno schedario ortografico vero e proprio ma un libro divertente per i bambini, per giocare con gli errori. Gli errori tipici sono ad esempio quello milanese di usare la s invece che la z, oppure quello veneto di dimezzare le doppie consonati..Inoltre certi errori possono essere strumenti utili per evocare certe realtà,

per conoscerle meglio. Un bambino ad esempio può scrivere Itaglia con la g, perché confonde certi suoni ma Rodari dice che esiste un Itaglia: è l’italia super nazionalista,superpatriota, ricca di ignoranza e provincialismo, un italia sbagliata e balorda.Nasce quindi la bella idea di giocare con gli errori, gli errori sono necessari,utili come il pane e spesso anche belli: per esempio la Torre di Pisa. Il libro degli errori è un libro rivoluzionario e autentico pugno nello stomaco per la scuola, preoccupata soltanto di correggere degli errori. La riflessione sugli errori è parte della ricerca sulla lingua che Rodari conduce parallelamente su Paese Sera , sul Corriere dei piccoli , sulla Via migliore e sulla rivista il caffè. CAPITO 13: LA TORTA IN CIELO Un’altra opera di Gianni Rodari è La torta in cielo , la trama è nota: Una mattina al Trullo ( un quartiere di Roma dove Gianni abiterà tutta la vita) arrivano i marziani, tutti scendono in strada spaventati mentre i bambini si accorgono che il pericolo non esiste in quanto l’oggetto identificato è una torta ma sta in cielo..e così nessuno la riconosce eccetto i bambini. La torta in cielo è nata dall’incontro tra Rodari e i bambini della scuola elementare Collodi. I ragazzi collaboravano tutti, attenti ed untusiasti perché si sentivano coinvolti quindi importanti. Torta in cielo è stata un’occasione per mettere in pratica la scrittura collettiva imparata dal maestro Mario Lodi che nel frattempo aveva pubblicato il libro Cipì, in questo libro afferma Rodari i ragazzi al contrario del solito, sono autorizzati a guardare fuori dalla finestra per guardare il mondo ed incantarsi allo spettacolo della vita. Secondo Rodari, Mario Lodi insegna in un modo del tutto nuovo, usando tecniche didattiche note e care solo a una minoranza d’eccezione. Ci sono le cose che i bambini dicono, le scoperte che fanno senza accorgersene. Fanno venir voglia di parlare in modo semplice e diretto di cose semplici e vere. A stare con loro si ringiovanisce. Peccato che tanti insegnanti non apprezzano questa fortuna. CAPITOLO 14 LA GRANDE DISADATTATA Il rapporto di Gianni Rodari con il mondo della scuola è complesso e conflittuale, l’istruzione invece di far amare la letteratura fa spesso odiare i libri. All’ottimismo progressivo degli anni 50 si sostituisce nel corso degli anni 70 uno sguardo disincantato dovuto alla mancanza delle promessedella repubblica democratica, non vi era stata un vero rinnovamente della didattica. Gianni inizia a conoscere la scuola da vicino anche perché sua figlia iniziò a frequentarla e fece carte false per avere la giusta maestra. Vi era bisogno di una scuola moderna, aperta, una scuola in cui i bambini contino più dei registri, il loro lavoro più dei voti che li classificano. Rodari diventa socio di un movimento di cooperazione educativa, uno dei più vivaci della scuola itaiana,il movimento di cooperazione educativa è stato anche criticato, ritenuto chiuso in un ristretto tecnicismo didattico ma Rodari non ci sta ed afferma che le tecniche del mce sono originali e nuove, contengono in concreto valori educativi nuovi ed originali. Un esempio è il testo libero che deve nascere solo dopo un lento e delicato processo, in cui la classe viene trasformata in comunità coopertiva, in cui ci è una correzione collettiva alla lavagna.. da molti invece inizalmente non veniva conpreso, si dava ai bambini un foglio ed una penna dicendo di scrivere ciò che volessero senza rispettare quel processo fondamentale. Il movimento di cooperazione educativa da vita al testo libero come abolizione del tema, in quanto non è giusto che tutti i bambini ad un’ora fissa siano costretti a parlare di un determinato argomento come ad esempio la primavera. Al posto del tema si potrebbero portare i bambini a fare una passeggiata , a trovare indizi sulla primavera.. invece di un tema sarebbe più corretto far scrivere ai bambini la loro esperienza. I bambini non possono parlare di qualcosa di cui non hanno esperienza. Bernardini, chiede al mce che genere di cittadino si voglia educatare nella scuola e mce risponde che si vuole educare ad un cittadino democratico, con una mente aperta, capace di conoscenza critica. Essere progressisti in politica e reazionari a scuola deriva innanzitutto dalla difficoltà di considerare gli allievi bambini come degli esseri umani, come il futuro della società e non come dei semplici scolari accolti in classe a causa dell’obbligi scolastico. Il dovere di un maestro è quello di mettere al centro della scuola il bambino, liberarlo da ogni paura, dare motivazione e felicità al suo lavoro. Dare importanza alla sua vita e ai sentimenti è il dovere del maestro. Nelle nostre scuola si ride generalmente troppo poco.

