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Libro "Words" di Deho, Appunti di Estetica

Il documento esplora il potere del linguaggio nella costruzione dell'universo e nella religione, analizzando parole magiche e numeri simbolici. Inoltre, si approfondisce la funzione magico-religiosa dell'arte e della letteratura, con esempi di poesia visiva e meta-narrazione. Vengono inoltre presentati esempi di innovazione del linguaggio artistico e tipografico, come i manifesti e la poesia visiva.

Tipologia: Appunti

2018/2019

In vendita dal 11/10/2023

anna.prandini.98
anna.prandini.98 🇮🇹

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Libro “Words” di V. Deho
Il potere del linguaggio non è solo quello di organizzare il discorso, ma di costruire un
universo (Logos).
La religione fa parte del linguaggio, tramite esso si può parlare, evocare oggetti, presenze e
scrivere.
Questo potere è legato all’interpretazione delle Scritture:
Dio scrive tramite Mosè le Tavole della Legge.
I sacerdoti avendo il potere della lingua riescono a leggere le parole evocando il loro
potere.
Il mondo dei numeri fa riferimento al linguaggio, ogni lettera ha un valore numerico:
nell’Apocalisse di Giovanni il numero 666 rappresenta l’Anticristo, bisogna quindi
trovare una o più persone che lo rappresentino (Hitler e Martin Lutero)
Esistono delle parole magiche:
Abraxas nome con cui si indica Dio, per accedere ai vari cieli bisognava conoscere il
suo creatore, lui era quello del cielo più alto, nome fortemente magico, intraducibile
e appartenente a tutte le lingue.
Abracadabra contenuto in gemme e talismani, poesia con funzioni magiche utilizzata
per scacciare dal corpo la malattia, significato magico-religioso e diverso per varie
lingue.
Ebraico “invia la tua folgore fino alla morte”, aramaico “sparisci con questa parola
o “io creerò come parlo” ma probabilmente deriva dalla parola araba Abra Kadabra
Fa che le cose siano distrutte” in riferimento alla malattia.
Non è mutata nel corso del tempo e nemmeno nelle rappresentazioni Disney o nei
film di Harry Potter.
L’ Occidente ha costruito la sua storia e la sua potenza sul linguaggio.
La poesia visiva:
il messaggio linguistico autonomo è integrato e non sovrapposto a un messaggio
iconico;
attraverso la scrittura bisogna produrre un messaggio iconico;
attraverso il disegno (sostituisce la scrittura) si esprimere un messaggio linguistico.
La funzione magico-religiosa viene ripresa attraverso i caligrammi in cui viene attuato uno
spostamento magico della parola in una dimensione figurale.
L’arte riesce a creare un discorso concreto
la Bibbia si anima di immagini per essere comunicata meglio al popolo e la stessa
cosa accade alla poesia nel momento in cui vuole oltrepassare i propri limiti
linguistici.
I Carmina cruciata o i Versux intexti di Optaziano (poeta del IV secolo) sono una novità
perché oltre a fornire un richiamo visivo sono anche dei tentativi di liberare la poesia dalla
metrica per dare una forma all’oggetto che si ha scelto di evocare.
I Versux intexti sono opere logico-iconiche senza alcuna gerarchia tra verbale e visivo.
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Libro “Words” di V. Deho

Il potere del linguaggio non è solo quello di organizzare il discorso, ma di costruire un universo ( Logos ). La religione fa parte del linguaggio, tramite esso si può parlare, evocare oggetti, presenze e scrivere. Questo potere è legato all’interpretazione delle Scritture:

  • Dio scrive tramite Mosè le Tavole della Legge.
  • I sacerdoti avendo il potere della lingua riescono a leggere le parole evocando il loro potere. Il mondo dei numeri fa riferimento al linguaggio, ogni lettera ha un valore numerico:
  • nell’ Apocalisse di Giovanni il numero 666 rappresenta l’Anticristo, bisogna quindi trovare una o più persone che lo rappresentino (Hitler e Martin Lutero) Esistono delle parole magiche:
  • Abraxas nome con cui si indica Dio, per accedere ai vari cieli bisognava conoscere il suo creatore, lui era quello del cielo più alto, nome fortemente magico, intraducibile e appartenente a tutte le lingue.
  • Abracadabra contenuto in gemme e talismani, poesia con funzioni magiche utilizzata per scacciare dal corpo la malattia, significato magico-religioso e diverso per varie lingue. Ebraico “ invia la tua folgore fino alla morte ”, aramaico “ sparisci con questa parola ” o “ io creerò come parlo ” ma probabilmente deriva dalla parola araba Abra KadabraFa che le cose siano distrutte ” in riferimento alla malattia. Non è mutata nel corso del tempo e nemmeno nelle rappresentazioni Disney o nei film di Harry Potter. L’ Occidente ha costruito la sua storia e la sua potenza sul linguaggio. La poesia visiva:
  • il messaggio linguistico autonomo è integrato e non sovrapposto a un messaggio iconico;
  • attraverso la scrittura bisogna produrre un messaggio iconico;
  • attraverso il disegno (sostituisce la scrittura) si esprimere un messaggio linguistico. La funzione magico-religiosa viene ripresa attraverso i caligrammi in cui viene attuato uno spostamento magico della parola in una dimensione figurale. L’arte riesce a creare un discorso concreto
  • la Bibbia si anima di immagini per essere comunicata meglio al popolo e la stessa cosa accade alla poesia nel momento in cui vuole oltrepassare i propri limiti linguistici. I Carmina cruciata o i Versux intexti di Optaziano (poeta del IV secolo) sono una novità perché oltre a fornire un richiamo visivo sono anche dei tentativi di liberare la poesia dalla metrica per dare una forma all’oggetto che si ha scelto di evocare. I Versux intexti sono opere logico-iconiche senza alcuna gerarchia tra verbale e visivo.

La componente magica del caligramma anticipa molte scelte del 900, soprattutto per la propensione a dare maggior importanza all’aspetto artistico e percettivo invece che a quello testuale. Nell’età moderna la letteratura ricompensa il funzionamento significativo del linguaggio che diventa oggetto del discorso, da qui nasce la Writing Art dove la divinità scompare per lasciare spazio all’umanità e alla religiosità laica. Laurence Sterne Vita e opinioni di Tristram Shady, gentiluomo metà 700.

