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appunti presi a lezione di linguistica generale presso l’università di Bologna
Tipologia: Appunti
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Chi è il linguista? Il linguista ascoltando i parlanti rende esplicite le strutture della lingua che i parlanti ti hanno imparato implicitamente. Il linguista conosce le lingue, non le parla. Il linguista trova utili e interessanti quelli che per la concezione collettiva sono errori interpretandoli come il cambiare della lingua (gli errori di ieri sono le regole di oggi e gli errori di oggi saranno le regole di domani). Chi parla la lingua solo per il fatto di parlarla non è un esperto della lingua, la naturalezza con cui si impara la lingua ci fa sentire esperti della lingua ma non lo siamo. (vedi podcast www.linguisticamente.org). La linguistica è una scienza che consente di comprendere interpretare capire la facoltà che ci distingue dalle altre specie del regno animale. Il linguista ha l’obbiettivo di descrivere la competenza dei parlanti di una lingua. La linguistica studia la lingua, è possibile riconoscere due branche della linguistica, quella generale che studia come funzionano e come sono fatte le lingue e la branca storica che si occupa dell’evoluzione delle lingue ma anche della comparazione tra esse. Per lingue si intendono quelle storico naturali ovvero quelle che si sono sviluppate spontaneamente lungo il corso della civiltà umana. linguistica generale definizione disciplina che studia sul piano sincronico i principi che stanno alla base al funzionamento delle lingue storico-culturali, in riferimento a diversi livelli di analisi: fonetico-fonologico, morfologico, sintattico, semantico-lessicale. le lingue STORICO-CULTURALI sono lingue che si sono imposte in modo naturale, senza spiegazione esplicita. Linguistica vs grammatica La grammatica traccia una linea netta tra giusto e sbagliato, ciò che la grammatica definisce come un errore non preclude la comprensione di una frase. Quelli che la grammatica definisce errori sono tante possibilità che il parlante ha difronte, la scelta del parlante dipende dalla storia della persona. La scelta non è mai giusta o sbagliata ma adeguata o meno a un contesto. La grammatica tradizionale è NORMATIVA, per il linguisti la grammatica è DESCRITTIVA, i linguisti descrivono il comportamento di un gruppo di parlanti a prescindere dalla grammatica. Appendix Probi testo caratterizzato da un insieme di forme sbagliate e il corrispondente corretto nel latino di quel tempo. Si tratta di errori molto frequenti che il maestro riscontra nei suoi studenti. E’ evidente come l’italiano sia più simile al latino che nel 3°/4° secolo veniva considerato sbagliato. Per il linguista l’errore è un tesoro che permette di comprendere l’evoluzione della lingua. Regole e errori
l’uomo
lingue. differenze:
L’italiano ha un sistema che ruota attorno a due standard, quello formale antico ufficialmente riconosciuto e la lingua d’uso democraticamente inclusiva. Più una società è numericamente consistente più una lingua sviluppa diversità linguistiche, la lingua è un DIASISTEMA, un sistema di sistemi. La natura della competenza linguistica è multipla:
tali elementi (gatt-) sono le unità di prima articolazione e non sono ulteriormente scomponibili in unità più piccole che richiamino lo stesso significato. Tali unità prendono il nome di morfemi (si tratta ancora di segni perchè costituiti da significante e significato) , si differenziano però dalle parole ulteriormente scomponibili (es: gatto). unità di seconda articolazione : i suoni, livello strettamente naturale, non hanno significato. I morfemi sono scomponibili in unità più piccole che non sono portatrici di significato i fonemi o unità di seconda articolazione. es: fonemi /g/, /a/, /t/, /t/, /o/ combinatorietà considerando che le unità di base, o i suoni non hanno significato intrinseco è possibile riutilizzarle in combinazioni diverse per formare significati diversi. Tutti i sistemi animali non hanno la doppia articolazione, a ciascun elemento base corrisponde un significato, considerando che gli elementi di base sono limitati anche i messaggi sono limitati —> sinonimia: possibilità di esprimere lo stesso significato attraverso strutture complesse diverse —> linearità e dipendenza dalla struttura: gli elementi di base (i suoni) vengono accostati in modo lineare, limite fisico es: La ragazza di pietro suona bene il pianoforte Il pietro pianoforte bene di ragazza suona la il pianoforte di pietro suona bene la ragazza —> plurifunzionalità della lingua: la lingua permette di adempiere ad una lista molto ampia di funzioni diverse (es: pensiero, interazioni sociali, comunicare informazioni…) Dire cose con le lingue Spesso siamo in grado di comunicare molto più di ciò che diciamo Molte frasi hanno significati espliciti ma anche significati impliciti es: mio fratello ha divorziato implicitamente so che il parlante ha un fratello che è stato sposato esplicitamente so che il fratello del parlante ha divorziato Giornalismo e comunicazione implicita es: Scuolabus rovesciato, l’autista romeno che ha provato a scappare era ubriaco e aveva precedenti 4 informazioni vere di cui solo una è correlata all’accaduto, il fatto che l’autista fosse ubriaco. Si tratta però di 4 affermazioni vere che poste una vicina all’altra che implicitamente suscitano nel lettore l’idea che siano tutte correlate all’incidente. i significati impliciti creano una conoscenza condivisa e tolgono queste informazioni dalla responsabilità del mittente. I frame Ogni elemento linguistico lessicale che usiamo ha attorno a se una cornice (frame) concettuale che evoca altri significati es: il concetto di guerra evoca un frame che evoca altri elementi—> comandante, combattenti, campo di battaglia, limitazione di libertà, coesione sociale giornalismo evocare il coronavirus come una guerra he l’obbiettivo di aumentare la coesione sociale, creare dei modelli positivi (medici) e rendere digeribili limitazioni della libertà. La differenza rispetto ad una guerra è il nemico, nel caso del coronavirus non concreto, intangibile. Non conoscere il nemico ha portato ciascuno ad immaginarmelo da se per la necessità di avere un nemico, ad esempio agli inizi della diffusione l’odio si è incanalato verso i Cinesi. Non si può ricorrere al frame della guerra senza individuare il nemico, nel caso in cui il nemico si presenta come essere intangibile l’uomo, non in grado di modificare la sua concezione di nemico, ne deve individuare un altro concreto, vivente e tangibile. Si tratta di un effetto collaterale di una comunicazione mirata a creare coesione sociale. Fare cose con le lingue Atti linguistici performativi: ci sono fenomeni comunicativi rispetto ai quali non è possibile dire “vero o falso”, che non comunicano un significato ma compiono un’azione, cambiano la realtà. es: Io vi dichiaro marito e moglie per i poteri conferitimi dalla legge la dichiaro dottore in lettere Atti linguistici es: c’è il risotto sul fuoco! significato implicito—> controllare il fuoco e girare il risotto L’atto linguistico è la somma di tre componenti:
Linguaggio: il problema delle origini Non è possibile datare in modo preciso l’inizio dello sviluppo linguistico, è però possibile rispondere ad altre domande rispetto allo sviluppo del linguaggio:
suoni selezionati dall’italiano Fonetica Suoni polmonari quando parliamo c’è uno spostamento d’aria provocato da movimento di corde vocali, lingua, labbra, denti. La quasi totalità dei nostri suoni è polmonare tranne le consonanti non polmonari:
tratto di sonorità
