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Linguistica generale, Sintesi del corso di Linguistica Generale

Nuovi fondamenti di linguistica. Riassunto fornito dall’insieme di più appunti integrati con il libro. Università degli studi di Perugia, anno 2024/2025

Tipologia: Sintesi del corso

2024/2025

Caricato il 04/12/2025

AriannaToniol
AriannaToniol 🇮🇹

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Cap.1 La lingua e la linguistica
Le lingue:
Nascono dall’obbligo evolutivo e dalla necessità dell’uomo di comunicare scambiare messaggi portatori di
informazione tra interlocutori umani;
Servono a fornire predicazioni (dire qualcosa a proposito di qualcos’altro);
Purché esse possano aver luogo bisogna possedere le risorse per indicare il qualcosa di cui si vuol palare
-NOMI: classe di parole specializzate nel designare e indicare il tema di cui si parla mediante i VERBI che hanno
la funzione di predicare.
Il parlante in quanto tale ha una responsabilità comunicativa in quanto sfrutta la lingua per “salvarsi la faccia”.
Hanno una funzione:
-Pragmatica per soddisfare i bisogni internazionali concernenti il rapporto tra parlante ed interlocutore nessun
messaggio è sprovvisto di tale funzione;
-Trasmissiva, per trasmettere un messaggio non detto, nascosto sotto il messaggio letterale; - Predicativa,
strettamente intrecciata e in alcuni casi sottostante a quella pragmatica.
La linguistica è una disciplina che mira alla descrizione e alla spiegazione dei fenomeni linguistici
studiando il linguaggio si analizzano fenomeni non osservativi (che non si vedono)
Il linguaggio non viene considerato come un comportamento perfettamente spontaneo e naturale, ma come un oggetto
esterno — passibile d’indagine — per il quale la linguistica:
-Decide dove comincia e finisce;
-Spesso non sa cosa può o non può esserci in un fenomeno del quale si sta occupando;
-Durante l’analisi deve costruire nuove categorie volte a trattare il proprio oggetto definito nell’ambito della teoria
che si adotta.
Comportamento linguistico: viene definito reale per la sua natura in quanto caratterizzato da una serie di fenomeni di
disturbo che costituiscono un problema contraddistinto da una certa tensione.
Cap.2 Codici e Lingue
Ci sono due dimensioni della comunicazione: le diverse modalità di comunicazione non verbale in generale (veicolata
da significanti diversi dai suoni linguistici) e la comunicazione degli animali.
Linguaggio: facoltà di associare diversi ordini di entità a diversi:
Contenuti mentali : non possono manifestarsi ad altri — contenuto;
Realtà sensoriali : che li rendono comunicabili — espressione (significato-significante).
Proprietà fondamentale:
carattere congenito
o innato non è il risultato di un apprendimento, ma nasce con
l’organismo stesso dunque registrato nel patrimonio genetico dell’individuo.
Il linguaggio
Non può essere né appreso né dimenticato — al contrario dei singoli codici con cui il linguaggio si concretizza
Si manifesta sotto forma di associazione tra significato e significante — indifferente rispetto a quale specifico
significante verrà scelto per attualizzarlo
- All’interno del quale i modi sono limitati l’organizzazione delle lingue verbali incorpora una grande varietà di
limitazioni.
Codifica: operazione di formazione di un messaggio da parte di un ricevente assegna ad un dato significato il
significante appropriato.
Decodifica: interpretazione di un messaggio da parte di un ricevente identifica il significato a partire dal significante.
Le lingue sono
codici
:
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Cap.1 La lingua e la linguistica

Le lingue:

  • Nascono dall’obbligo evolutivo e dalla necessità dell’uomo di comunicare ➙ scambiare messaggi portatori di informazione tra interlocutori umani;
  • Servono a fornire predicazioni (dire qualcosa a proposito di qualcos’altro);
  • Purché esse possano aver luogo bisogna possedere le risorse per indicare il qualcosa di cui si vuol palare

- NOMI : classe di parole specializzate nel designare e indicare il tema di cui si parla mediante i VERBI che hanno

la funzione di predicare. Il parlante in quanto tale ha una responsabilità comunicativa in quanto sfrutta la lingua per “salvarsi la faccia”.

  • Hanno una funzione:

- Pragmatica per soddisfare i bisogni internazionali concernenti il rapporto tra parlante ed interlocutore ➙ nessun

messaggio è sprovvisto di tale funzione;

- Trasmissiva, per trasmettere un messaggio non detto, nascosto sotto il messaggio letterale; - Predicativa ,

strettamente intrecciata e in alcuni casi sottostante a quella pragmatica.

La linguistica è una disciplina che mira alla descrizione e alla spiegazione dei fenomeni linguistici ➙ studiando il linguaggio si analizzano fenomeni non osservativi (che non si vedono) Il linguaggio non viene considerato come un comportamento perfettamente spontaneo e naturale, ma come un oggetto esterno — passibile d’indagine — per il quale la linguistica:

- Decide dove comincia e finisce;

- Spesso non sa cosa può o non può esserci in un fenomeno del quale si sta occupando;

- Durante l’analisi deve costruire nuove categorie volte a trattare il proprio oggetto ➙ definito nell’ambito della teoria

che si adotta.

Comportamento linguistico: viene definito reale per la sua natura in quanto caratterizzato da una serie di fenomeni di disturbo che costituiscono un problema contraddistinto da una certa tensione.

Cap.2 Codici e Lingue

Ci sono due dimensioni della comunicazione: le diverse modalità di comunicazione non verbale in generale (veicolata da significanti diversi dai suoni linguistici) e la comunicazione degli animali.

Linguaggio : facoltà di associare diversi ordini di entità a diversi:

- Contenuti mentali : non possono manifestarsi ad altri — contenuto; - Realtà sensoriali : che li rendono comunicabili — espressione (significato-significante).

Proprietà fondamentale: carattere congenito o innato ➙ non è il risultato di un apprendimento, ma nasce con l’organismo stesso dunque registrato nel patrimonio genetico dell’individuo. Il linguaggio

- Non può essere né appreso né dimenticato — al contrario dei singoli codici con cui il linguaggio si concretizza - Si manifesta sotto forma di associazione tra significato e significante — indifferente rispetto a quale specifico significante verrà scelto per attualizzarlo

- All’interno del quale i modi sono limitati ➙ l’organizzazione delle lingue verbali incorpora una grande varietà di

limitazioni.

Codifica: operazione di formazione di un messaggio da parte di un ricevente ➙ assegna ad un dato significato il significante appropriato. Decodifica: interpretazione di un messaggio da parte di un ricevente ➙ identifica il significato a partire dal significante.

Le lingue sono codici:

➙ Sistemi di segni o corrispondenze tra significato e significante — che trasmettono informazioni tra emittente e ricevente — mediante produzione e diffusione di messaggi; ➙ Oggetti complessi in cui un significante sta per un significato. Proprietà : il significato può essere convogliato da realtà fisiche che non gli somigliano affatto (completamente difformi).

- Le forme più interessanti con cui si manifesta la capacità umana di costruire codici di natura anche più complessa è rappresentata dai codici secondari (come i codici alfabetici delle lingue verbali) che hanno come contenuto l’espressione di un altro codice. - Codice articolato: pu essere scomposto in elementi ricorrenti ed ammette combinazioni diverse degli elementi che lo compongono ➙ alcuni hanno anche la proprietà della posizionalità — il significato non è convogliato solo dai singoli componenti come tali, ma anche dalla posizione che ciascuno di essi occupa nella successione.

CATEGORIE DEI CODICI:  Generatori di messaggi che non possono essere interrotti;  Generatori di messaggi che possono essere interrotti

  • ammettendo messaggi in cui la sequenza iniziale viene interrotta per avviarne una secondaria ➙ terminata la secondaria riprenderà quella principale — sospensione che verrà definita STAND-BY : strettamente collegato con l’articolazione e l’organizzazione della sintassi.  Codici ICONICI: nei quali l’espressione ha una qualche somiglianza col contenuto espresso, con il vantaggio di poter essere interpretati da chiunque favorendone la decodifica;  Codici ARBITRARI : in cui non esiste alcuna somiglianza tra espressione e contenuto - Richiedono che l’utente abbia appreso il codice acquisendo la capacità di associare uno specifico contenuto ad un’espressione tra loro eterogenei; - Sono meno maneggevoli ma più efficienti, e permettono di dare espressione ad un’infinità di contenuti. - La sinonimia dei codici — molteplicità di significanti per lo stesso significato:

- È connessa alla loro arbitrarietà

- Permette di costruire segni diversi per dare espressione ai medesimi significati

- Le lingue verbali sono anche ambigue in quanto molti elementi hanno significati che non sono identificabili in modo univoco.  La sinonimia e l’ambiguità dei codici verbali può essere sintetizzata affermando che essi sono codici vaghi.  I codici sono capaci di esprimere una porzione limitata di significati mediante la proprietà della finitezza semantica , per la quale tutti i codici che la presentano sono detti semanticamente finiti, mentre quelli che non hanno limiti di significato sono detti semanticamente illimitati;  Capacità metalinguistica: che ha una lingua di riflettersi su se stessa adottando se stessa come contenuto; ‣ Il modo in cui i codici codificano e trasmettono l’informazione porta alla distinzione tra: - Codici Analogici: esprime una variazione continua (— — —) - Codici Digitali: esprime una variazione a salti (/ \ / \ / )  Codici DISCRETI : il carattere discreto è legato alla loro arbitrarietà, in quanto una lingua analogica è in parte iconica ➙ nelle lingue verbali il significante è costituito dalla gamma di suoni che l’apparato fonatorio è in grado di produrre e che quello uditivo è in grado di percepire:

  1. Nel quale si distinguono forma e sostanza dell’espressione
  2. Ci vale anche per il significato (contenuto): a. Sostanza: totalità dei significati pensabili; b. Forma: modo in cui la sostanza viene formata.

Cap.3 Lingue verbali

Ogni codice ha una SPECIALIZZAZIONE FUNZIONALE che serve per esprimere porzioni specifiche di contenuto ➙ gamma dei codici umani, che per essere utilizzati non richiedono alto strumento che il corpo — senza necessità di ricorrere ad elementi esterni ( codici autonomi ): o Espressioni del volto; o Sguardo e Postura; o Gesti e movimenti; o Aspetto esteriore;

Citazione ➙ Viene indicata graficamente dalle virgolette, e definita come codici a citazione. Le lingue permettono di

formare enunciati che al loro interno ne riportano altri emessi in altra occasione, o immaginati come da emettersi in futuro.

De-citazione ➙ (processo inverso) Cancellazione virtuale di elementi adoperati in precedenza e nell’emissione di una

nuova serie. Le lingue verbali diventano codici narrativi, in quanto possiedono la capacità di narrazione. Narrativa e citazione hanno effetti anche sul livello fonologico ➙ la parte citata ha sempre un’intonazione diversa.

Gli enunciati acquistano significato in base allo specifico contesto in cui sono inseriti, al di fuori del quale non avranno senso, tale contestualità può essere:

- Interna : manifestata negli enunciati che acquistano un significato solo se inseriti in un tessuto di altri enunciati, dunque il loro funzionamento è dato dal contesto linguistico in cui sono inseriti; - Esterna : manifestata in alcuni enunciati che per acquisire un significato devono far riferimento ad una situazione linguistica del mondo esterno, relazionandosi ad esso in due modi diversi: ➙ lo designano o lo evocano come quadro necessario per assegnare un senso all’enunciato

Traslitterazione ➙ operazione di trasferimento di un enunciato da un metodo di scrittura ad un altro. Nelle lingue verbali ciò accade anche tra categorie, da cui acquistano flessibilità di uso, permettendo alle lingue di adattarsi ad ogni situazione, nel caso si stabilizzassero nell’uso si avrà un’espansione del significato ➙ il vocabolario arricchisce di nuovi significati le parole già esistenti.

Le lingue verbali non sono immutabili, in quanto variano in base a:

- Tempo ➙ Diacronia — il cui opposto è la Sincronia: singolo stato dell’evoluzione di una lingua nel quale essa è immaginata come se fosse ferma; - Spazio ➙ Diatopia ; - Situazione comunicativa e/o mezzo usato.

CLASSI LINGUISTICHE ➙ in cui sono inserite lingue aventi caratteristiche comuni, distinguendosi in:

- Famiglie: formate da lingue che derivano geneticamente da una stessa lingua madre, con cui presentano tratti comuni, così come li presentano tra loro; - Tipi: classi di lingue che presentano affinità strutturali. La tipologia linguistica ritiene che sotto la diversità apparentemente inesauribile delle lingue, vi sia un numero relativamente ristretto di meccanismi, tra i quali le lingue stesse devono scegliere. Quindi esplora quanti e quali strategia esistono per soddisfare una determinata funzione, in base al principio che le strategie tra le quali le lingue possono scegliere sono relativamente poche e tendono a combinarsi tra loro in modo ordinato.

Cap.4 I suoni delle lingue

Le lingue naturali hanno un’espressione fonico-acustica prodotta da un’apparato fonatorio e ricevuta da un’apparato uditivo, capacità definita FONAZIONE:

  • Può essere esercitata contemporaneamente ad altri comportamenti;
  • Può essere seguita e ricevuta in condizioni ambientali difficili, in quanto facilmente trasmissibile;
  • Prodotta in modo continuo e rapido senza avere la necessità di interrompere il flusso sonoro;
  • È portatile in quanto non ha bisogno di nulla di esterno al corpo;  Il messaggio fonico può essere percepito da più riceventi nello stesso momento;  Il mezzo fonico permette un’ampia modulabilità.

La selezione dei piani adoperabili a fini linguistici avviene tendendo a preferire quelli di maggiore efficienza acustica, mediante un nucleo di suoni relativamente semplici a prodursi e distintamente percepibili, con vocali e consonanti ➙ ottimali per la trasmissione data la loro stabilità acustica.

  • I suoni nasali sono meno diffusi in quanto spesso fraintesi e acusticamente meno stabili;
  • I suoni sordi sono prodotti senza la vibrazione delle corde vocali;
  • I suoni sonori sono prodotti mediante la vibrazione delle corde vocali. ➡ Le vocali sono sonore, prodotte dall’aria che esce senza incontrare alcun diaframma completamente chiuso, ➡ Le consonanti sono prodotte dall’aria che si fa strada attraverso un diaframma quasi o completamente chiuso, e possono essere sorde o sonore. Sia le vocali che le consonanti possono essere brevi o lunghe in base al contesto in cui vengono utilizzate.

- Suoni approssimanti : intermedi tra vocali e consonanti.

I foni sono oggetto di studio della fonetica, che va a ramificarsi in fonetica: Articolatoria: modo in cui i suoni sono prodotti; Acustica: modo in cui i suoni si propagano nell’aria; Uditiva: modo in cui i suoni vengono percepiti dall’apparato uditivo.

Le vocali sono prodotte grazie alla vibrazione delle corde vocali, da un flusso d’aria che fuoriesce senza incontrare chiusure o costrizioni notevoli in alcun punto del tubo fonatorio. Le vocali possono essere classificate in base a tre criteri:

- Apertura – chiusura. Tale criterio si riferisce all’altezza del vertice della lingua rispetto al palato, in base alla quale il passaggio dell’aria è più o meno ampio. Si distinguono così: vocali aperte ( basse ), quando la lingua è alla distanza massima dal palato; chiuse ( alte ), quando la lingua è più vicina possibile al palato; semichiuse ( medio-alte ) e semiaperte ( medio-basse ), quando la lingua è in posizione intermedia. - Anteriorità – posteriorità. Tale criterio è incentrato sul punto del palato verso il quale il vertice della lingua si protende, ovvero la posizione (avanzata, centrale o arretrata) in cui il passaggio dell’aria è più angusto. Si hanno così: vocali anteriori, quando il vertice della lingua è proteso verso la parte anteriore del palato; vocali posteriori, quando la lingua è protesa verso la parte posteriore del palato; vocali centrali (o medie) quando il vertice della lingua è mediocremente proteso verso il centro e la lingua è pressoché distesa. - Arrotondamento e non arrotondamento: si riferisce alla conformazione delle labbra. Se le labbra si protendono in avanti avremo le vocali arrotondate, se le labbra sono distese avremo quelle non arrotondate Talune articolazioni sono prodotte dal passaggio dell’aria attraverso il naso; in questo caso si parla di suoni nasali, mentre quelli non nasali sono detti orali. Alcune lingue, accanto alla serie di vocali orali, hanno un’intera serie di vocali nasali.

Le consonanti sono prodotte da un flusso d’aria che fuoriesce da un tratto fonatorio completamente chiuso oppure fortemente ristretto. Sono classificate secondo: il modo di articolazione ; il luogo di articolazione ; il comportamento delle corde vocali durante la loro produzione.

Il modo di articolazione si riferisce al tipo di chiusura che viene opposto al passaggio dell’aria, per cui le consonanti sono:

- Occlusive se la chiusura è totale: p , t , k ; - Fricative (o spiranti ) se la chiusura è parziale e l’aria fuoriesce con un suono frusciante: f , v , x ; - Vibranti se la chiusura è ottenuta mediante la vibrazione di un articolatore mobile; vibrazione della punta della lingua contro gli alveoli la r ; - Laterali se la chiusura parziale è ottenuta premendo l’asse longitudinale della lingua contro gli alveoli o il palato in modo da lasciar passare l’aria ai suoi lati: l ; - Affricate se sono ottenuta in due momenti strettamente contigui, il primo occlusivo e il secondo fricativo; - Nasali se il passaggio dell’aria avviene attraverso la cavità nasale grazie all’abbassamento del velo palatino. Es. m , n il luogo dove opera la chiusura porta ad avere altre consonanti: - Labiali per chiusura momentanea delle labbra; p , b ; - Labiodentali per chiusura dei denti superiori con il labbro inferiore; f , v ; - Dentali per chiusura della punta della lingua sul retro dei denti superiori o sugli alveoli; t , d ; - Le articolazioni prodotte dalla lingua, classificate in base al punto della lingua che opera la chiusura; - Uvulari articolate dall’uvula (ugola): d ; - Glottidali in cui la chiusura è determinata dalla glottide. Es. l’arabo.

Alfabeti fonetici ➙ sistemi di trascrizione artificiali composti da una mistura di lettere e di ulteriori segni di dettaglio, che indicano tratti particolari della pronuncia. Sono fatti in modo che a ciascun segno corrisponda un’articolazione fonica precisa — Alfabeto Fonetico Internazionale IPA.

  • composizioni : composizione di due parole per dare luogo ad una nuova;
  • flessione : dar luogo a nuove forme della stessa parola. Scomponendo le parole si possono ottenere i cosi detti morfemi, unità minima dotata di significato.

➙ Ma per identificare i morfemi ci avvaliamo di un procedimento detto segmentazione, che consiste nello scomporre

in segmenti la catena sintagmatica, pu avvenire anche attraverso la comparazione a coppie. In un primo momento si considerano i morfemi come un’entità lineare, ma ora bisogna considerarla come entità astratta, come nel caso della terza persona singolare dell’indicativo presente di essere, infatti la parola non si scompone in morfemi ma in entità lineari detti morfi. Le parole saranno costituite da un solo morfo, che sarà costituito da elementi fonologici, mentre i morfemi, costituiti da significati.

Esistono 2 classi di morfemi: ❖Morfemi lessicali: cioè che esprimono un significato lessicale e sono a classe aperta, cioè che possono essere aggiunti illimitatamente nuovi elementi. ❖Morfemi grammaticali: cioè che esprimono un significato grammaticale e sono a classe chiusa, non è possibile aggiungere altri elementi. L’italiano è composto da entrambi creando un’organizzazione fonologica concatenativa cioè a catena. Distinzione tra i morfi: ✤Morfi liberi: che possono comparire da soli e costituire una parola: es.articoli/particelle ✤Morfi legati: morfo che necessita di legarsi ad un altro per formare una parola es.uom-ini

- Radici : morfo che esprime un significato generale; - Affissi : morfi che non hanno un proprio significato ma rafforzano quello della radice a cui vengono legati — possono comparire in posizioni diverse rispetto alla radice e formare nuove parole: o Suffissi: se sono a destra (atomi-izzare) ; o Prefissi: se sono a sinistra (ri-scrivere) ; o Infissi: se inserito nel mezzo (cant-icchi-are).

I processi morfologici, ovvero modificazioni che possono subire le parole quando sono sottoposte a derivazione, composizione e flessione. Possono essere catalogati in base a 2 criteri: la natura e la posizione rispetto alla radice. In base alla natura è possibile distinguere tra processi di aggiunta, alternanza e modulazione: A. Aggiunta : di materiale morfologico a quello della radice; B. Modulazione : modifica di elementi soprasegmentali su una stessa base segmentale. C. Alternanza : modifica di una parte del materiale vocalico o consonantico della base o In base alla quale la morfologia va anche ad identificare i confini tra morfi e parole, infatti con il processo di Sandhi va a operare e modificare i segmenti fonologici ai due lati dei confini.

Una parola è un elemento, un’unità effettiva delle lingue verbali, che il parlante deve percepire come tale e deve rispondere a determinate condizioni:

I. Condizione di pausibilità: prima o\e dopo della parola è possibile una pausa;

II. Condizione di non-interrompibilità: un elemento può interporsi tra 2 elementi ma non come intruso;

III. Condizione di mobilità: l’ordine di due elementi dati può essere modificato nella catena sintagmatica;

IV. Condizione di isolabilità: gli elementi da soli possono costruire un enunciato;

o Parole complesse: non rispettano quasi nessuna condizione eccetto l’isolabilità.

Le modificazioni morfologiche hanno una funzione essenziale nell’enunciato perché offrono un vasto repertorio di segnali di collegamento tra gli elementi: tradizionalmente chiamati accordo e reggenza.

Accordo ➙ relazione che si istituisce tra 2 elementi quando un elemento A attiva alcune o tutte le unità del pacchetto di

B che sono UGUALI a quelle di A. L’elemento che proietta i propri morfemi è il controllore , quello che li

recepisce invece è il controllato. L’accordo non è presente in egual misura in tutte le lingue, ad esempio il caso

dell’inglese che lo utilizza poco.

Esistono 3 diversi accordi:

1. Accordo MORFOLOGICO: come nel caso di “la folla si è dispersa” in cui la folla , proietta sul verbo i propri morfemi; 2. Accordo SEMANTICO: “sono arrivati una folla di ragazzi” , in cui il verbo è al plurale perché si accorda con il significato plurale del termine stesso;

3. Accordo con la REALTÀ: quando un elemento dell’enunciato rinvia non a un altro elemento dell’enunciato ma a un qualche oggetto del mondo extralinguistico. Ad es. se arriva un tram e dico a una persona che sta con me “prendiamo questo”, questo si accorda col nome dell’oggetto.

Reggenza ➙ quando un’elemento controllore A attiva alcune unità del pacchetto B che sono DIVERSE da quelle di

A.

- Reggenza libera : in cui il controllore occorre anche in mancanza della parola controllata es. in italiano si pu dire “io sono sensibile” senza che “sensibile” sia seguito da nulla - Reggenza obbligatoria: in cui l’elemento che controlla non pu ricorrere se non è accompagnato dal controllore es. la parola complessa “fare a meno” non pu occorrere senza un controllato di+nome.

Classificazione morfologica delle lingue  Isolanti: se isolano parole rispetto ad altre e che quindi non offrono segnali morfologici. Qui la parola è formata da un solo morfo lessicale e quindi appare come una parola che non ha una struttura interna e parola e morfo coincidono fra loro e sono liberi. Es. il vietnamita, cinese; Agglutinanti: agglutinano i morfi alla radice, e le parole sono composte da più morfi, e ogni parola composta da un solo morfema. Es. il turco;  Flessive: le parole sono costituite da morfi liberi, e un solo morfo pu codificare un pacchetto morfemico. Es. lingue indo-europee;  Introflessi: la flessione avviene nella parte centrale della parola. Es. arabo\ebraico;  Incorporanti: la parola viene incorporata nel verbo e non ha alcuna autonomia es. mano-mettere\ man-tenere.

Cap.6 Elementi di sintassi

La sintassi, dal greco “syntàsso” studia il modo in cui le parole si combinano tra loro, dando luogo a unità di livello superiore di vario tipo. La sintassi non è esclusiva dell’uomo, la differenza principale di sintassi sta nel grado, infatti, l’uomo ha una sintassi più complessa rispetto all’animale. La principale funzione della sintassi consiste nel permettere una maggiore velocità nella trasmissione dei segnali, facilitando la comunicazione. Oltre ad essere uno dei principali canali di codifica della pragmatica della lingua, permette anche di indicare connessione tra eventi che altrimenti resterebbero inespresse.

Il sintagma è un costituente formato da parole dominate da uno stesso nodo. Un esempio di sintagma dove gli elementi sono distanti l’uno dall’altro sono i verbi sintagmatici es. pharasal verbi inglesi. Quando invece non sono immediatamente successivi il sintagma sarà discontinuo es. vado subito via, la parola subito si interpone tra le parole che formano il sintagma vado via.

Riuscire ad identificare un sintagma non è sempre semplice, in molte lingue, infatti, come anche il latino non hanno in comune lo stesso morfo o morfema, quindi risulta difficile identificarlo, ma attraverso la dipendenza si può, la dipendenza pu essere unilaterale se include un costituente dominante da cui l’altro dipende, o bilaterale che non include nessun costituente dominante. Possiamo anche attuare dei test per verificare se una sequenza di parole costituisce o meno un sintagma: test della spostabilità, della coordinabilità.

Il sintagma è costituito da una testa, che indica l’elemento dominante che può stare a destra (regressivo) o sinistra (progressivo) a seconda delle lingue, ed è obbligatoria perché da sola pu costituire un sintagma. Es. Funziona bene. Funziona è la testa, bene è complemento, perché può essere soppresso senza che cambi la sintassi. E da uno o più dominati detti complementi, che è opzionale. Insieme costituiscono la dipendenza del sintagma.

Un sintagma è detto:

- Edocentrico: quando contiene dentro di sé la testa, cioè il suo centro Es. l’auto corre velocemente - “corre” è la testa, “velocemente” è complemento modificatore. - Esocentrico: quando non contiene la propria testa Es. io vivo in città

Quando si combina in uno di questi modi si possono ottenere due tipi di sintagmi uno coordinativo e uno subordinativo. In quelli coordinativi si affiancano due o più teste (sintagmi endocentrici) oppure due o più sintagmi esocentrico. Nei sintagmi subordinativi invece, possono essere incassati l’uno nell’altro ricorsivamente. Tipi di sintagmi in relazione alla testa:

❖ SINTAGMA NOMINALE: il sintagma edocentrico che saper testa un nome - include:

Queste due funzioni sono inestricabilmente legate. Buongiorno, c’è luca? Con questa domanda non voglio solo sapere se c’è luca o meno, ma voglio anche mettermi in contatto con lui. Oltre ad avere le principali funzioni la clausola, deve risponder a diversi criteri: ✴ Posizione gerarchica: Se una clausola si trova in una posizione principale, pu essere utilizzata da sola, se invece è subordinata, no. ✴ Modalità: Dove le clausole sono divise in 2 categorie: quelle che danno (clausole dichiarative) e quelle che chiedono (appelli) ✴ Polarità: Possono presentarsi in forma asserita o negata. ✴ Marcatezza: Possono essere marcate o non, cioè quelle in cui non sono mai state messe in rilievo. Tuo fratello ha preso la macchina, la macchina l’ha presa tuo fratello

Distinzione tra i diversi tipi di clausole: ➡ SEMPLICE: elemento costruttivo degli enunciati ➙ composta da:

  • un nucleo, che è la componente obbligatoria, i quali elementi denotano i partecipanti all’evento raffigurato dalla clausola, cioè la relazione che si stabilisce tra di essi; - elementi circostanziali, cioè facoltativi. ‣ NOMINALI : costituite da due componenti: Sn soggetto e predicato nominale, collegati tra loro senza il verbo ➙ infatti non è in grado di codificare alcune categorie associate al verbo, come il tempo; ‣ VERBALI : dove il predicato è costituito da un SN ➙ il verbo ha la capacità di determinare una struttura Argomentale che non sarà condivida da tutti i verbi, ma solo da quelli lessicali - dotati di significato pieno e distinti dai verbi ausiliari, in quanto si combinano con i verbi lessicali ma non ne determina gli argomenti perché la sua funzione è quella di specificare il valore grammaticale.

SUBORDINATE: non possono occorrere da sole ma fungono da risorsa sintattica in quanto i codici linguistici essendo dotati di stand by permettono di lasciare in sospeso il messaggio principale per inserire messaggi secondari. In questo modo è possibile ottenere strutture di diversi livelli di subordinazione: ‣ COMPLETIVE : funzione di soggetto o oggetto della clausola principale - utilizzando i complementari, parole o sintagmi che hanno la proprietà di trasformare la clausola verbale in un complemento del verbo di livello superiore. Essi possono essere anche vuoti, dando luogo ad una subordinazione con marca zero; ‣ CIRCOSTANZIALI : aggiungono alla clausola principale informazioni su alcune specifiche dimensioni, non sono componenti obbligatorie e quindi sono al di fuori del nucleo della frase. possono essere circostanziali Libere ovvero usate da sole senza principali, può comportare un cambiamento di significato e di valore della clausola stessa. ‣ RELATIVE : Fa parte di una costruzione costituita da un pronome e una clausola incassata , questo modifica il sintagma nominale aggiungendo informazioni al riguardo.Le clausole relative si possono dividere in :Attributive cioè che attribuiscono una determinata qualità a tutti gli individui del sintagma nominale, che opera come punto di attacco; E Restrittive cioè che ristringono una determinata proprietà solo a una parte degli individui del sintagma nominale operante come punto di attacco; ‣ INTERROGATIVE: hanno la funzione di richiedere un’informazione o una prestazione, sono inoltre marcate dal profilo di intonazione, dall’ordine degli elementi, da morfi, parole sintagmi e speciali strutture sintagmatiche:

- Domande si/no ➙ prefigurano risposte si/no sono domande popolari o totali; - Domande k ➙ prefigurano risposte libere ed incorporano una presupposizione (parziali). ‣ RELATIVE: fa parte di una costruzione costituita da un sintagma nominale operante come punto d’attacco e una clausola incassata che modifica il sintagma nominale aggiungendo un’informazione a riguardo: - Attributive: attribuire una qualità a tutti gli individui del SN che opera come punto d’attacco; - Restrittive: restringere una proprietà solo a una parte.

DIPENDENTI: a sé, perché tra una frase un'altra ci possono essere delle relazioni che la sintassi non è in grado di descrivere uno di questi termini è la conversazione. la conversazione è formata da un’apertura che segue diverse repliche e la cui successione non può essere interrotta in qualunque momento da una nuova apertura e così via finché non appare un enunciato di chiusura.

REPLICHE ➙ che si dividono in tre categorie:

‣ SEQUENZA: contenenti un elemento di collegamento;

‣ CON ANAFORICO: caratterizzate dalla presenza di un sostituente analogico con attaccatura nell’apertura; ‣ TRONCATE: che hanno una struttura incompleta.

DOMANDA CODA : clausole dipendenti strutturalmente da una clausola principale assertiva — contengono un proverbio e una negazione e servono a chiedere conferma dell’informazione;

FRAMMENTI DI ENUNCIATO : residui di strutture non analizzabili, come intercalari ed esclamazioni non lessicali, semi-lessicali e lessicali.

Nessun enunciato è senza intonazione, anzi, è proprio l'intonazione che permette di decidere a quale tipo pu essere assegnata una clausola, ad esempio l'asserzione nell’interrogazione si distinguono proprio per il profilo di intonazione, nell’ambito delle interrogative anche in i due fondamentali tipi di clausole: le domande K (si o no) le domande polari(prefigurano risposte libere) si distinguono per un diverso profilo d’intonazione. Quindi le clausole hanno diversi tipi di profili intonazionale a seconda della forza illocutiva che posseggono e dalle pause virtuali che possono marcare il punto di passaggio tra una clausola e l'altra.

Cap.8 Fondamenti di grammatica

La grammatica è l’insieme delle opzioni obbligatorie di carattere oppositore e limitate tra cui occorre scegliere, e si suddivide in:

  • Universale: uguale per tutte le lingue in quanto l’utente è un essere umano limitato nelle sue capacità di elaborare informazioni, così da imporre a tutte le lingue una determinata forma
  • Particolare: tipica di ogni singola lingua, infatti le lingue tra loro possono essere diverse, ma solo entro i limiti determinati ed imposti dalle proprietà dell’utente

❖ La sintassi si occupa dell’ordine e della combinazione delle parole, mentre la grammatica si occupa delle categorie che intervengono in tale combinazione. La grammatica è l’unione tra la morfologia e la sintassi ➙ Morfosintassi. ❖ Mentre la grammatica riguarda le caratteristiche morfologiche delle parole ed esprime il contenuto digitalmente ➙ la scelta di esse e il contenuto analogico è di pertinenza del lessico; ➙ Il significato delle parole può distribuirsi tra canali grammaticali e lessicali mediante due processi:

- Lessicalizzazione ➙ in cui un contenuto originariamente grammaticale trova espressione in una voce lessicale apposita; - Grammaticalizzazione ➙ in cui il significante di un’entità lessicale diventa morfo grammaticale.

Le nozioni a cui la grammatica si applica sono limitate, di cui diverse sono grammaticalizzate in tutte le lingue ➙ ogni lingua grammaticalizza alcune nozioni invece di altre ed articola le nozioni in maniera peculiare distribuendole su diverse classi di parole.

Proprietà grammaticali costanti ➙ risorse rispondenti a funzioni che si possono immaginare come universali della specie umana. le parole hanno delle regolarità di comportamento e una varietà di aspetti comuni per poter essere suddivise in classi caratterizzate da proprietà. Una di queste è la classe dei deittici ➙ che non hanno una referenza stabile, ma la cambiano secondo il contesto interno ed esterno. Specifiche classi di parole rihanno funzione: di segnalare, riflessiva e distributiva, un deiettico è:

- Riflessivo quando si riflette o si ripiega sul soggetto dell’enunciato

- Distributivo quando distribuisce gli elementi di un insieme in modo tale che a ciascuno dei suoi componenti

corrisponda un elemento dell’altro insieme.

Parole generali ➙ entità di cui non viene menzionato il nome designate per supplire alla mancanza di parole specifiche.

Quantificatori ➙ esprimono le quantità, e sono:

- Marche morfologiche - in grado di indicare il numero - Numerali - esprimono la carnalità, sono elementi di tipo nominale organizzati in modo diverso nelle diverse lingue. La maggior parte è a base dieci, dunque ogni dieci unità si passa al gradino superiore;

  1. non c’è nessuna distinzione di genere, come nel caso dell’inglese e del cinese
  2. è costituito dalle molte lingue che si distinguono solo tra maschile e femminile, questo caso è ben spiegato dalla famiglia romanza dove accade spesso che al femminile si riferisca oggetti biologicamente femmine, e maschile a oggetti maschi, mentre il genere degli altri oggetti è immotivato.
    • Ma spesso questa corrispondenza viene disturbata infatti esistono dei rovesciamenti tra i generi casi in cui il genere unico copre indistintamente i due sessi ad esempio la tigre la pantera e in altri casi la forma della parola non lascia intravedere alcuna marca di genere esempio il belga e la belga. Questa distinzione di genere può funzionare anche come una risorsa economica perché crea delle distinzioni lessicali ad esempio il pozzo la pozza; lo scalo, la scala.
    • Nella lingua algonchina e slave non c'è la distinzione tra femminile e maschile ma utilizzano un'articolazione diversa: animato e inanimato , la prima si riferisce referenti dotati di vita propria come gli animali.
  3. è costituito da sistemi in cui l'opposizione non è a due o tre termini ma più complessa.

Categoria del NUMERO Il numero è una categoria che nella sua forma più semplice, si manifesta nell’opposizione morfologica tra singolare e plurale: casa=case. È una risorsa per indicare la quantità in senso numerale (cardinale) ad esempio ho una casa= ho due case. Il numero si collega ai quantificatori che si distinguono in più categorie:

  • quelli indefiniti (“qualche”,alcuni, molto ecc.)
    • quelli definiti cioè i numerali (uno, due..)
    • altri sintagmi appositi come: un paio di, una decina di etcc.. La categoria dei numeri è spesso paradossale. Il numero è una categoria dove la funzione di quantificazione si intreccia con aspetti di natura semantica e logica.

Sistemi largamente attestati: ‣ Alcune lingue distinguono singolare plurale. l'italiano il\un lupo; i\dei Lupi o perché ha un morfo contrapposto amorfo foneticamente manifesto ad esempio l'inglese. ‣ Diverse lingue hanno il dualeuna forma di valore quantitativa, riferita oggetti che si presentano in coppia. il caso dell'arabo, greco, esempio le braccia le mani gli occhi. ‣ Poche lingue hanno un triale, relative entità che si presentano tre a tre e a volte paucale che significa qualche.

DEFINITEZZA: La definitezza è una categoria grammaticale importante che opera sui nominali. il parlante si può muovere tra due estremi: IL definito si riferisce a un individuo identificato, e l'indefinito a un individuo non specificabile. A seconda delle lingue la definitezza può essere espressa 3 in modi:

  • Tramite un SN costituito da un nome come ad esempio gli articoli, gli aggettivi dimostrativi
    • Morfologicamente grazie alla combinazione di un morfo dedicato alla radice nominale.
    • Attribuendo a una parola una forma definita. Per esempio un aggettivo che modifica il nome.

CASO: È una categoria tipica dei nominali e serve nel marcare alcune funzioni grammaticali dei nomi dell'enunciato. nel loro nucleo possono limitarsi ad avere un’opposizione tra nominativo e accusativo diventando dei casi cardinali. per quanto riguarda i sistemi di caso le lingue si dividono in due tipi le lingue nominativo-accusative in cui il caso del soggetto quale che sia il tipo del verbo transitivo\intransitivo. le lingue ergativo-assolutive in cui il caso del soggetto cambia a seconda che il verbo sia transitivo intransitivo. ASPETTO: È una categoria operante sui verbi. Possiamo costruire una scala ideale dell’aspetto. Ogni evento è rappresentato da tre frasi: un inizio (I) uno sviluppo (S) e un termine (T). Su ogni fase dell'evento possono essere compiute alcune operazioni:

- Co - occorrenza: dove l'evento viene presentato nella sua globalità senza l'esclusione delle fasi. - Cancellazione o neutralizzazione dove viene cancellata una o più fasi. - Focalizzazione dove si enfatizza uno più fasi. - Iterazione dove vengono ripetute uno o più fasi.

TEMPO: È codificato soprattutto dai verbi. La localizzazione del tempo si misura quando l'emittente produce l'enunciato: Quello che ha luogo prima è il passato, quello che avrà luogo dopo è il futuro, e quello che ha luogo nello stesso momento è il presente. Quindi l'organizzazione temporale delle lingue chiama in causa sia il punto dell'enunciazione che il punto dell’evento.

L'evidenzalità è una categoria che indica il contenuto proposizionale di un enunciato risale a un'esperienza diretta visiva, uditiva del parlante oppure a fondi indirette.

MODALITÀ E MODO: Le manifestazioni dell'atteggiamento del parlante verso quel che dice o gli eventi a cui si riferisce. Dal punto di vista linguistico la modalità è stata colta sotto il profilo filosofico e logico la distinzione fondamentale è quella tra un modo dedicato per gli enunciati sottoponibile a giudizio di verità ovvero le asserzioni, e uno non (non asserzioni). Questi due rami possono essere scomposti ulteriormente in comandi domande, possibilità ecc, le modalità si codificano in modi del verbo: Il modo dedicato per le asserzioni è l'indicativo, che non serve solo per asserire ma presenta l'evento come vero senza dir nulla dell'atteggiamento del parlante, mentre invece per i non assertivi si articola in diversi modi ma i più importante è l’imperativo.

Le domande sono modali. Le restanti modalità si organizzano e possono essere ricondotte a una forma unica basata su tre assi: certezza possibilità e augurio. Ciascuno di questi assi è raffigurato come una scala che ha uno estremo la forma positiva e all'altro quella negativa.

MODI: Alcune modalità si presentano sotto forma di modi. La corrispondenza tra modalità e modi non è 1 a uno e non è sistematica. le lingue che hanno i modi hanno una funzione semantica, e anche un ruolo importante nella sintassi. troviamo una sorta di scambio di funzione tra tempo in modo nelle lingue, che opera sia in un senso, (il modo marca il tempo), sia nell'altro (il tempo marca il modo), è il caso del futuro e futuro anteriore. è spesso usato per i comandi.

VERBO: Il verbo pu presentarsi in più forme come quella attiva e quella passiva, questa detto diatesi. Ma c'è anche una terza forma detta “medio” tipica del greco. ma anche in italiano francese spagnolo. La funzione passiva serve a dare codifica una tipica struttura di azione nella quale un’entità di basso grado di controllo subisce un cambiamento di Stato, prodotto o dall' evento stesso da un agente fisicamente definito. Il modo di codificare il passivo in italiano per esempio è ottenuto con la perifrasi costituita dal verbo essere o altre ausiliari e il participio passato del verbo principale che deve essere transitivo.

Cap.10 Le funzioni grammaticali

Secondo la tradizione grammaticale, l’enunciato è costituito da un dato numero di posti, due, dei quali obbligatori (soggetto e predicato) a cui possono essere aggiunti circostanziali e complementi. Es. giorgio, scrive una lettera a sua zia. Giorgio è il soggetto, scrive è il predicato, una lettera a sua zia è il complemento. I posti virtuali della clausola sono chiamati funzioni grammaticali. Ogni funzione può essere occupata da determinati tipi di costituenti es. al posto del soggetto pu essere occupato da un SN, pronome, o altri elementi chiamati nominali.

Le funzioni grammaticali rappresentano l'elemento intermedio in cui le lingue riescono ad esternare il loro la realtà esterna del linguaggio. Questo chiama in causa tre livelli di analisi:

  • Analisi d'azione: si occupa degli stati di cose, delle situazioni extra linguistiche.
  • Livello cognitivo-concettuale: riguarda la rappresentazione cognitivo concettuale dell’azione
  • Livello linguistico: la rappresentazione è trasposta in un messaggio di una determinata lingua.

SOGGETTO ➙ È definito tradizionalmente come “la cosa o la persona che compie l'azione”, o meglio il rappresentante di quella cosa o persona dell'enunciato. Questa definizione implica una relazione preferenziale tra nome e soggetto: Poiché secondo questa prospettiva, la sostanza si manifesta linguisticamente nei nomi, e siccome nell’enunciato il soggetto è rappresentato dalla sostanza (sostantivi), va da sé che il soggetto deve essere un SN. Il soggetto è una nozione debole, dove non è possibile riscontrarla in tutte le lingue, ed è per questo che va differenziato dall' attore. questi due soggetti possono coincidere ma possono anche dissociarsi, la differenza sta dalla presenza di diverse classi di verbi nelle frasi a controllo. Il soggetto ha una funzione multifattoriale. Alcune lingue utilizzano un soggetto obbligatorio, come nel caso dell'inglese il tedesco o il russo. Altre utilizza nei soggetti non-obbligatori, tipico dell’italiano o latino. Ma vi sono dei tratti universali per identificare il soggetto:

  • a volte il soggetto è nominale che si accorda col predicato. ES. il bambino dorme. Il sogg proietta sul verbo il proprio numero e la propria persona.
  • a volte il soggetto è marcato con mezzi vari:

I. Focalizzazione su Tema o Rema ➙ Tematizzazione o Rematizzazione;

  • La tematizzazione pu applicarsi ad elementi che hanno un corpo fonico e un accento, per rispondere a questo problema diverse lingue hanno sviluppato due serie parallele di pronomi: atoni e tonici. II. Spostamento di un elemento rematico nel tema o viceversa; III. Modifica della struttura tematica.

Risorse di focalizzazione sintattiche ➙ movimenti di un costituente dalla posizione non-marcata ad un’altra marcata:

- Spesso le clausole non-marcate* sono caratterizzate dalla coincidenza di Soggetto, Attore e Tema;

- Alcune lingue utilizzano appositi morfi dedicati per marcare il Tema e per distinguerlo dal Soggetto.

__* La relativa indipendenza della struttura tematica da quella sintagmatica si presenta anche in un altro dispositivo, in cui il tema, prima di comparire, si annuncia mediante un segnale preparatorio ➙ l’elemento sottolineato è un SN, noto come tema sospeso, distinto dal tema normale in quanto esso ha una connessione sintattica con il resto della clausola, mentre il tema sospeso è un costituente assoluto, inoltre si distinguono in:

- Quelli che vengono richiamati da riprese anaforiche; - Pre-temi, che segnalano l’ambito di conoscenze a cui pu appartenere il tema, e che non sono riprese.

FOCALIZZAZIONI PER MOVIMENTO :

- Topicalizzazione ➙ spostamento del costituente focalizzato all’estrema sinistra, lasciando vuoto il suo posto originale; - Inversione ➙ dispositivo che serve a focalizzare specificamente il soggetto in alcune lingue; - Frase scissa ➙ rendere tematica una parte del Rema, scindendo la clausola in due parti e trasportandone una a sinistra; - Dislocazione ➙ spostare a sinistra o a destra un costituente della clausola, sostituendola con un clitico coreferente — Pausa : segnali fonologici della dislocazione

In ogni atto di enunciazione si compiono due distinte operazioni: ➙ Prima si richiama la base di informazione che si suppone condivisa ➙ Poi si aggiunge qualche elemento che non ne fa ancora parte Scambio comunicativo ➙ continua oscillazione tra informazioni già acquisite e condivise, e quelle che vanno ad integrare la base comune. ➙ Per il ricevente l’enunciato è quindi diviso in due porzioni:  Quella che rinvia a un’informazione già acquisita: Dato  Quella che raggiunge una nuova informazione: Nuova

- Lo scambio enunciativo si svolge secondo un ciclo ricorsivo di accrescimento graduale dell’informazione, composto da: 1. DATO : Evocazione di un’informazione già condivisa, adoperata come punto di partenza; 2. NUOVO : aggiunta di un’informazione non ancora conosciuta e condivisa; 3. Degradazione a Dato del precedente Nuovo; 4. Riavvio dell’intero ciclo fino al termine dell’enunciazione.

L’opposizione tra Tema e Rema non coincide sempre con quella tra Dato e Nuovo

- Tema-Rema ➙ riguarda la scelta dell’argomento - determinata dall’emittente - Dato-nuovo ➙ riguarda la distinzione tra informazione nota e nuova - incentrata sul ricevente

L’enunciato contiene segnali che indicano sia qual’è il Tema che viene proposto, sia qual’è lo statuto delle informazioni proposte ➡ L e domande mirano a confermare se un determinato costituente è Dato o Nuovo, o ad accettare che esso sia davvero il Tema dell’enunciazioneAlcuni tipi di subordinata sono specializzati per indicare che un’informazione è DatoI verbi fattivi segnalano che l’evento codificato dalla completava sia Dato

Cap.12 Il testo

Nell’uso concreto del linguaggio il comportamento linguistico si manifesta sotto forma di:

  • Clausole isolate
  • Enunciati lunghi e organizzati in una struttura sopra-ordinata e complessa
    • Tale enunciato, se vasto, viene definito TESTO ➙ la linguistica testuale parte dall’ipotesi che un testo sia costituito ma non riconducibile a clausole, possiede:
    • Una struttura specifica
    • Un’unità strutturale e di significato
    • Delle proprietà: coesione e coerenza

COESIONE ➙ fenomeno in cui le parti del testo sono collegate tra loro mediante appositi dispositivi Qualunque elemento che serve ad assicurare coesione è coesivo Un’enunciato che presenta coesione viene definito coeso Il fenomeno coesivo può rinviare ad un punto di attacco definito foricità, che porta a distinguere due classi di coesivi:

- Anaforici : che hanno il punto di attacco in alto - Cataforici : che hanno il punto di attacco in basso - I deistici operano come coesivi in rapporto ad un punto d’attacco Un serie di quesiti aventi lo stesso punto di attacco è chiamata catena (nel caso in cui essa sia costituita da coesivi anaforici si tratta di una catena anaforica). - Capo catena: primo elemento della catena - Anelli: elementi della catena

Il testo pu essere tenuto in questione da più catene anaforiche, che possono intrecciarsi l’una con l’altra, e sono soggette a regolarità:

- Azzeramento del soggetto: Il soggetto si cancella quando due anelli della stessa catena si susseguono a poca distanza l’uno con l’altra; - Ripresa forte del soggetto: Dove si ripresenta in forme forte, come sintagma pieno; - Lunghezza dell’intervallo: Il soggetto riappare anche senza che ci sia un arco; - Ellissi : Mezzo di coesione semplice, consiste nel cancellare gli elementi che vengono ripresi anziché adoperarli di nuovo, che si presentano in due tipi: 1. Elementi nulli : Mancanze che non influenzano l’ambiente sintagmatico di elementi di varia natura. 2. Ellissi per distribuzione (gapping): Si ha quando un elemento che influenza l’ambiente sintagmatico, appare solo in porzione di quell’ambiente e si distribuisce sugli altri. - Elementi zero : foneticamente nulli, ma continuano ad operare influenzando l'ambiente sintagmatico, essi possono comparire solo a breve distanza dal punto di attacco e prima che si interponga un anello di un'altra catena. - Connettivi : sono elementi che svolgono una funzione di collegare porzioni diverse del testo, rientrano tra i connettivi quasi tutte le congiunzioni e una parte notevole degli avverbi ma anche Sprep e intere clausole, contribuiscono anche al dinamismo comunicativo, cioè far avanzare la comunicazione e possiamo distinguerli in due principali tipi:

a. Relazionali — che indicano relazioni tra clausole. Si trova a sinistra del connettivo relazionale e rappresenta il

Dato, ovvero la Base. La relazione tra base e un elemento Nuovo si chiamerà integrazione.

b. Modulanti — che modulano l'enunciato (le particelle)

La coesione è assicurata anche da sintagmi pieni che possono essere costituiti da:

- Ripetizioni di un costituente fungente da capo catena; - Costituenti sinomini, semanticamente affini o correlati al capo catena; - Incapsulatori.

Tipi di coesivi ➙ Ogni lingua ha un tipo coesivo specifico in quanto tra le diverse risorse di coesione di cui

dispone, ne privilegia specificatamente alcune.

RELAZIONI TRA CLAUSOLE ➙ Se le clausole sono più di una si creeranno delle relazioni che possono essere descritte in termini sintattici, infatti è cosi che si stabilisce la distinzione tra clausole coordinate subordinate. Le clausole hanno una relazione logico semantica ovvero un dinamismo comunicativo per riuscire ad accrescere la massa di informazioni condivise. Le più frequenti sono:

VERBI

Proprietà ➙ portare predicazione. ma questo non possono farlo tutti i verbi, come nel caso dei verbi che non porta

predicazione ma collega soggetto e predicato (copulativi).

- Dal punto di vista sintattico distinguiamo tra i verbi transitivi intransitivi. una sottoclasse dei verbi intransitivi è formato da avverbi inaccusativi, che hanno il soggetto posposto nelle clausole non marcate, ammettono un ne coreferente col soggetto, e il loro participio passato è coreferente col soggetto. - Dal punto di vista semantico, si distinguono in due classi ciascuna articolata in sottoclassi: verbi lessicali , ovvero che sono pienamente verbi; i verbi leggeri, che pur essendo superficialmente verbi non ne presentano tutti i tratti. I verbi lessicali hanno pieno valore intenzionale e rappresentano il nucleo della predicazione, si dividono a loro volta in altre classi semantiche. Mentre i verbi leggeri, ovvero tutti quelli NON lessicali, anche loro sono suddivisi in sottoclassi:

- Verbi Perifrastici: cioè che appunto vanno a formare la perifrasi con un verbo lessicale, segnalando una

dimensione aspettuale. in molti casi si tratta di verbi di movimento. Sto mangiando. Stare+ gerundio

- Verbi Aspettuali: hanno la funzione di segnalare un aspetto, si formano con un verbo lessicale. mettersi a,

finire di, cominciare a..

- Verbi Supporto: ricorrono a sintagmi: Verbo + SN, dove il verbo abbassa intenzione e serve a fornire al SN

il suo pacchetto morfemico: prendere la curva, fare attenzione, fare pena

- Verbi Ausiliari: è un verbo che si combina con un verbo pieno in forma NON finita per fornire

un'informazione grammaticale che esso non può codificare da solo. Essere o avere

- Verbi Copulativi: trasmettono un collegamento tra il soggetto tematico e il predicato rematico. Essere,

sembrare, parere ecc..

Non tutte le lingue hanno un sistema di classi uguali. per è possibile costruire una scala di possibilità teoriche dove all'estremo una lingua in cui la sua classe di parole ha delle marche formali e che quindi appartiene rigidamente a una determinata classe; oppure una lingua priva di Marche in cui un lessema pu appartenere a più classi. I lessemi di una lingua sono costituiti in parte da parole singole in parte e da gruppi di parole organizzate secondo formati di parola, cioè schemi predefiniti. Le parole possono anche essere costituite da più elementi ed è possibile attraverso il processo d i trasposizione cioè un'operazione che trasferisce un elemento linguistico una classe di parole diversa da quella originaria.

Cap.14 La semantica

➡ La funzione principale di ogni lingua consiste nel codificare trasmettere significati; ➡ L'associazione tra significante e significato serve ad associare l'espressione al contenuto per renderlo manifesto; ➡ Le risorse para-linguistiche servono a convogliare significati(intonazione, suoni)

I significati delle parole sono di diverso tipo: una importante distinzione quella tra significato strutturale significato lessicale. I significati dipendono in parte dall’ambiente sintagmatico per il fenomeno della co-composizione : ho aperto la bocca(aprire fisicamente); ho aperto la porta(movimento braccio); ho aperto la seduta(senso metaforico); possiamo vedere che il verbo aprire, cambia in base all’ambiente.

Concezioni generali di significato Semantica referenzialista ➙ Aristotele introdusse alcune considerazioni sul significato che hanno avuto un tale influsso da costituire per secoli la base di un indirizzo referenzialista, dà per scontato che il significato delle parole sono costituite da referenti. Secondo Aristotele, nel linguaggio entrano in gioco tre ordini di entità: le cose, le immagini mentali delle cose e le parole foniche con cui denominiamo le immagini mentali. Le cose e le immagini sono uguali per tutti è naturale e necessario; le parole foniche e immagini mentali è arbitrario — Es. gatto (it), chat (franc), cat(ingl).

Rappresentazione mentale ➙ Il secondo orientamento, originariamente elaborato da John Locke, propone una correzione dell’atteggiamento referenzialista. Locke distingue i significati delle parole in due grandi categorie:

- Semplici : propri delle parole che si riferiscono a percezioni sensoriali immediate (duro, liscio, caldo, freddo) , oppure a enti puramente razionali, che non possono essere percepiti direttamente ma che si concepiscono con la mente (triangolo, numero) ; - Complessi : propri delle parole che non si riferiscono a percezioni immediate ma a combinazioni di esse (parricidio, incesto, trionfo).

Per l’analisi del significato è possibile distinguere due mezzi, dimostrando che le parole non hanno tutte lo stesso significato, ma che le classi di parole significano in modo diverso, e sono:

L’ ESTENSIONE: insieme degli oggetti che quella parola pu designare: tutti gli oggetti composti di fogli legati e ricoperti di caratteri di stampa rispondono all’estensione della parola libro. L’ INTENSIONE: è l’insieme delle proprietà definitorie che permettono di stabilire quali oggetti fanno parte di una certa estensione e quali no. “Avere quattro ruote”, “avere un motore”, fanno parte dell’intensione di automobile.

Un’ulteriore differenziazione è data da:

- Senso ➙ insieme delle associazioni occasionali e irripetibili inestricabilmente legate agli enunciati, dovute all’esperienza individuale dell’emittente e del ricevente; - Significato ➙ dice cose che sono uguali per tutti coloro che condividono il codice del quale ci si sta servendo, troviamo il significato: - Denotativo: (denotazione) di una parola, cioè il significato primario; - Connotativo: (connotazione), cioè il significato spostato.

Matrice semantica ➙ insieme dei componenti di una parola — in quanto secondo l’analisi componenziale il significato delle parole può essere scomposto in elementi più piccoli, definiti componenti semantici (tratti). Tali componenti sono assoluti, relazionali ed indipendenti.

- Una relazione tra componenti è l’ implicazione: alcuni componenti sono implicati da altri; - I componenti proposizionali sono componenti semantici non costituiti da parole ma da proposizioni è tipico dei verbi. Infine, un’altra classe di componenti è quella dei componenti connotativi.

Gli elementi del lessico sono organizzati da relazioni semantiche: ne sono un esempio le gradazioni dove alcuni gruppi di parole possono essere disposti su una scala, nel suo grado minimo a un estremo e nel suo grado massimo all’altro.

- Iponimia e Iperonimia (inverso) : Una parola A è iponima di B quando il suo significato è incluso in quello di B. Il fenomeno dell’iponimia è un universale linguistico e perci deve rispondere a ragioni profonde. - Sinonimie: due parole che hanno esattamente la stessa matrice semantica, è rarissima tranquillante=sedativo ; - Omonimia: consiste nella relazione tra parole che hanno la stessa forma fonica ma significato diverso, Es. flone che significa indirizzo di pensiero, ma anche forma di pane ; - Antinomia: relazione per la quale il significato di una parola è il contrario di quello dell’altra; buono=cattivo, bello=brutto; - Complementarità: si istituisce tra due parole per cui la negazione di una implica necessariamente l’altra, Es. vivo e morto. Se una persona non è viva è necessariamente morta ; - Simmetria: relazione che esiste tra parole di significato simmetrico, Es comprare e vendere; - Meronimia: relazione parte-di, Es. Office, bathroom, dressing room fanno parte di House.

Le famiglie semantiche sono insiemi di parole che hanno significati affini tra loro. Cavallo e puledro. Possono essere paradigmatiche o sintagmatiche. Una delle famiglie semantiche è Il campo semantico è una famiglia costituita da parole di opposizione paradigmatica, che possono occupare lo stesso posto nell’enunciato, ma devono avere la stessa classe. Libro, giornale, fascicolo, documento= stessa classe

Ma le parole della stessa classe possono avere proprietà sintattiche diverse come con: l’interfaccia semantico- sintattica, che può essere definita come la caratteristica per cui talune proprietà semantiche delle parole influenzano il loro comportamento sintattico.

  1. Il significato della maggior parte degli enunciati si codifica attraverso il principio di composizione, in base al quale il significato di un enunciato deriva dal significato delle parole che lo compongono. La gatta alleva i gattini
  2. Le espressioni idiomatiche sono enunciate in cui il significato dell’insieme non pu essere dedotto composizionalmente da quello degli elementi che lo compongono. Le espressioni idiomatiche sono di diversi tipi: espressioni cristallizzate con struttura di clausola, come proverbi massime aforismi etc; i sintagmi fissi di diversa natura, del tipo farla finita , colpo di telefono ecc.