  • Inventa il metalinguaggio cioè un linguaggio che parla di un altro linguaggio, in questo romanzo, suddiviso in 9 volumi, racconta una giornata abbastanza banale di questa famiglia rispettando il tempo dei singoli personaggi e degli attori in scena. Per cui ne esce un opera caratterizzata da un tempo abbastanza lungo.
  • La tipografia assume un ruolo importante per la prima volta vi sono pagine bianche, nere, capitoli con una sola frase, pagine decorate. Il visivo assume un ruolo importante che va al di là della parola. Lewis Carroll Alice nel paese delle meraviglie e Alice attraverso lo specchio.
  • Inventa la meta-narrazione, punta sul gioco e sullo stupore si creano trappole logiche, non-sense per dare spaesamento al lettore e talvolta anche la protagonista del romanzo ne risulta spaesata come Alice.
  • Vuole creare la logica dell’assurdo in cui il ribaltamento della condizione iniziale porta a una serie di conseguenze su tutto quello che segue. Simile alla posizione di Duchamp creatore del ready made in cui un oggetto già esistente viene scelto e trasformato in opera d’arte (arte retinica).
  • 3 elementi accomunano Duchamp e Carroll che dimostrano come arti figurative e letteratura si nutrono dello stesso immaginario delle scienze Non-luogo come per i surrealisti e dadaisti Alice sconfina in un mondo definito non-luogo, in cui non vi sono leggi scritte Assoluta libertà artistica, senza dare punti di riferimento nemmeno alla critica Alice è metafora del mondo dell’arte come fuga dall’ordine e dalle leggi spazio-temporali Innovazione del linguaggio artistico tramite quello verbale, non-sense come i titoli dei suoi lavori In Alice è presente il piacere del non-sense e del caos
  • Ha creato un intero sistema periodico delle parole. Prende una parola con forme non sviluppate e non nota, la mette a confronto con una sviluppata dimostrando la necessità di creare parole nuove.
  • Il suono della parola è strettamente legato al suo significato. L’ortografia non ha più senso, le vocali rappresentano il tempo e lo spazio le consonanti gli odori e i colori. Non era l’unico russo ad occuparsi del Futurismo, per lui lo Zaum’ aveva un valore razionale e universale, per altri possedeva un valore emozionale (nei libri vi erano pagine di dimensioni diverse, testo dritto o rovescio, canoni non vengono rispettati). Per altri ancora veniva ripreso nel teatro dei burattini in cui il linguaggio principale è la Zaum’ e qualche parola russa con prevalenza dell’aspetto fonetico. La lingua ritorna ad essere espressione diretta anche con l’uso eccessivo delle ripetizioni. Il Cubismo pur non essendo un avanguardia di tipo storico contribuisce alla rivoluzione delle forme espressive con la tecnica del collage e del papier collè. La poetica cubista si stava avvicinando a
  • maggiore sintesi;
  • ricorreva a elementi estranei alla pittura che venivano inseriti all'interno del quadro.
  • utilizza vari tipi di carta e parole per avvicinarsi alla realtà della vita. Poneva le basi del ready made con l’utilizzo di oggetti comuni nel campo dell’arte, Klee
  • rapporto molto intimo con la parola;
  • non si pone limiti perché il limite dell’arte consiste nell’accettare il mondo e la realtà così com’è.
  • la parola non serve per ottenere risposta ma piuttosto per fare molte più domande, per lui il linguaggio appartiene in tutti i modi alla pittura. Carrà
  • inserisce nei suoi quadri i cartigli, come facevano i pittori classici scrivendo delle note sul pittore e sull’opera. Depero
  • si apre al mondo della pubblicità.
  • inventa lettere colorate che si inseriscono nella pagina e dialogano con il disegno. Il periodo bellico aveva creato una censura tra il prima e il dopo, bisognava quindi ripartire ma non dal principio. La maggior parte degli arti erano ancora vivi e tutti lavoravano per sviluppare linguaggi scaturiti dall’allontanamento della pittura. La rottura del linguaggio che avviene con Dada è la prima cosa importante del movimento perché il nome è casuale, è stato trovato in un dizionario o in un balbettio di un bambino. Nasce nel 1916 a Zurigo
  • gli artisti sono rivoluzionari nati anche se non sono legati a qualche ideologia o bandiera, lo sono perché portano e fanno conosce un modo di vivere libero che comporta lo scagliarsi contro le convenzioni e l’essere borghese.
  • I manifesti a partire dalla forma grafica sono esempi di un nuovo modo di comunicare
  • la forma dichiarativa delle avanguardie è il manifesto, in cui vengono poste delle leggi solitamente una decina in modo tale da togliere le varie interpretazioni
  • ricerca di una nuova forma tipografica , il foglio deve essere letto in modi diversi, ma tutti convergenti verso un senso globale non visibile a prima vista. Man Ray
  • realizza la sua poesia visiva cioè un testo cancellato
  • mira a raggiungere l’assoluta assenza di significato e far provare confusione allo spettatore
  • visivo puro, il testo nascosto diventa metafora del linguaggio rimosso. La tipografia russa
  • fu il tramite tra le tendenze futuriste, costruttiviste e il pubblico
  • si costruisce una nuova visione popolare e la tipografia offriva, con l’aiuto della tradizione popolare, un campo di applicazione.
  • le immagini vengono rivalutate. Dando valore al linguaggio scritto tutto quello che lo compone diventa un messaggio complesso che traduce la materia della parola parlata in materia della parola scritta. Collaborazione tra Rodchenko e Majakosvskii
  • il primo crea la grafica dei 13 libri del poeta;
  • base del lavoro è il testo con poesie realizzate per essere declamate;
  • successivamente si frantumano le parole dando importanza a una comunicazione esplicita e diretta
  • aspetto finale è chiaro, semplificazione enfatizzata da spazi bianchi compressi dalle grandi lettere disegnate a mano con imitazione del carattere industriale
  • fotografia utilizzata per eliminare ogni forma di classicità, introduzione di lettere nel fotomontaggio. Nel periodo della Repubblica di Weimar ci furono molti fermenti politici e sociali a cui molti artisti parteciparono. I gesti del Dada non erano sufficienti e ci si schiera dalla parte del popolo. Si inizia ad utilizzare la parola nel fotomontaggio di cui i dadaisti si servirono per primi, diventa un mezzo di propaganda contro i signori della guerra, diventa uno strumento di denuncia. Una vota che fu a portata di tutti vennero invitati i lettori delle varie riviste a realizzare i propri fotomontaggi, a tal proposito vennero realizzati dei corsi per insegnare a produrli. Magritte
  • per lui tutto è un problema di linguaggio, come si vede nella sua pittura figurativa si è sempre di fronte a una scelta.
  • Non è mai stato né surrealista né realista per cui non riusciamo a comprendere fino in fondo la sua arte
  • era possibile compilare una sorta di grammatica e di sintassi che riuscisse a codificare i segni del linguaggio che non fosse al servizio della rappresentazione, ma che valessero solo per come appariva. Si mette a nudo il linguaggio dell’arte, dopo averne fatto un’analisi approfondita e dopo aver fornito regole di costruzione delle opere. Nel 1930 Theo Van Doesburg pubblica l’unico numero della rivista Art concreta per dare risalto al plasticismo dell’amico Mondrian
  • aveva iniziato una ricerca dell’armonia attraverso un numero ristretto di colori
  • l’essenzialità attribuita all’angolo retto significava che ogni espressività sentimentale o mimetica era definitivamente rigettata. La concretezza consiste nel fatto che ciò che vediamo è e non vi sono rimandi ad altro ad eccetto del quadro. Lui conierà il termine “concretismo” alludendo alla concretezza, il termine chiariva la contraddizione con il termine “astratto”. Nel 1956 a San Paolo si tiene la prima esposizione nazionale di arte concreta. Questa nuova corrente cercava forma pura da porre alla base del dipinto senza che la loro analogia avesse importanza e quindi i nuovi oggetti pittorici non erano astrazione di oggetti già noti. Il termine concreto rappresenta l’evoluzione che porta il linguaggio poetico e pittorico verso un definitivo non referenzialismo. Ezra Pound
  • scopre l’ ideogramma cinese come immagine linguistica
  • alterna parole inglesi con ideogrammi da lui inventati costruendo una tessitura in cui i livelli linguistici sono in continua tensione.
  • Negò di essere futurista piuttosto si considerava un vorticista e un immaginista.
  • termine vorticista è stato coniato proprio da lui, era affascinato dalla possibilità di creare un arte che fosse universale. Il movimento letterista nasce per l’azione di Isidore Isou nel primo dopoguerra a Parigi, in cui erano molto presenti sia i Dada che i surrealisti. Con un manifesto si proclama l’intento di trasformare alla base le arti e ogni aspetto della cultura.
  • Si concentravano sulle lettere, prese dalle varie articolazioni fonetiche e visive, per avere come obbiettivo finale il superamento dell’arte stessa.
  • tentativo di modulare la lettera, che sostanzialmente è il nulla, porta a superare i limiti dell’alfabeto latino
  • costruisce una nuova lingua in cui i segni tradizionali sono integrati da segni sonori che stanno ad indicare comportamenti sonori (russare, gridare ecc). Questa nuova lingua si chiamerà Ipergrafia e la nuova dimensione sonora Iperfonic. La prima attraverso la forza della musicalità, del ritmo il poeta riesce a rivolgersi a tutti senza i vincoli del significato. L’importanza del letterismo sta nell’aver fatto riemergere la proposta di un estetica che riuscisse ad abbracciare tutto il genere umano.