fricative alveolari il suono trova un’ostruzione parziale e fuoriesce in maniera continua come un sibilo. [s]—> [‘skala] [z]—> [a’zilo] lo troviamo tra due vocali, o a inizio parola prima di una consonante sonora—> es: [zden’tato] A differenza delle nasali che variano in base al contesto ma non possono essere fisicamente intercambiabili con le fricative alveolari è possibile variare da una all’altra e questo avviene ad esempio nelle diverse parti d’Italia. Nell’italiano standard il rapporto tra le fricative è variazione contestuale mentre nell’italiano parlato è variazione libera laterale alveolare la punta della lingua tocca gli alveoli e il suono fuoriesce dai lati, l’ostacolo si trova in posizione centrale [l] corrisponde alla L italiana post alveolari/ palatoalveolare in questi casi la corrispondenza con l’alfabeto italiano si divarica moltissimo, questo divario tra alfabeto italiano e IPA è nei suoni che presentano una componente palatale, questi suoni sono quelli che si sono stabilizzati recentemente. Nella lingua non è variato il modo di pronunciare i suoni ma il valore linguistico di essi, il latino non ha fonologizzato questi suoni quindi non ha trovato la necessità di inserirli nell’alfabeto. Con il passaggio alle lingue romanze questi suoni sono diventati fonemi ma non sono stati integrati simboli nell’alfabeto. [ ]—>gl es: [‘a :o] oppure [‘a o] mentre in tutte lo è consonanti la lunghezza ha valore distintivo nelle palatali no, questo dimostra che non hanno ancora assimilato del tutto le proprietà del linguaggio. Nelle consonanti palatali la lunghezza non è distintiva quindi nella trascrizione fonetica si possono scrivere come doppie (:) o singole. [ ]—>sc es: [‘a a], ascia si può considerare quindi ascia coppia minima di ala—>[‘a a] e [‘ala] in quanto differiscono di un solo suono che ne modifica il significato palato alveolare sonora [ ]—>sg suono non presente nel repertorio italiano ma presente in alcuni prestiti dal francese come gara ge e bei ge es: [ga’ra ] affricati palatoalveolari [ ]—>ci es: ciao—> [‘t ao] [d ]—> gi es: agio—> [‘ad o] l’aria trova occlusione totale rappresentata dal simbolo occlusivo (t, d) ma il rilascio non è istantaneo ma continuo come nei suoni fricativi Si tratta pertanto di suoni articolati costituiti da due suoni affricati alveolari [dz] es: zeta—>[‘dzeta] [ts] es: stazione—>[statsione] Le vocali Vengono articolate senza che il flusso d’aria polmonare egressivo incontri un ostacolo, le diverse vocali sono caratterizzate dalle conformazioni che assume la cavità orale e dalle diverse posizioni degli organi mobili. Dal punto di vista articolatorio le vocali vedono come organo principalmente protagonista la lingua che si può muovere sull’asse verticale o sull’asse orizzontale. Le vocali sono rappresentate in un trapezio che altro non è che il disegno stilizzato della nostra bocca. I suoni vengono classificati in base al movimento della lingua: verso l’alto o verso il basso:
I—> anteriore, alta/chiusa E—> anteriore, medio alta/ semi chiusa U—> posteriore, bassa/aperta O—> posteriore, medio bassa/ semi aperta A—> centrale bassa suoni medio bassi, semi aperti [ ]—> E aperta, anteriore semi aperta/ medio bassa [ ]—> O aperta, posteriore semi aperta/ medio bassa sono fonemi? [bot:e] / [b t:e] [‘peska] / [‘p ska] Cambiando un suono il significato cambia, ma in molti casi scambiando un suono all’altro in base al contesto in cui ci si trova la comunicazione viene compresa anche cambiando il suono. Il sistema vocalico dell’italiano ha avuto un percorso di evoluzione che ha portato al cambiamento dello statuto fonologico delle vocali, nel passaggio dal latino all’italiano il sistema vocalico ha subito un cambiamento significativo in quanto in latino la lunghezza vocalica era un tratto presente. Questo tratto è stato sostituito dalla fonologizzazione dei diversi gradi di apertura e l’esistenza di coppie minime tipo botte o bòtte. Però ad oggi questi suoni non sono più fonemi diversi ma varianti libere, si tratta di un residuo di una fase in cui questi suoni erano fonemi, spesso cambiano anche a livello di cadenza regionale. I suoni medio bassi semi aperti sono pronunciabili solo in presenza di di un accento es:[‘p rta] (accento sulla o) [portate] (accento sulla a) [‘b ne] (accento sulla e) [be’nino] (accento sulla i) posizione labbra Influenza il suono anche la posizione delle labbra che possono essere distese o arrotondate. nel trapezio: sinistra pallino—> suono con labbra distese destra del pallino—> suono con labbra arrotondate In italiano tutti i suoni posteriori sono arrotondati e tutti i suoni anteriori sono distesi suoni approssimanti Suoni intermedi tra consonanti e vocali articolati con la frapposizione di un ostacolo appena percettibile al flusso d’aria. possono essere o semi vocali o semi consonanti, si trovano all’interno di un dittongo che è l’insieme di un’ approssimante e di una vocale. se l’approssimante è prima della vocale—> approssimante semi consonate se l’approssimante è dopo la vocale—> approssimante semi vocale
La parola non può essere definita attraverso una definizione secca ma in questo casola la definizione necessità una serie di criteri. Una parola grammaticale è definita in base alla co-occorrenza dei seguenti criteri:
Tanto più una struttura linguistica ha un significato tradizionale o è semanticamente tradizionale più la struttura è coesa, prodotipica es: luna di miele / libro di linguistica evoluzione parole pomo d’oro—> inizialmente struttura tipica di un sintagma pomodoro—> successivamente diventa una parola prodotipica e assume un significato convenzionale diverso da quello letterario. La parola è usata a tal punto da portare a una coesione ex—> prefisso che ha assunto successivamente il ruolo di parola prodotipica acquisendo il significato convenzionale di ex ragazzo Lessema e forme flesse gli amici dei miei amici sono miei amici—> la parola amici è la stessa che occorre tre volte per cercare sul dizionario “gli” devo cercare “il” per cercare sul dizionario “amici” devo cercare “amico” per cercare sul dizionario “miei” devo cercare “mio” amici e amico sono realizzazioni diverse di una singola parola o due parole diverse? es: gli amici del mio amico sono miei amici Le strutture della frase sono vincolate dal contesto: “del” richiede amico non amici miei richiede amici non amico LESSEMA rappresentazione mentale di una classe di foni, di elementi concreti (amico / del)—> nel linguaggio il parlante sceglie il lessema Bagaglio minimo di informazioni che prescindono dal contesto FORME FLESSE Le forme flesse sono l’adattamento del lessema al contesto (amico o amici / del o degli…) —> Le forme flesse sono imposte dal contesto Specificazioni che dipendono strettamente dal contesto es: LIBRO— libro (nome maschile singolare)
libri (nome maschile plurale) l’insieme delle forme flesse di un lessema si chiama PARADIGMA, ad esempio il paradigma di libro è di due elementi e il paradigma di bello è di 4 elementi bello (aggettivo maschile singolare) / BELLO —belli (aggettivo maschile plurale) |
bella belle (aggettivo femminile plurale) (aggettivo femminile singolare) in inglese… BOOK— book (nome singolare)
books (nome plurale) in inglese si individua un processo ADDITTIVO per cambiare forma flessa in un paradigma mentre in italiano il processo è SOSTITUTIVO La differenza tra italiano e inglese è nel numero e nella natura delle categorie mentali obbligatorie, la differenza è ancora più eclatante con BEAUTIFUL che ha una sola forma flessa. La differenza tra le lingue non è nel significato che essi evocano ma in ciò che i parlanti devono o non devono esprimere (es: l’italiano trasmette anche il genere nel caso di libro mentre l’inglese solo il numero). Categorie grammaticali La vera differenza tra le linguine sta in quante e quali categorie sono obbligatorie, es:
La scrittura Non è l’evoluzione delle lingue ma l’inter sezione tra due percorsi, quello delle lingue e quello delle arti figurative. Le prime arti figurative sono scene disegnate che vengono poi interpretate come un racconto. I sistemi di scrittura si dividono in due tipi: