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Sovranità e Limiti Giurisdizionali: Terre, Acque, Spazi Aerei e Stranieri, Appunti di Diritto Internazionale

Il concetto di sovranità e i suoi limiti in relazione ai territori emerse, antartide, spazi marini, spazi aerei e trattamento degli stranieri. Esplora le pretese di sovranità sui continenti, il principio di appropriazione e il trattato sullo spazio extra-atmosferico. Inoltre, analizza le obbligazioni di uno stato verso gli stranieri in termini di protezione, assistenza consolare e trattamento dei beni stranieri.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 05/10/2021

Cataleya2
Cataleya2 🇮🇹

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06-11-2020
Il concetto di sovranità è strettamente legato a quello di territorio. La territorialità è un elemento che
costitutivo.
L’estensione spaziale della sovranità
(innanzitutto secondo voi tutte le terre emerse sono soggette a sovranità di qualche Stato?) Un tempo si
riteneva ci fossero tante terre che non erano di nessuno, il regime principale era quello di appropriazione
delle terre nullius, principio dell’accaparrazione.
L’Antartide è un continente a tutti gli effetti, tecnicamente c’è della terra che potrebbe essere soggetta ad
occupazione da qualche Stato. Alcuni Stati hanno provato a stabilire la propria sovranità in alcune porzioni
dell’Antartide (Limitrofi come Argentina e Australia) o Norvegia e Stati Uniti.
Queste pretese territoriali sono state congelate dalla firma di un trattato sull’Antartide, ha
internazionalizzato l’Antartide. Non ha detto che le pretese sono illegittime. Il governo dell’Antartide è
assicurato da tutti gli Stati membri di questo trattato (45) ma solo 27 hanno diritto di voto, che svolgono
ricerca scientifica in Antartide (anche l’Italia ha una stazione scientifica in Antartide).
Il trattato stabilisce che non si possono mettere basi militari, e vige la libertà di ricerca scientifica. Unica
terra emersa internazionalizzata. Non è l’unico però nel pianeta, ma un regime di de fault, residuale è il
mare.
Un tempo questa regola era generale, si diceva “mare libero”. Gli spazi del mare più vicini alle coste degli
Stati sono sottoposti a una sovranità più o meno intensa degli stati. Come la zona economica esclusiva che
si estende per 12 miglia a partire dalla costa (dalla linea di base). Lo Stato esercita sovranità piena sulle
acque interne. Il regime residuale quello dell’alto mare è il regime di libertà. Nella superficie del pianate gli
unici spazi che non possono essere soggetti a sovranità sono l’Antartide e l’alto mare.
Per quanto riguarda gli spazi aerei
Storicamente gli stati avanzavano delle pretese di sovranità anche sugli spazi sovrastanti al loro territorio, si
diceva “usque ad sidera” fino a dove si poteva arrivare. Queste erano pretese teoriche. Nelle guerre
mondiali arrivano i bombardamenti aerei, quindi gli Stati capiscono che è importante controllare gli spazi
aerei sovrastanti al territorio. Gli Stati oggi hanno una sovranità esclusiva sullo spazio aereo che sovrasta il
territorio e anche sul mare territoriale.
Spazio di mare più adiacente alle coste dello Stato. Le norme inter. non fissano un limite preciso e
determinato, sostengono che si arriva fino a dove arrivano gli aerei. Un aereo di un altro Stato che sorvola
nello spazio aereo italiano, è in Italia, quindi necessita dell’autorizzazione non c’è nessun principio di libertà
di traffico aereo (sorvolo). Si applicano le leggi della bandiera.
Per lo spazio aereo restante che sovrasta il mare inter. vige il principio di libertà.
Marte o la Luna o un Satellite di Giove possono essere posti a sovranità di uno Stato? Un trattato chiarisce
alcuni principi. Varrebbe se non ci fossero altre norme per i corpi celesti il principio di terra nullius. Il
principio terra nullius è stato superato dal parere sul Sahara occidentale del 1975, la Corte inter. di giustizia
ha stabilito che non si applica alle terre che sono già abitate da qualcuno. Tecnicamente si potrebbe
applicare ancora. In realtà il trattato “Sullo spazio extra-atmosferico” del 1967 (in piena guerra fredda, in
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Scarica Sovranità e Limiti Giurisdizionali: Terre, Acque, Spazi Aerei e Stranieri e più Appunti in PDF di Diritto Internazionale solo su Docsity!

Il concetto di sovranità è strettamente legato a quello di territorio. La territorialità è un elemento che costitutivo.

L’estensione spaziale della sovranità

(innanzitutto secondo voi tutte le terre emerse sono soggette a sovranità di qualche Stato?) Un tempo si riteneva ci fossero tante terre che non erano di nessuno, il regime principale era quello di appropriazione delle terre nullius, principio dell’accaparrazione.

L’Antartide è un continente a tutti gli effetti, tecnicamente c’è della terra che potrebbe essere soggetta ad occupazione da qualche Stato. Alcuni Stati hanno provato a stabilire la propria sovranità in alcune porzioni dell’Antartide (Limitrofi come Argentina e Australia) o Norvegia e Stati Uniti.