Tra le vari proposte del letterismo:

  • rotazione del potere;
  • modifica del sistema burocratico;
  • riduzione degli anni scolastici;
  • adozione di nuovi e diversi sistemi di insegnamento L’influenza del movimento andò oltre al campo poetico
  • il cinema: l’invenzione del montaggio discrepante in cui la colonna sonora non era in relazione con le immagini, si graffiavano o si interveniva sui fotogrammi anticipando l’arte concettuale.
  • la danza: contestata la danza classica per creare una danza che fosse libera espressione della corporeità e che non fosse solo affidata alla tradizione e a una rigida esecuzione. Le sperimentazioni dei gruppi post bellici partivano tutti da una ricerca di ricostruzione del clima e della attitudini delle avanguardie storiche. Nascono esperienze come quella del gruppo brasiliano Noigandres
  • linguaggio come materia su cui operare perché la nuova poesia deve rinascere respingendo le ridondanze di quella precedente, gli elementi verbali acquistano valore dell’essere usati come portatori di un senso visivo per il ritmo con cui appaiono alla vista.
  • La loro disposizione spaziale è tutto. La poesia concreta ha origine da un lato dall’esigenza di abbandonare la poesia tradizionale al suo destino e dall’altro di rivitalizzare la lingua attraverso una riappropriazione dei suoi misteri costruttivi. Con questa poesia
  • operazione di smontaggio della parola attraverso permutazioni, integrazioni, sostituzioni
  • ricomporre forme nuove cioè parole nuove. Rimane il bisogno di mettere in libertà le parole e di recuperarle nella loro valenza materiale e ripristinale il vuoto e il silenzio. L’ aspetto più importante riguarda il coinvolgimento internazionale che questo nuovo modo di fare poesia ha prodotto, in particolare perché molte poesie concrete sono state prodotte insieme a artisti di nazionalità diverse. La concretizzazione del materiale poetico ha portato alla creazione di pratiche vocali o fonetiche.
  • Per esempio la musica concreta con i rumori della vita moderna o i suoni della vita, con figura di riferimento John Cage che partecipò all’avanguardia Fluxus. Tra i ‘60 e ‘70 la performance si afferma sempre di più in campo artistico, volendo utilizzare il proprio corpo come strumento per creare un linguaggio prossemico. Nella poesia sonora vengono utilizzati magnetofoni e amplificatori che diventano elementi scenici autonomi.
  • nasce alla fine degli anni ‘
  • utilizzando le registrazioni su nastro il poeta può individuare nuovi spazi espressivi
  • con il montaggio audio si effettuano tutte quelle sperimentazioni già provate col montaggio visivo.

La poesia visiva decontestualizza le immagini per offrirle al lettere sotto una lettura letteraria critica e attiva. Tenta di recuperare semanticamente i messaggi delle comunicazioni di massa utilizzando il linguaggio alienato dei fumetti, fotoromanzi e cinema. La poesia esce dal libro e si fa visiva mentre la pittura al contrario si fa poesia. Si rimettono in discussione il rapporto tra segni con conseguente ridefinizione del segno stesso.

  • Eugenio Micci, intellettuale ed artista che ha combattuto per l’affermazione della poesia e dell’arte come principi etici ed estetici. È uno dei creatori del Gruppo 70 che poi lo porterà ad occuparsi dei fenomeni di massa. Fonda nel 1969 Techne rivista di cultura contemporanea alla quale si affianca un laboratorio interdisciplinare e collettivo per la creazione di nuove opere che abbiano l’estetica come mezzo di comunicazione. Con materiali presi dal cinema, dalla comunicazione si realizzano happening, pubbliche recitazioni, proiezioni con lo scopo di coinvolgere la gente a una partecipazione al mondo contemporaneo. Il poeta diventa una sentinella e porta avanti una ricerca che lo porta a spostarsi dal versante poetico all’opera d’arte tout cort. Micci ha compreso da subito che bisognava spostarsi verso il centro del sistema dell’arte e che occorreva mettersi in sintonia con le correnti artistiche e attraverso i lavori bisognava dimostrare un’attenzione per l’estetica. Lamberto Pignotti inizia un’attività saggistica rivolta alla critica militare e al giornalismo culturale. Il dibattito attorno allo status della poesia si allarga anche alla questione della musica concreta, questa rinasce dai suoni e dai rumori della vita quotidiana e la poesia deve fare altrettanto per cui deve riappropriarsi dei linguaggi della tecnologia. La poesia tecnologica anticipa alcune scelte ma il compito del poeta è quello di creare poesia con elementi presi dalla comunicazione di massa. I suoi lavori trattano problemi della comunicazione e dell’informazione con caratteristiche che lo contraddistinguono:
  • poemi-collage sono veri e propri cut up in cui l’elemento casuale viene accettato ma non è l’elemento fondativo;
  • visivo/invisibile serie che inizia negli anni ‘70 in cui il testo scritto annunci una vuoto
  • uso ripetuto di immagini erotiche o glamour Tentativi tecnologici ancora semplici, da cui compare la decontestualizzazione delle immagini offrendo un’altra lettura critica e attiva dell’opera. Il rapporto tra immagine e parole non deve essere di tipo statico ma dinamico, la parola non accompagna l’immagine ma interagisce con essa. L’evoluzione della sua arte l’ha portato dalla carta alla tela per una sorta di rivisitazione del lavoro con una tecnica completamente nuova, privilegiando il carattere estetico dell’opera. Pignotti continua a lavorare andando oltre i limiti della carta unendo il lavoro alla tecniche precedenti sul collage, la fotografia con interventi di colore e scrittura sulla tela.

Lucia Marucci protagonista del Gruppo 70,

  • tema della donna nella società in generale che negli anni ‘60 e ‘70 stava per essere ridefinito grazie alla lotta delle donne per una emancipazione completa.
  • Il lavoro non è più una denuncia della condizione femminile a determinarne la logica ma piuttosto il significato di essere donna con la coscienza del proprio essere
  • sguardo analitico e personale che vuole mettere in evidenza l’ambiguità del corpo e le regole della seduzione. Luciano Ori si differenzia per un particolare sguardo al linguaggio musicale. Non predilige l’ironia, raggiunge e realizza la singlossia cioè il linguaggio specifico della Poesia Visiva attraverso il superamento di:
  1. monoglossia iconica, espressione visiva di un’intuizione estetica;
  2. Poesia tecnologia del Gruppo 70, sovraccarica il messaggio con un’eccessiva presenza verbale. Negli anni ‘70 compone musica con caratteri trasferibili su carda da musica, mettendo in sonoro i suoni della strada o di oggetti. Napoli alla fine degli anni ‘60 è uno dei centri più attivi della ricerca poetico visiva italiana, e inizia ad instaurare rapporti con alcune riviste straniere. Qui troviamo:
  • Matteo D’Ambrosio svolge attività di ricerca nel campo della poesia contemporanea e collabora allo Studio Morra come curatore di mostre e pubblicazioni di poeti internazionali;
  • Martini pubblica il romanzo collage Neurosentimental, è il tentativo in cui l’artista da prova di praticare tutti i risvolti della tecnica del romanzo collage. I materiali utilizzati costruiscono l’immagine di un mondo collassato e nevrotico pieno di relitti e ambiguità. Riferendosi spesso ad autori del passato come Leopardi. Il lavoro come poeta visivo procede a pari passo con l’attività di scrittore e saggista, continua con la tecnica del collage e ma avvicina sempre più a un’ estetizzazione controllata della pagina. Scrive di suo pugno frasi o brevi testi, i temi sono quelli dell’avanzata delle tecnologie.
  • Studio Morra uno dei centri culturali più attivi rispetto alla ricerca poetica visuale e nel far conoscere l’arte internazionale. Tra le tecniche compositive presentate troviamo i Rollages (Koral frammenta il dipinto del Cristo morto in una sequenza di strisce poi ricomposte). Il primo poeta visivo italiano ospitato è Stella Maria Martini con Neurosentimental in cui si mette a fuoco la personalità dell’autore e la capacità di struttura. Hanry Chopin esegue una performance con i suoi Audiopoems, maggiore esponente della poesia sonora e indagatore delle possibilità offerte dalla voce umana. Eugenio Micci con le sue ricerche filmiche e sonore e la sua attività di saggistica e studio della comunicazione sociale ede estetica contemporanea.
  • Miche Perfetti volontà di ricostruire realmente la struttura romanzesca, attento ai valori della composizione, della spazialità operando sempre all’interno del foglio di carta classico in formato A4.

Cancellare una frase o una parola significa scoprirne altre e allargare il senso al non detto e al non visto. È un artista concettuale che ha avuto una breve parentesi con la poesia visiva, lui cancellava le parole perché affermava che la comunicazione fosse arrivata a un senso di ovvietà tale per cui bisognava creare un intervento ottico. Luciano Caruso si occupava delle lingue morte come latino , ha creato delle pagine liriche per composizione, scelta del colore e inserimenti naturali come foglie. La sua scrittura rivela nascondendo tenendo in serbo una sorpresa. Le parole sono sempre state pietre ma non si poteva immaginare che potessero diventare forma di ciò che significano. Le permutazioni poetiche dadaiste con lettere legate a delle sedie che venivano continuamente rimescolate avevano fatto intuire che la parola stava assumendo un potenzialità visiva mai vista prima. I surrealisti reinventano l’oggetto creando associazioni particolari e generando “oggetti nuovi”, la poesia-oggetto chiude una serie di opere in cui la tridimensionalità da sostanza all’immaterialità della poesia. La poesia non è soltanto una materializzazione del pensiero, ma un a finestra aperta sul mondo. Poesia concreta, visiva e tutte le ricerche logo-iconiche hanno riempito l’arte e la letteratura di pari comuni in libertà di comunicazione con gli altri e partecipazione alla costruzione di significati. La parola poetica è diventata un terreno di frequentazione globale ricoprendo i mondo degli oggetti di parole, frasi e testi che richiedono lettura e visione. Oggetti ricoperti di parole che sono uscite dai libri diventano dei testi estetici. Il movimento internazionale degli anni ‘60 si basa su una concezione dell’arte che rifiuta di identificare il lavoro dell’artista con la produzione di qualsiasi oggetto di più o meno rilevante qualità estetica e ritiene che l’essenza dell’arte sia nell’idea che precede l’opera e il testo cioè titolo del lavoro diventa l’opera stessa.

  • I lavori di Bob Morris sono delle esperienze che si inscrivono nell’arte concettuale perché ricorre l’affermazione che afferma se stessa e non contiene un valore informativo.
  • Ed Ruscha ha lavorato sulla parola, creando libri fatti per essere prodotti in numerose serie come se fossero composti direttamente in tipografia con immagini pop in cui la ripetizione è importante.
  • Josep Kosuth lavori incentrati sulla parola e l’oggetto con lo scopo di de-oggettivare e non far credere al pubblico che qualsiasi elemento possa essere opera d’arte.
  • On Kawara viaggia per tutto il mondo, inviando cartoline ogni giorno scrivendo l’ora in cui si è svegliato al mattino e facendo una lista di tutti quelli che ha incontrato o una mappa delle strade che ha percorso. La sua arte è formata da continui spiazzamenti tra pubblico e privato.
  • Robert Barry lavori in cui fili di nylon vengono tesi fra due pareti per creare relazioni spaziali diverse dopo di che ha utilizzato gas nobili per le installazioni dai confini indefiniti. Particolare è la sua attenzione al linguaggio come un libretto in cui su ogni pagina vi

è una parola stampata, lui opta sempre per l’essenzialità e la purezza delle forme non riducendo il lavoro a un significato predeterminato e univoco. La sua filosofia è definita arte razionale che determina occasioni estetiche liberando il linguaggio come fosse materia allo stato gassoso, svincolata da ogni contenitore linguistico. Il gruppo Art & Language nasce dall’omonima rivista del 1968, ha avuto una notevole influenza sull’arte concettuale realizzando mostre in tutto il mondo. L’attività generale del gruppo solo successivamente ha avuto risposte positive, nella prima fase gli artisti iniziano un’attività di vere e proprie opere d’arte che si negano però all’arte borghese ma più come antitesi all’arte corrente che produceva oggetti per la contemplazione personale. Successivamente divenne l’atelier che riusciva a mettere a confronto pareri diversi in cui ogni posizione diventa uno stimolo per gli altri. L’arte diventa una pratica sociale creata per rendere partecipi e consapevoli gli spettatori. Nell’arte degli ultimi anni si sino creati e diffusi veri e propri fenomeni in tutto il mondo. La passione per la luce a neon è diventata una sorta di mania internazionale che ha contagiato moltissimi artisti, in tutto ciò c’è stata la possibilità di poter piegare il vetro e adattarlo alla scrittura. In questo caso si tratta sia di scrivere con la luce e sia di dare alle opere un’ autosufficienza e calore particolare, è un materiale che richiama la contemporaneità e dona un fascino particolare.

  • Bruce Nauman piega e evidenzia prolungamenti del corpo, scrive in corsivo e ricopre fragili steli e curve flessuose. Negli anni ‘70 abbandona il corpo, il soggetto diventa impersonale, ora è di tipo ottico, acustico e mentale.
  • Germano Olivotto negli anni ‘70 l’Italia entra nella Land Art passando dal minimalismo grazie a lui. Lavora con parallelepipedi schiacciati fino a farli diventare dei tubi al neon. Nel 1969 crea i Segni posti sul territorio pensato come spazio di rappresentazione, vi è l’affermazione del sé dell’artista che opera nella natura e si tenta un dialogo semiotico con la natura. Le Sostituzioni sono lavori espressi in ambienti urbani e rurali registrati con video e fotografie così l’opera può vivere sia nella realtà che nella rappresentazione.
  • Claudio Parmiggiani è tra le figure più interessanti del movimento concettuale, il suo lavoro è un continuo alternarsi di simboli, stereotipi, lettere e parole dai materiali al quadro dipinto. La fotografia viene usata solo sotto l’aspetto concettuale.
  • Vincenzo Agnetti maggior esponente italiano dell’arte concettuale, da inizio a un’intensa attività di scrittore e teorico militare nell’arte contemporanea. Secondo lui l’arte non poteva essere veicolo di commercio senza snaturarsi, il suo concetto cardine è legato alla perdita di memoria. Si dimenticano i sapori dei cibi ma se ne metabolizzano i principi nutritivi. Anche la poesia visiva è una nuova corrente che deve essere accettata, è una singolare esperienza letteraria e pittorica con una scrittura grafico-tipologica che si esprime nella decorazione fino all’uso dei caratteri tipografici.

Solitamente gli emblemi non hanno nulla a che fare con la parola e l’immagine perché per i romani stava ad indicare un mosaico o una figura ornata da un rilievo, attualmente però il suo significato è cambiato ora viene inteso come elemento decorativo ad esempio uno stemma può essere un emblema. A livello astratto è un entità in cui è fortemente presente una caratteristica al punto che è in grado di evocare tale caratteristica in chi lo osserva. Viene considerato di natura classica. Urs Luthi, artista svizzero

  • crea opere in cui si riscontrano delle forme di interferenza tra parola e immagine
  • crea una sorta di emblema.
  • Da un lato per lui le parole e le frasi sono dei veri e propri motti araldici e dall’altro è lui sesso il soggetto dei suoi lavori. Taki 183 girava per NY e lasciava la sua firma ovunque in meno di un anno lo fece 300 volte. Da qui nasce il Graffitismo le cui origini sono delle tracce lasciate da giovani neri e portoricani del Bronx e Brooklyn sulle carrozze metropolitane utilizzando bombolette spray e lasciando un proprio tag. Nella fine degli anni ‘60 e inizio ‘70 la moda di strada si diventa un modo di lasciare tracce di linguaggio sui muri, sui vagoni ecc… Quando i primi writers hanno iniziato a creare il proprio nome o soprannome hanno pensato di “firmare” gli spazi metropolitani per comunicare con altri simili e prendere possesso della propria città che li emarginava nell’anonimato periferico. Questo è un modo di fare arte di massa senza nessun vincolo e si producono opere invendibili. L’arte del graffito si contrappone all’arte dei bianchi cioè minimalista e per bene a quella dei neri caotica e colorata. La polizia è sempre stata il nemico giurato dei writers, nel 1971 la creazione di lettere e l’utilizzo dello spray e si inaugura lo style wars , la realtà non è più rappresentazione ma diventa partecipazione. Nei primi scrittori di strada non vi era la necessità di porre un senso a ciò che scrivevano, la subway e il tag divennero un mezzo della loro emancipazione. 1973 l’illusione dell’arte svincolata dal mercato artistico crolla, ci fu la prima mostra dell’U.G.A (United Graffit Artist) lancia il fenomeno del contesto urbano americano. Il grande veicolo di questo fenomeno fu l’ hip hop e tutti i giovani che seguono questa musica e cultura. Parigi è stata la porta d’Europa, gli artisti simbolo del movimento sono due:
  • Keith Haring fu un mito per i giovani degli anni ‘80 per sfuggire alla polizia e il suo stile felicissimo. I suoi radiant babies sono un simbolo del nostro tempo, i suoi giovanili disegni nelle metro sono oggetto di un mercato tra feticismo e cinico. Sintetizza l’arte infantile come arte diffusa.
  • Jean-Michael Basquiat graffiti su muro siglati SAMO, assembla ironicamente simboli della cultura di massa, elementi della mitologia jazz, pittogrammi grotteschi… espressi con violenza iconoclastica straordinaria. Sono opere intense tra contemporaneità e immaginario multietnico, raffinatezza stilistica e forza di un’arte gestuale irruenta con presagi di morte prematura.

La differenza tra street Art e Graffiti sta nella tecnica, la prima non è vincolata all’uso della vernice spray e il soggetto non sempre legato allo studio del lettering , mentre il punto si incontro sta nel luogo in cui si realizzano e alcune modalità di esecuzione. L’uso della tecnica è individuale, è un’arte vicina ai giovani con regole, comportamenti ed etica. Il concetto di usare idee e frasi e trasformarle in arte attraverso la diretta comunicazione sociale con la Public art non è stata inventata da Jenny Holzer ma è stato lui a renderla internazionale. Lui ha compreso che l’arte deve uscire dalle gallerie dalle mostre e deve diventare Public Art cioè un servizio per una presa di coscienza di tutti, per questo il linguaggio diventa la strada più diretta.

  • Barbara Kruger usa un linguaggio fortemente influenzato dalla grafica. Il suo lavoro consiste in una foto in bianco e nero con testo sovrapposto che contiene un messaggio, non son frasi che interrogano il soggetto ma sono semplicemente dichiarative. I motivi che spesso troviamo riguardano il ruolo della donna nella società, discriminazione sessuale. La sua Public Art arriva subito al fulcro del problema e vuole una risposta immediata da parte dello spettatore.