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Il contenuto di questo riassunto è il libro del professor dezza, riguardante la codificazione in Francia (code civil, code Napoleone ecc) e in Austria (abgb, wwgb ecc).
Tipologia: Sbobinature
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Le fonti del diritto nella Francia del tardo diritto comune: La realizzazione di una legislazione civile breve, compatta e unitaria, un diritto uniforme comune a tutta La Nazione fondato sulla ragione e sul diritto naturale è un obiettivo primario del progetto di rinnovamento delineato in Francia sin dalle prime fasi della rivoluzione. La Francia pre-rivoluzionaria presenta una frammentazione consuetudinaria di origine alto medievale che divide La Nazione in due zone, i pays de droit coutoumier e quelli de droit ecrit. Le consuetudini vennero poste per iscritto con un operazione di certificazione, promossa da Carlo 7 nel 1454 con un ordonnance, seguito da altre ordonnances che rappresentavano il diritto regio. Le fonti consuetudinarie, le fonti regie e le fonti del diritto comune romano canonico, operano sotto il potente influsso esercitato dalla prassi giurisprudenziale delle istituzioni giudiziarie presenti nel regno e in particolare il parlamento di Parigi. Cenni sulla crisi del sistema giuridico dell'ancienne regime: La frequente mancanza di coordinamento tra una pluralità di fori giurisdizionali governati da regole sulla competenza tutt'altro che uniformi e da forme procedurali diversificate, comporta incertezza nella disciplina giuridica e il continuo ricorso ai poteri discrezionali riconosciuti al magistrato (arbitrium iudicis). Le proposte dei philosophes settecenteschi: I philosophes elaborano una riforma alla quale si attribuisce la denominazione di illuminismo giuridico, che comporta la creazione di un diritto nuovo, generale e uniforme di produzione sovrana dotato di caratteri della certezza, semplicità e accessibilità, escludendo ogni intervento interpretativo. Ci si muove verso l'opera di rinnovamento legislativo e di codificazione intrapreso dopo la rivoluzione nel nome dei principi di legalità, libertà ed eguaglianza che si conclude nel 1804. LA RIVOLUZIONE E LA CODIFICAZIONE CIVILE La riforma del diritto civile nei cahiers de dolances: Proposte ed idee innovative sono contenute già all'interno dei cahiers de dolances. Alcuni di questi cahiers si limitano a richiedere interventi di riforma e l'unità del diritto a livello provinciale. Il cahier del terzo stato di Parigi "horse les murs" sollecita la creazione di un codice unico che impedisca interpretazioni, ma anche l'abolizione del retratto feudale e delle sostituzioni fidecommissarie. Il cahier del terzo stato di Nemours chiede un progetto di codice civile comune a tutto il regno, riunendo i precetti del diritto romano e del droit coutoumier eliminando quelli non conformi alla giustizia e alla ragione. La codificazione come obbligo costituzionale: Nel periodo successivo alla nascita dell'assemblea nazionale costituente ci sarà la realizzazione di una legislazione civile unitaria, che entra a far parte come elemento costitutivo di importanza primaria del programma di riforma dello stato. Una deliberazione dell'assemblea costituente stabili che: Le leggi civili saranno riviste e riformate dal legislatore, e sarà fatto un codice generale di leggi semplici, chiare e appropriate alla costituzione. La prima costituzione della Francia rivoluzionaria stabili che sarà fatto un codice di leggi civili comuni a tutto il regno. La successiva Costituzione giacobina stabilì che il codice delle leggi civili e criminali sarà uniforme per tutta la repubblica. La difficoltà della codificazione in campo civile: Al contrario di quanto si verifica per l'ordinamento giudiziario per la materia penale, in campo civile le attività di riforma e codificazione si rivelano lente laboriose, e spesso contraddittorie.
1) Famiglia e successioni: I membri dell'assemblea Nazionale Costituente si resero conto della difficoltà che presenta l'opera di riforma del diritto civile riguardo alle materie di famiglia e successioni. Un primo progetto sulla disciplina del diritto successorio fu incentrato sull'abolizione delle istituzioni legate al Feudo e sull’applicazione dei principi di uguaglianza e di unità del diritto. Si giunge perciò al dibattito dedicato alla riforma della disciplina delle successioni, molte tra le riforme proposte furono avversate da deputati i provinciali, decisamente contrari ad abbandonare le consuetudini. Vi fu una contrapposizione tra diverse anime nell'assemblea dalla radicale alla conservatrice, si rischia di paralizzare l'attività legislativa e portò all'approvazione di uno scarno testo normativo volto sopprimere le ineguaglianze tra gli eredi. L'assemblea legislativa: una lunga fase di stallo L'assemblea legislativa sostituì l'assemblea costituente, si limitò a far propria una proposta del giurista coulon, cioè che tutti i cittadini erano invitati a presentare idee e suggerimenti in ordine ai contenuti della Futura disciplina civilistica. L'iniziativa ebbe un discreto successo, ma non impedì che anche nell'ambito dell'assemblea legislativa nacquero delle discussioni sui rapporti tra diritto vigente e principi innovatori. I massacri di settembre provocarono una netta svolta nell'attività dell'assemblea costituente, ridotta ad operare con Circa un terzo dei membri e priva degli esponenti più autorevoli della moderata. La nuova stagione legislativa: Tra i primi provvedimenti di questa nuova fase si segnalano due decreti che fissano criteri Generali destinati ad essere applicati nella successiva attività legislativa. Si tratta di un decreto che proclama in materia successoria l'abolizione delle sostituzioni fedecommissarie, e del decreto che vieta l'esercizio della patria potestà nei confronti dei maggiori di 21 anni. Altri due decreti significativi sono il decreto che determinò le cause, il modo e gli effetti del divorzio e il decreto che determinò il modo di constatare lo stato civile dei cittadini. L'introduzione del divorzio: Il decreto che determinò le cause, in modo che gli effetti del divorzio diede concreta attuazione alle idee che respingono La concezione sacramentale del matrimonio e ne affermano la natura Laica di contratto civile. Il divorzio viene Infatti ammesso:
Al momento della crisi del regime Napoleonico ritenne opportuno votare in Senato la deposizione dell'imperatore. Venne esiliato e rientro in patria nel 1818. Cambacérès e la codificazione civile: Fu definito uno dei più grandi trasformisti della storia del diritto. Fece tre progetti di codice civile, Ognuno dei quali corrispondente a un determinato momento dell'evoluzione ideologica della rivoluzione. IL PRIMO PROGETTO L'elaborazione del primo progetto: Il primo progetto di codice civile viene messo a punto dal comitato di legislazione della convenzione Nazionale nel 1793. I lavori civilistici erano stati suddivisi tra 4 sezioni: lo Stato civile, famiglia e matrimonio, la successione di figli naturali e adozione, le donazioni, sostituzioni e testamenti, le convenzioni, ipoteche e feudi. La struttura e le scelte normative: Il testo intende dare concreta applicazione In primo luogo ai Principi del Uguaglianza di fronte alla legge e della autonomia negoziale, E da questo punto di vista risulta destinato ad esercitare un influsso sulla stesura definitiva del Codice Napoleonico. Il progetto che cambacérès chiamata il palladio della repubblica, propone una vera e propria rivoluzione nel diritto delle persone e della famiglia, con l'abolizione della patria potestà e della potestà maritale, introducendo l'amministrazione comune dei beni, facilita il divorzio e costituisce nuove forme di adozione. In materia successoria si costituisce la successione legittima. I figli naturali riconosciuti dal padre e non adulterini sono equiparati ai figli legittimi. La disciplina relativa ai beni alle obbligazioni si muove nella prospettiva individualista di esaltazione della volontà del singolo destinata manifestarsi pienamente attraverso la disciplina della proprietà e della libertà contrattuale. ACCANTONAMENTO PRIMO PROGETTO Purgare il codice dai pregiudizi degli uomini di legge: la svolta del 13 brumaio anno 2 Il progetto In un primo momento viene accolto dalla maggioranza dei membri della compassione. Una buona parte degli articoli viene approvata Anche se le questioni più delicate e vengono per il momento ho lasciato ancora in sospeso. La seduta del 13 brumaio anno due Segna una svolta nei lavori della convenzione. La convenzione su proposta del deputato levasseur decide di interrompere l'esame del progetto e di sottoporlo ad una commissione di revisione formato da 6 philosophies non Giuristi incaricati di purgare il codice dei pregiudizi degli uomini di legge al fine di redigere un testo più semplice breve. Radicalismo rivoluzionario e polemica antigiurisprudenziale: I deputati giudicano troppo complesso tale testo, non comprensibile per il comune cittadino e non ancora libero dal diritto di antico regime. I membri della commissione vengono nominati dalla convenzione. L'esponente di maggior spicco della convenzione è couthon. Le lois de combat dell'anno 2: Due frammenti del progetto entrarono in vigore, ci riferiamo ai decreti che poi li ficcano i diritti successori dei figli naturali non adulterini a quelli dei figli legittimi, e il decreto Che riforma il regime della donazione del testamento. I due decreti rientrano tra le lois de Combat. La peculiarità di due provvedimenti è che entrambi hanno effetto retroattivo al giorno della presa della Bastiglia e prescrivono la nullità delle successioni delle donazioni e dei testamenti posti in essere dopo tale data (14/07/1789).