Rodari si rende conto che la fantastica è venuta meno con gli anni: con questo libro i bambini vengono accompagnati nel processo creativo e devono diventare inventori. Secondo Rodari non esiste l'opposizione fra fantasia e realtà, la fantasia è uno strumento per conoscere la realtà, e l’immaginazione infantile ha bisogno di essere aiutata da un adulto, a differenza della scuola tradizionale che si è basata solo su attenzione e memoria. Qunado i bambini giocano e inventano hanno bisogno che ci sia qualche adulto che li sostenga e li incoraggi.Il bambino ha l’urgenza di esprimersi ma se non c’è l’adulto di cui ha stima per fissare quello che ha scoperto, il bambino passa ad altro.Lui diceva che quando i bambini giocano, attori e registi dovrebbero osservarli ed imparare da loro, perché inventano delle storie teatrali straordinarie e sempre nuove. La grammatica della fantasia è stato definito da calvino come “un libro di pedagogia e poetica”, da Mario lodi come un “vangelo creativo” Rodari scrive il suo discorso sul metodo: per lui il metodo, la tecnica, non è mai neutra,alcune tecniche vengono infatti proprio dall’esperienza.. Ad esempio un bambino ha misurato alle 9 di mattina l’ombra del pino che sta nel cortile della scuola e che misura 30 scarpe, un secondo bambino scende alle 11 e ripete la stessa misurazione, e l’ombra misura solo 10 scarpe. I bambini iniziano a discutere e vanno insieme a misurare l'ombra alle 2 e trovano la terza misura CAPITOLO 17 SENZA FATE NE’ STREGHE: La collana “Tantibambini è stata ideata da munari nel 1972, una collana bellissima, per le storie ma soprattutto per la grafica e le illustrazioni, i libri sono colorati, ricchi di disegni, fotografie, collage. Quando Enaudi, gli parla del progetto della nuova collana munariana, Rodari è entusiasta: la collana stimola la creatività dei bambini e contiene fiabe e storie semplici, senza fate e senza streghe,senza castelli lussuosissimi e principi bellissimi. Si decide di eliminare fate,streghe, maghi e re per non dare ai bambini qualcosa da invidiare, un modello irrealizzabile da imitare, vi sono storie legate maggiormente al nostro tempo. eliminando quelle storie orrende del lupo che mangia la nonna in un sol boccone. Ma cercare piuttosto storie nuove legate con la fantasia al nostro tempo. Inoltre nel bambino il gioco ha un’efficacia terapeutica, aiuta il bambino a sbloccarsi da certe fissazioni. Il gioco sdrammatizza il lupo,ridicolizza la strega, stabilisce un confine più netto tra il mondo delle cose vere, dove certe libertà non sono possibili e quello delle cose immagnarie. Per l’attualità bisogna dare ai ragazzi quotidiani, riviste, il diritto di avere un parere diverso da quello dei genitori e degli insegnanti, il diritto di cercare liberamemte la documentazione che gli serve.. Anche se il diritto ad avere un parere diverso da quello dei genitori e degli insegnanti torna ed essere un argomento complicato perché i genitori e gli insegnanti del 70 non sono più come quelli del 50 o 60, loro stanno dalla parte dei bambini, sono gli stessi a rifiutare quel determinato tipo di autorità. Si vedono collane come leggere per fare , dalla parte delle bambine … che sono delle risposte a t antibambini o quindici, enciclopedia alla quale ha collaborato rodari che, all’apice della sua fama, dopo il premio Andersen e la Grammatica della fantasia, appare all’improvviso vecchio,superato, quasi conservatore. CAPITOLO 18: DOPO IL 68 Nei primi anni 70, aumentano da parte della nuova sinistra, le critiche al partito comunista di cui Rodari è portavoce. Viene criticato il fatto che i comunisti erano più interessati a cosa insegnare, ai contenuti, a finire il programma rispetto al metodo. Tra il 1970 e 1974 il tempo pieno ad esempio viene rivalutato, non viene più considerato come scuola di serie B per chi non ha voglia di studiare, ma viene visto come una scuola normale con orario raddoppiato.Secondo Rodari invece tre ore di matematica non sono meglio di due se si continua a lavorare allo stesso modo, e la scuola non dev’essere considerata come parcheggio per milioni di ragazzi. Anche spezzare le giornate in due, lasciando al pomeriggio le attività più leggere non va bene perché non dovrebbero esistere materie di seria a e materie di serie b Il 1 giugno 1974 è stato approvato un corpus di sei provvedimenti che cambiano la scuola in modo radicale ridisegnando il rapporto fra direttori ed insegnanti, ma soprattutto studenti e famiglie, coinvolgendo i sindacati e le associazioni. Insieme agli insegnanti la gestione della scuola verrà condivisa anche con i genitori ad esempio, fino ad oggi poco considerati. Ma cosa succede veramente? Lo racconta Rodari nel suo articolo La prof.ssa allergica e il padre

