Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Introduzione alla Linguistica: Storia, Fonologia, Semantica e Sintassi, Appunti di Linguistica Generale

linguistica generale dalla nascita alla sociolinguistica e pragmatica

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 28/12/2020

chiara-saladino-1
chiara-saladino-1 🇮🇹

5

(4)

11 documenti

1 / 50

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Linguistica generale e Linguistica storica (Glottologia)
La linguistica generale e' una disciplina che si occupa di studiare le lingue come
proprieta' degli esseri umani, il linguaggio che egli acquisiscono sotto formo di stimoli gia
poco dopo essere nati e senza alcuna difficolta'. Inoltre studia i sistemi linguistici
individuandone le caratteristiche comuni, diverse e universali, cercando di descrivere e
dare nome a cio' che gia naturalmente facciamo, ovvero parlare, ma con consapevolezza.
Il linguaggio: capacita' specie-specifica di comunicare attraverso lingue storico-naturali /
capacita' specie-specifica di acquisire e utilizzare una lingua storico-naturale.
Le lingue storico-naturali sono quelle lingue che si sono spontaneamente create
all'interno delle comunita' linguistiche (Italiano, Inglese, Francesce, Spagnolo etc. incluse
le lingue morte).
La linguistica generale nasce nel 1916 con la pubblicazione del Cours de linguistique
generale di Ferdinand De Saussure, studioso svizzero che per la prima volta pone
l'accento sullo studio delle lingue, descrivendone sistematicamente le caratteristiche
generali.
Anche se gia i filosofi antichi erano molto interessati alle lingue, e' nel 700, con le varie
colonizzazioni europee, il periodo in cui cresce maggiormente l'interesse verso di esse
anche grazie alla nascita' della linguistica storica, parte della linguistica che si occupa di
come le lingue cambiano nel tempo, della loro storia e delle loro parentele col fine di
individuare e ricostruire la lingua madre originale.
Questo interesse storico per le lingue nasce in particolar modo quando William Jones,
studioso di lingua britannico, fece notare che la lingua indiana antica, il Sanscrito, insieme
alle lingue indiane moderne di fine 700, sembravano avere punti in comune con il latino e il
greco. Inoltre cio' avviene nell'800, secolo del romanticismo, per cui vi e' un forte interesse
di tutte le discipline alla storia dei popoli e alla loro identita'.
Nasce infatti in questo periodo lo studio diacronico (Linguistica Diacronica) delle lingue ,
che ne osserva i fenomeni nell'evoluzione temporale.
Per cui Saussure, essendo vissuto a cavallo del romanticismo tra il 1800 e il 1900, ha una
formazione di tipo storico, pero' sviluppa nel tempo una serie di interesse verso la lingua
descritta in sincronia (Linguistica Sincronica), per cui essa viene descritta in uno
specifico momento come se fosse immobile, come se non ci fosse un'evoluzione.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32

Anteprima parziale del testo

Scarica Introduzione alla Linguistica: Storia, Fonologia, Semantica e Sintassi e più Appunti in PDF di Linguistica Generale solo su Docsity!

Linguistica generale e Linguistica storica (Glottologia)

La linguistica generale e' una disciplina che si occupa di studiare le lingue come proprieta' degli esseri umani, il linguaggio che egli acquisiscono sotto formo di stimoli gia poco dopo essere nati e senza alcuna difficolta'. Inoltre studia i sistemi linguistici individuandone le caratteristiche comuni, diverse e universali, cercando di descrivere e dare nome a cio' che gia naturalmente facciamo, ovvero parlare, ma con consapevolezza. Il linguaggio : capacita' specie-specifica di comunicare attraverso lingue storico-naturali / capacita' specie-specifica di acquisire e utilizzare una lingua storico-naturale. Le lingue storico-naturali sono quelle lingue che si sono spontaneamente create all'interno delle comunita' linguistiche (Italiano, Inglese, Francesce, Spagnolo etc. incluse le lingue morte). La linguistica generale nasce nel 1916 con la pubblicazione del Cours de linguistique generale di Ferdinand De Saussure, studioso svizzero che per la prima volta pone l'accento sullo studio delle lingue, descrivendone sistematicamente le caratteristiche generali. Anche se gia i filosofi antichi erano molto interessati alle lingue, e' nel 700, con le varie colonizzazioni europee, il periodo in cui cresce maggiormente l'interesse verso di esse anche grazie alla nascita' della linguistica storica , parte della linguistica che si occupa di come le lingue cambiano nel tempo, della loro storia e delle loro parentele col fine di individuare e ricostruire la lingua madre originale. Questo interesse storico per le lingue nasce in particolar modo quando William Jones, studioso di lingua britannico, fece notare che la lingua indiana antica, il Sanscrito, insieme alle lingue indiane moderne di fine 700, sembravano avere punti in comune con il latino e il greco. Inoltre cio' avviene nell'800, secolo del romanticismo, per cui vi e' un forte interesse di tutte le discipline alla storia dei popoli e alla loro identita'. Nasce infatti in questo periodo lo studio diacronico ( Linguistica Diacronica ) delle lingue , che ne osserva i fenomeni nell'evoluzione temporale. Per cui Saussure, essendo vissuto a cavallo del romanticismo tra il 1800 e il 1900, ha una formazione di tipo storico, pero' sviluppa nel tempo una serie di interesse verso la lingua descritta in sincronia ( Linguistica Sincronica ), per cui essa viene descritta in uno specifico momento come se fosse immobile, come se non ci fosse un'evoluzione.

Quando si studia una lingua la prima cosa che e' di interesse e' la Fonetica , ovvero lo studio dei suoni linguistici cosi come vengono articolati, in quanto le lingue esistono perche' sono parlate e perche' in confronto la lingua scritta e' posteriore, accessoria e accidentale rispetto a quella parlata. Noi parliamo utilizzando parti del corpo che sono state create per altre funzioni, come l'apparato respiratorio e l'apparato digerente. In particolare utilizziamo un flusso d'aria indicita poiche' parliamo espirando aria, sebbene cio' non avvenga in tutte le lingue del mondo. Infatti i suoni dell'italiano sono Pneumonici Egressivi, a differenze di alcune lingue particolari che utilizzano suoni Avulsivi Ingressivi. L'aria che esce passa dalla trachea, dove all'altezza della laringe sono presenti le corde vocali (pliche vocali), ovvero fasci di tessuto che possono vibrare o meno. L'aria che continua ad uscire passa successivamente dalla faringe, nella quale puo' decidere di prendere due strade, quella della cavita' nasale o quella del cavo orale. Quest'ultimo presenta la lingua, un muscolo con una certa liberta' di movimento con una parte anteriore (Apice), centrale (Dorso) e posteriore (Radice), il palato, denominato duro nella parte anteriore che da verso gli alveoli e molle nella parte posteriore che da verso l'ugola, dove troviamo il velo palatino, muscolo mobile che da posizione rilassata puo' alzarsi indietro e chiudere la cavita' nasale e di conseguenza il passaggio d'aria su di essa. Affinche si abbiano suoni linguistici diversi quindi l'aria deve assumere forme diverse uscendo dalla bocca, grazie alle continue modellazioni che il cavo orale puo' assumere e quindi grazie ai numerosi ostacoli che l'aria si trova a superare nel passaggio verso l'esterno. Il primo ostacolo che l'aria incontra in questo processo e' la laringe (ostacolo inferiore), che determina se un suono e' sonoro e sordo, ovvero che se le pliche vocali sono chiuse l'aria esercita una pressione per passare, facendole vibrare e dando sonorita' al suono, mentre se queste stesse pliche vocali non sono tese e chiuse, l'aria passa liberamente senza dar vita a vibrazioni e sonorita'. Il successivo ostacolo che l'aria subisce nel passaggio verso l'esterno e' la bocca (ostacolo superiore), che da all'aria una certa conformazione grazie al movimento degli organi mobili verso gli organi fissi, delineando nello specifico diversi modi di articolazione e diversi luoghi di articolazione. Sono organi mobili la lingua, le labbra e il velo palatino, mentre sono fissi i denti e il palato.

All'Interno delle consonanti si trovano due distinti modi di articolazione: Ostruenti , per cui l'ostacolo che si crea nel cavo orale e' forte mentre l'ostacolo inferiore puo' presentarsi o meno. Tra queste vi sono le occlusive , le fricative e le affricate. Sonoranti , per cui l'ostacolo che si crea nel cavo orale non e' particolarmente forte mentre l'ostacolo inferiore e' sempre presente in quanto sono tutte sonore. Tra queste vi sono le nasali , le laterali , le vibranti e le approssimanti. Le vocali invece come gia detto non hanno presente alcun'ostacolo superiore mentre e' sempre presente quello inferiore essendo tutte sonore.

Modi di Articolazione delle Consonanti :

1) Occlusive (Plosive) : Le Occlusive determinano un blocco totale del passaggio dell'aria che avviene solo nella cavita' orale, per cui ad una occlusione (chiusura) segue un'esplosione. Le occlusive bilabiali sono suoni che si articolano attraverso un'esplosione dell'aria all'altezza delle labbra quando queste si chiudono e si aprono per la pressione di essa. In base all'attivazione o meno dell'ostacolo inferiore formiamo un'articolazione sorda [p] e sonora [b]. (Es. [ˈpa:pa] – [ˈballa]) Le occlusive (apico-)dentali/alveolari avvengono quando l'apice della lingua tocca la parte posteriore dei denti nella parte iniziale delle gengive e in base all'attivazione o meno dell'ostacolo inferiore distinguiamo fra una articolazione sorda [t] e una sonora [d]. (Es. [ˈta:ta] - [ˈda:do]) Le occlusive (dorso-)palatali avvengono quando il dorso della lingua inarcandosi colpisce il palato e non vengono usate nell'italiano standard, ma in molti dialetti meridionali. In base all'attivazione o meno dell'ostacolo inferiore formano l'articolazione sorda [c] e sonora [ɟ]. (Es. In calabrese: [ˈcu:di] -- [ˈɟɟanda]) Le occlusive (dorso-)velari avvengono quando il dorso della lingua inarcandosi verso il velo palatino chiude il passaggio dell'aria. In base all'attivazione o meno dell'ostacolo inferiore si forma l'articolazione sorda [k] e sonora [g]. (Es. [ˈpɔ:ke] -- [ˈa:gi]).

Le fricative post-alveolari (o pre-palatali) avvengono con un'avvicinamento del dorso della lingua alla parte anteriore e centrale del palato causando limitato passaggio d'aria e la conseguente frizione. In base all'attivazione o meno dell'ostacolo inferiore puo dare un'articolazione sorda [ʃ] o sonora [ʒ]. (Es. ['aʃʃa] -- [ga'ra:ʒə]). Attenzione : In italiano standard [ʒ] non ha niente a che vedere con di giorno o cugino. (Es.It. [kud‘dʒi:no] toscano[ku‘ʒi:no]) Le fricative palatali avvengono con un avvicinamento della lingua molto predominante al centro del palato causando poco passaggio d'aria e quindi anche frizione. Puo' dare solo un'articolazione sorda [ç ] e non esiste in italiano ma e' usata nel tedesco. (Es. tedesco ['ɪç]) Le fricative velari avvengono con l'avvicinamento del dorso della lingua verso il velo palatino causando limitato passaggio d'aria e quindi frizione. In base all'attivazione o meno dell'ostacolo inferiore puo dare un'articolazione sorda [x] o sonora [ɣ ]. (Es. Spagnolo ['oxa] -- spagnolo ['aɣo] ) Le fricative uvulari avvengono quando la radice e il dorso della lingua si avvicinano all'ugula causando limitato passaggio d'aria e conseguente frizione. In base all'attivazione o meno dell'ostacolo inferiore puo dare un'articolazione sorda [χ] o sonora [ʁ ]. Non e' presente nelle lingue europee l'articolazione sorda, che si trova in lingue come l'arabo e l'ebraico. (Es. tedesco [ʁat ]). Attenzione : Il tedesco ha due pronunce per [ʁat] e [Rat] Le fricative glottidiali avvengono quando la radice della lingua si avvicina alla faringe limitando il passaggio d'aria e causando una frizione. Presente in inglese, questa da vita alla sola articolazione sorda [h]. (Es. Inglese ['hæt] ) Attenzione : L’italiano standard non prevede il suono [h], che è presente in toscano al posto di [k]. (it. ['pɔ:ko] toscano ['pɔ:ho])

3) Affricate: Le affricate prevedono un'occlusione o chiusura del cavo orale a cui segue una frizione, composta quindi dai due movimenti articolatori visti precedentemente. Le affricate alveolari avvengono quando la lingua chiude il passaggio d'aria interdentale, a cui la pressione del passaggio d'aria fa scaturire una frizione. In base all'attivazione dell'ostacolo inferiore puo dar vita ad un'articolazione affricata sorda [ts] o sonora [dz]. (Es. ['tsi:o] -- ['mɛddzo]). Attenzione : non confondere [z] con Le affricate post-alveolari (o pre-palatali) avvengono quando la lingua viene a contatto con la parte anteriore del palato, da cui la pressione dell'aria fa scaturire una frizione. In base all'attivazione dell'ostacolo inferiore puo dar vita ad un'articolazione affricata sorda [tʃ ] o sonora [dȝ ]. (Es. ['tʃa:o] -- ['dȝɛsso] ). Attenzione : In ['tʃa:o] la è un semplice espediente grafico che non ha una corrispondenza sul piano fonetico (). In la rappresenta una vocale [i] ([tʃa] = - [tʃe] = [tʃi] = [tʃo] = [tʃu] = )