Ancora cambacérès: Cambaceres continua ad essere il presidente del comitato di legislazione della convenzione, con la collaborazione del giurista Philippe Antoine Merlin. Un protagonista: Philippe Antoine Merlin Si realizza il progetto del famoso codice dei delitti e delle pene, che costituisce una pietra miliare nella storia della codificazione della procedura penale e che è denominato in suo onore Code Merlin. Un ritardo fatale: Cambaceres, Couthon e Merlin si impegnarono in un'opera di classificazione dei provvedimenti prodotti fino a quel momento dalle assemblee legislative rivoluzionarie. Cambaceres presentò la convenzione a nome del comitato Il secondo progetto di codice civile. Il breviario del radicalismo giusnaturalista: Il testo è più breve, il libro dalla presenta la tripartizione persone, beni e obbligazioni. Il secondo progetto segna il punto di Maggiore distacco dalla tradizione giuridica romanistica e consuetudinaria. Le manifestazioni della particolare impostazione del secondo progetto sono: -lo stile laconico del dettato normativo; abbandono di ogni forma di tecnicismo giuridico; -idea della funzione del codice che traspare dalla struttura del testo. Definito come un ordinata enumerazione di principi e leggi fondamentali. Una utopica "table de matières": Ci sarà quindi di questo progetto un rapido rigetto da parte della convenzione, ritenuto troppo conciso e generico, eccesso di astrattismo etico ed estremo dottrinario, considerato utopistico e per questo il secondo progetto di codice civile viene archiviato. Lo stesso cambeceres descrive il suo secondo progetto come un indice di materie e non proprio come un vero e proprio codice di leggi civili. TERZO PROGETTO La costituzione dell'anno 3: (terzo progetto) Il 5 fruttidoro anno 3 ci sarà la redazione di una nuova carta costituzionale, cioè la costituzione dell'anno 3. La convenzione nazionale viene sostituita da un direttorio esecutivo e da due consigli legislativi (consiglio dei 500 e consiglio degli anziani), che dovevano approvare le leggi. Viene intrapresa un opera di smantellamento tra le molte delle lois de combat. Nel 1796 viene elaborato il terzo progetto di codice civile dell'epoca rivoluzionaria. Il progetto del 1796: Il terzo progetto viene presentato da cambacérès al consiglio dei 500, presenta un discorso preliminare. Tale progetto segna il riaffacciarsi sulla scena della legislazione civile della tradizione giuridica romanistica consuetudinaria, l'abbandono delle posizioni estreme e il ritorno del compromesso tra esperienza e riforma e del dialogo tra tradizione e innovazione, dai quali scaturirà nel 1804 il codice Napoleonico. Anche qui è presente una tripartizione persone, beni e obbligazioni e una rinnovata ispirazione alle dottrine del diritto naturale e alle realizzazioni normative del passato. Al marito viene restituito un ruolo prevalente nell'amministrazione dei beni e vengono reintrodotte forme di parziale incapacità alla donna sposata, l'adozione viene vietata a chi ha
naturali.) IL PROGETTO JAQUEMINOT Il colpo di stato del 18 brumaio: Con tale colpo di stato Bonaparte consegue una presa di potere, conquista il vertice dello stato con il favore di coloro che in Francia ritengono indispensabile riformare la costituzione dell'anno 3 al fine di stabilizzare le condizioni politiche e sociali della nazione. La conquista di potere da parte di Napoleone presenta due caratteri: il primo è individuabile nel rapporto privilegiato che si instaura tra Bonaparte e gli uomini della legge. Napoleone intuisce i vantaggi di avere dalla propria parte tecnici in grado di legittimare il proprio potere; il secondo carattere precisa la volontà politica espressa dal primo console di dare vita ad una compiuta e rinnovata legislazione statuale. Tale compiuta legislazione statuale trova il suo momento qualificante nella realizzazione di un codice civile. L'elaborazione del projet jaqueminot: All'ascesa di Napoleone è collegato un incompleto progetto di codice civile, un testo che viene presentato da jaqueminot. Jaqueminot presenta alla commissione legislativa l'insieme del materiale normativo elaborato fino a quel momento. Al suo interno troviamo diversi testi, tra cui un corpo di circa 900 articoli che presentano una tripartizione, dal titolo di idees preliminaires. Nel testo del projet jaqueminot si manifestano con maggior evidenza i mutamenti intervenuti dopo il colpo di stato: l'attribuzione al padre del diritto di fare incarcerare il figlio ribelle, il trionfo della potestà maritale e il soffocamento