aggressivo Tra gli insegnanti e i genitori non si instaura un buon rapporto collaborativo anzi Rodari dice che entrambi si fanno venire l’orticaria. Un riggetto reciproco senza comunicazione. Nell’incontro tra genitori ed insegnanti è come se avvenisse l’incontro tra società e scuola. Se questo fallisce, la struttura crolla. Proprio per questo Rodari formula 4 consigli: saper ascoltare, saper parlare, non cercare la vittoria e mettersi alla pari. Appare necessario rilanciare il Giornale dei genitori , adesso più utile che mai. Solo i due lavori di Rondari:quello con paese sera e con i libri non gli permisero di dirigere il giornale dei genitori che aveva bisogno di maggior presenza.. Quindi all’età di 50 anni poteva dedicarsi solo a due cose: fare il giornalista a paese sera e nel tempo libero scrivere i suoi libri. Secondo Rodari nell’educazione al centro dev’esserci il bambino non il programma scolastico e la scuola del suo tempo era nel caos perché è rimasta vecchia e decrepita. C’è nella scuola il bisogno di andare avanti,cambiare ogni cosa dalle fondamenta. 19: BURATTINAIO Viene chiesto a Gianni Rodari che senso possano averei burattini in anni nei quali i bambini sono abituati a tutto e non si stupiscono più di niente.. ma chi lo dice che non si stupiscono? Dice rodari, lo stupore dei bambini si può alimentare anche attrverso fiabe tradizionali e moderne. Il compito dei giovansono importanti perché portano al mondo il nuovo di cui esso ha bisogno per non marcire su se stesso. Il teatro è da sempre oggetto di attenzione da parte di Rodari, il teatro è per tutti, può raggiungere ogni luogo ed ogni bambino. Quella del teatro è una tecnica liberatriche, i bambini diventano liberi di esprimersi durante le rappresentazioni teatrali e la loro infanzia si realizza.La fantasia e la realtà uniscono nel teatro dando vita ad un processo autoeducativo di gruppo. Nel 1969 prese le difese di un burattinaio Gianni Colla che si era trovato senza più un teatro. Sappiamo già che cosa diranno, che le marionette non servono a niente ma sono proprio le cose che non servono a niente le più preziose che devono essere salvate ad ogni costo. E nella grammatica della fantasia dice che lui è stata burattinaio 3 volte nella sua vita: la prima volta da bambino in un sottoscala, poi da mestro di scuola per i suoi alunni di un paesetto in riva al lago Maggiore, e poi da uomo fatto, per qualche settimana con un pubblico di contadini. Essere burattinaio è il mestiere più bello del mondo. Rodari da vita ad un testo teatrale pedagogico nato a la spezia grazie ad un’esperienza che ha coinvolto 1500 scolari della varie classi. Un gruppo di attori della cooperativa teatro aperto ’74 ha incontrato nell’arco di un anno i bambini a turno in una grande sala. Durante questi incontri gli attori e i bambini giocavano e creavano insieme ,inventavano e rappresentavano storie, situazioni fantastiche, inoltre nelle rappresentazioni sono i bambini ad avere possibilità di scelta… se ad esempio a loro piace zorro, uno degli eroi più amati del momento, allora zorrò starà dentro la spettacolo. Il segreto con i bambini e con i ragazzi, scrive Rodari, non è quello di truccarsi da bambini ma di essere e di restare adulti. L’ideale sarebbero i libri capace di impegnare, divertire e sfidare…mettere in moto tutte le energie della personalità infantile come riesce a fare un giocattolo. Rodari dice che non vorrebbe mai che un bambino lasciasse la sua palla per leggereun libro ma che fosse così contento nella lettura com’è contento nel gioco. Se il buon giocattolo serve da pretesto e trampolino per un gioco di cui il bambino diventa protagonista e creatore, anche il buon libro non deve spegnersi all’ultima pagina ma deve dare spazio alla creatività del bambino. Egli metterà da parte il libro e si accingerà a fare qualcosa che il libro glli ha suggerito. Questa non sarà una sconfitta per il libro ma una vittoria: il giocattolo avrà cessato di essere tale per diventare vita, il libro apparterrà per sempre al vissuto e all’esperienza del bambino. I bambini non devono essere al servizio dei libri ma i libri a servizio dei bambini. Rodari voleva che i suoi libri fossero letti in famiglia tra genitori e figli, come dei compagni giochi che aiutano a guardare il mondo e ad amare la vita. A scuola vorrebbe che il suo libro potesse essere un elemento del colloquio tra insegnante e scolari. Nella sua difficile condizione fisica prende 3 mesi di vacanza da Paese sera, passa il resto dell’estate a scrivere e a novembre annuncia di aver finito un nuovo, importantissimo manoscritto: C’era due volte il barone Lamberto, un omaggio ai ricordi, al loro potere che salva e uccide, nell’idea che l’uomo il cui nome viene ricordato non muore mai.A febbraio del 79 è pronto a spedire una nuova raccolte di filastrocche che sarà l’ultima poi come disse lui andràin pensione a fare il burattinaio.