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Ambiguità, Vaghezza e Riformulabilità: Esercizi di Linguistica - Prof. Panunzi, Dispense di Linguistica Generale

Appunti integrati a slide di Linguistica generale, corso 2022-2023 prof. Panunzi-Zinzi

Tipologia: Dispense

2022/2023

Caricato il 15/02/2024

samanta-salvi-1
samanta-salvi-1 🇮🇹

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LINGUISTICA
Il linguaggio consiste nella facoltà umana che tutti hanno e che si manifesta
attraverso le lingue, però non ha solo una prospettiva storica, ma si occupa anche
della struttura del linguaggio umano. Ogni lingua ha una storia.
La linguistica analizza il linguaggio dal punto di vista scientifico.
La lingua si manifesta spontaneamente (non in modo scritto dunque), la linguistica
studia i meccanismi della lingua, la quale si manifesta principalmente tramite suoni (e
non lettere, come invece si fa apprendendo una lingua tramite il metodo scolastico).
Un bambino parla una lingua senza averne piena consapevolezza o uno studio della
grammatica, grazie alle capacità umane di cui tutti disponiamo, ma come fa? La
linguistica indaga su ciò e cerca di dare delle risposte.
Prima di studiare una lingua, l’essere umano ce l’ha già in mente grazie ad un
dispositivo mentale
che rende tutto ciò inconscio, per collegare le parole al mondo
(una sorta di brainstorming, es. cane-gatto, freddo-caldo, associazioni involontarie). Le
parole hanno infatti delle relazioni interne e delle combinazioni (ciò che viene
chiamato morfosintassi).
Semantica
Essa è lo studio del significato delle parole, ma richiede l’interpretazione della mente
del pensiero dell’interlocutore. Il significato delle intenzioni fa parte infatti dello studio
della pragmatica, ovvero sia il linguaggio “messo in pratica”. Inoltre, è risaputo che una
stessa parola può rimandare a diversi aspetti e significati (concetto polisemico).
Es. Ho letto un libro: mi riferisco al testo, al contenuto
Ho bruciato un libro: mi riferisco al libro come oggetto fisico.
Dunque, pur avendo la stessa parola, si ha un contenuto, un significato dierente.
Si ha anche la presenza della diversità linguistica (es. pronuncia di
Valencia
in italiano
e in spagnolo). Si dice che ogni dialetto è una lingua con esercito e marina, poichè in
realtà tutti i dialetti sono sistemi linguistici. Per esempio, l’italiano fu a suo tempo
scelto dallo Stato come lingua nazionale in seguito ad un’evoluzione della lingua
parlata dal popolo. Si parla di lingua immersa nella società (sociolinguistica), una
linguistica quindi tipologica che studia le varie famiglie, i vari rami linguistici.
Un bambino che impara la sua lingua madre ha un’acquisizione spontanea di essa,
non gli viene insegnata tramite regole grammaticali.
Linguaggio, lingue, linguistica
Linguistica: studio scientifico del linguaggio e delle lingue.
Linguaggio: facoltà umana che si manifesta attraverso le lingue, è universale
Lingue: manifestazioni del linguaggio.
Linguaggio
Esso ha diverse accezioni:
> in generale: capacità di utilizzare dei simboli per esprimere contenuti di qualche tipo
(biplanarità), i simboli associano il contenuto e l’espressione.
>linguaggio verbale: è umano, facoltà specie-specifica (homo sapiens) condivisa da
tutti gli esseri umani.
Le espressioni sono segnali fisici percepibili. ( un esempio di espressione sono i suoni).
Diacronia: analizzare la lingua dal punto di vista del suo cambiamento nella storia.
Sincronia: analisi della struttura attuale delle lingue.
Lingue
Definite come oggetti storico-naturali, tutte le lingue che si sono sviluppate in modo
naturale all’interno della comunità umana ed hanno una realtà storica, evolvendosi.
Sono caratterizzate da multidisciplinarità e pervasività. Esse hanno un vasto
interesse multidisciplinare:
1) Filosofia, psicologia dello sviluppo, neuroscienze, medicina (natura/origine del
linguaggio umano, rapporto con il pensiero, realtà mentale e neurologica del
linguaggio, processi di acquisizione e deterioramento).
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LINGUISTICA

Il linguaggio consiste nella facoltà umana che tutti hanno e che si manifesta attraverso le lingue, però non ha solo una prospettiva storica, ma si occupa anche della struttura del linguaggio umano. Ogni lingua ha una storia. La linguistica analizza il linguaggio dal punto di vista scientifico. La lingua si manifesta spontaneamente (non in modo scritto dunque), la linguistica studia i meccanismi della lingua, la quale si manifesta principalmente tramite suoni (e non lettere, come invece si fa apprendendo una lingua tramite il metodo scolastico). Un bambino parla una lingua senza averne piena consapevolezza o uno studio della grammatica, grazie alle capacità umane di cui tutti disponiamo, ma come fa? La linguistica indaga su ciò e cerca di dare delle risposte. Prima di studiare una lingua, l’essere umano ce l’ha già in mente grazie ad un dispositivo mentale che rende tutto ciò inconscio , per collegare le parole al mondo (una sorta di brainstorming, es. cane-gatto, freddo-caldo, associazioni involontarie). Le parole hanno infatti delle relazioni interne e delle combinazioni (ciò che viene chiamato morfosintassi ). Semantica Essa è lo studio del significato delle parole, ma richiede l’interpretazione della mente del pensiero dell’interlocutore. Il significato delle intenzioni fa parte infatti dello studio della pragmatica , ovvero sia il linguaggio “messo in pratica”. Inoltre, è risaputo che una stessa parola può rimandare a diversi aspetti e significati (concetto polisemico). Es. Ho letto un libro: mi riferisco al testo, al contenuto Ho bruciato un libro: mi riferisco al libro come oggetto fisico. Dunque, pur avendo la stessa parola, si ha un contenuto, un significato dierente. Si ha anche la presenza della diversità linguistica (es. pronuncia diValencia in italiano e in spagnolo). Si dice che ogni dialetto è una lingua con esercito e marina, poichè in realtà tutti i dialetti sono sistemi linguistici. Per esempio, l’italiano fu a suo tempo scelto dallo Stato come lingua nazionale in seguito ad un’evoluzione della lingua parlata dal popolo. Si parla di lingua immersa nella società ( sociolinguistica ), una linguistica quindi tipologica che studia le varie famiglie, i vari rami linguistici. Un bambino che impara la sua lingua madre ha un’ acquisizione spontanea di essa, non gli viene insegnata tramite regole grammaticali. Linguaggio, lingue, linguistica Linguistica: studio scientifico del linguaggio e delle lingue. Linguaggio: facoltà umana che si manifesta attraverso le lingue, è universale Lingue : manifestazioni del linguaggio. Linguaggio Esso ha diverse accezioni:

in generale : capacità di utilizzare dei simboli per esprimere contenuti di qualche tipo ( biplanarità ), i simboli associano il contenuto e l’espressione. linguaggio verbale : è umano, facoltà specie-specifica (homo sapiens) condivisa da tutti gli esseri umani. Le espressioni sono segnali fisici percepibili. ( un esempio di espressione sono i suoni). Diacronia: analizzare la lingua dal punto di vista del suo cambiamento nella storia. Sincronia: analisi della struttura attuale delle lingue. Lingue Definite come oggetti storico-naturali , tutte le lingue che si sono sviluppate in modo naturale all’interno della comunità umana ed hanno una realtà storica, evolvendosi. Sono caratterizzate da multidisciplinarità e pervasività. Esse hanno un vasto interesse multidisciplinare:

  1. Filosofia, psicologia dello sviluppo, neuroscienze, medicina (natura/origine del linguaggio umano, rapporto con il pensiero, realtà mentale e neurologica del linguaggio, processi di acquisizione e deterioramento).
  1. Filologia, storia, archeologia, antropologia (testi e culture di tutto il mondo, lingue antiche, storia ed evoluzione delle lingue, variabilità linguistica). Pervasività del linguaggio umano: -usiamo il linguaggio per parlare di tutto -attraverso il linguaggio, sviluppiamo e regoliamo i nostri rapporti sociali. La lingua è un sistema, il linguaggio è una capacità/potenzialità. La lingua, infatti, segue delle regole e nozioni, mentre grazie al linguaggio è possibile studiare qualsiasi disciplina, e quindi, poter parlare di tutto. Esiste una vastità di scopi comunicativi quando un individuo parla (banalmente, anche per chiedere un caè). PROSPETTIVE SULLA NATURA DEL LINGUAGGIO UMANO Essendo il linguaggio poliedrico e pieno di punti di vista , è il mezzo di comunicazione fra individui. La linguistica assume diversi punti di vista del linguaggio, fra cui due principali:
  2. chi vede il linguaggio come mezzo di comunicazione e quindi c’è una volontà di cambiare informazioni
  3. chi lo vede come sistematico , un sistema di conoscenze mentale. In realtà, hanno entrambe la loro parte di verità, poichè il linguaggio esiste per l’ esigenza continua di comunicare. Comunicazione vs Passaggio di informazione -> intenzionalità Senza l’esigenza comunicativa, il linguaggio non esisterebbe, dunque è motivato dalla relazione umana ; è talmente potente che può anche parlare di sè stesso, dimostrandosi un fenomeno anche culturale. Infatti, tutte le culture del mondo hanno una loro controparte linguistica - non esiste cultura senza il linguaggio. Il linguaggio è una comunicazione intenzionale Inoltre, le lingue sono codici, per cui per avere una comunicazione ecace è necessario che emittente e ricevente condividano lo stesso codice (per esempio, la lingua spagnola). A dierenza di ciò, il linguaggio non lo è, è solo una capacità. Il messaggio deve essere percepito , è ciò che lo dierenzia dal pensiero puramente astratto. E’ il suono la parte percepibile e concreta; il pensiero dell’emittente, quindi, viene tradotto in un messaggio e poi prodotto in un suono (qualcosa, quindi, di fisico). In questo caso, l’ aria è il canale di trasmissione del linguaggio verbale, mentre nel caso della comunicazione scritta sarebbe la luce; i canali di trasmissione sono strettamente necessari, senza di loro non sarebbe percepibile il messaggio. Il compito del ricevente è quello di interpretare, decodificare il messaggio. LINGUA: SISTEMA DI CONOSCENZE ALL’INTERNO DELLA MENTE UMANA -l’uso del linguaggio è naturale (senza sforzo e spontaneo) -comprensione e produzione sono rapide ed ecienti (⅗ parole al secondo) -programmazione ed attuazione avvengono in simultanea -tutti i parlanti di una lingua possiedono questo sistema. Conoscere una lingua implica una serie complessa di operazioni mentali -produzione, percezione e discriminazione dei suoni pertinenti -scelta delle parole all’interno di un vasto lessico (migliaia di entrate) -conoscenza della grammatica (regole di distribuzione e composizione) -capacità di riferimento al mondo esterno e a stati mentali interni -uso appropriato di una lingua nel contesto dato (es. parole reputate possibili, esistenti o meno). Lingue storico-naturali Esse sono prodotti culturali che si evolvono continuamente. Sono l’espressione del linguaggio umano e ne permettono lo studio, vengono apprese attraverso l’interazione sociale naturale e variano tra di loro per scrittura ed uso. Altri tipi sono:

Lingue “artificiale” con finalità artistiche (es. lingue elfiche di Tolkien) o di interlingua (es. esperanto) Linguaggi formali di tipo logico o informatico (es. lingue di programmazione). Ogni lingua ha una struttura dinamica ed adattabile.