Queste pretese territoriali sono state congelate dalla firma di un trattato sull’Antartide, ha internazionalizzato l’Antartide. Non ha detto che le pretese sono illegittime. Il governo dell’Antartide è assicurato da tutti gli Stati membri di questo trattato (45) ma solo 27 hanno diritto di voto, che svolgono ricerca scientifica in Antartide (anche l’Italia ha una stazione scientifica in Antartide).

Il trattato stabilisce che non si possono mettere basi militari, e vige la libertà di ricerca scientifica. Unica terra emersa internazionalizzata. Non è l’unico però nel pianeta, ma un regime di de fault, residuale è il mare.

Un tempo questa regola era generale, si diceva “mare libero”. Gli spazi del mare più vicini alle coste degli Stati sono sottoposti a una sovranità più o meno intensa degli stati. Come la zona economica esclusiva che si estende per 12 miglia a partire dalla costa (dalla linea di base). Lo Stato esercita sovranità piena sulle acque interne. Il regime residuale quello dell’alto mare è il regime di libertà. Nella superficie del pianate gli unici spazi che non possono essere soggetti a sovranità sono l’Antartide e l’alto mare.

Per quanto riguarda gli spazi aerei

Storicamente gli stati avanzavano delle pretese di sovranità anche sugli spazi sovrastanti al loro territorio, si diceva “usque ad sidera” fino a dove si poteva arrivare. Queste erano pretese teoriche. Nelle guerre mondiali arrivano i bombardamenti aerei, quindi gli Stati capiscono che è importante controllare gli spazi aerei sovrastanti al territorio. Gli Stati oggi hanno una sovranità esclusiva sullo spazio aereo che sovrasta il territorio e anche sul mare territoriale.

Spazio di mare più adiacente alle coste dello Stato. Le norme inter. non fissano un limite preciso e determinato, sostengono che si arriva fino a dove arrivano gli aerei. Un aereo di un altro Stato che sorvola nello spazio aereo italiano, è in Italia, quindi necessita dell’autorizzazione non c’è nessun principio di libertà di traffico aereo (sorvolo). Si applicano le leggi della bandiera.

Per lo spazio aereo restante che sovrasta il mare inter. vige il principio di libertà.

Marte o la Luna o un Satellite di Giove possono essere posti a sovranità di uno Stato? Un trattato chiarisce alcuni principi. Varrebbe se non ci fossero altre norme per i corpi celesti il principio di terra nullius. Il principio terra nullius è stato superato dal parere sul Sahara occidentale del 1975, la Corte inter. di giustizia ha stabilito che non si applica alle terre che sono già abitate da qualcuno. Tecnicamente si potrebbe applicare ancora. In realtà il trattato “Sullo spazio extra-atmosferico” del 1967 (in piena guerra fredda, in

piena corsa allo spazio) ebbe una grande adesione. Corrisponde al diritto consuetudinario, questo trattato dice che non ci può essere appropriazione o diritto di sovranità da parte di qualsiasi Stato, a qualsiasi titoli di corpi celesti o spazio tra corpi celesti. Sottrae lo spazio all’appropriazione a titolo di sovranità di qualsiasi Stato. Vieta di portare armi nucleari o di distruzione di massa nello spazio, anche se non vieta la conduzione di attività militari nello spazio. Gli Stati Uniti hanno istituito un ulteriore branca dell’esercito che si chiama space force, che si occupa di sicurezza militare nello spazio. Vieta anche qualsiasi tipo di contaminazione dello spazio e della terra di qualsiasi tipo di sostanza extra-terrestre. L’esplorazione dello spazio deve essere condotta nell’interessa dell’umanità intera. C’è una cosa che il trattato non ci dice e non c’è una disciplina per questa questione, ci sono delle società private che puntano all’esplorazione commerciale dello Stato, Elon Musk. Vuole creare una colonia umana su Marte.

Il regime giuridico di queste attività esplorative? Per quanto riguarda lo sfruttamento delle risorse spaziali, se Stati o privati possono usare le risorse minerarie degli asteroidi? Attività di privati nello spazio non è direttamente regolata. C’è un altro trattato del 79, che disciplina lo Status giuridico della Luna e di altri corpi celesti che prevede una disciplina un po’ più avanzata dicendo che tutte le risorse dello spazio sono “patrimonio comune dell’umanità” e sembra evitare l’accaparramento dei privati ma in realtà questo trattato è stato ratificato solo da 18 Stati di cui nessuno che manda cose in orbita. La cui importanza è assolutamente marginale. È ancora disciplinato dal trattato del 67 che molti ritengono inadeguato alle novità tecnologiche attuali.

Limiti classici alla sovranità interna degli Stati

Ci sono delle norma sviluppate nel periodo storico del diritto inter. classico in cui i cittadini erano considerati delle pertinenze del territorio. C’erano dei limiti di quello che uno Stato poteva fare nel territorio, ma questi limiti erano diretti al rapporto tra uno Stato e cittadini di altri Stati. Gli unici limiti al potere dello Stato territoriale riguardavano il trattamento degli stranieri.

L’ord. Inter. a volte è una stratificazione di normative che risalgono ad epoche diverse. Ci sono essenzialmente 2 categorie di obblighi in capo ad uno Stato che riguardano il trattamento della persone dello straniero.

  1. Obblighi negativi (di non facere) astenersi dal fare qualcosa. Alla persona dello straniero non possono essere imposte delle prestazioni che non siano giustificate da un collegamento che questo straniero ha con lo Stato territoriale (Conforti lo chiama attacco sociale). Ci deve essere una proporzionalità tra quello che lo Stato chiede allo straniero e il legame che quello straniero ha con lo Stato. Non può imporre prestazioni di natura eminentemente politica che sono giustificate dalla cittadinanza. Se non c’è un legame legato alla nazionalità lo Stato non può chiederle.
  2. Può chiedere allo straniero imposizioni patrimoniali o fiscali, naturalmente quando c’è un collegamento sufficiente. (quando lo straniero lavoro nello stato o ha dei beni nello Stato)
  3. Lo Stato non può punire crimini commessi dallo Straniero che non hanno alcun collegamento con lo Stato del foro. (cittadino francese in Francia uccide un cittadino francese) Le uniche eccezioni a questo principio sono per i crimini inter. dove vige una giurisdizione universale. La regola generale è che ci deve essere un collegamento con lo Stato.

Ci sono degli obblighi positivi:

  • L’obbligo di protezione dello straniero, lo Stato ha un obbligo di protezione della persona dello straniero mediante opportune misure preventive e repressive. In generale questo obbligo è

risarcito il valore totale del bene ma solo una parte. Lo Stato che ottiene queste somme, distribuisce nella maniera che ritiene più opportuna le somme agli investitori che hanno subito questo danno. Lo Stato può decidere di non indennizzare questo investimento. Lo Stato dell’investitore può scegliere quindi se risarcire oppure no, l’investitore.

  • Laddove ci sia una violazione delle norme sul trattamento degli stranieri, che comprende uno Stato che non rimborsa, lo Stato che fa le violazioni sta compiendo un illecito internazionale, ma lo sta compiendo non nei confronti dell’individuo ma dello Stato di nazionalità. Subentra in questo caso la protezione diplomatica , termine che descrive quello che può fare lo Stato di nazionalità dello straniero che ha subito un diniego di giustizia 8violazione sul trattamento degli stranieri). Reagire ad un diniego di giustizia che un proprio cittadino ha subito da parte di un altro Stato.
  • Lo Stato che agisce in protezione diplomatica può lamentarsi, iniziare un giudizio davanti una corte internazionale (laddove la Corte ha giurisdizione), può richiedere le classiche conseguenze dell’illecito inter. come richiedere un risarcimento, la cessazione dell’illecito,.
  • Nel diritto inter. classico era previsto l’uso della forza per l’esercizio della protezione diplomatica, Crisi Venezuelana del 1902. Il presidente del Venezuela annunciò che i debiti del Venezuela non sarebbero Stati ripagati, aveva un debito pubblico. Dovuti a cittadini europei, soprattutto il risarcimento dei danni che avevano subito a causa della guerra civile Venezuelana finita da poco. In risposta alcuni Stati (Gran Bretagna, Germania e Italia) mandano le cannoniere, mettendo su un blocco navale del Venezuela, ogni tanto bombardando Caracas. Questo blocco navale durò fino a quanto il Venezuela non decise di pagare questi debiti, o a fare un arbitrato inter. davanti alla Corte permanente di arbitrato.
  • C’è un requisito procedurale prima di agire in protezione diplomatica che è il previo esaurimento dei rimedi interni. Il cittadino straniero i cui diritti sono stati violati deve prima rivolgersi ai tribunali dello Stato che ha violato i suoi diritti. Solo laddove non riuscisse ad avere giustizia davanti al tribunale dello Stato, solo in quel caso la controversia può essere internazionali, ovvero può intervenire lo Stato di provenienza della nazionalità. Requisito procedurale, la logica è questo se può essere riparata dalle Corti di quello stato, se questo può avvenire significa che lo Stato non ha compiuto l’illecito. Se c’è un rimedio giurisdizionale nell’ambito interno dello Stato.
  • Non esiste da parte dell’individuo che subisce il diniego di giustizia, non esiste alcun diritto ad ottenere la protezione diplomatica da parte dello Stato di Provenienza. È lo Stato il soggetto leso, non l’individuo e lo Stato che decide se intervenire in protezione diplomatica oppure no. Il che significa che come individuo non hai alcun diritto ad ottenere la protezione diplomatica dal tuo Paese. Questa è la chiave per interpretare il risarcimento di compensazione globale. In alcuni Stati è prevista una procedura in cui il cittadino può richiedere la protezione diplomatica e in alcuni stati è considerato alla stregua di quello che noi chiameremo interesse legittimo.