della condizione giuridica della donna, ulteriori restrizioni al divorzio e in materia testamentaria l'aumento della porzione disponibile. Inoltre alla proprietà si tende a vedere più come a un istituzione sociale che come a un diritto naturale. Il code civil in anteprima: Il progetto di jaqueminot non fu mai preso in effettiva considerazione dalle assemblee legislative, il Code Civil Però ne riprenderà intere sezioni alla lettera, la frequenza di tali corrispondenze consentono di affermare che il projet fu un'anteprima del Codice Napoleone. IL DROIT INTERMEDIAIRE Un laboratorio di legislazione: La presentazione del testo approntato da jaqueminot conclude la prima fase dell'opera di codificazione civile intrapresa in Francia a partire dal 1789. Inoltre nel periodo tra il 1789 e il 1799 alla mancanza di risultati sul piano della codificazione corrisponde un attività normativa di carattere settoriale, è noto con il nome di droit intermediaire. Tale attività contribuisce a preparare il terreno per la codificazione ottocentesca in quanto appare ispirata ai principi di libertà e di uguaglianza del singolo di fronte alla legge. Fanno parte di questa stagione legislativa numerosi provvedimenti: decreti che sopprimono privilegi e vincoli feudali, leggi che aboliscono la schiavitù, leggi che cancellano le discriminazioni religiose, libertà di lavoro e libertà di commercio. LA COMMISSIONE DELL’ANNO 8 La rivoluzione è finita: Tra le cause degli insuccessi dei tentativi di codificazione finora considerati risalta la mancanza univoca e persistente della volontà politica Intesa alla realizzazione di una
compiuta legislazione civile. Tale volontà politica si manifesta solo dopo il colpo di stato del 18 brumaio anno VIII, che porta alla presa di potere da parte di Napoleone e all'istituzione del governo consolare. Presentando Alla nazione in vista di un plebiscito il testo della nuova Costituzione si può affermare che la rivoluzione è finita. La creazione e la composizione della commissione dell'anno 8: Bonaparte istituisce presso il Ministero della Giustizia una commissione incaricata alla redazione di nuovo progetto di codice civile. La commissione è formata da quattro magistrati= tronchet, portalis, preameneu e maleville. La presidenza di questa commissione viene affidata a tronchet, Inoltre fu difensore Durante il processo a Luigi 16 e presente della Corte di Cassazione. Ma il vero artefice della redazione del code Civil Sarà portalis. Uno spirito giansenista alla prova della rivoluzione: Portalis afferma la possibilità e la necessità di un unione tra lo stato e la chiesa. In un suo opuscolo sostiene che il matrimonio è un istituto di diritto naturale e che la sua esistenza è indipendente dalla consacrazione religiosa. Difendeva il principio della libertà di stampa e gli interessi degli immigrati politici e dei preti refrattari. Verrà esiliato in seguito al colpo di stato del 18 fruttidoro anno 5 con l'accusa di aver tenuto contatti con gli emigrati politici da lui difesi nel consiglio degli anziani. Rientrato in Francia viene ripescato da Napoleone che nel 1800 gli affida la rappresentanza degli interessi governativi presso il tribunale delle prede e lo inserisce nel consiglio di stato. Esperto dei rapporti tra stato e chiesa cura la realizzazione del concordato tra Francia e Santa Sede. Verrà nominato ministro dei culti e senatore. La formazione giuridica e le convinzioni ideologiche dei 4 commissari: I membri della commissione consolare sono portatori di differenti tradizioni giuridiche: tronchet è legato al modello nazionale francese di matrice consuetudinaria. Preameneo e maneville si sono formati nel culto del diritto romano comune. Portalis è conoscitore del diritto romano. Comuni sono le basi concettuali e dogmatiche, provenienti dalle opere di domat e potier; moderatismo ideologico. L'uso e l'abuso dell'esprit philosophique secondo portails: Portalis scrisse un saggio= de l'usage et de l'abus de l'esperto philosophique, volto a conciliare le conquiste civili, sociali e giuridiche del pensiero settecentesco di matrice razionalista e giusnaturalista , con la parte più solida della tradizione giurisprudenziale nazionale romanistica. Condanna i difensori dell'ancien regime e i fautori del giacobismo, respinge i principi di libertà e di eguaglianza. Ritiene inconciliabile il ristabilimento della Giustizia con la forza. Sostiene una cauta Conciliazione è un mediato accordo tra tradizione e rivoluzione che costruirà la base filosofica del Codice Napoleone. IL PROGETTO DELL’ANNO 9 I lavori della commissione: I tempi sono particolarmente stretti e i lavori della commissione devono concludersi Entro il 21 novembre 1800. Per questo motivo portalis e i suoi colleghi non esitano ad attingere a dei progetti del decennio rivoluzionario. Infatti è presente una struttura tripartita è un cospicuo numero di articoli dei progetti di cambaceres e dei progetti di jaqueminot. Nel giro di circa 4 mesi di nuovo progetto è pronto. Il progetto presenta il discorso preliminare dove vengono delineati i caratteri principali del Lavoro svolto, i presupposti ideologici di dialogo tra il vecchio e il nuovo che hanno caratterizzato le scelte della commissione, e la stessa filosofia di lavoro dei 4 giuristi. Portalis
meramente formali, conseguenti alla trasformazione della Repubblica in impero. I termini quali primo console, repubblica, nazione sono sostituiti da imperatore, impero, stato e così di seguito. Nel 1814 alla caduta di Napoleone il codice civile viene mantenuto in vigore, ma riprende l'originale denominazione di code civile. Dopo la presa di potere di Napoleone III intitolazione ufficiale torna code di napoleon. Nel 1870 con la terza Repubblica torna definitivamente e ancora oggi l'intitolazione di code civil. LA STRUTTURA DEL CODE CIVIL I pregi formali e la distribuzione della materia nel code civil: Il code civil è caratterizzato da una forma espositiva limpida e da una terminologia accessibile a tutti e non solo ai tecnici del diritto. Si tratta di 2281 articoli distribuiti in 3 libri, è presente la tripartizione persone, beni e acquisto della proprietà. La tripartizione persone, beni e azioni: Diritti delle persone, diritti reali che comprende la proprietà e altri diritti reali, acquisito della proprietà che comprende le successioni, i testamenti e le obbligazioni. Il primato della codificazione civile: All'interno del codice troviamo un titolo preliminare dedicato alla legge in generale, che contiene 6 articoli che raccordano la disciplina civilistica con la normativa statuale, simboleggiano il primato della codificazione. Essi affermano che il codice deve contenere lo statuto dei privati mentre la costituzione deve fissare lo statuto della comunità organizzata. Espressione del garantismo delle relazioni tra gli individui/espressione del garantismo nelle relazioni con lo stato. Il principio di irretroattività: Il titolo preliminare fissa il principio di irretroattività della legge: l'art 2 afferma che "la legge non dispone che per l'Avvenire, essa non può avere effetto retroattivo". I limiti dell'ordine pubblico e del buon costume: Principio dell'inderogabilità mediante convenzioni particolari delle leggi che riguardano l'ordine pubblico e il buon costume. Si tratta di limiti generali enunciati all'art 6. Il reférè legislatif: Importanti sono gli articoli 4 e 5 che in tema di interpretazione attenuano le rigide costruzioni antigiurisprudenziali elaborate nel periodo rivoluzionario e portano all'abolizione dell'istituto del reférè legislatif, che limitava i poteri interpretativi del giudice e assicurava al potere legislativo il controllo sulla produzione delle norme. Inizialmente dava la possibilità ai giudici di rivolgersi al corpo legislativo se ritenevano necessaria un un'interpretazione della norma, successivamente venne prescritto l'obbligo se una questione fosse stata oggetto di due precedenti sentenze entrambe cassate. Il ruolo dei giudici e il problema della completezza del sistema: Art.4 impone al magistrato il dovere di decidere senza poter addurre a pretesto il silenzio, l'oscurità o il difetto della legge. L'obbligo di giudicare comportava il venir meno di ogni forma di reférè legislatif. Art.5 vieta ai magistrati di porre in essere pronunce che abbiano carattere di disposizione generale. Il giudice non ritorna ad essere un legislatore come nella rivoluzione, ma a lui spetta il dovere di risolvere ogni controversia anche in caso di lacuna. Alle orgini del giuspositivismo ottocentesco: la scomparsa di ogni riferimento al diritto naturale: Il primitivo progetto presentato dalla commissione portalis conteneva un libro preliminare, "del diritto e delle leggi". Tale libro era caratterizzato dell'enunciazione dei principi generali in tema di diritto naturale ed equità. Nell'art. 2 è presente un affermazione giusnaturalista: esiste un diritto universale immutabile. Nell'art. 11 stabiliva che in materia civile il giudice in mancanza di una legge precisa deve essere ministro d'equità, e definiva il ricorso all'equità come il ritorno alla legge naturale.
Tale elaborazione giusnaturalistica appare vicina alla disposizione contenuta nel codice civile generale Austriaco del 1811 (ABGB), che rinvia in caso di lacuna ai principi del diritto naturale. L'articolo riportato non viene però accolto nel testo definitivo del code civil. CONTENUTI DEL CODE CIVIL Uno strumento di pacificazione sociale: Le scelte dei legislatori napoleonici sono informate alla visione di un codice che deve assumere il ruolo di strumento di pacificazione sociale. Per poter svolgere tale ruolo deve ridefinire i rapporti tra singoli, famiglia, società e stato. I punti qualificanti del codice: I punti qualificanti del codice Napoleone sono individuabili nella disciplina del ruolo e dei diritti dell'uomo e in particolare degli elementi della proprietà e dell'autonomia e infine nella difesa della famiglia, considerata nucleo essenziale della società e dello stato. LA PROPRIETA’ Un diritto inviolabile e sacro: Nella dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789 la proprietà è riconosciuta come un diritto naturale imprescrittibile. In seguito alle carte costituzionali del 1793-95 la proprietà viene definita come un diritto naturale con una attenuazione degli originari caratteri giusnaturalistica in favore di posizioni che tendono a vedere nella proprietà più che un istituzione sociale, un diritto dell'uomo. Il code civil definisce la proprietà all'art. 544 come il diritto di godere e di disporre delle cose nella maniera più assoluta. Tale definizione avrà varie influenze nei codici compreso quello del 1942 per l'art. 832. Caratteri e limiti di una "institution de la nature": In quanto istituzione naturale, elemento fondante della società, la proprietà napoleonica presenta alcuni caratteri: assolutezza, unitarietà, certezza, inviolabilità, accessibilità formale che riconosce a chiunque la possibilità di divenire titolare del diritto. L'assolutezza trova però un limite nel divieto di farne un uso contrario alle leggi o ai regolamenti. Dalla situazione di antico regime alla disciplina napoleonica: La concezione napoleonica della proprietà si basa sulla eversione della feudalità. La disciplina del 1804 si sostituisce ad una situazione di antico regime caratterizzata da un estrema frammentazione delle forme di dominuim: dominio allodiale, signorile, diretto e utile. Viene dunque consolidato il diritto di proprietà in capo al titolare del dominium utile. Il codice Napoleone protegge la classe sociale dei piccoli proprietari. Articolo 2279 e il principio possesso vale titolo: Si tratta dell'antico principio di diritto germanico, ora reintrodotto, secondo cui in fatto di beni mobili il possesso vale titolo. L'adozione di tale principio comporta l'abbandono del tradizionale regime della rivendica mobiliare e contribuisce ad agevolare la circolazione dei beni mobili. Inoltre l'articolo limita a 3 anni il termine per esperire azioni di rivendica nei confronti del possessore e afferma che la situazione di diritto venuta a formarsi sia sanata grazie all'acquisto del possesso. In tal modo il possessore può trasferire ad altri non solo il possesso ma anche la proprietà piena del bene mobile. IL CONTRATTO Articolo 1134 e la rilevanza della volontà contrattuale: La disciplina napoleonica riconosce la rilevanza della volontà contrattuale del singolo, libero di muoversi anche al di fuori dei contratti tipici, entro i limiti dell'ordine pubblico e del buon costume. Tale volontà è in grado di regolare i rapporti giuridici tra i privati, in quanto gli viene riconosciuta forza di legge. Il principio viene posto nell'art. 1134 = le convenzioni
della scuola storica, savigny, in ordine alla necessità sostenuto dal primo di realizzare una codificazione civile di modello napoleonico. Il Code Civil in Svizzera fino alla promulgazione dello zgb (1907): Nella confederazione elvetica Il code Civil rimane in vigore anche dopo il 1814. Nel corso dell'800 in alcuni canzoni entrano in vigore codice civile ispirata al modello francese, mentre in altri i legislatori preferiscono ispirarsi al codice civile Germanico austriaco del 1811 ABGB tutte queste normative vengono sostituite nel 1907 dal Codice civile della confederazione zgb, vicina alla bgb Germanico del 1896 che è il Codice Napoleone. Il codigo civil spagnolo: In Spagna la presenza di spinte tradizionaliste virgola e presenti tendenze regionaliste e forse anche la resistenza Popolare contro le truppe napoleoniche, ritardano allungo la realizzazione di una codificazione civile. Si aggiunge alla promulgazione di un codigo Civil, francese nella forma ma spagnolo nello spirito. Asia e africa: In Asia è in Africa segnaliamo il Code mixte egiziano Che ripropone forme e contenuti di buona parte della legislazione napoleonica. Il code boissonade: Per quanto riguarda il giappone, un giurista francese boissonade venne incaricato della redazione di un progetto civilistico, basato sulla legislazione napoleonica. Pubblicato nel 1890 viene respinto dal Parlamento nipponico che adotterà un codice civile scaturito dai progetti di un giurista tedesco. America Latina: In America Latina il Code è modello pressoché esclusivo per tutti i testi civilistici entrata in vigore. Il code civil del quebec: Nel 1866 venne introdotto in Quebec il primo codice civile, redatto lingua francese denominato code civile du bas Canada questo codice presenta alcuni principi tratti dall'antica coutume di parigi, poi dal Code Civil Napoleonico e misura minore dalla stessa Common Law. Si distingue dal Codice Civile di Napoleone per la concezione Confessionale del matrimonio e per la larga autonomia nella materia del testamento. Inoltre il tipico Istituto del Trust prendi il nome di fiducie. Nel 1994 venne istituito l'altro codice civile, denominato code civil du quebec. Il Louisiana civil code: Colonia francese dove venne istituita la Louisiana civil code, influenzato dalle fonti spagnole e francesi di ancien regime e si basa sulla struttura del modello Napoleonico. Artefice del testo è moreau lislet. È redatto sia in lingua francese che in inglese. Nel 1870 venne fatta una revisione con la Realizzazione del codice solo in lingua inglese, questa terza versione è tutt'ora in vigore e consente alla Louisiana di essere il solo stato dell'unione a disporre di un diritto civile codificato. IN ITALIA La legislazione rivoluzionaria in Italia: In Italia nel triennio giacobino, in campo civilistico assistiamo alla messa in cantiere e alla promulgazione di una serie di provvedimenti che riprendono alcune innovazioni francesi dell'età del droit intermédiaire. Si tratta di norme relative alla soppressione del feudo, all'abolizione dei fedecommessi e di altre forme privilegiate di trasmissione di beni mortis causa, di provvedimenti che disciplinano con maggiore equità i diritti di successione della donna dei figli cadetti. Il terzo progetto di cambacérès e il progetto di codice civile per la repubblica romana:
La decisione di estendere al Regno d'Italia la vigenza del Code Civil: Una conseguenza collegata alla trasformazione costituzionale è la decisione di introdurre anche nel Regno d'Italia il code civil. Tale decisione fu presa da Napoleone nel terzo statuto costituzionale del regno, stabilendo che alla lettera del codice non potrà essere fatto cambiamento alcuno per lo spazio di 5 anni. Nel 1805 Napoleone si trattiene a Milano per fissare le strutture fondamentali della nuova entità statuale, che vengono discusse nel Consiglio di Stato appositamente costituito Sul modello transalpino. Venne aperto il corpo legislativo italiano. Il compito di curare la traduzione del codice civile venne affidata Giuseppe luosi il quale nominò una commissione di 6 membri, incaricata di tradurre il testo. Le obiezioni della commissione incaricata della traduzione del Code Civil: I i membri della commissione indirizzarono più volte al ministro richieste di modifica in ordine ad alcuni punti della disciplina del 1804. In ordine i rapporti patrimoniali tra coniugi, De Simone e i suoi colleghi criticano la disciplina della comunione dei beni accolta nel codice. Ancor più duro è l'attacco nei confronti del divorzio, in quanto contrario le convinzioni religiose della stragrande maggioranza dei sudditi del regno è in contraddizione con i principi della religione cattolica. Il codice di Napoleone il grande pel Regno d'Italia (1 aprile 1806): Luoghi inviò a Napoleone una relazione sulla traduzione del codice accennando ai puntuali rilievi sollevati dalla commissione, ma non ottenne alcun riscontro dall'imperatore che, assente da Parigi è impegnato Nella campagna contro la terza coalizione, non diede seguito alle osservazioni della commissione. Con qualche ritardo dovuto agli avvenimenti bellici, Napoleone approva infine la versione italiana del codice nel 1806 e fissò il primo aprile la data di entrata in vigore in tutti i dipartimenti della monarchia Italica di quello che viene ora ufficialmente denominato Codice di Napoleone il grande pel Regno d'Italia. Il Regno di Napoli nel periodo francese: Simile fu l'evento che porto all'introduzione del Codice Napoleone nel regno di napoli. Le regioni dell'Italia meridionale vennero occupate militarmente dall'armata Napoleonica nel 1806, mentre la dinastia borbonica si rifugio in sicilia. Giuseppe Bonaparte fratello dell'imperatore divenne re delle Due Sicilie con il nome di Giuseppe Napoleone, Giuseppe venne poi sostituito da Gioacchino murat. L'occupazione francese fu caratterizzata dall' entrata in vigore di una nuova è compiuta legislazione a base codicistica. L'osservanza del Codice Napoleone nel Regno di Napoli (1 gennaio 1809): La riforma legislativa napoletana venne avviata da Giuseppe bonaparte, completata da Gioacchino Murat e culminò con l'entrata in vigore del Codice napoleone. Murat approvò la traduzione del codice realizzata dietro suo ordine, fissando al 1 gennaio 1809 l'inizio dell'osservanza del Codice Napoleone L'articolo 9 del decreto prescrive che le disposizioni del Codice Napoleone relativa al divorzio non avranno Vigor di legge se non quando con altro nostro decretone avremmo ordinato l'osservanza. Il problema del divorzio: La controversia relativa al divorzio accesa a Milano si ripete anche a napoli. Anche in questo caso è decisiva la volontà imperiale, in quanto Napoleone reagisce con durezza alle scelte di Murat virgola e impone l'integrale entrata in vigore del Codice che porta il suo nome. Murat stabilisce che anche l'enorme eccettuate dal precedente provvedimento avranno Vigor di legge dal 1 Gennaio 1809. Da quella data il divorzio fece il suo ingresso nel regno meridionale. Negli anni successivi si assiste a una lotta che rallenta l'applicazione dell'istituto. Gli anni di transizione: La caduta dei regimi napoleonici Segna un momento di crisi per il Code Civil che quasi
ovunque in Italia viene abolito o messo in discussione. Tra il 1814 e 1815 viene abrogato dello Stato della chiesa, nel regno di sardegna, nel Ducato di Modena e nel Granducato di toscana, mentre rimane in vigore nel Ducato di Parma, Piacenza, di Lucca, nel Regno delle Due Sicilie e nel regno di sardegna. Nel regno Lombardo Veneto il code civil viene sostituito nel 1816 con il codice civile generale austriaco abgbcioè da un testo legato alla tradizione giusnaturalistica rispetto al codice napoleone. La rinascita del modello Napoleonico: Il Codice Napoleone viene abolito anche la dove era stato lasciato, ma nel contempo torna come modello per una nuova opera di codificazione civilistica. I codici civili della restaurazione ripristinano alcune tipiche istituzioni dell'ancien regime, segnatamente in materia familiare e successoria, viene introdotto il matrimonio canonico, limitazione dei diritti successori delle figlie e rafforzamento della patria potestà. Il sistema della codificazione preservare il principio di matrice illuministica dell'uguaglianza civile. Il codice per il Regno delle Due Sicilie (1819): Il codice per il Regno delle Due Sicilie è costruito dall'Unione di 5 parti corrispondenti ai 5 codici napoleonici civile, penale, di procedura civile, di procedura penale e commerciale. La prima sezione intitolata Le leggi civili Si segnala in particolare per il regime misto del matrimonio. Il codice civile del Ducato di Parma e Piacenza (1820): Il codice civile di Parma e Piacenza e forse il più originale della restaurazione. Restituisce centralità all' Istituto della dote, resa non più obbligatoria e segna il recupero di numerose e tradizionali forme di contratto agrario, come il contratto di mezzadria. Il codice civile del Regno di Sardegna (1837): Il codice civile del regno di sardegna, che dal sovrano Carlo Alberto prende il nome di codice Albertino rappresenta il tramite immediato tra la codificazione Napoleonica e quella italiana post unitaria. Si pone poi all'avanguardia nel riconoscere la proprietà sui beni immateriali e in particolare sulle opere di ingegno. Il Ducato di modena, il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio: Il codice civile Estense si ispirò al testo Parmense ma presenta delle variazioni rispetto al modello francese. Il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio non realizzarono mai un vero Codice Civile ma vedono svilupparsi una legislazione settoriale anche se infruttuosa di progettazione. IL CODICE CIVILE E I CODICI POSTUNITARI Il codice Pisanelli (1865): Tutti i codici ricordati sono accomunati da una fedeltà al modello del 1804. Espressione di tali indirizzi è il codice civile unitario del 1865, il codice pisanelli. Accoglie una concezione del diritto civile che affonda le proprie radici nella esperienza napoleonica e rispetto ai codici preunitari Segna un ritorno al code Civil in molte tra le materie nelle quali testi della restaurazione avevano abbandonato le scelte napoleoniche come il matrimonio civile. Viva l'Italia, viva Vittorio emanuele, Viva il Codice Napoleone: L'affermarsi del Codice Napoleone come modello legislativo attribuisce al testo Il ruolo di strumento di unificazione culturale nella storia politica italiana. Una risposta inadeguata alle nuove esigenze: il codex austriacus (1774-1777) Un primo tentativo di raccogliere le leggi viene realizzato sotto il regno di Leopoldo primo dove nel 1704 venne pubblicato il Codex austriacus. Ma con questo Codex austriacus siamo ancora nell'ambito delle collezioni di natura consolidatoria con l'obiettivo di evitare la dispersione del materiale normativo Infatti si dimostra inadatto a fornire una risposta alle esigenze di una compagine statuale. Approda invece l'attività normativa avviata in materia
tra i quali:
a dare vesti compiuta di codice al complesso materiale già in parte approntato dai suoi predecessori è rappresentato dal codice Giuseppino e dal secondo e terzo libro dell'incompiuto progetto di horten. In particolare Porta a termine nel 1794 il progetto Martini che pur denunciando un ravvicinamento al diritto romano conserva la struttura tripartita. Questo progetto si differenzia dal progetto horten per la più accentuata concisione del dettato normativo. Risulta diviso in tre parti La prima parte è dedicata ai principi generali delle leggi e alle persone, La seconda è consacrata la proprietà e gli altri diritti reali e alle successioni mentre la terza parte contiene la disciplina dei contratti. La modernità del nuovo progetto: Il progetto elaborato da Martini rappresenta sotto molti aspetti un codice civile compiutamente moderno sia nella struttura sia nei contenuti. Il testo infatti: