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Linee guida ipertensione e pt cv, Sintesi del corso di Farmacologia

L'ipertensione come un killer invisibile, con il 60% delle persone affette che non ne è consapevole. Viene descritta la correlazione tra ipertensione e malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, nonché le linee guida per il trattamento farmacologico e non farmacologico. Vengono elencati i farmaci utilizzati e le situazioni particolari che favoriscono l'uso di uno rispetto ad un altro. Viene inoltre sottolineata l'importanza della compliance del paziente e delle associazioni di più farmaci.

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

In vendita dal 26/06/2022

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carlotta-meloni-3 🇮🇹

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IPERTENSIONE!
L’ipertensione è un killer invisibile: quando dà segno di sé probabilmente è già presente un danno d’organo.!
Circa il 60% delle persone aette non sa di averla!
Incidenza 20%della popolazione mondiale!
Esiste una chiara correlazione tra ipertensione e malattia cardiovascolare e malattia cerebrovascolare !
Con una riduzione dei valori pressori sistolici di 10 mmHg si ha una riduzione fino al 38% di un evento cardiovascolare o cerebrale;
mente per i valori diabolici c’è una riduzione fino al 50%.!
Circa il 30% delle pt coronariche è correlato allo stato di malattia ipertensiva non trattata correttamente. !
Il cut o al quale dobbiamo preoccuparci è 140/90 mmHg!
L’aumento dei valori pressori in maniera continuativa determina una evoluzione verso la disfunzione ventricolare sinistra: l’anticamera
dello scompenso cardiaco.!
L’evoluzione dello scompenso cardiaco è ciò che porta allo stato finale: la morte!
LINEE GUIDA!
Il sistema usato è basato su:!
-Raccomandazioni di classe (I-II-III)!
-CLASSE 1: abbiamo evidenze molto forti e rappresentano una raccomandazione stretta nell’agire in un certo modo !
-CLASSE 2: A=> la maggior parte dei medici è convinta che quell’atto vada eseguito in quel modo // B=> la maggior parte
dei medici non è convinto e pensa che bisognerebbe eseguire qualcosa’altro !
-CLASSE 3: questo atto non va fatto in questo pz !
-Livello di evidenza (A, B, C)!
-A: evidenza supportata da una bibliografia pubblicata !
-B: supportata da 1 o 2 studi randomizzati o da registri multicentrici con grande validità statistica !
-C: non ha grande base di pubblicazioni scientifiche, ma la maggior parte dei medici tende a pensare che sia meglio
comportarsi in quel modo !
Quindi 1A ci dice che dobbiamo agire in un modo in un pz 3C ci dice che NON dobbiamo agire!
Noi trattiamo il pz sulla base di:!
-numero dei fattori di rischio !
-Valore di pressione arteriosa !
Le carte del rischio ci aiutano a incasellare il nostro pz e se queste lo identificano nella casella “rossa” il rischio di evento cv supera il
10% l’anno.!
FASE 1: TRATTAMENTO NON FARMACOLOGICO (classe 1 evidenzaA)!
-Riduzione del consumo di sale !
-Riduzione dell’abuso di alcol !
-Ridurre il peso (10 kg in meno sono 10 mmHg in meno)!
-Cambio della dieta !
-Attività fisica regolare (almeno 30-40 minuti di camminata veloce ogni giorno)!
-Smettere di fumare !
FASE 2: TRATTAMENTO FARMACOLOGICO !
-ipertensione lieve=> un solo farmaco !
-Ipertensione grave (> 180)=> inizio terapia con due classi di farmaci associate !
Il pz va seguito nel tempo perchè non sappiamo come l’individuo risponderà. I farmaci sono:!
-Diuretici!
-ACE inibitori !
-Inibitori del recettore dell’ ATII (ARBs)!
-Ca antagonisti !
-Beta bloccanti !
Esistono situazioni particolari che favoriscono l’uso di un farmaco rispetto ad un altro: !
-In un pz con cardiopatia ischemica con un precedente infarto=> beta bloccante ha mostrato riduzione della mortalità post infarto a
30gg, a 5 anni!
-Pz diabetico=> la disfunzione renale derivata dal diabete può essere migliorata usando gli ACE inibitori e gli ARBs !
-In gravidanza=> uso farmaci si 2^ importanza come alfa metildopa perchè gli altri sono teratogeni !
COMPLIANCE !
-20% continua con la terapia che ha iniziato !
-17% aggiunge un secondo farmaco !
-40% sospende ogni terapia !
-30% sospende la terapia nei primi 3 mesi perchè crede di stare bene !
Bisogna seguire i pz in modo serrato, dovete motivarli !
Il farmaco sospeso per primo è il diuretico perchè fa andare in bagno spesso e questo disturba il pz!
ASSOCIAZIONE DI PIU FARMACI !
Spesso la monoterapia è insuciente per controllare i valori pressori.!
Raddoppiare la dose di uno stesso farmaco non ha senso perchè agisce sempre sullo stesso meccanismo (oltre che mostrare eetti
collaterali), mentre usare due farmaci diversi permette di controllare due meccanismi diversi.!
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Farmaci come anti- aldosterone
e alfa bloccanti hanno una
importanza secondaria
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Scarica Linee guida ipertensione e pt cv e più Sintesi del corso in PDF di Farmacologia solo su Docsity!

IPERTENSIONE

L’ipertensione è un killer invisibile: quando dà segno di sé probabilmente è già presente un danno d’organo. Circa il 60% delle persone affette non sa di averla Incidenza 20%della popolazione mondiale Esiste una chiara correlazione tra ipertensione e malattia cardiovascolare e malattia cerebrovascolare Con una riduzione dei valori pressori sistolici di 10 mmHg si ha una riduzione fino al 38% di un evento cardiovascolare o cerebrale; mente per i valori diabolici c’è una riduzione fino al 50%. Circa il 30% delle pt coronariche è correlato allo stato di malattia ipertensiva non trattata correttamente. Il cut off al quale dobbiamo preoccuparci è 140/90 mmHg L’aumento dei valori pressori in maniera continuativa determina una evoluzione verso la disfunzione ventricolare sinistra: l’anticamera dello scompenso cardiaco. L’evoluzione dello scompenso cardiaco è ciò che porta allo stato finale: la morte LINEE GUIDA Il sistema usato è basato su:

  • (^) Raccomandazioni di classe (I-II-III)
    • (^) CLASSE 1: abbiamo evidenze molto forti e rappresentano una raccomandazione stretta nell’agire in un certo modo
    • (^) CLASSE 2: A=> la maggior parte dei medici è convinta che quell’atto vada eseguito in quel modo // B=> la maggior parte dei medici non è convinto e pensa che bisognerebbe eseguire qualcosa’altro
    • (^) CLASSE 3: questo atto non va fatto in questo pz
  • (^) Livello di evidenza (A, B, C)
  • (^) A: evidenza supportata da una bibliografia pubblicata
  • (^) B: supportata da 1 o 2 studi randomizzati o da registri multicentrici con grande validità statistica
  • (^) C: non ha grande base di pubblicazioni scientifiche, ma la maggior parte dei medici tende a pensare che sia meglio comportarsi in quel modo Quindi 1A ci dice che dobbiamo agire in un modo in un pz 3C ci dice che NON dobbiamo agire Noi trattiamo il pz sulla base di:
  • (^) numero dei fattori di rischio
  • (^) Valore di pressione arteriosa Le carte del rischio ci aiutano a incasellare il nostro pz e se queste lo identificano nella casella “rossa” il rischio di evento cv supera il 10% l’anno. FASE 1: TRATTAMENTO NON FARMACOLOGICO (classe 1 evidenzaA)
  • (^) Riduzione del consumo di sale
  • (^) Riduzione dell’abuso di alcol
  • (^) Ridurre il peso (10 kg in meno sono 10 mmHg in meno)
  • (^) Cambio della dieta
  • (^) Attività fisica regolare (almeno 30-40 minuti di camminata veloce ogni giorno)
  • (^) Smettere di fumare FASE 2: TRATTAMENTO FARMACOLOGICO
  • (^) ipertensione lieve=> un solo farmaco
  • (^) Ipertensione grave (> 180)=> inizio terapia con due classi di farmaci associate Il pz va seguito nel tempo perchè non sappiamo come l’individuo risponderà. I farmaci sono:
  • (^) Diuretici
  • (^) ACE inibitori
  • (^) Inibitori del recettore dell’ ATII (ARBs)
  • (^) Ca antagonisti
  • (^) Beta bloccanti Esistono situazioni particolari che favoriscono l’uso di un farmaco rispetto ad un altro:
  • (^) In un pz con cardiopatia ischemica con un precedente infarto=> beta bloccante ha mostrato riduzione della mortalità post infarto a 30gg, a 5 anni
  • (^) Pz diabetico=> la disfunzione renale derivata dal diabete può essere migliorata usando gli ACE inibitori e gli ARBs
  • (^) In gravidanza=> uso farmaci si 2^ importanza come alfa metildopa perchè gli altri sono teratogeni COMPLIANCE
  • (^) 20% continua con la terapia che ha iniziato
  • (^) 17% aggiunge un secondo farmaco
  • (^) 40% sospende ogni terapia
  • (^) 30% sospende la terapia nei primi 3 mesi perchè crede di stare bene Bisogna seguire i pz in modo serrato, dovete motivarli Il farmaco sospeso per primo è il diuretico perchè fa andare in bagno spesso e questo disturba il pz ASSOCIAZIONE DI PIU FARMACI Spesso la monoterapia è insufficiente per controllare i valori pressori. Raddoppiare la dose di uno stesso farmaco non ha senso perchè agisce sempre sullo stesso meccanismo (oltre che mostrare effetti collaterali), mentre usare due farmaci diversi permette di controllare due meccanismi diversi. Farmaci come anti- aldosterone e alfa bloccanti hanno una importanza secondaria

Probabilmente l’associazione migliore è quella tra ACE inibitore e calcio antagonista. Non usare farmaci che agiscono sullo stesso sistema come ACE inibitori e inibitori dell’angiotensiona II ( miglioro la pressione, ma peggioro la funzione renale/ evidenza 3). I pz in genere vengono seguiti con 2-3 farmaci in associazione LINEE GUIDA BRITANNICHE Step 1=> Valutiamo se partire con ACE I/ ARB o CCB Step 2=> unione di farmaci ACE inibitori e CCB Step 3=> se troviamo un pz resistente alla terapia, uniamo anche i diuretici Step 4=> aggiungere i beta bloccanti La compliance è inversamente proporzionale al numero di farmaci che prende CONTROINDICAZIONI I farmaci hanno costi diversi e anche se il pz non lo paga perchè ha l’esenzione, tutti noi con le tasse sosteniamo il SSN Ragionare in termini di economia sanitaria: i diuretici costano meno, ma il pz smette di prenderli e quindi ha costi molto più elevati alla fine dei conti.

FARMACI

1) BETA BLOCCANTI=> SI/NO

La loro peculiarità è data dalla capacità di ridurre la frequenza cardiaca e e quindi la mortalità (agiscono meglio nei pz con FC più alte). Negli anni 80 rappresentava una novità assoluta perchè riusciva a ridurre la mortalità fino a 5 anni prevenendo gli eventi aritmici maggiori soprattutto nei pz con ridotta frazione di eiezione. Il profilo GRACE score ci permette di standardizzare il profilo di rischio del nostro pz all’entrata in un’unità coronarica e decidere la terapia=> cut off è 120 (sopra questo parliamo di alto rischio coronarico). Sotto i 120 perdiamo il loro vantaggio terapeutico. _\\ Peggio sta il nostro pz e meglio agiscono i beta bloccanti \_ 2006=> ho ancora la certezza dei beta bloccanti per il miglioramento della vita del pz e dei sintomi legati all’angina e della prognosi 2013=> le certezze diventano dubbi perchè migliora i sintomi, ma non ha effetti sul lungo periodo

  1. NITRATI=> NO ( anche se in Italia li usano comunque ) Riducono la sintomatologia (perchè vasodilatano le coronarie) e a lungo andare riducono la mortalità del pz, ma l’uso prolungato non è consigliato nelle forme orali o transdermiche (causano alterazioni dell’endotelio). Il pz prende il farmaco al bisogno (pastiglia che si scioglie sotto la lingua) e in 5 minuti il nitrato va in circolo e se ne trae il beneficio terapeutico. Il pz starà bene sul Momento, ma non stiamo facendo il suo bene in termini di riduzione degli eventi coronarici e di mortalità _\\ Le linee guida ci dicono che non possiamo più usare i nitrati a lunga durata d’azione perchè non ci sono evidenze: classe 2B (danno tolleranza, non hanno efficacia dimostrata, disfunzione endoteliale a lungo andare)\_
  2. CALCIO ANTAGONISTI Ionotropo e cronotropo positivo Si usa in modo limitato per la cardiopatia ischemica e lo scelgo nel caso di un pt ipertensiva L’associazione con il beta bloccante può dare complicanze
  3. FARMACI SPECIALISTI Il limite principale è rappresentato dal costo, quindi tale scelta va valutata bene

SCOMPENSO CARDIACO

Entità fisiopatologica complessa e articolata. Nonostante le differenze eziologiche, porta inevitabilmente a morte. L’incidenza è notevole ed è destinata a crescere (fattori di rischio in aumento: fumo ed età) La gestione della pt necessita di coinvolgimento di più figure professionali. La mortalità ad 1 anno arriva al 15% La mortalità a 5 anni arriva al 45% EZIOPATOGENESI E’ stato provato che un aumento delle catecolamine nel sangue correla con un incremento della mortalità dei pz. Per questo motivo la terapia è stata impostata sulla componente morale del sangue. Lo scompenso cardiaco è una patologia che ha un circolo vizioso Il pz non sta male e non ha la percezione della gravità: sarà necessario uno stretto legamene medico- paziente TERAPIA Molto articolata: serie di farmaci che vengono gradualmente aggiunti o aumentati nel dosaggio al crescere della disfunzione ventricolare. Tra i farmaci annoveriamo:

  • (^) ACE inibitori => riduzione del post carico: riducono rischio relativo e migliorano prognosi. Enalapril è l’ CE inibitore per eccellenza nei pz con scompenso cardiaco e frazione di eiezione ridotta
  • (^) SARTANI
  • (^) Beta bloccanti => Il bisoprololo è il più usato non perchè più efficace, ma perchè disponibile in monosomministrazion (compliance). Dosi troppo alte peggiorano l prognosi (P troppo bassa ad esempio)
  • (^) Diuretici => riduzione del pre carico. Trattamento acuto ev del pz con scompenso (riduce volemia e facilita gli scambi). Nel trattamento cronico è solo ad uso sintomatologico: non impattanti sulla mortalità del pz. Gli inibitori dell’aldosterone (spironolattone, aldactone) sono farmaci che riduono la mortalità del pz
  • (^) Derivati digitalici=> le linee guida vedono il loro impiego attuale nel regolarizzare la frequenza cardiaca in pz che non possono usare beta bloccanti oppure in pz che sono in classe III-IV NYHA che hanno bisogno di incrementare la capacità contrattile. Rimane, indubbiamente il ruolo dei digitalici nel ridurre l’ospedalizzazinoe nei pz con scompenso cardiaco e frazione d’eiezione ridotta. Tutti questi farmaci riducono il pre carico, riducono RP o hanno inotropismo negativo. Si tratta dunque di capir qual è il farmaco più giusto per il mio pz, cercando di titolare la dose del farmaco al massimo delle possibilità del pz (inizio dcon dose bassa e dopo 2 settimane la alzo) La dose si scegli esulla base della massa corporea e e sulla capacità del pz di gestire la terapia CRT/ CRT- D Con la CRT si provoca una risincronizzazione: impianto uno stimolo elettrico a livello cardiaco, per resincronizzare e migliorare la capacità contrattile cardiaca. Consiste in un sistema sottocutaneo localizzato (sotto clavicola sn o dx): i due cateteri arrivano al cuore per cercare di ottimizzare la contrattilità (quindi migliora sintomi e mortalità). Nel CRT-D si aggiunge un ulteriore catetere da posizionare nel ventricolo dx per ottenere l’effetto defibrillazione. Si impianta perchè i soggetti con disfunzione ventricolare sn vannoincontro con una maggiore incidenza a eventi aritmici. Tutte le terapia dello scompenso cardiaco cronico sono finalizzate a un unico evento: il trapianto, ma per molti diventano una destination therapy (non possono avere un trapianto per motivi legati a comorbilità, età..) LINEE GUIDA 2016 ESC
  1. ACE inibitori, Sartani, inibitori dell’aldosterone, bloccanti rappresentano una indicazione 1A nei pz con disfunzione ventricolare sn e EF ridotta
  2. In un secondo momento intervengo con altri farmaci
  3. Ivabradina o Digitale ci porta a classe 2B Entresto=> a breve nuovi studi sulla sua efficacia anche in pz con frazione di eiezione conservata TERAPIA INTERVENTISTICA (shock cardiogeno in fase acuta)
  • (^) ANGIOPLASTICA => si ricanalizza il vaso nella speranza che la contrattilità del cuore migliori ( infarto con ST sopralivellato, shock cardiogeno post infarto STEMI)
  • (^) CONTROPULSATORE AORTICO (classe 3 ma è l’unico sistema utilizzabile)=> sistema impiantatile in aorta discendente che incrementa la perfusione diastolica delle coronarie. C’è un pallone in aorta che si gonfia con elio e blocca il flusso (in relazione al ritmo), aumentando la quantità di sangue in aorta ascendente: aumenta così la perfusione diastolica
  • (^) IMPELLA => si usa per circa 3-5 gg e poi deve essere rimosso (la pompa degenera e dà emolisi). E’ una pompa che “pesca” il sangue all’interno del ventricolo sn e lo inetta in modo meccanico nell’aorta ascendente. Ha un calibro di 4,7 mm con rischio di ischemia d’arto per l’occlusione dell’arteria iliaca.
  • (^) ECMO => terapia con durata maggiore che può permettere al cuore di recuperare funzionalità In fase acuta ancora si dibatte sulla’uso di dobutamina e noradrenalina Ricordiamo le terapia custom su misura per il pz OBIETTIVI DELLA TERAPIA
    • (^) Aumento sopravvivenza
    • (^) Riduzione ospedalizzazione
    • (^) Miglioramento della Quality of life