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Linguistica digitale, Schemi e mappe concettuali di Linguistica

Sintesi/schema della materia "linguistica digitale"

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 28/04/2025

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daniela-bongiovanni-3 🇮🇹

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APPUNTI LINGUISTICA
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APPUNTI LINGUISTICA

Linguistica digitale → non ha tutte le risposte, ma ci aiuta ad avere una maggiore consapevolezza delle cose è difficile conoscere un linguaggio ci mette in condizione di essere degli apprendenti più efficaci per tutte le lingue parlate Quando è più facile imparare le lingue? Da bambini. Più si cresce, più diventa difficile. Più siamo giovani quando ascoltiamo una lingua, più sarà facile avere una pronuncia nativa. La facoltà di parola è localizzata in alcune aree del cervello umano e fa parte del nostro modo di pensare e di concepire la realtà Realismo linguistico → il nostro modo di percepire la realtà è influenzato dalla lingua che parliamo

  • Due persone che sono conosciute con due codici diversi vedono la realtà in maniera diversa
  • Se una persona esprime un concetto in un modo e un’altra persona in un’altra lingua lo esprime in due o tre modi, vuol dire che nella loro mente c’è qualcosa di diverso Arbitrarietà = ogni lingua organizza le proprie risorse in una maniera specifica e che spesso sfugge a una logica che le colleghi direttamente alla realtà
  • Capacità di pensiero negativo
  • Tolleranza rispetto alla diversità linguistica e culturale (le culture si legano strettamente alle lingue) conoscere più lingue ci aiuta a considerare le cose in maniera relativa Quadro comune di riferimento per le lingue:
  • Documento del 2004 nel quale si stabiliscono le conoscenze delle lingue a livello europeo
  • Un altro volume si dedica al plurilinguismo = la maggior parte di noi dispone di più lingue, codici, risorse nella mente spesso non ne siamo consapevoli Esistono diverse linguistiche:
  • Llinguistica generativa
  • Linguistica acquisizionale → si occupa di capire in che maniera una lingua sia appresa
  • Sequenze acquisizionali → alcune strutture della lingua sono apprese nello stesso modo, indipendentemente dalla lingua
  • Linguistica di corpora → analizza un “corpus” = testi parlati il più grande: Internet → il computer ha la capacità di memorizzare dati in tempi brevissimi Costruire un corpus non è semplice perché ci vuole un metodo di analisi scientifico. Tutte le lingue hanno vocali e consonanti es.) Noi abbiamo le preposizioni, ma alcune lingue hanno le posposizioni. Socio-linguista → si occupa delle relazioni tra linguaggio e società
  • Gruppi sociali diversi si esprimono in maniera diversa
  • Cambiamento dei sistemi linguistici attraverso gruppi sociali, ma anche attraverso lo spazio (l’italiano che si parla in una città non è lo stesso che si parla da altre parti)

Italiano lingua che deriva dal latino popolare Molte aree della linguistica seguono un approccio empirico. Motivo per cui affrontare con prudenza la linguistica: terminologia → spesso scientifica utilizza termini, non parole Nella lingua quotidiana c’è un margine di dubbio perché le parole hanno spesso più di un significato. Approccio scientifico = non ce n’è uno solo; ci sono diversi modi di ragionare uno fra questi è il sillogismo aristotelico Quando una frase o un enunciato è vero? A due premesse vere ne segue un’altra altrettanto vera. Approccio deduttivo: parte da due premesse che riteniamo vere per arrivare a una conclusione che sarà vera, anche se una delle due potrebbe essere falsa es.) Tutti gli uomini sono mortali. Socrate è un uomo. Socrate è mortale es.) Tutti gli esseri umani sono animali. Tutti gli animali muoiono. Tutti gli esseri umani muoiono. es.) I gatti hanno quattro zampe. Il Soriano è un gatto. (se lo leggo al contrario può presentare qualche dubbio; la conclusione non può sempre anticipare le premesse) Può succedere che una delle due premesse non sia vera. es.) I gatti amano la pizza. Il Soriano è un gatto. (nella realtà non è così; una delle due premesse è falsa) Punto debole dell’approccio deduttivo: nel caso in cui una delle due premesse fosse falsa, l’intero ragionamento non funziona es.) Una persona appartiene a un certo gruppo sociale; quel gruppo sociale ha un certo tratto negativo. Noi pensiamo che questa persona ha quel certo tratto negativo. Non è detto che tutte le persone di quel gruppo sociale abbiano quel tratto negativo. Se noi partiamo da una certa teoria creiamo delle esperienze /degli esperimenti che puntino a dimostrare e rafforzare quella teoria. es.) La Terra si trova al centro dell’Universo. Andrò a ideare i miei esperimenti, partendo da questa teoria di riferimento, cercando di dimostrare che la Terra stia effettivamente al centro dell’Universo sappiamo che questa premessa non è vera

  • Il metodo di ricerca deduttivo ha alcuni punti deboli, ma è comunque utilizzato. Non è sempre il più efficace.
  • Partire da un quadro di riferimento è più semplice per organizzare il proprio sistema di ricerca Approccio induttivo = parto da una serie di fatti e osservazioni specifici della realtà che punta poi a generalizzare es.) Osservare il colore dei semafori e dire che ha tre colori, rosso, arancione e verde. Ne vedo tanti uguali e concludo che è sempre così, anche se non è detto che sia vero. da un certo numero di osservazioni deduco che ci sia una certa regola. Bertland Russell mette in dubbio questa idea.

Es.) Uno pensa di essere malato e cerca su Internet che cos’ha; trova che ci sono molti sintomi riconducibili a quella malattia. Alla fine, però, ha solo un raffreddore. ingigantisce i sintomi che confermano la sua paura, sminuendo gli altri

  • Esiste una certa coerenza cognitiva che vogliamo mantenere. Questo ci permette di prendere decisioni più rapidamente. Se pensiamo ai Social Network siamo continuamente esposti a questi Bias. i Social Network tendono a proporci prodotti e contenuti che ci piacciono es.) Se penso che un appartenente a un gruppo sociale abbia dei tratti negativi e ne cerco alcuni, i Social Media manderanno notizie riguardo a quel gruppo sociale che ha tratti negativi. quindi le notizie di chi dice il contrario non arriveranno e questa mia idea sarà sempre più confermata sarà sempre più difficile cambiare opinione Altro pregiudizio: Caratteristica degli unskilled di valutarsi, di pensare di essere più competenti di quello che sono
  • A nessuno piace vedersi come non capace di qualcosa
  • Maggiormente è complessa una disciplina, più sono i limiti di quest’ultima La tendenza degli esperti è quella di non esprimere una posizione, mentre degli inesperti di schierarsi subito da una parte o dall’altra. se io non conosco una disciplina posso pensare che sia più facile di quello che effettivamente è e posso non vedere i limiti di essa Es.) Alcune tipologie di parlanti tendono a sopravvalutare la propria competenza. Una persona può dire di sapere bene l’italiano, ma vedendo i risultati del test rimane male e non ammette di aver conseguito un risultato scarso. Altro pregiudizio → errori di attribuzione Noi nell’osservazione tendiamo a porre noi stessi come punti di partenza. L’errore di attribuzione è la tendenza a giudicare in maniera diversa fatti ed eventi in base a chi coinvolgano:
  • Se coinvolgono altre persone ci sentiamo più liberi di dare la colpa agli altri
  • Se coinvolgono solamente noi tendiamo a minimizzare e a trovare delle giustificazioni es.) Litigo con una persona. Vengo fermato e dico che è colpa dell’altra persona. Se apro il giornale e leggo la notizia di una persona che ha alzato le mani a un’altra, che magari anche conosco, darò ragione a quest’ultima. Es.) Una ricerca che sto facendo sta andando molto male.
  • Se capita a me dico che non mi sono state dette certe cose, che non so alcune informazioni
  • Se lo fa un collega sarò portato a dare la causa alla persona che è stata poco attenta questo errore di attribuzione ci può fortemente influenzare, soprattutto leggendo le notizie sui Social Media, ed è utilizzato da qualcuno per rafforzare una tendenza che già esiste

Altro pregiudizio: Ciascuno di noi pensa di essere esente dai pregiudizi ; nella realtà non è così ciò che noi vediamo non è sempre la realtà. Possiamo interpretare la realtà in un certo modo che è sbagliato. Pensiamo di conoscere più di quanto in realtà sappiamo. Come cercare di evitare i pregiudizi:

  • Tenere conto di tutti i fattori partirò dai fattori che sono contrari alla mia teoria Se si ha un quadro teorico di riferimento, quando si fa ricerca bisognerebbe guardare se ci sono ricerche fatte da altre persone che dicono che il mio codice di riferimento / il metodo che sto utilizzando è debole. Non ha senso fare una ricerca riguardo a qualcosa che è già stato dimostrato. Generalizzare pochi fattori o non considerarli tutti può condurci a un pregiudizio sbagliato. Es.) Le famose diete del succo di limone. “Bere il succo di limone aiuta a dimagrire” se andiamo a considerare tutti i fattori può essere vero Effetto placebo = pensare che qualcosa possa farci bene, può effettivamente farci bene es.) Non è detto che ci sia un forte legame tra consumo di gelato e criminalità. Due eventi possono essere correlati, ma non necessariamente c’è un legame di causa-effetto. effettivamente c’è una correlazione tra consumo di gelato e criminalità, ma non c’è una causalità es.) Una persona è delinquente, ma poi si sente in colpa e va a mangiarsi un gelato. es.) D’estate la gente mangia più gelato e le persone vanno a svaligiare gli appartamenti. se guardo il quadro e tutti i fattori alla fine ridimensiono il tutto Es.) Il cioccolato fa bene? Nei paesi in cui si mangia più cioccolato si vincono più premi Nobel. I due fattori sono legati, ma non hanno un legame di causalità. Prova di falsificabilità = una teoria deve essere falsificabile Es.) Vedo tanti cigni bianchi; penso che tutti i cigni siano bianchi. Cerco un cigno nero per falsificare la mia teoria. Es.) Legge di Gravitazione Universale = può essere messa alla prova; se vedo che un oggetto cade, cerco un oggetto che, cadendo nel vuoto, vola via e non cade. Non è mai successo. Altra mobilità per mettere alla prova il nostro ragionamento: Prestare attenzione e non moltiplicare mai le possibilità oltre il necessario (chiamata rasoio di Occam Guglielmo da Occam ; monaco francescano e teologo britannico che affermò questa teoria nel XIII secolo ) Rasoio di Occam = come un rasoio dobbiamo andare a radere via tutte le opzioni che moltiplicano, oltre quanto sia necessario, le possibilità. Es.) Noi sappiamo che l’Universo è stato creato da Dio; non è detto che sia stato Dio. Forse Dio ha creato un’altra entità per farci credere che fosse Dio e quella ha creato l’Universo. Potrebbe anche esserci una terza entità. Guglielmo, con la sua teoria, dice che non serve a nulla sapere la seconda o la terza entità per spiegare quello che vogliamo Ciò non significa andare a scegliere la spiegazione più semplice, che magari è anche sbagliata, bensì cercare quella che è sufficientemente esplicativa e ragionevolmente vera per dimostrare quello che io voglio spiegare.

Questo orientamento funzionalista tende ad avere un approccio empirico induttivo ( = utilizzano un approccio che parte dai dati). Esistono anche degli approcci deduttivi : es.) Generativismo di Chomsky (risale alla metà del secolo scorso negli Stati Uniti). Chomsky nel 1957 pubblicò “ Struttura della sintassi ”; lui parte da delle regole, utilizzandole per spiegare come secondo lui funziona il linguaggio. Crea così dei modelli che sono molto vicini a formule matematiche. Esistono dei principi e dei parametri :

  • Principi: sono quelli generali
  • Parametri: sono quelli particolari Uno di questi parametri e quello “ pro drop non pro drop ” (= se un bambino nasce in Italia e ha dei genitori italiani, un meccanismo nella sua mente si attiverà in un certo momento molto precoce della crescita e il bambino svilupperà la lingua italiana senza frequentare nessuna scuola e capirà che usare il pronome nella lingua italiana non è obbligatorio. Se invece fosse nato per esempio nel Regno Unito avrebbe sicuramente utilizzato un pronome). Il meccanismo in questione si chiama Language acquisition device ed è un elemento che secondo i generativisti fa parte del DNA dell’Homo Sapiens e non c’è nelle altre specie animali. Dialetto = sistema linguistico di ambito geografico limitato contrapposto a quella che storicamente si è imposta come lingua nazionale o di cultura. Tutti i dialetti subiscono una variazione in base ai contesti sociali o I dialetti non sono oggetto della linguistica o Distinzione tra lingua e dialetto = distinzione di tipo sociolinguistico Esistono modi di comunicare oltre le lingue storico naturali, che possono essere volontari o involontari. Di questo si occupa la semiotica. Esistono forme di comunicazione non verbale , utilizzata spesso intenzionalmente. Sia il linguaggio verbale umano sia il linguaggio non verbale sono naturali. Posso anche comunicare in senso artificiale, creato dall’essere umano (es. Segnaletica stradale). Gli animali comunicano. Gli studi di zoosemiotica si concentrano sui primati (scimpanzè, gorilla, orango, babbuini,…) perché hanno una conformazione fisica simile alla nostra e quindi si è cercato di farli comunicare. Comunicazione in senso stretto = sistema di segni che ha la caratteristica dell’intenzionalità, che è fondamentale Comunicare = mettere in comune un’informazione tra emittente e ricevente/i Fatto segnico/segno = è qualcosa che sta per qualcos’altro (definizione di Ferdinand de Saussure) Ci sono diversi tipi di segni, perché ci sono diversi tipi di comunicazione. Il codice della propria lingua è un sistema che permette di decodificare i segni, perché si ha un sistema di corrispondenze.

Esempi di comunicazione:

  • Linguaggio verbale umano
  • Esiste una comunicazione in senso stretto (solo i casi in cui c’è intenzionalità nell’emittente e nel ricevente); meno è presente l’intenzionalità più è alto il rischio di fraintendimento
  • Comunicazione in cui l’emittente non è del tutto intenzionale
  • Aspetto paralinguistico
  • Silenzio
  • Cinesica (movimento) = serie di gesti, per esempio la mimica facciale
  • Prossemica = scienza che studia lo spazio o le distanze come fatto comunicativo; lo studio dei possibili significati delle distanze materiali che l’uomo tende a interporre tra sé e gli altri
  • Formulazione di inferenze, con assenza di emittente e presenza di un oggetto (in questo caso non c’è un’intenzione di comunicare) Esistono tipi di segni diversi: Non tutti i segni sono uguali. I parametri che contano sono l’ intenzionalità e la motivazione , cioè non esiste o esiste un certo tipo di relazione logica di causa-effetto tra qualcosa e qualcos’altro. es.) I linguaggi verbali umani sono segni in senso stretto e come tali sono immotivati, non c’è una motivazione, non c’è una relazione in natura che lega qualcosa a qualcos’altro. I segni che sono motivati a livello universale (non del linguaggio verbale umano) e i segni immotivati (per motivazione si intende un legame logico).
  • Indici = es.) cane che ringhia (non è intenzionale), profumo del cibo
  • Icone = è intenzionale es.) cartina geografica, cartello stradale con disegno, mappa della metropolitana di Londra, mappa dell’evoluzione della scrittura (se sono presenti segni che ricordano qualcosa)
  • Simboli = es.) i colori, mappa dell’evoluzione della scrittura I segni di tipo linguistico sono del tutto immotivati, arbitrari e intenzionali. La comunicazione avviene attraverso il passaggio di informazioni; ciò che ci dà la possibilità di comunicare si chiama “codice” ( = insieme di corrispondenze che permettono all’emittente di codificare e al ricevente di decodificare il messaggio). Tutta la comunicazione (verbale e non verbale) è fortemente soggetta a un’interpretazione. Es.) Comunicazione paralinguistica tipo di fraintendimento: abbassare o alzare il tono della voce es.) Esprimere l’apprezzamento di un pasto con un rumore corporeo in alcune culture farlo è considerato un bel gesto es.) Contare sulle dita ogni cultura lo fa in maniera diversa es.) Modalità dell’inchino es.) Le scelte di abbigliamento che noi facciamo influenzano l’idea che le persone si fanno di noi non possiamo considerare che una cosa che è vera per noi lo sia anche per gli altri

Rappresentazione del segno linguistico

Ha una caratteristica = la biplanarità ; all’interno del segno linguistico ci sono due parole:

  • Significato ” ( = è un tipo di informazione che io trasmetto; è nelle nostre menti; non è possibile misurarlo. Es. “Il gatto”)
  • Significante ” ( = è la parte fisicamente percepibile. Es. “Il gatto” si può sentire il suono della parola, per esempio attraverso una registrazione; si può misurare.
  • La lingua non influenza il nostro modo di pensare, bensì ci dà la possibilità di esprimerci
  • In alcuni casi due codici diversi sono posti davanti a due scelte diverse. Quando si impara una lingua bisogna utilizzare un sistema diverso dalla lingua d’origine, non si possono fare paralleli. 4. Arbitrarietà del significante → anche il significante di per sé è arbitrario. es.) Se si pensa al sistema delle vocali e delle consonanti dell’italiano e dell’inglese; ci sono dei suoni che la lingua inglese usa, mentre quella italiana no. Onomatopee: fenomeno che si produce quando i suoni di una parola descrivono o suggeriscono acusticamente l’oggetto o l’azione che significano
  • Gruppo limitato di parole che nel loro aspetto fonico, acustico imitano dei suoni della realtà es.) Il rimbombo, la bomba.
  • Solo una parte della parola è motivata: le onomatopee hanno una motivazione di tipo naturale, sono iconiche perché rappresentano il suono naturale es.) rimbombo riecheggia “bombo”, non “rim”
  • Si possono utilizzare associazioni tra suoni e idee per far passare un’idea associata a qualche tipo di prodotto Fonosimbolismo → evocazione simbolica, in una o più voci, di oggetto o significati Il segno linguistico è biplanare. Linguaggio verbale umano = arbitrario su più livelli; solitamente, per illustrare questa proprietà, si utilizza il triangolo semiotico Il linguaggio nasce da una convinzione tra i parlanti; ci sono delle eccezioni: onomatopee e fonosimbolismo (teorie e numero limitato di parole che rientrano nel sistema della lingua e che hanno una componente iconica sono piccole eccezioni che rientrano perfettamente all’interno del sistema) è difficile non trovare piccole eccezioni in sistemi complessi.

Altre proprietà del linguaggio verbale umano

Doppia articolazione = concetto introdotto da un linguista francese, André Martinet , che faceva parte di una scuola funzionalista ( = interessata a capire come funziona la comunicazione) a Parigi all’inizio del secolo scorso dopo il corso di linguistica generale di Ferdinand de Saussure in diverse città d’Europe nascono delle scuole di linguistica

  • Interesse di Martinet verso la fonetica e la fonologia (cioè le risorse che il nostro apparato fonatorio ci offre per comunicare) Es.) La nonna sforna una torta. Questo messaggio potremmo dire che è costituito da “parole”; ciascuna di esse è costituita da alcuni elementi più piccoli. Si può scendere fino a un certo livello, chiamato “ articolazione” da Martinet, e individuare degli elementi di prima articolazione che hanno una proprietà fondamentale sono elementi dotati di significante e di significato e i due non si possono scindere Non necessariamente le parole hanno un significato “pieno”, per lo più lessicale (es. libro, computer, …). Ci sono parole che non hanno questo significato lessicale (es. con, fra, il, ma); queste parole hanno una funziona nella frase che è necessaria per comunicare. Hanno significato grammaticale.
  • Le unità di prima articolazione sono gli elementi minimi dotati di significante e di significato, che non possono essere suddivisi ulteriormente senza che questo significato vada perso. “Torta” se tagliamo la parola in “tort” e “a”, a “tort” si può aggiungere altro (es. Torte, tortini, …); hanno un significato e un significante minimo. Non posso dividere in “to” e “rt” perché nessuno dei due richiama nulla alla nostra mente né ha un valore nella grammatica italiana. Le unità di seconda articolazione sono i frammenti minimi di significante. Anche l’articolo “la” può essere diviso in due parti: “l” è una consonante liquida sonora e “a” è una vocale sonora sono prive di significato, ma conservano il significante Si immagina un inventario di elementi di prima e seconda articolazione che ciascun codice utilizza per esprimere qualsiasi cosa. Ogni codice è in grado di esprimere tutti i significati esprimibili. gli elementi piccoli che si possono combinare per formare qualcosa di più grande e a loro volta questi elementi più grandi possono essere combinati e via così per esprimere qualsiasi significato La proprietà della doppia articolazione è alla base di un’altra importante proprietà: la produttività o creatività regolare (= non che accade regolarmente, bensì regolare etimologicamente da regola) Produttività = il linguaggio ci permette di creare dei messaggi che sono sempre nuovi e che non necessariamente sono stati prodotti prima; questa proprietà è possibile anche grazie al meccanismo della doppia articolazione Questa creatività è sostenuta da una serie di regole. si vuole capire quali sono le regole di fondo che permettono di capire quali sono gli enunciati, a un livello molto astratto Questo sistema di regole che permette di creare qualsiasi tipo di messaggio è di tipo ricorsivo ( = regole che possono essere applicate su se stesse più volte)
  • Il processo ricorsivo può andare avanti all’infinito. C’è un limite il limite della comprensività del messaggio ( = capacità di comprendersi) Altra regola → regola di formazione delle parole (= le parole in italiano hanno una proprietà, che dà la possibilità di aggiungere una parte all’inizio o alla fine di una parola per cambiare il significato (chiamati prefissi e suffissi , anche chiamati morfemi ”) Morfema = unità di prima articolazione di Martinet che è alla base della morfologia Morfologia = parte della linguistica che studia come sono fatte le parole Si può prendere la parola atto , togliere l’ultimo elemento “o” e farlo diventare “ attuale ”, aggiungendo “al”; poi si può aggiungere un altro morfema e farlo diventare “ attualizzare ”; questo “attualizzare” può diventare “ attualizzabile ” … si può applicare diverse volte la regola della derivazione
  • Possiamo utilizzare il linguaggio per regolare i rapporti sociali
  • Si può utilizzare il linguaggio per risolvere un problema
  • Si può creare con il linguaggio qualcosa che non esiste affatto come referente (es. Star Wars, Guerre Stellari) Un altro funzionalista russo che opera a Praga all’inizio del secolo scorso, Roman Jackobson , partendo da questa onnipotenza del linguaggio, cerca di partire quali sono le funzioni prevalenti di un enunciato.

2. Langue e parole Langue = è l’aspetto astratto del codice, è quello che c’è nella mente di tutti noi. la langue è qualcosa di comune a tutti noi Parole = è un atto concreto; ogni volta che si dicono degli enunciati, si pronunciano delle parole, delle frasi, nessuna è identica all’altra. Ogni frase è una realizzazione concreta di una capacità astratta che c’è nella nostra mente di produrre un enunciato.

  • Il piano del concreto e dell’astratto si incrociano costantemente
  • Questa competenza astratta deriva da una convenzione sociale che c’è tra i parlanti. Tutti i parlanti di una comunità condividono questa competenza astratta (la langue) L’atto di parola è individuale. La langue è astratta è anche dotata di una certa coerenza, non è soggetta immediatamente al mutamento Il mutamento nasce nell’atto individuale, nell’atto di parola. Non bisogna confondere l’atto di parola con quello che c’è nella langue. 3. Sintagmatico e paradigmatico Sintagma: si studia la struttura della frase Paradigma: si studia il paradigma dei verbi tutte le forme che può assumere quel verbo es.) “Il gatto mangia.” in questa frase esistono rapporti sintagmatici e paradigmatici
  • Dal punto di vista sintagmatico, ciascun elemento è legato con quelli che gli stanno attorno; si tratta di un tipo di rapporto che si dice che si genera “ in presenza ”. “Gatto” è legato a “il”. “Mangia” è alla terza persona perché il soggetto è alla terza persona. ogni elemento si lega a quello che precede e a quello che lo segue Legame in assenza (paradigmatico): con quegli elementi che potrebbero esserci in una posizione, ma non ci sono

John McWhorter: Taxing is killing language

Messaggiare non vuol dire scrivere. le lingue sono nate come lingue parlate. Scrivere è una cosa che è venuta con il tempo. Se l’umanità fosse esistita per 24 ore, la scrittura sarebbe arrivata solo alle 23:07. Quindi, prima c’è il linguaggio parlato e poi arriva la scrittura, come una sorta di stratagemma. Scrivere ha i suoi vantaggi. Scrivere è un processo consapevole. Con la lingua scritta si possono fare cose che sono meno fattibili con la lingua parlata. Esempio: Un passaggio di Edward Gibbon dal “Declino e Caduta dell’Impero Romano”: “L’intero assedio durò circa 12 ore, finché il graduale ritiro dei Persiani non si trasformò in una fuga disordinata, il cui vergognoso esempio fu dato dai capi e dai Surena stessi.” questo non è il modo in cui un essere umano parla in maniera informale I linguisti hanno dimostrato che quando parliamo in maniera informale, in modo incontrollato, tendiamo a parlare a “pacchetti di parole”, che vanno dalle 7 alle 10 parole. Il discorso è molto più sciolto, più telegrafico, meno riflessivo e molto diverso dallo scritto.

  • I messaggi sono molto sciolti nella loro scrittura; nessuno pensa alle maiuscole e alla punteggiatura non si pensa a queste cose quando si parla; quindi, non lo si fa nemmeno scrivendo
  • Messaggiare è come fare un discorso con le dita
  • Quando si pensa ai messaggi, spesso si crede a un declino, a una mancanza di interesse nelle regole
  • In questo nuovo tipo di comunicazione (i messaggi) sta emergendo una nuova struttura Esempio: Nei messaggi c’è una conversazione che si chiama LOL; di solito, al termine “LOL” si associa il significato di “ridere a crepapelle”. Oggi, se scriviamo, LOL non significa più ridere a crepapelle. Spesso si utilizza il termine in contesti non divertenti. Ora LOL è un segnale di empatia, di accordo. I linguisti chiamano questi termini “particelle pragmatiche”; qualunque lingua parlata in uso ce le ha. messaggiare è la prova di un atto di equilibrio, è un’espansione del repertorio linguistico dei giovani di oggi Se qualcuno del 1973 guardasse ciò che c’è scritto sulla bacheca di un dormitorio del 1993 , noterebbe che il gergo è cambiato, ma capirebbe quello che c’è scritto su quella bacheca. Se quella persona del 1993 leggesse un tipo testo scritto da un ventenne di oggi, non capirebbe nulla perché con il tempo si è sviluppata una lingua tutta nuova tra i giovani

Proprietà di trasponibilità

Il linguaggio verbale umano è principalmente fonico acustico (= noi trasmettiamo i nostri messaggi attraverso l’aria, ricevuti poi dall’apparato uditivo del ricevente) questa è una caratteristica del linguaggio verbale umano

  • Ciò non vieta al linguaggio verbale umano di realizzarsi attraverso diversi canali (per esempio si può affidare il proprio messaggio alla scrittura, un messaggio può essere trasmesso via radio o telefonicamente); il punto di osservazione principale secondo il quale possiamo osservare questo aspetto è, in generale, tra la lingua orale e quella scritta Tra lo scritto e il parlato, il più rilevante e il parlato; a livello antropologico esistono lingue che sono scritte, ma che prima sono state solo lingue orali. Esistono lingue parlate che non hanno la scrittura.
  • In molti paesi dell’Africa la lingua ufficiale è il francese o l’inglese; queste però non sono lingue africane, bensì lingue portate durante la colonizzazione. In ciascun paese africano esistono moltissime lingue. Se si scegliesse uno di questi codici come lingua scritta ufficiale sarebbe un problema perché si escluderebbero tutte le altre lingue.
  • La lingua parlata si impara da bambini, mentre la scrittura si impara a scuola la lingua parlata si impara spontaneamente e la lingua scritta deve essere insegnata Dopo la lingua parlata, la lingua che utilizziamo di più è quella del computer Nella sociolinguistica un repertorio sono tutte quelle risorse linguistiche di cui dispone un parlante e i rapporti che hanno le une con le altre. Si può percepire che uno dei codici che si parlano è più adeguato a essere utilizzato come lingua ufficiale rispetto a un altro questo fa parte della trasponibilità dei mezzi
  • (m; n) sono suoni nasali
  • (l) è un suono laterale
  • (r) è un suono vibrante
  • (j; w) sono suoni approssimanti Luogo di articolazione = per esempio il blocco, l’occlusione può avvenire in diversi punti
  • All’altezza delle labbra
  • All’altezza del palato
  • Nella parte posteriore del palato
  • Al livello di glottide Esempi:
  • Suoni bilabiali (p; b; m) si producono chiudendo le labbra
  • Suoni labiodentali (f; v) le labbra inferiori toccano i denti superiori
  • Suoni interdentali
  • Suoni palatali
  • Suoni glottidali

Vocali

Vocali alte o chiuse (= la lingua si avvicina molto alla parte superiore del palato) ➢ Vocali medio-alte o semichiuse (= la lingua è abbassata) ➢ Vocali medio-basse o semiaperte/anteriori (= il dorso si avvicina al palato, verso l’esterno) ➢ Vocali basse o aperte/posteriori (= più verso l’esterno) si definisce così un’area trapezoidale (detto “trapezio vocalico”); all’interno di quello spazio vengono articolate tutte le nostre vocali Posizione delle labbra: ➢ Vocali anteriori o palataliVocali centraliVocali posteriori o velari

Fonologia

È utile focalizzarsi su alcuni i suoni, quelli che hanno valore distintivo (= se la fonetica registra tutte le caratteristiche dei suoni prodotte dall’apparato fonatorio e anche trasmesse e ricevute, spesso ci interessa di più il fonema, che è un elemento astratto del sistema) È quel suono che ha un valore distintivo.

  • Fono
  • Fonema
  • Allofono
  • Coppia minima

La sillaba = la minima unità fonetica che possa essere articolata e percepita acusticamente, e in cui

ogni parola può essere divisa Affinché una parola sia verosimile deve rispettare una serie di regole: le regole fonosintattiche (= in un certo codice la sequenza ei suoni vocalici e consonantici e la loro alternanza all’interno delle sillabe è ristretta) queste regole sono dettate anche dalla possibilità del nostro apparato fonatorio di articolare questi suoni

  • Una sillaba può essere costituita da una sola vocale
  • Certe sillabe possono esistere in un codice, ma non in un altro
  • L’elemento fondamentale della sillaba è la vocale, chiamato “nucleo della sillaba”
  • Ciò che precede il nucleo si chiama “attacco” (costituito da una o più consonanti)
  • Ciò che segue il nucleo si chiama “coda” (costituita da una consonante oppure no)
  • Nucleo e coda assieme costituiscono la “rima”
  • Nell’alfabeto italiano le sillabe hanno tutte strutture a due (la prima è una consonante e la seconda e una vocale) Anche nei casi in cui si creino dei nessi consonantici che raggruppano più consonanti assieme ci sono delle regole che dicono quali tipi di consonanti sono possibili in ciascuna posizione. La struttura sillabica delle parole è costituita principalmente da elementi vocalici a cui si affiancano uno o più elementi consonantici.

Dittonghi = unione di due vocali, una sillabica e una costituita da vocale vera e propria o da

semiconsonante che si pronunciano in una sola sillaba e sotto un solo accento es.) “pie/de” “fuo/co” Suoni vocalici = quelli che contribuiscono alla pronuncia delle parole, quelli che hanno la vibrazione delle corde vocali Oltre i confini della sillaba possono esserci diversi fenomeni: esistono delle regole, le “ regole fonologiche” , che dicono che in una certa situazione, se viene articolato un certo suono, quest’ultimo subisce un mutamento → perché è necessario riuscire a pronunciare le parole es.) “infelice” costituito da un prefisso che significa “non” non scriviamo “nonfelice” o “ “un pensiero illogico” “il” corrisponde a “non” “non logico” per una questione i pronuncia è una regola fonologica Nel caso di “illogico” e “irragionevole” tutte le caratteristiche del suono che segue al di fuori del confine della sillaba, si trasferiscono a sinistra su quello che precede questa si chiama assimilazione regressiva (fenomeno che si ritrova continuamente) Coarticolazione = ogni suono linguistico subisce l’influenza del contesto nel quale è articolato Assimilazione = fenomeno che si verifica quando un segmento fonologico modifica il segmento precedente ( assimilazione regressiva o anticipatoria ) o il segmento successivo ( assimilazione progressiva o perseverativa ) Prosodia = tratti sovra segmentali che si realizzano al di là dei singoli suoni e delle singole sillabe. Ogni parola è dotata di un accento (una vocale ha l’accento; questa ha un’intensità diversa dalle altre). La posizione dell’accento caratterizza un codice rispetto agli altri. L’accento può essere di diverso tipo:

  • Lingue come l’italiano hanno un accento intensivo