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Libro “psicologia generale - Schacter ”, Appunti di Psicologia Generale

Libro “psicologia generale Schacter” (no cap 3 ) + appunti lezioni

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 17/06/2023

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Ariaa Fuini
Capitolo 1 - Evoluzione di una scienza
PSICOLOGIA —> studio scientifico della mente (esperienza interiore di percezione) e del
comportamento (azioni osservabili dall’esterno)!
I primi a farsi domande sulla mente furono:!
Platone —> innatismo!
Aristotele —> empirismo filosofico: mente vista come una tabula rasa su cui scrivere le proprie
esperienze.!
In Francia (1600-1800)
Hobbes
Mente e corpo non sono cose diverse, la mente è ciò che il cervello fa!
Joseph Gall
Frenologia. L’abilità mentale aumenta con le dimensioni del cervello e diminuisce in caso di lesione.
Cercò di trovare una relazione tra le protuberanze craniche e le aree del cervello, non considerando che
la forma della scatola cranica non rivela nulla sul cervello sottostante.!
Broca
Scopre l’area di Broca in un paziente che, avendo subito una lesione in quella zona, non riusciva più a
parlare. !
Strutturalismo (m 1800- i 900)
Nasce dalla fisiologia, lo studio scientifico delle funzioni biologiche del corpo umano!
Helmholtz
Misurò il tempo di reattività di un impulso. All’epoca si pensava che la reazione fosse immediata. !
Wundt
a Lipsia (1879)aprì il primo laboratorio esclusivamente psicologico, riteneva che la psicologia dovesse
concentrarsi sulla coscienza, che andava scomposta in sensazioni ed emozioni primarie —>
strutturalismo !
Wundt utilizzò il metodo dell’ introspezione, ovvero l’osservazione soggettiva della propria esperienza
personale, inoltre tramite i tempi di reazione iniziò a distinguere percezione ed interpretazione. !
Titchener
mentre Wundt era interessato alla relazione tra gli elementi fondamentali della coscienza, Titchener si
concentrò su ogni elemento a sè. CRITICHE —> la scienza richiede osservazioni replicabili, il metodo
introspettivo spesso faceva sì che gli osservatori sviluppassero opinioni contraddittorie !
Funzionalismo ( 1800)
James
contrariamente a Wundt, pensava che a coscienza non fosse divisibile in in parti elementari. Essa
risultava essere un fiume continuo, mentre lo strutturalismo esaminava la struttura dei processi di base,
il funzionalismo indagava le funzioni di questi processi. !
In accordo con la teoria evoluzionistica di Darwin, per James le abilità mentali devono essersi evolute in
quanto adattive, anche la coscienza deve svolgere una funzione biologica importante. !
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Capitolo 1 - Evoluzione di una scienza

PSICOLOGIA —> studio scientifico della mente (esperienza interiore di percezione) e del comportamento (azioni osservabili dall’esterno) I primi a farsi domande sulla mente furono:

  • Platone —> innatismo
  • Aristotele —> empirismo^ filosofico: mente vista come una tabula rasa su cui scrivere le proprie esperienze. In Francia (1600-1800)

Hobbes

Mente e corpo non sono cose diverse, la mente è ciò che il cervello fa

Joseph Gall

Frenologia. L’abilità mentale aumenta con le dimensioni del cervello e diminuisce in caso di lesione. Cercò di trovare una relazione tra le protuberanze craniche e le aree del cervello, non considerando che la forma della scatola cranica non rivela nulla sul cervello sottostante.

Broca

Scopre l’area di Broca in un paziente che, avendo subito una lesione in quella zona, non riusciva più a parlare. Strutturalismo (m 1800- i 900) Nasce dalla fisiologia, lo studio scientifico delle funzioni biologiche del corpo umano

Helmholtz

Misurò il tempo di reattività di un impulso. All’epoca si pensava che la reazione fosse immediata.

Wundt

a Lipsia (1879)aprì il primo laboratorio esclusivamente psicologico, riteneva che la psicologia dovesse concentrarsi sulla coscienza, che andava scomposta in sensazioni ed emozioni primarie —> strutturalismo Wundt utilizzò il metodo dell’ introspezione, ovvero l’osservazione soggettiva della propria esperienza personale, inoltre tramite i tempi di reazione iniziò a distinguere percezione ed interpretazione.

Titchener

mentre Wundt era interessato alla relazione tra gli elementi fondamentali della coscienza, Titchener si concentrò su ogni elemento a sè. CRITICHE —> la scienza richiede osservazioni replicabili, il metodo introspettivo spesso faceva sì che gli osservatori sviluppassero opinioni contraddittorie Funzionalismo ( 1800)

James

contrariamente a Wundt, pensava che a coscienza non fosse divisibile in in parti elementari. Essa risultava essere un fiume continuo, mentre lo strutturalismo esaminava la struttura dei processi di base, il funzionalismo indagava le funzioni di questi processi. In accordo con la teoria evoluzionistica di Darwin, per James le abilità mentali devono essersi evolute in quanto adattive, anche la coscienza deve svolgere una funzione biologica importante.

Hall

influenzato dal pensiero evoluzionista si concentrò su età evolutiva ed educazione. Sosteneva che i bambini durante la loro crescita rivivessero le fasi dell’evoluzione della specie umana. Psicologia clinica ( m1800 - i 1900)

James

osservando l’isteria si notò che durante l’ipnosi i sintomi scomparivano del tutto, quindi doveva per forza essere un qualcosa di legato esclusivamente alla mente. James cercò di sfruttare i disturbi mentali per capire il reale funzionamento della mente sana.

Freud

osservando pazienti affetti da isteria ipotizzò che molti problemi della mente fossero legati a traumi vissuti in età infantile archiviati nell’ INCONSCIO —> parte della mente che opera inconsapevolmente ma influenza comunque le azioni coscienti. Per far riemergere questi ricordi a livello cosciente, Freud elaborò la teoria psicanalitica da cui nacque la PSICANALISI. Suoi seguaci come Jung e Adler vennero allontanati da Freud stesso al fine di riservare la sua idea intatta, senza subire modifiche da esterni. Psicologia umanistica (1900) La psicologia freudiana cominciò a svanire nel momento in cui l’America, in seguito alla seconda guerra mondiale, si diffuse uno spirito ottimistico, contrastante con le teorie di Freud che si occupavano dell’analisi di traumi.

Maslow e Rogers

crearono il movimento della psicologia umanistica, che attribuisce importanza soprattutto alle potenzialità positive delle persone. L’obiettivo degli psicoterapeuti umanistici era quello di far emergere le qualità positive delle persone, con l’aiuto di un rapporto paritario tra specialista e paziente. Comportamentismo ( f 1800 - i 1900) Data l’incertezza delle correnti precedenti, nacque un nuovo movimento che si occupava esclusivamente dello studio scientifico del comportamento oggettivamente osservabile, escludendo la mente dai principali soggetti di studio.

Watson

riteneva che la scienza richiedesse misurazioni oggettive replicabili quindi, influenzato dal suo studio degli animali e da quello di Washburn, scelse di assimilare lo studio umano a quello animale, limitandosi allo studio del comportamento. L’obiettivo era quello di prevedere e modificare il comportamento delle persone in modo che fosse utile alla società.

Pavlov

durante lo studio di una teoria sulla digestione, notò che i cani salivavano non solo vedendo il cibo, ma anche vedendo chi era solito portarglielo. Iniziò allora ad abbinare l’arrivo del cibo ad un suono, notando che dopo un po’ i cani salivavano al solo udire di esso. Il suono, in questo caso, è chiamato stimolo ed ha come risultato una risposta. Watson applicò le teorie di Pavlov ai bambini piccoli, notando come il meccanismo dello stimolo funzionasse già dai primi anni di vita.

Skinner

fece un esperimento: mise un topo in una scatola con una leva che, ogni volta che veniva azionata, distribuiva cibo. Il topo, dopo averla azionata casualmente, iniziava ad azionarla volontariamente quando aveva fame. Poi mise in una scuola una “macchina da insegnamento”, che per risolvere un problema complesso partiva da una domanda semplice e, se la risposta era corretta, ne poneva altre gradualmente più difficili fino alla risoluzione. La distribuzione di cibo e la soddisfazione dei bambini nell’aver risposto ad una domanda correttamente costituiscono il RINFORZO , cioè un piccolo premio che motiva un individuo a compiere una determinata azione.

Capitolo 2 - I metodi della psicologia

Capitolo 4 - Sensazione e percezione

Nello strato esterno della retina ci sono le cellule gangliari RGC , che raccolgono i segnali e li inoltrano al cervello. I gangli delle RGC formano il nervo ottico, che si dirige al nucleo genicolato laterale situato nell’area VI del talamo (lobo OCCIPITALE). Ci sono due vie che dal lobo occipitale arrivano a diverse parti del cervello:

Capitolo 5 - La coscienza

Capitolo 6 - La memoria

Condizionamento operante

  • (^) tipo di apprendimento dove sono le conseguenze del comportamento di un soggetto a determinare se questo sarà o meno ripetuto in futuro
  • (^) Differisce dal condizionamento classico, che presentava al soggetto lo SI indipendentemente dal comportamento, negli esperimenti di Thorndike il comportamento sbagliato non produce alcun risultato

Thorndike

Thorndike sviluppa la legge dell’effetto —> i comportamenti a cui fa seguito uno stato soddisfacente tendono ad essere ripetuti, quelli che comportano uno stato spiacevole tendono ad essere evitati

Skinner

Skinner conia il termine “ comportamento operante ” —> comportamento di un organismo tale da produrre un impatto sull’ambiente. L’approccio si basa sul concetto di rinforzo e punizione.

  • rinforzo : stimolo o evento che fa sì che il comportamento tenda ad essere ripetuto.
    • (^) positivo —> viene presentato uno stimolo che rende un comportamento più probabile
    • (^) Negativo —> viene eliminato uno stimolo e ciò rende un comportamento più probabile
  • punizione : stimolo o evento che diminuisce le probabilità di ripetizione di un comportamento. - (^) Positiva —> viene presentato uno stimolo che riduce la probabilità che il comportamento venga ripetuto - (^) Negativa —> viene eliminato uno stimolo e ciò fa si che si riduca la probabilità che il comportamento venga ripetuto. Esistono anche i rinforzi secondari : quei rinforzi che derivano la loro efficacia dall’associazione a rinforzi primari È importante considerare il tempo che intercorre tra il comportamento e il rinforzo (o punizione): meno tempo passa più sarà efficace. Per Skinner buona parte dell’apprendimento avviene sotto stimolo: ci deve essere un adeguato stimolo discriminativo , cioè uno stimolo che indica che una certa risposta riceverà un rinforzo. Una determinata risposta è data anche dal contesto in cui ci si trova. ESTINZIONE : il comportamento operante va incontro ad estinzione quando cessa di essere rinforzato. Nel condizionamento classico lo SI viene sempre presentato, in quello operante soltanto quando il soggetto da risposta corretta, e in base agli schemi di rinforzo. SCHEMI DI RINFORZO:

Schemi ad intervallo:

  • schema ad intervallo^ fisso^ —> i rinforzi vengono forniti a Intervalli di tempo^ fissi, purchè sia data la risposta corretta. Risultato: risposte allo stimolo date a fine dell’intervallo di tempo tra un rinforzo e l’altro. Es: studenti che studiano poco finchè manca poco all’esame per poi studiare tutto all’ultimo
  • Schema ad intervallo variabile^ —> un comportamento viene rinforzato secondo un valore medio dell’intervallo di tempo trascorso dall’ultimo rinforzo. Risultato: risposta costante, poichè è meno prevedibile sapere quanto trascorrerà tra un rinforzo e l’altro. Con questo tipo di schemi si hanno risposte lente e metodiche, poichè i rinforzi seguono una scala temporale indipendentemente dal numero di risposte date. Un ratto sia che prema la leva 1 volta in 2 minuti sia che la prema 100 volte in 2 minuti, avrà comunque il rinforzo dopo due minuti. Schemi a rapporto
  • schema a rapporto^ fisso^ —> il rinforzo viene fornito dopo che è stato dato un certo numero di risposte specifico. Se il numero di risposte dopo il quale viene fornito il rinforzo equivale a 1, si parla di rinforzo continuo. Es: una libreria che ti regala un libro ogni 10 acquistati
  • Schema a rapporto variabile^ —> il rinforzo è fornito in base ad un numero medio di risposte. Produce tassi di risposta più alti rispetto allo schema a rapporto fisso, inoltre aumenta ancora con l’aumentare del rapporto. Es. Se una slot machine dà una vincita circa ogni 20 tentativi, otterrà più risposte di una che dà una vincita ogni 2 tentativi. Schemi a rinforzo parziale Solo alcune delle risposte corrette sono seguite da rinforzo. Risultato: comportamento più resistente all’estinzione. Modellamento L’apprendimento deriva dal rinforzo di un comportamento —> si tratta di una serie di azioni che man mano che vengono rinforzate si avvicinano sempre di più al comportamento finale desiderato. Es. Skinner premia un piccione ogni volta che guarda la palla, poi ogni volta che si avvicina ad essa, poi ogni volta che la tocca, poi ogni volta che la spinge.. finchè non impara a giocare a Bowling Comportamento superstizioso Tendiamo a ripetere comportamenti che sono stati casualmente rinforzati, attribuendo all’esito una correlazione causa-effetto invece che casuale. Es. se prima di un esame superato a pieni voti ho bevuto un succo di frutta, lo farò prima di ogni esame

Tolman

Sostenitore dell’approccio cognitivo, inizia a mettere in dubbio il comportamentismo. Secondo lui un animale individua una relazione mezzo-fine. Il condizionamento produce una conoscenza: convinzione che in quella particolare situazione, una specifica ricompensa (fine) si verificherà con una certa risposta (mezzo).

Effetto catena di diffusione —> un gruppo di individui prende esempio da un modello di comportamento per poi diventare a sua volta il modello di qualcun altro. Anche gli animali possono apprendere tramite l’osservazione. —> es. ad un gruppo do scimpanzè viene mostrato come procurarsi cibo usando un rastrello con i denti all’ingiù (inefficace) e ad un altro gruppo con i denti all’insù (efficace). A fine esperimento, quando dovettero replicare l’uso del rastrello, i due gruppi ebbero le stesse prestazioni. Svolta la stessa prova con due gruppi di bambini, questi usarono il rastrello esattamente come il modello visto, in entrambi i casi. Gli animali apprendono solo che è possibile usare uno strumento per ottenere cibo, gli umani apprendono anche come usarlo. Gli scimpanzé cresciuti a contatto con l’ambiente umano dimostravano invece una maggiore capacità di apprendimento osservativo. Tomasello pensò l’ipotesi dell’ acculturazione, secondo la quale crescere nella cultura umana esercita un effetto profondo sulle abilità cognitive Componenti neurali i neuroni a specchio generano impulsi quando un animale compie un’azione, ma anche quando la osserva fare da qualcun altro. Sono localizzati nei lobi frontali e parietali, ma in base al tipo di azione osservata lavora maggiormente una zona piuttosto che un’altra (la stessa zona che lavora osservando un’azione, lavora anche compiendola. Ad esempio osservando e compiendo un tipo di movimento, si innesca la corteccia motoria) —> l’animale prevede le azioni future oppure ha una consapevolezza dell’intenzionalità. Osservare un’azione non sempre basta per impararla ed eseguirla in modo perfetto, ma sicuramente può prevenire errori pericolosi. Es. Se vedo qualcuno che si ustiona con un fornello, non metterò la mano sul fornello Apprendimento implicito Apprendimento che si verifica in maniera largamente indipendente dalla consapevolezza sia del processo sia dei risultati dell’acquisizione di informazioni. Es. L’assuefazione, secondo cui la ripetuta esposizione ad uno stimolo porta alla riduzione della risposta quando si chiede alle persone di eseguire compiti impliciti, esse non differiscono molto una dall’altra, al contrario di ciò che accade in quelli espliciti. APPROCCI COGNITIVI Gli psicologi iniziarono ad interessarsi all’apprendimento implicito studiando l’apprendimento del linguaggio e della condotta sociale nei bambini di 6-7 anni. Spesso i bambini apprendono senza spere di averlo fatto. Ad un gruppo di persone vennero mostrate delle stringhe di lettere, alcune create secondo una determinata grammatica artificiale. Non vennero spiegate le regole di questa grammatica, ma con il tempo i partecipanti intuirono la correttezza di particolari stringhe. Una volta identificati i gruppi familiari, veniva loro più veloce ed intuitivo smascherare quelli scorretti. Ci sono delle differenze tra l’apprendimento esplicito e quello implicito: Quando dei soggetti eseguono compiti impliciti la differenza è poca rispetto a quando devono eseguire compiti espliciti L’apprendimento implicito non è collegato al q.i., quello esplicito si L’apprendimento implicito varia poco nell’arco di vita L’apprendimento implicito è migliore nelle persone autistiche

Le abilità apprese tramite apprendimento implicito sciamano più lentamente rispetto a quelle apprese con apprendimento esplicito

Apprendimenti implicito e disturbi mentali

L’apprendimento implicito è resistente a vari disturbi mentali:

  • i pazienti affetti da^ amnesia profonda^ mostrano una memoria implicita e un

apprendimento implicito normali.

  • I pazienti affetti da^ psicosi^ non riescono a risolvere problemi molto semplici, tuttavia

non avevano difficoltà nell’apprendere la grammatica artificiale.

  • I bambini^ dislessici^ che non riescono ad acquisire abilità di lettura, invece,

esibiscono un deficit dell’apprendimento implicito di grammatiche artificiali.

Componenti neurali

Le strutture cerebrali usate nell’apprendimento implicito sono diverse da quelle usate in quello esplicito. Ad alcune persone vennero mostrati dei pattern di puntini, talmente diversi da loro che risultava quasi impossibile dedurre che tutti derivavano da uno schema comune. A metà dei partecipanti vennero date le istruzioni per un’elaborazione esplicita, all’altra metà quelle per l’apprendimento implicito: fare attenzione ai puntini. Entrambi i gruppi svolsero bene il compito, ma le scansioni cerebrali mostrarono che avevano usato aree cerebrali diverse per giungere alla conclusione.

Istruzioni esplicite

  • corteccia prefrontale
  • Corteccia parietale
  • Ippocampo
  • Aree di elaborazione dei ricordi espliciti

Istruzioni implicite:

  • diminuizione dell’uso della regione occipitale —> elaborazione visiva
  • Area di Broca^ —> attivata durante l’apprendimento di grammatiche artificiali. Tramite la stimolazione elettrica sul cuoio capelluto sovrastante a questa zona è possibile migliorare l’apprendimento implicito delle grammatiche artificiali.
  • Corteccia motoria^ —> cruciale nell’apprendimento di sequenze nei compiti di tempo di relazione seriale L ‘ apprendimento nei contesti educativi Da studi condotti da Dunlosky sull’utilità dei metodi di studio maggiormente utilizzati dai ragazzi: Efficacia elevata Efficacia moderata Efficacia bassa Pratica dei test Interrogazione elaborativa Riassunti Pratica distribuita Auto spiegazione Sottolineatura Memorizzazione immagini Rilettura

Capitolo 8 - Emozione e motivazione

Il carattere essenziale di tutte le emozioni è l’esperienza, risulta quindi difficile descriverle.

Gli psicologi hanno creato lo scaling multidimensionale , dove chiedono alle persone di

classificare la similarità di decine di esperienze emozionali andando a mappare il paesaggio emozionale. È emerso che le emozioni differiscono in due dimensioni:

  • in valenza^ —> quanto un’esperienza è negativa o positiva
  • Il grado di attivazione^ Arousal^ —> quanto un’esperienza è attiva o passiva

Da qui ne emerge la definizione di emozione come un’esperienza positiva o negativa associata

ad un particolare quadro di attività fisiologica.

Teoria delle emozioni di James-Lange

Alcuni stimoli scatenano l’attività del sistema nervoso autonomo che a sua volta produce un’esperienza emozionale nel cervello. Vista di un pericolo —> battito cardiaco accelerato —> paura Secondo James ogni esperienza emozionale è associata ad un particolare quadro di attività corporea, l’esperienza emozionale è quindi una conseguenza di ciò che il corpo sente, non la causa. Cannon e Bard criticarono questa teoria secondo 4 punti:

  • (^) il sistema nervoso centrale reagisce troppo lentamente per spiegare la comparsa dell’esperienza emozionale es. il rossore appare circa 20 secondi dopo aver provato imbarazzo
  • (^) Non sempre siam consapevoli dei cambiamenti corporei. Se le emozioni sono la percezione di questi cambiamenti, ma noi non riusciamo a rilevarli, come possiamo provare emozioni?
  • (^) Ci sono stimoli che causano cambiamenti corporei totalmente estranei all’emozione se in una stanza la temperatura aumenta, aumenta anche il numero dei nostri battiti cardiaci… eppure non abbiamo paura di una stanza calda
  • (^) Il numero delle reazioni corporee non basta per spiegare la vastissima gamma di esperienze emozionali

Teoria di Cannon-Bard

Uno stimolo scatena simultaneamente l’attività del sistema nervoso autonomo e l’esperienza emozionale nel cervello.

Teoria dei due fattori di Schacter e Singer

Uno stimolo innesca uno stato generale di attivazione fisiologica, che poi la mente interpreta come una specifica emozione. Secondo questa teoria, quando percepiamo un grado notevole di attivazione fisiologica in presenza di qualcosa che dovrebbe essere negativo, percepiamo paura, se invece l’oggetto che innesca l’attivazione è positivo, percepiamo eccitazione. Tramite esperimenti scoprirono inoltre che quando si provoca nelle persone l’attivazione fisiologica in altro modo (es. facendole pedalare), in seguito le percezioni saranno estremizzate. Le persone troveranno infatti una cosa bella ancora più bella ed una fastidiosa ancora più fastidiosa. Critica: non c’è una sola risposta corporea che sottende a tutte le emozioni, piuttosto oggi sappiamo che certe risposte corporee sono associate con una singola emozione imbarazzo —> rossore

Il cervello emozionale Il cervello che assiste ad un evento deve decidere se ritenersi impaurito, arrabbiato, eccitato ecc… e questa valutazione prende il nome di valutazione cognitiva. Questa distinzione è il compito dell’amigdala, che valuta uno stimolo. Le persone con l’amigdala danneggiata non provano paura quando vedono una minaccia, ma quando la sperimentano (ad esempio quando si accorgono che non stanno respirando).

Le Doux - via veloce e via lenta

Le Doux individua due vie che l’informazione dello stimolo percorre:

  • via veloce^ talamo —> amigdala
  • Via lenta^ talamo —> corteccia cerebrale —> amigdala Mentre la corteccia cerebrale segue un’analisi competa dello stimolo cercando di capire cos’ha davanti, il talamo ha già mandato l’impulso all’amigdala, che molto più velocemente decide se ci si trova in pericolo o no. Se ritiene che la situazione sia pericolosa, attiva le procedure che, quando la corteccia avrà finito la sua analisi, prenderanno il nome di “paura”. La regolazione delle emozioni Per regolare le emozioni ci sono strategie comportamentali e cognitive che usiamo per influenzare le nostre emozioni. Di solito cerchiamo di trasformare le emozioni negative in positive, oppure di moderare il nostro buon umore. Un medico che è felice, deve smorzare la sua felicità se deve comunicare una brutta notizia Una strategia efficace è la riconsiderazione : cambiamento delle proprie emozioni cambiando il significato dello stimolo che ha portato quella emozione. Consiste nel riconsiderare una situazione da un’altra punto di vista. È una tecnica usata spesso in psicoterapia per alleviare la depressione o il dolore. La comunicazione emozionale espressione emozionale —> segno osservabile di uno stato emozionale. L’essere umano ne trasmette molti, come ad esempio lo sguardo, la voce, la postura. Il volto è la parte del corpo che meglio comunica le emozioni che proviamo, in quanto è composta da ben 43 muscoli. Le espressioni facciali fanno parte della comunicazione non

verbale e sono la parte più importante di essa. Ekman e Friesen hanno catalogato i

movimenti muscolari del volto umano.

Darwin ha sviluppato l’ipotesi della dell’ universalità: le espressioni facciali emozionali hanno

il medesimo significato per chiunque, tutti sorridiamo quando siamo felici. Le cinque emozioni che si manifestano in modo universale sono: rabbia,paura,disgusto,felicità e tristezza. Questa ipotesi è stata contraddetta dall’esistenza della tribù Himba, che usano espressioni facciali totalmente diverse dalle nostre per esprimere un’emozione. Causa ed effetto dell’espressione Le parole sono simboli, non hanno relazione causale con le cose