Le laterali alveolari hanno la stessa posizione delle dentali alveolari ma con la lingua leggermente piu arretrata nella parte degli alveoli e l'aria che passa sia sotto sia ai lati della lingua. Il velo palatino rispetto alle nasali torna ad essere chiuso. Danno vita al suono [l]. (Es. ['la:na]) Le laterali palatali danno vita al suono [ʎ] e in posizione intervocalica e' sempre doppio. (Es. ['aʎʎo] non ['aʎʎio] -- [‘fiʎʎi] Attenzione : La in ['aʎʎo] è un semplice espediente grafico che non ha una corrispondenza sul piano fonetico. . In la seconda rappresenta una vocale [I]. 6) (Poli-)Vibranti : Le polivibranti sono articolazioni composte da brevissimi cicli di occlusione ed esplosione. Le polivibranti alveolari danno vita al suono [r]. (Es. ['ratto]) Le monovibranti alveolari danno vita al suono [ɾ]. (Es. ['ka:ɾo]) Le polivibranti uvulari danno vita al suono [R]. (Es. Tedesco [Rat]) 7) Approssimanti : Le approssimanti sono articolazioni piu simili alle vocali e avvengono quando si ha un avvicinamento degli organi molli verso quelli fissi senza causare frizione. Le approssimanti alveolari danno vita al suono [ɹ]. (Es. Inglese ['ɹɪŋ]) Le approssimanti palatali danno vita al suono [j]. (Es.['jɛri] - [ka'pjɛntsa]) Attenzione : =vocale [i]. In ['mi:tʃo] =approssimante [j]. In ['pjano] =nessuna corrispondenza fonetica Le approssimanti (labio-)velari danno vita al suono [w]. (Es. ['wɔmo])

Modi di Articolazione delle Vocali:

Dal punto di vista articolatorio il suono delle vocali avviene nella parte centrale della bocca, piu precisamente nell'area del trapezio vocalico scaleno come in figura, poiche la lingua essendo radicata nella parte posteriore della bocca, si muove di piu per l'articolazione delle vocali anteriori. Inoltre si trova distante da tutti gli organi fissi perche nelle vocali l'aria non incontra ostacoli a livello del cavo orale. Mentre per le consonanti descrivavamo la parte articolatoria con il moto di articolazione, luogo di articolazione e sordita''/sonorita', per le vocali utilizziamo parametri differenti. Saranno da notare; l'innalzamento della lingua rispetto alla sua posizione di riposo, dividendole in vocali alte/chiuse, medio alte/semichiuse, medio basse/semiaperte, basse/aperte, in quanto l'aria passa piu o meno agevolmente ma sempre senza alcun ostacolo; l'avanzamento-arretramento della lingua verso la parte anteriore, centrale o posteriore della bocca; l'arrotondamento delle labbra (vocali procheile / a labbra arrotondate [u] e vocali aprocheile / a labbra distese [i]) Daniel Jones, inglese che nel 900 studia a Parigi e diviene membro dell'associazione fonetica internazionale (IPA), ha individuato le vocali cardinali , quelle che si trovano ai lati uscenti del trapezio (anteriori e posteriori), le quali rappresentano le posizioni massime della lingua prima delle articolazioni delle semiconsonanti e consonanti. Le vocali anteriori a labbra distese sono la: [I] vocale (cardinale) anteriore, alta/chiusa, aprocheila ( ['pi:no] ingl. ['θriː]) [e] vocale (cardinale) anteriore, medio-alta/semichiusa, aprocheila ( ['pe:lo] <pésca> ['peska]) [ɛ] vocale (cardinale) anteriore, medio-bassa/semiaperta, aprocheila ( ['bɛ:ne] <pèsca> ['pɛska] ingl. [ˈbɛt]) [æ] vocale anteriore, bassa/(quasi)aperta, aprocheila (ingl. [ˈbæt], [ˈkæp]) Le vocali anteriori a labrra arrotondate sono la:

Attenzione: [L] laterale velare sonora. (ingl. [ˈbɪLd] / [ˈbɪld]) Di lato il trapezio vocalico dell'inglese , che prevede molte vocali gemite/lunghe. Il vocalismo tonico dell'italiano standard prevede la presenza di 7 vocali, per cui in italiano parliamo di triangolo vocalico invece che di trapezio, anche se in entrambi si parla di una sola rappresentazione astratta.

Per la trascrizione fonetica

I tratti sovrasegmentali sono delle caratteristiche fonetiche aggiuntive alle articolazioni dei singoli segmenti. Il primo di questi e' la lunghezza. La lunghezza consonantica ('le doppie') si divide in consonanti scempie [p] e geminate/lunghe/rafforzate [pp]. Nel caso delle occlusive e affricate la differenza tra scempie e geminate e' data dall'intensita' dell'occlusione, ovvero quanta pressione d'aria e' necessaria per superare l'ostacolo dell'occlusione. Nel caso delle fricative e sonoranti la differenza tra scempie e geminate e' data dalla durata dell'articolazione nel tempo La si puo' annotare in trascrizione fonetica raddoppiando il simbolo in questione (['pa:pa] diventa ['pappa]) oppure utilizzando I croni [:], strumento che ci permette di dire che il suono che li precede e' lungo, anche se non e' consigliato perche viene utilizzato anche per le vocali, mentre il raddopiamento e' unico per le consonanti e quindi piu conveniente. La lunghezza vocalica si identifica nella protratta durata dell'articolazione della vocale e viene annotata in trascrizione fonetica cone i croni [:] come detto sopra. Esistono suoni sempre lunghi/geminati quando in posizione intervocalica: [ts] affricata alveolare sorda. ['tattsa] – [stat'tsjone] [dz] affricata alveolare sonora. ['mɛddzo] [ʎ] laterale palatale sonora. ['aʎʎo] [ɲ] nasale palatale sonora. ['raɲɲo] [ʃ] fricativa post-alveolare sorda . ['aʃʃa] *Da notare che per quanto riguarda ts e dz, non si raddoppia mai la s e la z in essi, ma solo la t e la d come visibile nei relativi esempi. Quando pronunciamo sequenze di parole, pronunciamo dei continua , ovvero sequenze intere senza interruzioni di parole dal punto di vista fonetico. ['dzi:o] e [lod'dzi:o]. Il secondo tratto sovrasegmentale importante e' l 'accento , ovvero che una sillaba rispetto ad altre all'interno della stessa catena fonica e' piu prominente/accentuata. Di questo abbiamo un accento intensivo per dare intensita' alla sillaba, un accento quantitativo , che accentua una vocale allungandola nel tempo e un accento tonale , nella quale le sillabe si differenziano a seconda dell'accentuazione sulla vocale. In italiano l'accento e' prevalentemente intensivo e mobile , in quanto si puo trovare in varie posizione della parola, cosa che non accade per esempio con l'accento fisso del francese. Le sillabe accentate si chiamano toniche mentre quelle non accentate sono chiamate atone.

La sillaba aperta e' senza coda e finisce con il nucleo vocalico. La sillaba chiusa invece ha la coda e finisce con consonante. Le consonanti geminate chiudono la sillaba precedente e si considerano divise tra le due sillabe, ma non si allungano. ['pal.la] Le vocali accentate in sillaba aperta in italiano standard sono lunghe e vengono annotate con i croni. ['pa:la] I dittonghi ascendenti (sonorita' crescente) sono costituiti da un'approssimante (semiconsonante) [j] / [w] seguita da una vocale che fa nucleo di sillaba. ['jɛri] o ['wɔmo] I dittonghi discendenti (sonorita' decrescente) sono costituiti da due vocali tautosillabiche (nella medesima sillaba) di cui la prima e' nucleo di sillaba e la seconda perde sillabicita' trasformandosi in una semivocale e acquisendo lo stato di corono sillabica. Questo accade solo se la seconda vocale del gruppo e' una vocale alta [i] o [u]. ['mai] o ['maj] entrambi costituiti da una sola sillaba. Lo iato e' una sequenza di due vocali che costituiscono nucleo di sillabe diverse. [paˈe:se] [paˈu:ra] [ˈpi:o] Da notare anche che i dittonghi discendenti con [i] possono essere realizzati come iati, articolati quindi in due sillabe diverse. Questo avviene soprattutto nel parlato iperarticolato (con contesti stilistici accurati o con rallentata velocità d’eloquio e non in quello ipoarticolato (con contesti stilistici informali ed alta velocita' d'eloquio). I tratti intersegmentali invece sono fenomeni che riguardano il confine tra i segmenti o tra i singoli suoni. Quando noi pronunciamo una parola non articoliamo mai separatamente I singoli suoni o le singole parole. Puo' esserci separazione nella grafia ma vi e' esempre un continuum fonotattico , cioe' che i suoni che pronunciamo vengono articolati in una stessa sequenza sonora senza discontinuita' che e' altresi presente nell'ortografia. Coarticolazione : Quando sono inseriti nella catena parlata, i foni tendono a subire un significativo condizionamento da parte dei foni precedenti e/o successivi per economia articolatoria , ovvero per far risparmiare energia ai muscoli che creano le varie articolazioni sonore. La coarticolazione puo' provocare dei mutamenti che rimangono stabili nel tempo e vengono chiamati assimiliazioni , ovvero un processo per cui un suono diventa simile ad un altro e viene utilizzata per indicare in diacronia, processo che analizza varie fasi della lingua, il fenomeno che ne ha dato un effetto definitivo. Assimilazione regressiva parziale : Assimilazione regressiva totale : [n] prende da [f] il luogo di articolazione. [n] prende da [r] tutti I tratti articolatori *Una fricativa alveolare sorda [s] davanti a consonante sonora diventa sempre sonora [z] [z'garbo] Vol u i > Vol l i e' un' assimilazione progressiva totale perche' /w/ viene assimilata da /l/.

Un altro tratto intersegmentale importante e' il raddoppiamento fonosintattico , ovvero l'allungamento della consonante iniziale di parola davanti ad alcuni monosillabi, bisillabi o parole tronche raddoppianti. Vi sono anche casi di dittongamento fonosintattico , che avviene nelle frasi in cui una i finale incontra una vocale iniziale in un parlato ipoarticolato. [portja'pɛrti]

Sebbene [z] sia variante libera del fonema /s/ in posizione intervocalica, esistono nell'italiano realizzazioni concrete di due fonemi diversi /s/ e /z/ anche se il fonema /z/, poiche' sempre meno riconoscibile, da vita a coppie minime residue. Inoltre e' anche variante combinatoria di /s/ davanti a consonante perche' non posso scegliere di usare fricativa alveolare sorda o sonora ma e' il contesto a dettare quale delle due varianti e' presente. Quindi [z] puo' essere considerato fonema soltanto in pochissimi casi di coppie minime che tra gli italiani sempre meno persone riescono a percepire e che quindi l'opposizione fonologica tra i fonemi /s/ e /z/ e' residuale. [dz] e' variante libera del fonema /ts/, poiche' [dz] alterna [ts] in italiano senza modificare il significato delle parole, tuttavia vi e' una capacita' distintiva residuale che si manifesta soltanto in qualche occasione, che lo rende fonema soltanto in questi pochi casi.

L' inventario fonematico dell'italiano e' l'insieme delle classi di suoni con valore distintivo che sono immagazzinate nella nostra mente in quanto capace di opporre significati. [dz] e [z] sono sempre meno dei fonemi dell'italiano in quanto sempre meno riconoscibili, quindi possono essere anche omessi dall'inventario fonematico italiano in quanto estremamente in disuso ad oggi. Per la Trascrizione Fonologica La trascrizione fonologica si racchiude tra le parentesi / / e si indica solo i fonemi dell'italiano della tabella sopracitata, ovvero solo le classi astratte non dettate dalle varie articolazioni fonetiche. ([ˈpaŋka] [ˈzmamma] [ˈpaRto] diventa /ˈpanka/ /ˈsmamma/ /ˈparto/) L' allungamento consonantico e' distintivo (ha valore fonologico) in italiano standard e dunque si annota in trascrizione fonologica. [ˈpa:la] [ˈpalla] /ˈpala/ /ˈpalla/ L' allungamento vocalico non e' distintivo (non ha valore fonologico) in italiano standard e dunque non si annota in trascrizione fonologica. Non esistono i croni vocalici nella trascrizione fonologica. L' accento ha valore distintivo in italiano standard quindi deve essere annotato nella trascrizione fonologica prima della sillaba accentata. [ˈse:gwito] [seˈgwi:to] [segwiˈto] diventa /ˈsegwito/ /seˈgwito/ /segwiˈto/ I suoni vocalici in grado di modificare il significato alle parole italiane sono 7, di cui 5 in posizione atona, poiche quando accentate, non vi e' opposizione fonologica tra /e/ e /ɛ/ né tra /o/ e /ɔ/ che in quel caso sono entrambe varianti libere.