-sono indipendenti dalle lingue vocali -soddisfano le stesse esigenze comunicative delle lingue vocali Non sono “versioni” delle lingue principali, non sono legate in nessun modo e soprattutto non sono universali (cambiano in base alla lingua); viene decodificata attraverso la vista. Codici e segni Un sistema di comunicazione è in grado di mettere in collegamento entità di due piani distinti. **1) piano interno: contenuto

  1. piano esterno: espressione** (percepibile) Questa proprietà prende il nome di biplanarità (Hjelmslev 1943). Un segno è una singola unità di associazione tra contenuto ed espressione, ed è fisico. Un codice è un sistema complesso e coerente di segni. ICONICITA’ ED ARBITRARIETA’ Nei codici iconici , il significante ed il significato sono legati da una somiglianza. Nei codici arbitrari , le associazioni tra contenuto ed espressione non sono motivate, bensì convenzionali (es. semaforo). Tipi di segno Classificati in base al tipo di relazione tra espressione e contenuto:

icone: segni in cui espressione e contenuto sono legati da un rapporto di somiglianza -> analogici (fotografie, mappe, disegni); indici (sintomi): segni in cui espressione e contenuto sono legati da un rapporto di tipo naturale e causale -> non intenzionali (orme: passaggio di un animale; starnuto: rareddore); simboli : segni in cui espressione e contenuto sono legati da un rapporto di natura puramente convenzionale (culturale) - fede al dito: matrimonio; fascia nera: lutto. ARBITRARIETA’ ASSOLUTA Caratterizzata dall’ astrattezza , non c’è nessun vincolo naturale nè somiglianza tra il significato ed il significante del segno linguistico. Il significato è imprevedibile a partire dal significante e viceversa. Le associazioni, quindi, sono frutto di convenzioni ed i significanti variano in base alla lingua in uso, seppur lingue diverse possono utilizzare lo stesso significante. Non si può prevedere il significato se non si conosce a pieno l’origine della parola. E’ arbitrario il rapporto tra significato e significante, non è motivato naturalmente ma culturalmente. ARBITRARIETA’ SEMANTICA (significato) Ogni lingua sceglie come “ritagliare” la rappresentazione linguistica dei significati, cioè l’estensione semantica del segno (es. azul: blu, celeste, turchese ecc.). Ciò che è arbitrario è ciò in cui sono definiti i concetti, la definizione semantica. IPOTESI DI SAPIR WHORF La lingua non riflette una categorizzazione naturale: -categorie e tipi identificati non sono dati in natura -il mondo si presenta come un flusso di espressioni da organizzare -le analisi dipendono dalla lingua materna (un italiano penserebbe diversamente da uno spagnolo). Strutturalismo: E’ il linguaggio a fare distinzione, la mente umana è di per sè informe, i suoi pensieri ed i suoi limiti sono stati creati dalla lingua - “continuum”. Secondo l’ipotesi relativista, è il linguaggio che organizza il mondo nella nostra mente, il pensiero è fortemente influenzato dalla lingua utilizzata. E’ stata “smentita” dall’ esperimento sui colori (Rosch, 1972), nel quale statunitensi e danesi furono presi come campioni e il risultato è che non hanno una percezione distinta dei colori, in quanto a memorizzazione e riconoscimento. Di conseguenza, lingua e mente non sono influenzate fra loro.

ARBITRARIETA’ FORMALE (significante) Gli indici sonori, la lunghezza dei suoni servono a distinguere i significati in determinate lingue. Permettono quindi di distinguere le parole (es. ship-sheep in inglese), ma ciò varia in base alla lingua. In italiano, non è influente la lunghezza delle vocali, ma lo è quella delle consonanti (es. cane-canne, faro-farro), mentre in spagnolo sono ininfluenti entrambe. Di conseguenza, l’associazione tra suono e forma non è molto arbitraria, bensì spontanea (es. bouba-kiki). Limiti dell’arbitrarietà -onomatopee (Es. verso degli animali che varia secondo le lingue) -fonosimbolismo Non basta quindi sapere l’etimologia, ma anche sapere l’origine delle parole. es. [i] in italiano viene associata a cose piccole, anche tramite il diminutivo -ino, mentre in inglese è l’opposto (es. big-small). PROPRIETA’ FONDAMENTALI DEL LINGUAGGIO UMANO Discretezza Tra due punti, ne esiste sempre uno intermedio, così come i colori hanno una variazione continua di sfumature. E’ il modo in cui si rappresenta il cambio di informazione. Utilizzando “discreto”, significa che qualcosa procede “a blocchi”, a scatti e non in modo continuo - digitale. “Continuo” e “discreto” sono sinonimo di qualcosa che varia e sfuma, come i suoni. La continuità si verifica in natura tramite suoni intermedi. Nel linguaggio si ha invece un variamento discreto , i suoni sono ben distinti, ciò che cambia e li distingue è il grado di apertura del suono. Es. l’italiano non prevede suoni intermedi, l’inglese si (tipo con “Cat”). Doppia articolazione: le espressioni linguistiche si scompongono. 1) prima articolazione: scomposizione in unità dotate di significato, cioè i morfemi; 2) seconda articolazione: scomposizione in unità che non hanno significato, ovvero i fonemi. PRODUTTIVITA’ e CREATIVITA’ A partire da un numero limitato di suoni si possono creare moltissime parole, che a loro volta possono dar luogo ad un numero illimitato di messaggi diversi. Creatività regolare: Chomsky 1965, livello sintattico, le frasi che usiamo ed ascoltiamo ogni giorno sono “nuove”, ovvero non le abbiamo mai usate o ascoltate prima. Creatività lessicale: apertura del codice: una lingua è in grado di produrre una quantità potenzialmente illimitata di segni nuovi. La produttività permette quindi di utilizzare le regole, la creatività è il risultato della produttività a partire dalla combinazione di questi elementi. Un codice è aperto se permette di aggiungere segni nuovi (es. il semaforo è un codice chiuso, ha solo 3 segni, mentre le lingue sono vive). Il segno del codice linguistico sono i morfemi, cioè le parole. Linearità ed incrementalità Il linguaggio è prodotto attraverso una sequenza di suoni che si sviluppa nel tempo - catena lineare di elementi fonici. L’elaborazione linguistica avviene pertanto in modo incrementale: -riceviamo progressivamente stimoli sensoriali (sonori) che vengono elaborati in tempo reale -l’interpretazione di una frase passa per la comprensione in progress della serie di parole che la compongono. -vale anche in produzione: programmazione ed esecuzione avvengono in simultanea, il nostro cervello crea delle aspettative. COMPLESSITA’ SINTATTICA E DIPENDENZA DALLA STRUTTURA

Forme embrionali di parola? I segnali evocano una rappresentazione mentale dei referenti (predatori) o indicano ai compagni il comportamento da seguire? Identificano delle esigenze di attuare diversi comportamenti difensivi, poichè diversi sono i predatori. Il messaggio serve ad indicare il tipo di predatore ed il tipo di comportamento da attuare. Il segno è qualcosa di percepibile, un’espressione che sta ad indicare altro. In questo caso, le espressioni sono utili. La capacità linguistica serve ad evocare anche qualcosa che in quel momento non c’è. Se un uomo dice “leopardo”, evoca qualcosa nella mente dell’interlocutore e, secondo il contesto, gli dà delle indicazioni su come comportarsi. Gesti intenzionali degli scimpanzè: come gli esseri umani, usano segnali gestuali. Il gesto intenzionale ha l’ intenzione di comunicare (es. nel caso dell’essere umano, quando si indica qualcosa/qualcuno con il dito). Osservare come comunicano, serve a riflettere sulla provenienza del nostro linguaggio e inoltre sono stati fatti molti esperimenti. Comunicano anche spontaneamente. Esistono due sostanziali gesti intenzionali (es. MI: movimento d’intenzione, un movimento che si usa in genere per iniziare una determinata azione). Il movimento d’intenzione innesca un’azione, l'interlocutore riconosce l’inizio di un’azione. Le azioni intenzionali servono ad evocare ed attirare l’attenzione. **Origini del linguaggio umano

  1. ipotesi saltazionista ->** natura innata del linguaggio umano, visto come sistema separato da ogni altra forma di comunicazione animale.
  • abilità a sè non spiegabile in termini di adattamento di funzioni preesistenti
  • grammatica universale 2) ipotesi adattazionista -> linguaggio come prodotto di selezione naturale, fondato sulla coevoluzione di cognizione, linguaggio e socialità - intenzionalità condivisa (Tomasello 2008): linguaggio come prodotto culturale generato dall’interazione tra individui e sostenuto dall'ultra socialità tipica della specie umana (cfr. trasmissione culturale). Teoria di Chomsky: facoltà di linguaggio (Language Acquisition Device), puramente umano. La ricorsività è una prova di ciò. Gli evoluzionisti dicono che non solo il linguaggio è ricorsivo (es. anche la manifattura lo è). Non è un meccanismo linguistico, bensì riguarderebbe tutta la prassi umana. Ciò è inteso come grammatica universale. Secondo la teoria adattazionista, il linguaggio è evoluto insieme ad altre facoltà e capacità (es. agricoltura). L’agricoltura fu infatti la svolta dell’umanità. Queste facoltà sono co-evolute che hanno permesso la nascita di una società estrema (la ultra socialità) che si fonda sulla cooperazione fra gli esseri umani. E’ una caratteristica umana che nasce dall’intenzionalità di collaborare. Principi generali dell’analisi linguistica Una lingua è un sistema:
  • approccio strutturalista: ogni lingua è un sistema on tout se tient (Saussure 1916), tutte le parole sono collegate al proprio opposto (candidus-albus in latino, che entrambi significano “bianco; esistono perché esiste il loro opposto)
  • ogni elemento assume valore in opposizione agli altri elementi: piano formale (suoni), piano sostanziale (significati) es. francese: mouton (pecora) - inglese: sheep (pecora) e mutton (carne di pecora). Per un inglese, la carne è divisa dall’animale, sono due concetti diversi ed opposti, cosa che l’italiano non fa - è una distinzione arbitraria. Sintagmatico e paradigmatico Saussure 1916, Hjemslev 1943 - rapporti sintagmatici (in presenzia) : investono la realizzazione sequenziale degli elementi (combinazione degli elementi). es. fenomeno di accordo: Giacinto è un ragazzo simpatico (terminano tutti in -o) rapporto paradigmatici (in absenzia ): investono il piano entro cui vengono operate le selezioni degli elementi da disporre in rapporto sintagmatico (scelta degli elementi). Gli

elementi fanno parte di un sistema di scelte, e fra queste se ne sceglie solo una; l’insieme di scelte forma un paradigma. es. scelta del determinante: il vs questo vs. quel - si possono fra loro sostituire. Langue e parole Si hanno tre dimensioni, prospettive del linguaggio umano (Saussure 1916):

langage - facoltà congenita dell’essere umano langue - sistema linguistico astratto, metafora: una sinfonia (Spartito) parole - singolo atto di parola, individuale ed irripetibile; metafora: l’esecuzione della sinfonia stessa da parte di un’orchestra. L’italiano, per esempio, è in sé un sistema di regole; dall’altra, è un insieme di testi (la parole). Saussure suggerisce una metafora per far capire che la parole, come la sinfonia, possono suonarla tutti; è l’esecuzione. Langage E’ la facoltà di parola , come la capacità di manifestare attraverso segnali concreti, decodificati convenzionalmente secondo un sistema linguistico, contenuti di pensiero (immagini e pensiero verbale) per comunicarlo ad altri esseri umani dotati di “linguaggio”. La facoltà di linguaggio si può attivare solo socialmente sulla base dell’apprendimento di un sistema linguistico (langue) e della realizzazione di puntuali atti. Langue E’ un sistema linguistico composto di sottosistemi (fonologico, lessicale, morfologico, sintattico, semantico) - identifica relazioni di tipo oppositivo (paradigmatico) che riguardano il valore e la funzione dierenziale di ogni elemento entro il sottosistema. E’ un sistema astratto, atemporale (principi di stabilità e conversazione). Non corrisponde alla conoscenza di un parlante (competenza), ma alla conoscenza virtuale di un’intera comunità di parlanti e all’insieme delle loro produzioni linguistiche. Parole E’ l’ atto di parlare, concreto e contingente, prodotto da un singolo parlante - risponde a spinte psicologiche motivate nel contesto di enunciazione. Si manifesta in una specifica occasione, temporale o storica, e genera un messaggio risultante dall’uso di vari elementi del sistema. Infatti, identifica relazioni “combinatorie” (di tipo sintagmatico) tra i segni linguistici. E’ la sorgente naturale del cambiamento del sistema linguistico. Competenza ed esecuzione (Chomsky 1965) La teoria linguistica si occupa in primo luogo di un parlante-ascoltatore ideale, in una comunità linguistica completamente omogenea, il quale conosce perfettamente la sua lingua e non è influenzato da condizioni grammaticalmente irrilevanti quali le limitazioni di memoria, le distrazioni, i cambiamenti di attenzione e di interesse, e gli errori (casuali o caratteristici) nell’applicazione della propria conoscenza della lingua nel corso dell’esecuzione eettiva. Per considerare l’esecuzione linguistica eettiva, dobbiamo considerare l’interazione di vari fattori, e la competenza sottostante del parlante-ascoltatore non è che uno di essi. Competenza ed esecuzione

- competenza (competence): la conoscenza che il parlante-ascoltatore ha del proprio linguaggio - esecuzione (performance): l’uso reale del linguaggio in situazioni concrete (-> parole)

  • competence vs langue: langue: carattere sociale, trascende il singolo individuo - competence: è individuale e risiede nella mente dell’individuo Competenza fonologica, lessicale, morfologica, sintattica, semantica….
  1. quando la pressione diventa più forte della tensione muscolare, l’aria forza l’ostacolo ed esce
  2. non appena un soo d’aria supera la glottide, la pressione si abbassa e le pliche si richiudono Herz: una volta al secondo

Vibrazione delle corde vocali: è un fenomeno passivo - il flusso dell’aria causa la vibrazione della mucosa che riveste la muscolatura cordale - investe solo i foni sonori (vocoidi e contoidi sonori). Cicli di apertura e chiusura della rima vocale (spazio tra le corde vocali). Fonetica acustica: generano la frequenza fondamentale del suono prodotto. Fonetica uditiva: altezza tonale. Frequenza fondamentale Le caratteristiche di base della F0 sono determinate dalla dimensione delle pliche in particolare dalla loro lunghezza e dal loro spessore: valori medi per una voce maschile 70-150 Hz, voce femminile 150-250 Hz, voce infantile 250-350 Hz. La F0 viene inoltre

abitualmente modulata dal parlante aumentando la tensione della muscolatura cordale, al fine di ottenere variazioni di tono. Dopo la laringe Il flusso dell’aria passa quindi alla faringe, e da questa nella cavità orale. In quest’ultimo passaggio, la parte posteriore del palato, detta velo palatino (palato molle) Cavità orale Ciascuna delle componenti della cavità orale può assumere, durante il flusso d’aria, una particolare configurazione -lingua (radice, dorso, punta) -palato duro -denti (alveoli e parte coronale) -labbra Si ottengono in questo modo una varietà di foni, che costituiscono in senso fisico il repertorio dei suoni del linguaggio. Fonologia Sebbene l’apparato fonatorio sia in grado di produrre una quantità enorme di suoni, solo pochi di essi entrano a far parte di un singolo sistema linguistico. Ogni lingua, infatti, seleziona un inventario di suoni che hanno valore distintivo (fonemi). Oltre al repertorio, ogni lingua possiede delle regole per:

combinare insieme i fonemi (sillabe e parole) regolare il modo in cui i diversi fonemi si influenzano fra di loro definire il funzionamento dell’accento e dei fenomeni tonali Fonologia: descrizione dei suoni all’interno di un sistema linguistico. -linguo-specifica -competenza fonologica E’ la scienza di come funzionano i suoni nelle lingue, specificamente in ogni lingua (es. fonologia spagnola dierente dalla fonologia inglese). Fonetica articolatoria segmentale Classificazione dei suoni Tradizionalmente si usano tre parametri per descrivere come viene prodotto un fono -il modo di articolazione : riguarda la conformazione degli organi fonatori durante l’emissione del flusso sonoro (restringimento che viene frapposto, o meno, alla fuoriuscita dell’aria)

  • il luogo/punto di articolazione: riguarda il tratto in cui avviene la modificazione del suono, ovvero l’organo specifico che usiamo per produrre un determinato fono
  • la sonorità : riguarda la presenza o meno di vibrazione delle corde vocali durante la produzione di un fono.

Vocoidi Sono sempre sonori, tranne nel caso in cui vengano prodotti sussurrando; si diversificano a partire dalla diversa posizione assunta dagli organi mobili (lingua, labbra e velo), pur non creando ostacoli alla fuoriuscita del flusso dell’aria, modificando la conformazione della cavità orale. Posizione della lingua:

- orizzontale: anteriori (palatali) / medie / posteriori (velari) - verticale: aperte (basse) / medie /chiuse (alte) - più o meno vicino al palato Posizione delle labbra:

  • se sono sporte in avanti e formano una rotondità: vocoidi “arrotondati” (o labializzati)
  • se sono distese e formano una fessura: vocoidi “non-arrotondati” (o non labializzati) Flusso dell’aria nella cavità nasale (posizione del velo palatino)
  • articolazione dei vocoidi nasali
  • trascritti con una tilde sopra il relativo vocoide orale Vocoidi e contoidi Se la configurazione del tratto sopralaringeo non produce ostacoli viene prodotto un vocoide. Diversamente viene prodotto un qualche tipo di rumore, e si ottiene un contoide.

ostacolo laringeo (presenza di sonorità)

ostacolo superiore

vocoide + -

contoide sonoro + +

contoide sordo - +

Il fatto che le corde vocali siano aperte o chiuse, determina il grado di sonorità. Le vocali vengono articolate e distinte in base alla posizione di lingua e labbra, oltre al velo palatino (in italiano meno, in altre lingue di più). Quando si produce una vocale, non si hanno ostacoli bensì una deformazione della cassa di risonanza. La A è la vocale più aperta, le altre vocali si configurano come vari tipi di chiusura. Ciò costruisce un trapezio vocalico. Il passaggio tra una vocale all’altra è quindi continuo (es. per passare dalla A alla U, si passa dalla O). In italiano le vocali sono 7, non 5 come si pensa, provato dal fatto che esistono delle distinzioni (E aperte vs e chiusa). **Contoidi: modo di articolazione

  1. occlusivo:** o esplosivo: blocco totale del passaggio dell’aria (occlusione), a cui segue una brusca riapertura del blocco (esplosione) 2) fricativo o restrittivo: ostacolo creato dall’avvicinamento di due organi articolatori, che creano una frizione dell’aria (“suoni” continui) 3) aricato: all’occlusione iniziale segue un rilascio graduale, che genera una frizione (2 fasi) 4) nasale: occlusione del canale orale, abbassamento del velo palatino; l’aria è indirizzata verso le cavità nasali. 5) laterale: occlusione della lingua solo nella parte centrale del canale orale; l’aria passa ai lati 6) vibrante: rapide occlusioni intermittenti tra la lingua e un altro organo fonatorio 7) approssimante: - fono intermedio tra un vocoide ed un contoide / semivocali o semiconsonanti

Fonologia La fonologia studia l’organizzazione ed il funzionamento dei suoni in un sistema linguistico.

  • quali sono i fonemi di una data lingua?
  • come i suoni si combinano insieme in una data lingua?
  • come i suoni si modificano in combinazione? Trascrizione fonologica:
  1. riproduce le caratteristiche pertinenti della riproduzione fonica, trascurando le particolarità che non hanno valore distintivo
  2. due foni diversi che non danno luogo a una opposizione fonologica vengono trascritti con lo stesso simbolo
  3. inserita tra slash // Nella trascrizione fonologica viene riportata una parola per come è nel sistema linguistico. Fonema E’ l’unità minima della seconda articolazione del sistema linguistico. E’ un elemento fonico dotato di valore distintivo e oppositivo; consente di distinguere significati lessicali diversi in rapporto alla sua presenza o assenza all’interno della stessa parola. Prova di commutazione: metodo per identificare l’inventario di fonemi di una lingua; si confronta una parola in cui compare il fono di cui vogliamo verificare la pertinenza con altre parole uguali in tutto tranne che nella posizione in cui sta il fono in oggetto -> coppia minima.
  • vocali vs vocali (o semivocali); consonanti vs consonanti (o semiconsonanti) -> valore paradigmatico dell’opposizione tra fonemi es. more/mare - carpa/carta Coppia minima Coppia di parole uguali fonologicamente in tutto tranne che per la presenza di un fonema che, in una certa posizione, prende il posto di un altro. (es. botte/bòtte). Una coppia minima identifica sempre due fonemi, e rappresenta la prova dell’esistenza di tali fonemi in una lingua. E’ la dimostrazione che un fono è un fonema di una certa lingua, in quanto ne costituisce una entità dierenziale. Attraverso la sostituzione di un fonema, otteniamo infatti un diverso significante -> valore distintivo, di opposizione (paradigmatico). Allofoni e fonemi Allofoni: realizzazioni diverse di uno stesso fonema
  • varianti fonetiche che non hanno carattere distintivo
  • se sono determinate dal contesto fonotattico, si dicono varianti combinatorie (distribuzione complementare); Regole di Trubeckoj 1939:
  • data una lingua, due foni hanno valore distintivo (ovvero sono fonemi) o no (ovvero sono allofoni)?
  • prima regola: fonemi (distribuzione contrastiva): quando due suoni ricorrono nelle medesime posizioni e non possono essere scambiati fra loro senza con ciò mutare il significato delle parole o renderle irriconoscibili, allora questi due suoni sono realizzazioni fonetiche di due diversi fonemi.
  • coppia minima.
  • seconda regola: allofoni, varianti libere: quando due suoni della stessa lingua compaiono nelle medesime posizioni e si possono scambiare fra loro senza causare variazione di significato della parola, questi due suoni sono soltanto varianti fonetiche facoltative o libere di un unico fonema.
  • /r/ -> vibrante alveolare, vibrante uvulare, fricativa uvulare sonora, approssimante labiodentale (vibranti di erre moscia)
  • terza regola: allofoni, varianti combinatorie (distribuzione complementare): quando due suoni di una lingua, simili dal punto di vista articolatorio, non

ricorrono mai nelle stesse posizioni, essi sono due varianti combinatorie dello stesso fonema.

  • italiano: /n/ come [n] [m] (nasale alveolare, nasale velare e nasale labiodentale non ricorrono mai nelle stesse posizioni -> varianti contestuali). Fonemi e tratti distintivi In un sistema ogni unità si definisce in relazione a tutte le altre unità. I fonemi di una lingua intrattengono tra loro rapporti di opposizione : una /p/ funziona in quanto si oppone e si distingue da /b/ e /k/ dando luogo a dei contrasti Teoria dei tratti distintivi Analisi fonologica attuale: i segmenti vengono scomposti in elementi sub-segmentali simultanei, i tratti distintivi
  • Jakobson, Fant e Halle (1952); Chomsky e Halle
  • inventario chiuso di proprietà che opportunamente combinate possono dare conto a tutti i fonemi delle lingue nel mondo
  • foneticamente, corrispondono soprattutto a movimenti e atteggiamenti muscolari degli articolatori della fonazione
  • fonologicamente, sono proprietà astratte che si realizzano in simultaneità I tratti sono binari : ogni elemento si dierenzia dagli altri per almeno un tratto fonetico all’interno di una serie di opzioni binarie: +/, presenza/assenza. I tratti sono in numero limitato : restrizioni dell’apparato fonatorio umano e principio di economia. Inventari fonologici Le lingue selezionano tratti distintivi dei loro fonemi e il loro numero
  • inglese 34 (44 considerando i dittonghi)
  • francese 36
  • tedesco 38
  • spagnolo 24
  • cinese 31
  • italiano 30: 28 se non si considerano le approssimanti, 45 se si considerano le consonanti lunghe. **Tratti distintivi dell’italiano
  1. sillabico:** fonema che può costituire nucleo sillabico, perchè dotato di alta intensità intrinseca (in italiano, solo vocoidi) 2) consonantico: fonema prodotto mediante la frapposizione di un ostacolo al soo fonatorio nel tratto vocale (in italiano: tutti i contoidi) 3) sonorante: fonema prodotto con vibrazione delle pliche vocali e passaggio dell’aria relativamente libero (in italiano: tutti i vocoidi, i foni approssimanti, i contoidi nasali 4) sonoro: fonema prodotto con vibrazione delle pliche vocali 5) Continuo : fonema prodotto con una costrizione nel tratto vocale che non blocca completamente il passaggio dell'aria, e può essere articolato senza interruzioni finché c'è aria espiratoria a disposizione (in italiano: i contoidi fricativi, laterali, vibranti e i foni approssimanti) 6) Nasale: fonema prodotto con il velo palatino abbassato (in italiano: i contoidi nasali) 7) Rilascio ritardato: fonema prodotto in due fasi (in italiano: i contoidi aricati) Tratti distintivi dell'italiano (2)
  2. Laterale : fonema prodotto con il passaggio dell'aria ai lati della cavità orale (in italiano: i contoidi laterali)
  3. Arretrato: fonema articolato con il dorso della lingua retratto rispetto alla posizione neutra (in italiano: i contoidi e 'approssimante velare, i vocoidi /al, /3/, /o/, /u/)
  4. Anteriore: fonema prodotto nella zona alveolare o in un luogo di articolazione più avanzato rispetto ad essa (in italiano: contoidi alveolari, labiodentali e bilabiale)
  • vocale seguita da approssimante (semivocale) nella stessa sillaba
  • semivocali in IPA: vocali non sillabiche -> diacritico a forma di archetto sotto il grafema (cauto, feudo ecc.) 3) trittonghi: due approssimanti e una vocale nella stessa sillaba (aiuola, miei)
  1. due vocali in sequenza che appartengono a sillabe diverse formano uno iato (idea, beato). Accento Insieme delle caratteristiche fonetiche che mettono in rilievo una sillaba in una sequenza. Nelle sequenze foniche che vengono articolate alcune sillabe mostrano una salienza percettiva rispetto alle altre -> **sillabe toniche.
  • accento intensivo:** legato prevalentemente all’aumento di intensità con cui è prodotta una sillaba -> italiano

le variazioni di intensità sono comunemente accompagnate da parallele variazioni di altezza e di durata della sillaba tonica sequenze di 3 o più sillabe possono presentare, oltre all’accento principale, altri picchi di intensità, detti accenti secondari (capostazione) - accento musicale: legato alla variazione di F0 (altezza tonale) -> cinese mandarino. Posizione dell'accento La posizione dell’accento può essere libera (es. italiano) o fissa (francese, ungherese). Una parola, sulla base della posizione dell’accento, è detta: - ossitona o tronca: ultima sillaba -> sa’ra - parossitona o piana: penultima sillaba ->’kasa - proparossitona o sdrucciola: terzultima sillaba -> ‘kamera - bisdrucciola: quartultima sillaba -> ‘kapitano In italiano la posizione dell’accento ha valore fonologico - carattere dierenziale es. ‘kapitano vs kapi’tano / ‘ankora vs an’kora Clitici Elementi atoni, che non hanno un accento proprio: si appoggiano sulla parola seguente (proclitici) o precedente (enclitici) per essere pronunciate. In italiano:

  • determinanti clitici (articoli determinativi)
  • clitici “segnacasi” (preposizioni di, a , da)
  • pronomi clitici (mi, ti, lo, la ecc.) Possono combinarsi tra di loro in sequenze complesse (fabbricamelo, me lo presti).

LESSICO E SEMANTICA La parola Dal punto di vista grafico, la parola viene definita come “ciò che è compreso fra due spazi bianchi” - definizione che vale solo per le lingue provviste di un sistema di scrittura. Dal punto di vista fonologico, la parola è definita come “ciò che si raggruppa intorno ad un accento primario”.

  • criterio fonologico vs grafico e morfosintattico: parole atone, come ad esempio i pronomi clitici (prestamelo vs me lo presti)
  • criterio fonologico vs morfologico: parole lunghe, in particolare quelle composte, spesso dotae di accenti secondari. Parola
  • concetto saussariano di parola: segno linguistico (criterio semiologico)
  • unità del linguaggio istintivamente presente alla consapevolezza dei parlanti (criterio psicologico: i parlanti di una lingua sanno che cosa è e che cosa non è una parola)
  • non sempre ciò che conta come parola in una lingua viene considerato tale in altre lingue (nahuatl: lingua polisintetica). Definizione in tratti prototipici Una parola è un segmento della catena parlata o del testo scritto tale che:
  • non sia interrompibile da altri elementi
  • sia virtualmente possibile inserire una pausa prima e dopo di essa
  • sia relativamente mobile (dislocabilità all’interno dell’entità)
  • sia internamente stabile
  • possa comparire da sola (autonomia)
  • abbia un significato Parole e significati L’accezione comune di significato è quella di significato connotativo - riferimento ad oggetti, eventi/stati, proprietà. Tuttavia, le parole possono avere due tipi di significato:
  • lessicale o denotativo: parole contenuto, semanticamente piene (nomi verbi aggettivi) -> categorimatiche
  • grammaticale o relazionale: parole funzione, semanticamente vuote (preposizioni, articoli): sincategorimatiche Lemmi, forme e occorrenze Quante parole ci sono? Ogni cane odia i gatti e tutti i gatti odiano i cani.
  • 12 occorrenze (piano sintagmatico)
  • 9 forme di parola
  • 7 lemmi Lessema: entità linguistica astratta che include tutte le forme flesse di una parola I lessemi vengono solitamente indicati con una forma di citazione convenzionale (il lemma). Classi di parole Parti del discorso della grammatica tradizionale
  • nomi
  • verbi
  • aggettivi
  • avverbi
  • pronomi
  • articoli
  • preposizioni
  • congiunzioni
  • interiezioni Determiners Criteri semantico-morfologici vs criteri distribuzionali - individuazione dei contesti sintagmatici in cui una determinata classe di parole può ricorrere o meno. Articoli e dimostrativi: distribuzione complementare (il cane-quel cane). Possessivi (il mio cane/the my dog). **Criteri di definizione delle classi
  • semantico** (denotazione, sottoclassificazione semantica) - morfologico (parti variabili vs parti invariabili, categorie flessionali inerenti) - funzionale (funzioni grammaticali: soggetto, predicato, oggetto circostanziale… reggenza argomentale) - distribuzionale/sintagmatico (combinazioni sintattiche e distribuzione complementare, modificazioni sintattiche). Parole polirematiche
  • unità lessicali superiori alla parola (ferro da stiro, aria condizionata)
  • lessicalizzazioni “analitiche” (strutture sintagmatiche lessicalizzate)
  • criteri semantici (funzionano come un costituente semantico unitario, il significato dell’espressione complessa non è mera funzione del significato delle sue parti, non sostituibilità delle componenti interne) Semantica del linguaggio naturale Lo studio del significato del linguaggio naturale è collocabili su almeno due diversi piani:

Campi lessicali Fondamento saussuriano: il lessico è un sistema. Non è possibile spiegare i fenomeni linguistici di per sè; per spiegare il linguaggio occorre confrontare tra di loro elementi simili ed estrarne gli elementi dierenziali. Indagine su lessemi che coprono una determinata area concettuale:

  • termini di parentela (madre, padre, figlio ecc.)
  • critica: se per fare riferimento a un campo lessicale dobbiamo postulare un campo concettuale, l’autonomia dell’analisi linguistica viene meno Scomposizione e polisemia -> Katz & Fodor 1963 (schema)

I significati interni della parola “bachelor” possono essere rappresentati tramite i tratti di dierenziazione. Primitivi semantici Non solo il significato delle frasi, ma anche quello delle parole si forma “composizionalmente”, a partire da elementi basici - significati atomici, non ulteriormente scomponibili. Sono applicati soprattutto al lessico verbale (Dowty 1979)

  • causare, diventare, fare
  • Lexical Conceptual Structures - gerarchia!
  • Wierzbicka 1996, circa 60 semantica primes (universalità?) Uccide (x,y). La nostra mente contiene i primitivi semantici senza che nessuno ce li abbia insegnati. Si scompongono i significati, sono usati come strutture concettuali di base che servono a comporre verbi complessi. **Criticismi
  1. circolarità:** i tratti semantici, così come i primitivi, sono in primis “parola” che utilizziamo per spiegarne altre - tratti vs primitivi 2) inadeguatezza esplicativa: mettere le parole in relazione tra di loro non equivale a “spiegare” i significati, che rimangono in ultima analisi “opachi”. 3) controevidenze psicologiche: i bambini acquisiscono olisticamente, e non composizionalmente, i lessemi e i concetti. Il verbo “rompere” viene acquisito ben prima di “causare”. “Papà” e “mamma” vengono acquisiti prima di “maschio”, “adulto”, “genitore” ecc… Le capacità cognitive sono legate a quelle sensoriali (es. se si pensa al limone, si pensa anche al giallo). **Relazioni lessicali
  • relazioni lessicali paradigmatiche:** relazioni tra parole che condividono un qualche aspetto (campi lessicali); organizzazione (anche mnemonica) del lessico mentale; concetto di rete semantica - relazioni lessicale sintagmatiche: relazioni tra parole che si compongono per formare unità lessicalmente coese di ordine superiore; relazioni tra le parole che si possono comporre per formare elementi di ordine superiore (selezione lessicale). **Relazioni paradigmatiche
  • relazioni “verticali” gerarchiche:** iperonimia/iponimia (troponimia); meronimia/olonimia - relazioni “orizzontali”: sinonimia (equivalenza) e quasi sinonimia; antonimia, complementarietà, termini conversi - altre relazioni: causa, implicazione temporale, ruolo, modo. Iperonimia/iponimia
  • relazione di inclusione: X=iponimo (tavolo); Y=iperonimo (mobile); X isa a (ISA) Y (X è un tipo di Y)
  • verbi: relazione di troponimia: X è un modo di Y; vari “modi” possibili -> chiudere: maniera (sigillare), strumento (tappare), intensità (serrare) ecc.
  • rapporto speculare tra estensione (categoria di oggetti a cui ci si può riferire) e intensione (tratti della definizione del senso): l’estensione dell’iponimo è un sottoinsieme proprio dell’estensione dell’iperonimo; l’estensione dell’iponimo è più specifica, contiene tratti in più rispetto a quella dell’iperonimo
  • tavolo= mobile + [con gambe] + [con un piano] + ecc. Aprire è generale, stappare è più specifico. **PRoprietà della relazione “is a”
  • proprietà generali**
  • relazione asimmetrica (orientata)

  • relazione transitiva

  • relazione “molti->1” - gerarchia

  • date queste proprietà, è possibile sfruttare la relazione di iponimia per produrre modelli gerarchici del lessico

  • Wordnet - implicazioni e interferenze

  • la relazione iponimia/iperonimia determina specifici rapporti al livello della competenza inferenziale

  • se X è un tavolo, allora è un mobile

  • se ho tappato X, allora l’ho chiuso. **Meronimia/olonimia

  1. relazioni parti/tutto**
  • tipiche di oggetti fisici, all’interno del lessico nominale
  • X=meronimo (gamba); Y olonimo (tavolo)
  • X è parte di Y 2) relazioni simili (sineddoche)
  • materiale/oggetto (legno/tavolo)
  • membro/insieme (deputato/parlamento)
  • porzione/intero (fetta/torta)
  • elemento/intero (granello/sabbia)
  • luogo specifico/luogo generico (oasi/deserto) 3) iponimia vs meronimia
  • l’iponimo eredita le caratteristiche dell’iperonimo, ma il meronimo non eredita le caratteristiche dell’olonimo;
  • transitività e tipicità (pedale in relazione a bicicletta vs pianoforte) **Sinonimia
  1. relazione di equivalenza**
  • test di sostituibilità, salva veritate
  • implicazione bilaterale (simmetrica)
  • è un X, quindi è un Y, quindi è un X 2) sinonimia e polisemia
  • forte: robusto, energico
  • forte: risoluto, deciso
  • forte: intenso, travolgente 3) rarissimi casi di sinonimia assoluta (es. mischiare mescolare?)
  • i casi di sinonimia sono prevalentemente “locali”, contestuali
  • sinonimia: senso vs denotazione -> concetto di equiestensionalità Due parole sono simili entro un certo contesto, non in assoluto. Quasi sinonimi Coppie di parole semanticamente ani, ma per cui il test di sinonimia vale fino ad un certo punto.
  • grado: lanciare vs scagliare; pieno vs colmo
  • modo: bisbigliare vs sussurrare