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Pluralità e Associazioni di Codici: Linguistica e Comunicazione - Prof. Nigrelli, Appunti di Linguistica Generale

Linguistica generale appunti presi in aula

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 21/05/2023

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chiara-burgio-8 🇮🇹

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Sbobina del 25 marzo
PLURALITÀ E ASSOCIAZIONI DI CODICI
Come abbiamo visto in precedenza ci sono pluralità di codici, perché ci sono pluralità di
espressioni che sono diverse attualizzazione della facoltà di linguaggio, di come abbiamo
detto, della capacità di associare contenuto ad espressione; a seconda dell’espressione
avremo un codice o un altro.
Sia gli animali ma anche l’uomo hanno a disposizione una pluralità di codici e spesso li
usano in maniera associativa, cioè li associano nell’uso (es. api: danza mimico-tattile)
oppure li usano separatamente, singolarmente, e spesso dando una specializzazione
funzionale (es.api: danza per indicare il cibo, ma con rilascio di feromoni e vibrazioni
acustiche per l’allarme)
L’uomo, oltre alla lingua, ha altri codici, come quelli corporei: sguardo, gesti, mimica
facciale, movimenti, posture, vocalizzazione non verbali.
Ci sono dei:
Messaggi corporei universali es. il colpo di
sopracciglio che in molte culture avrebbe uno
stesso significato cioè adesione positiva
Messaggi corporei specifiche diversi da
cultura a cultura es. i gesti con la testa a per
‘sì’ e ‘no’ (NON sono universali)
MA la lingua (il linguaggio verbale) e
attualizzazione della facoltà di linguaggio che ha
caratteri di specialità e di unicità. Quindi l’attualizzazione delle lingue verbali è ciò che
caratterizza l’uomo.
Arbitrarietà del segno linguistico
Le lingue sono doppiamente arbitrarie o arbitrarie in senso forte (Saussure 1916)
Doppia arbitrarietà, intesa come in senso:
In senso verticale (già Platone e Aristotele):
Significato
Significante
Si riferisce che nel segno ci sta l’associazione di significato-significante di contenuto
d’espressione. E di questo ci aveva riflettuto la filosofia greca-antica e riguarda
l’arbitrarietà cioè il fatto che non sia motivato, non ci sia nessun vincolo naturale,
necessario tra espressione(significante) e contenuto (significato); cioè non c’è
nessun vincolo tra espressione e contenuto, per cui la parola tavolo veicola, in
italiano, l’immagine mentale nell’elemento con quattro piedi. Non ce nessun vincolo
tra espressione e contenuto, nessun vincolo naturale è necessario > imprevedibilità
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Sbobina del 25 marzo PLURALITÀ E ASSOCIAZIONI DI CODICI Come abbiamo visto in precedenza ci sono pluralità di codici, perché ci sono pluralità di espressioni che sono diverse attualizzazione della facoltà di linguaggio, di come abbiamo detto, della capacità di associare contenuto ad espressione; a seconda dell’espressione avremo un codice o un altro. Sia gli animali ma anche l’uomo hanno a disposizione una pluralità di codici e spesso li usano in maniera associativa, cioè li associano nell’uso (es. api: danza mimico-tattile) oppure li usano separatamente, singolarmente, e spesso dando una specializzazione funzionale (es.api: danza per indicare il cibo, ma con rilascio di feromoni e vibrazioni acustiche per l’allarme) L’uomo, oltre alla lingua, ha altri codici, come quelli corporei: sguardo, gesti, mimica facciale, movimenti, posture, vocalizzazione non verbali. Ci sono dei: ● Messaggi corporei universali es. il colpo di sopracciglio che in molte culture avrebbe uno stesso significato cioè adesione positiva ● Messaggi corporei specifiche diversi da cultura a cultura es. i gesti con la testa a per ‘sì’ e ‘no’ (NON sono universali) MA la lingua (il linguaggio verbale) e attualizzazione della facoltà di linguaggio che ha caratteri di specialità e di unicità. Quindi l’attualizzazione delle lingue verbali è ciò che caratterizza l’uomo. Arbitrarietà del segno linguistico Le lingue sono doppiamente arbitrarie o arbitrarie in senso forte (Saussure 1916) Doppia arbitrarietà, intesa come in senso: ● In senso verticale (già Platone e Aristotele): Significato ↕ Significante Si riferisce che nel segno ci sta l’associazione di significato-significante di contenuto d’espressione. E di questo ci aveva riflettuto la filosofia greca-antica e riguarda l’arbitrarietà cioè il fatto che non sia motivato, non ci sia nessun vincolo naturale, necessario tra espressione(significante) e contenuto (significato); cioè non c’è nessun vincolo tra espressione e contenuto, per cui la parola tavolo veicola, in italiano, l’immagine mentale nell’elemento con quattro piedi. Non ce nessun vincolo tra espressione e contenuto, nessun vincolo naturale è necessario > imprevedibilità

Saussure propone che le lingue, in parte, siano doppiamente arbitrarie o arbitrarie in senso forte cioè non in un unico senso ma anche il senso: ● Senso orizzontale cioè arbitrarietà tra significato e significanti Significato ↔ significato Significante ↔ significante Arbitrarietà orizzontale I Il rapporto tra significati è arbitrario cioè non è necessario, per sé fosse necessario ci sarebbero le stesse distinzioni Prendiamo l’esempio tra italiano e francese, come vediamo alla parola “albero” vediamo la corrispondenza “Arbre”, alla parola “bois” francese corrisponde “legna, legno e bosco, mentre “foresta” corrisponde a “Forêt”. La dov’è il francese non distingue “legna, legno e bosco” e tutti ricadono in “bois”, in italiano c’è una distinzione; quindi, come vediamo il rapporto tra significati è arbitrario, cioè non è necessario, se fosse necessario il rapporto tra significati le lingue farebbero le stesse distinzioni, cioè ci saranno tre parole in italiano, tre parole in francese e così via. Ma proprio perché il rapporto tra significati è arbitrario le lingue sono libere di fare distinzioni differenti come del caso di Italiano-Francese. Ogni lingua classifica l’esperienza raggruppando significati e associandoli a determinati significanti. Tali classificazioni sono arbitrarie e si impongono ai parlanti come scelte obbligatorie (distinzioni obbligatorie). Spesso si collegano a credenze antiche (es numerali composti con classificatori in giapponese). Italiano Francese Albero Arbre Legna Bois Legno Bois Bosco Bois Foresta Forêt Arbitrarietà orizzontale II Il rapporto tra significati è arbitrario. E vediamo un altro esempio tra italiano ed olandese e italiano e latino classico. Per quanto riguarda italiano, esso non riconosce una distinzione nella sostanza fonica fra “a lunga” e “a corta”, mentre il latino classico e l’olandese sì. Il rapporto dunque, come abbiamo detto, è arbitrario poiché una lingua lo fa valere come pertinente, mentre l’altra no, altrimenti sarebbe rispettato in tutte le lingue. Es. 1 italiano olandese /‘Kasa/. = casa /‘man/= uomo [‘ka:sa] = casa /‘ma:n/= Luna Es.2. Italiano Latino classico

● LIVELLO FONETICO-> traccia iconica a livello fonetico onomatopee : chicchirichì, miagolio, gracchiare, abbiamo già il significato, l’espressione somiglia al contenuto; fonosimbolismo : associazione espressione-contenuto: nel suono “s” la velocità, o “r”, la fluidità, “u” la paura, “i” piccolezza ed allegrie. Voyelle di Rimbaud è l’esempio più eclatante, associa ad ogni vocale un mondo totalmente diverso, in base alle sensazioni e ai colori associati ad esse, (nigry ci ha proposto Marra perché è più catchy e perché voleva condividere questo brano con noi, perché è superlativo). ● LIVELLO MORFOLOGICO-> formazione del plurale ; processo fonologico di flessione, qui l’aspetto iconico è dato dal fatto che l’espressione assomiglia al contenuto, grazie all’allungamento della parola si riconosce il plurale, es. ingl. Bag-s, in un’espressione corta si riconosce un’unità, in una più lunga, più quantità. ● LIVELLO SINTATTICO-> sequenza , es. it. Continua così e verrai bocciato = la sequenza a livello sintattico ha tratti iconici perché in questo tipo di frasi l’espressione rimanda effettivamente alla sequenza reale degli eventi, non posso invertire i due verbi, in questo caso si vede la somiglianza dell’espressione (i due verbi) con il contenuto (eventi); LIVELLO LESSICALE-> composti “parzialmente immotivati” [arbitrarietà vs motivazione], es. ted. Handschuh (guanto) letteralmente mano-scarpa; numerali es. ventiquattro. 2 e 40 sono arbitrari, nel composto 42 prevedo iconicità. Qui le tracce iconiche sono date dal fatto che ci sono parole che hanno arbitrarietà verticale imprevedibilità tra contenuto ed espressione, (è impossibile prevedere il contenuto partendo dall’espressione e viceversa), ma con gli esempi fatti possiamo prevedere il significato. LE LINGUE SONO DOPPIAMENTE ARBITRARIE IN SENSO (SIA IN SENSO VERTICALE CHE ORIZZONTALE) Ricorsività: Possibilità di inserire nel corpo dell’enunciato una stessa regola (detta appunto ricorsiva) più volte, favorendo la produttività sintattica. Es. inserzione della Regola della Relativa ( N→N+Frel ) [sostituzione del nome con: **nome

  • frase relativa** ]; Claudia, che ama i libri, studia; Claudia, che ama i libri che le regala Ugo, studia sempre... possiamo espanderla all’infinito aggiungendo altre relative. Coesione: Proprietà che riguarda in particolare la relazione tra elementi dell’enunciato e che permette alle lingue di essere codici STAND-BY (possibilità di inserire al loro interno delle [?] all’interno della frequenza principale) la relativa di prima ne è un esempio che abbiamo potuto fare grazie all’ intonazione e grazie al mezzo strutturale , meno superficiale dato dalla coesione (claudia + studia: coesione a livello morfosintattico perché soggetto e verbo i accordano) es. più evidente in latino, grazie ai casi, che hanno delle marche morfologiche ben evidenti , che mettevano in evidenza elementi nominali… che oltre ad esprimere il caso esprime anche la funzione legata alla frase: librum tibi rubrum donavi (il libro rosso ti ho dato) libro e rosso essendo tutti e due all’accusativo singolare, dà la possibilità al ricevente di decodificare il messaggio perché coeso dalle marche morfologiche. Il grado di coesione varia da lingua a lingua. Esempio: in inglese, abbiamo un alto grado di coesione, che non è dato dalla morfologia flessiva quasi assente, ma dall’ordine sintattico rigido SVO, il verbo sta in mezzo al

soggetto e all’oggetto; in latino invece è all’ultima posizione, e grazie alla particella nominale io capisco quale è il soggetto e quale l’oggetto. In inglese non avendo i casi, con l’ordine rigido garantisce la coesione. Contestualità: Proprietà per cui alcuni enunciati hanno senso solo all’interno di specifici contesti. Le lingue sono contestuali in senso forte (internamente ed esternamente). ⇒ REFERENZA INTERNA : contesto linguistico dell’enunciato quindi, linguistico dell’enunciato stesso: es. “…io no, “…mai” → hanno senso se collegati a precedenti enunciati, (altre frasi); ⇒ REFERENZA ESTERNA (aggancio deittico nel contesto oggettivo esterno all’enunciato- deissi [piano della comunicazione relativo agli elementi che non si concretano in parole, ma consentono un riferimento diretto alla situazione del discorso nello spazio e nel tempo] ): “prestami questa, per favore” (questa ha una referenza all’interno del concetto, in questo caso di genere grammaticale femminile e che è vicino all’emittente) Variabilità:

  • DIACRONICA → le lingue mutano nel TEMPO , attraverso l’uso della massa parlante;
  • DIATOPICA → le lingue mutano nello SPAZIO ;
  • DIASTRATICA → collocazione SOCIOECONOMICA e CULTURALE del parlante;
  • DIAFASICASITUAZIONE COMUNICATIVA , es: registro [±formale];
  • DIAMESICAMEZZO impiegato es. scritto, parlato, media Dicotomie Saussuriane Dicotomie saussuriane Ferdinand de Saussure, linguista ottocentesco che fa parte di quella grammatica storico-comparativa con cui nasce la linguistica scientifica e si occupa, nella seconda metà dell’800, delle lingue indoeuropee antiche. Dà un contributo notevole a questi studi e questo è sicuramente uno sviluppo ottocentesco da collocare negli studi diacronici della grammatica storico-comparativa sulla linguistica indo-europea. E’ un uomo dell’800, metaforicamente parlando, per la grandezza e la ricchezza dell’opera che ci ha lasciato nel 1916, ovvero “Cours de linguistique générale”. Sono corsi, quindi più di uno, in quanto lui non ha solo lavorato a Ginevra ma anche a Parigi, quindi è anche un'opera che ha anche alcuni aspetti di organicità limitata per cui certi argomenti vengono ripresi in altri passi del libro. Il libro è stato composto, dopo di lui, dai suoi allievi. Dalle riflessioni saussuriane partono gli spunti per i modelli di approccio all’analisi linguistica più importanti che hanno caratterizzato il 900 a partire dagli strutturalisti. Lo strutturalismo riprende l’idea del mutamento e ridefinizione del sistema. Le idee principali che si intendono come “dicotomie saussuriane" ma che in realtà nella formulazione saussuriana sono state riconosciute come sua riflessione o come riflessione che gli altri hanno dato di questo testo controverso sono:

Quindi possiamo inquadrare le cose attraverso la sincronia e la diacronia come 2 cose separate come 2 prospettive differenti con cui possiamo guardare alle lingue ma possiamo farle anche interagire. Quindi Saussure da un lato le distingue dicotomicamente proprio perché si veniva da un periodo storico dove la disciplina era essenzialmente diacronica, ma lui vuole chiarire il fatto che si possono anche guardare fenomeni linguistici in maniera sincronica.

  • Langue-parole=> sono 2 concetti dicotomici che però possono essere inquadrati anche nella loro interazione. Langue e parole fanno parte di un insieme di cose differenti. A livello astratto la Langue fa parte di un livello sociale, mentre la parole applica un livello concreto individuale, un aspetto necessario è anche il livello accidentale. La parole è il codice a cui facciamo riferimento quando compiamo un atto di comunicazione linguistico, ma per essere recepito dal ricevente, noi e il ricevente, facciamo riferimento allo stesso codice quindi alla stessa langue, cioè istituzione sociale per riferirsi al codice linguistico. L’atto di parole individuale, concreto e accidentale, per essere capito deve far riferimento a questa entità trascendente che è la langue. Quindi la langue è essenziale per dare atti concreti, a livello astratto e sociale, alla parole. Quindi c'è un valore di staticità e di stabilità tra la langue e la parole. La dimensione dinamica della parole ha la possibilità di forzare la langue e di modificarla e in qualche modo ridefinire il sistema. Un esempio possono essere i neologismi, se una nuova parola entra a far parte del sistema, entra tramite atto di parole.
  • paradigmatico - sintagmatico => Da un lato si parla di 2 concetti dicotomici, dall'altro parliamo della loro relazione dell’asse paradigmatico e dell'asse sintagmatico. I livelli sono dicotomicamente quello astratto dell’ asse paradigmatico e quello concreto dell’asse sintagmatico. Il livello astratto dell’asse paradigmatico è quello che riguarda la scelta (in absentia), il livello concreto è quello della combinazione (in praesentia). L’asse paradigmatico è da immaginare come verticale, l’asse sint. come orizzontale ed ha a che fare con la linearità posizionale in cui noi posizioniamo elementi e ci esprimiamo nelle stringhe delle frasi e comunichiamo attraverso la formulazione dei messaggi, che sono disposti in successione lineare. Ma questi elementi per metterli sul piano sintagmatico noi li prendiamo da un magazzino di memoria che è il lessico, che si colloca sull’asse paradigmatico (verticale) e ha a che fare con il livello astratto, con l’operazione di scelta libera e in absentia. Ciò significa che io apro il lessico, magazzino di memoria dove c'è tutto il materiale linguistico che io posso usare, ed è organizzato secondo delle forme.

Posso scegliere liberamente da questo asse paradigmatico o dal lessico, ma nel momento in cui poi li ho tirati fuori, per associarli e metterli linearmente (quindi orizzontalmente) sull'asse sintagmatico interviene l’obbligo da parte della grammatica perché nel momento in cui prendo gli elementi liberamente dal lessico, non ho ancora formulato il messaggio quindi siamo sul livello astratto, in absentia e posso fare una libera scelta, nel momento in cui invece io faccio il messaggio e quindi lo comprendo, queste forme, che prendo per come sono messe nei cassetti del dizionario, le devo trattare attraverso processi morfologici perché sono sull’asse sintagmatico in associazione con altri elementi. Quindi se per esempio prendo un livello astratto paradigmatico del lessico poi, al lato del concetto dell’asse sintagmatico, devo valutare se lo devo mettere in prima, seconda,terza persona sing. o plu. se il soggetto che ho scelto liberamente dall’asse paradigmatico devo metterlo al sing, plu al maschile o femminile ecc. Per esempio “ il topo mangia il formaggio” => è un messaggio concreto quindi parliamo di asse sintagmatico. Sull’asse paradigmatico invece avevo degli oggetti con diverse forme e potevo liberamente scegliere tra ‘topo-cane-struzzo-bambino ecc’. Scegliendo “topo” devo considerare che l'articolo determinativo che nell’asse paradigmatico mi risulta come ‘il-lo’’, prende la forma di questo oggetto e per calarlo sull’asse sintagmatico devo fletterlo nella forma singolare che può accompagnare il nome ‘topo’ ovvero => ‘il topo’. Se avessi scelto struzzo avrei dovuto riflettere sull'asse sintagmatico come ‘lo struzzo’ e così via. Ricapitolando: saussure non parla di asse sintagmatico e paradigmatico ma, nella successiva formulazione degli strutturalisti si parla di questi assi proprio per riferirsi da un lato al lessico che si colloca sull’asse paradigmatico dove abbiamo libera scelta tra tutte le parole possibili e, per concretizzare questa libera scelta sull'asse orizzontale sintagmatico, devo tenere conto delle relazioni tra i singoli elementi e sono obbligato dalla grammatica, che si trova sempre in quest'ultimo asse, ad esprimere delle opzioni ( quindi flettere gli elementi al mas. femm. plu. sing ecc)